La straordinaria invenzione di Hugo Cabret, Brian Selznick (Mondadori 2011) a cura di Micol Borzatta

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Parigi 1931.

Hugo Cabret è un bambino di dodici anni che vive all’interno della stazione centrale di Parigi e si occupa di tenere sempre funzionanti gli orologi.

Filgio di un orologiaio, fin da piccolo seguiva il padre e imparava piano piano il lavoro, tant’è che a sei anni sapeva già aggiustare i meccanismi più semplici.

Il padre lavorava sia come orologiaio che al museo, e proprio al museo un giorno trovò un automa.

Lasciatosi convincere da Hugo a ripararlo, una sera rimase dentro al museo dopo la chiusura, e quando scoppiò un incendio, purtroppo ne rimase vittima.

Hugo trovò tra le macerie l’automa che stava sistemando il padre, e decise di portarlo con sé dallo zio.

Lo zio era un ubriacone e una sera non tornò a casa. Hugo, per paura di finire in orfanotrofio, decise di non dire nulla a nessuno e di occuparsi lui del lavoro dello zio: tenere attivi gli orologi della stazione.

Nel frattempo piano piano sistemò il suo automa e quando scoprì che la figlia del giocattolaio aveva la chiavetta per attivarlo un grande mistero gli si aprì davanti agli occhi.

Romanzo davvero molto particolare dove la storia viene raccontata prevalentemente tramite immagini e disegni, alle quali ogni tanto vengono aggiunte alcune pagine di narrazione scritta.

La qualità delle tavole disegnate è davvero immensa, tutte in bianco e nero sono eseguite molto minuziosamente e trasmettono perfettamente la storia che vogliono raccontare.

La storia in sé è stupenda, vengono marcati i valori familiari, l’importanza della storia e della conoscenza e la bontà di cuore.

Libro adatto a qualsiasi età, ogni pagina è un’opera d’arte.

Micol Borzatta

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Una coppia quasi perfetta, Nina Sadowsky (Newton Compton 2017) a cura di Micol Borzatta

Recensione pubblicata sul blog Milano Nera con cui collaboro
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Il romanzo parte subito in quarta: il cadavere di un uomo con un coltello nella pancia giace su un letto in un albergo  e intorno a lui una donna bionda con un bikini verde acido e pareo sta ripulendo tutto.
Dopo questa scena mozzafiato si torna indietro nel tempo, al  giorno in cui Ellie si sposa diventando la signora Beauman.
Il matrimonio procede bene, ma Rob, il marito, un giorno dice qualcosa che la turba.
Altro salto temporale e troviamo Ellie intenta a  tagliare il labbro inferiore del cadavere, che ora sappiamo non essere  Rob. Poi,  mentre scappa dall’ albergo, rischia un incidente in macchina.
Andando avanti e indietro nel tempo, si procede nella storia per scoprire che fine ha fatto Rob, chi è l’uomo che Ellie ha ucciso e perché.
Nel frattempo viviamo anche la vita e le indagini del detective Broussard che iniziano con la sparizione di un bambino, seguito da altri tre, nell’arco dei successivi sette mesi.

Sorgente: Una coppia quasi perfetta – MilanoNera

Il meraviglioso vinile di Penny Lane, Giordano Criscuolo (Eretica Edizioni 2017) a cura di Micol Borzatta

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Emily ha sedici anni. Dopo aver perso la madre, unico genitore che le era rimasto, vivrà a casa della nonna, l’unica persona, insieme al suo amico LP, proprietario di un negozio di dischi in vinile che la soprannominata Penny Lane, che sapranno amarla e starle vicino.

LP ha 28 anni, è divorziato e ha un amore viscerale per Penny Lane, tant’è che cerca in tutti i modi di starle vicino e ha deciso che quando rimarrà totalmente da sola, dopo la morte della nonna, la farà stare a casa sua.

Penny Lane passa parecchio tempo nel negozio di LP, e un giorno scopre in una vetrinetta uno strano vinile con la copertina tutta nera con al centro due scarpette rosse.

LP fa di tutto per impedire a Penny Lane di prenderlo, ma lei lo desidera talmente tanto che arriva al punto di rubarlo, ma quando a casa decide di ascoltarlo succede la tragedia.

Infatti Penny Lane trova la nonna decapitata in cucina, scena talmente forte che la fa svenire, e al suo risveglio si ritrova in un mondo stranissimo pieno di nani e strane creature.

Romanzo brevissimo, un centinaio di pagine, ma con un formato talmente piccolo da stare in una mano, che sa però trasportarci in un mondo del tutto nuovo, che pur essendo molto sulla falsa riga di Alice nel paese delle meraviglie ci fa gustare un’avventura completamente nuova.

Descrizioni davvero strepitose fanno sì che si riesca a evocare intorno a noi tutta l’ambientazione protagonista, così da darci l’impressione di aver oltrepassato la linea che divide reale dal fantastico insieme a Penny.

I personaggi, sia quelli del mondo reale che quelli del mondo fantastico, sono realizzati minuziosamente e dettagliatamente, con uno spessore straordinario che li porta a uscire dalla loro dimensione bidimensionale facendoceli trovare intorno a noi durante la lettura, così che sia possibile toccarli con mano.

Il coinvolgimento è davvero totale, l’immersione così profonda che per un paio d’ore circa sembra davvero di essere stati in un altro mondo e tutto ciò che ci circonda normalmente viene dimenticato.

Un viaggio epico che riesce quasi a surclassare quello ormai famosissimo di Carroll.

Micol Borzatta

Lo stato di grazia e altri racconti, Harold Brodkey (Il sole 24 ore 2012) a cura di Micol Borzatta

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Brevissima raccolta di tre racconti autobiografici, in cui l’autore si mette a nudo raccontando le sue paure, i suoi sogni e i suoi desideri, mentre sta cercando il suo posto nel mondo.

Di per sé molto profondo, lo stile dell’autore ha un grandissimo potere evocativo che permette di entrare profondamente e totalmente nella sua vita e nel suo animo, affondando dentro la sua psiche e il suo cuore, ma purtroppo con un ritmo molto lento, pesante e affaticante.

Altro piccolo difetto che sono tutti e tre troppo similari tra di loro, e se letti uno dietro l’altro, vista appunto la brevità della raccolta, sono troppo ripetitivi e sembra di leggere sempre la stessa cosa.

Nel complesso è una lettura comunque molto interessante che porta a rivivere anche la nostra adolescenza, oltre a quella dell’autore, e a porgi tantissime domande, e a riflettere su come si potrebbe vivere meglio e insegnare a vivere meglio la relazione con il prossimo, con la società e soprattutto il rispetto per tutto quello che ci circonda.

Una brevissima lettura che però sa dare tantissimo, se solo le diamo la sua opportunità.

Micol Borzatta

Nel verso giusto, Emilio Napolitano (Eretica Edizioni 2017) a cura di Micol Borzatta

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Piccolissima raccolta di racconti, esattamente sette, composta da un totale di 73 pagine che si legge in un’oretta e sa cambiarti la vita.

Ogni racconto infatti affronta, come argomento di base, la vita e l’impatto che la vita ha su di noi.

I sette protagonisti vivono in prima persona il significato del detto dare un senso alla propria vita, chi lo fa con l’umorismo, chi lo fa con coraggio avventurandosi su strade sconosciute, chi con il sorriso, chi semplicemente condividendo tutto con il proprio partner, nonostante esso sia totalmente diverso, negativo e pessimista.

Sette racconti che sanno aprire il cuore del lettore, dando parecchi spunti di pensiero e facendo vedere un modo del tutto diverso di affrontare le difficoltà quotidiane.

Una raccolta che andrebbe letta in tutte le scuole per insegnare ai ragazzi fin da adolescenti come poter migliorare le loro vite.

racconti davvero entusiasmanti, dai quali non si riuscirà a staccarci e che sanno affondare nella parte più profonda del cuore e dell’animo.

Micol Borzatta

Rubinetteria, Andrea D’Urso (Eretica Edizioni 2016) a cura di Micol Borzatta

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Piccolissima raccolta di poesie, scritte da un rappresentante di rubinetti che ogni giorno, mentre viaggia con il suo campionario, si porta in giro un taccuino in cui scrive ogni volta che gli viene l’ispirazione o che gli capita qualcosa di molto particolare e toccante, composta solo da 55 pagine, in cui possiamo entrare a contatto con l’animo dell’autore.

Purtroppo non è la migliore raccolta di poesie che si possa leggere.

Il primo motivo di questa mia affermazione riguarda già subito la prefazione di Nicola Vacca. Una prefazione di una pagina e mezza che si poteva tranquillamente ridurre a un terzo perché è una continua ripetizione dello stesso concetto. Oltretutto scritta veramente male per quanto riguarda gli errori grammaticali di cui è veramente piena.

Errori che possono tranquillamente essere notati anche da chi non è del settore da quanto sono palesi.

Le poesie. Qui arriva un altro tasto dolente.

Premettendo che gli scritti sono profondi, ti fanno veramente entrare in contatto con l’animo dello scrittore, ti trasmettono una parte di sé, e in alcuni punti anche molto complessa, non si possono chiamare poesie.

Sembrano molto di più piccoli sfoghi di coscienza buttati giù in maniera molto approssimativa e casuale. Pensieri sporadici e momentanei che l’autore ha voluto registrare, commenti a episodi accaduti, o brevi appunti sulla giornata trascorsa o sui sogni notturni.

A differenza della prefazione nelle poesie non ci sono errori o refusi, anzi a livello grammaticale sono davvero scritte bene, quello che manca è la musicalità e il ritmo che dovrebbe avere un’opera poetica.

Nel complesso non è una brutta opera, e permette di passare di un’oretta tranquilla e un po’ diversa dal solito.

Micol Borzatta

I misteri di Chalk Hill, Susanne Goga (Giunti 2016) a cura di Micol Borzatta

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Charlotte Pauly è un’istitutrice tedesca, che a causa di uno scandalo avvenuto a Berlino, in cui lei era del tutto innocente, è costretta a lasciare la Germania per trovare lavoro.

Si trova così assunta a Chalk Hill per essere la nuova istitutrice di Emily, una bambina di otto anni che ha perso la madre pochi mesi prima.

Durante il suo servizio Charlotte è testimone di eventi molto strani che stanno portando la bambina a soffrire a livello mentale e psicologico.

Il padre, preoccupatissimo, decide di rivolgersi a Thomas Ashdown, un giornalista che lavora anche con una società di studiosi del paranormale, per vedere se i problemi di Emily sono spiegabili con la scienza o con il soprannaturale.

Charlotte e Thomas iniziano subito a indagare, ma quello che scoprono è troppo sconvolgente.

Romanzo gotico con una grande suspance che perdura per tutta la lettura e che ricorda tantissimo le atmosfere di Jane Eyre.

Descrizioni davvero molto ben fatte permettono di partecipare attivamente alla storia narrata, sentendoci coinvolti come se fossimo direttamente dentro il libro.

Perfetta anche la narrazione, fatta in uno stile molto leggero e scorrevole, ma contemporaneamente appassionante, conturbante e profondo, che racconta lo svolgersi dei fatti lasciando sempre qualche indizio piccolissimo qua e là, ma senza mai svelare tutto, se non alla fine con un colpo di scena davvero geniale.

Mistero, romanticismo e atmosfere gotiche in un incredibile mix che non ha nulla da invidiare alle stile delle Bronte o della Austen.

Micol Borzatta