Regina di ossa, Alisa Kwitney (Giunti 2019) a cura di Micol Borzatta

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Elizabeth Lavenza è una studentessa americana di medicina biomeccanica presso l’Accademia Ingold in Inghilterra.

Mentre sta assistendo a una lezione tenuta dal preside di facoltà Moulsdale, fa la conoscenza di William Frankenstein.

William è il fratello di Victor Frankenstein, che tempo prima è stato ferito a morte e avvelenato dal suo compagno di stanza e amico Henry.

Credendolo morto, lo hanno trasformato in un biomeccanico, ma durante l’operazione, nonostante il corpo di Victor non reagisse, la sua mente si svegliò, rendendolo l’unico biomeccanico con una coscienza e un’anima.

Lizzie e Victoir vengono in contatto quando Lizzie si trova a dover sistemare quello che crede essere un biomeccanico difettoso, ma scoprire che in realtà ha un’anima, dei ricordi e una coscienza, fa sì che fra i due si crei una relazione e che Lizzie decida di aiutalo a scoprire le motivazioni della sua mode.

Romanzo retelling del famosissimo romanzo di Mary Shelley, tutto in chiave femminile.

La storia è molto interessante e, pur utilizzando elementi poco originali, a suo modo originale, grazie a come vengono mischiati e utilizzati i vari elementi.

I personaggi sono molto ben caratterizzati, e totalmente all’avanguardia, specialmente il personaggio di Lizzie che è fuori da qualsiasi canone e stereotipo dell’epoca in cui è ambientata la storia.

La storia sentimentale tira Lizzie e Victor è solo un sottofondo, non prende troppo spazio, ma crea quell’aura romantica che coinvolge ancora di più il lettore.

Una lettura stravagante e molto piacevole, perfetta anche per un pomeriggio al mare.

Micol Borzatta

Copia inviata dalla casa editrice
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Storia della bambina perduta, Elena Ferrante (E/O 2014) a cura di Micol Borzatta

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Elena torna dalla Francia insieme a Nino, il loro viaggio è finito e lo stesso l’idillio, infatti Nino non ha lasciato la moglie, ma Elena decide di stargli lo stesso vicino.

Sia lei che Lila rimangono incinte nuovamente nello stesso periodo, Elena di Nino e Lila di Enzo, e a pochi mesi di distanza danno alla luce due bambine, nascono così Nunzia, detta Tina, figlia di Lila e Immacolata, detta Imma, figlia di Elena, entrambe portano il nome delle nonne materne.

Elena si stufa dei continui tradimenti di Nino, così decide di trasferirsi sopra l’appartamento di Lila.

Questo riavvicinarsi fa sì che le due amiche rinstaurino un legame davvero e profondo e che decidano di scrivere un articolo denuncia a quattro mani contro i Solara, che ora gestiscono anche un traffico di eroina, quando Alfonso Carracci viene ucciso a bastonate perché omosessuale.

Eroina che porterà alla morte Rino, il fratello di Lila, e quasi alla morte il figlio di lei, Gennaro, salvato per miracolo.

Elena nel frattempo ha pubblicato il suo terzo libro, e questo porta tutti a credere che sia lei la sola artefice dell’articolo denuncia.

Il 16 settembre 1984 Tina, la figlia di Lila, sparisce nel nulla.

Alcune voci dicono che sia stata investita e portata chissà dove da un tir mentre stava rincorrendo una palla blu sullo stradone principale.

Nessuno crede a questa versione, anzi sono molto più propensi a credere che sia stata rapita dai Solara.

Nel frattempo Lila cade in depressione e deperisce sia fisicamente che mentalmente, depressione che la porta a volersi cancellare per sempre e totalmente…

Quarto e ultimo volume della saga L’amica geniale.

Ancora una volta troviamo una grandissima trasformazione sia dei rapporti tra Elena e Lila, ma anche dei personaggi stessi, che fanno un’ulteriore crescita, mentale e caratteriale oltre che fisica.

Anche questa volta, come nell’ultimo volume, ci sono moltissimi salti temporali perché gli anni coperti sono tantissimi, a differenza dei primi due volumi che erano molto più lineari e circoscritti.

Lila si dimostra ancora una volta molto forte e dura, una donna testarda, che sa come ottenere quello che vuole, forgiata dalle mille battaglia che la vita le ha messo davanti, ma diventa anche la dimostrazione di come la montagna più dura possa rompersi e crollare se le viene assestato il colpo giusto.

Elena invece è sempre la solita donna insicura che vive nell’ombra dell’amica, e che anche quando riesce a ottenere qualcosa da sola, non è convinta di esserselo meritato, infatti si sente sempre inadeguata, anche verso la famiglia e i figli.

Si nota molto bene lo sviluppo del rione, che nonostante lo scorrere del tempo sotto sotto non cambia, mantiene i suoi codici e le sue regole non scritte, che obbligano tutti a comportarsi in un determinato modo se non vogliono ripercussioni.

Una Napoli rionale in cui da fuori sembra essere totalmente diversa da come in realtà è, il turista non capirà mai come sia viverci veramente.

Una saga davvero istruttiva e completa che ci permette di vivere anche i fatti storici più importanti della nostra epoca.

Micol Borzatta

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La torre nera, Stephen King (Pickwick 2017) a cura di Micol Borzatta

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Jake e Pere Callahan stanno combattendo le truppe sataniche dentro il Dixie Pig, luogo pieno di vampiri e portali su altri mondi, e Callahan si sacrifica in modo da salvare Jake.

Mia e Susannah si dividono, e la prima partorisce il bambino che avevano in corpo, Mordred Deschain, figlio di Susannah e Roland.

Essendo anche figlio del Re Rosso, la prima azione di Mordred è quella di trasformarsi in ragno e di mangiarsi la madre Mia.

Susannah uccide altri agenti del Re Rosso e riesce a riunirsi a Jake.

Mordred, però, non ha intenzione di lasciarli fuggire, così diventato adulto a una velocità incredibile inizia a inseguirli trasformarsi da uomo a ragno e viceversa in base all’occasione per poter finalmente uccidere Roland.

Nel frattempo Roland ed Eddie tornano in dietro e riunitisi con il resto del ka-tet possono combattere per liberare i Frangitori, obbligati a utilizzare le loro capacità mentali soprannaturali per distruggere i Vettori che tengono in piedi la Torre.

Appena liberati i Frangitori Roland, Jake ed Eddie si trovano a superare prove che li porta anche alla morte, per poter raggiungere finalmente la Torre, prove che li portano anche nel 1999 dove salveranno la vita di Stephen King stesso.

Ultimo romanzo della saga di La Torre Nera, ci troviamo finalmente a vivere la conclusione del viaggio, una conclusione che in realtà non è una conclusione, ma solo l’inizio di qualcos’altro.

Un ultimo volume dove troviamo tutte le risposte che cercavamo, dove le nostre speranze non vengono distrutte, ma anzi alimentate con un nuovo inizio, sempre uguale ma con qualcosa di sostanzialmente diverso, nonostante i personaggi muoiano tutti, come la scuola del buon vecchio Martin insegna.

La narrazione è scorrevole e avvincente.

Rispetto ai volumi precedenti abbiamo molte meno descrizioni, anche perché il mondo ormai lo conosciamo bene, i protagonisti pure e possiamo concentrarci solo sulle battaglie finali, che sono davvero impegnative.

Un volume stupefacente che fa venire davvero la voglia di riprende in mano il primo e riniziare il viaggio insieme a Roland, per rigoderci nuovamente ogni singolo momento.

Micol Borzatta

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Chiave 17, Marc Raabe (Newton Compton 2018) a cura di Micol Borzatta

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Berlino.

Nel Duomo viene ritrovato il cadavere di Brigitte Riss, pastora della Chiesa.

Il suo corpo è appeso a più di cinquanta metri di altezza e al collo ha una chiave con inciso il numero 17.

Quella chiave è l’elemento centrale di tutto.

A indagare viene chiamato Tom Babylon, che già in passato ha avuto a che fare con omicidi che recavano come firma la stessa identica chiave.

Oltretutto il caso potrebbe finalmente condurlo a scoprire qualcosa di più sulla sparizione di sua sorella.

Primo romanzo dedicato a Tom Babylon, abbiamo un perfetto romanzo d’apertura in cui le vicende odierne, relative alle indagini del caso, vengono intervallate con capitoli dedicati al passato e alla vita di Babylon, in modo che possiamo conoscerlo a fondo e appassionarci a lui e alla sua vita.

Segreti tenuti nascosti per anni tornano alla luce.

La lettura scorre veloce nonostante i continui cambi temporali e spaziali, grazie allo stile dell’autore che sa come incuriosirci senza confonderci.

Bellissima la caratterizzazione dei personaggi che, insieme al linguaggio crudo usato per descrivere certe situazioni, ci permettono di creare la giusta atmosfera intorno a noi e di sentirci totalmente immersi e coinvolti.

I colpi di scena poi sono molto ben distribuiti e ci tengono in perenne tensione.

Un romanzo che sa davvero colpire e che ci porta a voler leggere ancora tantissimo su Tom Babylon.

Micol Borzatta

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West, Carys Davies (Bompiani 2019) a cura di Micol Borzatta

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John Cylrus Bellman, una mattina dichiara alla sorella Julie e al vicino di casa Elmer Jackson che vuole partire verso il West, in un viaggio che durerà circa due anni, e in cui percorrerà lo stesso tragitto effettuato dal capitano Lewis e dal capitano Clark su richiesta del vecchio Presidente.

Le intenzioni di Cy sono quelle di fare tutto il tragitto dalla Pennsylvania fino a St. Louis, e da lì alle Stony Mountains, le Montagne Rocciose, ed esplorare la parte di territorio che i due capitani avevano trascurato.

La sorella gli dà del pazzo, specialmente perché lascia a casa, alle sue cura, la figlia orfana di madre, ma Cy è convinto a partire.

Il giorno della partenza Bess, la figlia, rimane parecchio tempo a guardare l’orizzonte, nonostante la zia le abbia detto di far finta che sia morto, come del gesto avrebbe fatto lei, perché tanto non sarebbe mai tornato, sarebbe morto ucciso dai selvaggi.

Mentire il Padre è via, Elmer cerca di conquistare Bess, che però non ha nessuna intenzione di sposarlo.

Brevissimo romanzo, sono solo 170 pagine, che ci permette di fare un lunghissimo viaggio molto fuori dal comune.

Infatti mentre il Cy attravera tutto l’ovest, noi possiamo fare lo tesso viaggio ma mentale.

Un viaggio interiore che ci porta a trovare noi stessi. Un romanzo davvero magico con una narrazione semplice, alla potata di tutti, che conquista anche il lettore più diffidente.

Micol Borzatta

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Hunger Games, Suzanne Collins (Mondadori 2016) a cura di Micol Borzatta

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È il giorno della mietitura, ovvero tutti i dodici distretti facenti capo a Capital City devono sorteggiare un ragazzo e una ragazza come tributi e mandali alla capitale dove verranno gettati in un’arena per partecipare agli Hunger Games, giochi inventati per ricordare ai vari distretti chi comanda e chi ha il potere in mano, perfino quello di sacrificare i loro figli in una guerra all’ultimo sangue dove solo uno potrà salvarsi, dopo aver ucciso tutti gli altri concorrenti.

Quell’anno, per il distretto 12, vengono sorteggiati Prim, ma Katniss si offre subito volontaria al posto della sorellina minore, e Peeta.

I due ragazzi vengono portati a Capital City e qui istruiti da Effie e Haymitch nel combattimento e nella presentazione iniziale per accalappiare sponsor.

Katniss riesce a ottenere il punteggio più alto in tutte le prove pre arena e ad ammaliare tutto il pubblico, eclissando perfino i ragazzi dei distretti più ricchi, quelli che sono sempre stati i favoriti.

Entrata nell’arena Katniss si trova subito a dover combattere per la sua vita.

I giorni passano e le cose diventano sempre più complicate.

Si tratta di vivere, uccidendo gli altri, o morire, uccisi dagli altri.

Primo romanzo di una trilogia, veniamo catapultati in un mondo distotipo dove vige la regola del più forte.
La storia parte subito fin dalle prime pagine, entrando immediatamente nel vivo della storia e presentandoci il mondo e i personaggi piano piano.

L’azione è la vera protagonista della storia.

I personaggi sono molto ben caratterizzati, specialmente Katniss, grazie alla scelta dell’autrice di dare molto peso alla parte psicologica ed emozionale, cosa che mancava totalmente nei film, trasformando Katniss in una ragazzina senza spessore.

Gli avvenimenti sono molto ben collegati tra di loro, in maniera molto lineare e omogenea.

Una storia strepitosa con un finale che lascia la curiosità e la voglia di continuare la storia.

Micol Borzatta

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Il sonnambulo, Sebastian Fitzek (Einaudi 2013) a cura di Micol Borzatta

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Leon Nader è un architetto.

Una notte si sveglia e vede la moglie mettere in fretta le sue cose in una valigia e andarsene.

Cerca disperatamente di seguirla, inutilmente, e lo stesso vale quando inizia a cercarla telefonicamente.

Nessuno sa dove sia.

Leon inizia a preoccuparsi quando iniziano i vuoti di memoria.

Da piccolo soffriva di sonnambulismo e ha paura che sia ricominciato e di aver fatto del male a sua moglie durante una crisi.

Decide così di ricontattare lo psichiatra che lo ha curato da piccolo e di riprendersi mentire dorme.

Nel filmato si vede spostare l’armadio in camera e aprire una porta segreta, una porta che non è segnata su nessuna planimetria e che nessuno sa spiegargli, una porta che sa aprire solo mentire dorme.

Da quel momento le scoperte sono shockanti e deliranti.

Scoperte che lo faranno dubitare di tutto.

Romanzo spettacolare che ci porta a fare un viaggio inimmaginabile non solo nella mente del protagonista, ma anche nella mente dell’autore.

Come per tutti gli altri romanzi, anche in questo troviamo uno stile narrativo davvero particolare, che ha la capacità di trasmetterci tutti i cambiamenti della mente di Leon, sconvolgendo la nostra mente andando avanti con la lettura.

Fitzek riesce infatti con le parole a creare visioni nella mente del lettore e farle cambiare da sane e normali a insane e allucinanti.

Il linguaggio usato è semplice, ma cambia durante la lettura, seguendo il cambiamento della follia di Leon, ma nonostante questo non diventa mai incomprensibile.

Una lettura che sconvolge e conquista.

Micol Borzatta

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