Cose strane – Alessandra Paoloni – Delrai 2020

Recensione

Raccolta di quattro racconti, nata dalla voglia di provare a rispondere ai grandi interrogativi sulla vita e la morte.

Le storie hanno tutte ambientazioni ed epoche diverse, il filo conduttore è la volontà di affrontare realtà inesplorate, posti infestati e interrogativi senza risposta.

Le atmosfere sono tutte gotiche oggi anti, con grandi manieri inquietanti come film e romanzi gotici-horror ci hanno abituato.

High Wall

Tre racconti basati sull’intreccio tra la dimensione reale e quella spirituale, divisi in mente, corpo e anima.

Periferia di Glasgow, 1880.

Charlotte Plath, una bambina che ha perso i genitori, arriva a High Wall, la dimora dello zio, fratello della madre.

La casa è un enorme maniero gotico dai colori molto scuri. Ad attenderla la zia, una donna austera vestita a tutto, che fin da subito le fa capire che non è proprio ben accetta. Cosa che sembra aumentare quando scopre che la nipote è muta dalla morte dei genitori.

Charlotte viene subito reclusa nella sua stanza e le viene detto che lo zio è molto malato, quindi non può vederlo.

La bambina decide di provare a trovare lo zio, e viene aiutata da uno strano ragazzo che sparisce ogni volta che compare la zia e nessun altro sembra vederlo o interagirci.

Chi è questo misterioso vicino di stanza, e come mai sembra essere l’unica a vederlo?

Il racconto parte subito facendoci conoscere Charlotte e trasmettendoci tutto il suo dolore, facendocela subito amare al punto che vorremmo abbracciarla e consolarla, dirle che tutto andrà bene e c’è chi la ama.

Un’altra protagonista primaria che conosciamo subito è la casa, che viene descritta con termini molto particolari, paragonando le finestre a occhi e la porta alla bocca, umanizzan­do la e facendoci capire che avrà una volontà propria. La storia è molto intrigante, anche se in alcune parti ricorda altri grandi romanzi della letteratura gotica e horror, si fa seguire molto bene e attornia il lettore di un’aurea di inquietudine che non passerà nemmeno alla fine del racconto.

Questo è il racconto dedicato alla mente, corpo e anima a voi scoprirli, non posso mica spoileravi tutto.

Seconda porta a sinistra

Racconta di un’evocazione fatta inconsapevolmente e andata male.

Infatti partiamo subito nello studio di un medico. Capiamo essere uno psichiatra, in cui la protagonista deve raccontare quello che è accaduto una fatidica sera a Cripple Creek. Un evento che l’ha portata ad avere bisogno delle cure del professionista.

Il registratore viene acceso e la storia inizia…

Ritroviamo le stesse atmosfere lugubri del primo racconto, e anche stavolta, inizial­mente sono mascherate da situazioni normali.

Il trucco della registrazione e dell’invito del dottore nel prologo, portano il lettore ad affrontare il racconto con molta curiosità, tenendolo concentrato e attento.

Dimness-nella penombra

Siamo nella campagna inglese dove è nato il genere gotico.

Hampshire, 1818

La scena si apre sul professore dell’arte occulta Frank White Wood e un ragazzo, Dorian, che devono rimandare un demone nell’abisso da cui è venuto.

Dorian e gli altri ragazzi sono solo degli studenti figli di papà che non hanno idea di cosa stia succedendo e…

E per il momento nemmeno noi, ma andate avanti a leggere per scoprirlo, perché la storia è degna dei suoi predecessori che hanno dato i natali al genere gotico.

Semper Eadem

Una storia al rovescio che prende il lettore alla sprovvista, facendolo dubitare di tutto quello letto finora.

Una storia raccontata da più voci e da più punti di vista in cui compare una scelta e una trasformazione dal mondo mortale a…

E ci siamo di nuovo. Leggetelo per sapere perché ne rimarrete veramente colpiti e catturati, specie dal cambio di stile che avviene da una voce all’altra, differenziandolo, proprio come se fossero scritte da persone diverse. Tutte le storie rimangono con il finale aperto, portandoci a voler sapere cosa sarebbe accaduto se la storia fosse andata avanti.

Anche lo schema narrativo viene stravolto, proprio per destabilizzare il lettore per tutta la lettura.

Lettura veramente molto particolare, sia per impostazione che per contenuto.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice

Cronache della folgoluce vol. 2. Parole di luce – Brandon Sanderson – Fanucci 2014

Kaladin, finalmente libero dalla schiavitù, è diventato capitano al servizio della famiglia Kholin, con il compito di trasformare ex schiavi in soldati, incaricati di proteggere da tirare i suoi parenti.

Dalinar tra una visione e al risveglio trova dei glifi su una parete che sono un conto al rovescio alla vera desolazione. Informazione che lo portano a diramare un editto che non viene accettato dall’aristocrazia.

Shallan è in viaggio con Jasnah verso le Pianure Infrante alla ricerca del segreto per raggiungere Urithiru, quando vengono attaccati dai Sanguispettri che uccidono Jasnah.

Secondo volume della saga Le cronache della folgoluce, la storia riparte dallo stesso punto esatto in cui l’abbiamo lasciata nello scorso volume.

Unica grossa critica è relativa alla velocità di svolgimento di un evento che per iniziare ha impiegato due romanzi e poi alla fine di questo ha continuato troppo velocemente, come se non fosse troppo importante.

Ora che si è detto il negativo passiamo al resto del giudizio.

Il ritmo narrativo generale è molto lento, perchè ogni evento è un tassello che ci vuole preparare a qualcosa di enorme che ci è stato fatto intuire nel primo volume.

A differenza del volume precedente i combattimenti ci sono ma sono veramente molto meno, cosa che mi è piaciuta moltissimo, e che mi ha reso la lettura più scorrevole.

I colpi di scena sono svariati, anche se molti si intuiscono molto prima che avvengano.

Anche questa volta i capitoli sono narrati uno per ogni protagonista, e vengono intervallati da interludi dedicati a personaggi secondari e appartenenti a popoli diversi, in modo da avere tutti i punti di vista.

Interessante notare come i titoli dei due volumi di Sanderson siano anche i titoli di due tomi dentro la storia che hanno un ruolo fondamentale.

Tutte le descrizioni sono davvero minuziose, non troppo logorroiche e si amalgamano benissimo alla narrazione.

I personaggi sembrano molto realistici e si comportano in modo coerente sia con gli eventi che con l’epoca, tranne in rarissime occasioni in cui sembrano dei pagliacci poco comici.

Una lettura epica che non smette di conquistarci.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

Le lunghe ombre di ottobre – Kristopher Triana – Dunwich 2020

Recensione

Quando Gladys chiede a Joe e Danny di sorvegliare la sua casa per tre settimane in cambio di 500 dollari a settimana, a loro non sembra vero.

Decidono così di passare le tre settimane in compagnia di Robbie, Maxine, Kayla e Linda, ma non sempre è oro tutto ciò che luccica.

Fin dalla prima sera passata a Snowden Manor, strani rumori e strane apparizioni iniziano a comparire.

La casa infatti è abitata dal fantasma di una strega che cattura e imprigiona le anime all’interno della casa, e ora che Halloween si sta avvicinando, vuole il suo sacrificio annuale.

Anche altre anime cercano di contattare i ragazzi, specialmente Kayla, cercando di avvisarla e di convincerla a portare via i suoi amici per salvar loro la vita.

Tuttavia deve fare davvero in fretta perché con l’avvicinarsi di Halloween il potere della strega e della casa diventa sempre più forte.

Romanzo horror che assomiglia veramente tantissimo alle serie TV come American Horror Story, Hill house, Bly Manor, ma che a modo suo sa anche diversificarsi.

Certe parti sono un po’ volgari, sia per gli argomenti trattati che per il modo in cui vengono trattati, con un linguaggio molto terra terra, quasi da strada, ma che trasmette perfettamente l’ambientazione in cui i protagonisti vivono e si devono muovere.

Le descrizioni sono tutte fatte con questo stile, crudo e diretto, anche quelle riguardanti l’aspetto dei personaggi e degli ambienti.

Ruolo davvero importante, praticamente fondamentale, da personaggio principale, lo ha proprio la casa. Classica costruzione immensa, circondata da un vastissimo parco, arrivando dal dialetto si notano subito le torrette ai lati e la costruzione a più piani, con grandi vetrate. Un aspetto perfettamente gotico che le dona un’aurea di mistero, pericolo, ma anche attrattiva e magnetica.

A differenza di tutta la prima parte del romanzo, da quando i ragazzi rimangono da soli dentro alla casa, le descrizioni diventano più cupe, accurate, oscure, incutendo una sensazione di inquietudine nel lettore che incomincia a rimanere davvero catturato dalla lettura e a saltare in aria a ogni rumore che possa sentire intorno a lui.

Le apparizioni avvengono come i jumpscare dei film, prendendoci totalmente alla sprovvista e terrorizzandoci fin nelle profondità del nostro animo, a tal punto che il primo istinto è quello di chiudere il libro urlando, per poi tirare un lungo respiro e piano piano riaprirlo per vedere se la figura che ci ha spaventato è ancora lì o se è sparita permettendoci di procedere con la storia.

Una lettura che si raccomanda di fare di sera, con la luce bassissima e possibilmente da soli, per godersi maggiormente le atmosfere e la storia.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice

Cronache della Folgoluce vol. 1 La via dei Re – Brandon Sanderson – Fanucci 2011

Recensione

Prima dell’Ultima Desolazione il mondo era equilibrato da tre gruppi: gli Araldi, dieci individui praticamente immortali grazie alla loro capacità di tornare sia in caso di morte che di vita, dopo essere passati però per la Desolazione, i Cavalieri Radiosi, che sono formati da uomini e donne legati ai dieci Araldi equipaggiati con Stratospade e Stratocorazze, che permettono loro di resistere anche agli attacchi più forti, e i Nemici.

Un giorno, dopo l’ennesima battaglia, però gli Araldi decidono di abdicare al Giuripatto, in fondo fino a quando uno solo di loro avrebbe continuato a risorgere dalla Desolazione il patto non sarebbe crollato, e quel giorno sarebbe toccato a Talenel, che essendo morto sul campo non avrebbe potuto abdicare insieme a loro, lasciando la difesa dell’umanità ai Radiosi e convincendo gli umani di una loro vittoria in modo da tenerli tranquilli.

Passano 4500 anni, il mondo non ha più magia, ma le lotte continuano imperterrite.

Quattro personaggi saranno importanti in questa prima parte della storia: un chirurgo che deve lasciare la medicina e trasformarsi in uno spietato soldato; Un assassino che viene colpito dai rimorsi ogni volta che deve uccidere qualcuno; una bugiarda che si mostra come una studiosa quando invece è una ladra; e un principe, un grande condottiero la cui sete di battaglia sta sparendo.

Solo loro quattro hanno il potere di far cambiare il mondo, di far tornare la magia, ma mentre uno di loro ci salverà un altro decreterà la nostra distruzione.

Primo volume di una saga dedicata alle Cronache della Folgoluce.

Le descrizioni dei personaggi non sono fatte direttamente, ma impariamo a conoscerli, a riconoscerli e a capirli dalle loro azioni, i loro pensieri e il modo di affrontare. In questo modo li percepiamo in modo molto più reale, creando un legame empatico, e facendoci una nostra opinione.

Le parti emotive e psicologiche sono molto ben approfondite e fanno reagire i personaggi in maniera realistica.

Questo tipo di descrizioni viene utilizzata anche per le ambientazioni, che noi percepiamo man mano che i protagonisti li vedono, e ci interagiscono. In questo modo vengono creati intorno a noi piano piano, circondandoci durante la lettura e rapendoci lentamente dal mondo reale, portandoci in un mondo fantastico in cui rimarremo bloccati consapevolmente e da cui non vorremo più venire via.

La storia narrata è molto ben congegnata, si nota fin da subito che è strutturata su più capitoli, ma non abbiamo la solita impostazione da volume introduttivo, anzi entriamo molto bene nella storia e la viviamo da più punti di vista, anche da quelli di personaggi secondari che compaiono solo in uno o due capitoli.

Questo grazie alla struttura particolare del testo che ha degli Interludi tra le varie parti dedicati proprio a punti di vista secondari che però riescono a dare quelle informazioni in più che tornano utili per avere una prospettiva maggiore degli avvenimenti.

Una lettura veramente appassionante che vola, nonostante la sua mole e invoglia veramente a leggere i seguiti.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

La storia perduta – Elisabetta Gnone – Salani 2020

Recensione

Sono passati 15 anni da quando per la prima volta è stato pubblicato Il segreto delle gemelle, la prima storia ambientata nel villaggio di Quercia Fatata, dove abbiamo fatto la conoscenza di Vaniglia e Pervinca, due gemelle nate a dodici ore una dall’altra, una a mezzogiorno e una a mezzanotte, una strega della luce e una strega del buio.

Oramai le nostre ragazze sono nonne, e durante una delle tante visite di una sorella all’altra, si mettono a sistemare vecchie fotografie, ricordando eventi di quando erano piccole, e tra questi una storia perduta, una storia non ancora raccontata, che hanno scoperto quando, per un compito di storia, hanno dovuto creare i loro alberi geneologici.

E così ci rituffiamo in una nuova avventura con eleganza nostre beniamine e la loro banda… Forza allora, corriamo a unirci alla Banda del Capitano e iniziamo a indagare sull’anno della balena.

Ottavo volume dedicato a Fairy Oak e uscito, come detto all’inizio, 15 anni dopo la prima pubblicazione.

Ritroviamo le gemelle un po’ cambiate, e non solo perché oramai sono cresciute, sono diventate genitori e poi nonne.

Sono più mature e sagge, ma non per questo si sono calmate, continuano con le loro avventure e i voli notturni.

La narrazione salta dal presente al passato, portandoci così a seguire le ragazze ancora bambine durante un nuovo anno della balena e da adulte, mentre prendono un the con la loro amica Felì, la fatina che le ha fatte crescere e che ora si sta occupando delle loro nipoti.

Durante tutta la lettura ritroviamo quel sapore malinconico ma anche confortevole di quando incontri vecchi amici dopo tantissimo tempo, un sapore però anche doloroso, perché alla fine del romanzo dobbiamo nuovamente dir loro addio, e non sapremo se avremo ancora modo di rivederli o se questa volta è un addio definitivo.

Come sempre descrizioni minuziose e realistiche ci trasporteranno fuori dalla nostra realtà in un mondo pieno di profumi, meraviglie e avventure.

Come sempre una storia adatta sia ai più piccoli ma anche ai più grandi, specialmente a chi è cresciuto con i libri di Elisabetta Gnone.

Una lettura magica.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

Lo strano caso della Bestia delle Nebbie – Claudio Vastano – Dunwich 2020

Recensione

Castelnuovo, monte Genziana

Mentre si stanno facendo gli scavi per la nuova galleria che dovrebbe attraversare la montagna e i dissidenti manifestano contro il progetto, viene ritrovato nel bosco poco distante il cadavere di Alberto Castaldo, il responsabile delle perizie geologiche del cantiere.

In un primo momento si pensa che sia stato ucciso da una belva feroce, ma durante l’autopsia si scopre che la morte è sopraggiunta due giorni prima del ritrovamento, ovvero il giorno della scomparsa, da qualcosa che ha riprodotto le artigliate di una belva feroce, ma che non può essere stata un vero animale per via della mancanza dei morsi, e poi spostato sul luogo del ritrovamento.

La polizia inizia subito a indagare, mentre il direttore dell’ARCA, Lodovici: capo di Castaldo sta cercando di insabbiare l’accaduto.

Marta Tomei, collega del defunto Castaldo e ingegnere del cantiere, decide allora di rivolgersi all’investigatore privato Casper Pestatore per fare un po’ di chiarezza sull’accaduto.

Casper inizia a sua volta a indagare e scopre che anche la commissario Maria Fontana lli la pensa come lui e la Tomei.

Che segreto stanno cercando tutti di nascondere? E cosa centra la montagna?

Inizio molto lento e pesante, poco coinvolgente e difficile da capire, ma se si ha la forza di resistere e superare le prime 40 pagine, abbiamo altre 200 pagine che voleranno, come se non esistessero, che sapranno tenerci incollati e con l’atten­zione sempre al massimo.

Le descrizioni sono molto evocative, si riesce tranquillamente a ricostruire ambientazioni e personaggi intorno a noi, permettendoci di indagare in prima persona, al punto che ci viene da parlare direttamente con i personaggi e porger loro mille domande.

I personaggi hanno molte sfaccettature e risultano molto realistici, sia per come sono costruiti che per le loro reazioni e comportamenti, al punto che è facilissimo affezionarci ad alcuni di loro e odiare profondamente altri.

Una lettura che parte malissimo ma che si trasforma stupendo moltissimo.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice.

Radici – Alex Haley – Rizzoli 1977

Recensione

Juffure, Gambia, 1750

Iniziamo la storia la notte in cui nasce Kunta Kinte.

La vita del bambino segue la routine del villaggio: i primi cinque anni con la madre, dai cinque anni dividendosi tra la scuola e l’apprendistato presso i ragazzi più grandi per imparare a pascolare le pecore, fino a raggiungere la prova per passare all’età adulta.

Intorno ai suoi 17 anni, iniziano a sparire uomini e donne dai villaggi vicini, e le voci che girano raccontano che siano stati rapiti dagli taubob, ovvero gli uomini bianchi.

Un giorno Kunta si spinge nella foresta per cercare della legna per costruire un nuovo tamburo, quando viene catturato da un gruppo di trafficanti di schiavi che lo porteranno in America.

Kunta Kinte ha solo 17 anni e non vedrà mai più la sua terra, la sua casa e la sua famiglia.

Romanzo storico in cui percorriamo tutta la vita di Kunta Kinte affrontando in prima persona la storia e l’evoluzione della schiavitù in America.

La storia raccontata è un saggio romanzato, infatti l’autore è un diretto discendente, da parte del ramo materno, di Kunta Kinte.

La narrazione è scorrevolissima, le pagine scorrono velocemente portandoci a vivere un periodo storico che è raccontato in modo precisissimo.

Tutte le descrizioni infatti sono minuziose e correttissime, creando una ricostruzione storica e dei personaggi che ci entrano nel cuore e nell’anima, insegnandoci la vera lotta, gli ideali e il rispetto per il prossimo.

Dal romanzo hanno tratto due serie TV, una nel 1977 di 8 episodi e una nel 2016 di 4 puntate che rispecchiano perfettamente il romanzo.

Una lettura importante da affrontare con molta attenzione.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

Sei di corvi – Leigh Bardugo – Mondadori 2019

Recensione

Kaz Brekker è un famosissimo ladro, conosciuto come Mani Sporche, e vive nella città di Ketterdam e gestisce un gruppo di ladruncoli, ognuno con conoscenze e qualità particolari.

Un giorno Kaz viene ingaggiato, in cambio di una ricompensa esorbitante, per liberare lo scienziato Bo Yul-Bayur dalla corte di Ghiaccio, e riuscire a riportarlo sano e salvo a Kerch.

Kaz decide di accettare e di portare con sé un gruppo composto da cinque membri per riuscire in un’impresa considerata impossibile.

La missione infatti li porterà a dover affrontare prove che li obbligheranno a doversi fidare l’uno dell’altro.

Primo romanzo di una duologia ci troviamo ad affrontare una storia che parte lenta ma che sa conquistarci.

L’inizio infatti serve per presentarci tutti i personaggi e le ambientazioni. Ogni capitolo viene narrato da un personaggio diverso, con un punto di vista diverso e uno stile narrativo diverso, rendendo tutto molto più reale e concreto.

I personaggi sono molto sfaccettati e tutti diversi, e li ameremo proprio tutti.

La storia è piena di colpi di scena e di imprevisti e anche se sembra che ci dia tutte le risposte, alla fine rimaniamo con tante domande aperte.

Una lettura sconvolgente, incentrata soprattutto sui personaggi.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

La verità su Bébé Donge – Georges Simenon – Adelphi 2001

Recensione

Tenuta di Châtaigneraie

Una domenica d’agosto i due fratelli Donge, François e Félix, con le rispettive mogli, e a loro volta sorelle, Bébé e Jeanne, sono riuniti tutti insieme, con anche i bambini e la suocera dei due fratelli, per un normalissimo pranzo in famiglia.

Dopo il pranzo la famiglia decide di prendere il caffè in cortile, e a occuparsi di tutto è proprio Bébé.

Mentre le chiacchiere procedono e i bimbi giocano, François inizia a sentirsi male e, grazie alle sue conoscenze come chimico, riconosce di aver subito un avvelenamento da arsenico.

Direttosi subito in bagno e chiamato immediatamente fratello e medico, riescono a fargli subito una sorta di lavanda gastrica in attesa dell’ambulanza, e questo fa sì che riesca a salvarsi.

Bébé viene immediatamente arrestata e, con tutta la calma che la contraddistingue, confessa tutto, specificando la premeditazione.

François, durante la convalescenza in ospedale, e mentre attende il processo della moglie, inizia a ripensare a tutti gli eventi dal momento che ha conosciuto la moglie fino a quel giorno, studiandoli e guardandoli da più punti di vista, fino a scoprire che probabilmente la moglie non era l’unica colpevole.

Brevissimo romanzo giallo che in origine era uscite a puntate.

La storia è davvero interessante, nonostante nelle prime venti pagine si svolga tutta, infatti abbiamo la presentazione dei personaggi, la scoperta del tentato omicidio, l’arresto del colpevole e la confessione.

La parte davvero coinvolgente e interessante è il viaggio interiore di François per scoprire il movente, che ci porta a riflettere, insieme a lui, su come certi comportamenti che possono sembrare innocui, invece possono ferire profondamente chi ci sta accanto e chi amiamo.

Una lettura profonda e introspettiva che si discosta dal solito giallo.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

The Devil and the Lady – Sabrina Pennacchio – Self Publishing 2020

Segnalazione

Titolo: The Devil and The Lady 
Autore: Sabrina Pennacchio
Editore: Amazon
Data uscita: 10 Agosto 2020
Pagine: 214
Collana: Urban Fantasy

TRAMA:

L’anima… la parte più candida di noi… una singola pennellata, più scura delle altre, può davvero bastare a marchiarla per sempre?

Fin dove può spingere il desiderio di salvezza che oscura il nostro cuore?

Quel senso di inquietudine e di smarrimento, pronto a scendere sulla nostra testa come la falce della morte?

Aleyn, colta da un’improvvisa disperazione e da un dolore costante che le pulsa nel petto, farà il primo, madornale, errore della sua vita: invocare il Diavolo in persona per supplicare il suo aiuto. Samael entrerà così nella sua vita, un passo felpato dopo l’altro, fino a scoprire chi ha lanciato la maledizione di morte certa che aleggia sulla testa della sua dannata per tutto il romanzo.

Sabrina Pennacchio torna con un fantasy che, non solo ci porterà nella vita della protagonista, tra amore, perdite e fatali attrazioni, ma ci farà immergere in quella lotta tra il Bene e il Male che Samael e i suoi fratelli stanno combattendo dall’Alba dei Tempi: qual è la sottile linea che divide davvero giusto e sbagliato?

AUTRICE:

Sabrina Pennacchio nasce a Napoli il 10 febbraio del 1991. Costretta ad abbandonare gli studi di arte e moda, decide di dedicare gran parte del suo tempo alla sua più grande passione: la scrittura.

Nel 2018, pubblica il romanzo d’esordio At World’s End: Wanted Pirates, edito dalla Writers Editor, con il quale si aggiudica il Premio della Critica Emozioni 2018 al Concorso Letterario Premio Eterna e nel Dicembre del 2018, partecipa alla Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria, dove in pochi giorni il suo libro è Sold Out.

Nel 2019 pubblica Dark and Light – Amore Impossibile, primo capitolo di una saga di tre romanzi che ha trovato il grande successo su internet nel 2005. Revisionato e in un edizione tutta nuova, viene accolto per la prima volta nel mondo del self grazie ad Amazon, e resta primo nella classifica fantasy per ben sei mesi!

Nel 2020 il suo racconto inedito Blue Sea arriva in anteprima in un’antologia con vari autori, chiamata Rebirth, seguito a ruota da The Devil and The Lady, entrambi in vendita su Amazon.