Nel buio della mente, Paul Tremblay (Nord 2016) a cura di Micol Borzatta

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John Barrett, uomo concreto ma anche cattolico, dopo aver perso il lavoro, e quindi aver iniziato a stare a casa più spesso, ha iniziato a vedere che la figlia maggiore, Marjorie, teneva comportamenti strani. Decide così, insieme alla moglie Sara, di farla visitare, ma tutti i medici che la visitano non riescono a capire cos’abbia, e tutte le terapie non fanno nulla, anzi sembra peggiorare sempre di più.

Un giorno John decide di rivolgersi a un prete che decide di visitarla. Dopo una prima visita convince John della presenza di un demone dentro alla figlia e che bisogna eseguire un esorcismo al più presto.

John e Sara iniziano a litigare, ma alla fine Sara accetta l’idea strampalata dell’esorcismo e fanno visitare Marjorie da un medico mandato dalla Curia in modo che possa dare il via libera al rito.

In tutto questo c’è qualcun altro che vive la situazione in maniera molto strana, ed è Merry, la figlia minore dei Barrett che ha solo otto anni e idolatra la sorella.

Merry è l’unica con cui la sorella continua a confidarsi, pur dandole messaggi contradditori.

Avviene il giorno dell’esorcismo, ma le cose non vanno propriamente come ci si era aspettati.

Quindici anni dopo gli avvenimenti, la giornalista Rachel Nevil decide di riportare Merry in quella casa e intervistarla per poter scrivere un libro verità sui fatti accaduti in quei giorni lugubri.

Merry inizia a raccontare, partendo dai primi comportamenti strani della sorella, fino ad arrivare al momento in cui lei e i suoi genitori muoiono, rimanendo così l’unica sopravvissuta.

Pur essendo molto simile a L’esorcista, cosa oltretutto voluta dall’autore come dimostra il fatto che lo fa dire apertamente da Merry, voce narrante di tutta la storia, risulta comunque molto originale, grazie all’impostazione scelta da Tremblay.

In romanzo infatti è il racconto diretto dei fatti avvenuti, visti dagli occhi di una bambina di otto anni, che non comprendendo esattamente tutto, cerca di darsi spiegazioni più o meno logiche, ma sempre alla portata di una mente di una bambina.

Un viaggio intenso nella mente di una persona che cerca, tramite i ricordi, di condividere con noi lettori il carattere e i pensieri suoi e di coloro che la circondano.

Con la narrazione in prima persona possiamo vivere interamente la mente e la coscienza di Merry, trasformandoci in lei, in modo da entrare ancora di più nel romanzo, come se fossimo presenti sulla scena.

Coinvolgente e stupefacente non permette di staccarci nemmeno per un minuto dalle sue pagine, e quando si è obbligati a causa degli impegni giornalieri, si rimane con un senso di ansia, angoscia e incompletezza che può passare solo riprendendo la lettura per scoprire il resto della storia e arrivare a comprendere fino in fondo tutti i fatti.

Micol Borzatta

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Dead Man, Domino Finn (Dunwich 2016) a cura di Micol Borzatta

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Cisco Suarez è un necromante, incantatore di ombre e fuorilegge della magia nera, ma cosa più importante è morto. Eppure eccolo lì, in piedi e in salute che scappa da cani zombie, che cerca di difendersi dalle gang voodoo haitiane, latitante dalla polizia e alle prese con strane creature dell’Altrove che gli compaiono ovunque.

Cisco deve riuscire a rimanere vivo, ma soprattutto deve scoprire cosa gli è successo e capire in quei 10 anni in cui doveva essere morto cosa sia realmente accaduto. Perché gli altri si ricordano di lui, ma lui non ha nessun ricordo?

Romanzo che apre una nuova saga con protagonista un personaggio totalmente fuori dagli schemi, sa creare molte aspettative per i seguiti.

Con descrizioni forti e colpi di scena pieni d’azione, si delinea una trama piena di mistero, magia e soprattutto tanta avventura.

Uno stile ironico riesce a equilibrare lo stato d’animo del lettore che entra subito in ansia e in fibrillazione fin dalla prima pagina.

Con il suo ritmo incalzante Dead Man è un fantasy totalmente originale che riuscirà a trasportare il lettore in un mondo mai visto.

Micol Borzatta

Nyctophobia – Mondo senza luce, Carlo Vincenzi (Dunwich 2016) a cura di Micol Borzatta

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L’Oscurità si è impossessata del mondo da vari decenni. Oramai solo i più anziani sanno cosa voglia di re vivere in un mondo luminoso, gli altri conoscono solo la luce presente all’interno delle città, oltre i loro confini il Buio più assoluto. Una tenebra tangibile che porta solo morte.

Ed è in questo nulla oscuro abitato da pericoli in cui si trova Eliana. Esiliata dalla sua città, Bologna, deve riuscire a sopravvivere da sola e, soprattutto, deve riuscire a non farsi tentare dal Buio.

Romanzo distopico ambientato in un’Italia totalmente diversa da come la conosciamo, con alla base la paura più ancestrale dell’uomo: quella del buio.

Eliana ha solo tredici anni e viene gettata incontro alla sua morte da chi doveva proteggerla e difenderla. Così viene affrontato un altro tema, risalente già ai tempi di Abele e Caino, in cui si viene traditi da chi ci è più vicino e di cui ci fidiamo maggiormente.

Molto interessante e importante è il personaggio di Glauco, descritto come un signore un po’ vecchio che aiuterà Eliana a imparare a difendersi e a sopravvivere in un mondo ostile, è la personificazione perfetta di quello che la vita ci insegna, la saggezza e l’esperienza che si acquisiscono vivendo e che ci rendono più forti.

Pieno di metafore e temi molto importanti, scritto con uno stile scorrevole e un ritmo brioso, è un romanzo che sa prendere il lettore, colpendolo nella sua parte più profonda, dove si nascondono le paure più ancestrali.

Micol Borzatta

Il solo modo di coprirsi di foglie, Laura M. Leoni (DeA Planeta-Bookme 2016) a cura di Micol Borzatta

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Daniel è un ragazzo italo-inglese, madre italiana e padre inglese, che vive poco lontano da Londra.Studente di Storia dell’arte Medievale, decide di passare i sei mesi di Erasmus a Roma. Qui incontra subito Jan, uno studente tedesco di giurisprudenza, durante la prima notte in Ostello e ci fa subito amicizia, grazie anche alla passione di entrambi per la chitarra. Poco dopo iniziata l’Università incontra Sergio e Marco che gli propongono una stanza in affitto.

Il primo giorno di scuola, poi, mentre è in Aula Magna ad assistere al discorso di presentazione, incontra una professoressa che lo attira subito e con cui scambia subito quattro parole ammirando un affresco sulla parete di fondo dell’auditorio, affresco che piace a entrambi e che viene snobbato dal resto degli studenti.

Lei è Claudia, docente di Storia dell’arte Moderna, sposata e con un figlio di quattro anni, si sente ingabbiata nella sua vita. Con il marito non va più d’accordo, anzi è un continuo discutere di qualsiasi cosa, e si sente una pessima madre perché non sopporta nemmeno più di stare troppo tempo con il figlio. Quando pensa di essere arrivata al limite incontra Daniel, un ragazzo fuori da comune, con la sua stessa passione per l’arte, e con i suoi stessi gusti e pensieri.

Una sera, mentre Daniel e Jan sono a bere una birra, il padrone del locale offre loro un lavoro. Qui incontrano Anita, figliastra di Andrea, padrone del locale.

Anita ha la stessa età di Daniel, cantante strepitosa, ha una vita piena di problemi. A casa Anita è assediata da Andrea, il patrigno, che pur essendo sposato con la madre di lei, cerca in tutti i modi di convincerla ad avere rapporti con lui. Nello stesso tempo Anita ha problemi con la madre, che vedendo le attenzioni di Andrea verso la figlia, è gelosa di lei e il rapporto si sta deteriorando sempre di più.

Tre vite completamente diverse, con un passato diverso, ma con in comune un senso di solitudine ed estranietà che li porta ad avvicinarsi per aiutarsi a vicenda.

Un romanzo profondo che porta il lettore a tuffarsi e immedesimarsi nella vita e nei pensieri di tre persone complesse, con vite particolari. Ognuna di loro è protagonista di eventi e temi molto forti, come la violenza da parte di un padre, o le problematiche tra marito e moglie.

Con uno stile leggero e scorrevole, l’autrice riesce a denunciare certi orrori e certe problematiche che siamo abituati a nascondere e non vedere, con descrizioni molto minuziose ma non esagerate.

Molto spazio viene dato ai pensieri e alle emozioni dei protagonisti, portando così il lettore a farsi un’idea a 360° sentendoli totalmente reali.

Un romanzo di grande impatto che sa coinvolgere, emozionare e far pensare.

Micol Borzatta

Carne mia, Roberto Alajmo (Sellerio 2016) a cura di Micol Borzatta

Recensione pubblicata sul blog Milano Nera con cui collaboro

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Due bambini camminano al bordo della strada, mano nella mano, sotto al caldo cocente. Il più grande ha un punteruolo che gli esce dalla cintola dei pantaloni. Una macchina si ferma, ma Calò, il maggiore, la fa scappare chiedendo al conducente se fosse pedofilo.

Palermo. La famiglia Montana vive grazie a un chioschetto di frutta e verdura. Un giorno Calogero, il padre, non fa ritorno a casa e sparisce per sempre. Mela, la madre, decide allora  di prendere in mano le redini del chiosco, ritira i figli da scuola e li mette a lavorare in bottega con lei. Franco, il figlio minore, si rivela subito un gran lavoratore e maturo per la sua età, Enzo, il maggiore, fin da subito fa capire che è uno scansafatiche che non ha voglia di fare nulla.

Sorgente: Carne mia – MilanoNera

Una vita come tante, Hanya Yanagihara (Sellerio 2016) a cura di Micol Borzatta

Recensione pubblicata sul blog Milano Nera con cui collaboro

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New York. Quattro ragazzi, grandi amici ed ex compagni di college, arrivano nella grande mela dal New England per iniziare insieme le loro vite. Willem è il sognatore del gruppo, quello dall’animo gentile e vuole diventare attore. JB, di colore, è scaltro e crudele e vuole regnare nel mondo dell’arte. Malcom è un architetto depresso e frustrato che viene sfruttato in uno studio prestigioso. Jude, invece, è colui attorno al quale girano tutti gli altri.

Sorgente: Una vita come tante – MilanoNera

:: Naoi, Bilkis Saba (Koi Press, 2017) a cura di Micol Borzatta

Recensione pubblicata sul blog Liberi di Scrivere con cui collaboro

Liberi di scrivere

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Al suo risveglio Stuart capisce di essere nei guai. Legato su un tavolo di metallo, in una stanza illuminata da un neon intermittente. In tasca un timer metallico con il simbolo del logo dell’Endream con un conto alla rovescia: 3 ore 28 minuti 23 secondi. Nella stanza un secondo tavolo con una persona di cui vedeva solo braccia e gambe che si muovevano convulsamente.
Siamo in un futuro non ben precisato. A Brixtol ci sono un sacco di scontri e la criminalità è altissima a causa della sovrappopolazione.
La Endream, una multinazionale farmaceutica, viene incaricata di creare una pillola che provoca una morte indolore. La loro pillola fa di più: mentre ti porta alla morte ti fa vivere un’esperienza onirica appagante.
Il governo crea allora il Programma, tutti coloro che non sono sposati e non riescono a costruirsi una famiglia entro un certo numero…

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