RECENSIONE – Wilder Girls – Rory Power – Mondadori 2021

TRAMA

"Un altro rumore dalla macchia e poi di nuovo silenzio. La strada è vuota. Io tengo il mio fucile sollevato, non si sa mai; il mirino davanti all'occhio sinistro. L'altro occhio è morto, è diventato cieco durante una crisi. La palpebra superiore si è chiusa fondendosi con quella inferiore, e sotto sta crescendo qualcosa. È così per tutte, qui. Siamo malate e strane, e non sappiamo perché".
Da quando il loro collegio è stato messo in quarantena, Hetty, Byatt e Reese, e le loro compagne di scuola, sono barricate nell'istituto, su un'isola al largo della costa americana. Un'epidemia sconosciuta, infatti, ha incominciato a diffondersi. Tutto è incominciato piano piano. Prima sono morte le insegnanti, una dopo l'altra. Poi sono state infettate le studentesse, che hanno visto trasformare i loro corpi in qualcosa di strano e alieno. Da allora è passato un anno e mezzo e le ragazze, tagliate fuori dal resto del mondo e costrette a badare a loro stesse, non osano spingersi oltre le cancellate del collegio, dato che l'epidemia si è propagata nella foresta circostante rendendola un luogo pericoloso e inospitale. Quel che sanno è che devono cercare di restare vive il più a lungo possibile, in attesa della cura che è stata loro promessa. Ma quando Byatt sparisce, Hetty decide di tentare il tutto per tutto pur di trovarla, anche se questo significa violare la quarantena e andare incontro agli orrori che potrebbero esserci oltre il cancello. Dopotutto la ragazza non ha altra scelta: Byatt è la sua più cara amica e gli amici si proteggono sempre l'un l'altro. Ma quando mette in atto il suo piano, Hetty scopre che dietro a ciò che sta sconvolgendo le loro vite c'è molto di più, più di quello che avrebbe mai potuto immaginare.

RECENSIONE

Romanzo distopico horror davvero adatto a chi ha amato libri come Area X di Jeff VanderMeer.

La storia inizia subito quando gli eventi sono già a uno stadio avanzato, infatti il Collegio è in quarantena da un medico, tutti i docenti sono deceduti, se ne sono salvati solo un paio più l’infermiera, come per le alunne, sono poche quelle ancora in vita, ma tutti quelli ancora vivi sono mutati, e stanno continuando a subire mutazioni genetiche che causano crisi sempre più grosse, fino a far collassare il corpo provocando la morte.

La routine quotidiana ovviamente è stata totalmente stravolta, all’inizio hanno provato a mantenerla, con le lezioni e quant’altro, ma piano piano, specialmente con l’arrivo di animali mutati sempre più aggressivi nella foresta intorno al collegio, hanno cambiato la tipologia delle lezioni, ora si allenano al tiro al bersaglio e montano di guardia.

Provviste, munizioni, vestiario e medicinali vengono inviati una volta alla settimana dalla terra ferma direttamente dall’esercito, ma nonostante tutte le promesse fatte non si vede ancora nessuna via di uscita.

Noi seguiamo Hetty, che è anche la voce narrante di tutto il testo.

La sua mutazione le ha causato la chiusura di un occhio, nonostante sotto alle palpebre sigillate stia crescendo qualcosa che continua a muoversi, ma rimane lo stesso la miglior tiratrice del collegio, o per lo meno da quando alla numero uno, Reese, la mutazione ha coinvolto la mano con cui sparava.

Ad aiutare Hetty c’è Byatt che, insieme a Reese, formano il trio che seguiremo per tutto il libro.
La vera storia incomincia quando Byatt sparisce. Dopo aver dato segnali di insofferenza, aver iniziato a uscire alla notte nonostante il coprifuoco, ad aver segreti anche con Hetty, un giorno sparisce del tutto, mandano tutti nel panico, ed è così che Hetty decide di infrangere la quarantena e il coprifuoco e di andare in cerca della sua più cara amica.

Una ricerca che la porterà a scoprire realtà legata alla loro mutazione e agli eventi che sono cascati loro addosso che stravolgeranno tutte le sue certezze.

La storia riesce a essere molto originale nonostante usi elementi ormai molto sfruttati, ma mescolati tra loro in modo coinvolgente, inserendo molti colpi di scena che non ci si aspetta davvero.

Il ritmo della narrazione è in crescendo, parte piano piano, quasi un po’ noioso, per poi accelerare catturando sempre più l’attenzione del lettore che vuole sbrogliare la matassa di misteri e per questo si trova a voler fare il minor numero possibile di interruzioni durante la lettura.

Personaggi e ambientazioni sono descritti con mille sfumature e minuzia di particolari. Per i personaggi viene dato davvero molto spazio al lato psicologico, permettendoci così di conoscerli veramente a fondo e di vederli come amici di vecchia data.

Un romanzo che ha saputo veramente colpirmi e conquistarmi, che mi ha dato molto da riflettere e a domandarmi come mi sarei comportata io in una situazione similare.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

SEGNALAZIONE – Ciclo dei demoni – Peter V. Brett – Mondadori 2021

Titolo: Ciclo dei demoni
Autore: Peter V. Brett
Traduttore: Marcello Jatosti
Illustratore: Dominik Broniek
Editore: Mondadori
Collana: Oscar draghi
Anno edizione: 2021
Formato: Tascabile
In commercio dal: 14 settembre 2021
Pagine: 1584 p., ill., Rilegato

TRAMA

Il sole sta tramontando sull’umanità. E la notte appartiene a voraci creature demoniache che vanno a caccia di esseri umani. Le leggende narrano di un liberatore, che un tempo era riuscito a unire il genere umano nella lotta, vittoriosa, contro i demoni. C’è qualcosa di vero in quella storia? Gli Uomini del Nord sostengono che il liberatore sia il mitico Uomo delle Rune…

AUTORE

Peter V. Brett ha lavorato per un decennio nel campo dell’editoria farmaceutica, prima di dedicarsi alla scrittura a tempo pieno. Da sempre appassionato di fantasy, è l’autore dei romanzi del ciclo del Demone, oltre che di alcune raccolte di racconti – The Great Bazaar (2010), Brayan’s Gold (2011), Messenger’s Legacy (2014) e Barren (2018) – e di un graphic novel, Red Sonja (2014). Tra i suoi libri tradotti in Italia: Il guardiano dei demoni (Newton Compton 2011) e L’uomo delle rune (Mondadori 2018).

RECENSIONE – Creature del cielo – film di Peter Jackson del 1994

Creature del cielo è un film del 1994 diretto da Peter Jackson, lo stesso regista di Il Signore degli anelli.

Sulla scena abbiamo il debutto delle attrici Kate Winslet e Melanie Lynskey che interpretano, in ordine, Juliet Hulme e Pauline Parker Rieper, due ragazze che nel 1954 hanno ucciso la madre di quest’ultima.

La storia del film, infatti, è un evento true crime che ha sconvolto gli animi neozelandesi all’epoca.

Siamo a Christchurch, in Nuova Zelanda, nel 1953.

Pauline Parker, una ragazzina di 14 anni, vive in una famiglia borghese in cui non si sente accettata, e frequenta una scuola prestigiosa grazie ai proventi dell’affitto di alcune stanze della casa, tuttavia a causa del suo basso ceto sociale non viene accettata nemmeno a scuola dalle compagne, ma tutto cambia quando arriva Juliet Hulme.

Juliet Hulme è una ragazza ricca, figlia di una psicanalista e di un rettore universitario che, fin da subito, dà del filo da torcere agli insegnanti, attirando così la simpatia di Pauline, con la quale si instaurerà un’amicizia fortissima.

Entrambe hanno una fervida fantasia che le porta a scrivere un libro a quattro mani, interpretarne i personaggi anche nella vita vera, fino a rinchiudersi in un mondo tutto loro, che chiamano Quarto Mondo.

La fantasia però non è l’unica cosa che hanno in comune, entrambe hanno sofferto di una terribile malattia da piccolo, Pauline è stata ricoverata da piccola per problemi a una gamba, da cui hanno dovuto estrarle del tessuto necrotico, Juliet di tubercolosi, che purtroppo le ritorna anche da adolescente.

Con il passare del tempo Pauline si accorge che non sopporta più di stare a casa sua, non ci si trova, continua a litigare con tutti, e per questo inizia a passare sempre più tempo a casa di Juliet, sognando che possa diventare la sua vera casa, ma questa convivenza molto stretta preoccupa i genitori di Juliet, che iniziano a temere che le due ragazze stiano sviluppando un interesse omosessuale (cosa che ancora oggi le due negano in maniera assoluta).

È così che i genitori decidono che devono dividere le due ragazze, cos+ la madre di Pauline la ritira da scuola e la manda a lavorare, mettendole delle regole rigide e impedendole di vedere Juliet, mentre Juliet verrà mandata da una zia in Sudafrica con la scusa che le farebbe bene per la sua salute, visto che le è ritornata la tubercolosi.

La notizia fa impazzire le due ragazze che incominciano a organizzare l’omicidio della madre di Pauline, in modo che la ragazza, rimasta sola, avrebbe potuto partire insieme all’amica, e il delitto viene perpetrato il 22 giugno del 1954.

Le due ragazze, mentre sono a fare una passeggiata con la madre di Pauline, munite di un mattone dentro a una calza di nylon, iniziano a colpire la donna fino a spaccarle totalmente la testa, per poi correre dalla madre di Juliet a chiedere aiuto dicendo che la donna era caduta picchiando la testa e quindi morta.

Il film finisce qui, con la scena iniziale, ovvero le due ragazze che corrono insanguinate a cercare aiuto, ma poco prima dei titoli di coda possiamo leggere un breve riassunto di quello che è accaduto dopo.

Quando la madre di Juliet arriva sul posto dell’incidente, capisce immediatamente cos’è successo, anche perché la donna ha la testa completamente sfondata, quindi non può averla picchiata cadendo, e chiama la polizia, che indagando trova i dieci di Pauline, dove la ragazza aveva scritto per intero la sua amicizia con Juliet e il piano che hanno messo in atto per uccidere la madre.

In tribunale le due ragazze sembrano tranquille, anzi si godono la popolarità del momento, ma ritenute comunque colpevoli vengono incarcerate in due prigioni diverse, per un tempo che sarà a discrezione di sua maestà perché ancora minorenni, con il divieto di scriversi o di contattarsi in qualsiasi modo.

Vengono rilasciate dopo cinque anni, Juliet cambia il nome in Anne Perry diventando una famosissima scrittrice di thriller tutti best seller, mentre Pauline cambia nome in Hilary Nathan e lavora come libraia e vive in Scozia.

Il film riesce perfettamente a trasmettere la realtà allucinata in cui vivono le due ragazze, e come una relazione, anche solo di amicizia, tossica possa portare alla rovina due vite. Altro tema molto importante, anche se smentito nella realtà dalle protagoniste, quello dell’omosessualità e della difficoltà di far accettare la cosa in un periodo in cui la mentalità era molto chiusa, al punto di vedere l’omosessualità come una malattia.

Una storia da brividi che tocca l’animo anche perché le protagoniste sono solo due quindicenni.

Micol Borzatta

Visto in streaming
A sinistra Juliet Hulme e a destra Pauline Parker Rieper

RECENSIONE – Il mio pettirosso – Frances Hodgson Burnett – Caravaggio Editore 2021

TRAMA

È un pettirosso a indicare alla piccola Mary la chiave per entrare nel Giardino Segreto. In pochi sanno, però, che quel pettirosso è esistito davvero e da lui Frances Hodgson Burnett ha tratto l'ispirazione per scrivere le sue pagine più belle. Un'edizione integrale, annotata e illustrata del racconto di un'amicizia che supera le barriere tra la specie umana e quella animale. 
Nelle parole dell'autrice l'amore appassionato per la natura e l'accurata descrizione del comportamento di una creatura selvatica nel suo ambiente si uniscono per narrare la nascita di un legame tra due esseri diversi e allo stesso tempo simili; un legame destinato a sopravvivere al di là del tempo e dello spazio.
"Il pettirosso non mi apparteneva - io appartenevo a lui - o forse ci appartenevamo a vicenda. Era un pettirosso inglese ed era una persona - non un semplice uccello." Età di lettura: da 9 anni.

RECENSIONE

Brevissimo saggio autobiografico, sono solo una cinquantina di pagine scritte in font molto grosso, in cui l’autrice del romanzo Il giardino segreto risponde alla domanda che una lettrice del suo romanzo le ha posto: la storia del pettirosso che aiuta la protagonista della storia a trovare il giardino.

Infatti prima di scrivere il suo romanzo più famoso, l’autrice, aveva l’abitudine di passare il suo tempo in un giardino, quando un piccolo uccellino, ancora troppo piccolo per capirne la razza, che piano piano, giorno dopo giorno, inizia ad avvicinarlesi di più.

Passano i giorni e crescendo scopre essere un pettirosso, e tra lei e il piccolo animaletto inizia a nascere un’amicizia profonda che valica i confini razziali.

Il libro lo si legge in meno di un’ora, è molto profondo e pieno di emozioni forti che riempiono il cuore del lettore.

Una lettura adatta a grandi e piccini, che insegna cosa sia il vero amore.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

RECENSIONE – Life is strange 2 – videogioco della Square Enix del 2018-2019

Life is strange è un videogioco uscito tra il 2018 e il 2019 in 5 episodi, pubblicata dalla Square Enix e si tratta di un’avventura grafica, ed è il quarto episodio della saga omonima.

Come per i precedenti capitoli, anche questa volta controlliamo un solo personaggio, in questo caso Sean Diaz, e tramite scelte multiple, che compaiono nei vari dialoghi, possiamo crearci da soli la nostra storia, infatti in base alle scelte che facciamo modificheremo la storia, facendola diventare unica ogni volta che giochiamo.

Vediamo però qual è la trama.

Seattle, 28 ottobre 2016.

Sean Diaz, un ragazzo di 16 anni torna a casa da scuola, quando vede arrivare il vicino di casa strattonando il fratellino Daniel, di 9 anni.

Sean esce subito ad affrontare Brett, il vicino, arrivando a fare a botte, fino a quando interviene prima la polizia e poi il padre dei due ragazzi, che mentre cerca di capire cosa sia successo e cercare di far calmare le acque viene ucciso dal poliziotto.

L’ira di Daniel viene così scatenata che, involontariamente, libera il suo potere telecinetico, uccidendo il poliziotto e obbligandoli a scappare per non finire in carcere.

I due fratelli decidono così di recarsi a casa dei nonni paterni, intraprendendo un lungo e faticoso viaggio che fa anche ammalare Daniel, ma una volta arrivati vengono accolti amorevolmente.

Nonostante i nonni sappiamo perfettamente cosa sia successo a Seattle, non li colpevolizzano, anzi dicono a loro di non uscire di casa in modo da non farsi vedere in paese e non rischiare che qualcuno li possa denunciare.

Mentre sono a casa dei nonni fanno la conoscenza di Chris Eriksen, il protagonista del precedente capitolo Le fantastiche avventure di Captain Spirit, e Daniel lo salverà mentre lo vedrà cadere dalla casetta sull’albero, usando proprio i suoi poteri telecinetici.

Questo incontro porterà a fare la conoscenza di Cassidy e del suo gruppo.

Da questo incontro si sviluppa un lunghissimo viaggio che permetterà ai due fratelli di fare la conoscenza di moltissime persone, tra cui anche il patrigno di Chloe, e che li aiuteranno ad arrivare in Messico.

Un viaggio che arricchirà la loro vita con mille nuove esperienze e permettendo al giocare di fare mille scelte che modificheranno totalmente la storia arrivando così a uno dei quattro finali possibili.

Un gioco con una trama veramente potente che tratta il tema della famiglia, del rapporto tra fratelli e dell’amore che esiste tra due fratelli e che li porta ad aiutarsi e a vivere uno per l’altro.

Micol Borzatta

Seguito gameplay su Twitch

RECENSIONE – Prede – Gabriel Bergmoser – Sperling & Kupfer 2021

TRAMA

Quattro sconosciuti, un'isolata stazione di servizio nel cuore dell'Australia, un unico terribile incubo a occhi aperti. Un romanzo che dà corpo ai mostri che vivono in mezzo a noi.

Non c'è un posto dove correre, né uno in cui nascondersi.

Frank è il proprietario di una stazione di servizio su un'autostrada poco frequentata nell'Australia rurale.
Allie, sua nipote, viene mandata a stare con lui per l'estate per piegarne il comportamento ribelle, ma i due non parlano molto.
Simon è un ragazzo sognatore e idealista, schiavo del fascino dell'esplorazione on the road e alla disperata ricerca di qualcosa. Maggie è la giovane donna che unirà i loro destini, qualcuno il cui viaggio personale porterà su tutti loro un terrore inimmaginabile.

RECENSIONE

Seconda pubblicazione della nuova collana Macabre della Sperling & Kupfer.

Anche questa volta abbiamo un romanzo horror che ripercorre un po’ le orme di altri romanzi del passato, ma lo sa fare molto bene, coinvolgendo e spaventando il lettore, senza dare la sensazione di leggere cose già viste troppe volte.

L’inizio del romanzo è molto lento, ci vengono presentati Allie e suo nonno Frank, il difficile rapporto tra Frank e suo figlio, il terribile rapporto fra Allie e i suoi genitori, troppo impegnati con il loro lavoro per ricordarsi che hanno una figlia, al punto tale che alle prime avversità la spediscono a casa del nonno come se fosse un pacco postale, ed è proprio così che si sente lei, e la cosa le impedisce di aprirsi con il nonno, rimane sempre zitta, scostante, asociale.

Le cose cambiano però quando alla pompa di benzina di Frank arriva Maggie, una ragazza con abiti stracciati e ricoperta di sangue, con un terribile squarcio su una gamba.

All’inizio tutti pensano che il sangue possa essere di qualcuno a cui la ragazza può aver fatto del male, ma quando strani figuri arriveranno a chiedere di lei, minacciando Frank, Allie e i clienti della stazione di servizio, le idee iniziano a cambiare.

I colpi di scena sono molto forti e lasciano davvero con il fiato sospeso, specialmente da dopo l’arrivo di Maggie, momento in cui il ritmo narrativo della storia cambia totalmente, passando da lento a molto veloce, adrenalinico, ma a poco meno dei due terzi del libro si sa già cos’è accaduto, ci viene spiegata tutta la situazione, facendoci perdere la voglia di continuare fino alla fine, dove effettivamente non ci viene dato praticamente più nulla.

Un libro che poteva essere davvero spettacolare, e che all’inizio sembrava avere molto potenziale, si è rivelato davvero deludente a causa dell’ultimo terzo.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

RECENSIONE – Life is Strange. Le fantastiche avventure di Captain Spirit – Square Enix 2018

Le fantastiche avventure di Captain Spirit è il terzo capitolo della saga di Life is Strange, gli eventi avvengono nel 2016, quasi in contemporanea con Life is Strange 2.

La storia ha come protagonista un bambino di nove anni che vive da solo con il padre da quando la madre è morta.

Anche stavolta è un’avventura grafica e impersonifichiamo Chris, che gioca a fare il supereroe con tanto di costume personalizzato.

Il gioco inizia subito nella camerata di Chris, mentre lui sta disegnando il costume del suo alter ego Captain Spirit, quando viene chiamato dal padre Charles che gli promette di portarlo a prendere l’albero di Natale una volta che avrà finito di guardare la partita di pallacanestro.

Finita la partita, Chris sveglia il padre che nel frattempo si era addormentato a causa dell’alcool bevuto, ma costui essendo ubriaco cade in terra e se la prende con il figlio, urlandogli contro per averlo svegliato, nonostante sia stato proprio lui a dirgli di farlo tempo prima.

A questo punto scopriamo che la madre e il padre di Chris si sono conosciuti sui banchi di scuola e una volta sposati lei è diventata maestra e lui insegnante di pallacanestro, ma un incidente in auto ha provocato la morte di lei.

Da quel momento il padre diventa alcolizzato e violento con il figlio, nonostante in realtà lo amasse alla follia, arrivando anche ad accusarlo di essere colpevole della morte della madre, come se l’incidente in auto lo avesse causato lui.

Un capitolo molto breve, rispetto agli altri della saga, ma che tratta un altro argomento molto delicato, ovvero la violenza domestica, portandoci a domandarci come ci comporteremmo noi se fossimo testimoni di una situazione del genere.

Micol Borzatta

Visto su Twitch

RECENSIONE – Nel buio della casa (Macabre) – Fiore Manni e Michele Monteleone – Sperling & Kupfer 2021

TRAMA

C'ERANO UNA VOLTA NOAH, ALLISON E LA LORO NUOVA SPLENDIDA CASA. POTREBBE ESSERE L'INCIPIT DI UNA FAVOLA. INVECE È L'INIZIO DI UN INCUBO. UN HORROR TUTTO ITALIANO CON ECHI NEL MONDO DEL FUMETTO E UNA GRANDE STORIA D'AMORE.
2015 - Tutto comincia con una stupenda e antica dimora di campagna e con i sogni di una giovane coppia, Allison e Noah, che progettano di costruire lì la loro famiglia. Ma le case, soprattutto le più belle, spesso nascondono segreti e, anziché un futuro, la casa regala loro una tragedia.

2019 - Noah scopre che altre case infestate, come la sua, sono sparse per tutto il suolo americano. Queste dimore sono state trasformate in trappole per fantasmi da un oscuro personaggio: l'Architetto. Noah si mette sulle sue tracce con un aiuto speciale: il fantasma di Allison che, per un'anomalia, o forse per amore, è rimasto legato a lui.

Non basta una mano di vernice per contenere l'oscurità imprigionata tra le mura di questa casa.

RECENSIONE

Nel buio della casa è il primo romanzo horror e primo romanzo scritto a quattro mani dai due autori, marito e moglie, che hanno comunque un passato come scrittori, sceneggiatori, presentatori con varie pubblicazioni alle spalle.

Entrambi amanti dell’ horror e fan di Stephen King, non nascondono di essersi ispirato a lui per scrivere questo romanzo, al punto da chiamate King la famiglia protagonista della storia.

La struttura del romanzo è formata da capitoli alterni tra passato e presente, in cui il passato è raccontato dal punto di vista della moglie, Allison King, mentre il presente da quello del marito, Noah King.

La storia parte con una visita a una casa, una giovane coppia che vuole lasciare la città per trasferirsi in campagna con il figlio.

Siamo nel 2015, e Allison e Noah King hanno lasciato il figlio seienne Michael dalla nonna per andare a vedere una casa, sperando che possa essere la loro futura casa, e infatti sarà così, perché nonostante Allison senta strane vibrazioni oscure provenire dalla casa, sente anche che quella è quella giusta.

Non passa molto tempo che si trasferiscono, ma dopo nemmeno un mese iniziano a verificarsi stranissimi episodi, odori strani, rumori inspiegabili, fino a quando il bimbo stesso racconta alla madre che c’è uno strano signore in casa.

Noah non ci crede, pensa che sia solo frutto dello stress che il trasloco ha provocato alla moglie e al fatto che lui ha dovuto allontanarsi, lasciandoli da soli, per andare a lavorare a Portland, ma dopo dieci mesi dal loro trasferimento, tornato a casa da Portland, Noah trova Michael e Allison morti, e starebbe per morire anche lui se il fantasma di Allison non lo avesse tirato fuori casa salvandolo.

Salto temporale, siamo nel 2019, e sono passati 4 anni esatti dalla morte di Allison.

Da allora Noah continua a girare casa dopo casa per rompere i sigilli posti al loro interno e che incarcerano i fantasmi dentro le case portandoli a diventare violenti contro i vivi che ci vivono.

Noah, con sempre al suo fianco il fantasma della moglie, ha soprannominato colui che ha messo questi sigilli l’Architetto, ed è intenzionato, casa dopo casa, risalire fino a lui per vendicarsi della sua perdita.

I colpi di scena sono magistrali, inseriti nei punti giusti, tant’è che il lettore ci arriva senza immaginare nulla e rimane veramente a bocca aperta.

Le descrizioni sono molto visive, si riesce a immaginare perfettamente ogni ambientazione, ma anche ogni personaggio e fantasma, capendo il loro carattere e il loro modo di pensare, al punto che li si può riconoscere solo da una frase. E questo vale anche per i personaggi secondari.

La storia mi è piaciuta davvero molto, nonostante sia basata su un tema per nulla vergine, è stata sviluppata in modo interessante rendendola priva di déjà vu, unica pecca che ho trovato è verso la fine, poco dopo i tre quarti del libro, che secondo me si potevano accorciare un po’ le descrizioni di alcuni eventi, in modo da mantenere un ritmo accattivante, mentre così viene rallentato un pochino e si perde un po’ di atmosfera.

Nel complesso un romanzo che mi è piaciuto veramente tantissimo e spero che ne scrivano altri.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

SEGNALAZIONE – Mexican Gothic – Silvia Moreno-Garcia – Mondadori 2021

Titolo: Mexican Gothic
Autore: Silvia Moreno-Garcia
Traduttore: Giovanna Scocchera
Editore: Mondadori
Collana: Oscar fantastica
Anno edizione: 2021
Formato: Tascabile
In commercio dal: 12 novembre 2021
Pagine: 320 p., Rilegato
Età di lettura: Young Adult

TRAMA

Dopo aver ricevuto una strana lettera da parte di sua cugina, che la implora di salvarla da un misterioso maleficio, Noemi Taboada si dirige a High Place, una magione appartata nel cuore della campagna messicana. Non è sicura di quello che troverà ad aspettarla una volta giunta a destinazione – il marito di sua cugina, un affascinante inglese, per lei è ancora uno sconosciuto, e per giunta Noemi conosce poco la regione.
E poi la ragazza si considera un’improbabile soccorritrice: in fondo lei è una debuttante molto glamour, con i suoi abiti chic e l’impeccabile rossetto rosso, più adatta ai party della vivace vita sociale di Città del Messico che alle brumose atmosfere della campagna rurale.
Ma al tempo stesso Noemi è molto forte e intelligente, dotata di una volontà incrollabile, e non si lascerà certo spaventare facilmente: né dal nuovo marito di sua cugina, che l’attrae e la terrorizza al tempo stesso; né dal padre di lui, un anziano patriarca che sembra molto affascinato da Noemi; e tantomeno dalla casa stessa, che comincia a invadere i sogni della giovane con visioni di sangue e catastrofi…

AUTORE

Moreno-Garcia è nata il 25 aprile 1981 e cresciuta in Messico. 

Entrambi i suoi genitori lavoravano per le stazioni radio.

Si è trasferita in Canada nel 2004. 

Nel 2016 a Vancouver ha completato un Master in Scienze e Studi Tecnologici presso l’Università della British Columbia.

Attualmente vive con la sua famiglia a Vancouver.

Ha iniziato la sua carriera pubblicando in varie riviste e libri di narrativa, tra cui Exile Quarterly. È stata finalista al Manchester Fiction Prize 2011. La sua prima raccolta di racconti This Strange Way of Dying è stata pubblicata nel settembre 2013 da Exile Editions. La sua seconda raccolta, Love and Other Potions, è uscita nel 2014 per Innsmouth Free Press. Il suo romanzo d’esordio Signal to Noise è stato pubblicato nel 2015 da Solaris Books.

È editrice di Innsmouth Free Press, un’etichetta dedicata alla narrativa bizzarra. Con Paula R. Stiles, ha co-curato i libri Historical Lovecraft (2011), Future Lovecraft (2012), Sword and Mythos (2014) e She Walks In Shadows (2015). Con Orrin Gray, ha co-curato Fungi (2013), una raccolta di fiction fungine. Con Lavie Tidhar, cura The Jewish Mexican Literary Review. Nel 2016 ha vinto un World Fantasy Award per l’antologia She Walks in Shadows e un Copper Cylinder Award per il suo romanzo Signal to Noise.

Da ottobre 2019 è editorialista di libri per il Washington Post.

Nel febbraio 2020 è stata annunciata come finalista per il Nebula Award 2019 nella categoria Best Novel per il suo libro Gods of Jade and Shadow.

RECENSIONE – Tenebre e Ossa stagione 1 – serie TV di Eric Heisserer

Tenebre e Ossa è una serie televisiva del 2021 ideata da Eric Heisserer, tratta dai romanzi Tenebre e Ossa e Sei di Corvi di Leigh Bardugo, che ha aiutato nella sceneggiatura della serie, modificando alcune parti dei suoi romanzi in modo da poter far sì che potessero essere uniti, e sistemando alcuni errori causati dalla sua inesperienza. Infatti se nella duologia di Sei di corvi troviamo una scrittura intensa e matura, nella trilogia di Tenebre e Ossa, vediamo come l’autrice fosse ancora alle prime armi, e infatti erano i suoi primi scritti.

In alto la trilogia di Tenebre e Ossa, e a destra la duologia di Sei di Corvi, i primi volumi sono stati usati per la serie TV.

Come detto sopra, la storia è l’unione di due storie ben distinte, sia come ambientazioni che come epoche, che vengono perfettamente amalgamate, in modo da presentare agli spettatori che non arrivano dal mondo letterario, tutti i personaggi delle due saghe, così da poter successivamente svilupparle anche separatamente.

L’intrusione dei personaggi di Sei di Corvi, che oltretutto hanno veramente poco spazio, diventando quasi solo delle comparse, è proprio per presentarli, inserirli nella storia, e permettere così una manovra più ampia al regista per le prossime stagioni, sì, perché oggi vi parlerò solo della prima stagione, uscita su Netflix il 23 aprile, e mi scuso se non sono riuscita a portarvela prima di ora, nonostante io l’abbia vista il giorno di uscita.

Di cosa parla però la serie TV, e quanto è similare ai romanzi?

Ci troviamo nel Regno di Ravka che è diviso da un’immensa coltre oscura chiamata Faglia, nella quale vivono dei mostri sanguinari che attaccano e uccidono chiunque cerchi di attraversarla, rendendo così praticamente impossibili i collegamenti tra le due metà del regno.

Si narra che la Faglia sia stata creata secoli addietro dall’Eretico Nero, un potentissimo Grisha dotato di poteri dell’ombra.

A questo punto viene da chiederci: chi sono i Grisha? I Grisha sono persone capaci di dominare la magia dei quattro elementi, odiati dal popolo che li vedono come stregoni da bruciare vivi, sono ricercati dall’Impero per farli vivere al Piccolo Palazzo e addestrarli per arruolai poi nell’esercito reali come metri d’élite. Esistono cinque tipi di Grisha, tre comuni, un tipo di cui l’unico rappresentante è la famiglia reale, e uno che si credeva essere solo una leggenda. I tre tipi comuni sono i Corporalki, sono quelli dell’Ordine dei Morti e dei Vivi, in pratica i guaritori, gli strazianti e i sarti, i primi possono guarire praticamente tutto, i secondi danneggiare i corpi nel modo più atroce possibile, mentre i terzi possono cambiare l’aspetto delle persone modificandoli come si fa con un vestito da rimodernare; gli Etherealki, sono quelli dell’Ordine degli Evocatori, possono manipolare il vento, oppure il fuoco, o l’acqua; infine ci sono i Materialki, sono quelli dell’Ordine dei Costruttori, possono manipolare i materiali, solidi e liquidi, per creare qualsiasi cosa. Poi c’è l’Oscuro, il Darkling, l’Eretico Nero, ovvero la famiglia reale che ha appunto il dono dell’Ombra, e la tipologia più potente e rara, creduta infatti leggenda, i Grisha della Luce, ovvero Alina Starkov, che ha la possibilità di combattere l’Ombra, si crede quindi possa distruggere la Faglia.

Proprio su questi elementi si snodano le vicende della storia.

Alina Starkov e Malyen “Mal” Oretsev, sono due orfani che vengono reclutati nell’esercito di Ravka come mappieri.

Un giorno la loro truppa cerca di attraversare la Faglia a bordo di un veliero, ma vengono attaccati dai mostri che vi abitano, sterminando quasi tutti, ma quando uno di questi mostri attacca Mal, Alina, inconsciamente, sprigiona il suo potere, salvando l’amico e l’equipaggio rimanente, convincendo così il Generale Nero che lei sia la leggendaria Evocaluce.

A questo punto Alina viene portata al Piccolo Palazzo al cospetto di Aleksander Kirigan, il sovrano, colui che vuole unire il suo potere a quello di lei per poter distruggere la Faglia e riparare ai danni creati dal suo antenato, l’Eretico Nero.

A palazzo Alina incontra Baghra, la madre di Kirigan, che l’avvisa che l’Eretico Nero è ancora vivo, non è mai morto, ma è praticamente immortale grazie al suo potere Grisha, e la convince a fuggire, dando il via a tutti gli episodi della serie TV e della storia.

Nel frattempo nella zona della città chiamata il Barile, tre membri del gruppo dei Corvi, Kaz, il leader, e Inej e Jesper, i suoi due migliori membri, vengono inviati al di là della Faglia per recuperare colei che si faceva spacciare per l’Evocaluce per portarla nel Barile e farle fare la fine che meritano tutti i Grisha, ovvero la morte. Tuttavia i Corvi sanno essere fedeli a qualcosa di più potente del vile denaro.

Okay, di più non vi racconto, o vi rovino la visione, mi fermo a quello che si narra nel primo episodio.

Ora le mie opinioni, che sono abbastanza opposti.

Da una parte la serie TV mi è piaciuta davvero tantissimo, come del resto mi sono piaciuti i romanzi della trilogia, e il primo della duologia, anche se quest’ultimo l’ho trovato un po’ più lento (il secondo lo devo ancora leggere, ma magari per quando leggerete questa recensione lo avrò recuperato), ma dall’altra mi è sembrata un po’ troppo tirata.

Ora vi spiego.

Iniziamo dalla parte tirata che mi è piaciuta meno: l’aggiunta dei Corvi nella serie TV.

La storia di Kaz e della sua banda, nei romanzi, si svolge in zone diverse e anni diversi rispetto alla trilogia in cui c’è Alina, e hanno un loro perché. I punti di congiunzione delle due saghe sono i Grisha.

Per poterli inserire nella serie TV hanno dovuto modificare la missione che in realtà viene affidata a Kaz e alla sua banda, vengono fatti vedere in modo molto marginale, hanno solo pochi interventi, e soprattutto non vengono per niente approfonditi, non risultano tridimensionali, e questo li porta a essere considerati solo delle comparsate, fighe ma solo comparsate, cosa che invece non sono.

Cosa invece mi è piaciuto?

Tutto, diciamo.

Ho apprezzato davvero moltissimo che Alina e Mal venissero rappresentati un po’ più maturi.

Nei romanzi li ho sempre trovati delle macchiette, ovvero bimbetti infantili che andavano avanti solo per capricci, senza logica, nella serie Tv invece riescono a fare dei ragionamenti più concreti, anche se molte azioni loro rimangono comunque insulse e fatte solo a beneficio della storia.

Mi è dispiaciuto che la storia dell’Oscuro sia stata raccontata subito.

Nei libri la si scopre solo nel terzo, e questo porta il lettore a provare sentimenti contrastanti che aiutano a farlo ragionare su chi possa essere veramente questo strano figuro, cosa lo spinga a fare quello che fa e cosa lo ha fatto diventare così se spesso se ne pente, mentre nella serie TV questa cosa si perde.

Sappiamo subito il suo passato, il suo dolore e soprattutto conosciamo da subito il suo nome, rendendolo umano e non solo una figura di grande potere come invece inizialmente dovrebbe essere. In ogni caso la scelta dell’attore è stata perfetta, sa interpretarlo meravigliosamente.

Le puntate sono molto scorrevoli, arrivi in fondo alla serie senza nemmeno rendertene conto, e anzi ne vorresti subito altri, vorresti le successive stagioni, perché speriamo tutti che non venga bloccata, e sapere come andrà avanti la storia, e da parte mia voglio arrivare al punto in cui si concentrerà solo ed esclusivamente sui Corvi, che ho amato davvero tanto come siano stati rappresentati, tutti e tre, nessuno escluso.

Che dire, se per puro caso c’è ancora qualcuno che a oggi non l’abbia vista, guardatela, leggete i libri e speriamo che arrivi il seguito molto presto.

Micol Borzatta

Visto su Netflix