La chiamata dei tre, Stephen King (Sperling & Kupfer 2003) a cura di Micol Borzatta

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L’uomo in Nero, Walter, finalmente è morto, ma prima ha rivelato il futuro a Roland: tre porte, tre persone, il prigioniero, la donna delle ombre e la Morte.

Roland si sveglia sulla spiaggia, deve ancora capire bene dove si trova quando viene attaccato da una Aramostra, un mostro che ricorda un’aragosta, e nella lotta perde due dita della mano destra, l’indice e il medio, e l’alluce del piede destro.

Roland riesce a ucciderlo ma la ferita è grave e poco dopo si riaddormenta.

Al suo risveglio Roland capisce di avere la febbre e le ferite si sono infettate. Riesce comunque ad alzarsi e a camminare verso nord, fino a incontrare una porta posta sul litorale grigio i cui cardini sembravano attaccati al nulla e sulla porta una scritta: Il prigioniero.

A Roland viene in mente la prima parte della lettura delle carte di Walter. Decide allora di varcare la porta e non solo si trova nel nostro mondo, ma si trova nel corpo di Eddie Dean, un eroinomane che riconosce come il personaggio cavalcato da un babbuino disegnato sulla prima carta che aveva girato Walter.

Tornato nel suo mondo con un uovo compagno, Roland troverà una seconda porta, questa volta destinata alla Signora delle ombre, la seconda carta girata da Walter. Ovvero Odetta Holmes, una donna di colore attivista dei diritti civili.

Entrambe le volte Roland ha la certezza di aver trovato i compagni che cercava per poter arrivare alla Torre Nera, così decide di portarli nel suo mondo e di istruirli per far sì che possano sopravvivere in quella Terra a loro sconosciuta.

Completamente diverso è quando trova la terza porta, quella collegata alla terza carta girata da Walter: La Morte. In questa porta Roland non trova nessun nuovo compagno, ma la sua nemesi Jack Mort, ovvero l’uomo in Nero, colui che aveva ucciso Jake facendolo finire sotto a una macchina e colpevole degli incidenti che hanno costretto Odetta su una sedia a rotelle.

Chi sono però questi tre personaggi e perché sono tanto importanti per Roland per arrivare alla Torre Nera?

Secondo romanzo della saga dedicata alla Torre Nera, iniziamo a conoscere meglio i protagonisti della storia.

Sì, nonostante sia il secondo volume siamo ancora solamente alla fase in cui King ci presenta i protagonisti, facendoci vivere alcune parti delle loro vite, il loro incontro con Roland e come sono passati da un mondo all’altro.

Le descrizioni e le caratterizzazioni sono molto approfondite e realistiche, infatti possiamo davvero immedesimarci in Roland quando vede per la prima volta il nostro mondo o quando Eddie sente la sua voce nella testa, perché sarebbero reazioni che avremmo avuto anche noi.

La storia è molto lenta, ogni tanto ha qualche picco adrenalinico, ma nel complesso è lenta, solo un’introduzione, lunga come il buon King ci ha insegnato nei suoi romanzi, ma questa volta troppo anche per i suoi canoni.

Nel complesso la storia è interessante e sicuramente invoglia a proseguire.

Micol Borzatta

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La mercante di ricordi, Sara Purpura e Simona Liubicich (Self publishing 2018) a cura di Micol Borzatta

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Recensione pubblicata sul blog Pieces of paper hearts con cui collaboro.

Edimburgo. Scozia.

Kenna e Aidan sono una coppia felicemente sposata. Col tempo, però, l’ambizione personale di entrambi cambia quel mondo così apparentemente perfetto. La morte del figlio Ian distrugge tutto ciò che avevano creato e quello che li aveva uniti un tempo si trasforma in odio, fino all’inevitabile separazione. Ognuno fa i conti a proprio modo con il lutto e intanto trascorrono tre lunghi anni nei quali ogni giorno il dolore della perdita si rinnova. Eppure, il ricordo di ciò che li ha uniti è ancora lì, vivo come sono ancora vivi Aidan e Kenna. Grazie al piccolo banco di legno che vende gli aeroplani tanto amati dal loro bambino, la magia del Natale potrebbe essere la porta che dovranno aprire insieme per ritrovarsi, soprattutto per perdonarsi.

La mercante di ricordi è la storia straziante di un sentimento che ha innumerevoli sfaccettature tra cui quella devastante della perdita e quella salvifica del perdono.Una storia vera come può essere il dolore.Una storia vera come può essere l’amore.

Sorgente: La mercante di ricordi – Pieces of paper hearts

Patto col Diavolo, Nicola Rocca (EnneErre 2019) a cura di Micol Borzatta

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Paolo Nobili è giovane, ha tutta la vita davanti a sé, ma non gli basta. Ha la fobia di poter morire giovane, così non riesce a godersi la vita.

Un giorno Paolo viene avvicinato dal Diavolo che gli propone un patto in cambio della realizzazione di un suo sogno.

Paolo non ci pensa due volte e chiede di poter vivere fino a cent’anni, senza specificare nient’altro.

Il Diavolo si sa è un essere di parola, nonostante tenda a interpretare le cose a modo suo.

Paolo prova subito a vedere se è vero che qualunque cosa accada vivrà fino a cent’anni, ma le cose saranno un po’ diverse da come se le aspettava.

Brevissimo spin off di La casa del Diavolo ritroviamo lo stesso stile e le stesse caratteristiche che ci hanno fatto innamorare nel precedente romanzo.

Anche questa volta possiamo trovare descrizioni precise e particolareggiate sia relative alle ambientazioni che ai personaggi.

La storia mi ha ricordato molto Dorian Grey, ma con una piega molto più realistica che rende molto bene il senso dell’umorismo del Diavolo e la sua abitudine di rispettare la parola data ma aggrappandosi a ogni cavillo per poter fare di testa sua.

Una lettura interessante e d’atmosfera.

Micol Borzatta

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La casa del diavolo, Nicola Rocca (EnneErre 2018) a cura di Micol Borzatta

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Troppe cose strane stanno capitando in quella casa. Cose inspiegabili che farebbero impazzire tutti. Ed è proprio quello che succede al vecchio Ardemagni, piuttosto che rimanere in quella casa preferisce farsi ricoverare in una clinica psichiatrica, tanto nessuno gli crede.

La casa viene messa in vendita e dopo qualche tempo viene acquistata da due coniugi.

Le cose sembrano andare bene, probabilmente i racconti di Ardemagni sono davvero solo i deliri di una mente malata, ma a un certo punto tutto cambia.

La donna muore e il marito sembra essere l’unico indagato.

Vuoi vedere che forse c’era qualcosa di vero in quei racconti macabri?

Romanzo abbastanza breve a metà tra il thriller psicologico e quello d’indagine, dove morte e amore si tengono per mano.

La storia è molto coinvolgente, quasi horror, grazie alle atmosfere cupe che danno l’impressione di leggere una storia sul paranormale, rimanendo invece molto legato alla realtà.

Fin dalla prima pagina ci sentiamo attirati dentro le pagine, incuriositi dalla narrazione che sembra come se qualcuno stesse parlando direttamente con noi, comunicandoci le informazioni con il contagocce per tenere sempre viva l’attenzione.

Le descrizioni sono molto esaustive e per niente noiose, quasi non ci si accorge di affrontarle.

Spettacolari i colpi di scena che risultano molto ben posizionati e per nulla prevedibili.

Una storia perfetta da leggere di sera, al buio, con in casa una luce soffusa, e la possibilità di dedicargli la notte.

Micol Borzatta

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Vertigo, Katharine McGee (Piemme 2018) a cura di Micol Borzatta

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New York 2118

Sono passati mesi dalla morte di Eros e dal suo funerale. La sua caduta dalla cima del Tower è stata catalogata come un incidente, ma Mariella, la sua ragazza, sa che non è vero e che gli eventi della caduta sono circondati da un mistero messo a tacere.

Leda continua le sue sedute dallo psicanalista per superare il trauma di quella notte, ma lei non può dirgli la verità, perché nonostante continua a ripetersi che lei non aveva fatto nulla, in realtà EEA stata lei a spingere Eros e a farla cadere di sotto, credendo che avesse una storia con suo padre, in realtà era la sua sorellastra ma lei non lo sapeva. I sensi di colpa la stanno distruggendo e le hanno fatto troncare tutti i rapporti con i suoi amici.

Calliope e sua madre Elise sono due truffatrice consolidate. Da sette anni la loro vita gira intorno a una routine collaudata: tramite un falso incidente farsi ospitare dall’albergo più inn della zona più chic, avvicinare la vittima più ricca possibile, ingannarla fino a ottenere tutto e poi scappare in una nuova città e d’iniziare tutto dall’inizio. Questa volta era il turno di New York e del Tower.

Finalmente Avery e Atlas possono stare insieme, nonostante siano fratelli adottivi. Per ottenere ciò, anche se è una relazione che deve essere tenuta nascosta, Avery ha dovuto rompere con la sua migliore amica Leda, anche lei innamorata di Atlas, e mantenere ugualmente il suo segreto per far sì che l’altra mantenesse il suo.

Watzahn Bakradi, Watt, sta ancora cercando di superare quello che è successo, ma non può dire nulla o si verrebbe a sapere del computer quantistico illegale che ha impiantato nel cervello. Senza contare che tutta quella storia lo sta distraendo dal realizzare il suo sogno di entrare all’MIT e si è ritrovato innamorato di Avery.

Rylin Myers è riuscita a cambiare lavoro. Lasciato il suo posto alla monorotaia è stata assunta come commessa da ArrowKid, quando riceve una lettera che le comunica che hanno accettato la sua candidatura per la borsa di studio per la Barkeley Academy, candidatura inviata da Chissà, la sorellina minore.

Un gruppo di ragazzi che hanno sia un segreto personale che un segreto di gruppo da tenere il più nascosti possibili, ma che invece di unirli li ha divisi, facendoli diventare ognuno un pericolo per gli altri.

Chi crollerà prima?

Secondo e ultimo volume della saga iniziata con The tower, possiamo continuare la.storia quasi da dove l’avevamo lasciata. Infatti il salto temporale tra un romanzo e l’altro è davvero minimo.

Come nel precedente romanzo la narrazione è da diversi punti di vista, un capitolo per ogni protagonista che si alternano, permettendoci di vivere la storia da diversi punti e farci un’idea nostra dei fatti.

Anche questa volta le descrizioni sono precise e coprono ogni aspetto caratteriale e fisico dei personaggi e rendono le ambientazioni davvero concrete.

Le atmosfere passano da ambienti sfarzosi a quelli un po’ più umili, come avevamo già riscontrato nel primo romanzo, così fin dalla prima pagina ritroviamo luoghi conosciuti rendendo il coinvolgimento molto più veloce.

La storia rimane coinvolgente e incuriosisce il lettore, nonostante tutto giri attorno agli eventi del primo romanzo, e non ha per niente un senso di ripetizione, ma troviamo approfondimenti molto interessanti.

Un secondo volume e un finale che completano davvero la storia.

Micol Borzatta

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L’accademia del bene e del male, Soman Chainani (Mondadori 2015) a cura di Micol Borzatta

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Sophie e Agatha sono due semplici dodicenni che, come tradizione vuole, aspettano di scoprire chi, quella notte, il Gran Maestro avrebbe rapito e portato alle due accademie gemelle, quella del bene e del male, dove si studia per diventare i personaggi buono e cattivi delle fiabe.

Sophie è molto calcolatrice e cerca di fare sempre l’azione giusta per dimostrarsi adatta per l’accademia del bene, come il suo aspetto angelico fa pensare.

Agatha, che abita nel centro del cimitero, sempre da sola, vestita tutta di nero, senza amici, viene considerata da tutti una strega e sono certi che sarà presa per l’accademia del male.

Effettivamente, come tutto il paese sospettava, le due ragazze vengono prese, però le destinazioni non sono quelle previste, infatti Sophie viene mandata all’accademia del male e Agatha a quella del bene.

Le reazioni delle ragazze sono di incredulità e convinte che ci sia stato un errore cercano di scappare, Sophie per andare all’accademia del bene e Agatha per recuperare l’amica e tornarsene a casa.

Un’antica profezia però ha piani molto diversi per le due ragazze.

Primo volume di una saga, veniamo subito catapultati nel mondo delle fiabe.

La storia è interessante e coinvolgente, nonostante ricordi molto un miscuglio tra Once upon a time – C’era una volta e le Winx.

Nonostante sia adatto a un pubblico adolescenziale è adatto, come romanzo d’evasione, anche per un pubblico più maturo.

La narrazione è tutta in terza persona ma segue, a paragrafi alternati, le vicende dal punto di vista di Agatha e di Sophie come se fosse in prima persona.

Le descrizioni sono perfette, minuziose e dettagliate ma per niente pesanti o noiose.

Una lettura davvero avvincente per un pomeriggio rilassante.

Micol Borzatta

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Cordialmente perfido, Maureen Johnson (Harper Collins 2018) a cura di Micol Borzatta

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1936.

Dolores Epstein è una ragazza molto intelligente che spesso finisce dal preside a causa del suo comportamento, ma questa volta è stata convocata per altri motivi.

Dottie infatti è stata chiamata per effettuare un colloquio con Mr. Albert Ellington, proprietario e direttore di una nuova scuola apposita per menti eccelse e lei è stata selezionata come una dei trenta studenti che la frequenteranno.

All’inizio Dottie non ci crede, ma quando si vede recapitare il biglietto del treno e un po’ di soldi per le spese primarie accetta subito e così si trasferisce nel Vermont.

Durante i primi giorni Dottie esplora la scuola e i boschi intorno, fino a trovare un tombino che la porta a una strana galleria del sottosuolo che sfocia in una biblioteca di alcolici dove ci sono bottiglie di ogni annata e provenienti da ogni angolo del  mondo per poi risalire in una stanza dentro a una cupola di vetro sita in mezzo al lago ornamentale dietro la villa che era la scuola.

Un giorno, mentre era nella cupola un’altra persona arrivò. Dottie iniziò ad avere paura, che divenne fondata quando lo sconosciuto non volle farla andare via. Dottie provò a scappare saltando nella botola, ma il salto era troppo alto e l’intruso la raggiunse immediatamente quando lei atterrò ferendosi gravemente.

Fu così che un giorno nebbioso di aprile nel 1936 Dottie Epstein morì facendo diventare la scuola famosa per il motivo sbagliato: un omicidio.

Un omicidio che era stato annunciato da una strana lettera firmata Cordialmente perfido e dal successivo rapimento della moglie e della figlia di Mr. Ellington.

Giorni nostri.

Stephanie Bell si sta dirigendo con la madre nel Vermont per frequentare il collegio. Con lei ci sarebbero stati Janelle Franklin, appassionata di ingegneria, e Nate Fisher, un appassionato di letteratura e scrittore.

Janelle era stata scelta perché a sei anni avveva aggiustato un tostapane, iniziando la sua carriera nelle costruzioni, mentre Nate aveva pubblicato un best seller a quattordici anni. Stephanie invece è stata scelta per la sua passione per Sherlock Holmes che l’ha portata a emularlo, e piuttosto bene.

È proprio la sua passione per gli omicidi che ha portato Stevie a far domanda all’Ellingham Academy, per poter risolvere il mistero dell’omicida Cordialmente perfido che nel 1936 fece sprofondare la villa nel panico.

La tranquillità della scuola però viene nuovamente stravolta quando Cordialmente Perfido torna a uccidere di nuovo,

Romanzo giallo davvero particolare che riesce a conquistare anche un pubblico adulto nonostante i protagonisti siano tutti teenager.

La storia richiama i romanzi di Sherlock Holmes, usando come protagonista una ragazza che riesce perfettamente a indossarne i panni e rendere il tutto davvero molto normale.

La narrazione si svolge seguendo due linee temporali, quella del presente dove i nuovi alunni hanno a che vedere con il mistero del passato e il nuovo crimine, e quella del passato in cui viviamo le indagini in tempo reale. Il tutto con capitoli alternati, in modo da tenere sempre attiva la mente e la curiosità del lettore.

Il linguaggio utilizzato è molto semplice ma riesce a esprimere concetti molto profondi.

Anche le descrizioni sono molto minuziose e particolareggiate, sia per quanto riguarda le ambientazioni che per quanto riguarda i personaggi, davvero molto complessi e pieni di sfaccettature, sia positive che negative.

Un romanzo d’evasione che sa stupire il lettore e invogliarlo a partecipare alle indagini.

Micol Borzatta

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