Lo sguardo lento delle cose mute, Patrick Rothfuss (Mondadori 2019) a cura di Micol Borzatta

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Auri è nella parte più interna del Guscio e dal mo­mento del suo risveglio sa che finalmente vedrà lui, mancano solo sette giorni e arriverà.

Auri si occupa di preparare il Foxen, non con una goccia, deve prepararsi per lui può tranquillamente abbon­dare questa volta.

Piano piano Auri gira di stanza in stanza, si lava a fondo e con cura, si spazzola, si prepara, giorno dopo giorno, in un lento conto alla rovescia.

Come scritto da Patrick Rothfuss a inizio libro, questo non è un romanzo come tanti.
Innanzitutto è consigliabile leggerlo solo dopo aver letto i primi due volumi della saga le cronache dell’assassino del re, essendo la protagonista della storia un personag­gio della suddetta saga.

La storia, che si sviluppa in poco più di un centinaio di pagine, è veramente molto particolare, iniziando dal fatto che non esiste nemmeno un dialogo, ma semplicemente la narrazione della quotidianità della pro­tagonista senza mai entrare nei dettagli né riguardanti aceri, né il misterioso lui che attende tanto ansiosamente.

All’inizio la lettura può risultare lenta, complicata e senza senso, difficile da capire, ma piano piano che si procede tutto viene chiarito e prende un senso diverso.

Una lettura adatta a chi vuole approfondire un perso­naggio incontrato nella saga principale e che abbiamo amato.

Una novella che si legge in un soffio, ma complicata da raccontare per evitare eventuali spoiler, vista la sua brevità.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice.

Nosferas. Gli eredi della notte vol. 1, Ulrike Schweikert (Armenia 2009) a cura di Micol Borzatta

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XIX secolo

I vampiri sono quasi stati sterminati, solo sei clan sono sopravvissuti e si sono sparpagliati per tutta Europa: i Vamalia in Germania, i Vyrad in Inghilterra, i Pyras in Francia, i Nosferas in Italia, i Dracas in Australia e i Lycana in Irlanda.

I sei clan sono perennemente in lotta tra loro, ma si sono resi conto che se vogliono sopravvivere devo­no fare fronte unito contro il loro comune nemico, i cacciatori di vampiri, e per farlo devono addestra­re i loro figli, gli Eredi della notte, a collaborare
come un unico team, così i capiclan si riuniscono per decidere quali saranno le città e i clan presso cui si uniranno gli Eredi per studiare nei futuri tre anni.

Per il primo anno la scelta cade su Roma e sul clan Nosferas, che insegnerà ai giovani vampiri a proteg­gersi dalla magia della chiesa, a non subire danni dagli oggetti consacrati e dalle armi dei cacciatori di vampiri.

Tutti gli ultimi nati dei sei clan, adolescenti dagli undici ai sedici anni si riuniscono così a Roma nella sede sotterranea dei Nosfera.

Già dalla prima lezione iniziano a verificarsi le prime amicizie e le prime battaglie fra i vari ragazzi.

Specialmente cinque di loro, nonostante così differenti, creeranno un vero legame d’amicizia: Ivy dei Lycan, Alisa dei Vamalia, Franz Leopold dei Dracas, Malcolm
dei Vyrad e Luciano di Nosferas.

Un gruppo davvero eterogeneo, ma che saprà lavorare insieme come una squadra affiatata fino a scoprire una cospirazione tra i ranghi dei vampiri in collabora­zione con un temibile cacciatore di vampiri che sta riuscendo a uccidere molti componenti del clan Nosferas, sia Ombre che Puri.

Chi ci sarà al comando della cospirazione, e come fanno a sapere i loro piani in anticipo?

Che ci sia una spia in mezzo a loro?

E chi è questo cacciatore di vampiri?

Primo romanzo di una Pentalogia dedicata ai vampiri in cui vengono descritti seguendo le vecchie tradi­zioni di Stoker e del famosissimo gioco di ruolo Vampire the Masquerade.

I clan hanno caratteristiche ben definite, molte sono identiche a quelle del gioco di ruolo, anche se i nomi sono diversi, e le città sono davvero ben abbinate.

I Nosferas infatti, come ricorda il nome Nosferatu, vivono nelle catacombe romane, sono alla buona, con un aspetto poco curato e a furia di stare a contatto con la Chiesa hanno iniziato a sviluppare una resisten­za agli oggetti clericali.

I Dracas ricordano tantissimo i Ventrue, gli aristocratici con la puzza sotto il naso, pieni di sè, si credono superiori a tutti e hanno la possibilità di leggere la mente e mani­polarla e sono stati abbinati a Vienna, città d’arte, ricca e nobiliare.

I Lycana  sembrano la versione più elegante dei Gangrel. Hanno un forte legame con gli animali, sono accompa­gnati da un lupo e hanno la capacità di chiudere la loro mente e impedire qualsiasi magia mentale. sono asse­gnati all’Irlanda, terra molto legata alla natura, alle tradizioni e al mondo occulto e fatato.

I Pyras ricordano i Brujah, con un perfetto senso dell’orientamento, forza e sono molto rozzi, e la città a loro assegnata è Parigi, con i suoi sottosuoli.

I Vyrad, uguali ai Lasombra, i nobili che preferiscono stare nascosti dagli altri vampiri, tenere nascosto il loro potere e rimanere il più possibile nell’ombra. La
loro città è Londra, la fumosa e oscura Londra.

I Vamalia ricordano molto i Giovanni, la famiglia viene prima di tutto e niente è più importante. La loro città è Amburgo. Fredda, chiusa ed ermetica come loro.

I personaggi principali, ovvero i ragazzi, sono caratteriz­zati molto diversamente.

Inizialmente sono stereotipati e rispecchiano appieno i loro clan, ma piano piano che
crescono e iniziano a frequentarsi, maturano e cambiano, trasformandosi, smussando molte qualità radicate e assorbendone altre.

Le descrizioni delle ambientazioni sono molto ben de­scritte e particolareggiate e permettono di visualizzarle perfettamente durante la lettura.

La storia è destinata a un pubblico adolescente, anche per via dell’età dei personaggi, ma è scritto talmente bene che appassiona anche un pubblico più adulto.

Peccato che in Italia siano stati pubblicati solo i pri­mi tre libri, nonostante in Germania siano stati pub­blicati tutti e cinque.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

Your Name, film d’animazione di Makoto Shinkai

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Dopo aver letto il romanzo, che vi ho recensito il 3 dicembre, ho deciso di guardare anche il film d’animazione, per vedere come la storia è stata riportata.

Itomori, Giappone, 2010

Mitsuha Miyamizu è una studentessa che vive a Itomori, un paesino minuscolo dove non succede mai nulla e dove la vita scorre monotona. Il suo desiderio più grande è quello di essere un ragazzo e di vivere a Tokyo.

I suoi giorni si dividono tra la scuola e il tempio in cui vive con la nonna e la sorella, addestrandosi per diventare la nuova sacerdotessa.

Taki Tachibana è un liceale che vive nel centro di Tokyo e passa le giornate tra la scuola, il lavoro e le uscite con i suoi amici.

Un giorno i due si svegliano uno nel corpo dell’altra.

Inizialmente la cosa crea non pochi problemi, sia a loro ma anche a chi li circonda, ma piano piano capiscono cosa stia succedendo e riescono a organizzarsi con messaggi, regole e note per riuscire a gestire la situazione.

I due ragazzi iniziano a conoscersi a fondo e inizia a nascere un sentimento molto forte quando, di punto in bianco, tutto finisce, gli scambi non avvengono più e, se si telefonano, i recapiti risultano inesistenti.

Film che colpisce fin dai primi minuti per i disegni utilizzati, molto definiti, realistici con tratti delicati e dai colori morbidi.

I personaggi sono molto realistici e naturali, pieni di sfumature, davvero complessi e per niente stereotipati.

La storia è molto commovente, ci si trova a piangere molto spesso, ma anche a ridere per alcune situazioni davvero comiche.

Molta rilevanza l’ha il sentimento che vivono i due protagonisti, che trasmette come l’amore, quello vero, è capace di superare il tempo, i luoghi e qualsiasi ostacolo.

Un’ottima storia da guardare con una persona speciale.

Micol Borzatta

Visto su Netflix

Believe it, Christy C. (Self Publishing 2019) a cura di Micol Borzatta

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Senegal, gennaio 1999
Per Greta è il terzo viaggio in Africa, una terra che le metteva paura, ma che aveva amato subito, appena messo piede a terra, e da quel momento ogni volta che era lontana si sentiva vuota, distrutta, malinconi­ca, con il bisogno di tornare a quella terra per rimanerci, o almeno quello era il suo sogno.

Un sogno che potrebbe davvero realizzarsi quan­do conosce Karim, un ragazzo del posto che la ama sinceramente, sentimento corri posto, nono­stante le mille difficoltà causate dal pregiudizio.

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Romanzo romance contemporaneo auto pubblicato.

Il romanzo, nonostante sia un romance, non è la semplice e leggera love story a cui siamo abituati, ma un romanzo pieno di temi molto importanti come il razzismo, il pregiudizio, la differenza di etnia.

Lo stile dell’autrice è molto leggero, avvicinabile da qualsiasi lettore, ma sa approfondire molto bene i temi fondamentali, permettendo a tutti di po­tersi avvicinare ad argomenti importanti per la nostra società.

Argomenti che affliggono la nostra società creando odio e disagi.

I personaggi sono molto ben caratterizzati, approfonditi sotto molti aspetti, con cui è facile empatizzare.

Una lettura sorprendente.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice.

Il priorato dell’albero delle arance, Samantha Shannon (Mondadori 2019) a cura di Micol Borzatta

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Vostra Maestà, per celebrare il nuovo anno non reco con me oro o gioielli. Porto
invece una fanciulla per la vostra alta servitù
, così le aveva detto Chassar. La
lealtà è il dono più prezioso di tutti.

Oriente. Città di Orisima

Tanè è una guerriera e un cavaliere del Drago. La notte prima della cerimonia della chiamata, ha rischiato di mettere tutto a rischio soccorrendo un forestiero e facendolo nascondere presso l’abita­zione del dottor Niclays Roos.

Lo straniero è Triam Sulyar, scudiero di Sir Marke Birchen, alla corte di sua Maestà Sabran Berethnet, regina di Inys, del regno di Occidente.

Durante la cerimonia della chiamata, il sovrinten­dente e la sua guardia si dirigono alla dimora del dottor Roos per arrestare il forestiero, ma non trovano nessuno, allargando così le ricerche alle case vicine.

Il Dottor Niclays Roos è in realtà un alchimista di Inys cacciato via dalla regina dopo che ha dilapidato il tesoro della famiglia reale cercando un elisir di lunga vita per togliere l’obbligo del matrimonio alla regina fallendo miseramente. Lui però non aveva mai smesso di provarci. Fabbricare l’elisir era l’unico modo per torna­re a casa, e quando Sabran glielo avrebbe chiesto, lui si sarebbe vendicato negandogliela.

La sua unica possibilità per riuscirci, però, era quel­la di mettere le mani sui draghi per scoprire come po­tessero vivere migliaia di anni, ma fare del male a un drago era punibile con una morte lunga, lenta e dolorosa.

Nel frattempo Sulyard, tornato a casa del dottor Roos, dichiara che ha la necessità di parlare con il si­gnore della Guerra per salvare Virtudom, la regina Sabran e il mondo intero.

L’unico modo è che Oriente e Occidente si alleino fra loro in modo che i Draghi orientali potessero com­battere le creature Draconiche Occidentali prima che si svegliasse­ro del tutto e distruggessero il mondo intero, iniziando proprio dall’Occidente.

Un’alleanza che risulta impossibile, sia per l’orgoglio della regina Sabran, che non avrebbe mai chiesto il loro aiuto, sia per il Grande Editto stipulato cinque secoli primi e da allora sempre rispettato da en­trambe le parti.

Truyde la fulminò con lo sguardo. «Ti prendi gioco di me.»
«Niente affatto. Le storie contengono un grande potere.»
«Tutte le storie nascono da un seme di verità» disse Truyde. «Sono sapienza che si fon­da sulla rappresentazione simbolica.»

Occidente. Città di lnys.

Ead Duryan è un’ancella dell’Anticamera della regina Sabran Berethnet, e durante la notte le salva la vita uccidendo l’ennesimo tagliagole inviato a ucciderla, ma nessuno sa che lo ha ucciso lei, come nessuno sapeva che in realtà lei era stata man­data dal priorato.

Quel giorno per Sabran è  una giornata importante, deve decidere se accettare o meno la proposta di matrimonio ricevuta da sua altezza Reale Aubrecht Secondo, principe ereditario del Libero Stato di Mentendon, stato che aveva commerci con
l’Oriente, e Sabran odiava l’Oriente, lo reputava un continente eretico perché ritenevano i draghi e le viverne delle divinità, mentre l’Occidente le cacciava, considerandoli dei pericoli mortali.

Intanto Lord Artheloth Beck e Lord Kitston Glade sono impe­gnati in indagini segrete, sono stati mandati nel regno Draconico di Yscalin per controllare che gli Yscal non stiano organizzando un’invasione a Inys.

Il vero scopo del viaggio, in realtà, è quello di allontanare lotti dalla Regina in modo di spinger­la ad accettare la proposta di matrimonio di qualche alleato straniero.

Mentre tutta la corte è impegnata al banchetto regale con la delegazione di Mentendot, Ead approfit­ta per perlustrare tutto il castello per capire chi fosse il doppiogiochista che aveva permesso l’entrata dei tagliagole.

Frugando scopre un volume eretico firmato da Niclays Roos nelle stanze della marchesa Truyde.

Ead riconosce il nome come quello dell’alchimista esiliato dopo aver commesso un terribile incidente, incidente la cui natura non è mai stata divulgata.

Subito dopo il banchetto la regina Sabran si ritira con le sue ancelle, tra cui Ead per vagliare la possibilità di accettare la proposta di matrimonio.

La leggenda, o storia, narra che solo fino a quando ci sarà una discendente di sir Galian Berethnet, il Santo, il Senza Nome e le sue creature draconiane ri­marranno addormentate, ma il regno è stato già attaccato da due viverne in pochissimi giorni, e que­sto indicava solo una cosa: le creature draconiane si stanno risvegliando e il regno è in pericolo.

Sarebbe bastato un matrimonio e un’erede?

Seiiki aveva un odore tutto suo. Profumava di midollo d’albero dopo il tempora­le e di foglie verdi. Di solito quell’aroma esercitava un effetto calmante su Tanè, ma oggi nulla poteva davvero esserle di conforto.

Romanzo fantasy che è diventato il libro dell’anno riportando in auge il fantasy del vecchio genere che segue la scuola di Tolkien.

Il romanzo è suddiviso in cinque parti e i capitoli al loro interno sono alternati tra i due continenti della storia.

Il mondo è infatti diviso in due: Oriente e Occidente.

Il regno a Oriente è un regno in cui vivono ancora i Draghi, che vengono venerati come divinità, e nel­le loro accademie i giovani vengono addestrati per diventare Cavalieri dei draghi e combattere a cavallo di queste magnifiche creature.

Il regno a Occidente è governato da una regina che discende direttamente dal guerriero che ha battuto il Senza Nome e le sue creature Draconiane. Infatti
in questo regno le viverne sono viste come nemici da abbattere, e il loro bruciare villaggi non aiuta la popo­lazione a vederli diversamente.

Tra i due regni esiste un Grande Editto, che dura da cinque secoli e che impedisce di farsi la guerra, ma an­che di allearsi nel caso capitassero due sovrani propen­si a una riconciliazione.

Questo distacco è rappresentato meravigliosamente dai capitoli alternati, che ci permettono di vivere la storia di entrambi i regni in contemporanea ma senza una sensazione di continuità tra uno e l’altro.

Il mondo è descritto molto dettagliatamente, cat­turando il lettore e portandolo al suo interno, dan­dogli la sensazione di poterlo toccare con mano.

Stesso tipo di descrizione la troviamo per i personaggi, caratterizzati a 360 gradi, pieni di sfumature che sembrano proprio reali.

Anche i draghi sono caratterizzati nello stesso modo, al punto che abbiamo la sensazione di averli di fronte di poterli toccare, sentire la loro pelle squamosa a
contatto con la mano, il loro calore, e il pulsare del loro cuore a contatto col nostro corpo nel cavalcarti.

Molto ben approfonditi anche i sentimenti e i pen­sieri, andando così a sviluppare temi fondamentali come la fede, la lealtà, il rispetto e l’amore, senza però cadere nell’abitudine degli ultimi tempi di inse­rire a tutti i costi una parte romance molto predo­minante.

Ovviamente ci sono relazioni, storie d’amore o unio­ni politiche, ma sono di sottofondo, servono solo per descrivere la quotidianità dei vari protagonisti.

La storia è molto ben sviluppata, inizia piano piano presentandoci i personaggi e il mondo, per farci impa­rare a orientarci, e una volta che l’abbiamo fatto veniamo gettati nell’azione piena.

Una lettura avvincente, che nonostante la sua mole si legge velocemente e in pochissimo tempo.

Susa aveva rischiato ogni cosa che aveva per un sogno non suo. Quel genere di amici­zia si trovava una sola volta nella vita. A volte mai.

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Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice.

I viaggi di Corentin, Michel Bussi (DeA Planeta 2019) a cura di Micol Borzatta

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Cotentin è un bambino, ma non è un bambino come tutti gli altri, perché Corentin conosce il linguaggio degli oggetti, ha una grande immaginazione e sa viaggiare nel
tempo, nello spazio e nei ricordi, ma la cosa più importante sa riconoscere le streghe.

È importantissimo saper riconoscere le streghe, perché si nutrono della fantasia, specialmente quella degli adulti, motivo per cui non sono più in grado di usarla, diventando dei contenitori vuoti, sterili, grigi, senza nessuna scintilla di vita.

Per questo Cotentin crea una squadra di bambini e bambine ribelli che non hanno paura di nulla e che sanno usare la loro fantasia spropositata, l’unica arma per sconfiggere le streghe e fermare quella grigia sterilità che sta dilagando nel nostro mondo.

Primo romanzo di Michel Bussi dedicato ai giovani, non molto lungo e si legge molto
velocemente.

I capitoli sono molto brevi e ognuno è dedica­to a un luogo o a un evento, in un primo momento sembrano staccati uno dall’altro, ma invece sono tutti collegati.

Lo stile usato è molto diverso dai soliti romanzi di Bussi, il linguaggio è molto semplice, alla porta­ta dei bambini, ma non infantile, in questo modo riesce a catturare l’attenzione anche degli adulti, inizialmente attratti dal nome dell’autore e succes­sivamente per la storia.

Come sempre abbiamo una trama molto intrigante, piena di eventi, ma stavolta anche semplice, per via del target di destinazione.

Una lettura molto evasiva per grandi e piccini che ci insegna quanto sia importante coltivare la fantasia nei bambini e, specialmente, quanto è importante mantenerla quando si cresce, perché solo con la fanta­sia possiamo dire di essere completi, di poter sognare e mantenere viva la parte innocente di noi.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice.

Tela di tenebre – Resurrezione, Antonietta Filaci (Book a Book 2019) a cura di Micol Borzatta

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La Setta dei Guaritori è una congrega nata un secolo prima degli eventi narrati e ri­schia lo sterminio.

I fondatori erano un gruppo di guaritori stufi di ve­dere la gente cadere vittima dei bevitori di sangue, così decidono di creare la setta e studiare un antidoto.

Antidoto che riuscì a trovare fratello Oleth cento anni dopo la nascita della setta.

L’antidoto, se usato prima del completamento della trasformazione dopo il morso, combatteva il germe del vampiro facendolo retrocedere fino ad annullarla immesso il vaccino sul mercato scoprirono che i vacci­nati erano molto più forti e diventavano immuni an­che a molte malattie, come ad esempio la peste, che straziava la popolazione da cinque anni.

Anche i Notturni però non sono stati con le mani in mano e si sono organizzati per distruggere per sempre la setta, in modo da eliminare il pericolo dell’estin­zione, e in soli dieci giorni sterminarono seicento­mila tra Guaritori, umani e immuni, ovvero uma­ni vaccinati.

Tutto ciò viene descritto in un frammento del diario del guaritore Aimond Niene.

Irnevia. Biblioteca Reale

Marcus è un cacciatore di vampiri che gira con al seguito due enormi lupi, Klaus e Hati, suoi amici oltre che animali di compagnia.

Marcus è legatissimo alle tradizioni basate su pregiudizi vecchi di secoli.

Tutto cambia quando incontra Eve e le salva la vita.

Eve è una vampira, la dovrebbe uccidere, eliminarla con un paletto nel cuore come ha fatto con molti altri della sua razza, ma con lei non ci riesce, qual­cosa lo blocca.

Marcus scopre di provare un sentimento molto for­te per Eve, un sentimento corrisposto, un sentimento pericoloso che sta distruggendo due vite.

Riusciranno a superare i loro pregiudizi, le loro tra­dizioni, il loro passato, per costruire un nuovo fu­turo?

Romanzo di un’autrice italiana in campagna sul sito Book a Book.

Il prologo in vita subito il lettore a entrare pienamente nella storia grazie alla voce narrante che sembra rivolgersi direttamente a noi posteri, dandoci poche informazioni, ma trasmettendoci un senso fortissimo di pericolo e ansia.

A primo acchito potrebbe sembrare l’ennesimo romanzo sui vampiri, ma già dalle prime pagine si può notare che i vampiri non sono come siamo abituati a vederli da dopo Twilight, ma esseri animaleschi mossi dalla fame e dall’istinto di sopravvivenza.

Molto ben approfonditi i temi principali trattati, e che rendono il romanzo una lettura molto pro­fonda e istruttiva.

Infatti se sorvoliamo sulla storia d’amore e non ci fossilizziamo su di essa, possiamo notare che vengono trattati temi come il pregiudizio, la tra­dizione e il lavaggio mentale fatto dalla società.

Argomenti veramente complicati, delicati e pur­troppo sempre odierni.

L’autrice riesce ad approfondirli e a sviscerarli in modo molto dettagliato ma in modo leggero, così che il lettore viene sensibilizzato ma la lettura non viene in alcun modo appesantita.

La stessa minuzia di dettagli e di approfondimento li ritroviamo quando descrive i personaggi, sia fisica­mente che psicologicamente, come per le ambienta­zioni.

Il ritmo narrativo è vivace, veloce, che porta il lettore a procedere in fretta, gustandolo appieno.

Una lettura interessante e riflessiva.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dall’autrice.