ARTICOLO – Buone vacanze a tutti, ci si vede a settembre

Buongiorno lettori,

anche quest’anno agosto è arrivato, sono arrivate le lunghe giornate di sole, il caldo e la voglia di passare più tempo all’aria aperta.

Per questo motivo, come ogni anno, vi comunico che il blog rimarrà chiuso tutto il mese.

Tranquilli, non mi dimentico di voi, continuerò a lavorare a nuovi progetti, nuovi articoli e nuove recensioni per voi, che potrete gustarvi subito alla riapertura di settembre.

Sperando che sia un’estate più libera rispetto l’anno scorso, vi auguro a tutti buone vacanze.

Micol Borzatta

RECENSIONE – Fatal Frame 5: Maiden of black water – videogioco della Tecmo del 2014

Fatal Frame 5: Maiden of the black water, in nord America, Project Zero 5: Maiden of the black water, in Europa, e Zero: Nuregarasa no miko (Zero: la sacerdotessa del corvo bagnato) in Giappone, è un survival horror sviluppato da Tecmo nel 2014.

Quinto e ultimo capitolo della saga e giochiamo personaggi legati ai primi tre Fatal Frame. Anche questo capitolo, come il terzo e il quarto, non è ispirato diretta­mente a qualche leggenda giappo­nese, ma ci sono citazioni alla foresta dei suicidi, alla cerimonia Ghostbride e al terrore dell’acqua.

La tiepida luce del tramonto bagnava la piccola cittadina giapponese sorta ai piedi del Monte Hikami. Il sole arancione ardeva nel cielo, stanco, pronto a coricarsi dietro il profilo dell’alta montagna, salutando un altro giorno che pigramente volgeva al termine. In quella visione si specchiava il volto inespressivo della fanciulla, la cui mente sembrava appesantita, avvolta da una coltre di gelido vuoto che ne anestetizzava i pensieri. Solo una voce a stimolare i sensi della ragazza, un’eco lontana eppure chiara come acqua pura: “La montagna mi chiama”, pensò lei, sempre invischiata in quella tela di torpore nella quale sembrava riposare da quando aveva memoria. “Sono sola, e sola me ne andrò, per sempre. Nella luce del sole la mia mente svanisce…” ripeteva a sé stessa mentre le gambe risalivano lente il piccolo sentiero erboso diretto verso i boschi. Il sole svanì, e le ombre della notte ricoprivano ormai il profilo delle cose disegnando forme irregolari, a tratti grottesche, quasi a voler distendere un lungo tappeto d’oscurità per accogliere l’incauto avventore in chissà quale incubo covato nel grembo dell’altura. “La montagna mi chiama” pensò lei un’ultima volta, prima di sparire per sempre nel buio. E io oggi mi maledico perché non ebbi il coraggio di fermarla.

Il gioco è ambientato sul Monte Hikami. Ridente luogo turistico, era visitato da moltissimi avventori che, oltre a godere del paesaggio, si faceva predire il futuro dalle sacerdotesse veggenti. La popolazio­ne del luogo aveva anche un altro rituale, legato alle acque limpide che scorrevano dalla vetta della montagna e difese dalla malvagità delle black water con il sacrificio delle sacerdotesse, le vergini dell’acqua.

Purtroppo il monte viene colpito da due catastrofi, quasi contemporanee: la prima riguarda il rituale per blocca­re la blackwater, che però finisce male, facendo sì che la malvagità si liberi, e l’altra legata a Kyozo Kuru­rugi che, dopo essersi fatto predire il futuro dalle sacerdotesse, impazzisce, le uccide tutte, e dopo aver buttato i loro cadaveri nelle acque del torrente si sui­cida. Da quel momento la montagna, divenuta luogo dei suicidi, è abitata solo dagli spiriti delle anime erranti.

Anche in questo capitolo utilizziamo più di un personaggio, percorrendo varie ambientazioni che vanno dalla foresta, al cimitero e alle case fatiscenti del villaggio. Come sempre siamo in possesso della Camera Obscura con cui daremo la pace eterna alle anime erranti, ma questa volta possiamo anche toccare gli spiriti e vedere i loro ultimi minuti di vita.

I personaggi principali che utilizzeremo sono prevalentemente tre. La prima è Yuri, una giovane sensitiva che viene attirata dal monte e cade vittima del suo richiamo, ma poco prima di suicidarsi vie­ne salvata dalla sua mentore Hisoka, con cui poi va a vivere, e collaborerà nel lavoro di ritrovamento di persone scom­parse. Tempo dopo, durante un incarico, è Hisoka che scompare sul monte.

Il secondo personaggio è Ren Hojo, un giovane scrittore, discendente da Asou, che soffre d’insonnia a causa di un incubo che lo perseguita in cui vede un bambino che potrebbe essere lui da piccolo da quanto gli assomiglia, che uccide una bambina dai capelli bianchi e gli occhi rossi, con la quale sembra avere un bel legame d’amicizia, durante un rituale di cui non ha ricordi. Si troverà sul monte per ritrovare il suo amico Kazuya scom­parso e i suoi ricordi.

Il terzo personaggio è Mia Hinasaki, che si dirige alla montagna per cercare sua madre, Mika Hinasaki, che si è avventu­rata sulla montagna quando lei aveva solamente tre anni e poi è scomparsa. Mia non si perdona di averla lasciata andare e di non averla fermata, anche se aveva solo tre anni. I suoi capitoli sono quelli meno sviluppati e con una storia abbastanza banale.

All’inizio del gioco Yuri Kozukata viene contattata da Fuyuhi Himino che vuole ritrovare la sua amica Haruka Momose, tempo prima si è recata sul monte Hikami e da quel momento è sparita. Inizialmente Yuri non vuole accettare l’incarico, ha la testa occupata dalla preoccupazione per la sua mentore Hisoka che è uscita per lavoro e non è ancora tornata.

Yuri decide allora di guardare tra i documenti di Hisoka e scopre che anche lei si è recata al monte Hikami. Così decide di recarsi lì nuovamente e usare i suoi poteri, ereditati dalle sacerdotesse da cui discende, per trovare la sua men­tore, Fuyuhi, che nel frattempo è andata da sola a cercare l’amica, e Haruka.

Arrivata sulla montagna Yuri vede quasi subito Fuyuhi e inizia a seguirla, la chiama, e quando la raggiunge si mettono in cerca dell’amica. Fuyuki però scom­pare di nuovo e quando Yuri la ritrova vede che si sta tagliando la gola con una katana trovata nel torrente. Yuri cerca di fermarla e a quel punto vede un flash back in cui Fuyuhi, Haruka e altre tre amiche hanno cercato di suicidarsi tutte insieme, ma Haruka e Fuyuhi erano so­pravvissute diventando vittime del monte.

Gli altri capitoli copiosi del gioco sono quelli legati a Ren, in cui scopriamo essere discendente di Kunihiko Asou, l’inventore della Camera Obscura, e a cui assomiglia come una goccia d’acqua. Questa assomiglianza fa sì che lo spirito di Ose Kurosawa lo chiami alla montagna.

Ose Kurosawa è lo spirito di una sa­cerdotessa. Da giovane, dopo un’espe­rienza di pre-morte, i suoi poteri legati al sesto senso sono diventati potentissimi. Per questo è stata scelta come Fiore Eterno per bloccare la black water. Per la foto del rituale è stato chiamato Kunihiko Asou, che appena la vede se ne innamora immediatamente. Un amore corrisposto, ma che fa fallire il rituale corrompendo lo spirito di Ose e la mon­tagna intera.

Gli ultimi capitoli sono legati a Miu che cerca la madre Miku, scomparsa sul monte. Come detto i suoi capitoli sono poco sviluppati, hanno pochissima storia di fondo e quella poca che c’è è confusionaria, rivelando che il padre di Miu sarebbe Mafuyu, il fratello di Miku, scomparso nel primo Fatal Frame quando decide di rimanere con Kirie.

Una volta che si è finito il gioco, e quindi tutta la saga, i giocatori vengono pre­miati con una sezione nuova dedicata
a Dead or Alive, e possiamo giocare un capitolo segreto tutto con Ayane come personaggio. Questa parte va giocata tutta in stealt, ovvero nascon­dendosi, perché non avremo la Camera Obscura e se corriamo veniamo attaccati dagli spiriti.

Un finale spettacolare per una saga che ha saputo conquistare i giocatori nel corso degli anni e con questo capitolo si è ripreso dopo il flop del quarto.

Micol Borzatta

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