Halloween… Significato e origini

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Ciao a tutti.

Oggi è l’ultimo giorno di ottobre e stanotte è la notte di Halloween, così invece della solita recensione, ho pensato di postare un articolo in cui si parlasse di questa festa, molto strumentalizzata, ma che in realtà ha origini molto lontane.

Halloween è una festa internazionale celebrata in Australia, Canada, Germania, Austria, Irlanda, Regno unito, Stati uniti, Paesi Scandinavi, Nuova Zelanda, Italia, Spagna, Francia, Corea del Sud e Giappone.

La festività celebra l’inizio dell’inverno e quello che veniva reputato il nuovo anno.

Per festeggiare ci si procura tanti dolciumi e delle zucche intagliate, dette anche Jack o’ Lantern.

Altri nomi di questa festa sono La notte delle stregheLa notte delle lumere, e La festa dei morti.

Da dove ha origine questa festa?

Halloween è una ricorrenza di origine celtica che solo nel XX secolo, negli Stati Uniti, si è trasformata nell’evento macabro e commerciale che conosciamo tutti.

Anche in Italia la festività di Halloween era conosciuta, ma cadeva tra il 1 novembre e il 2 novembre, la notte tra tutti i santi e i morti.

Halloween deriva dalla festa celtica Samhain, termine usato dai Gaeli e dai Celti nell’arcipelago britannico e che deriva dall’antico irlandese che significa fine dell’estate.

Con Samhain si festeggiava infatti l’inizio dell’inverno che nel calendario celtico di 2000 anni fa corrispondeva al 1 novembre, primo giorno dell’anno.

La festa venne poi trasformata da papa Gregorio IV nell’840 nella festa di Ognissanti e spostata al 1° novembre.

Cancellata la festa di Ognissanti dal Prostentatesimo, Halloween continuò come festa laica, specialmente negli USA a partire dalla metà dell’Ottocento, periodo della grande immigrazione irlandese.

Il termine Halloween è una variante scozzese del nome All Hallow’s Eve che significa Notte di tutti gli spiriti sacri.

Nella notte di Halloween, infatti, si crede che gli spiriti possano camminare manifesti tra di noi per congiungersi con i propri cari.

Un’altra origine di Halloween viene legata alla leggenda di Jack o’ Lantern, che fu condannato dal diavolo a vagare per il mondo di notte con solo una zucca scavata e intagliata contenente una candela come unica fonte di luce.

Questo perché scavare in inglese si dice to hallow, quindi l’atto di scavare hallowing, da qui Halloween.

La tradizione di scavare zucche, tipicamente americana, deriva anche dalla tradizione inglese e scozzese di intagliare rape in cui venivano poste delle candele per far luce alle anime perse in purgatorio.

Questo è tutto e vi auguro un buon Halloween a tutti.

Micol Borzatta

Il libro delle ombre, Cate Tiernan (Mondadori 2004) a cura di Micol Borzatta

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Morgan Rowland ha sedici anni ed è una comune ragazza americana.

Frequenta il liceo Widow’s Vale insieme ai suoi amici e alla sorellina minore.

Quell’anno a scuola arriva un ragazzo nuovo, Cal Blaire, che frequenta l’ultimo anno.

Cal è il classico ragazzo misterioso di cui non si conosce nulla e che, quando vuole, sa conformarsi con qualsiasi gruppo della scuola.

Un giorno decide di fare un falò e di invitare tutti i ragazzi della scuola.

Una volta che tutti hanno finito di bere e di mangiare, Cal, dichiara che stanno festeggiando Mabon, una festività Wicca che corrisponde all’equinozio d’autunno.

Molti ragazzi se ne vanno e rimangono sono in tredici a creare il cerchio magico.

Da quella sera la vira di Morgan cambierà per sempre e un grande segreto le verrà svelato.

Primo romanzo della saga Sweep composta da quindici volumi, seguiamo molto da vicino e completamente la vita di Morgan, vivendo con lei i cambiamenti conseguenti alla scoperta del grande segreto.

Molto importanti gli insegnamenti trasmessi tramite la protagonista, ovvero credere in se stessi, imparare a conoscere le proprie potenzialità e capire quale sia il proprio futuro.

Molto spazio viene dato alla psicologia dei personaggi, che vengono sondati nel profondo, ma con un linguaggio semplice, così da essere capito anche dai più giovani e poter raggiungere un target molto più ampio.

Una saga che per ora è partita davvero molto bene.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

The haunting of Hill House, Mike Flanagan (2018) a cura di Micol Borzatta

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Il 28 marzo 2017 ho recensito su questo blog il romanzo di Shirley Jackson L’incubo di Hill House.

Oggi ci troviamo a continuare questa storia, infatti in questo articolo vi parlerò della serie TV The haunting of Hill House .

Composta da dieci episodi è tratta dal famoso romanzo, ma molto diverso da esso.

La famiglia Crane, composta da Hugh, Olivia e i loro cinque figli, Steven, Shirley, Theodora, e i gemelli Eleonor e Luke, si trasferiscono a Hill house con lo scopo di ristrutturarla per poi rivenderla.

Il loro progetto è di rimanere solo per otto settimane, ma molti eventi strani, strane muffe, strani guasti, allungano i tempi.

Nel frattempo i componenti della famiglia iniziano a vedere strane presenze e a sentire rumori stranissimi.

Gli eventi precipitano fino a quando una sera Hugh è costretto a prendere i cinque figli, caricarli in macchina e farli crescere dalla loro zia Jane.

nonostante siano passati tantissimi anni e tutti i ragazzi ora siano adulti e ognuno abbia la propria strada, la casa ha ancora un grande potere su di loro.

Ognuno di loro sente il richiamo in modo diverso e ognuno di loro è in pericolo di vita.

Nonostante la storia della serie TV è molto diversa da quella del romanzo, riesce a trattare ugualmente bene tutti i temi fondamentali: la famiglia, gli effetti dei segreti, il paranormale, i rapporti familiari.

I personaggi vengono caratterizzati molto bene, gli attori sanno interpretare alla perfezione le caratteristiche identificative di ogni personaggio, trasmettendole così allo spettatore.

La storia è molto ben strutturata, al punto che la parte che fa davvero paura non è tanto quella legata ai fantasmi, alle apparizioni o ai jump scare, ma la tensione che si percepisce all’interno del nucleo familiare, alle paure dei singoli personaggi e ai loro segreti.

Una serie TV davvero coinvolgente e ben realizzata che dà un qualcosa in più al romanzo.

Micol Borzatta

Ai piani bassi, Margaret Powell (Einaudi 2012) a cura di Micol Borzatta

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Margaret Langley è nata a Hove nel 1907, è la seconda di sette figli in una famiglia povera, la madre ha lavorato a servizio e il padre era un tuttofare.

Arrivata all’età di quattordici anni, non avendo più soldi per farla studiare, i genitori decidono che è il tempo di farla andare a servizio.

Non essendo brava nel cucito, la madre decide che l’unico ruolo che può ricoprire è quello della sguattera di cucina, per puntare poi a diventare cuoca.

Margaret inizia così la sua lunga carriera ai piani bassi a servizio.

Romanzo no fiction autobiografico che racconta la vita vera della servitù a Londra.

Una lettura che ci porta a conoscere il vero mondo che stava dietro alle grandi case londinesi, descrivendo, con un linguaggio molto semplice e un tono romanzato che rende tutto molto leggero e veloce, i compiti, le mansioni e la quotidianità a cui erano obbligate le domestiche.

Margaret ci racconta tutte le sue esperienze partendo da quando ha iniziato a occuparsi di casa sua mentre i genitori erano a lavorare, per poi passare da una famiglia all’altra.

Possiamo conoscere così i vari rituali che diversificavano le varie famiglie, dallo stirare le stringhe delle scarpe, all’epoca larghe fino a due centimetri, al porgere gli oggetti ai padroni di casa solo su vassoi e mai da mano a mano,ecc…

Una lettura davvero coinvolgente che, per gli amanti della serie tv Downton Abbey, riporta a quelle atmosfere che tanto abbiamo amato.

Micol Borzatta

Copia presa in biblioteca

Two Brothers, Ilas (Darklove 2018) a cura di Micol Borzatta

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Recensione pubblicata sul blog Pieces of paper hearts con cui collaboro.

“E qui mi detto una sola regola: “Vivi soltanto per te stesso, seguendo solo la tua volontà.” Nient’altro.”

GIUSTIZIA O VENDETTA?

L’agente Mia Watson ha un conto in sospeso con il passato: vendicare la morte di suo padre. Ma quando le indagini la spingeranno troppo in là, il confine tra giusto e sbagliato sarà così labile da diventare invisibile.

Mia dovrà scegliere se rimanere ancorata ai suoi ideali e lasciarsi guidare dai sentimenti per l’affascinante e premuroso Ian, oppure se collaborare e oltrepassare quel confine, insieme allo spietato e passionale Logan.

Due uomini diversi, lo stesso legame di sangue, una ferita profonda mai davvero rimarginata.

E se il destino stesse giocando con loro la sua mano migliore? Nella vita, le cose, non sono tutte bianche o nere e Logan e Ian potrebbero essere due facce della stessa medaglia. Tra un passato doloroso e un presente in sospeso, l’unica cosa che conta è scoprire la verità, a qualunque costo. A volte, l’amore può diventare un tunnel pericoloso senza corsie di ritorno e non resta che un’unica scelta: lottare per vivere o arrendersi e morire.

“In pochissimo tempo è diventata la mia più dolce vittoria e la più amara delle sconfitte.”

N.B. **Il romanzo contiene scene destinate ad un pubblico adulto e consapevole.**

Sorgente: Two Brothers – Pieces of Paper Hearts

Invisible Monsters, Chuck Palahniuk (Mondadori 2003) a cura di Micol Borzatta

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Shannon McFarland è una modella.

Dopo la morte del fratello, gay e malato di AIDS, a causa dell’esplosione di una bomboletta di lacca dentro al bidone bruciarifiuti, il suo rapporto con i genitori non migliora per nulla, il fratello Shane sarà sempre al primo posto, da morto come da vivo.

Shannon lega così con Evie, una sua compagna al corso per modelle, e al fidanzato Manus.

Un giorno però, mentre è in macchina, un proiettile entra dal finestrino e le porta via la mandibola.

Shannon riesce a guidare fino al pronto soccorso ma non possono ricucire il pezzo staccato che, oltretutto, è stato mangiato dagli uccelli che erano entrati dal finestrino rotto, mentre lei era in ospedale.

In ospedale Shannon passa giorni terribili.

Il fidanzato Manus la lascia e la sua migliore amica Evie, dopo averle fregato tutto il guardaroba, l’abbandona.

Proprio in ospedale Shannon incontra Brandy Alexander, che sta subendo le ultime operazioni per diventare una donna.

Sarà proprio Brandy a insegnarle a guardare alla vita futura e non a quella passata, cambiandola, trasformandola e ricostruendola a suo piacimento.

Brandy e Shannon inizieranno a fare coppia fissa, fino a quando Brandy convincerà Shannon a vendicarsi di Evie e Manus.

Romanzo molto forte che tratta temi importanti come la transessualità, il dover apparire per adeguarsi al mondo e la diversità.

La lettura inizialmente non è delle più semplici a causa dello stile di scrittura dell’autore, che non segue le canoniche regole grammaticali, ma dopo qualche pagina ci si fa l’abitudine e diventa più facile.

L’unico altro ostacolo che ho dovuto superare, e ho fatto davvero fatica, sono le descrizioni crude e pesanti relative ad alcune pratiche sessuali. io non sono debole di stomaco, ma le ho trovate troppo forti e mi hanno davvero dato fastidio.

Il resto del romanzo è davvero strabiliante, si parte con la morte di Brandy per un colpo di fucile sparato da Evie il giorno del suo matrimonio mentre la casa in cui si trovano è in fiamme, appiccate da Shannon, per poi tornare all’inizio, a prima dell’incidente di Shannon, per vivere e comprendere ogni singolo avvenimento che ha portato a quell’epilogo.

La narrazione è piena di salti temporali, ma si riesce a seguire tranquillamente lo svolgersi dei tempi.

Molto ben descritti e approfonditi i pensieri e i sentimenti dei vari personaggi, permettendoci di entrare molto a fondo della loro psiche.

Un romanzo che consiglio a chi ha davvero uno stomaco molto forte, che non ha problemi a seguire storie portate agli estremi, andando anche fuori dal realismo, e che voglia sprofondare all’interno della psiche umana in un viaggio simile alle montagne russe.

 Micol Borzatta

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Hunters. Cacciatori di pedofili, Serena Baldoni (StreetLib 2016) a cura di Micol Borzatta

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Scarlett Stewart è la proprietaria e fondatrice dell’agenzia Savannah Investigation, agenzia che si occupa di trovare e arrestare i pedofili, mettendo poi online il loro arresto in modo che tutti possano vedere.

L’agenzia è nata in onore di Savannah, la sorella maggiore di Scarlett, che si è suicidata all’età di quattordici anni dopo essere stata vittima di un pedofilo.

Da quel momento la vita di Scarlett è cambiata radicalmente, facendole prendere la scelta di diventare investigatrice e dare la caccia a quei mostri.

Scarlett è impegnata con due casi molto pericolosi quando riceve un messaggio da un pedofilo con lo stesso nickname di colui che aveva avvicinato la sorella.

Per Scarlett inizia un incubo che sembra non aver fine.

Romanzo abbastanza corto ma che sa sconvolgere.

Il tema trattato è infatti uno dei più forti e duri che possa esserci: la pedofilia.

Tema che viene approfondito molto bene, ma con un linguaggio non troppo pesante, in modo che anche i più sensibili e deboli di stomaco possono leggerlo senza stare troppo male.

Nonostante il linguaggio semplice non si deve pensare che il romanzo sia superficiale, perché la parte psicologica delle vittime è molto ben trattata.

Una lettura istruttiva che dovrebbe essere fatta leggere a scuola, specialmente in questa epoca in cui anche i più piccoli hanno accesso a internet e alle chat dei social.

Micol Borzatta

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