Brian the Brain – Miguel Ángel Martín – NPE 2015

Recensione

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Siamo in uno strano futuro in cui la società è degenerata totalmente.

La madre di Brian lavora come cavia per una società di ricerca farmaceutica, la Biolab.

Gli esperimenti fatti sulla donna continuarono anche durante la gravidanza, facendo così nascere Brian senza calotta cranica. Quindi con il cervello esposto all’aria e con poteri di telepatia e telecinesi.

La vita di Brian è molto dura, fin da piccolo viene emarginato da tutti e preso in giro, gli unici che riesce ad avere sono bambini con deformità o malattie terminali, i quali, come Brian, non giudicano il prossimo e non si fermano alle apparenze.

Graphic novel molto dura nei contenuti perché tratta temi davvero forti come la diversità, l’emarginazione, il bullismo, ma lo fa con toni leggeri in modo che siano capibili anche da un pubblico giovane, che può apprendere grandi insegnamenti.

I disegni, tutti in bianco e nero sono molto espliciti e non lasciano nulla all’immaginazione, colpendo il lettore al cuore direttamente.

Una lettura veramente forte e pur troppo odierna.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

The Irishman – Charles Brandt – Fazi Editore 2019

Recensione

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Frank Sheeran, detto l’Irlandese, sta per morire, ma prima di ciò vuole confessare tutti i suoi crimini, e lo fa con Charles Brandt, noto procuratore che ha indagato sulla malavita americana.

Sheeran confessa più di venticinque omicidi, tra cui quello di Jimmy Hoffa, leader sindacale che Robert Kennedy aveva definito l’uomo più potente degli Stati Uniti dopo il presidente, e la cui scomparsa è stato uno dei più grandi misteri della storia americana, ossessionando l’opinione pubblica per decenni.

Jimmy Hoffa era arrivato talmente in alto da avere rapporti sia con la mafia che con le più importanti e alte cariche dello stato, diventando una figura molto scomoda.

L’ultima volta che fu visto vivo era il 30 luglio 1975, ma il suo corpo non fa mai trovato.

Sheeran racconta anche la storia della sua vita, partendo dalle sue origini come figlio della depressione, soldato poi nella seconda Guerra Mondiale, per poi diventare uno dei più fidati sicari della cupola di Cosa Nostra, fino a fare scottanti rivelazioni inedite sul coinvolgimento della mafia nell’assassinio dei Kennedy.

Romanzo da cui Martin Scorsese ha prodotto un film, la cui recensione la potete trovare qui.

The Irishman, nato dagli interrogatori avvenuti nel 1991 da parte di Brandt a Sheeran, e continuati dal 1999 al 2003 è un viaggio nella parte più nascosta del crimine organizzato, rivelando le sue dinamiche interne, le rivalità e le connessioni con le più alte sfere politiche.

La narrazione è fatta a due voci, quella di Sheeran e quella di Brandt che spiega sia le confessioni di Sheeran che ragguagli sul romanzo.

I personaggi vengono descritti a 360 gradi, sottolineando il loro lato oscuro, ma evidenziando anche i lati positivi, com’è giusto che sia, nessun essere vivente è fatto di sola malvagità o di sola bontà, permettendoci di vedere il lato umano di ognuno di loro.

Lo stile è scorrevole e dinamico, non annoia, e il linguaggio, anche quando utilizza lo slang malavitoso, è capibilissimo.

Una lettura sorprendente.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

The ghost bride – serie TV ideata da Kai-yu Wu

Recensione

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Malacca 1890

Li-Lan, dopo aver scoperto che la sua famiglia è in banca rotta, viene invitata a una festa a casa Lim, una famiglia molto in vista che era molto amica della famiglia di Li-Lan, ma che si sono allontanati sempre più, man mano che i problemi economici della famiglia di Li-Lan aumentano.

Alla festa Li-Lan incontra Lim Tian-Bai, suo vecchio amico e nipote della famiglia Lim.

Li-Lan è segretamente innamorata di Tian-Bai, nonostante sappia di non essere alla sua altezza, specie ora che è diventato l’erede della famiglia Lim, dopo la morte del loro unico figlio maschio, suo cugino Lim Tian-Ching.

Durante la festa la signora Lim prende da parte il signor Pan, il padre di Li-Lan per proporre una proposta di matrimonio: Li-Lan deve sposare Tian-Ching diventando così una sposa nell’aldilà.

Sia Li-Lan che suo padre si rifiutano, ma da quel momento le cose cambiano, il signor Pan cade in coma mentre sta affrontando un viaggio per cercare di risolvere i loro problemi finanziari, e Li-Lan viene perseguitata dallo spirito di Tian-Ching che cerca di convincerlo a sposarlo, fino a quando fanno un patto: se lei riesce a scoprire, entro dieci giorni, chi lo ha ucciso, lui riporterà nel mondo dei vivi l’anima del padre di Li-Lan.

Serie televisiva originale Netflix tratto dal romanzo La sposa fantasma di Yangsze Chao, che trovate recensito qui.

Il ritmo della serie TV cambia a seconda della lingua in cui lo si guarda. Infatti la lingua italiana non c’è, solo nei sottotitoli, la scelta dell’audio è tra inglese e mandarino. Se si sceglie l’audio in inglese troviamo un ritmo molto lento e piatto, perché i dialoghi non hanno enfasi, la voce non ha quelle inflessioni necessarie per dare un ritmo corretto, trasformando il tutto in una sorta di telenovela anni quaranta, ma se impostiamo l’audio sul mandarino originale le cose cambiano completamente, il ritmo diventa perfetto che rende le puntate molto scorrevoli e interessanti.

La storia prende spunto da una tradizione cinese diventando così molto istruttivo.

Una serie TV molto interessante.

Micol Borzatta

Vista su Netflix

Asso – Roberto Recchioni – NPE 2012

Recensione

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Un libro a fumetti, più che una graphic novel in cui lo sceneggiatore di punta della Sergio Bonelli Editore ha voluto trattare temi della vita quotidiana come l’amore, il precariato, l’amicizia e il rapporto con il padre, il tutto condito con una buona dose di pornografia, suo tratto distintivo.

Asso è un fumettista, pessimista e squattrinato. Con il padre non parla da molto tempo, la salute lo porta a frequentare l’ospedale troppo spesso per i suoi gusti e non riesce ad avere una relazione stabile.

Sia le vignette che i testi possono essere in molte parti disturbanti, ma sicuramente è un lavoro geniale.

Una lettura interessante che occupa massimo un paio d’ore, che permette di conoscere questo autore di grande talento.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

Anatomia cinica vol. 1 La dittatura mangiona – Sketch & Breakfast – Magic Press 2017

Recensione

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Stomaco ha preso il potere, lobotomizzando Cervello che giace narcotizzato, e tutto l’organismo sta collassando.

Grasso e Adipe sottomettono tutti con la violenza.

I rivoluzionari però sono sempre all’opera, Cuore continua a tener vivo il ricordo di Metabolismo, mentre Vagina risveglia Cervello e insieme si mettono in moto per risollevare l’organismo.

Una piccola graphic novel di una sessantina di pagine che con grande ironia insegna quali sono i danni e i problemi che possono colpire il corpo umano con una cattiva alimentazione, facendo anche rischiare la morte.

I disegni sono molto simpatici e caratterizzano molto bene i vari organi, dando un carattere a ognuno di loro che si addice perfettamente al ruolo dell’organo, rendendo così tutto molto reale.

Una versione molto più ironica, ma altrettanto istruttiva di Siamo fatti così.

Per questo adatto a un pubblico adulto, ma ancor di più a un pubblico giovane.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

The Black Cat – Nino Cammarata – NPE 2019

Recensione

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A distanza di 176 anni la Nicola Pesce Editore pubblica la graphic novel di Nino Cammarata in onore al racconto di Edgar Alan Poe che potete trovare recensito qui.

Il protagonista è un uomo che scrive la sua storia poco prima di essere giustiziato.

Fin da bambino è sempre stato amante degli animali, e una volta adulto sposa una donna con la stessa passione e adottano tantissimi animali, tra cui un gatto nero che è il suo preferito e colui con cui ha un rapporto molto forte.

Per un motivo non precisato inizia a bere, fino a quando il demone dell’alcool si impossessa di lui e inizia a trattare male tutti gli animali e anche la moglie, ma non il gatto.

L’alcool però è una brutta bestia e ti porta sempre più in basso, così che una sera, tornato a casa più ubriaco del solito, vedendo che il gatto non lo salutava lo afferra in malo modo. Il gatto spaventato lo graffia e lui, preso un coltellino, gli cava un occhio.

Il tempo passa, la ferita del gatto si rimargina, ma ormai non si avvicina più al padrone, ha il terrore, e questo atteggiamento porta l’uomo ad arrabbiarsi ulteriormente e decide di impiccarlo dietro casa.

Poco dopo questo fatto la casa dell’uomo brucia, lui e la moglie si salvano per miracolo, ma quando vanno a vedere i resti della loro stanza scoprono che dove c’era il letto è rimasto impresso nel muro il disegno del gatto impiccato, un disegno molto particolareggiato.

Tempo dopo, tornando a casa dal bar, l’uomo viene seguito da un gatto nero senza un occhio che gli ricorda moltissimo quello che ha ucciso e decide di adottarlo, però da subito il gatto si attacca alla moglie e non a lui.

Un giorno, mentre scendono in cantina, il gatto lo fa cadere dalle scale, l’uomo prende un’accetta e sta per colpire il gatto quando l’accetta apre in due la testa della moglie.

L’uomo nasconde il corpo dietro al muro della cantina e crede di essere al sicuro, quando la polizia bussa alla sua porta.

La storia narrata è identica all’originale e i disegni di Cammarata danno quel qualcosa in più creando l’atmosfera giusta, infatti vengono utilizzati colori molto cupi che trasmettono perfettamente lo stato d’animo del narratore, la storia infatti è tutta incentrata sul senso di colpa.

Una lettura veloce ma molto introspettiva.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

Suspiria De profundis – Thomas De Quincy – Edizioni clandestine 2018

Recensione

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Dopo un viaggio fatto a Milano, in cui soggiornò nella villa dei conti Imbonati, famosa come casa stregata grazie alle sue storie di fantasmi e alle maledizioni che la circondano, De Quincy iniziò a essere perseguitato da stranissimi sogni che lo portarono a scrivere il racconto Nostre signore del dolore che ispirarono Dario Argento per la realizzazione dei tre film che compongono la trilogia Le tre madri: Suspiria del 1977, rifatto nel 2018 e che trovate recensito qui dal 26 aprile 2020, Inferno del 1980 e La terza madre del 2007.

Il romanzo, scritto nel 1845, è il secondo di una trilogia, preceduto da Le confessioni di un mangiatore di oppio e seguito da The English Mail-coach, mai tradotto in Italia.

L’autore, grande consumatore di oppio, dichiara di aver ricevuto in sogno la visita della dea latina Levana che gli ha presentato tre donne, tre sorelle: la maggiore Mater Lacrimarum, nostra signora delle lacrime; la seconda Mater Sospiriorum, nostra signora dei sospiri; e la minore Mater Tenebrarum, nostra signora delle tenebre.

Il libro è suddiviso in capitoli dove viene spiegata da De Quincy stesso la sua passione per l’oppio e la sua vita, e solo nell’ultimo capitolo viene inserito il racconto Levana e le Nostre signore del dolore.

La lettura, nonostante la lunghezza sia molto breve, è molto difficoltosa, intensa e profonda in cui ci troviamo a viaggiare nella mente dell’autore.

Una lettura veramente istruttiva.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

Psycho – Robert Bloch – Il Saggiatore 2014

Recensione

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Mary Crane lavora per una compagnia immobiliare, e versa in pessime condizioni economiche, che la portano a compiere un gesto molto avventato: quando il suo datore di lavoro le consegna una busta contenente 40.000 dollari da depositare in banca, tutti in contanti, lei decide di tenerseli per sé e di scappare a Fairvale da Sam, un uomo che ha conosciuto durante una crociera, appianare i suoi debiti con una parte dei soldi e vivere così con lui.

Durante il viaggio però si perde e si trova sulla vecchia autostrada che passa davanti al Bates Motel, ed è proprio qui che si ferma quando inizia un terribile temporale.

Il motel è gestito da Norman Bates, un quarantenne grassoccio, piuttosto strano e inquietante che vive in un’enorme casa sulla collina dietro al motel insieme alla madre.

Per risparmiare a Mary un miglio di strada fino al ristorante più vicino, Norman la invita a cena da lui e si sfoga raccontandole del suo travagliato rapporto con la madre, ma quando Mary gli consiglia di “metterla in qualche posto” Norman ha un terribile scatto d’ira, che cerca di frenare subito, scusandosi subito dopo.

Tornata nella sua stanza Mary si infila sotto alla doccia, quando riceve una visita inaspettata.

Qualche giorno dopo Lila, sorella di Mary, non ricevendo notizie dalla sorella, decide di chiamare Sam, il quale le comunica di non avere notizie.

Preoccupati, dopo aver chiamato la polizia, i due decidono di indagare seguendo le tracce di Mary, fino ad arrivare al Bates Motel.

Romanzo thriller scritto nel 1959, in Italia arrivò con il titolo Il passato che urla, ma dopo il successo ottenuto nel 1960 il film di Hitchcock, che puoi trovare recensito qui dal 19 aprile 2020, venne ripristinato il titolo originale.

Diventato un bestseller dal romanzo vennero tratti sei film, una serie televisiva e un documentario. Il romanzo stesso divenne il primo di una trilogia, seguito da Psycho II del 1982 e Psycho House del 1990, da cui hanno tratto dei film, ma non li hanno mai tradotti in italiano.

La storia è avvincente e molto intrigante, sa coinvolgere appieno il lettore, ma se la si legge dopo aver visto i film e la serie TV perde un po’ del suo potere ansiogeno, lasciando il lettore un po’ freddo.

Descrizioni meravigliose rendono tutto molto concreto e reale, e la lettura piacevole.

Sicuramente da leggere senza sapere la storia.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

The ghost bride. La sposa fantasma – Yangsze Choo – Harper Collins 2020

Recensione

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Malesia, Malacca 1893

Da quando la madre è morta per il vaiolo e il padre è rimasto sfigurato, per la piccola Li Lan la vita cambia radicalmente.

Cresciuta dalla sua Amah vede il padre, giorno dopo giorno, sempre più schiavo dell’oppio, mentre le loro risorse economiche si stanno sempre più assottigliando.

Una sera, quando ormai ha raggiunto l’età per maritarsi, il padre le spiega che era stata promessa al nipote di un suo carissimo amico, ma con la morte dell’unico figlio maschio, il nipote è diventato l’unico erede e quindi Li Lan, che nel frattempo è diventata povera, non è più all’altezza per sposare il nipote dell’amico del padre, ma è stata scelta per essere la sposa fantasma del figlio morto.

Nella tradizione cinese è uso celebrare matrimoni tra viventi e spiriti, quando quest’ultimi sono inquieti perché morti in circostanze misteriose o senza eredi.

Li Lan ovviamente si rifiuta, ma inizia a essere perseguitata dallo spirito di Tian Ching, fino a farla ammalare e farla finire nell’Oltretomba, dove Li Lan dovrà riuscire a scoprire alcuni segreti riguardanti sia la famiglia Lim che la sua, e che le permetteranno di dar pace allo spirito senza sposarlo, ma deve riuscirci prima di rimanere per sempre bloccata in quel regno oscuro.

Romanzo da cui Netflix ha tratto una serie TV, che puoi trovare recensita qui dal 29 marzo 2020.

Lo stile della narrazione ha un ritmo veloce e incalzante che permette una lettura scorrevole e avvincente nonostante un inizio molto lento.

Personaggi e tradizioni sono molto ben descritte, dando molto spazio al lato psicologico e caratteriale, come molto spazio viene dato alle tradizioni e alle superstizioni.

Il personaggio di Li Lan è un personaggio molto fuori dal comune, infatti è uno spirito libero e guerriero, e a differenza delle donne del suo ceto sociale, non pensa minimamente al matrimonio, ma vuole essere indipendente e cavarsela da sola.

Una lettura piacevole ma che dà molti spunti di riflessione e molti insegnamenti.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

 

The Irishman – Film di Martin Scorsese

Recensione

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La storia si apre in una casa di cura dove Frank Sheeran, un anziano veterano della Seconda Guerra Mondiale, interpretato da Robert De Niro, parla del suo passato come assassino per un’organizzazione criminale.

Ci spostiamo a Filadelfia negli anni ’50 e vediamo Sheeran lavorare come autista di camion per le consegne, e vendere sottobanco una parte del trasportato al gangster locale Felix “Skinny Razor” Di Tullio.

Frank viene accusato di furto, ma si rifiuta di fare nomi, ed è così che il suo avvocato Bill Bufalino lo presenta al cugino Russell Bufalino, capo dell’omonima famiglia criminale e interpretato da Joe Pesci.

Inizia così a fare vari lavoretti per la famiglia Bufalino, fino a quando viene presentato a Jimmy Hoffa, interpretato da Al Pacino, che è il capo del sindacato International Brotherhood of Teamsters, che gestisce la parte finanziaria dei Bufalino e si sta difendendo dal collega Anthony Provenzano.

Nel frattempo Frank, nella vita privata, diventa talmente geloso e protettivo nei confronti della sua famiglia, che arriva a picchiare il proprietario di un negozio perché si è permesso di spingere la figlia Peggy.

Dopo questo evento Hoffa si avvicina molto alla famiglia di Frank, al punto da assumerlo come guardia del corpo.

Inizia così una lunga carriera per Frank che racconterà passo per passo.

Film ideato da Martin Scorsese, che ha voluto adattare il saggio del 2004 L’irlandese. Ho ucciso Jimmy Hoffa scritto da Charles Brandt e ripubblicato da Fazi Editori con il titolo The Irishman nel 2019, di cui troverete la recensione qui dal 30 marzo 2020.

In principio il progetto di Scorsese venne scartato da molte case di produzione a causa dell’alto budget richiesto, fino a quando Netflix decide di avviare le riprese.

Il film è accolto dai critici molto positivamente, mentre dal pubblico l’accoglienza non è unanime. Infatti una metà lo ritiene un capolavoro, mentre l’altra metà lo ritiene troppo lungo con i suoi 209 minuti.

La pellicola è sviluppata molto bene, scorrevole e avvincente, tant’è che non mi sono accorta della lunghezza.

Al Pacino, Robert De Niro e Joe Pesci hanno saputo dare molto spessore e valore ai personaggi, sapendo cambiare in base all’età di ognuno di loro nella storia.

Un film spettacolare che ha saputo invogliarmi a leggere il romanzo.

Micol Borzatta

Visto su Netflix