Festa del lavoro

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Buongiorno, oggi è la festa del lavoro, ma io pubblico lo stesso, parlando un po’ di questa ricorrenza.

La festa del lavoro è una festa internazionale, in America è il Labor Day e la festeggiano il primo lunedì di settembre.

L’evento che si festeggia è la lotta dei lavoratori per la riduzione della giornata lavorativa.

Infatti per riuscire a ottenere che la giornata di lavoro fosse fissato a otto ore, gli operai hanno dovuto affrontare molte lotte, fino a riuscire a ottenere il loro diritto nel 1867 nell’Illinois.

Da quel momento la Prima Internazionale pretendette che legislazioni simili fossero introdotte anche in Europa.

La prima manifestazione per festeggiare questo giorno fu organizzata a New York il 5 settembre 1882.

Dal 1884 è divenuta una ricorrenza annuale.

Organizzazioni sindacali decisero di spostare la data al primo maggio. Scelta definitivamente accettata dopo i gravi incidenti avvenuti a Chicago o primi giorni di maggio 1886 e conosciuti come Rivolta di Haymarket: la polizia sparò su dei manifestanti uccidendone due e ferendone molti altri.

In Europa la festa del primo maggio fu ufficializzata dai delegati socialisti della Seconda Internazionale riuniti a Parigi nel 1889, ma solo nel 1891 arrivò definitivamente in Italia.

Questa è in brave la storia di questa festa e, nonostante sia andato tutto a rotoli nel mondo del lavoro, almeno per oggi festeggiamo.

Micol Borzatta

Anniversario della liberazione d’Italia

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Buongiorno a tutti.

Oggi è l’anniversario della liberazione d’Italia, un giorno di festa, ma esattamente cosa si festeggia?

Si festeggia una giornata fondamentale per la storia italiana, ovvero simboleggia la vittoriosa lotta di resistenza militare e politica attuata dalle forze partigiane durante la Seconda Guerra Mondiale.

Il 25 aprile 1945 il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI), presieduto da Luigi Longo, Emilio Sereni, Sandro Pertini e Leo Valiani, con sede a Milano, proclama l’insurrezione generale in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti, indicando a tutte le forze partigiane di attaccare i presidi fascisti e tedeschi imponendo la resa, nonostante mancassero moltissimi giorni all’arrivo delle truppe alleate.

Sempre quel giorno il CLNAI emanò dei decreti legislativi, in nome del popolo italiano, stabilendo anche la condanna a morte per tutti i gerarchi fascisti, tra cui Benito Mussolini che sarà fucilato tre giorni dopo.

La parola d’ordine di quel giorno era l’urlo: «Arrendersi o perire!»

La festa nazionale venne istituita subito l’anno dopo con un decreto emanato dall’allora luogotenente del Regno d’Italia, il principe Umberto II, il 22 aprile 1946 che dichiarava il 25 aprile festa nazionale.

Solamente il 27 maggio 1949 viene istituzionalizzata stabilmente con la legge 260.

Da allora si festeggia organizzando manifestazioni militari come quella davanti al Milite Ignoto a Roma.

Micol Borzatta

Tantissimi auguri di buona Pasqua

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Buongiorno a tutti.

Anche la Pasqua è arrivata, sembra ieri che vi facevo gli auguri per il Natale.

E invece eccoci qui, a primavera inoltrata, con giornate bellissime da passare con le nostre famiglie e i nostri amici.

E anch’io non faccio eccezione, infatti quest’anno ho deciso di mettere in sospensione il blog per un paio di giorni e dedicarmi alla famiglia.

Quindi in questi giorni dedicatevi a grandi mangiate, grigliate, caccia alle uova colorate, scambio di quelle si cioccolato o, se preferite doni più raffinate, quelle di Fabergé come era tradizione degli Zar.

Un abbraccio a tutti e ancora tantissimi auguroni e ci rivediamo il 23 aprile.

Micol Borzatta

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Un buon inizio anno a tutti… ma com’è andato il 2018?

Buon anno blog

Un altro anno è definitivamente andato.

Da oggi inizia un nuovo anno, ma prima di vedere quali propositi faremo, vediamo com’è passato quello vecchio.

A livello personale è stato davvero un anno pessimo, forse non il peggiore in assoluto, ma sicuramente sul podio dei terribili.

A livello di letture e blog invece le cose cambiano.

Grazie a voi sia il blog che la pagina su Facebook sono davvero cresciti moltissimo, fatto che mi ha emozionato, riempito di gioia e spronato ad andare avanti e a mantenere ritmi e qualità alti e a cercare di migliorarmi sempre di più.

Le letture non sono andate male, sono riuscita per tutto l’anno di portarvi una recensione al giorno, tranne i giorni di festa come la settimana di ferragosto e Natale e Santo Stefano, recensioni sia di nuovissime uscite che di romanzi più vecchi.

Ho cercato sempre di essere il più oggettiva possibile, tecnica e giusta nelle miei opinioni, ma inserendo anche sensazioni soggettive e umane.

I romanzi letti, ovviamente, non mi sono piaciuti tutti, ma ce ne sono stati tantissimi che mi hanno stupito, romanzi a cui non avrei dato una nocciolina e invece hanno saputo conquistarmi, rapirmi e trasmettermi davvero tanto.

Letture che mi hanno fatto crescere, emozionato e fatto riflettere.

Per il nuovo anno mi auguro che a livello personale le cose possano migliorare e alcune trasformarsi.

Per quanto riguarda il blog e la pagina Facebook, e le letture, spero di trovare altri romanzi che sapranno donarmi molto, conquistarmi e stupirmi.

Da parte mia cercherò di continuare a portarvi sempre un romanzo al giorno, sperando di ricevere anche l’anno prossimo la vostra attenzione e vedervi crescere sempre di più.

Se poi vorreste acquistare i romanzi di cui parlo, potete farlo dal link sotto alle immagini, che è il mio link di affiliazione e mi aiutereste a continuare a mantenere il blog portando sempre più nuovi titoli.

Vi auguro un buon anno a tutti e vado a leggere, che da domani si rincomincia con le recensioni.

Micol Borzatta

Un grazie a tutti e Buon Natale 2018

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Anche quest’anno siamo arrivati a dicembre e alla fine di un percorso che abbiamo svolto insieme.

Cogliendo l’occasione degli auguri di Natale vi voglio comunicare che il 25 e il 26 dicembre il blog rimarrà inattivo, ma la cosa più importante è che voglio ringraziare tutti voi.

Esatto, un grazie a tutti che viene dal core, perché siete voi a farmi aumentare il piacere e la gioia di condividere ogni giorno i miei pensieri e le mie opinioni sulle letture effettuate.

Sapere che ci siete, vedere i vostri commenti, i vostri like è davvero emozionante.

Quindi GRAZIE a tutti e vi auguro di passare delle feste meravigliose con i vostri cari.

Noi ci vediamo il 27 dicembre 2018 con una nuova recensione.

Micol Borzatta

 

Halloween… Significato e origini

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Ciao a tutti.

Oggi è l’ultimo giorno di ottobre e stanotte è la notte di Halloween, così invece della solita recensione, ho pensato di postare un articolo in cui si parlasse di questa festa, molto strumentalizzata, ma che in realtà ha origini molto lontane.

Halloween è una festa internazionale celebrata in Australia, Canada, Germania, Austria, Irlanda, Regno unito, Stati uniti, Paesi Scandinavi, Nuova Zelanda, Italia, Spagna, Francia, Corea del Sud e Giappone.

La festività celebra l’inizio dell’inverno e quello che veniva reputato il nuovo anno.

Per festeggiare ci si procura tanti dolciumi e delle zucche intagliate, dette anche Jack o’ Lantern.

Altri nomi di questa festa sono La notte delle stregheLa notte delle lumere, e La festa dei morti.

Da dove ha origine questa festa?

Halloween è una ricorrenza di origine celtica che solo nel XX secolo, negli Stati Uniti, si è trasformata nell’evento macabro e commerciale che conosciamo tutti.

Anche in Italia la festività di Halloween era conosciuta, ma cadeva tra il 1 novembre e il 2 novembre, la notte tra tutti i santi e i morti.

Halloween deriva dalla festa celtica Samhain, termine usato dai Gaeli e dai Celti nell’arcipelago britannico e che deriva dall’antico irlandese che significa fine dell’estate.

Con Samhain si festeggiava infatti l’inizio dell’inverno che nel calendario celtico di 2000 anni fa corrispondeva al 1 novembre, primo giorno dell’anno.

La festa venne poi trasformata da papa Gregorio IV nell’840 nella festa di Ognissanti e spostata al 1° novembre.

Cancellata la festa di Ognissanti dal Prostentatesimo, Halloween continuò come festa laica, specialmente negli USA a partire dalla metà dell’Ottocento, periodo della grande immigrazione irlandese.

Il termine Halloween è una variante scozzese del nome All Hallow’s Eve che significa Notte di tutti gli spiriti sacri.

Nella notte di Halloween, infatti, si crede che gli spiriti possano camminare manifesti tra di noi per congiungersi con i propri cari.

Un’altra origine di Halloween viene legata alla leggenda di Jack o’ Lantern, che fu condannato dal diavolo a vagare per il mondo di notte con solo una zucca scavata e intagliata contenente una candela come unica fonte di luce.

Questo perché scavare in inglese si dice to hallow, quindi l’atto di scavare hallowing, da qui Halloween.

La tradizione di scavare zucche, tipicamente americana, deriva anche dalla tradizione inglese e scozzese di intagliare rape in cui venivano poste delle candele per far luce alle anime perse in purgatorio.

Questo è tutto e vi auguro un buon Halloween a tutti.

Micol Borzatta

Recensioni pagate: non compri la valutazione, compri il tempo impiegato

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Buongiorno a tutti.

Oggi volevo parlare di un argomento che in questi giorni sta facendo impazzire il web, riguardante sempre il settore editoriale.

È giusto pagare un recensore?E soprattutto come si affronta il giudizio di un recensore?

Bene, premettendo che io non vengo pagata come recensionista, nonostante mi dedichi a questo lavoro a tempo pieno, iniziamo a vedere in primis che tipo di lavoro c’è e quanto tempo serva per scrivere una recensione di un romanzo che ci viene proposto.

Innanzitutto dal momento della ricezione del romanzo occupiamo ore su ore per leggerlo, a volte magari anche volendo altro ma avendo comunque la volontà di non far passare troppo tempo dal momento della ricezione a quello della pubblicazione della recensione per rispetto nei confronti di chi ci ha fornito il romanzo.

Dopodiché c’è la stesura della recensione. Procedimento che può portare via anche più di una giornata se il romanzo è particolarmente complesso, o nel caso in cui non ci sia piaciuto molto ma molto ben fatto a livello stilistico.

Quindi dobbiamo dividere il giudizio oggettivo da quello soggettivo, e a questo punto passare alla stesura della recensione in cui verrà affrontata la parte oggettiva per prima e in conclusione la parte soggettiva.

Ora la pubblicazione e la lettura da parte degli autori e delle case editrici, oltre che al resto del pubblico, e dopo aver speso tantissime ore, a volte ci ritroviamo attacchi, umiliati e offesi perché il nostro giudizio soggettivo non corrisponde a quello di altri.

Sì perché succede sempre più spesso, purtroppo, che il nostro lavoro non venga rispettato e la gente si senta in dovere e in diritto di usare dei modi di fare per niente rispettosi.

Chi chiede una recensione, che poi viene usata per farsi pubblicità sempre e soltanto a livello gratuito, pretende sempre più spesso un giudizio di comodo e non la realtà, non mettendo in conto che un romanzo trasmette a ogni persona sensazioni diverse, immagini diverse e temi diversi, come qualsiasi opera d’arte, quindi ogni persona la valuta e la giudica in modo diverso e vanno rispettati tutti i punti di vista.

Quindi si arriva alla domanda principale: è giusto che i recensori mettano a disposizione il loro tempo per far guadagnare gli altri facendo pubblicità, visualizzazioni e recensioni, spesso venendo attaccati, senza nessun tipo di corrispettivo?

In fondo chi recensisce cosmetici viene pagato, chi recensisce videogiochi viene pagato, chi recensisce film, opere d’arte, ristoranti, ecc… vengono tutti pagati, ma chi recensisce libri no. Perché?

Il nostro tempo e il nostro impegno non valgono come quello di tutti gli altri?

C’è chi fa notare che purtroppo nella società odierna ricevere un pagamento per una recensione da parte di chi fornisce il romanzo potrebbe portare a una forma di ricatto, e vedendo come veniamo attaccate quando ci pemettiamo di dare giudizi negativi lo conferma. Però è anche vero che anche solo facendo vedere la copertina del romanzo comunicandone l’uscita imminente, o facendo veder il romanzo ricevuto o comprato, si permette di farlo girare nel web e viene pubblicizzato per moltissimo tempo, perché spammato da tutti.

Tutta questa pubblicità che comporta poi vendite e visualizzazioni, e che comunque comporta un impegno, un lavoro e un uso del proprio tempo da parte dei recensori, non andrebbe economicamente riconosciuto?

Utilizzando sempre educazione e rispetto lascio a voi lettori comunicare il vostro pensiero utilizzando pure i commenti qui sotto e ringraziandovi per avermi letto fino a qui prometto che ritorneranno presto le recensioni… già da domani.

Micol Borzatta