Editoria free ed editoria a pagamento

Oggi volevo scrivere di un argomento che negli ultimi anni è diventato sempre più scottante: l’editoria a pagamento e l’editoria free.

Premettendo che un mio pensiero è sempre stato che se io scrittore esordiente, che ho il desiderio, la voglia e il coraggio di mettermi in gioco, e pubblico il mio libro, se non ho il coraggio in prima persona di investire nel mio romanzo come posso pretendere che qualcuno investa e finanzi la mia pubblicazione? Nella storia abbiamo una dimostrazione di questo anche dai grandi scrittori, infatti Hemingway ha iniziato autofinanziandosi, Stephen King, il grande, ha pubblicato i suoi primi romanzi tutto a spese sue, e anche la Rowling che ha visto il suo primo Harry Potter rifiutato da tutti ha pubblicato a spese sue prima di diventare famosa.

Perfetto, dopo aver fatto questa premessa e specificando che non sono schierata né dalla parte dell’editoria a pagamento e nemmeno di quella free, ma solo dell’editoria generale, volevo esporre il mio pensiero basato su esperienza personale.

Innanzitutto c’è da spiegare che le case editrici che possono permettersi di essere free sono quelle che hanno alle spalle grandi famiglie importanti con conti in banca ragguardevoli e che non hanno nessun problema ad anticipare fondi, ma c’è anche da dire che queste case editrici tendono a puntare solo ed esclusivamente su autori che ormai sono conosciuti, o che comunque hanno già qualche titolo al loro attivo, quindi per gli esordienti non c’è gran spazio, a meno che non abbiano dimostrato che il loro primo romanzo stia venendo bene.

Quindi detto questo passiamo alle scelte effettive che hanno gli esordienti che vogliono pubblicare il loro primo romanzo.

Uno scrittore esordiente, che ha finito il suo primo romanzo, per prima cosa deve trovare qualcuno che glielo valuti, poi dopo aver accettato tutte le eventuali critiche costruttive e aver sistemato il romanzo deve trovare o un buon editor privatamente che faccia un buon lavoro di editing, che si riferisce non solo alla semplice correzione grammaticale, ma anche al controllo della sintassi, al controllo del ritmo della narrazione, al controllo che qualsiasi riferimento reale sia corretto e che l’impaginazione sia giusta.

Una volta fatto questo passaggio può proporre il suo romanzo a qualche casa editrice perché venga valutato nuovamente ed eventualmente pubblicato.

Altra soluzione è mandare subito il proprio romanzo a qualche casa editrice che si occuperà di valutare il testo, darlo in carico a un proprio editor e a pubblicarlo.

Ecco questo è il processo del libro dal momento della stesura al momento della preparazione per la pubblicazione, non mi dilungo sulla parte post pubblicazione perché fuori dalle mie competenze e non voglio comunicare dati falsi.

Ora, entriamo nel vivo del discorso, le case editrici.

L’autore esordiente al suo primo libro può tranquillamente provare con le grandi case editrici, quelle con un magnate alle spalle, che sia un politico, un vip o semplicemente un Rockefeller qualunque, e sperare di avere talmente tanto talento o fortuna che vogliano investire alla cieca e pubblicare la sua opera, e potrebbe essere anche fortunato che glielo pubblichino a spese loro, ma spesso perfino loro chiedono contributi agli scrittori sconosciuti.

Altra opzione è rivolgersi a case editrici medio-piccole o solo piccole. Qual’è il problema di queste case editrici?

Escludendo a priori quelle che basta che paghi e pubblicano qualsiasi cosa, anche la lista della spesa, perché io queste non le reputo case editrici, parlo di quelle case editrici che sono nate grazie a persone che amano i libri, che hanno la passione dei libri, che non li considerano come dei semplici oggetti, ma ne vedono ogni potenziale come se avessero un’anima. Queste case editrici spesso sono costituite da una sola persona o da un piccolissimo gruppo di persone che si sono laureate in lettere grazie ai sacrifici dei genitori, magari operai, e che vogliono creare qualcosa di bello e aiutare chi ha un sogno a realizzarlo. Questi titolari o cooperatori sono persone normalissime che hanno spese vive tutti i mesi (affitto, utenze, macchina, mangiare, ecc…) e quindi spesso sono costretti a fare un altro lavoro per potersi mantenere mentre cercano di realizzare il loro sogno, a volte un call center, altre volte i commessi. Queste persone, o meglio queste case editrici, ci mettono cuore e amore per pubblicare un romanzo, partendo dallo step della valutazione del testo, perché amando i libri puntano solo su materiale di qualità, fino ad arrivare alla parte di diffusione e pubblicità. Ovviamente per sostenere tutti i costi necessari perché un buon libro possa arrivare sulle mensole delle librerie o degli ebook store, non possono fare a meno di chiedere un contributo allo scrittore in questione, rientrando così nel lungo elenco dell’editoria a pagamento, però come potrebbero fare diversamente?

Siamo in un’epoca dove a causa della crisi la gente non arriva a fine mese, quindi quando si concede di regalarsi un libro, spendendo dai 15,00€ ai 20,00€ se va bene, cercano di andare su autori ormai conosciuti per evitare di ritrovarsi ad aver speso soldi per niente perché magari il povero esordiente non è di loro gradimento. In questo modo le possibilità di campare esclusivamente sui profitti del romanzo sia per l’autore al suo primo romanzo che per la casa editrice che lo sprona è impossibile, a meno che non si trovi il capolavoro dell’anno che vende fin da subito migliaia di copie, ma sono casi più unici che rari.

Proprio per questo motivo vorrei consigliare a tutti gli scrittori, quando cercano una casa editrice, di non fermarsi esclusivamente all’apparenza della casa editrice, e quindi se chiede compenso o no, ma di guardare la qualità della casa editrice, e se per avere questa qualità bisogna pagare un contributo, allora credete nella vostra opera e investiteci, potreste trovare grandi soddisfazioni e trovare persone grandiose con cui creare ottimi rapporti collaborativi.

Micol Borzatta

Buon inizio a tutti

Buongiorno a tutti.

Come dice il nome, questo blog è nato per fare quattro chiacchiere in compagnia.

In compagnia di chi?

Di tutti voi ovviamente. Chiacchiere di qualsiasi genere, dai libri che ci piacciono, che saranno probabilmente gli argomenti principali, a qualsiasi pensiero che preme troppo in testa e vuole uscire.

Quindi che dire… spero che siate in tanti a leggere e magari a commentare e…

… arrivederci al prossimo articolo.