Salto nel buio, Clive Cussler (Longanesi 2000) a cura di Micol Borzatta

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Prima Guerra Mondiale, 1914.

Il Manhattan Limited, un treno con una locomotiva che pesa più di cento tonnellate e diretto a New York, con un carico di novanta passeggeri, oltre al personale di bordo, e un funzionario del governo diretto a Washington, Richard Essex, finisce dritto su un ponte crollato, cadendo in questo modo nelle acque gelide dell’Hudson.

Nella stessa notte la nave da crociera canadese, l’Empress of Ireland, fece una collisione nelle acque di San Lorenzo contro una carboniera norvegese causando più di mille vittime.

Settantacinque anni dopo viene trovata una foto con su una nota relativa a uno strano patto tra Stati Uniti d’America e la Gran Bretagna.

Un patto misterioso e shockante che lascia tutti senza parole, portando così Pitt a voler indagare, intuendo un legame tra i due disastri avvenuti anni prima.

Forse uno dei migliori romanzi di Cussler, nonostante sia uno dei primi che ha scritto.

Un perfetto ibrido tra realtà e fantasia in cui troviamo descrizioni minuziose e realistiche che portano il lettore a estraniarsi dal mondo reale e a ritrovarsi al fianco di Pitt.

Il ritmo narrativo non è adrenalinico come in altri romanzi, ma nemmeno molto lento, è un ritmo abbastanza veloce e cadenzato, diciamo che lo si può paragonare a un piccolo trotto.

Come sempre i personaggi sono caratterizzati meravigliosamente, infatti Dirk Pitt oramai è un nostro amico, non solo un personaggio.

Un romanzo intrigante nella sua cupezza che merita di essere letto.

Micol Borzatta

Virus, Clive Cussler (TEA 2014) a cura di Micol Borzatta

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Siamo nel 1954. Un Boeing C-97 Stratofreighter sta sorvolando su un’isola del pacifico caricato con 36 contenitori d’acciaio.

Il pilota Maggiore Raymond Vylander si accorge che l’aereo ha un problema causato da un potenziale corto circuito. Raymond riesce a fare un atterraggio d’emergenza tra le montagne innevate, ma di colpo sparisce.

Sparisce lui, sparisce l’aereo e sparisce il carico.

Trentaquattro anni dopo Dirk Pitt si trova in ferie in una baita in montagna, appartenuta al padre della sua accompagnatrice, Loren Smith, una deputata alla Camera dei Rappresentanti del Colorado.

Nel garage della baita Pitt trova una bombola d’ossigeno e un carrello di prua completo di ruote che lo incuriosiscono e lo invogliano a indagare sugli eventi collegati a quei reperti.

Romanzo d’avventura e d’azione in cui troviamo ancora una volta Dirk Pitt.

A differenza dei precedenti romanzi non abbiamo molti salti temporali o avvenimenti in contemporanea, ma una narrazione molto lineare e più tranquilla, ciò nonostante rimane un romanzo che sa coinvolgere il lettore, portandolo a voler accompagnare Pitt nelle sue indagini per riuscire a portare a galla i misteri legati ai ritrovamenti inaspettati.

Un romanzo davvero tutto tondo, che nella sua piattezza e a volte forse lentezza, riesce comunque a essere innovativo e precursore sotto molti aspetti.

Micol Borzatta

Recuperate il Titanic, Clive Cussler (Longanesi 2012) a cura di Micol Borzatta

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L’apertura del romanzo è davvero fortissima, infatti ci troviamo nella notte del 14 aprile 1912 a bordo del Titanic.

La notte scelta non è una notte a caso, ma è la notte in cui la nave è affondata.

Un uomo, che non sappiamo chi sia, minaccia un membro dell’equipaggio per farsi aprire la stiva e una volta dentro, dopo aver comunicato che è l’autore della morte di otto uomini, si chiude dentro.

Stati Uniti 1988, il presidente decide di affrontare le richieste di Gene Seagram e Mel Donner di continuare un progetto in corso e di non bloccarlo, un progetto collegato a un materiale radioattivo presente in un’isola della Russia.

I due scienziati suggeriscono al presidente di rivolgersi alla NUMA per mandare una missione sotto copertura per fare un sopralluogo sull’isola, ma in realtà avevano già tentato una missione simile, missione che ha rivelato che il materiale era presente nella stiva del Titanic, ma la persona che hanno inviato è stata catturata dai Russi.

Toccherà alla NUMA risolvere la situazione.

Tralasciando il fatto che in realtà il Titanic si è spaccato in due durante l’abissamento, il romanzo è come sempre molto verosimile, grazie al passato di Cussler nella marina e nella vera NUMA.

L’errore legato alla nave, però, non è da addebitare a Clive Cussler, ma al fatto che la scoperta risale a molto tempo dopo la stesura del romanzo, e quindi ai tempi della sua pubblicazione l’autore non poteva esserne a conoscenza.

Come sempre troviamo una perfetta sintonia tra le parti reali e le parti inventate, che per tutta la lettura ci si dimentica che alla fine la gran parte del romanzo è un’opera di fantasia.

Un romanzo d’avventura e di azione che ha fatto la storia del genere e che non può mancare al bagaglio letterario di ognuno di noi.

Micol Borzatta

Il teatro delle ossa, Stephen Gallagher (Piemme 2011) a cura di Micol Borzatta

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Inghilterra 1888.

Tom Sayer è un ex pugile assunto presso una scalcagnata compagnia teatrale itinerante e innamorato follemente di Louise, attrice della compagnia, vieni un giorno accusato ingiustamente della morte di un ragazzo, il cui cadavere viene trovato martoriato dentro al suo baule.

Sayer sa perfettamente che è innocente e che qualcuno lo vuole incastrare, ma sembra essere l’unico a crederci, così è costretto a prendere in mano le indagini e cercare il colpevole da solo, lottando contro il tempo, perché la prossima vittima potrebbe essere proprio Louise.

Durante le indagini scopre di non essere l’unico a credere alla sua innocenza, anche Bram Stocker, creatore di Darcula e segretario del celebre attore Henry Irving, lo crede e vuole assolutamente aiutare l’amico a dimostrarlo.

Romanzo thriller molto ben strutturato e intrigante, che acquisisce un punto in più con la scelta dell’autore di voler far rivivere Bram Stocker come uomo di teatro e non solo come scrittore, come generalmente lo si incontra.

Le descrizioni sono davvero spettacolari, si può vivere in prima persona l’Inghilterra di fine 1800, come molto reali sembrano i personaggi, caratterizzati davvero a tutto tondo.

Una narrazione che ci porta a vivere i giochi perversi della società bene e che viene sempre tenuta nascosta, con una struttura di base interessante anche se un po’ scheletrica.

Un romanzo dalle grandi potenzialità che forse è stato sviluppato poco, ma riesce comunque a conquistare anche se non folgora il lettore.

Micol Borzatta

4 3 2 1, Paul Auster (Einaudi 2017) a cura di Micol Borzatta

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La famiglia Ferguson ha origini ebree.

Il capostipite della famiglia, Isaac Reznikoff, arriva in America dalla Russia e al momento della registrazione, quando gli chiedono il nome, per via di un’incomprensione tra due lingue che no si capiscono si ritrova rinominato Ichabod Ferguson.

Da quel momento nasce la stirpe Ferguson che si svilupperà con il felice matrimonio tra Ichabod e Fanny, da cui nasceranno Louis (rinominato Lew), Aaron (rinominato Arnold) e per ultimo Stanley, il più piccolo ma l’unico con la testa sulle spalle.

Un giorno, quasi per caso Stanley incontra Rose Adler e dalla loro unione nasce Archie.

Sarà proprio la vita e la crescita di Archie che seguiremo, pezzo dopo pezzo, scelta dopo scelta, e per capire meglio la sua vita, potremo viverla in quattro modi diverse, seguendo quattro scelte diverse e capendo come ogni scelta si ripercuoterà non solo sulla vita ma anche su quella delle persone a lui vicine.

Un’unica storia ma quattro possibili sviluppi, ma tutti con un unico evento in comune: l’incontro tra Archie e Amy.

Romanzo davvero molto interessante con una struttura narrativa innovativa. Auster ha infatti deciso di dividere la vita di Archie in sette parti e poi narrare per ogni parte i quattro sviluppi possibili, in modo così che il lettore possa seguire meglio i vari eventi e capire a fondo le differenze tra una variazione e l’altra.

Nonostante la storia non sia per niente autobiografica, la storia della famiglia di Archie e alcune scelte effettuate dal personaggio sono vicende vissute da Auster e dai suoi parenti direttamente, ma nel complesso la storia è tratta solo dalle riflessioni interiori che Auster si è spesso fatto trovandosi davanti a delle scelte.

Un romanzo lungo, ma che si legge molto facilmente, e che ci porta a riflettere sull’importanza delle nostre scelte.

Micol Borzatta

Tutti i miei domani, Jessica Guarnaccia (Leggere Editore 2018) a cura di Micol Borzatta

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Recensione pubblicata sul blog Pieces of paper hearts con cui collaboro.

Rachel, pur avendo perso la madre, è convinta di avere una vita quasi perfetta, nonostante la rigidità del padre. Tuttavia quando viene licenziata dall’azienda farmaceutica scelta dal genitore e Mason, il padre generale, decide di voltarle le spalle e lasciare che si arrangi da sola per sopravvivere, Rachel si trova spiazzata, non sa più che fare e come affrontare il futuro. Proprio in quel momento critico riceve una lettera da un certo Sebastian Archer che la invita a raggiungerlo a Woods Hole per darle delle risposte alle tantissime domande che affollano la sua mente, risposte che ormai solo lui può darle perché lui è suo nonno. Un nonno di cui lei non conosceva l’esistenza.

Rachel, senza soldi e senza valige, che le hanno rubato alla fermata dell’autobus, decide di cercare il nonno. Sul pullman ha la fortuna di incontrare Will, nipote del sindaco di Woods Hole, che decide di aiutarla. Arrivata a destinazione trova gentilezza e aiuto da tutto il paese, ma una persona le sarà ostile fin dall’inizio.

Aaron Michael Caine è il fratello di Will e da quando ha divorziato ha iniziato a odiare il mondo intero, e avere una figlia di papà in paese lo rende ancora più acido del normale.

Rachel però non è la classica figlia di papà e Aaron se ne accorgerà molto presto.

Sorgente: Tutti i miei domani – Pieces of paper hearts

October List, Jeffery Deaver (Mondolibri 2014) a cura di Micol Borzatta

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Gabriela è in ansia, sta aspettando notizie di sua figlia Sarah, che ha solo sei anni ed è stata rapita, ma colui che apre la porta non è né Daniel né Andrew ma Joseph, colui che ha rapito la piccola, e ha una pistola in mano.

Sarah è stata rapita per spronare la madre a recuperare una lista di nominativi, la October List, e per riuscirci passerà i due giorni più terribili della sua vita.

Romanzo molto particolare del maestro del thriller che ci farà vivere a ritroso tutti gli eventi.

La storia è infatti strutturata al contrario, non solo per quanto riguarda i capitoli, numerati dal numero 36 al numero 1, ma anche gli avvenimenti.

Questa cosa devo dire mi ha destabilizzato e reso difficile la lettura, perché sapevo già il finale e non riuscivo a rimanere concentrata sul perché si era arrivati a quel finale.

Moltissime volte mi è venuto l’istinto di andare a leggere i capitoli in ordine crescente in modo da seguire la storia cronologicamente.

A parte questo problema molto soggettivo e personale, devo ammettere che le storie di Deaver non deludono mai e il suo stile è inconfondibile.

Nel complesso un romanzo piacevole, scritto molto bene.

Micol Borzatta