Abbandono, Anne Rice (Longanesi 2013) a cura di Micol Borzatta

9788830436091_0_0_738_75

Dopo essere stata risvegliata dal suo lungo sonno, la principessa Bella è stata portata da Principe al suo castello.

Qui ha scoperto sia il piacere che il dolore e como le due cose a volte possono intersecarsi e diventare una cosa sola, alimentandosi a vicenda.

Al castello però conosce anche una cosa nuova, l’amore. Infatti da quando conosce Tristano, uno principe di un’altra terra schiavo come lei, il sentimento tra i due inizia a crescere sempre più intensamente.

Il loro amore però viene scoperto e punito, entrambi vengono venduti nella pubblica piazza come semplici schiavi insieme ai comuni ribelli.

Da quel momento non conosceranno più le piacevoli e raffinate torture del palazzo, ma quelle di nuovi padroni molto meno aristocratici.

Nonostante ciò Bella e Tristano riusciranno a trovare il lato piacevole della cosa e ha imparare nuove cose.

Come nel primo romanzo troviamo una narrazione molto cruda e forte che porta il lettore a vivere atti umilianti che possono dare fastidio ai più sensibili.

Questa volta si va ben oltre al rapporto sadomaso o alla relazione schiavo e padrone che ci voleva far conoscere l’autrice nel primo romanzo. Questa volta quello che devono subire Bella e Tristano è un vero e proprio atto di cattiveria inumano.

Bellissime le descrizioni e lo stile caratteristico di Anne Rice, ma purtroppo trovo che le sue doti siano state sprecate per un’opera che, mio parere personale, non è così bella come si vuol far credere, e che per leggerla si ha la necessità di avere veramente uno stomaco molto forte.

Micol Borzatta

Annunci

Pilgrim, Terry Hayes (Rizzoli 2013) a cura di Micol Borzatta

pilgrim-193x300

Scott Murdoch è un ragazzo molto promettente, che subito dopo la laurea ad Harvard viene assunto dall’Intelligence e inizia a intraprendere la vita dell’agente segreto.

Da quel momento utilizza svariati nomi, fino ad arrivare a uscire da quella vita e ritirarsi in Francia come Peter Campbell.

Un giorno però viene ricontattato da un suo vecchio collega, Whisperer, per cercare di rintracciare e bloccare il Saraceno, un dottore musulmano che è riuscito a sintetizzare il virus del vaiolo e a potenziarlo in modo che nemmeno il vaccino possa debellarlo.

Da quel momento assumerà l’identità di Pilgrim e inizierà a dare la caccia al Saraceno, che scopre essere una sua vecchia conoscenza.

Romanzo davvero spettacolare che nonostante la sua mole, 889 pagine, si legge velocemente e sa come tenere il lettore legato alla lettura.

L’inizio parte subito in quarta con una narrazione da capogiro. Si entra nel caso principale della storia con una narrazione davvero intrigante e piena di phatos.

Purtroppo però dopo le prime trenta pagine ci ritroviamo ad affrontare circa duecento pagine di disgressioni sul passato prima di Pilgrim e  poi del Saraceno che servono per capire perfettamente i due personaggi principali di tutta la storia, ma che portano il lettore a rallentare un po’ la lettura e a trovarla un po’ più difficoltosa.

Una narrazione che parte da quando i due protagonisti sono dei bambini, approfondendo il loro pensiero e la loro psicologia, che è davvero utilissima per entrare in simbiosi con loro e capirli a fondo.

Superate queste duecento pagine ci si ritrova nuovamente ad affrontare il presente, con un ritmo frenetico, ansiogeno, adrenalinico che ci porta a vivere in prima la persona la lotta contro il tempo.

Seicento pagine che si leggono in un soffio e da cui non ci si riesce a staccare completamente, nemmeno quando la vita quotidiana ci impone di appoggiare il romanzo.

Una rivelazione che mi ha davvero colpito piacevolmente.
Micol Borzatta

Quella piccola libreria in fondo alla strada, Camilla D’Amore (Newton Compton 2018)

quella-piccola-libreria-in-fondo-alla-strada-x1000

Recensione pubblicata sul blog Pieces of paper hearts con cui collaboro.

Elise vive a Mills, una cittadina inglese non particolarmente eccitante.

Sfugge alla noia e alla solitudine curando con passione i fiori del suo giardino e lavorando in una libreria. La sua vita cambia all’improvviso quando incrocia Sefron Wyler, il nuovo vicino, schivo e taciturno. Basta uno sguardo, infatti, perché Elise e Sefron si riconoscano come simili.

Avvicinarsi non sarà facile, ma ad aiutarli ci penserà un vecchio diario che Elise ha trovato per caso nella sua stanza: leggendo quelle pagine i due ragazzi rivivranno le vicende di un amore bellissimo, sbocciato cinquant’anni prima all’ombra degli stessi alberi che ora separano le loro case.

Un amore non fortunato, segnato da un destino infelice.

È possibile che la storia di quei due amanti si ripeta?

Nonostante il sentimento che sta nascendo tra Elise e Sefron, su di loro aleggia infatti lo spettro di un segreto.

Un segreto che Sefron custodisce e che lo tormenta, che ha interrotto la sua brillante carriera di violinista.

L’amore inaspettato che è sbocciato fra loro riuscirà a liberare Elise e Sefron da un passato scomodo e doloroso?

Sorgente: Quella piccola libreria in fondo alla strada – Pieces of paper hearts

Andromeda Heights, Banana Yoshimoto (Feltrinelli 2014) a cura di Micol Borzatta

9788807030918_0_0_300_75

Shizukuishi vive in montagna con la nonna che si occupa dei suoi visitatori curandoli con il the.

Infatti il the della nonna ha qualcosa di miracoloso, sarà l’acqua della montagna o le erbe raccolte nei boschi intorni, fatto sta che sa andare a curare i punti esatti in cui le persone soffrono di più.

Un giorno però la nonna decide di lasciare il Giappone per andare a vivere a Malta con un giapponese vedovo con cui si sente online.

Shizukuishi decide allora di trasferirsi in città, casa nuova, lavoro nuovo…

Inizialmente però le cose non sono facili, fino a quando non incontra Kaeda.

Breve romanzo, conta solo un centinaio di pagine, in cui viene raccontato un tema molto profondo: il senso di vuoto lasciato dalla perdita di una persona cara, anche se si tratta di una perdita causata da allontanamento e non dalla morte.

Il ritmo della narrazione è molto veloce, che porta il lettore a divorare il romanzo pagina dopo pagina senza nessuna sosta, finendolo in una tranche sola.

Descrizione minuziose portano a vivere in prima persona i sentimenti della protagonista e a sentirci trasportati in un Giappone magico e misterioso.

Primo di una tetralogia invoglia a bersi in un solo sorso tutti i volumi.

Micol Borzatta

Le nostre anime di notte, Kent Haruf (NN Editore 2017) a cura di Micol Borzatta

9788899253509_0_0_300_75

Holt. Colorado.

Addie Moore, vedova, decide di andare a trovare il suo vicino di casa Louise Waters, vedovo anch’esso.

Dopo decenni di conoscenza, la solitudine causata dalla morte dei rispettivi consorti porta Addie a una decisione molto forte.

Infati arrivata dal vicino lo sconvolge con una domanda diretta: Vuoi passare le notti da me?

 

Entrambi soli, con i figli lontani, sono liberi di poter vivere una storia d’amore senza tabù.

Quando oramai si pensava di aver dovuto salutare definitivamente Holt, ecco che esce un quarto romanzo ambientato nella nostra cittadina preferita.

Questa volta non troviamo tanti personaggi tutti legati tra loro, ma solo una coppia di persone sole, ma con ancora tantissimo amore nel cuore da donare.

Una storia di umanità, sentimenti legati a un periodo della vita che spesso non viene calcolato.

Ultimo romanzo dell’autore, che purtroppo muore poco dopo averlo pubblicato, in cui vuole trasmettere quella sensazione di speranza alla quale lui purtroppo non può più aggrapparsi.

Piccolo e coinvolgente, lo si legge in un batter d’occhio, facendoci sognare e insegnandoci che non esiste un’età in cui l’amore non può più bussare alla nostra porta.

Micol Borzatta

Canto della pianura, Kent Haruf (NN Editore 2015) a cura di Micol Borzatta

9788899253172_0_0_300_75

Holt, paesino inventato in Colorado.

Tom Guthrie è un insegnante di storia al liceo e padre di due figli, di cui si occupa da solo perché la moglie non vuole uscire da una stanza in cui si è chiusa al buio.

Nel frattempo Victoria Roubideaux si ritrova incinta a soli sedici anni. Cacciata di casa le rimane, come unica soluzione, quella di chiedere aiuto a una sua insegnante a scuola, Maggie Jones, e da quel momento la sua vita si lega a quella dei fratelli McPheron.

Terzo e ultimo romanzo della trilogia della pianura, secondo scritto da Haruf, andiamo a concludere le storie degli abitanti di Holt.

Come sempre troviamo un ritmo lento che trasmette al lettore il vero andamento della vita dei protagonisti e, come nei romanzi precedenti, tutte le vite raccontate si intrecciano le une alle altre.

Sempre profondi sono i temi trattai, come la famiglia, l’amore, la dignità. Temi che vengono affrontati minuziosamente sotto ogni punto di vista.

Le descrizioni sono quelle a cui ci ha già abituato negli altri romanzi, trasportandoci interamente nel romanzo.

Una narrazione complessa e completa che ci fa rimpiangere il fatto di doverli salutare per sempre.

Micol Borzatta

Crepuscolo, Kent Haruf (NN Editore 2016) a cura di Micol Borzatta

9788899253295_0_0_300_75

Terzo volume della trilogia della pianura e secondo scritto da Haruf.

Siamo nuovamente a Holt.

Questa volta viviamo le vite dei fratelli Harold e Raymond McPheron, e di come la loro vita è cambiata quando nella loro fattoria è arrivata Victoria Roubideaux con la piccola Katie.

Vicino alla fattoria vive un’altra famiglia, formata da Joy Rae e dal fratello Richie che vivono in una roulotte e sono a carico dei servizi sociali.

Poco distante un orfano, DJ, vive la sua vita complicata.

 

Ancora una volta troviamo un ritmo narrativo molto lento e tranquillo che rispecchia perfettamente l’andamento della vita in un paesino tranquillo di campagna, rendendo il tutto molto più reale.

Nonostante la lentezza della lettura, il romanzo è coinvolgente e interessante, il lettore si sente coinvolto nelle vite dei protagonisti, come se fosse presente ogni momento della giornata.

Le descrizioni sono sempre molto accurate e minuziose, e nonostante il paesino sia inventato sembra reale a tutti gli effetti.

Una storia che sa conquistare e catturare il lettore senza bisogno di troppi orpelli.

Micol Borzatta