The Hate U Give, Angie Thomas (Giunti 2017) a cura di Micol Borzatta

 

 

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Stare è solo un’adolescente ma ha già una vita molto complicata. Infatti è una ragazza di colore che vive nel Bronx ma che studia in una scuola di lusso per bianchi, grazie alla madre.

Stare non si sente appartenente a nessuna delle due realtà e fa fatica a integrarsi, ma tutto questo non è la parte più critica della sua vita.

Il vero cambiamento avviene quando, di ritorno in macchina da una festa con il suo migliore amico Khalil, vengono fermati da un poliziotto, l’agente Uno-Quindici, che dopo aver fatto scendere il ragazzo dalla macchina gli spara tre volte.

Già dal giorno dopo iniziano a girare strane voci su Khalil che scagionano il poliziotto e incolpano il ragazzo di essersela cercata, non solo per il colore della pelle ma anche perché sicuramente delinquente e drogato.

Ovviamente le voci sono false, ma alla gente non interessa, in fondo lui era di colore e il poliziotto bianco.

Un romanzo formativo e di denuncia che dovrebbe essere letto anche nelle scuole.

La storia è molto forte, sia per i temi trattati ma anche, purtroppo, perché sappiamo bene che sonno cose che avvengono davvero.

I temi di fondo infatti sono sia il razzismo che l’abuso di potere che sempre più spesso viene perpetrato e non solo dalle autorità americane.

La voce narrante di tutta la storia è quella di Stare, giovane testimone impotente davanti agli eventi.

Una narrazione che ci porta a provare dei sentimenti molto forti per tutta la lettura, sia di affetto e complicità nei confronti di Stare, che di odio, ribrezzo e repulsione neo confronto del poliziotto, della stampa e della popolazione in generale.

Una lettura sconvolgente che spezza davvero l’animo umano.

Micol Borzatta

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La paura del saggio, Patrick Rothfuss (Fanucci 2011) a cura di Micol Borzatta

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la narrazione di Kvothe a Cronista riguardante la sua vita continua.

Questa volta si affronterà il periodo passato all’Accademia e il suo successivo viaggio a Severan.

Durante i suoi anni all’Accademia Kvothe dimostra di essere di molto superiore agli altri studenti, portandolo a scontrarsi con molti docenti.

Nel frattempo il suo interesse, oltre che per le materie scolastiche, si concentra molto anche sul rintracciare notizie sui Chandrian, ma sembra che non esistano notizie certe su di loro.

Nel frattempo i suoi litigi con Ambrose continuano, al punto che Kvothe viene avvelenato e in un primo momento i suoi sospetti cadono su Devi, la sua usuraia.

L’amicizia con Denna invece continua sempre tra alti e bassi finché la ragazza sparisce, sparizione che porta Kvothe a essere accusato di stregoneria e, nonostante sia assolto, deve andarsene per evitare altri problemi.

È così che Kvothe si dirige a Severan per andare a studiare dal maestro Maer, che lo accetta come suo apprendista dopo che Kvothe gli salva la vita dall’Arcanista del palazzo che lo sta avvelenando.

Maer decide anche di chiedere a Kvothe di aiutarlo a conquistare una donna che vuole come moglie e nel frattempo viene mandato a sconfiggere alcuni banditi.

Kvothe si dimostra un grande combattente, nonostante alcune disavventure con Felurian, la regina del regno di Fae.

Tornato da Maer, dopo aver scoperto, sconfitto e liberato due ragazze rapite da un gruppo che si spacciava per Edema Ruh e che invece erano impostori, scopre che Maer si è finalmente sposato con la ragazza che agognava, un’appartenente agli Edema Ruh.

Kvothe a questo punto viene congedato e fa ritorno all’Accademia per continuare i suoi studi.

Secondo romanzo della trilogia dedicata a Le cronache dell’Assassino del Re, è al momento l’ultimo romanzo disponibile della trilogia, perché l’autore ha dichiarato, al momento dell’uscita di questo volume, che non sapeva se e quando avrebbe scritto l’ultimo volume.

Fatto questo che porta a perdere una lettura davvero incredibile, un fantasy davvero molto ben scritto, che ci riporta a vivere le avventure alla buona vecchia maniera, senza bisogno di esseri paranormali, ma semplicemente fantasy.

Le descrizioni sono davvero minuziose ma molto leggere, la lettura è scorrevole e veloce, nonostante la mole del romanzo.

Un viaggio che ci trascina in mille avventure, con un ritmo frenetico e adrenalinico, che ci tiene legati alla lettura, e che alla fine del romanzo ci fa sentire la mancanza di quel regno fantastico che ci ha ospitato per molto tempo.

il sapere che non si potrà finire il viaggio lascia un po’ di amaro in bocca, ma non toglie il gusto di affrontare la lettura.

Micol Borzatta

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Cassandra, Christa Wolf (E/O 2002) a cura di Micol Borzatta

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Cassandra è alla fine dei suoi giorni. Schiava di Agamennone e presto periranno entrambi, lei lo sa, lo ha visto, e proprio in quegli ultimi attimi ripensa a tutta la sua vita.

Cassandra è una veggente. Figlia di Ecuma e Priamo, ha avuto questo dono insieme al fratelo gemello. Dono che risulta essere anche una maledizione.

Mentre rievoca la sua vita come sacerdotessa di Apollo, Agamennone ha conquistato la città e fatta schiava insieme al resto della popolazione.

La sua mente però è a dieci anni da lì, e rivive le bestialità perpetrate da Achille, le meschinità di Paride e le debolezze di Priamo.

La storia è un vero e proprio flusso di pensieri fatto da Cassandra stessa, incui vuole andare a sondare l’animo umano, raccontando una versione dei grandi miti greci tutta al femminile.

L’autrice in questo modo ha fatto sì che un personaggio che Omero aveva nominato solo marginalmente, prendesse corpo e denunciasse la condizione della donna in un’epoca in cui si credeva che le cose funzionassero abbastanza bene.

La narrazione non è delle più leggere, lo stile linguistico è molto aulico e la storia continua a saltare da un episodio all’altro e da un personaggio all’altro, portando il lettore a perdersi e ad avere tanta confusione in testa.

Il personaggio di Cassandra è molto ben costruito, complesso e profondo che sa dimostrate coraggio e tenacia.

Una lettura difficile ma che vale affrontare per leggere una storia diversa dal solito con una protagonista davvero forte.

Micol Borzatta

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L’ultima volta che ti ho vista, Alafair Burke (Piemme 2018) a cura di Micol Borzatta

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Nick è un ragazzo molto dotato per il baseball, ma proveniente da una famiglia povera che lo porta a rubare cellulari nella metropolitana per dare soldi in casa.

Una sera, dopo l’allenamento, si trova in metropolitana a cercare la sua nuova vittima e pensa di averla trovata in una donna con uno zainetto sulle spalle e il cellulare in mano, stava scrivendo un messaggio.

Appena si aprono le porte della metropolitana, Nick, afferra il telefono e scappa, la donna però è veloce e scatta all’inseguimento, fino a quando, lanciando lo zainetto, lo atterra e lo fa cadere sui binari, per poi lanciarsi a salvarlo e nel frattempo recuperare il cellulare.

Il tutto viene registrato da una ragazza che era presente alla scena.

La notizia arriva al direttore del giornale di McKenna Jordan, che la incarica di scrivere subito un articolo.

McKenna inizia subito a indagare, ma quando vede il filmato il suo cuore sembra rompersi in petto: la donna del video è Susan Hauptmann, l’amica sua e di suo marito scomparsa cinque anni prima.

Cosa ci fa Susan in quel video? Dov’è stata per cinque anni? E se è tornata, perché è sparita di nuovo?

Romanzo thriller psicologico dove tutto quello che sai scopri non essere vero, ogni certezza smontata, ogni verità cancellata e tutto quello che ti fa paura diventa reale.

La storia prende subito ritmo e forma catturando subito il lettore, per poi avvolgerlo nelle spire mentali e psicologiche di McKenna.

La narrazione infatti si basa sugli effetti emotivi e psicologici che il rivedere la sua amica ha sulla protagonista.

Le descrizioni sono molto precise e permettono di sentirci al centro dei fatti, ponendoci mille domande anche sulla nostra vita, su chi conosciamo e chi ci sta vicino.

Un romanzo che fa molto riflettere scritto con eccezionale maestria.

Micol Borzatta

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La canzone di Achille, Madeline Miller (Sonzogno 2013) a cura di Micol Borzatta

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Grecia.

Patroclo, figlio di Re Menezio, ragazzino mingherlino poco adatto alla battaglia e poco considerato dal padre, un giorno incontra Achille, figlio di Re Peleo, mentre partecipa ai giochi tenuti da Re Menezio.

Patroclo ne rimane subito colpito ed è sempre a lui che pensa mentre è in fila per candidarsi come pretendente alla mano di Elena di Troia.

Tornato a casa, dopo che Elena ha scelto come consorte Menelao, viene preso di mira da un bullo, figlio maggiore di un nobile, che malauguratamente muore picchiando la testa su un masso dopo che Patroclo lo ha spinto.

A causa di questo incidente Patroclo viene esiliato e diseredato.

Finisce così alla corte di Ftia, regno di Re Peleo e Achille.

La vita di Patroclo procede tranquilla e diventa ancora più felice quando Achille decide di prenderlo come suo compagno. Rapporto che diventa sempre più forte fino a sbocciare in un sentimento passionale e profondo.

Relazione che non si spezza nemmeno quando vengono coinvolti nelle vicende della guerra di Troia, quando Agamennone sparisce con Elena, la promessa di suo fratello Menelao.

Nonostante la storia sia molto romanzata parte da basi storiche conosciute, facendo conoscere anche a chi ha seguito pochi studi classici i retroscena della famosissima storia di Achille e di Elena di Troia.

Lo stile della Miller è stupefacente, mischia storia e fantasia perfettamente, con descrizioni che permettono la totale immersione nella storia, facendoci toccare tutto con mano.

Molto poetiche le descrizioni che Patroclo fa del suo amato Achille, che trasmettono al lettore la potenza del sentimento che prova per Achille.

Alcune parti sono un po’ forzate, ma è abbastanza normale, servono per dare maggior peso alla storia d’amore, per sottolinearne l’intensità e la potenza.

Una storia fortissima che colpisce al cuore e che cattura, parola dopo parola, frase dopo frase, pagina dopo pagina.

Micol Borzatta

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Terre desolate, Stephen King (Sperling & Kupfer 2017) a cura di Micol Borzatta

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La squadra di Roland, con l’arrivo di Eddie e Susannah, è al completo.

I tre hanno incominciato a inoltrarsi nella foresta di Fuori-Mondo dove si scontrano con uno dei dodici guardiani, Shardik.

I dodici guardiani non sono animali normali, ma animali cyborg costruiti da un popolo iper tecnologico che ha abitato quelle terre secoli prima e che si è estinto dopo una terribile guerra.

Ogni guardiano controlla un portale e sono messi in cerchio sulle linee vettori che collegano tutti i mondi e, nel loro caso, Tutto-Mondo alla Torre Nera.

Purtroppo, a causa di uno spostamento dei Vettori il mondo di Roland si sta distruggendo e la Torre Nera si sta allontanando.

Un segnale del disallineamento dei mondi è nello scorrere diverso del tempo, che Ronald si accorge accadere quando sulla spiaggia aveva raccolto una mandibola e scoprì essere di Walter ma risalente a cent’anni prima.

Grazie alla mandibola Ronald recupera il calco di una chiave che viene poi intagliata da Eddie, mentre il pistolero spiega che loro sono un ka-tet, ovvero un gruppo uniti dallo stesso destino.

Destino che li porta a bordo del treno computerizzato Blaine che li sfida a una gara di indovinelli dove c’è in gioco la loro vita.

Terzo romanzo della saga La Torre Nera, ci troviamo ad affrontare un volume esclusivamente di passaggio.

Infatti non accadono grandi avvenimenti per tutta la narrazione, fino alla comparsa del treno Blaine che movimenta un po’ la narrazione e riconquista l’attenzione del lettore.

Come sempre troviamo molte descrizioni particolareggiate, come è nello stile di King, ma in questo volume risultano noiose e troppo logorroiche.

La storia rimane comunque interessante e ci fornisce alcune informazioni in più sul mondo di Roland, ma per nulla scorrevole.

Speriamo il prossimo volume sia più veloce.

Micol Borzatta

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Il bacio della strega, Melissa de la Cruz (Leggereditore 2013) a cura di Micol Borzatta

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A North Hampton è finalmente tornata la pace e la vita scorre tranquilla quando, un giorno, compare Fryr, il fratello gemello di Freya che era rimasto bloccato nel limbo e, appena arrivato, riconosce subito in Killian Gardnier, il fidanzato di Freya, colui che lo aveva incastrato e iprigionato.

Nel frattempo Fryr inizia a creare casini in città con una ragazza dl posto.

Da parte sua Ingrid inizia ad avere problemi con il suo fidanzato, mentre lo spirio di un nuomo morto sta perseguitando Joanna cercando di mettersi in contatto con lei.

È con l’arrivo del giorno del ringraziamento che le cose degenerano:Fryr ha avvelenato Killian, ma il vero colpevole non è lui e lo si scopre solo quando soo tutti riuniti per festeggiare, ma ormai è troppo tardi per fermare il veleno… o forse no.

Secondo romanzo della trilogia dedicata alle streghe Beauchamp.

Per tutta la prima parte abbiamo una narrazione molto lenta e noiosa come in tutti i volumi trnsitori delle sahe, ma per fortuna nella seconda parte si riprende ridando ritmo e velocità alla lettura.

Nella seconda parte oltretutto abbiamo un salto temporale nel passato fino ai tempi di Salem, in cui viviamo i processi alle streghe, in cui l’autrice dimostra grande lavoro di ricerca e di studio del periodo, ed entrno in gioco anche i miti mitologici.

I personaggi questa volta sono molto meo caratterizzati, per non parlare di Fryr, odioso fino all’inverosimile, insopportabile e completamente vuoto, sia a livello caratteriale che di cervello.

Un’ottima lettura poco impegnativa che con la seconda metà incuriosisce portando a voler leggere il terzo volume, che purtroppo non è mai stato tradotto in Italia, come del resto è stata interrotta la serie televisiva alla fine della seconda stagione.

Micol Borzatta

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