La ragazza scomparsa, Angela Marsons (Newton Compton 2017) a cura di Micol Borzatta

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Kim Stone viene chiamata per andare a interrogare una giovane madre a cui hanno rapito la figlia.

Kim, pur essendo un ispettore di polizia, non si occupa di casi di rapimento, ma di omicidi, e non capisce come mai vogliano proprio lei, quando scopre che la madre della bambina è una sua vecchia conoscenza.

Infatti Kim e Karen hanno passato un periodo nella stessa casa famiglia.

Karen vuole Kim perché la figlia di nove anni, Charlie, è stata rapita insieme alla sua amica del cuore, Amy, mentre uscivano dalla piscina.

Kim scopre che il caso è identico a quello che tredici mesi prima ha riguardato altre due bambini di nove anni: Suzie ed Emily.

Nel vecchio caso, a causa di errori fatti anche dalla polizia, è stata rilasciata soltanto Emily.

Kim decide che il caso deve essere suo, perché vuole assolutamente che entrambe le bambine ritornino a casa sane e salve.

Inizia così una ferocissima corsa contro il tempo. Hanno soltanto tre giorni di tempo prima che i rapitori uccidano le bambine, dopo un gioco perverso fatto di SMS ai genitori e cadaveri seminati in giro.

Kim non è mai stata così sotto pressione, di solito le sue vittime sono già morte e può condurre le indagini con più ponderatezza e tempo, ma non si lascia scoraggiare e darà tutta se stessa, come sua abitudine, per risolvere il caso.

Terzo romanzo della scrittrice, troviamo la stessa tensione e lo stesso ritmo narrativo a cui ci ha già abituato.

Come nei precedenti romanzi la Marson, riesce a narrare una storia crudele, quasi reale e veramente cruda e truce, con un linguaggio semplice che non stravolge troppo il lettore, permettendogli così di godersi la lettura, nonostante usi delle descrizioni che sono veramente profonde e minuziose.

Il lettore infatti può tranquillamente sentire, come se fossero sue, tutte le emozioni e le sensazioni delle bambine, la paura, il freddo, la tensione, il dolore, ma anche l’ansia, la determinazione di Kim e l’angoscia dei genitori.

Grazie a capitoli alternati, infatti, possiamo vivere la vicenda da tutti i punti di vista, in modo da avere un quadro perfettamente chiaro degli avvenimenti, pur non conoscendo i dati fondamentali: ovvero chi sono i colpevoli? In particolar modo chi è il Soggetto Uno?

Un thriller mozzafiato che sa lasciarci con il fiato sospeso dalla prima all’ultima pagina e saprà coinvolgere talmente tanto che alla fine ci troveremo a urlare dalla rabbia quando si scoprirà chi è la mente che ha ideato tutto il piano terribile.

Travolgente e shockante, uno dei più bei thriller mai letti.

Micol Borzatta

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Un mistero per cinque ragazzi, Mariella Ottino e Silvio Conte (Scolastiche Bruno Mondadori 1995) a cura di Micol Borzatta

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Durante l’ora di ecologia del professor Lorenzo Neri, Zanetti, uno degli alunni, racconta come suo nonno ha avvistato un gufo delle nevi. Essendo un esemplare che vive nella tundra del nord, la notizia di un suo avvistamento fa scalpore, Neri decide di verificare la cosa in prima persona organizzando una spedizione a cui partecipano Demarchi, Zanetti, Martelli, Mariangela e Giulia, senza però avvisare i genitori.

Durante l’appostamento per scorgere il gufo, i ragazzi, il docente e la fidanzata di quest’ultimo scoprono però un camion che scarica nel lago sostanze nocive.

I ragazzi comunicano subito la cosa alla polizia, ma l’unica cosa che ne ricavano sono sgridate e punizioni da parte dei genitori per essere usciti di nascosto.

I ragazzi, vedendo la notizia insabbiata decidono di investigare per conto proprio per denunciare il gravissimo crimine.

Romanzo molto leggero per quanto riguarda lo stile narrativo, ma davvero molto profondo per quanto riguarda i temi trattati.

L’argomento di fondo infatti è l’ecologia e il rispetto dell’ambiente, insegnando ai piccoli lettori come rispettare il mondo circostande porta a rispettare anche se stessi e il prossimo.

Un romanzo davvero istruttivo, che unisce grandi lezioni a una storia investigativa intrigante e piena di colpi di scena che sanno tenere sempre vigile la mente del piccolo lettore che vorrà leggere pagina dopo pagina per scoprire come se la caveranno i cinque quattordicenni.

Istruttivo e intrigante adatto come romanzo didattico.

Micol Borzatta

Una piccola libreria molto speciale, Ellen Berry (Newton Compton 2017) a cura di Micol Borzatta

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Kitty Cartwright ha da sempre la passione per la cucina, passione che condivideva con Della, la seconda figlia, ma che ha perso totalmente quando venne lasciata dal marito, ma fino a quel momento aveva raccolto 962 libri.

Alla sua morte Della si ritrova a dover affrontare tutto da sola.
La sua vita familiare non è delle migliori, sua figlia Sophia sta per partire per il college e con il marito Mark le cose si sono parecchio raffreddate e il suo lavoro di commessa e cassiera è sempre più frustante. La sorella minore Roxanne è troppo presa nella gestione della sua rivista di moda e il fratello maggiore Jeff è troppo preso con il suo lavoro in banca.

Della si ritrova così da sola a dover organizzare il funerale della madre, dopo aver passato anni a occuparsi di lei, e quando arriva il momento di dover svuotare la casa di Kitty per metterla in vendita, mentre sorella e nuora si dividono i gioielli, Della decide che lei prenderà solamente i libri di cucina.

Mark subito cerca di imperdirlo, ma Della è stufa di dover fare sempre e solo quello che vogliono gli altri, per lei quei libri sono importanti e li vuole con sé.

Qualche giorno dopo viene a sapere che il negozio di merceria che gestivano due sorelle anziane è nuovamente in affitto e decide così di lasciare il suo lavoro e aprire una libreria esclusivamente di libri di cucina, in cui metterà tutti i libri di sua madre.

Ovviamente Mark le dà nuovamente addosso, e le litigate continueranno fino a quando lui decide di lasciarla, e non sarà l’unica sorpresa per Della, ma lei non si dà per vinta, a oltre cinquant’anni è arrivato il momento per lei di prendere in mano le redini della sua vita e di realizzare qualche sogno.

Un romanzo di facile lettura, ma profondo che penetra nell’animo e nel cuore portandoci a riflettere parecchio su come stiamo gestendo le nostre vite.

Un viaggio interiore personale del lettore, oltre che della protagonista, attraverso i pensieri, i sentimenti e le paure di Della che, grazie a una narrazione tutta in prima persona, sentiamo totalmente nostre.

Descrizioni fantastiche che rendono il tutto reale e concreto e una meravigliosa crescita del personaggio protagonista, rendono il tutto ancora più accattivante e magistrale, istruttivo e spesso anche ironico.

Un romanzo che colpisce e che affascina, una storia dolce e peperina che merita di essere letta.

Micol Borzatta

Una scrittrice troppo bugiarda, Eveline Durand (Delrai Edizioni 2017) a cura di Micol Borzatta

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Pat viene chiamata d’urgenza alla casa di cura della zia Brie perché gli infermieri non sanno più cosa fare per gestirla.

Brie infatti continua a fare una marea di dispetti, anche pesanti, e non ascolta nessuno, senza contare che sono cinque anni che non parla.

Pat cerca di parlarle, ma non ottenendo l’attenzione della zia, decide di prendere in ostaggio i suoi preziosissimi diari, la cosa più importante per lei.

Presa dalla curiosità Pat decide di leggerli e scopre una storia incredibile tra sua zia e il suo ex datore di lavoro. Una storia talmente profonda e spinta che decide di usarla per scrivere un romanzo erotico, e inizia a pubblicarla in piccole parti sul suo blog.

Nel frattempo Pat rincontra Sam, nipote dell’amante della zia, che prima cerca di conquistarla e poi vuole denunciarla perché, nonostante Pat abbia cambiato i nomi, si capisce perfettamente che il protagonista del romanzo è suo nonno e la sua famiglia non vuole scandali.

Pat si ritrova a dover decidere se seguire la mente, e quindi bloccare la pubblicazione, o seguire il cuore, e continuare a raccontare la storia d’amore della zia.

Un romanzo molto particolare, che nonostante in alcune parti ricordi molto la trilogia delle Cinquanta sfumature, specialmente nella tipologia dei personaggi e nelle voglie della famiglia Fenwick, riesce comunque a essere una lettura molto originale.

I personaggi sono veramente ben descritti, sia fisicamente, ma prevalentemente nei sentimenti e nei pensieri, permettendo un legame empatico con loro fin da subito.

Grazie a un linguaggio molto semplice e lineare si riesce a immergersi totalmente nella storia, vivendo quasi in prima persona gli avvenimenti, tant’è che spesso si vorrebbe prendere Pat da parte e scuoterla in modo da farle capire cosa avrebbe dovuto fare.

Un’ottima lettura di svago, piccante, ma per nulla volgare, interessante e conturbante.

Micol Borzatta

Il contrario delle lucertole, Erika Bianchi (Giunti 2017) a cura di Micol Borzatta

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Ponte a Ema, Toscana, 2011.

Zaro è morto. Dopo una vita passata come meccanico esperto in biciclette al seguito della squadra di Bartali, è arrivato il suo momento di dire addio al mondo.

Una morte un po’ sofferta, ma tutto sommato arrivata con la vecchiaia dopo essersi goduto appieno la vita.

Sì perché Zaro se l’è proprio goduta la vita, a partire da quel lontano 1948…

Dinard, Francia, 1948.

Zaro è appena arrivato per seguire come meccanico di biciclette il team di Bartali per la corsa che fece sognare sia francesi che italiani.

Qui Zaro incontra Lena, una ragazza meravigliosa con cui passa una notte di passione, e che lascia da sola quando la mattina dopo riparte con il tour, dimenticandosi totalmente di lei.

Ponte a Ema, Toscana, 1959.

Zaro ha aperto la sua officina con cui mantiene la sua famiglia, ed è proprio mentre sta lavorando sulla bicicletta del figlioletto di dieci anni per togliergli le rotelline che si presenta Lena e gli annuncia che ha una figlia di dieci anni: Isabella.

Zaro rifiuta completamente di riconoscere la figlia e Lena e Isabella rimangono nel paesino.

Lena inizia a lavorare e Isabella frequenta sempre più assiduamente il fratellastro Nanni.

La vita dei due bambini prosegue, entrambi crescono e si creano delle famiglie, ma sempre come fratellastri non riconosciuti e la cosa peserà parecchio sulle generazioni future.

Romanzo davvero particolare che viviamo partendo dalla fine.

Infatti all’inizio del romanzo troviamo già subito l’epilogo, per poi affrontare il prologo solo nelle ultime pagine.

Oltre alla struttura molto particolare, è molto particolare anche la storia raccontata.

Una saga familiare vista ogni capitolo da una persona diversa. Infatti a ogni capitolo la voce narrante è del protagonista del capitolo, scalando così ogni generazione in prima persona e vivendo, anche da lettore, il tempo e le vicende vissute molto profondamente.

Aiutati da descrizioni molto minuziose e da un linguaggio semplice e coinvolgente, riusciamo a entrare totalmente nello spirito del libro e rimanerne catturati da non riuscire più a posarlo.

Una saga familiare diversa dalle solite che affronta argomenti molto profondi unendoli alla narrazione di un’epoca molto diversa dalle solite usate.

Micol Borzatta

La notte dei desideri ovvero il satanarchibugiardinfernalcolico Grog di Magog, Michael Ende (Salani 1990) a cura di Micol Borzatta

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Belzebù Malospirito e sua zia Tiranna Vampiria sono due maghi che lavorano per conto del diavolo che ogni anno dà loro poteri illimitati in cambio di piccoli lavori.

Il Gran Consiglio degli animali, accorgendosi che la Terra è conciata sempre peggio, decide di mandare delle spie ovunque per capire cosa stia succedendo, ed è così che il gatto Maurice de Sainte-Maure diventa il famiglio di Belzebù e il corvo Jacopo Gracchi di Tiranna.

I due animali scoprono così che i due maghi stanno cercando di creare una strana pozione, chiamata il satanarchibugiardinfernalcolico Grog di Magog che permette a ogni sorso di realizzare il contrario di un desiderio se espresso entro lo scoccare della mezzanotte di San Silvestro, perché se usato con l’inizio dell’anno nuovo i desideri verrebbero esauditi perfettamente alla lettera e non più al contrario.

I due animali devono impedire che tutto ciò accada, e per farlo chiedono aiuto anche a San Silvestro.

Romanzo per ragazzi scritto dall’inconfondibile mano di Ende, riesce a trasportare grandi e piccini in una storia di fantasia appassionante e coinvolgente.

Letto la prima volta a 13 anni e divorato in un pomeriggio, è uno dei romanzi di Ende che mi ha catturato (insieme a Momo e La storia infinita) per la sua semplicità, ma nello stesso tempo la precisione e la minuziosità delle sue descrizioni.

La storia è totalmente fuori dalle righe, comica e divertente, che ti fa piangere dal gran ridere, piegandoti dai dolori alla pancia, ma allo stesso tempo ti fa anche riflettere, coinvolgendoti nei pensieri dei vari personaggi.

Un’ottima storia da leggere in famiglia, magari la sera di Capodanno dopo il cenone in attesa dei rintocchi che annunciano l’anno nuovo, in modo da vivere ancora più intensamente la meravigliosa atmosfera che solo Ende sa creare.

Micol Borzatta

Mai senza mia figlia, Betty Mahmoody (Sperling & Kupfer 1993) a cura di Micol Borzatta

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1984.

Betty, donna forte e intraprendente americana. è felicemente sposata con Moody, un medico iraniano che vive in America da vent’anni.

Nonostante la differenza etnica il loro matrimonio procede benissimo, arrivando all’apice con la nascita della figlia Mahtob.

Un giorno Moody riceve una telefonata dai parenti che lo richiamano a Teheran per conoscere la figlia e la moglie.

Betty è spaventata, ma Moody giura sul Corano che sarebbero state solo due settimane, poi sarebbero tornati tutti e tre a casa in America, e che non sarebbe capitato nulla né a lei né alla piccola, riuscendo così a tranquillizzarla e a convincerla a partire.

Il loro arrivo è accolto da una grande festa, ma piano piano le cose cambiano, in primis il fatto che Betty viene obbligata a vestirsi e comportarsi come una donna e una moglie iraniana.

Anche Moody inizia a cambiare, trasformandosi sempre più in iraniano doc e musulmano praticante, e quando viene licenziato arriva il colpo di grazia: Moody infatti decide che non vuole più ripartire.

Betty è distrutta, i suoi tentativi di ribellarsi e di riavere l’uomo che ha sposato vanno a rotoli. Perennemente sotto controllo non può fare nulla se non sottomettersi, fino a quando uno spiraglio di luce arriva con una notizia tremenda: suo padre ha un tumore, sta morendo e lei deve tornare in America.

Moody le permette di andare a condizione che lasci la figlia in Iran e che torni indietro appena concluso tutto, ma lei non lo accetta, e aiutata da un camiciaio, Houssein, e una coppia che aiuta la gente a scappare, organizza la fuga sua e della figlia.

Romanzo biografico, racconta la vera storia di Betty e di sua figlia.

Aprendo le porte a una realtà che è poco conosciuta, possiamo vedere molto più approfonditamente come sono davvero le cose in una società maschilista che a volte ci fa pensare all’esagerazione.

In questo romanzo infatti, oltre a dare molto peso ai pensieri e alle emozioni di Betty, abbiamo delle descrizioni minuziose, forti e spaventose di stralci di quotidianità che normalmente vengono nascosti.

Andando oltre ai casi eclatanti di deturpazione con l’acido, di lapidazione o frustate, possiamo vedere come anche nelle piccolissime cose vige un’oppressione e una violenza molto più subdola, fatta di piccole cose che giocano sulla psiche umana portando alla sottomissione e all’insicurezza anche una donna forte e coraggiosa come l’autrice.

Una storia cruda che farà contorcere lo stomaco e spesso obbligherà i lettori più deboli a interrompere per un po’ la lettura, ma che rappresenta una denuncia di una mentalità che dovrebbe aggiornarsi e maturare.

Un romanzo da leggere attentamente che strazia il cuore.

Micol Borzatta