Buone vacanze a tutti, ci si vede a settembre

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Buongiorno lettori.

Oggi niente recensioni, ma solo un articolo.

In questi anni sono sempre riuscita a portarvi recensioni tutto l’anno, senza interruzioni, ma quest’anno le cose cambiano.

Purtroppo tra impegni familiari e altri fattori, mi rimane difficile riuscire a portare delle buone recensioni, così ho preso la decisione di fermare il blog per il mese di agosto.

Ovviamente questo non significa che io mi fermerò con le letture, anzi spero di poter recuperare anche dei titoli molto impegnativi, sia come mole che come contenuti, che durante l’anno mi risultano difficili, così da ripartire a settembre alla grande, ma ho bisogno di una sosta.

Approfitto che ad Agosto molti di voi saranno in ferie, magari in spiaggia, o in montagna, e sicuramente molto meno attaccati al PC e alle mail in modo che non sentiate troppo la mancanza.

Sperando che la cosa non vi offenda, ma sono sicura che siete tutti lettori coscienziosi, vi auguro delle bellissime vacanze e un mese carico di positività.

Noi ci rivediamo tutti a settembre con nuovissime recensioni, con titoli importanti e tante novità.

Micol Borzatta

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M. T. V. M., Michela Monti (Triskell Edizioni 2019) a cura di Micol Borzatta

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Melice ha purtroppo fallito la sua seconda chance ed è tornata a ReBurning, ma questa volta ricorda tutto.

Shaw, il suo ex, l’ha violentata, Richard, il suo ragazzo, lo ha ucciso e poi è scappato, Bea, la sua migliore amica e unica testimone, è morta in ospedale per complicazioni cardiache prima di poter testimoniare, lasciando così Melice in carcere.

Tornata dalla sua seconda chance scopre anche che Sadie è stata adottata alla nascita da Gabriel, e rivederla dopo dieci anni le dà la forza di parlare alla commissione e raccontare tutta la verità, specialmente visto che Sadie chiama zio Gabriel e non sa chi sia lei.

Il suo futuro sembra chiaro: attendere il processo, programmare la sua difesa e, soprattutto, trovare Richard.

Un percorso semplice, ma tutto ciò che sembra semplice non lo è mai per davvero.

Secondo romanzo della serie 83500, troviamo una conferma della bravura dell’autrice.

Anche questa volta il romanzo è suddiviso in parti, in una viviamo ancora la vita di Melice in carcere, mentre nell’altra ci troviamo nel pieno del legal thriller.

A differenza del primo volume, in cui la parte centrale ambientata nel passato era di una noia mortale, in questo volume entrambe le parti sono accattivanti e con un buon ritmo veloce.

I personaggi sono sempre molto approfonditi sul lato mentale e caratteriale e alcuni di loro hanno dei notevoli cambiamenti, come ad esempio Gabriel.

Una lettura evasiva avvincente e adrenalinica.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

83500, Michela Monti (Triskell Edizioni 2018) a cura di Micol Borzatta

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ReBurning Prison, carcere di massima sicurezza, anno 2020

Melice Redding è la detenuta 83500, quei due zeri in fondo al numero di matricola distinguono i condannati alla pena capitale, e attendono il momento della loro morte nella Zona Nera.

Lei è nella Zona Nera da dieci anni.

Arrestata al termine della gravidanza, ha partorito in carcere, dove le hanno sottratto la bambina nel momento stesso in cui uscì da lei, provocandole una perdita della memoria totale.

L’unica cosa che Melice ricorda è che aveva chiamato la piccola Sadie.

Proprio a causa di questa sua amnesia viene mandata in terapia da Gabriel, dove ci rimarrà per dieci anni, detto il Guardiano di Anime.

Gabriel è l’equivalente di uno psichiatra ed è un cyborg.

Il suo atteggiamento nei confronti di Melice non è per niente dolce, ma sembra essere l’unico a riuscire a ottenere una sua reazione, proprio avendo un atteggiamento provocatorio, duro, irrispettoso, quasi doloroso.

Sarà proprio grazie a Gabriel che Melice riuscirà a ottenere una seconda chance e verrà mandata indietro nel tempo.

Romanzo distopico che affronta temi davvero forti come la maternità, la perdita, il lutto, l’umiliazione verso la donna e la violenza.

Lo stile narrativo è molto duro ma non complicato, con un ritmo molto veloce e davvero coinvolgente, a parte per la parte centrale, quella ambientata nel passato che è molto lenta e in molti momenti noiosa.

Molto spazio viene dato ai comportamenti e ai pensieri dei protagonisti, permettendoci di conoscerli a fondo, capirli e comprendendoli, permettendoci di provare dei sentimenti molto forti nei loro confronti.

Gabriel, ad esempio, è un personaggio odioso, maschilista, irrispettoso, che si vorrebbe prendere a schiaffi, ma si intuisce che quella è solo una maschera che deve usare sul lavoro, ma in realtà ha molte altre sfaccettature e sentimenti contrastanti, specialmente verso Malice.

Anche Malice, che è anche la voce narrante, sembra una donna cinica, dura e strafottente, ma è il suo modo di nascondere il dolore per la perdita della figlia, la confusione e il disorientamento di non ricordare più nulla.

Un romanzo profondo che si divora velocemente e che rimarrà dentro all’anima.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

When they see us, miniserie in 4 parti di Ava DuVernay per Netflix

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Nel 1989 viene aggredita una jogger in Central Park a New York City.

All’arrivo della polizia vengono arrestati cinque ragazzi, quattro di colore e uno ispanico, che con altri amici erano in Central Park a fare casino.

Per tutto il tempo i ragazzi si dichiarano innocenti, ma la polizia, prevenuta, fa di tutto per far sì che le prove dimostrino la colpevolezza dei ragazzi, arrivando a farli confessare con la coercizione.

Solo nel 2002 il vero colpevole, in carcere con uno dei ragazzi  per altre accuse, confesserà di essere colpevole anche per quell’aggressione facendo sì che i ragazzi vengano riconosciuti innocenti, ma ormai con la vita rovinata e dopo aver passato tutta la loro giovinezza in carcere.

La serie TV parte da un caso reale, raccontando con toni molto forti il comportamento ottuso e guidato da preconcetti della polizia americana.

Possiamo infatti vedere come l’accanimento razzista abbia portato i poliziotti a non cercare la verità, ma dare per scontato che dei ragazzi siano colpevoli solo perché di colore e stranieri.

I fatti sono raccontati tramite ricostruzioni e riprese reali e documentano ogni fatto accaduto.

La crudezza della storia viene trasmessa perfettamente, portandoci a voler urlare contro quei poliziotti che dovrebbero cercare la verità e proteggere i più deboli, e invece si accaniscono gratuitamente contro dei bambini di soli 16 anni.

Una miniserie davvero istruttiva che va assolutamente vista.

Micol Borzatta

Vista su Netflix

L’ombra del diavolo, Andrew Klavan (TEA 2006) a cura di Micol Borzatta

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San Francisco

La Weiss Investigations viene coinvolta in una serie di indagini molto strane.

Composta da tre personaggi molto particolari, un investigatore romantico, che sa capire davvero a fondo l’animo umano, un motociclista a cui piace fare a pugni e un giovane apprendista sognatore e idealista, è un’agenzia che riesce sempre a risolvere i suoi casi.

Questa volta sono coinvolti in un intricato complotto che si sviluppa con una serie di crimini firmati tutti Shadowman.

Chi è però veramente questo Shadowman?

Romanzo thriller basato sui veri casi gestiti dalla Weiss Investigations, un’agenzia gestita da tre amici dell’autore che gli raccontavano i loro casi una volta conclusi.

È così che nascono sulla carta Weiss, Bishop e Kathleen, tratti dai loro corrispettivi reali e le loro storie, che una volta trasferite sulla carta, l’autore stesso riconosce che sembrano più irreali delle storie di fantasia.

Le descrizioni sono come sempre molto minuziose tanto che il lettore ha la sensazione di essere davvero dentro al romanzo, di poter veramente studiare ogni indizio per svelare la vera identità di Shadowman.

Molto ben caratterizzato Shadowman, personaggio misterioso che fino alla fine non si sa se è reale o solo una finzione che serve per terrorizzare delinquenti e poliziotti. Un mistero davvero ben utilizzato che gioca con il lettore per tutta la durata della lettura.

La storia è un intreccio che sembra non aver né capo né coda, ma piano piano, tra colpi di scena e suspance lo vedremo sbrogliarsi fino a capire il segreto che cela.

Una lettura incredibile.

Micol Borzatta

Copia presa in biblioteca

L’ora delle bestie, Andrew Klavan (TEA 2006) a cura di Micol Borzatta

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Nancy Kincaid è la segretaria personale del futuro governatore Fernando Woodlawn.

Un lunedì mattina, appena arriva in ufficio, la sua vita sembra essere stravolta. Infatti non ha quasi fatto in tempo ad appoggiare la sua borsa sulla scrivania che viene avvicinata da una donna di colore vestita di rosso, che scopre chiamarsi Martha, e che la invita malamente ad attendere Nancy Kincaid in sala d’attesa.

Nancy rimane allibita, è lei Nancy Kincaid, ma nessuno sembra riconoscerla e uno dei soci dello studio decide perfino di chiamare la polizia.

Cosa ancora più strana, che spinge Nancy ad andarsene, è quella di sentire una presenza invisibile sussurrarle all’orecchio di sparare a tutti e basta.

Nel frattempo a casa di Avis Best è scoppiato il finimondo.

Mentre era intenta a lavorare il figlio scoppia a piangere, il telefono a squillare e il marito a urlare fuori dalla porta che stava cercando di buttare giù a spallate.

Finimondo che riesce a sistemare prendendo in braccio il figlio, minacciando il marito di chiamare Oliver Perkins e rispondendo al telefono, al quale c’era proprio la nonna di Perkins che chiamava a causa di un casino: il fratello, Zachary, è scomparso.

Mentre Oliver si reca a casa della nonna, Nancy si rifugia al parco dove le sembra che ogni barbone e senza tetto le ripeterà continuamente che alle otto, l’ora delle bestie, un tizio morirà e lei dovrà esserci.

Voci che la portano a credere di essere impazzita e che la portano a sparare davvero a uno di quei disagiati quando le blocca la strada, per fortuna mancandolo.

Zachary invece si sveglia nel suo cottage, tutto sporco di sangue e con un grosso borsone rosso sotto il letto e la polizia fuori dalla porta, per fortuna nell’armadio aveva costruito un doppio fondo dove nascondersi.

Nancy viene arrestata e portata in ospedale e deve fare di tutto per dimostrare la sua identità, specialmente a Mulligan.

Oliver, arrivato a casa del fratello trova il cadavere di una donna, tutti gli indizi portano a incolpare Zachary, ma lui sa che è innocente.

Zachary deve dimostrare la sua innocenza, perché lui non ha ucciso nessuno.

Mulligan continua a indagare sul cadavere della donna che hanno identificato: è Nancy Kincaid.

Romanzo thriller molto intrigante.

Fin dalle primissime pagine veniamo subito rapiti e buttati nella psiche di Nancy facendoci creare un immediato legame empatico che ci porta a sentirci come lei, al punto di volerle urlare nelle orecchie di tirare fuori dei documenti, chiamare la polizia per le impronte digitali, telefonare a Fernando, insomma fare qualsiasi cosa, ma non assumere un atteggiamento da ladra quando mettono in dubbio la sua identità, in fondo lei non sta mentendo.

Anche l’inserimento degli altri personaggi, con capitoli alternati, funziona molto, e le loro vite hanno lo stesso ritmo ansiogeno di quelli di Nancy, tenendoci così sempre tesi come corde di violino.

Fino a quasi metà libro non si capisce come mai i vari personaggi siano collegati, ma la storia di ognuno di loro è scritta talmente bene che ci appassioniamo a loro ugualmente.

Ogni personaggio ha una storia incredibile e si collegano fra di loro magistralmente, creando un intreccio inverosimile.

Lo stile è accattivante e intenso, senza termini troppo ricercati, ma comunque profondo, specialmente nelle parti riguardanti la psiche e l’animo umano.

Una storia intricata e spettacolare che ci tiene legati fino all’ultima pagina.

Micol Borzatta

Copia presa in biblioteca

Inseguendo Amanda, Andrew Klavan (TEA 2002) a cura di Micol Borzatta

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13 luglio, Hunnicut, Massachusetts

Un 747 diretto a Londra si è disintegrato a diecimila metri da terra facendo piovere pezzi di cadaveri, fusoliera, meccanismi, arredi.

Il motivo per cui il volo 186 dell’European Airways fece quella fine non si scoprì mai.

Carol, quando capitò il disastro, stava lavorando come cameriera e aveva lasciato la figlia di pochi anni, Amanda, a casa della baby sitter, la signora Shipman, una vedova di 61 anni.

Quando arrivò per prendere la figlia trovò la casa distrutta e la signora Shipman morta.

Inizialmente pensò che anche la figlia fosse morta, ma la trovò ai margini del bosco in braccio a un uomo. La sua reazione fu di terrore puro, aveva appena avuto la conferma che ora sarebbero venuti a cercare la figlia.

Quattro mesi dopo, Manhattan, New York

Lonnie Blake è un musicista vedovo che una sera, mentre rientra a casa, viene avvicinato da Carol che gli chiede aiuto perché la stanno inseguendo.

Lonnie accetta di darle una mano e le fa passare la notte nel suo appartamento.

A inseguire Carol è Edmund Winter, il nuovo direttore dell’ufficio nordamericano della società Executive Decisions e una volta trovata si recò nel New Jersey a casa di Jonathan Reese per comunicargli la notizia e il fatto che nell’operazione l’uomo di Winter si è fatto vedere da Carol mettendola in allerta e permettendole di sparire nuovamente.

Reese vorrebbe non lavorare con Winter, ma è l’unico che può trovare quella donna, e lui ha bisogno che sia trovata.

Reese è il vicepresidente dell’azienda farmaceutica Helix ed era compito suo fare tutto il possibile per tenere la Helix lontana dall’orlo del disastro legale, finanziario e d’immagine verso cui si stava avvicinando a causa di un avventuroso progetto sperimentale.

Ed è proprio quando Winter serra il cerchio intorno a Carol che lei può chiedere aiuto solo a Lonnie, trascinandolo così in un inseguimento contro la morte.

Romanzo thriller davvero magnetico.

Il prologo è folgorante, cattura subito l’attenzione e incuriosisce, poi però il ritmo narrativo rallenta un po’, diventando quasi stancante, ma solo per pochi capitoli. Un’attesa che premierà il lettore.

Infatti se si ha la pazienza di sopportare un paio di capitoli lenti, saremo ricompensati da una ripresa del ritmo adrenalinico dove piano piano ci verranno svelati indizi e nozioni che riguardano un mistero davvero incredibile.

Molto spazio viene dato ai pensieri dei protagonisti, permettendoci di conoscerli molto a fondo e comprenderli appieno.

Le descrizioni non sono pesanti, ma davvero scorrevoli.

Una lettura avvincente davvero adatta per estraniarsi dal mondo.

Micol Borzatta

Copia presa in biblioteca