Maddy, Paola Di Vito (Koi Press 2016) a cura di Micol Borzatta

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Stanley è un ragazzo considerato da tutti un genio per quanto riguarda l’informatica e la tecnologia, ma un fallimento totale per quanto riguarda i rapporti interpersonali. Stanley infatti non sa relazionarsi con nessuno, nemmeno con sua madre, con la quale commette l’errore più grosso della sua vita: le fa credere di avere una fidanzata.

Il secondo errore è quello di chiedere aiuto a Murphy per risolvere il problema: sua madre vuole conoscere la ragazza.

L’amico propone allora a Stanley di rivolgersi a un’agenzia di accompagnatrici e gli propone varie scelte, tra le quali c’è Maddy.

Ottimo romanzo d’esordio dell’autrice che dimostra di saper usare uno stile narrativo molto fluido e leggero permettendo al lettore di passare le due ore necessarie alla lettura in modo spensierato.

La storia è coinvolgente e molto divertente, ed è interessante seguire le vicende che uniranno due persone completamente diverse, tant’è che una è l’opposto dell’altro.

Ottima la caratterizzazione dei personaggi, che pur essendo in alcuni punti un po’ stereotipata, rispecchia perfettamente la realtà, in fondo chi di noi non si è comportato in maniera stereotipata almeno una volta nella vita?

Un romanzo spensierato, divertente da leggere per svagarsi un po’ dalla vita quotidiana.

Micol Borzatta

Post Office, Charles Bukowsky (La Repubblica 2002) a cura di Micol Borzatta

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Henry Chinaski è un uomo che ha la passione solo per le scopate e il bere. Un giorno, vicino al periodo natalizio, decide di provare a lavorare per le poste come postino temporaneo, e visto che sotto Natale prendono tutti prova a fare domanda. Per sua sorpresa viene preso. I giri sono semplici, deve solo fare qualche isolato qua e là, infilare qualche biglietto d’augurio nelle buche delle lettere e scopare con le colleghe.

Chinasky decide così che quello è il lavoro della sua vita e decide di fare l’esame per diventare postino supplementare, e lo supera.

Una volta iniziato il lavoro vero, però, constata che il lavoro non è per niente come gli si era prospettato a Natale.

Il suo capo, Jonstone è un sadico che lo ha preso subito in antipatia, così gli dà sempre i giri più complicati da fare in tempi ridottissimi, per poi consegnare ogni giorno una lettera di richiamo a causa del rientro in ritardo.

Chinaski se ne frega, lui continua imperterrito a fare i suoi giri e a vivere la sua vita, fregandosene di tutto e specialmente del suo capo, fino a quando un giorno un suo collega, G.G., non viene accusato di molestie nei confronti di una bambina.

G.G. è un settantenne che lavora per le poste da quando ne aveva venti facendo sempre lo stesso identico giro, così che conosce ormai tutti e ha preso l’abitudine di portare ogni giorno delle caramelle ai bambini della sua zona, che lo aspettano sempre con ansia. Un giorno trova una bambina nuova, e come fa sempre con tutti le dà le caramelle e le fa i complimenti. la madre, che vede la scena dalla finestra, denuncia subito G.G. interpretando il gesto come una molestia ai danni della figlia.

Per la prima volta Chinasky inizia a preoccuparsi veramente per qualcuno che non sia se stesso e sarà effettivamente l’unico che starà vicino al collega.

Romanzo molto particolare che descrive perfettamente la società in cui ci troviamo, partendo dal menefreghismo e dall’egoismo delle persone, alle problematiche nel mondo lavorativo e alle interazioni personali.

Chinaski non è per niente il postino modello, anzi proprio per niente, tratta malissimo le persone, svolge il lavoro mediocramente, quando lo svolge, e non è per niente affidabile, però si scopre, andando avanti con la lettura, che sotto sotto è di buon cuore.

Il ritmo narrativo è leggero e veloce, che porta il lettore a finire la lettura in una giornata, essendo anche un romanzo molto corto, ma nelle sue pagine troviamo comunque una profondità e un’intensità fortissima, specialmente per quanto riguarda le persone.

A volte un po’ crudo, ma mai volgare Post Office è una lettura molto interessante che denuncia la società odierna, la discriminazione e gli atteggiamenti della massa nei confronti di chi crede inferiore solo perché economicamente più disagiato.

Micol Borzatta

La casa dei sogni, Marzia Bisognini (Newton Compton 2015) a cura di Micol Borzatta

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Amethyst si ritrova, non sa bene come, davanti a una casa che la ipnotizza subito, infatti quella è la casa dei suoi sogni, la casa in cui avrebbe da sempre voluto abitare.

Nonostante la pioggia che la sta inzuppando completamente Amethyst non riesce a spostarsi.

A un tratto dalla casa esce un vecchietto che la invita a entrare per riscaldarsi e asciugarsi.

I proprietari della casa sono i signori Bloom, Amabel e Marvin, gentilissimi e cordiali, che invitano Amethyst a rimanere a dormire lì, nella camera degli ospiti, visto che fuori sta diluviando.

La mattina dopo, al risveglio, Amethyst si ritrova in casa da sola, vorrebbe andare via, ma qualcosa la trattiene, come se quello fosse il suo posto e lei dovesse stare lì. Decide così di aspettare il ritorno dei signori Bloom per poterli ringraziare personalmente della loro ospitalità.

I giorni passano e lei inizia a riscontrare strani fenomeni nella casa, oggetti che si spostano, rumori strani, apparizioni di persone che non conosce e il tempo scorre in maniera molto particolare.

Cerca così di capirci qualcosa iniziando a frugare in giro per la casa in cerca di indizi che la porteranno a conoscere una stranissima verità.

Un romanzo scritto da una ragazza di 22 anni che è conosciutissima sul mondo del web avendo un canale youtube, Cutiepiemarzia, che si occupa di moda ed è seguito da milioni di iscritti.

Il romanzo di per sé non è scritto male, la storia è avvincente, il ritmo narrativo brioso, avvincente e scorrevole.

Le descrizioni sono minuziose, infatti il lettore può tranquillamente vivere in prima persona i sentimenti dei personaggi, trovandosi così coinvolto completamente e incuriosito dai misteri che avranno una risposta solo alla fine con un bellissimo colpo di scena.

Unica critica doverosa da fare al romanzo è che è troppo similare al film con Nicole Kidman The others. Infatti sia l’apparizione dei strani fenomeni che la storia che scopre Amethyst è praticamente identica, però sono raccontate veramente bene e vale la pena comunque di leggerlo.

Micol Borzatta

Segui il bianconiglio, Macs Well (Koi Press 2016) a cura di Micol Borzatta

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Le bande di Beats e dei Devils sono da sempre rivali.

Una sera il capo dei Beats, Wolf, decide di fregare i Devils per fare soldi facili, ma l’incontro finisce male, tre Devils muoiono e Wolf rimane ferito, ma si porta ugualmente via i soldi.

Arrivato al covo Wolf scopre che sua sorella, la sordo-muta Newt, è sparita, però non ha tempo di cercarla perché alcuni Devils li hanno raggiunti e hanno dato fuoco alla capanna.

Wolf e Bear, il suo braccio destro, passano i giorni successivi a uccidere uno per uno i Devils, ma di Newt nessuna traccia.

Mesi dopo Wolf riceve la visita di due agenti dell’FBI, Smith e Mellory, che gli comunicano di aver trovato un cadavere che corrisponde a Newt.

Wolf riconosce la sorella nel corpo seviziato sul tavolo dell’obitorio, ma nota anche un particolare stranissimo: Newt aveva il terrore degli aghi, ma sul collo della ragazza c’è un tatuaggio di un coniglio bianco con la scritta segui il bianconiglio. Tatuaggio che fino a prima di sparire non aveva mai avuto.

Wolf decide così di dare la caccia al killer della sorella e l’FBI è d’accordo a collaborare con lui.

Un romanzo che riesce a essere un grande thriller nonostante la sua brevità.

Un trama ben strutturata e piena di colpi di scena e suspance che, come una montagna russa, porta il lettore agli apici dell’adrenalina.

Una storia di legami fraterni che valicano i confini della vita e della morte, del giusto e del sbagliato.

Micol Borzatta

Il circo della notte, Erin Morgenstern (Rizzoli 2012) a cura di Micol Borzatta

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Celia è una bimba di sei anni rimasta orfana di madre che viene affidata al padre, il famosissimo Prospero l’Illusionista. Vedendo subito il fenomenale potenziale della bambina, che dimostra subito di avere doti magiche di grande potere, decide di allenarla e usarla per l’ennesima sfida contro il suo vecchio maestro Alexander.

Marco è un bambino di otto anni cresciuto in orfanotrofio, fino a quando Alexander non decide di adottarlo e di addestrarlo per farlo diventare un ottimo rivale per Celia.

I due ragazzi crescono in modo del tutto diverso, Celia addestrata fisicamente dal padre, con esercizi e allenamenti che portano anche a ferite fisiche oltre a trattamenti morali molto freddi e distaccati, mentre Marco cresce in mezzo ai libri, allenandosi seguendo un metodo teorico e percependo dentro di sé anche l’affetto da parte del suo maestro, nonché padre.

Dopo undici anni di allenamenti, viene comunicato loro che la famosissima sfida è iniziata e il ring sarà un nuovo circo appena nato.

Il circo è una struttura immensa e molto particolare, tutto nei colori nero e bianco, compare magicamente di città in città e apre solo dal tramonto all’alba.

Ogni tendone è uguale all’altro, esternamente, ma totalmente diverso una volta entrato, che ti trasporta in mondi magici o in cui vengono messi in scena spettacoli che vanno oltre ogni concezione o fantasia.

Proprio da questi spettacolo, e in particolar modo da due piccoli circensi, viene catturato il cuore di Bailey, un ragazzino che è cresciuto sotto il controllo e la tirannia sia del padre che della sorella, e che solo dentro al circo riesce a sentirsi a casa, se stesso e completo.

Senza volerlo, questo suo amore per il circo e i suoi abitanti, lo porteranno ad avere un ruolo davvero fondamentale nella sfida tra Celia e Marco.

Un romanzo che dire magico lo si sminuisce.

Partendo dalla storia, che oltre a essere coinvolgente è descritta in maniera maestrale, che trasporta il lettore fuori dalla realtà facendogli percepire tutti gli odori, i sapori e le atmosfere del circo, arrivando fino alla creazione dei personaggi. Uno più reale dell’altro, con tantissime sfumature e particolarità che li rende unici e che permette al lettore di creare un legame empatico talmente forte da sentirne la mancanza una volta girata l’ultima pagina.

Atmosfere incredibili prendono forma come se si potessero toccare con mano, dando la sensazione che concretizzandosi durante la lettura inizino a girare intorno al lettore circondandolo e avvolgendolo come un bozzolo caldo d’amore e passione.

Una lettura sconvolgente che catturerà cuore e mente per non lasciarle mai più libere.

Micol Borzatta

Charlie and the chocolate factory, Road Dahl (Puffin 2007) a cura di Micol Borzatta

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Charlie divide una casa piccolissima con i genitori e i quattro nonni. La casa è talmente piccola che i nonni dividono tutti insieme l’unico letto e a pranzo e cena si mangia solamente cavolo.

Un giorno, vicino alla casa di Charlie, riapre la famosissima fabbrica di cioccolato di Willy Wonka, ma pur funzionando, infatti esce fumo dalle ciminiere, si sente odore di cioccolato e grossi camion distribuiscano i prodotti Wonka, non si vede nessun lavoratore entrare o uscire dalla fabbrica, nemmeno Willy Wonka, eppure alla sera si vedono piccole ombre muoversi dietro la finestra.

Una sera il padre di Charlie torna a casa con una notizia sconvolgente: Willy Wonka ha nascosto cinque biglietti d’oro nelle sue barrette per dare la possibilità a cinque bambini di visitare la sua fabbrica e vedere in prima persona tutti i segreti e le magnificenze create.

Il mondo impazzisce alla ricerca dei biglietti e i primi quattro vengono trovati quasi subito da bambini ricchissimi che hanno avuto la possibilità di usare i soldi dei genitori per comprare grossissime quantità di barrette.

Anche Charlie vorrebbe trovare il biglietto d’oro, ma lui può comprare solo una tavoletta all’anno per il suo compleanno, e infatti in quella barretta non trova nulla.

Charlie però non è l’unico a voler visitare la fabbrica, anche suo nonno Joe ci tiene tantissimo, specialmente perché lui era uno dei vecchi lavoratori che erano stati licenziati quando la fabbrica aveva chiuso a causa di spionaggio industriale, così decide di donare a Charlie i suoi ultimi soldi in modo che possa comprare una seconda barretta, e in questa trovano il tanto agognato biglietto d’oro e il giorno stabilito si ritrovano, insieme agli altri quattro bambini e i loro accompagnatori, all’entrata della fabbrica per il giro.

Romanzo di per sé molto semplice, adatto a un pubblico giovane, ma anche ad adulti che amano sognare.

Letto in lingua originale acquista una magia tutta nuova.

L’inglese utilizzato non è complicato, è ottimo per chi vuole iniziare a leggere in inglese, o semplicemente ha bisogno di rispolverare la lingua perché sono anni che non la utilizza.

Essendo per un target giovane troviamo frasi corte, semplici e senza parole troppo complesse, come invece potrebbe accadere con un fantasy più avanzato in cui ci si potrebbe imbattere anche in termini inventati.

La storia è scorrevole e piena di messaggi e nozioni, diventando così anche un romanzo molto istruttivo.

Una lettura consigliata su più punti sia in lingua che tradotto.

Micol Borzatta

Le sfumature della luna, Bilkis Saba (Koi Press 2016) a cura di Micol Borzatta

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Kazi e Aniza sono due bambini di dodici anni che vivono in India. Kazi è figlio di una famiglia benestante, mentre Aniza di una famiglia povera, la madre è paralizzata dalla vita in giù e il padre e il fratello sono due drogati.

Kazi si è sempre preso cura di Aniza e le ha promesso di proteggerla da chiunque.

Durante un’esondazione, il padre di Aniza la vende ai suoi spacciatori che la portano in un bordello a Paradise City.

La vita di Aniza cambia radicalmente, inizia da subito a prendere steroidi in modo da gonfiarsi e prendere peso così da avere più clienti e cerca di dimenticarsi di Kazi e della sua vita di prima, in modo da poter soffrire meno.

Kazi, appena viene a sapere del fatto, inizia subito a cercare Aniza come un matto, fino a decidere di recarsi a Paradise City armato di un coltello.

Romanzo molto breve che si legge in un paio d’ore, ma di un’intensità e una profondità disarmanti.

Durante la lettura si vive appieno e completamente sia la delusione, la paura e il senso di vuoto di Aniza, che la rabbia, il dolore e i sensi di colpa di Kazi, grazie a descrizioni minuziose e profonde.

Ben raccontato e valorizzato anche il rapporto di affetto e amicizia che lega i due bambini, unica vera ricchezza in loro possesso, e che li porta ad affrontare qualsiasi battaglia e orrore pur di stare insieme.

Uno spezzone di vita di una realtà sconosciuta o che non si vuole vedere, raccontato da una scrittrice che ogni volta dimostra il suo grande talento.

Micol Borzatta