RECENSIONE – Fairy Oak. Il destino di una fata – Elisabetta Gnone – Salani 2021

TRAMA

Suoni, segreti e inattese verità di una valle e di un villaggio pieni d'incanto.

Una nuova voce, quella dell'autrice, ci racconta la storia di Fairy Oak. Sa molte cose e moltissime ne svela, arricchendo il dipinto che ritrae il popolo della Valle di Verdepiano di dettagli assai curiosi e di nuove, inaspettate sfumature. Il nuovo romanzo di Elisabetta Gnone rivela tutti i segreti (o quasi) della comunità, buffamente assortita, che convive serenamente nel villaggio della Quercia Fatata.
In questi anni all'autrice sono state rivolte tante domande e curiosità a proposito della saga, e ha pensato che un libro potesse colmare quei vuoti e risolvere quei dubbi che in tanti sentono ancora d'avere riguardo i suoi abitanti. Poiché l'autrice sa tutto di questa storia, ed è una voce fuori campo, può svelare segreti, entrare in dettagli e raccontare aneddoti e situazioni che i suoi personaggi non possono conoscere o riferire. Per esempio Elisabetta sa quando Grisam Burdock s'innamorò di Pervinca Periwinkle – il momento esatto – e quando il cuore del giovane inventore Jim Burium diede il primo balzo per la sorella di Pervinca, Vaniglia. Sa cosa pensò la fata Felì la prima volta che vide dall'alto il piccolo villaggio affacciato sul mare ed è soprattutto di lei che vi narra, del primo e dell'ultimo anno che Sefeliceleisaràdircelovorrà passò a Fairy Oak, e di quei pochi istanti in cui si compie il destino di una fata. Un destino comune a molti, come scoprirete…

RECENSIONE

Ultimo romanzo della saga di Fairy Oak in cui possiamo trovare quasi tutti i nostri amici, i ricordi di quelli che abbiamo perduto durante il corso del tempo, e le atmosfere, i profumi e i sapori che abbiamo amato.

Come sempre il volume è in carta riciclata, come è avvenuto per tutti i volumi della saga, con un lungo inserto a metà di pagine con foto, immagini, disegni e appunti tutto a colori, e intervallati a tutta la lettura troviamo le ricette del padre delle nostre amate gemelle.

La storia è abbastanza lineare, nonostante non racconti un singolo periodo della cittadina, ma segue un pochino la vita di una fata tata, da quando nasce a quando finisce il suo incarico, e in questo modo veniamo a conoscenza anche di molti retroscena che fino a questo momento non sapevamo molto perché vivevamo le storie da altri punti di vista.

Come sempre una lettura adatta sia ai piccoli, ma anche ai grandi, una lettura che sa conquistare i cuori di tutti, e che non mancherà di farci piangere alla sua fine, sia perché ci siamo ricordati delle perdite subite durante il tempo, sia perché ci tocca ancora una volta salutare, forse per sempre, Fairy Oak e tutti i suoi abitanti.

Purtroppo non posso dire molto della storia perché ogni capitolo è, a modo suo, una risposta alle migliaia di domande che i fan hanno posto all’autrice e qualsiasi cosa io dica sarebbe spoiler, ma se avete amato i primi volumi della saga, non potete non leggere anche questo.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

RECENSIONE – Fairy Oak. Un anno al villaggio. Il diario di Vaniglia e Pervinca – Elisabetta Gnone – Salani Editore 2019

TRAMA

Un libro pieno di illustrazioni e racconti per ogni mese dell'anno.

Un diario nient'affatto segreto, a cui le gemelle Vaniglia e Pervinca hanno affidato le ricette di famiglia, i compiti per le lezioni di Magia, le regole dei giochi da fare nelle giornate di pioggia e i resoconti delle avventure vissute nelle giornate di sole, e naturalmente i loro piccoli segreti. Un diario in cui tutti sono invitati a scrivere, anche le lettrici, per conservare i loro ricordi ed entrare a far parte del mondo incantato di Fairy Oak. Età di lettura: da 8 anni.

RECENSIONE

Brevissima lettura adatta effettivamente a un pubblico molto giovane, da fare in solitaria, con gli amici o con la famiglia.

L’opera si presenta come un vero e proprio diario in cui ci scrivono sia le due gemelle dei nostri cuori, Vaniglia e Pervinca, che anche i loro amici, la loro fata tata e la famiglia.

Ogni pagina è piena di pensieri e annotazioni, ma anche di ricette da provare a rifare in casa con i propri genitori per delle golosissime merende.

In più il libro è anche interattivo, infatti c’è la possibilità di poterci scrivere pure noi. Ci sono delle pagine in cui le gemelle ci chiedono di inserire il nostro contributo, descrivendo una nostra giornata tipo, mettendo una foto o disegnando un nostro ritratto, dicendo cosa ci piace o non ci piace di un determinato mese, e molto altro ancora.

Un libro che un adulto legge in un’oretta, ma che lo coinvolge poco, a differenza degli altri libri della saga che sono adatti sia a grandi che piccini. Questo è proprio esclusivamente per piccini.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

RECENSIONE – Skulduggery Pleasant – Derek Landy – Fabbri 2007

TRAMA

Ereditare a dodici anni una grande casa e un bel mucchio di soldi è un fatto strano. Ma a proposito di stranezze, che cosa ne pensate di uno scheletro vivente dotato di poteri magici e un mondo parallelo dove si prepara una guerra di magia per cancellare l'umanità? Questo romanzo è insieme un fantasy, un thriller, un giallo. Ma attenti a non farvi trarre in inganno, perché vale una sola regola: niente è quello che sembra. Età di lettura: da 11 anni.

RECENSIONE

Devi scegliere un nome che sia adatto a te, che ti sia già familiare.

Skulduggery Pleasant è il primo volume di una saga che è composta da nove volumi e iniziata nel 2007, ma in Italia sono stati portati solamente i primi due volumi.

Il romanzo è anche l’opera di esordio dello scrittore irlandese Derek Landy, destinato a un pubblico giovane è adatto anche per i più grandi.

Derek Landy riesce a mescolare alla perfezione horror, fantasy e commedia.

«Ma non puoi lasciarmi sola» disse lei, seguendolo in soggiorno.
«Sì che posso» la corresse lui. «Qui sarai assolutamente al sicuro.»
«Ma non c’è più il portone!»
«Beh, sì. Sarai perfettamente al sicuro finché nessuno deciderà di entrare dal portone.»

La scena si apre subito sul funerale di Gordon Edgely, un romanziere famosissimo morto inaspettatamente mentre stava finendo di scrivere un nuovo libro.

Dopo averci presentato Gordon, l’autore ci porta alla lettura del testamento, dove ci presenta e ci fa conoscere a fondo i parenti e lo strano amico che si era presentato al funerale.

A Skulduggery Pleasant, mio buon amico e guida, lascio un consiglio. Devi seguire la tua strada, e io non voglio influenzarti, ma a volte siamo noi i peggiori nemici di noi stessi, e la battaglia più difficile è contro le tenebre che abbiamo dentro. Sta per arrivare una tempesta; a volte la chiave per arrivare a un posto sicuro è nascosta, altre ce l’abbiamo proprio sotto gli occhi.

Qui veniamo a scoprire come la nostra protagonista, nonostante abbia solo dodici anni, viene in possesso di un’eredità davvero sorprendente, sia come quantitativo, guardando il lato materiale, ma anche a livello di avventura e di conoscenza di sé.

Infatti la prima notte che Stephanie passa da sola nella magione che le ha lasciato lo zio, viene attaccata da uno strano tizio che continua a farle domande su una chiave di cui lei non sa nulla.

In suo soccorso arriva l’amico dello zio che, durante il combattimento, perde il suo travestimento, mostrando alla ragazzina la sua vera natura: Skulduggery Pleasant, uno scheletro vivente, detective e che sa usare la magia.

Inizia così la nostra avventura, piena di azione, irriverenza, colpi di scena e magia.

Nonostante alcuni personaggi, come gli zii e le cugine di Stephanie, siano molto stereotipati, funzionano bene e dimostrano come spesso soldi e potere possono dare alla testa e rendere le persone ciniche, avide e cattive.

Skulduggery Pleasant ha vinto il Red House Children’s Book Award, il Bolton Children’s Book Award e lo Staffordshire Young Teen Fiction Award.

Una storia avvincente, che ci riporta tutti bambini.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

RECENSIONE – La casa sulla collina – Cristina Morandotti – Las Flâneurs 2019

TRAMA

Gli abitanti della cittadina di Somerset si tengono ben alla larga dall'edificio scuro e disabitato che si erge su Lovecraft Hill. Anzi, nessuno di loro ne parla mai. Ma è la sera di Halloween e dopo un deludente giro 'dolcetto o scherzetto' cosa ci può essere di più eccitante, per un trio di ragazzini, di una prova di coraggio da svolgersi proprio nella misteriosa casa sulla collina? 
La protagonista della sfida è Jenny Corrs, truccata da zombie per l'occasione e gli sfidanti sono Steve, il vampiro e Miguel, la mummia. Età di lettura: da 9 anni.

RECENSIONE

Romanzo abbastanza corto dedicato a un target molto giovane, siamo dai 9 anni in su, ma che sa conquistare meravigliosamente anche un pubblico adulto, rendendolo molto adatto a essere letto sotto il periodo di Halloween da soli, oppure tutti insieme, adulti e piccini, magari seduti in terra di sera, su dei bei cuscinoni, con delle candele profumate alla cannella accese, con il buio fuori dalle finestre e una musica d’atmosfera di sottofondo.

Di cosa parla però il libro?

Accompagniamo Jenny Corrs, una bambina un po’ particolare, lei infatti non sopporta frequentare le altre bambine, perché le reputa noiose e infantili, preferisce i maschi, che fanno giochi più interessanti, che si buttano sempre in nuove avventure, ma non viene ben accettata, proprio perché una femmina.

La notte di Halloween è proprio con due suoi amici maschi che ha appuntamento, ma a causa del ritardo della baby sitter per il suo fratellino, arriva tardi all’appuntamento. Questo suo ritardo fa sì che nel giro per fare dolcetto o scherzetto non trovino più nulla.

I suoi due amici si arrabbiano tantissimo, e per vendicarsi la obbligano a fare una prova di iniziazione per essere parte integrante del gruppo, e la prova consiste nell’entrare nella casa in cima alla collina, quella che tutti reputano stregata.

È così che una zombie, un vampiro e una mummia, i costumi dei nostri tre amici, si ritrovano davanti a questa casa lugubre e strana, ma ancora più strano sarà quello che Jenny troverà al suo interno.

Non vi voglio dire niente di più perché la parte più bella di questo libro è proprio di affrontarlo non sapendo nient’altro in modo da assaporare ogni atmosfera, ogni profumo, ogni rumore per la prima volta.

Sì, perché nonostante il tema trattato non sia originale o usato per la prima volta, anzi è un tema davvero molto sfruttato, l’autrice riesce a rigirarlo in modo magico, grazie anche alle descrizioni magistrali.

Infatti ci si immedesima fin dalle prime righe nei bambini e percepiamo subito l’atmosfera, grazie proprio all’approfondimento psicologico e sentimentale che viene fatto, molto più che fisico, permettendoci di immaginare i bambini come vogliamo, ma capendo subito le loro peculiarità e caratteristiche.

Anche le descrizioni relative alla casa e al suo interno sono molto belle, trasmettono un’atmosfera magica che si può percepire concretamente, si riescono a sentire gli odori, i profumi, i rumori, proprio come se ci si fosse dentro anche noi, un po’ come quando eravamo bambini e sentivamo nell’aria l’odore del Natale in arrivo, la magia della festa, il mondo intero cambiava, ecco queste sono le sensazioni che ci trasmette questa lettura, ci fa tornare bambini insegnandoci nuovamente a sentire quella magia nell’aria.

Una lettura veloce, ma che sa donare tantissimo. Una vera rivelazione.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dall’autrice

RECENSIONE – Nube mortale – Andrew Lane – De Agostini 2012

TRAMA

Inghilterra, 1868. Le giornate del giovane Sherlock sono straordinariamente monotone: in collegio riceve un'istruzione classica e lezioni di buone maniere per diventare un cittadino modello dell'Impero britannico. Per lui si prospetta un'estate noiosissima, ospite nella tenuta dei suoi eccentrici zii, fino a quando un misterioso omicidio non viene a turbare la tranquillità della campagna inglese.
I cadaveri di due uomini, ritrovati a breve distanza l'uno dall'altro, sono ricoperti di strane pustole che farebbero pensare a un'epidemia, se non fosse che la causa della loro morte non ha nulla di naturale. Incurante del pericolo e incoraggiato dal suo precettore, un americano dal passato di "cacciatore di taglie", Sherlock inizia a investigare per portare alla luce un diabolico piano di distruzione. Comincia così la sua prima sfida contro uno dei suoi più acerrimi e geniali nemici, dove rapimenti, inseguimenti e sabotaggi si susseguono a ritmo incalzante. Età di lettura: da 11 anni.

RECENSIONE

«Niente.» scosse il capo e rimase a riflettere per un istante. «Ascolta, è un po’ che ti osservo: non hai amici e non sei uno stupido. Beh, ho visto qualcosa che non mi so spiegare» arrossì leggermente e distolse lo sguardo. «Speravo mi potessi aiutare.»
Sherlock era incuriosito, ma non volle darlo a vedere. «Posso provarci. Di che cosa si trat­ta?»
«Sarà meglio che te lo faccia vedere.» Matty si spazzolò le mani sui calzoni. «Vuoi fare un giro in città, prima? Posso mostrarti i posti migliori per mangiare e bere o starsene sempli­cemente a osservare la gente che passa. E anche quali sono le strade per tagliare la corda e i vicoli ciechi da evitare.»

Sono una grande appassionata di Sherlock Holmes, e da quando da ragazza ho visto più volte il film Piramide di paura mi sono chiesta come fosse Sherlock da giovane e come fosse diventato il grande detective che conosciamo. Così quando ho scoperto, per puro caso in una bancarella dell’usato, questa serie di romanzi, li ho subito acquistati.

La serie è composta da nove volumi ed è basata sugli indizi lasciati da Arthur Conan Doyle, nei suoi racconti, sul passato di Sherlock Holmes, indizi che l’autore ha cercato, trovato, riunito e usato per creare una figura che avrebbe entusiasmato Arthur Conan Doyle e che è stato approvato dal Conan Doyle Literary Estate.

«Che si può dedurre tutto quello che si vuole, ma le deduzioni non servono a niente se non sono accompagnate dal sapere. La mente è come un filatoio che ruota invano all’in­finito se non viene alimentato, solo allora può incominciare a produrre il filo. Le infor­mazioni sono la base del pensiero nazionale: cercate te, collezionate le assiduamente, immagazzinate nella mente il maggior numero possibile di dati. Non tentate di distinguere tra rilevanti e banali, sono tutti potenzialmente importanti.»

Il romanzo si apre presentandoci Sherlock davanti al collegio che aspetta l’arrivo del padre per tornare a casa per le vacanze estive, ma non sarà il padre ad arrivare, ma suo fratello Mycroft che lo porta a casa degli zii da parte di padre, perché il padre è stato chiamato in missione, lui è impegnato a Londra con il lavoro e la madre troppo cagionevole di salute per occuparsi di lui.

Gli zii, che Sherlock vede per la prima volta, sono molto particolari. La zia continua a fare lunghi monologhi a voce alta, lo zio, fratello del padre, scrive sermoni per conto terzi e passa tutto il tempo a leggere grossi tomi religiosi, ma la figura che inquieta di più, sia noi lettori che Sherlock, è la governante. Un figura che si muove come un’ombra, sempre
arcigna, che compare ovunque senza che la senti arrivare e che odia Sherlock, e non fa nulla per nasconderlo.

Ogni personaggio è descritto man mano che Sherlock lo incontra e dal suo punto di vista, come se ti stessimo vedendo noi, rendendole così molto ben amalgamate e affrontabili anche da un lettore molto giovane.

A questo punto viene approfondita la parte emotiva e psicologica di Sherlock, la sua conoscenza con Matty e Virginia, e l’effetto che hanno su di lui.

Molto ben sviluppato il mistero, che viene presentato man mano che Sherlock e i suoi amici, permettendo al lettore di partecipare alla soluzione del mistero.

Il ritmo narrativo è veloce e avvincente, e il linguaggio semplice nonostante le molte nozioni che ci vengono spiegate, permettendoci così di imparare anche cose nuove.

Una lettura piacevole che mi ha conquistato, tant’è che proseguirò con la saga.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

RECENSIONE – Notte di terrore – R. L. Stine – Mondadori 2021

TRAMA

È passato un anno dal tragico incidente che ha sconvolto la comunità di Shadyside, quando il corpo senza vita di Evan è stato ritrovato nell'inquietante bosco di Fear Street. Ellen, la fidanzata storica del ragazzo, è finalmente pronta a fare ritorno in quel luogo che le evoca ricordi terribili, anche se solo per una breve vacanza. Per fortuna può contare sul sostegno dell'amica Meg, la quale decide di organizzarle una festa a sorpresa. 
Qualcuno in città, però, non sembra essere d'accordo e Meg comincia a ricevere strane telefonate e spaventosi bigliettini, scritti in rosso sangue. Chi vuole impedire che la festa venga organizzata? Che ci sia una relazione tra la morte di Evan e queste angoscianti minacce? Una cosa è certa: in Fear Street nessun incidente è solo un semplice incidente… Età di lettura: da 10 anni.

RECENSIONE

Com’è stato facile.
E rapido.
Il colpo di fucile è partito, scoppiettando come fuochi d’artificio da due soldi.
Addio, Evan.
Sogni d’oro.
È stato facilissimo. E per niente spiacevole, a dire il vero.
Soprattutto se uno lo fa senza pensarci troppo.
Soprattutto se uno accantona tutto in un angolo remoto della mente… e in quel momento, invece, pensa a… lei.
Era stata cattiva.

Secondo volume della saga che ha la stessa identica struttura del primo, come se fossero due fotocopie, ma non per questo il piacere della lettura viene meno. Infatti abbiamo il prologo in cui ci viene presentato il delitto e poi il resto del romanzo che sviluppa la storia.

Squillò il telefono.
Alzò la cornetta, contenta di quell’interruzione.
«Pronto, Meg?» Un sussurro. Come una folata di vento che soffiava nel telefono.
«Chi parla?» chiese lei con una strana sensazione alla bocca dello stomaco. «La linea è disturbata.»
«Siamo amici.» Di nuovo solo un sussurro.
Chi poteva essere?
«Ti avverto: non organizzare la festa per Ellen.»
«Ehi, aspetta un attimo!» strillò Meg, sorpresa dalla sua stessa voce stridula, dalla paura che le stava montando dentro. E dalla rabbia.
«Dico sul serio. Molto sul serio. Non organizzare la festa per Ellen. Non costringermi a dimostrarti quanto faccio sul serio.»
«Ma chi sei? Che razza di stupido scherzo…»
Sentì un click. E il segnale di libero.
Lasciò cadere la cornetta sul telefono. Ora la stanza era silenziosa, ma la voce sussurrata che continuava a ripetere quelle parole minacciose non smise di riecheggiare in testa.
I sussurri diventarono sempre più forti, tanto che alla fine si tappò le orecchie con le mani per metterli a tacere.

Per essere un romanzo per bambini, sa conquistare e intrattenere anche gli adulti, che si trovano tra le mani un’opera con una trama molto ben sviluppata e con temi importanti.

Uno dei temi di fondo è la super azione di un lutto e di una perdita e di cosa si prova a togliere la vita a qualcuno.

I temi sono molto approfonditi, trattati sotto ogni aspetto, ma con un linguaggio molto semplice, in modo da farli comprendere anche ai lettori più piccoli.

Le ambientazioni e i personaggi sono descritti in modo molto vivido, in modo da poter percepire concretamente le sensazioni e le atmosfere raccontate.

Una lettura evasiva e poco impegnativa, ma molto intensa.

Sarebbe bello avere in Italia anche gli altri volumi.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

RECENSIONE – Fear Street. L’inizio dell’incubo – R. L. Stine- Mondadori 2021

TRAMA

Alla scuola di Shadyside arriva una nuova studentessa, Anna. La sua bellezza enigmatica cattura l'attenzione di Cory, che se ne innamora all'istante e vuole chiederle di uscire. Ma non è così semplice: il passato oscuro della ragazza sembra non volerla abbandonare e alcuni suoi atteggiamenti sono davvero inquietanti. Come se non bastasse Anna vive in Fear Street, una stradina angusta che costeggia il cimitero della cittadina e termina in un fitto bosco tetro. A detta di tutti, una strada maledetta. 
Tra ombre che si allungano nell'oscurità e grida inquietanti che squarciano la notte, riuscirà Cory a scoprire la verità su Anna prima di essere colpito dalla maledizione di Fear Street? "Tutti a Shadyside crescevano ascoltando storie su Fear Street. Storie di persone andate a passeggiare nel bosco e mai più tornate, storie di incendi misteriosi che non si facevano domare, storie di omicidi irrisolti e misteri inspiegabili". Età di lettura: da 10 anni.

RECENSIONE

Ciao, Anna. Addio.
Eccola laggiù, tutta scomposta. Il vestito tutto sgualcito.
Non le piacerebbe. Era sempre in ordine.
Non le piacerebbe il sangue, così scuro e sporco.
Eri sempre così perfetta, Anna. Eri sempre così gioiosa e splendente, come se ogni giorno brillassi di nuova luce.
“La mia gemma” diceva sempre la mamma.
E io cos’ero?
Cos’ero io mentre tu eri Miss Perfezione?
Beh, adesso sei davvero perfetta. Sei perfettamente morta, ah ah.

Shadyside è un piccolo paesino dove si conoscono tutti, così quando arriva una persona nuova la si nota subito, specialmente quando la nuova arrivata è una giovane ragazza molto bella, dai lineamenti dolcissimi e dalle movenze delicate.

Non passa inosservata nemmeno a Cory, bravissimo atleta, che si innamora a prima vista.

Tuttavia non tutto è esattamente come ci pare, e Cory lo capisce quando scopre che la sua bella, Anna Corwin, abita in Fear Street.

Fear Street era una stradina angusta che serpeggiava accanto al cimitero monu­mentale per perdersi poi nel fitto bosco ai margini meridionali della città, e aveva un significato particolare per gli abitanti di Shadyside. Si diceva che fosse una strada maledetta.
La carcassa annerita di una villa incendiata, l’antica villa di Simon Fear, si sta­gliava tra il gruppetto delle prime case di Fear Street, quelle che davano sul cimitero, e gettava ombre sinistre che si allungavano fino al bosco cupo e intri­cato. Si diceva che, a notte fonda, uscissero da quella villa urla terrificanti, mezze umane, mezze animalesche, e grida di dolore atroci.
Tutti a Shadyside crescevano ascoltando storie su Fear Street. Storie che raccon­tavano di persone andate a passeggiare nel bosco e mai più tornate, o di strane creature che vagavano ai margini della strada; storie di incendi assurdi che non avevano spiegazione, o di spiriti vendicativi che infestavano le case più vecchie e si aggiravano tra gli alberi, di omicidi irrisolti e misteri inspiegabili.

Primo romanzo di una saga dedicata a Fear Street, di cui in Italia sono arri­vati solo i primi due.

L’autore è lo stesso scrittore della collana Piccoli Brividi, e anche questi sono per un target dai dieci anni in su, ma a differenza dei Piccoli Brividi, sono adatti anche a un pubblico più adulto, grazie a una struttura e a un linguaggio meno
infantile.
La struttura della storia è molto particolare, e mette il lettore su una strada diversa da quella che si scoprirà con dei colpi di scena davvero strepitosi.

Una lettura molto veloce e leggera, ma che sa incutere il giusto terrore, senza bisogno di scene splatter o trucchi particolari.

Da questa saga Netflix ha preso spunto per tre film totalmente diversi dai libri, molto più splatter e per adulti.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

RECENSIONE – Elinor Puffygal, streghetta incasinata – Francesca Martucci – Marietti Junior 2021

TRAMA

Elinor, streghetta di Felinia, è stata appena ammessa alla prestigiosa Scuola Media di Arti Magiche del Bosco Iridescente. Come sarà? Chi incontrerà? E, soprattutto, quante figuracce farà? Perché di questo Elinor è certa: non sarà mai all'altezza della sua famiglia, che sforna campioni di magia da generazioni! Lei si sente brava solo quando può pasticciare con gli ingredienti e preparare merendine speciali. Ma grazie a nuove amicizie e alle avventure tra i corridoi della Smambi, Elinor scoprirà che anche il suo è un talento speciale… anzi è magico. Età di lettura: da 7 anni.

RECENSIONE

Elinor è una giovane bimba che vive con la madre, il padre, la sorella è un gatto dispettoso, se lo descrive lei, adorabile, se ne parla la sorella.

Tutta la famiglia fa parte dello Spaziothlon, lo sport nazionale dell’Arcipelago delle Stregadi, il padre infatti è un notissimo arbitro, la madre una famosa telecronista e la sorella un’atleta eccezionale.

Solo Elinor sembrava non essere portata per quello sport, al punto tale che non aveva nemmeno superato il test d’ingresso per la Smambi, la migliore scuola mai esistita, scuola che era stata frequentata da tutta la sua famiglia e alla quale era stato ammesso anche il suo migliore amico Adam.

È così che inizia questo libro per bimbi, dai sette anni in su, ma che sa catturare anche noi adulti.

La famiglia della protagonista ci viene presentata subito, dopo averci coinvolto con Elinor che urla rincorrendo il gatto, dandoci così la sensazione di essere entrati in casa loro anche noi, e di esserci seduti al tavolo nella loro cucina.

Le cose però cambiano radicalmente quando all’improvviso Elinor riceve la convocazione dalla Smambi per iniziare i tre anni di scuola. Sicuramente c’è stato un errore, lei non ha mai superato il test, come ha fatto a essere ammessa?

Il ritmo della lettura è molto veloce, con un linguaggio ironico che rallegra durante la lettura portandoci a ridere insieme ai personaggi.

La storia è davvero molto ben sviluppata con un bel messaggio di sottofondo che porta i bimbi a riflettere e, se letto insieme agli adulti, a far sì che ci siano degli spunti di discussione.

Inizialmente sembra molto potteriano come racconto, ma piano piano capiamo che ha una sua originalità che ci cattura sempre più.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice

RECENSIONE – Nina e i misteri del cervo bianco – Francesca Tassini – Marietti Junior 2021

TRAMA

C’è chi pensa sia soltanto una leggenda metropolitana e c’è chi giura di aver visto davvero un maestoso cervo bianco aggirarsi di notte per le strade di Citadelle. Per Nina è un mistero irresistibile. Soprattutto perché i primi indizi conducono alla sontuosa villa di Artie Pembroke, un giovane cantante che sembra avere molto da nascondere… È ora di rimettere in funzione una volta per tutte il vecchio taxi che faceva da base a nonna Amaranta, la prima donna detective di Citadelle: con nonno Marlo al volante e quel combinaguai del suo amico Jordy a fianco, l’indagine di Nina può cominciare!

RECENSIONE

Secondo volume dedicato alla piccola detective Nina, ci troviamo fra le mani un altro bel volumetto adatto a grandi e piccini, specialmente in una lettura condivisa.

Il tempo è passato e Nina ha ricominciato la scuola, ma tutto quello che di avvincente c’è nella sua vita non la può condividere con nessuno.

Nina infatti ha scoperto che i suoi nonni sono dei detective privato, con tanto di taxi ultra accessoriato, e lei e il suo amico Jordy sono entrati a far parte attivamente della squadra.

Un giorno, quasi per ironia della sorte, a scuola devono scrivere qual è stata l’avventura più emozionante che hanno passato. Nina ovviamente non può scrivere nulla di quello che vorrebbe, ma la sorpresa viene dal tema di una sua compagna di classe che racconta di aver visto un maestoso cervo bianco che vagava di notte per le strade di Citadelle.

Quella storia accende immediatamente la curiosità di Nina che decide di radunare la squadra per indagare.

Anche in questo romanzo troviamo delle descrizioni meravigliose e molto vivide che permettono a grandi e piccini di sentirsi totalmente partecipi della storia, nonostante le solite cose surreali, che come sempre vedremo solo noi adulti.

Il ritmo è molto scorrevole e i disegni che accompagnano la narrazione fanno sì che si possa immaginare perfettamente gli eventi raccontati.

Una bellissima storia che può essere un’ottima lettura, anche stavolta, da condividere con i più piccoli.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice

RECENSIONE – Nina e i segreti del taxi – Francesca Tassini – Marietti Junior 2021

TRAMA

Nina ha dodici anni e la capacità innata di smascherare le bugie. Ecco perché, quando è costretta a trasferirsi a Citadelle a casa dei nonni, scopre subito che i due bizzarri vecchietti nascondono un segreto: un taxi, scalcagnato ma super accessoriato, parcheggiato in garage sotto un telo pieno di polvere. Nonna Amaranta e nonno Marlo lo usavano come base operativa della loro agenzia investigativa. Con l'aiuto di Jordy, un ragazzino vagabondo e amante delle avventure, Nina convince i nonni a rimettere in piedi una nuova squadra di detective pronta a dare la caccia ai mille misteri che avvolgono Citadelle. Età di lettura: da 8 anni.

RECENSIONE

Romanzo per bambini dagli 8 anni in su, e per l’età di destinazione abbastanza lunghetto, supera le 160 pagine.

Ci troviamo a seguire la storia di Nina, una ragazzina di dodici anni che vive da sola con la madre e, a causa di un lunghissimo viaggio di lavoro di quest’ultima, è costretta a lasciare Lago Verde e trasferirsi a Citadelle a casa dei nonni.

La storia inizia proprio con il viaggio in macchina, e le descrizioni sono talmente ben fatte che abbiamo la sensazione di essere dentro a quell’auto pure noi.

I nonni sono due persone molto particolari, lei molto seriosa e rigida, non esce mai di casa e passa tutto il suo tempo al computer o seguendo i tantissimi volatili che ha in casa e che stanno recuperando dopo vari incidenti e ferite; lui è più loquace, ma ogni volta che parla sembra avere dei segreti, e questo Nina lo sa bene, perché ha il dono di riconoscere le bugie e i bugiardi.

Già la prima notte Nina si trova immischiata in un’avventura, iniziata nel garage di casa dei nonni, e spostatasi nel museo della città dove è sparito un quadro molto prestigioso.

La storia è molto carina e da catturare l’attenzione anche di lettori più adulti, che si possono divertire a leggerla insieme ai propri figli, ma, come molte storie del genere, è molto surreale, soprattutto dal fatto che una bambina di dodici anni si ritrovi a girare da sola per una città sconosciuta, riesce a infiltrarsi in una mostra esclusiva in un museo, che riesca a entrarci dopo la chiusura e che nessuno si preoccupa per lei.

Un po’ di surrealtà che permette ai bambini di innamorarsi ancora di più della storia e della lettura, ma che noi adulti ovviamente notiamo un po’ di più, ma non troppo fastidiosa, anzi ci permette di svagarci e di staccare la spina dalla vita da adulti di tutti i giorni.

Un bellissimo romanzo per giovanissimi, farcito da magnifiche immagini, che consiglio vivamente.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice