RECENSIONE – Nube mortale – Andrew Lane – De Agostini 2012

TRAMA

Inghilterra, 1868. Le giornate del giovane Sherlock sono straordinariamente monotone: in collegio riceve un'istruzione classica e lezioni di buone maniere per diventare un cittadino modello dell'Impero britannico. Per lui si prospetta un'estate noiosissima, ospite nella tenuta dei suoi eccentrici zii, fino a quando un misterioso omicidio non viene a turbare la tranquillità della campagna inglese.
I cadaveri di due uomini, ritrovati a breve distanza l'uno dall'altro, sono ricoperti di strane pustole che farebbero pensare a un'epidemia, se non fosse che la causa della loro morte non ha nulla di naturale. Incurante del pericolo e incoraggiato dal suo precettore, un americano dal passato di "cacciatore di taglie", Sherlock inizia a investigare per portare alla luce un diabolico piano di distruzione. Comincia così la sua prima sfida contro uno dei suoi più acerrimi e geniali nemici, dove rapimenti, inseguimenti e sabotaggi si susseguono a ritmo incalzante. Età di lettura: da 11 anni.

RECENSIONE

«Niente.» scosse il capo e rimase a riflettere per un istante. «Ascolta, è un po’ che ti osservo: non hai amici e non sei uno stupido. Beh, ho visto qualcosa che non mi so spiegare» arrossì leggermente e distolse lo sguardo. «Speravo mi potessi aiutare.»
Sherlock era incuriosito, ma non volle darlo a vedere. «Posso provarci. Di che cosa si trat­ta?»
«Sarà meglio che te lo faccia vedere.» Matty si spazzolò le mani sui calzoni. «Vuoi fare un giro in città, prima? Posso mostrarti i posti migliori per mangiare e bere o starsene sempli­cemente a osservare la gente che passa. E anche quali sono le strade per tagliare la corda e i vicoli ciechi da evitare.»

Sono una grande appassionata di Sherlock Holmes, e da quando da ragazza ho visto più volte il film Piramide di paura mi sono chiesta come fosse Sherlock da giovane e come fosse diventato il grande detective che conosciamo. Così quando ho scoperto, per puro caso in una bancarella dell’usato, questa serie di romanzi, li ho subito acquistati.

La serie è composta da nove volumi ed è basata sugli indizi lasciati da Arthur Conan Doyle, nei suoi racconti, sul passato di Sherlock Holmes, indizi che l’autore ha cercato, trovato, riunito e usato per creare una figura che avrebbe entusiasmato Arthur Conan Doyle e che è stato approvato dal Conan Doyle Literary Estate.

«Che si può dedurre tutto quello che si vuole, ma le deduzioni non servono a niente se non sono accompagnate dal sapere. La mente è come un filatoio che ruota invano all’in­finito se non viene alimentato, solo allora può incominciare a produrre il filo. Le infor­mazioni sono la base del pensiero nazionale: cercate te, collezionate le assiduamente, immagazzinate nella mente il maggior numero possibile di dati. Non tentate di distinguere tra rilevanti e banali, sono tutti potenzialmente importanti.»

Il romanzo si apre presentandoci Sherlock davanti al collegio che aspetta l’arrivo del padre per tornare a casa per le vacanze estive, ma non sarà il padre ad arrivare, ma suo fratello Mycroft che lo porta a casa degli zii da parte di padre, perché il padre è stato chiamato in missione, lui è impegnato a Londra con il lavoro e la madre troppo cagionevole di salute per occuparsi di lui.

Gli zii, che Sherlock vede per la prima volta, sono molto particolari. La zia continua a fare lunghi monologhi a voce alta, lo zio, fratello del padre, scrive sermoni per conto terzi e passa tutto il tempo a leggere grossi tomi religiosi, ma la figura che inquieta di più, sia noi lettori che Sherlock, è la governante. Un figura che si muove come un’ombra, sempre
arcigna, che compare ovunque senza che la senti arrivare e che odia Sherlock, e non fa nulla per nasconderlo.

Ogni personaggio è descritto man mano che Sherlock lo incontra e dal suo punto di vista, come se ti stessimo vedendo noi, rendendole così molto ben amalgamate e affrontabili anche da un lettore molto giovane.

A questo punto viene approfondita la parte emotiva e psicologica di Sherlock, la sua conoscenza con Matty e Virginia, e l’effetto che hanno su di lui.

Molto ben sviluppato il mistero, che viene presentato man mano che Sherlock e i suoi amici, permettendo al lettore di partecipare alla soluzione del mistero.

Il ritmo narrativo è veloce e avvincente, e il linguaggio semplice nonostante le molte nozioni che ci vengono spiegate, permettendoci così di imparare anche cose nuove.

Una lettura piacevole che mi ha conquistato, tant’è che proseguirò con la saga.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

RECENSIONE – Notte di terrore – R. L. Stine – Mondadori 2021

TRAMA

È passato un anno dal tragico incidente che ha sconvolto la comunità di Shadyside, quando il corpo senza vita di Evan è stato ritrovato nell'inquietante bosco di Fear Street. Ellen, la fidanzata storica del ragazzo, è finalmente pronta a fare ritorno in quel luogo che le evoca ricordi terribili, anche se solo per una breve vacanza. Per fortuna può contare sul sostegno dell'amica Meg, la quale decide di organizzarle una festa a sorpresa. 
Qualcuno in città, però, non sembra essere d'accordo e Meg comincia a ricevere strane telefonate e spaventosi bigliettini, scritti in rosso sangue. Chi vuole impedire che la festa venga organizzata? Che ci sia una relazione tra la morte di Evan e queste angoscianti minacce? Una cosa è certa: in Fear Street nessun incidente è solo un semplice incidente… Età di lettura: da 10 anni.

RECENSIONE

Com’è stato facile.
E rapido.
Il colpo di fucile è partito, scoppiettando come fuochi d’artificio da due soldi.
Addio, Evan.
Sogni d’oro.
È stato facilissimo. E per niente spiacevole, a dire il vero.
Soprattutto se uno lo fa senza pensarci troppo.
Soprattutto se uno accantona tutto in un angolo remoto della mente… e in quel momento, invece, pensa a… lei.
Era stata cattiva.

Secondo volume della saga che ha la stessa identica struttura del primo, come se fossero due fotocopie, ma non per questo il piacere della lettura viene meno. Infatti abbiamo il prologo in cui ci viene presentato il delitto e poi il resto del romanzo che sviluppa la storia.

Squillò il telefono.
Alzò la cornetta, contenta di quell’interruzione.
«Pronto, Meg?» Un sussurro. Come una folata di vento che soffiava nel telefono.
«Chi parla?» chiese lei con una strana sensazione alla bocca dello stomaco. «La linea è disturbata.»
«Siamo amici.» Di nuovo solo un sussurro.
Chi poteva essere?
«Ti avverto: non organizzare la festa per Ellen.»
«Ehi, aspetta un attimo!» strillò Meg, sorpresa dalla sua stessa voce stridula, dalla paura che le stava montando dentro. E dalla rabbia.
«Dico sul serio. Molto sul serio. Non organizzare la festa per Ellen. Non costringermi a dimostrarti quanto faccio sul serio.»
«Ma chi sei? Che razza di stupido scherzo…»
Sentì un click. E il segnale di libero.
Lasciò cadere la cornetta sul telefono. Ora la stanza era silenziosa, ma la voce sussurrata che continuava a ripetere quelle parole minacciose non smise di riecheggiare in testa.
I sussurri diventarono sempre più forti, tanto che alla fine si tappò le orecchie con le mani per metterli a tacere.

Per essere un romanzo per bambini, sa conquistare e intrattenere anche gli adulti, che si trovano tra le mani un’opera con una trama molto ben sviluppata e con temi importanti.

Uno dei temi di fondo è la super azione di un lutto e di una perdita e di cosa si prova a togliere la vita a qualcuno.

I temi sono molto approfonditi, trattati sotto ogni aspetto, ma con un linguaggio molto semplice, in modo da farli comprendere anche ai lettori più piccoli.

Le ambientazioni e i personaggi sono descritti in modo molto vivido, in modo da poter percepire concretamente le sensazioni e le atmosfere raccontate.

Una lettura evasiva e poco impegnativa, ma molto intensa.

Sarebbe bello avere in Italia anche gli altri volumi.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

RECENSIONE – Fear Street. L’inizio dell’incubo – R. L. Stine- Mondadori 2021

TRAMA

Alla scuola di Shadyside arriva una nuova studentessa, Anna. La sua bellezza enigmatica cattura l'attenzione di Cory, che se ne innamora all'istante e vuole chiederle di uscire. Ma non è così semplice: il passato oscuro della ragazza sembra non volerla abbandonare e alcuni suoi atteggiamenti sono davvero inquietanti. Come se non bastasse Anna vive in Fear Street, una stradina angusta che costeggia il cimitero della cittadina e termina in un fitto bosco tetro. A detta di tutti, una strada maledetta. 
Tra ombre che si allungano nell'oscurità e grida inquietanti che squarciano la notte, riuscirà Cory a scoprire la verità su Anna prima di essere colpito dalla maledizione di Fear Street? "Tutti a Shadyside crescevano ascoltando storie su Fear Street. Storie di persone andate a passeggiare nel bosco e mai più tornate, storie di incendi misteriosi che non si facevano domare, storie di omicidi irrisolti e misteri inspiegabili". Età di lettura: da 10 anni.

RECENSIONE

Ciao, Anna. Addio.
Eccola laggiù, tutta scomposta. Il vestito tutto sgualcito.
Non le piacerebbe. Era sempre in ordine.
Non le piacerebbe il sangue, così scuro e sporco.
Eri sempre così perfetta, Anna. Eri sempre così gioiosa e splendente, come se ogni giorno brillassi di nuova luce.
“La mia gemma” diceva sempre la mamma.
E io cos’ero?
Cos’ero io mentre tu eri Miss Perfezione?
Beh, adesso sei davvero perfetta. Sei perfettamente morta, ah ah.

Shadyside è un piccolo paesino dove si conoscono tutti, così quando arriva una persona nuova la si nota subito, specialmente quando la nuova arrivata è una giovane ragazza molto bella, dai lineamenti dolcissimi e dalle movenze delicate.

Non passa inosservata nemmeno a Cory, bravissimo atleta, che si innamora a prima vista.

Tuttavia non tutto è esattamente come ci pare, e Cory lo capisce quando scopre che la sua bella, Anna Corwin, abita in Fear Street.

Fear Street era una stradina angusta che serpeggiava accanto al cimitero monu­mentale per perdersi poi nel fitto bosco ai margini meridionali della città, e aveva un significato particolare per gli abitanti di Shadyside. Si diceva che fosse una strada maledetta.
La carcassa annerita di una villa incendiata, l’antica villa di Simon Fear, si sta­gliava tra il gruppetto delle prime case di Fear Street, quelle che davano sul cimitero, e gettava ombre sinistre che si allungavano fino al bosco cupo e intri­cato. Si diceva che, a notte fonda, uscissero da quella villa urla terrificanti, mezze umane, mezze animalesche, e grida di dolore atroci.
Tutti a Shadyside crescevano ascoltando storie su Fear Street. Storie che raccon­tavano di persone andate a passeggiare nel bosco e mai più tornate, o di strane creature che vagavano ai margini della strada; storie di incendi assurdi che non avevano spiegazione, o di spiriti vendicativi che infestavano le case più vecchie e si aggiravano tra gli alberi, di omicidi irrisolti e misteri inspiegabili.

Primo romanzo di una saga dedicata a Fear Street, di cui in Italia sono arri­vati solo i primi due.

L’autore è lo stesso scrittore della collana Piccoli Brividi, e anche questi sono per un target dai dieci anni in su, ma a differenza dei Piccoli Brividi, sono adatti anche a un pubblico più adulto, grazie a una struttura e a un linguaggio meno
infantile.
La struttura della storia è molto particolare, e mette il lettore su una strada diversa da quella che si scoprirà con dei colpi di scena davvero strepitosi.

Una lettura molto veloce e leggera, ma che sa incutere il giusto terrore, senza bisogno di scene splatter o trucchi particolari.

Da questa saga Netflix ha preso spunto per tre film totalmente diversi dai libri, molto più splatter e per adulti.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

RECENSIONE – Elinor Puffygal, streghetta incasinata – Francesca Martucci – Marietti Junior 2021

TRAMA

Elinor, streghetta di Felinia, è stata appena ammessa alla prestigiosa Scuola Media di Arti Magiche del Bosco Iridescente. Come sarà? Chi incontrerà? E, soprattutto, quante figuracce farà? Perché di questo Elinor è certa: non sarà mai all'altezza della sua famiglia, che sforna campioni di magia da generazioni! Lei si sente brava solo quando può pasticciare con gli ingredienti e preparare merendine speciali. Ma grazie a nuove amicizie e alle avventure tra i corridoi della Smambi, Elinor scoprirà che anche il suo è un talento speciale… anzi è magico. Età di lettura: da 7 anni.

RECENSIONE

Elinor è una giovane bimba che vive con la madre, il padre, la sorella è un gatto dispettoso, se lo descrive lei, adorabile, se ne parla la sorella.

Tutta la famiglia fa parte dello Spaziothlon, lo sport nazionale dell’Arcipelago delle Stregadi, il padre infatti è un notissimo arbitro, la madre una famosa telecronista e la sorella un’atleta eccezionale.

Solo Elinor sembrava non essere portata per quello sport, al punto tale che non aveva nemmeno superato il test d’ingresso per la Smambi, la migliore scuola mai esistita, scuola che era stata frequentata da tutta la sua famiglia e alla quale era stato ammesso anche il suo migliore amico Adam.

È così che inizia questo libro per bimbi, dai sette anni in su, ma che sa catturare anche noi adulti.

La famiglia della protagonista ci viene presentata subito, dopo averci coinvolto con Elinor che urla rincorrendo il gatto, dandoci così la sensazione di essere entrati in casa loro anche noi, e di esserci seduti al tavolo nella loro cucina.

Le cose però cambiano radicalmente quando all’improvviso Elinor riceve la convocazione dalla Smambi per iniziare i tre anni di scuola. Sicuramente c’è stato un errore, lei non ha mai superato il test, come ha fatto a essere ammessa?

Il ritmo della lettura è molto veloce, con un linguaggio ironico che rallegra durante la lettura portandoci a ridere insieme ai personaggi.

La storia è davvero molto ben sviluppata con un bel messaggio di sottofondo che porta i bimbi a riflettere e, se letto insieme agli adulti, a far sì che ci siano degli spunti di discussione.

Inizialmente sembra molto potteriano come racconto, ma piano piano capiamo che ha una sua originalità che ci cattura sempre più.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice

RECENSIONE – Nina e i misteri del cervo bianco – Francesca Tassini – Marietti Junior 2021

TRAMA

C’è chi pensa sia soltanto una leggenda metropolitana e c’è chi giura di aver visto davvero un maestoso cervo bianco aggirarsi di notte per le strade di Citadelle. Per Nina è un mistero irresistibile. Soprattutto perché i primi indizi conducono alla sontuosa villa di Artie Pembroke, un giovane cantante che sembra avere molto da nascondere… È ora di rimettere in funzione una volta per tutte il vecchio taxi che faceva da base a nonna Amaranta, la prima donna detective di Citadelle: con nonno Marlo al volante e quel combinaguai del suo amico Jordy a fianco, l’indagine di Nina può cominciare!

RECENSIONE

Secondo volume dedicato alla piccola detective Nina, ci troviamo fra le mani un altro bel volumetto adatto a grandi e piccini, specialmente in una lettura condivisa.

Il tempo è passato e Nina ha ricominciato la scuola, ma tutto quello che di avvincente c’è nella sua vita non la può condividere con nessuno.

Nina infatti ha scoperto che i suoi nonni sono dei detective privato, con tanto di taxi ultra accessoriato, e lei e il suo amico Jordy sono entrati a far parte attivamente della squadra.

Un giorno, quasi per ironia della sorte, a scuola devono scrivere qual è stata l’avventura più emozionante che hanno passato. Nina ovviamente non può scrivere nulla di quello che vorrebbe, ma la sorpresa viene dal tema di una sua compagna di classe che racconta di aver visto un maestoso cervo bianco che vagava di notte per le strade di Citadelle.

Quella storia accende immediatamente la curiosità di Nina che decide di radunare la squadra per indagare.

Anche in questo romanzo troviamo delle descrizioni meravigliose e molto vivide che permettono a grandi e piccini di sentirsi totalmente partecipi della storia, nonostante le solite cose surreali, che come sempre vedremo solo noi adulti.

Il ritmo è molto scorrevole e i disegni che accompagnano la narrazione fanno sì che si possa immaginare perfettamente gli eventi raccontati.

Una bellissima storia che può essere un’ottima lettura, anche stavolta, da condividere con i più piccoli.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice

RECENSIONE – Nina e i segreti del taxi – Francesca Tassini – Marietti Junior 2021

TRAMA

Nina ha dodici anni e la capacità innata di smascherare le bugie. Ecco perché, quando è costretta a trasferirsi a Citadelle a casa dei nonni, scopre subito che i due bizzarri vecchietti nascondono un segreto: un taxi, scalcagnato ma super accessoriato, parcheggiato in garage sotto un telo pieno di polvere. Nonna Amaranta e nonno Marlo lo usavano come base operativa della loro agenzia investigativa. Con l'aiuto di Jordy, un ragazzino vagabondo e amante delle avventure, Nina convince i nonni a rimettere in piedi una nuova squadra di detective pronta a dare la caccia ai mille misteri che avvolgono Citadelle. Età di lettura: da 8 anni.

RECENSIONE

Romanzo per bambini dagli 8 anni in su, e per l’età di destinazione abbastanza lunghetto, supera le 160 pagine.

Ci troviamo a seguire la storia di Nina, una ragazzina di dodici anni che vive da sola con la madre e, a causa di un lunghissimo viaggio di lavoro di quest’ultima, è costretta a lasciare Lago Verde e trasferirsi a Citadelle a casa dei nonni.

La storia inizia proprio con il viaggio in macchina, e le descrizioni sono talmente ben fatte che abbiamo la sensazione di essere dentro a quell’auto pure noi.

I nonni sono due persone molto particolari, lei molto seriosa e rigida, non esce mai di casa e passa tutto il suo tempo al computer o seguendo i tantissimi volatili che ha in casa e che stanno recuperando dopo vari incidenti e ferite; lui è più loquace, ma ogni volta che parla sembra avere dei segreti, e questo Nina lo sa bene, perché ha il dono di riconoscere le bugie e i bugiardi.

Già la prima notte Nina si trova immischiata in un’avventura, iniziata nel garage di casa dei nonni, e spostatasi nel museo della città dove è sparito un quadro molto prestigioso.

La storia è molto carina e da catturare l’attenzione anche di lettori più adulti, che si possono divertire a leggerla insieme ai propri figli, ma, come molte storie del genere, è molto surreale, soprattutto dal fatto che una bambina di dodici anni si ritrovi a girare da sola per una città sconosciuta, riesce a infiltrarsi in una mostra esclusiva in un museo, che riesca a entrarci dopo la chiusura e che nessuno si preoccupa per lei.

Un po’ di surrealtà che permette ai bambini di innamorarsi ancora di più della storia e della lettura, ma che noi adulti ovviamente notiamo un po’ di più, ma non troppo fastidiosa, anzi ci permette di svagarci e di staccare la spina dalla vita da adulti di tutti i giorni.

Un bellissimo romanzo per giovanissimi, farcito da magnifiche immagini, che consiglio vivamente.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice

RECENSIONE – Jack Bennet e il viaggiatore dai mille volti – Fiore Manni – Rizzoli 2019

TRAMA

Il secondo volume delle avventure di Jack Bennet.

«Mi spaventa dirlo, ma questa magia è molto misteriosa e forse addirittura più potente della mia»

Ogni sabato e ogni domenica Jack Bennet indossa un completo di velluto nero, si lega un odioso fiocco al collo e aspetta che alle nove in punto il suo maestro arrivi a prenderlo. È diventato l'apprendista del Padre di Tutte le Cose. Ma come si fa a imparare il mestiere dell'uomo che regge l'equilibrio dell'universo? Jack spera di tornare a viaggiare in Mondi straordinari come l'Oceano di Foglie o il Palazzo dell'Architetto dei Sogni, ma sembra che il Padre di Tutte le Cose abbia altri progetti per lui. Più percorrono insieme le piovose strade d'Inghilterra e più il ragazzo freme d'impazienza. Un sabato mattina il maestro non si presenta, e nemmeno il giorno dopo né quello dopo ancora. Jack ha con sé la chiave passe-partout per aprire ogni serratura, lo strumento magico per passare in altri Mondi, ma il Padre di Tutte le Cose gli ha raccomandato di non usarla senza il suo permesso. Che cosa fare, allora? Aspettare, magari all'infinito, o farsi coraggio e infilare quella chiave in una serratura che potrebbe portarlo in luoghi tenebrosi, dove il pericolo è in agguato e la vita sempre a rischio? Armato come sempre di gentilezza e curiosità, Jack Bennet torna, ci prende per mano e ci trascina in avventure mozzafiato, perché ora è pronto ad affrontare la paura e a confrontarsi con l'oscurità.

RECENSIONE

Secondo volume della saga dedicata a Jack Bennet.

La storia riprende 18 mesi dopo la fine del primo volume e troviamo molti cambiamenti.

La mamma di Jack è guarita e ha trovato un lavoro migliore, che ha permesso ai due di trasferisi in una zona più bella e sicura, e a Jack di riprendere la scuola.

Jack è anche diventato apprendista del Padre di tutte le cose, così ogni weekend si prepara, sperando che sia la volta buona per tornare a usare la chiave e viaggiare tra i Mondi, ma l’unico viaggio è quello fra le campagne Londinesi.

Da quando hanno visto quello strano figuro, usare la chiave per Jack è vietato.

I problemi iniziano quando un weekend il Padre di tutte le cose non si presenta, e nemmeno quello dopo e quello dopo ancora.

Al quarto weekend, quando Jack nota che sua madre si sta dimenticando del suo mentore, decide che ormai è pronto a tutto, anche a combattere l’oscurità, così decide di usare la chiave, ma stavolta non sarà da solo a viaggiare, troveremo una vecchia conoscenza del primo volume.

Anche questo secondo volume è molto corto, in due o tre ore lo si legge, e anche questa volta, nonostante sia destinato a un pubblico molto giovane, è adatto anche a un pubblico più adulto.

Oltre a riscontrare una maturazione nello stile dell’autrice, troviamo una crescita anche nei personaggi, specialmente in Jack.

Il ritmo è molto più veloce rispetto al primo, perché presenta molta più azione e vicende pericolose, che tengono il lettore molto più concentrato e legato alla lettura.

Le descrizioni, come l’altra volta, sono molto visibili, e ci trasportano in Mondi fantastici che risvegliano la fantasia anche in noi adulti.

Una lettura evasiva che non mi ha per niente deluso.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

RECENSIONE – Jack Bennet e la chiave di tutte le cose – Fiore Manni – Rizzoli 2018

TRAMA

Una storia che ci risucchia e non ci molla; ci porta su mari senz'acqua e davanti a misteriose creature, facendoci palpitare, emozionare, e ridere anche, fino alla fine.

«Bellissimo e strambo. Mi è piaciuto un botto» – Zerocalcare

Jack Bennet è un bambino di dieci anni come tanti altri, forse solo un pochino più basso e più magro della media. Ogni mattina si alza, si avvolge intorno al collo la lunga sciarpa a righe azzurre che gli ha lasciato suo padre ed esce per le fumose vie di Londra. Come molti ragazzi del suo tempo lavora in fabbrica, perché la mamma è malata, e in famiglia non c'è nessun altro che possa provvedere a loro. Una mattina, sulla strada del lavoro, Jack incontra un curioso personaggio che pare sbucato dal nulla; un uomo del tutto fuori luogo, con il suo elegante completo viola nel bel mezzo della grigia città. Jack lo osserva incuriosito e lo saluta educato, poi lo ascolta con attenzione. E fa bene, perché la più grande delle avventure può cominciare in un giorno qualunque. L'uomo gli consegna una chiave, e con quella Jack inizia a viaggiare per mondi sconosciuti e bislacchi, dove incontra pappagalli tipografi, libri magici per tutte le occasioni, navi pirata, una ragazzina spavalda ma non troppo, un drago che sputa vapore e colleziona tesori. E molto, molto altro.

RECENSIONE

Primo romanzo dell’autrice, destinato a un pubblico molto giovane, molto breve.

Il romanzo inizia parlandoci di Jack Bennet, un bambino molto dolce, gentile, sempre educato, che dopo essere rimasto orfano di padre, si trasferisce in una casa fatiscente vicino alla zona industriale di Londra.

Nonostante la povertà, Jack riesce comunque a continuare la scuola, nonostante siamo in un’epoca in cui normalmente le donne vedove hanno una vita difficile e i bambini lavorano fin dalla più giovane età.

Ed è quello che dovrà fare Jack quando la madre si ammala proprio a causa del lavoro. Trova lavoro in una tipografia, dove spera di aiutare in direzione, visto che nonostante non abbia esperienza lavorativa sa leggere, scrivere e fare di calcolo. Tuttavia verrà tenuta in considerazione solo la sua fisicità minuta, così verrà assunto per aggiustare i macchinari quando si inceppa dentro la carta.

I giorni passano tutti uguali, quando una mattina viene avvicinato da un uomo vestito di viola, che si presenta come il Papà di tutte le cose, che gli consegna, prima di svanire in una nube di fumo viola, una chiave Passpartout e una lettera in cui gli chiede di aiutarlo e gli spiega l’utilizzo della chiave.

Jack è spaventato ma anche molto curioso e, ovviamente, si lascia guidare dalla curiosità, utilizza la chiave e inizia a viaggiare tra vari mondi.

Subito le prime pagine sembrano uscite da un romanzo di Dickens, sia per quanto riguarda le ambientazioni e il periodo storico, che per la caratterizzazione di Jack, che è il classico orfanello dickensiano.

Un’altra cosa che mi ha fatto storcere un po’ il naso, solo nelle prime pagine, riguarda la continua ripetizione della descrizione del signore in viola, troppo ridondante e pesante.

Entrambe le osservazioni possono essere riscontrate però da un pubblico di lettori adulti, i più piccoli non le noteranno mai.

Il resto della lettura è davvero piacevole e permette di passare due o tre ore saltando da un mondo all’altro, evadendo per un po’ da questo.

Un ottimo primo romanzo sotto ogni aspetto, sia perché il primo di una saga, che come primo scritto dell’autrice, adatto a grandi e piccini.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

RECENSIONE – Come le cicale – Fiore Manni – Rizzoli 2021

TRAMA

Un romanzo che con delicatezza e sincerità cattura la protagonista proprio mentre si trasforma e si cerca, divisa tra la paura di conoscersi e il desiderio fortissimo di emozionarsi.

Non c'è niente di sbagliato in quello che sei

Il primo anno delle medie è terminato, eppure Teresa si sente ancora una bambina, con i capelli sempre arruffati e le ginocchia perennemente sbucciate. È come se fosse rimasta indietro. E quando arriva alla casa al mare dove ogni anno trascorre le vacanze, scopre con stupore e tristezza che anche lì è destinata a sentirsi quella fuori posto, inadeguata: le compagne di gioco di una vita ora sono interessate solo allo smalto e ai ragazzi, il rapporto con il suo migliore amico è improvvisamente complicato, e tutti sembrano essere cresciuti tranne lei. Dov'è la sfavillante Terry, la versione di sé sicura e matura, che aspetta da tempo?, si chiede ogni giorno guardandosi allo specchio. Ma proprio quando Teresa si è ormai rassegnata a trascorrere un'estate terribile, ecco comparire Agata. Dolce e forte al tempo stesso, sincera, gentile e bellissima, conquista subito l'affetto e la simpatia di Teresa. E molto più: le fa battere forte il cuore, sudare le mani, sognare il primo bacio... Età di lettura: da 11 anni. 

RECENSIONE

Quando andava in bicicletta con Tommaso, Teresa spingeva sui pedali a più non posso e cercava di passargli davanti. Ora non aveva nessuna fretta di arrivare. Voleva stare così, accanto alla sua nuova amica, perché Agata la faceva sentire come se fosse già nel posto giusto.

Oggi voglio parlarvi di questo libriccino, molto corto, sono nemmeno cento pagine, destinato a un pubblico dagli 11 anni in su, ma che trovo adatto anche a un pubblico adulto, ma soprattutto di formazione.

Premetto che inizialmente non volevo leggerlo, perché non sopporto i romance, o comunque romanzi con storie sentimentali troppo predominanti, di qualunque tipo esse siano. Ho passato anni in gioventù tra Harmony e Liala, tra tanti altri romanzi, che ho fatto il pieno e non riesco più a leggerli.

Poi sono venuta a sapere di un fatto sconvolgente che ha coinvolto questo romanzo: a Milano, qualcuno è entrato in una libreria, ha strappato le pagine a tutti i volumi di questo romanzo e poi li ha buttati in terra.

Conoscendo l’autrice, non personalmente, ma la seguo sui vari social, su YouTube e Twitch, sono rimasta doppiamente sconvolta: prima per l’atto in sé; rimango dell’idea che se non sei d’accordo con qualcosa o non ti piace qualcosa, o la eviti o se è possibile fai critiche costruttive coinvolgendo i diretti interessati, aprendo un dialogo educato e rispettoso, non ti comporti da vandalo arrecando danno ad altri. Secondariamente seguo l’autrice e so che non si merita un comportamento simile.

Di cosa parla però questo romanzo così attaccato?

Il libro narra della vita, della trasformazione che avviene in tutti noi quando passiamo da essere bambini a piccoli adolescenti, per poi diventare adolescenti e adulti.

La protagonista è Teresa, una bambina di 11 anni che spera che nell’estate tra la quinta elementare e le scuole medie il suo corpo cambi, ma ciò non avviene, ma riesce lo stesso ad affrontare il primo anno nella scuola nuova, con docenti e compagni nuovi.

Quando ritorna l’estate però, è pronta a lasciare tutto il nuovo alle spalle per tuffarsi nuovamente nel vecchio e conosciuto: solito posto marittimo, soliti amici, soliti luoghi, soliti passatempi.

La delusione però sarà grossa. Le sue amiche infatti sono cambiate, sono interessate solo all’aspetto fisico, ai trucchi, allo smalto e a trovare un flirt estivo; Teresa invece è la solita che gioca a calcio con i maschi, corre in bicicletta e per il compleanno si è fatta regalare una Barbie.

Fin qui Teresa mi ha ricordato molto me alla sua età, mancava di malizia, ancora ingenua e, soprattutto, piatta come una tavola da surf.

Per Teresa si prospetta un’estate tremenda, fino a quando non incontra Agata, una ragazzina della sua età con l’aspetto di un angelo e Teresa inizia a sentire sensa­zioni nuove, sentimenti mai provati prima.

Quando è con Agata sente che non le interessa il mondo intorno, perché si sente al posto giusto.

La storia tra Teresa e Agata è molto dolce e descritta con semplicità e naturalezza, proprio come la vivrebbe una bambina di 11 anni romantica e sognatrice, che non sa cosa sia la malizia e la volgarità.

Molto ben descritto e trattato il tema della crescita e del cambiamento, il voler capire cosa ci stia succedendo, ma nello stesso tempo la vergogna di chiederlo agli altri, diventando così introversi, scontrosi e spesso scattando per la minima cosa.

Come dicevo all’inizio non sono più da romance, di nessun genere, ma questo piccolo romanzo ha saputo arrivarvi al cuore, trasmettendomi una tenerezza e una dolcezza incredibili.

Una piccola coccola di una potenza davvero impressionante che dovrebbero leggere tutti e trarre insegnamento, non distruggerlo o criticarlo.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

RECENSIONE – Lockwood & Co. Il teschio parlante – Jonathan Stroud – Salani 2016

TRAMA

L'Inghilterra è afflitta da oltre cinquant'anni da un'invasione di fantasmi di tutti i generi. I londinesi, senza scomporsi, lo chiamano 'Il Problema', ma la loro vita ne è pesantemente condizionata. Gli unici in grado di vedere e combattere gli spettri sono i ragazzini, ciascuno con i propri Talenti, al servizio di agenzie di acchiappafantasmi. Tra queste, la Lockwood & Co. cerca di emergere, ma non ha fatto ancora grandi progressi… L'agenzia rivale riesce sempre a mettere i bastoni tra le ruote ad Anthony, Lucy e George, impedendogli di portare a termine qualsiasi missione. Il capo della Lockwood & Co., il bello e intraprendente Anthony, ha deciso di sfidare i concorrenti nella soluzione di un caso: chi perderà sarà costretto ad ammettere la sua inferiorità nientemeno che sul Times! La sfida consisterà nel risolvere il mistero di uno strano specchio trafugato durante la riesumazione di un medico vittoriano che era riuscito a spiare nell'aldilà. Nel secondo capitolo della serie Lockwood & Co., riuscirà l'affascinante Anthony ad affermare la superiorità della sua agenzia, aggiudicandosi la vittoria in questa sfida? E Lucy sarà in grado di dimostrare una volta per tutte il suo coraggio e scoprire i suoi veri Talenti? Età di lettura: da 10 anni.

RECENSIONE

Siamo sempre a Londra. Sempre dopo che c’è stato il Problema, che non sappiamo cosa sia, a parte che da quel momento i fantasmi hanno incominciato a girare liberamente e possono essere visto solo dai ragazzi, che hanno vari talenti: chi può sentire le loro voci, chi può vedere le auree della morte, chi può sentire il passato toccando gli oggetti. Ognuno ha un talento diverso e sono divisi in varie agenzie di acchiappafantasmi.

Come l’altra volta, ovvero nella recensione di ieri, noi seguiamo la storia dell’agenzia Lockwood & Co. e dei suoi componenti: Lucy, George e Lockwood.

Come sempre i nostri tre amici vengono sopraffatti dalle altre agenzie, più grandi, più famose e con una disponibilità economica molto più grande, ma Lockwood non ha intenzione di sparire, e lo dimostra partecipando a una gara per qualificare la migliore agenzia londinese: recuperare uno strano specchio che è stato trafugato dal cadavere di un medico che si dice abbia visto nell’aldilà prima di morire.

In questo secondo capitolo della saga troviamo i nostri protagonisti un po’ cresciuti e maturati, intenzionati a lottare per il loro sogno, ovvero la loro agenzia, dimostrando una grinta che per dei ragazzini è davvero inusuale, specialmente visto che l’epoca in cui è ambientato dovrebbe essere abbastanza moderna stando alle tecnologie che utilizzano.

Anche in questo secondo volume troviamo una narrazione molto lineare, con un linguaggio molto semplice, adatto al target per cui è nata la collana, ovvero dai 10 anni in su, ma è molto apprezzato anche da un pubblico più adulto, che può trovare in queste pagine una buona lettura di evasione, che sa coinvolgere e trasportare in una Londra molto particolare.

Molto bello il personaggio di Lucy, che viene approfondito molto, le viene data un’importanza particolare, e non credo dipenda solo dal fatto che è la voce narrante della storia.

Una lettura perfetta per chi vuole evadere, per chi vuole avvicinarsi per la prima al mondo del paranormale e dell’horror, ma in modo soft, o semplicemente a chi vuole passare una serata diversa sprofondato in oscuri segreti.

Micol Borzatta

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