Le luci di Anemone – Ylenia Bravo – DeA 2020

Recensione

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I Lampionai sono dei tipi silenziosi e schivi che vivono oltre il cielo in un paesino fluttuante chiamato Paese dei Lampionai, un posto luminoso, cosparso di lampioni grandi e piccoli, con casette dorate.

Al comando c’è l’Ordine, un gruppo di saggi Lampionai che amministrano il paese con regole ferree.

I ragazzi, prima di diventare Lampionai devono superare il Lumen, un esame che indica l’entrata nell’età adulta.

Una volta diventati adulti e Lampionai vengono inviati sulla terra per occuparsi dei lampioni, assicurandosi che siano sempre accesi appena scende l’oscurità per tenere a bada il buio e il caos.

Un giorno nascono due gemelli, Malamalama, dai capelli dorati come tutti i lampionai, e Bratene, dai capelli corvini.

Bratene viene discriminato da tutti, bullizzato, al punto che va anche male a scuola perché i docenti provano antipatia per il suo aspetto.

Tutto questo lo porta a scappare di casa proprio il giorno dell’esame, e a recarsi sulla terra, dove causerà grossi problemi.

Il Buio è BUIO.
Il Buio fa PAURA.
Il Buio sa che tu hai paura.
Il Buio TI OSSERVA e sorride quando tu TREMI.
TETRO OSCURO SPAVEEEEENTOSO.
Al Buio piace portare scompiglio, gli piace infilarsi nelle fessure sotto le porte, restarsene acquattato sotto al letto e russare mentre tu cerchi di dormire…
Ma anche il Buio ha paura di qualcosa…
Il Buio non è coraggioso…
Ha paura della luce.
Ha paura dei sorrisi.
Ha paura quando incontra un Lampionaio.
Il Buio ha paura se tu non hai paura.
Se non tremi il Buio rimpicciolisce e chiama a raccolta i suoi mostri, e scappa via, veloce, veloce.
Ma a volte, quando non sei un lampionaio, è difficile spaventare il Buio.

Primo romanzo dell’autrice e dedicato a un pubblico molto giovane.

Lo stile narrativo è molto semplice e con un ritmo ben cadenzato, un lettore adulto lo legge in un paio d’ore.

Il tema di fondo è la paura del buio da parte dei bambini e, anche se a prima vista non sembra, se lo si legge attentamente, insegna ai bambini come combatterla.

Le descrizioni sono molto vivide e minuziose, ma davvero scorrevoli, permettendo ai piccoli di non annoiarsi.

La voce narrante è molto singolare, infatti a raccontarci tutti gli avvenimenti è un lampione.

Una lettura piacevole e molto istruttiva.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice

I viaggi di Corentin, Michel Bussi (DeA Planeta 2019) a cura di Micol Borzatta

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Cotentin è un bambino, ma non è un bambino come tutti gli altri, perché Corentin conosce il linguaggio degli oggetti, ha una grande immaginazione e sa viaggiare nel
tempo, nello spazio e nei ricordi, ma la cosa più importante sa riconoscere le streghe.

È importantissimo saper riconoscere le streghe, perché si nutrono della fantasia, specialmente quella degli adulti, motivo per cui non sono più in grado di usarla, diventando dei contenitori vuoti, sterili, grigi, senza nessuna scintilla di vita.

Per questo Cotentin crea una squadra di bambini e bambine ribelli che non hanno paura di nulla e che sanno usare la loro fantasia spropositata, l’unica arma per sconfiggere le streghe e fermare quella grigia sterilità che sta dilagando nel nostro mondo.

Primo romanzo di Michel Bussi dedicato ai giovani, non molto lungo e si legge molto
velocemente.

I capitoli sono molto brevi e ognuno è dedica­to a un luogo o a un evento, in un primo momento sembrano staccati uno dall’altro, ma invece sono tutti collegati.

Lo stile usato è molto diverso dai soliti romanzi di Bussi, il linguaggio è molto semplice, alla porta­ta dei bambini, ma non infantile, in questo modo riesce a catturare l’attenzione anche degli adulti, inizialmente attratti dal nome dell’autore e succes­sivamente per la storia.

Come sempre abbiamo una trama molto intrigante, piena di eventi, ma stavolta anche semplice, per via del target di destinazione.

Una lettura molto evasiva per grandi e piccini che ci insegna quanto sia importante coltivare la fantasia nei bambini e, specialmente, quanto è importante mantenerla quando si cresce, perché solo con la fanta­sia possiamo dire di essere completi, di poter sognare e mantenere viva la parte innocente di noi.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice.

Pax, Sara Pennypacker (BUR 2018) a cura di Micol Borzatta

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Pax è un volpacchiotto e ha un legame fortissimo e indissolubile con il suo umano Peter.

Peter è solo un bambino, la sua unica famiglia sono Pax e suo padre, a cui vuole a entrambi molto bene.

Un giorno i tre sono in macchina, Pax è confuso, non comprende il motivo del viaggio e ancora meno perché Peter stia piangendo.

Peter è colmo di dolore perché è costretto a fare una cosa che detesta.

Il padre di Peter si è arruolato e deve andare in guerra, obbligandoli a traslocare a casa del nonno, ma Pax non può andare con loro, così il padre obbliga Peter a lasciarlo a bordo strada, all’imboccatura della foresta.

Il distacco per Peter è straziante, ma ancora di più per Pax che non ne capisce le motivazioni.

Peter però non accetta quella separazione, e appena arriva a casa del nonno decide di riaffrontare i cinquecento chilometri per tornare a prendere il suo amico.

Anche Pax rivuole il suo padroncino e si incamminerà alla sua ricerca.

Romanzo per ragazzi che insegna il vero legame dell’amore, quello vero e puro che solo un animali può dare.

Già dalle primissime pagine non ci si può risparmiare dal piangere, e le lacrime ci accompagneranno per tutta la durata della lettura.

La storia è raccontata da Pax, facendoci sentire ancora più il dolore provato dai due cuccioli, quello umano e quello animale.

Una storia dura che distrugge e disarma, ma insegna molto.

Micol Borzatta

Copia presa in biblioteca

Minecraft. La notte dei pipistrelli, Nick Eliopulos (Mondadori 2019) a cura di Micol Borzatta

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Mentre a scuola uno sciame di pipistrelli sta invadendo ogni aula passando dai condotti di areazione, nel mondo di Minecraft un villaggio sta venendo attaccato da un’orda di zombie.

Toccherà alla squadra Mob trovare il modo per salvare il villaggio e aiutare a liberare la scuola dall’infestazione.

Romanzo molto breve, circa 130 pagine, basato su un famosissimo videogioco e destinato a un pubblico dai 9 anni in su.

La sotria è molto carina, e anche chi non ha mai visto il videogioco può tranquillamente capirne i meccanismi, sia grazie alle descrizioni fatte molto bene, che alle numerose illustrazioni presenti nel volume.

Una lettura piacevole per i più piccoli, ma poco adatta ai più grandi.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

La saga di Terramare – Leggende di Terramare, Ursula K. Le Guin (Mondadori 2013) a cura di Micol Borzatta

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Raccolta di cinque racconti che vanno a concludere la saga di Terramare, dandoci nozioni in più sul mondo.

Il primo racconto, Il trovatore, si svolge 300 anni prima della storia di Ged e ci spiega come sono nate le tradizioni dell’Arcipelago.

Il secondo racconto, Le ossa della terra, ci racconta dei maestri di Ogion il taciturno, spiegandoci come è diventato un grande mago e il maestro di Ged.

Il terzo racconto, Rosascura e Diamante, è la più famosa storia d’amore di tutta Terramare.

Il quarto racconto, Nell’alta palude, narra dei sei anni in cui la carica di Arcimago fu coperta da Ged.

Nell’ultimo racconto, Libellula, è ambientato tra il quarto e il quinto volume e parla dei draghi.

Novelle molto brevi ma che completano i cinque volumi precedenti, e infatti è consigliabile leggerle dopo aver letto gli altri romanzi.

Ogni storia è autoconclusiva, e completa in tutti i particolari anche se brevi.

Lo stile è sempre semplice con le solite descrizioni vivide.

Una lettura piacevole che ci ha portato ancora un po’ nel mondo di Terramare.

Micol Borzatta

Copia presa in biblioteca

La saga di Terramare – I venti di Terramare, Ursula K. Le Guin (Mondadori 2013) a cura di Micol Borzatta

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Sono passati quindici anni quando Ged riceve la visita dello stregone Alder, che ha contatti con il mondo dei morti.

Le comunicazioni che porta sono preoccupanti: i draghi vogliono riappropriarsi delle terre che gli uomini hanno rubato loro, i Karg vogliono imporre una sposa al Re e i morti vogliono liberarsi dal crepuscolo.

Questa volta è in gioco l’equilibrio del mondo.

In questo quinto volume Ged ha un ruolo veramente minore e marginale.

Therru è ancora totalmente dipendente dalla madre Tenar, mentre gli altri personaggi, ormai sviluppati del tutto non hanno più cambiamenti.

Questa volta il tema di fondo è la riconciliazione, partendo da quella interiore di Therru a quella di Alder con la moglie morta e del Re con la sua sposa.

Volume conclusivo della saga seguito solo dalle novelle legate alle leggende.

Il finale è completo, soddisfacente e pieno di sorprese.

Micol Borzatta

Copia presa in biblioteca

La saga di Terramare – L’isola del drago, Ursula K. Le Guin (Mondadori 2013) a cura di Micol Borzatta

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Dopo aver perso tutti i suoi poteri con la battaglia con Cod e la chiusura del portale tra i due mondi, Ged viene portato a Gond, la sua isola natale, dal drago Kalessi.

Tenar si prende subito cura di lui e appena guarito lui scompare per evitare di essere contattato dal re e dai suoi colleghi.

Tenar si prende cura anche di Therru, una bambina scampata alle fiamme dopo che il padre ce l’aveva buttata dentro e che tutta l’isola teme, al punto che il mago Pioppo lancia una maledizione su Tenar che è costretta a scappare insieme alla piccola, ma Pioppo continuerà a perseguitare.

Quarto volume della storia inizia perfettamente dove ci eravamo fermati con il volume precedente.

Il ritmo della storia è molto lento, nonostante il personaggio di Pioppo tenti, in modo poco riuscito, di mettere un po’ di azione nella narrazione diventando la nuova nemesis.

I personaggi non hanno avuto molti cambiamenti, trasformando il volume in un monotono romanzo di passaggio.

Micol Borzatta

Copia presa in biblioteca

La saga di Terramare – Il signore dei Draghi, Ursula K. Le Guin (Mondadori 2013) a cura di Micol Borzatta

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Uno strano malessere si sta espandendo in tutta Terramare cancellando la magia.

Il potere magico continua a diminuire, le canzoni dimenticate e sia animali che umani si ammalano e impazziscono.

Per trovare una soluzione, e soprattutto la causa, Ged parte da Roke accompagnato da Arren, il figlio del sovrano di Enlad.

Il loro viaggio li porta fino alla Terra dei morti dove si troveranno a combattere contro il mago Cob, che nel tentativo di vivere per sempre aveva aperto un varco tra il mondo dei vivi e quello dei morti.

Ged dovrà perdere tutti i suoi poteri, nuovamente, per poter chiudere il varco.

Una volta tornati nel mondo dei vivi, Arren scopre di aver appena adempiuto alla profezia che incorona il Re di tutta Terramare.

A ereditare il mio trono sarà colui che avrà attraversato la terra oscura vivo giungendo all’estrema sponda dei giorni.

Terzo volume della saga ci troviamo anche questa volta davanti a un romanzo formativo.

La voce narrante questa volta è il punto di vista di Arren che da giovane ragazzo diventa un uomo molto sicuro di sé che parla con i draghi di Selidor.

Anche il personaggio di Ged ha una crescita e una maturazione che lo trasforma da giovane impetuoso e temerario, in un mago coscienzioso.

Il personaggio di Cob è il perfetto alter ego di Ged, rendendo lo scontro finale come una battaglia tra due facce della stessa medaglia.

Un romanzo pieno di messaggi e metafore che chiude un ciclo aperto con il primo volume e ci prepara a iniziare un nuovo ciclo.

Micol Borzatta

Copia presa in biblioteca

La saga di Terramare – Le tombe di Atuan, Ursula K. Le Guin (Mondadori 2013) a cura di Micol Borzatta

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Dopo la morte della Prima Sacerdotessa delle Tombe di Atuan, le Gran Sacerdotesse e le Custodi del Posto delle Tombe iniziarono a cercare una bambina nata nel momento esatto della morte per istruirla e crescerla come reincarnazione della Prima Sacerdotessa.

La scelta cade su Tenar, che viene portata via da casa quando è ancora molto piccola, per poi diventare la nuova Prima Sacerdotessa all’età di quindici anni.

Uno dei compiti di Arha, il nuovo nome di Tenar, era di proteggere la metà dell’amuleto di Erreth-Akbe che era custodito nel Labirinto sotto il Posto delle Tombe.

Ed è proprio per riprendere l’amuleto che Ged, dopo aver inglobato dentro di sé l’ombra diventando così un essere unico, fa la conoscenza di Arha dopo essersi intrufolato nel tempio.

Secondo volume della saga viviamo più la vita di Arha che di Ged.

La narrazione è un po’ più lenta rispetto al primo, ma rimane comunque molto interessante.

Come sempre i personaggi sono molto ben realizzati e caratterizzati, a partire dai genitori di Arha, il padre che non voleva affezionarcisi sapendo che gliela avrebbero portata via, e la madre che invece voleva fare di tutto per evitare di separarsene.

Gli eventi narrati sono un po’ monotoni, si segue Arha nelle sue esplorazioni del Tempio e basta.

Un po’ d’azione si inizia a vedere nelle ultime cento pagine, quando fa l’entrata in scena Ged.

Il finale porta a continuare la lettura incuriosendo il lettore e sperando di tornare ad avere come personaggio principale Ged.

Micol Borzatta

Copia presa in biblioteca

La saga di Terramare – Il mago, Ursula K. Le Guin (Mondadofi 2013) a cura di Micol Borzatta

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L’isola di Gont è una grande montagna che si staglia nel Mare di Nordest ed è famosissima perché abitata da maghi.

Dai villaggi sparsi sul suo territorio, infatti, partono molti abitanti per portare i loro servigi di stregoni ai vari Lord dell’Arcipelago.

Il più famoso di questi maghi è Sparviere, Signore dei Draghi e Arcimago, le cui gesta sono narrate in Le gesta di Ged.

Era nato nel villaggio Dieci Ontani, in cima alla montagna. Il suo nome era Duny, la madre morta nel suo primo anno d’età e il padre un fabbro, mentre i fratelli maggiori erano tutti contadini, marinai o lavoravano il bronzo.

Un giorno, mentre pascolava le capre, decise di ripetere una rima che aveva sentito usare alla zia per convincere una capra a scendere da un tetto, e le capre iniziarono a seguirlo e a ubbidirgli.

Vista la scena la zia capì subito che in lui c’era la natura del mago, e decise di prenderlo come apprendista.

All’età di tredici anni, il villaggio di Duny viene attaccato dai Karg, ma grazie alla sua magia riesce a salvare tutti, evento che porta nel suo villaggio il grande mago Ogion il Taciturno che lo vuole come suo apprendista.

È in quell’occasione che Duny perde il suo nome da bambino, Duny, e prende il suo nome da uomo: Ged.

Dopo aver imparato molte cose con Ogion, ma non le formule magiche, gli viene proposto di recarsi a Roke dove avrebbe potuto imparare tutte le formule magiche che avrebbe voluto dai più grandi maghi della storia.

Arrivato a Roke si diresse immediatamente alla cittadella di Thwil per presentarsi a Lord Nemmerle, Custode della Scuola di Roke e Uomo più vecchio del mondo.

Una sera, dopo due anni di studi, nonostante sia ancora un apprendista, viene sfidato dal giovane stregone Jasper.

Ged accetta la sfida e invoca uno spirito di un morto.

Per salvarlo dall’attacco dello spirito, interviene Nemmerle, ma deve usare tutte le sue energie, e la cosa lo porta alla morte.

Gli sostitiusce l’Arcimago Gensher.

Dopo quasi un anno, quando finalmente Ged esce dall’infermeria, Gensher lo convoca.

Ged viene messo al corrente che la cosa che ha invocato gira ancora nel mondo dei vivi e sta cercando lui per possederlo e trasformarlo in un gebbeth.

Finiti i suoi studi a Roke, e diventato Mago, Ged viene mandato a Low Torning come Mago guardiano e protettore per un rischio di futura invasione da parte dei Draghi, ed è così che incomincia la sua storia e la sua leggenda.

Raccolta di tutti i sei volumi della saga Terramare in cui possiamo immergerci totalmente e gustare e vivere appieno le vicende del più grande mago del mondo, ma noi li vedremo uno alla volta.

Il romanzo viene venduto per un target dai 10 anni in su, ma a mio parere, sia come stile di scrittura che come mole e storia, è molto più adatto per un target dai 15-16 anni in su.

In questo primo volume veniamo a conoscenza dell’infanzia e dell’apprendistato di Ged, e degli eventi che lo portano a combattere contro un’Ombra stranissima che si vuole impossessare di lui.

La storia è molto ben organizzata, lineare e ci porta a seguire gli eventi con facilità.

Le descrizioni che fa l’autrice sono molto visive, riusciamo a creare il mondo intorno a noi alla perfezione, vedendo nitidamente ogni scaglia di drago, ogni torre del castello o albero della foresta.

Bellissime anche le atmosfere, che riescono a passare dal lugubre al quotidiano in un battito di ciglia lasciandoci senza fiato.

Oltre alla storia fantasy, in questo primo volume, viene trattato anche il tema della differenza di ceto sociale e di quegli atteggiamenti che, anche se sembrano sbeffeggiamenti leggeri, risultano essere sempre atti di bullismo.

I personaggi sono caratterizzati a opera d’arte, in special modo Ged che fa una crescita davvero grande.

Un primo volume che non si limita a presentare personaggi e mondo, ma che narra proprio una parte di vita del leggendario mago.

Micol Borzatta

Copia presa in biblioteca