Il grande Dio Pan, Arthur Machen (Adiophora 2018) a cura di Micol Borzatta

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Recensione pubblicata sul blog Liberi di Scrivere con cui collaboro

Londra fine 1800.

Il dottor Raymond, dopo aver salvato Mary quando era piccola da una vita povera e una morte sicura, si dispone a operarla da adulta al cervello per poter mettere in atto un esperimento che le permetterebbe di vedere il Dio Pan, ritenendo che la vita della ragazza gli appartenga per diritto.

Purtroppo però Mary impazzisce e finisce i suoi giorni in un letto con lo sguardo alienato.

Anni dopo Clarke, che aveva partecipato all’esperimento del dottor Raymond, viene contattato da Villiers che gli racconta che un suo vecchio compagno di scuola gli ha raccontato delle stranissime storie su gente che moriva dal terrore e sulla moglie, Helen Vaughan.

Il nome a Clarke non è nuovo, infatti in un suo quaderno di memorie aveva già scritto di lei, dopo che una sua conoscenza gliene aveva parlato raccontandogli di stranissimi avvenimenti capitati a dei bambini che avevano avuto a che fare con Helen bambina.

Perché ogni persona che si avvicinava lei impazziva o moriva di terrore? Chi era Helen Vaughan? Quale mistero la circondava?

Sorgente: Il grande Dio Pan – Liberi di Scrivere

Il primo amore di Genni, Eugenia Guerrieri (Independently Published, 2017) a cura di Micol Borzatta

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Genni ha quattordici anni.

Come tutte le ragazze della sua età la sua vita è divisa tra mattinate a scuola, pomeriggi a studiare e primi amori.

Genni però si è innamorata di un ragazzo di venticinque anni che abita nel palazzo di fronte al suo.

Si tratta del gemello di Max, gran lavoratore e con la testa sulle spalle il secondo, quanto scapestrato e con poca voglia di fare il primo.

Genni non riesce a toglierselo dalla testa, vuole assolutamente conoscerlo, e anche quando la sua famiglia le impone di toglierselo dalla testa, lei persiste nel suo intento, andando contro tutto e tutti.

Per lei gli anni di differenza non contano, è il suo primo amore, e come ogni primo amore è unico, importante e perfetto.

Romanzo di veloce lettura, molto scorrevole e ben scritto.

La bravura di Eugenia Guerrieri fa sì che ci si possa immedesimare e immergerci totalmente nella lettura e nella storia, vivendo come nostre tutte le emozioni di Genni e degli altri personaggi, innamorandoci anche noi del Gemello e soffrendo per il suo atteggiamento e per le imposizioni claustrofobiche dei genitori di lei.

Il legame che si crea con ogni personaggio è talmente forte che è inevitabile iniziare a provare odio e innervosirsi ogni volta che compare la perfida della situazione, la voglia che nasce nel lettore di prenderla a pugni, di urlare e di cantargliene quattro è la dimostrazione perfetta della bravura dell’autrice.

Nonostante sia un self publishing c’è anche da riconoscere che refusi ed errori sono davvero quasi inesistenti, se ne possono contare giusto tre o quattro in tutto il romanzo, cosa che normalmente non accade nemmeno nelle grandi pubblicazioni in cui se ne trovano davvero molti di più.

Un romanzo davvero eccezionale che merita di essere presente in ogni libreria fisica e online.

Micol Borzatta

Labyrinth, A. C. H. Smith (Bompiani 1988) a cura di Micol Borzatta

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Sarah ha quindici anni e, avendo i genitori separati, vive con il padre e la nuova compagna.

Una sera, mentre sta facendo da baby sitter al fratellino, per cercare di calmarlo e fargli dimenticare il terrore del temporale gli legge il suo romanzo preferito, The labirynth, in cui una ragazza, in cambio del fratellino riceve dei poteri speciali dal Re dei Goblin.

Toby però non si calma e continua a piangere, al punto che Sarah esplode dalla rabbia e chiede al Re dei Goblin di prendersi il fratellino, pensando che sia solo uno sfogo e che non esistano né i goblin né il re..

Purtroppo per Sarah però i goblin esistono davvero e rapiscono Toby. Subito dopo riceve la visita di una civetta che si trasforma in Jareth, il Re, che le dice che ha esaudito semplicemente la sua richiesta e che se rivuole Toby indietro deve andarselo a prendere entro 13 ore, altrimenti si trasformerà anche lui in un goblin.

Sarah entra così nel labirinto che dovrebbe portarla nel regno di Jareth per riprendersi Toby.

Romanzo molto bello e fantastico che ha la capacità di far sognare oltre che dare un profondo insegnamento.

Purtroppo avendo visto prima il film, quando ero piccola, ho trovato il libro molto meno magico anche se molto bello, e non ho potuto fare a meno di immaginarmi Jareth come David Bowie.

Le descrizioni sono davvero molto ben fatte e ci si riesce a immaginare il mondo dei goblin nei dettagli, specialmente se si ha la fortuna di leggerlo prima di vedere il film.

Una storia davvero incredibile.

Micol Borzatta

Ready Player One, Ernest Cline (DeA Planeta 2018) a cura di Micol Borzatta

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Siamo nel 2045. La Terra ormai è sovrappopolata e totalmente inquinata e la popolazione vive quasi interamente in uno stato di povertà e miseria.

La popolazione però riesce a risollevarsi il morale grazie a OASIS, un mondo virtuale open free ideato dal programmatore James Halliday.

Alla sua morte Halliday, non avendo nessun erede, decide di indire una caccia all’Easter Egg che ha nascosto dentro a OASIS e che per raggiungere bisogna risolvere prima una serie di indovinelli legati alla sua vita.

Passano cinque anni quando finalmente Wade Owen Watts riesce a risolvere il primo indovinello e superare la prima porta, quella di Rame, avvicinandosi così al premio finale.

Purtroppo l’opportunità di ereditare OASIS ha attirato anche la IOI, una potente multinazionale che da tempo voleva accaparrarsi il progetto per metterlo a pagamento e manipolarlo al loro piacimento.

Sorrento, uno dei capi della IOI cercherà in tutti i modi di arrivare all’Easter Egg, barando e minacciando di morte Wade e gli altri tre gunter che sono riusciti a risolvere il primo enigma.

Wade e gli altri si troveranno così a dover salvaguardare la propria vita sia in OASIS che nel mondo reale.

Romanzo fantasy, distopico, fantascientifico molto particolare che riesce a catturare l’attenzione del lettore fin dalla prima pagina.

Riunendo al suo interno vari generi, riesce a raggiungere una fetta molto ampia di lettori e anche quelli che non  credono di essere proprio adatti a questo genere di romanzo, rimarranno davvero molto stupiti.

Nonostante si capisca fin dall’inizio che il vincitore sarà Wade, essendo lui la voce narrante e visto com’è strutturata la narrazione, non si può smettere di leggere perché ci si sente pienamente coinvolti e incuriositi, si vuole scoprire quali mosse faranno i gunter, come contrasteranno Sorrento e la IOI, e cosa che mi è piaciuto molto sono i continui riferimenti agli anni ’80, a Dungeons and Dragon e a tutto il mondo ludico, cinofilo e musicale dell’epoca.

Le descrizioni sono fatte talmente bene che a metà libro si vorrebbe avere la possibilità di avere Sorrento davanti per prenderlo a pugni sul muso da quanto il suo modo di fare, totalmente realistico, riesce ad arrivarci forte e chiaro.

Il primo romanzo Ernest Cline, da cui Spielberg ha deciso di realizzare un film, nelle sale italiane stasera 28 marzo 2018, che è veramente un capolavoro e ci fa attendere con ansia il suo prossimo lavoro.

Micol Borzatta

fiore frutto foglia fango, Sara Baume (NN Editore 2018) a cura di Micol Borzatta

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Recensione pubblicata sul blog Liberi di Scrivere con cui collaboro

Irlanda giorni nostri.

Ray è un uomo si cinquantasette anni che vive da solo nella casa che era appartenuta a suo padre. È un uomo immenso e trasandato. Un giorno, mentre sta camminando per la città si ferma davanti a una vetrina di un robivecchi e vede l’annuncio di un cane che cerca casa.

Ray si dirige in canile per adottarlo, la scelta gli viene d’impulso, senza pensarci, e quando arriva al canile, la prima cosa che gli viene detta è che quel cane sarebbe dovuto essere soppresso, che appena arrivato ha morso un altro cane e anche l’addetto del canile che li ha divisi, ma il cane che vede Ray è un cane spaventato, un cane pauroso, un cane che cammina a pancia a terra terrorizzato, non un cane aggressivo o mordace.

Ray lo chiama Unocchio per via del fatto che il cane ha un occhio solo.

La vita di Ray cambia radicalmente, finalmente ha qualcuno che lo ama incondizionatamente, qualcuno che tiene a lui e che lo fa aprire. Infatti con Unocchio Ray abbassa tutte le difese e gli racconta tutto. Gli racconta di se stesso, la sua vita, i suoi sentimenti.

Un giorno però Unocchio morde il cane di un vicino di casa. Basta la cittadina è stufa, quel cane deve essere soppresso, viene visto solo come un pericolo.

Ray però non vuole rinunciare al suo unico amico e così decide di andarsene con Unocchio. Solo così può sperare di salvargli la vita.

Sorgente: fiore frutto foglia fango – Liberi di Scrivere

Il diavolo e la città bianca, Erik Larson (Neri Pozza 2016) a cura di Micol Borzatta

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Chicago 1892.

Per festeggiare i 400 anni dalla scoperta del nuovo mondo viene creato a Chicago un’enorme fiera universale che strapperà a Parigi, che nel 1890 ha presentato al mondo la sua Torre Eiffel, il titolo mondiale della modernità.

Della costruzione viene incaricato l’architetto Daniel H. Burnham.

Mentre Burnham è impegnato nel suo immenso progetto, un altro personaggio, che diverrà a sua volta molto famoso, sta costruendo un progetto altrettanto immenso.

Si tratta di Henry Howard Holmes, il titolare di un immenso albergo, chiamato Il castello in cui dopo aver sezionato, torturato, mutilato e ucciso le sue vittime le faceva sparire grazie a passaggi segreti, botole, rampe, fornaci e via dicendo.

Il saggio di Larson, giornalista che con questo romanzo no fiction ha vinto l’Edgar Award nella categoria Fact Crime, ripercorre la vita dei due personaggi, dalla loro adolescenza fino al momento della loro morte e a come le due vite si sono intersecate fra di loro e hanno avuto peso sulla vita di molte altre celebrità.

Un romanzo davvero spettacolare che sviscera tutte le informazioni esistenti, ma che secondo il mio diretto parere mette poco a fuoco il personaggio di Holmes, puntando invece molto su Burnham e sulla trasformazione di Chicago.

Infatti hanno un ruolo molto rilevante il debutto della ruota panoramica, la corrente elettrica alternata, la ridefinizione del concetto di architettura contemporanea e il rilancio dell’economia di Chicago, mentre le opere del serial killer vengono usate solo per incuriosire il lettore e portarlo all’acquisto del volume, ma durante la narrazione rimangono molto in secondo piano e si dà importanza solo alle sue frodi finanziarie.

Un romanzo no fiction molto interessante, ma fuorviante se ci si basa solo sulla quarta di copertina o sulle presentazioni.

Micol Borzatta

So tutto di te, Clare Mackintosh (DeA Planeta 2018) a cura di Micol Borzatta

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Zoe Walker ha 40 anni. Divorziata dopo che l’ex marito Matt l’ha tradita con una ventitreenne, ora vive con il nuovo compagno Simon e i due figli, Justin e Katie.

Un giorno, mentre torna a casa dal lavoro si mette a leggere il giornale sul tram, quando vede nella pagina degli annunci hot una sua foto.

All’inizio non ci dà molto peso, specialmente quando arrivata a casa Simon e i ragazzi ci scherzano sopra e provando a contattare sia il numero di telefono che l’indirizzo mail risultano falsi.

Poco tempo dopo però viene trovato un cadavere e Zoe lo riconosce come una ragazza di cui la foto era stata pubblicata nella stessa sezione degli annunci come pubblicità dello stesso sito http://www.findtheone.com.

Delle indagini viene incaricata Kelly Swift, una poliziotta che ha scelto quella carriera dopo che ai tempi dell’università la sorella gemella viene aggredita.

Romanzo davvero coinvolgente e appassionante con una storia scorrevole scritta in modo semplice e lineare, con grandi descrizioni ben posizionate che riescono a catturare l’attenzione del lettore, trasportandolo all’interno del romanzo, senza rallentare la lettura o diventare noiose.

Il ritmo narrativo è davvero molto incalzante, in questo modo anche il ritmo di lettura diventa molto veloce, tenendo il lettore attaccato pagina dopo pagina fino alla fine.

La voce narrante cambia in base ai capitoli, quelli di Zoe sono tutti in prima persona, mentre quelli di Kelly in terza.

Intrigante e conturbante è un’ottima lettura.

Micol Borzatta