Nightmares!, Jason Segel e Kirsten Miller (DeA 2018) a cura di Micol Borzatta

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Charlie ha 11 anni, negli ultimi tre anni la sua vita è cambiata completamente: a 8 ha perso la madre, a 9 anni ha visto il padre sposarsi con un’altra donna, trasferirsi nella casa di lei è vendere la casa dove Charlie è sempre vissuto quando la madre era ancora in vita.

Da quando si sono trasferiti dell’enorme villa Viola di proprietà della famiglia della nuova moglie del padre da più di 200 anni, Charlie continua ad avere incubi che lo hanno portato a non voler più dormire la notte.

Questa mancanza di sonno lo ha portato a trattare male il fratellino Jack, che amando la matrigna e trattandosi come se fosse una nuova mamma intensifica la rabbia di Charlie, e la matrigna, che reputa una strega che gli ha portato via la famiglia usando filtri d’amore e magia.

I problemi seri per Charlie iniziano quando la strega dei suoi incubi travalica i confini dell’Oltremondo e riesce a girare indisturbata nel nostro mondo per rapire Jack, il fratellino minore di Charlie, per darlo in pasto alla sua gatta.

Charlie si ritrova così a doversi avventurarsi nella foresta dei suoi incubi per salvare il fratellino.

Romanzo davvero carino adatto sia a un target molto giovane che a uno più adulto.

Il linguaggio usato è molto semplice, e nonostante sia narrato in terza persona sembra che a parlare sia davvero un ragazzino di 11 anni.

Le descrizioni sono molto approfondite in modo che anche i più piccoli possano immaginarsi perfettamente le ambientazioni.

Molto peso viene dato al lato psicologico dei personaggi, specialmente visto i temi trattati.

Gli autori infatti sondano molto approfonditamente i rapporti familiari e la perdita di una persona cara, in special modo quello che prova un bambino piccolo ad affrontare un nuovo matrimonio di uno dei genitori quando ha vissuto da poco il lutto per l’altro.

Altro tema veramente ben affrontato è il rapporto fra fratelli, un rapporto quasi sempre contradditorio perché, nonostante si vogliano un gran bene, avranno sempre un motivo e una ragione per farsi battaglia.

Un romanzo che sa emozionare e far pensare.

Micol Borzatta

Il rischio del segreto, Sara Dardikh (Rizzoli 2018) a cura di Micol Borzatta

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Aika ha 19 anni, sembra una ragazza come tutte, un po’ chiusa in se stessa, sempre vestita di nera per mostrare il suo animo Dark, ma in realtà dentro di sé nasconde un grosso segreto, una rabbia che quasi la distrugge.

Abituata a cambiare sempre città, difficilmente si fida della gente, perché non ha mai tempo di fermarsi per conoscere qualcuno davvero; tranne Celine, una ragazzina conosciuta ai tempi delle medie che le ha fatto tenerezza da subito, risvegliando in lei il suo senso protettivo.

Celine sarà la sua sola e unica amica, anche quando andrà a Boston per studiare.

Trasferitasi a Boston anche Aika riesce fin da subito a riallacciare i rapporti con Celine, che fino a quel momento erano diventati solo virtuali, e viene fin da subito accettata anche nel gruppo di amici della ragazza.

È proprio in questo gruppo che Aika conosce Damian.

Damian è un musicista che fino a quando non conosce lei ha perso l’ispirazione e non riesce più a scrivere canzoni, a causa di un brutto evento avvenuto qualche mese prima in estate.

Tra Aika e Damian nasce subito un rapporto molto particolare e difficile fatto di attrazione e odio, causato dal fatto che sono fondamentalmente uguali, hanno la stessa rabbia dentro di loro, lo stesso dolore e la stessa paura.

I due ragazzi però non sanno che in realtà sono segretamente sorvegliati da qualcuno.

In parallelo troviamo la storia di Akira e del suo amico d’infanzia, due bambini ritenuti speciali e tenuti lontani dal mondo intero, fino a quando un giorno verranno separati e Akira verrà mandata via di nascosto per salvarsi e scappare da qualcuno.

Chi sono Akira e il suo amico? Cosa c’entrano con Aika e Damian? E chi sono queste persone misteriose che appaiono in entrambe le epoche?

Romanzo presentato come un romance young adult che devo ammettere mi ha sorpreso parecchio.

Di young adult e romance ho riscontrato solo la scelta dei personaggi, che sono due diciannovenni, e il fatto che fra i due effettivamente c’è una sorta di relazione travagliata.

Il romanzo però nasconde dentro di sé davvero molto di più, ed è per questo che mi ha saputo colpire, non essendo io una patita dei romance young adult.

Innanzitutto lo stile narrativo. La storia si sviluppa su due piani temporali diversi, passato e presente, intervallandosi. Anche se è un trucco ultimamente parecchio usato, funziona sempre, specialmente in questo caso dove, per quanto riguarda il passato, non abbiamo nessun riferimento temporale e nessun riferimento riguardo ai personaggi, sappiamo solo che la bambina si chiama Akira, ma tutti gli altri sono personaggi misteriosi. Questo porta il lettore a essere ancora più incuriosito e a voler continuare a leggere per cercare di capire cosa stia succedendo e cosa l’autrice ci sta nascondendo.

Dall’altra parte c’è il presente dove conosciamo Aika e Damian. Fin da subito capiamo che dietro ad Aika c’è qualche mistero, qualche segreto che lo zio non vuole comunicarle e quindi non sappiamo nemmeno noi, come per l’evento che ha cambiato la vita di Damian, che viene continuamente nominato ma non ci viene mai svelato, purtroppo nemmeno alla fine del romanzo, che è totalmente aperto, dando l’impressione che possa esserci un seguito, anche se al momento non se ne sa niente.

Bellissime le caratterizzazioni dei personaggi.

Aika rinchiude dentro di sé tutta l’essenza delle ragazze di oggi ma anche di una o due generazioni fa, rendendo così facile per ogni lettrice la possibilità di immedesimarsi in lei. Una ragazza molto chiusa in se stessa a causa della vita che è obbligata a fare, infatti vive da sola con lo zio, viene addestrata tutti i giorni al combattimento e alla difesa, e si trova sempre di punto in bianco a dover preparare le valigie per cambiare città, senza spiegazioni.

Damian sembra il classico bello e dannato sullo stile di James Dean, ma invece c’è molto di più. Il personaggio di Damian infatti non è solo uno stereotipo ma un ragazzo normalissimo con mille sfaccettature che si ritrova ad affrontare il mondo con un atteggiamento di odio e repulsione perché dopo aver conosciuto la felicità assoluta, l’amore e la passione, si è visto portare via tutto e si sente colpevole e meritevole del dolore che gli è caduto addosso.

Molto particolare il modo in cui l’autrice riesce a immettere due personaggi che sembrano solo di accompagnamento, ma invece sono quasi co-protagonisti. Si tratta di Emily, la sorella di Damian che la incontriamo pochissimo, solo in qualche pagina quando lui la va a trovare in clinica. Non sappiamo perché si trovi in clinica e nemmeno perché sembra voler far soffrire Damian con tutta se stessa, però si capisce subito che è una presenza molto importante nella storia del ragazzo e nell’evento misterioso che ha cambiato la vita a tutta la famiglia.

L’altro personaggio è Alice. Di lei non si sa proprio nulla a parte che è la ex ragazza di Damian, colei che gli ha fatto provare l’amore più assoluto e che lui ha allontanato e fatto andare via. Un personaggio che non incontreremo mai ma che si sente sempre presente con una forza incredibile.

Tutto questo unito a un linguaggio semplice e molto scorrevole porta il lettore a immergersi totalmente nella lettura, sentirsi legati ai personaggi, immedesimarsi in loro e vivere la storia sulla nostra pelle.

Devo ammettere che ero partita davvero prevenuta nella lettura di questo romanzo che invece mi ha stupito, mi ha coinvolto ed emozionato, ha saputo tenermi con il fiato sospeso al punto che ogni volta che ero costretta a interrompere la lettura non vedevo l’ora di riprenderlo per scoprire come sarebbe andato avanti, avevo voglia di immergermi tra le sue pagine e farmi trasportare a Boston per continuare anche a vivere la storia tra Damian e Aika che non è per niente la classica storia stereotipata dei romance.

Un romanzo che sa colpirti diritto al cuore e che una volta concluso ti lascia un senso di vuoto quasi doloroso, un vuoto causato dal dover salutare degli amici che vanno via e che non si sa quando potremo incontrare di nuovo.

Una lettura che sa darti tanto, sa stupirti e che consiglio davvero tantissimo.

Micol Borzatta

La proposta, Paula Daly (Longanesi 2018) a cura di Micol Borzatta

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Roz Toovey è una fisioterapista e madre di un bambino di nove anni che, a causa del marito scappato di casa, si trova con un mare di debiti che la costringono a chiudere il suo studio, trovare un lavoro per un ente statale e fare i salti mortali per riuscire a pagare tutte le rate e le bollette.

Una sera, mentre è al compleanno della sorella, incontra Scott Elias, un dirigente di azienda sposato, che le propone di passare una notte con lui in cambio di una somma molto elevata.

Per Roz sarebbe la soluzione dei suoi problemi, ma rifiuta, seguendo la sua morale.

Messa sotto pressione dalla sorella, che vorrebbe che trovasse un altro uomo o che quanto meno risolvesse tutti i suoi problemi economici, Roz tocca il fondo quando riceve l’avviso di sfratto e la direttrice della scuola del figlio le comunica che hanno scoperto George, il figlio, a rubare.

Trovatasi senza più nessuna speranza, Roz decide di andare contro ai suoi morali e di accettare la proposta di Scott, senza immaginare che sarà l’inizio di una spirale che la porterà ancora più a fondo.

Terzo romanzo dell’autrice, personalmente l’ho trovato un po’ deludente.

La storia è come sempre scritta in maniera perfetta, lo stile della Daly è sempre coinvolgente e sa esattamente come entrare nella testa dei suoi personaggi ma anche dei suoi lettori.

Descrizioni minuziose permettono di visionare tridimensionalmente le ambientazioni e una caratterizzazione dei personaggi più che realistica, come anche l’evidenziazione dei sentimenti e dei pensieri, che permettono a noi lettori di immedesimarci totalmente con loro provando a nostra volta le loro sensazioni.

Nonostante tutto questo il romanzo non mi è piaciuto e non mi ha catturato come i precedenti.

Purtroppo la storia mi ha dato troppo di déjà vu, infatti, come l’autrice stessa fa dire a Roz quasi a metà romanzo facendole ricordare quando da ragazzina era andata con la sorella al cinema a vedere il film, le situazioni narrate sono molto similari al film del 1993 Proposta indecente di Adrian Lyne e tratto dall’omonimo romanzo di Jack Hengelhard.

Lo sviluppo della storia è totalmente diverso, ovviamente, molto meno romantico e molto più thriller psicologico, infatti ci sarà una morte molto particolare, un’indagine che minerà ancora di più la vita di Roz, fino ad arrivare a un finale con due eventi molto diversi da loro, uno davvero imprevedibile, mentre l’altro si capiva già a metà romanzo.

Nel suo complesso il romanzo è bello, strutturato benissimo e pieno di suspance, e lo consiglio vivamente specialmente a chi non ha mai visto il film similare, ma per me l’autrice ha dato il meglio di sé con le sue due opere precedenti.

Micol Borzatta

Beautiful girls, Lynn Weingarten (Newton Compton 2018) a cura di Micol Borzatta

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Recensione pubblicata sul blog Pieces of paper hearts con cui collaboro.

Dicono che Delia si sia data fuoco nel capannone del suo patrigno.

Si parla di suicidio, ma June non ci crede.

June e Delia sono sempre state inseparabili.

La loro amicizia era la cosa più importante di tutte: veniva prima dei ragazzi, prima delle famiglie. Era simile a una relazione d’amore, ma era anche… molto di più.

C’erano migliaia di segreti che le tenevano unite, come sottilissimi fili di seta che formavano un legame indissolubile.

Esattamente un anno fa, tutto è cambiato.

Quella notte June, Delia e Ryan – il ragazzo di June – volevano divertirsi un po’.

Poi, però, le cose sono sfuggite al loro controllo.

E nella luce pallida del mattino, June ha capito che niente sarebbe più stato come prima.

Adesso, a un anno di distanza, Delia è morta.

June è sicura che sia stata assassinata.

E sente il dovere di scoprire la verità…

Che è di gran lunga più complicata di quello che avrebbe mai potuto immaginare.

Incontrare la propria migliore amica è come venire centrati da un colpo di fulmine.

Quanto può essere tossica l’amicizia tra due adolescenti?

Sorgente: Beautiful girls – Pieces of paper hearts

Anche i gatti hanno un cuore, Samantha Beatrice Brillante (Self Publishing 2015) a cura di Micol Borzatta

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Artemis è un gattino bianco, con un occhio azzurro e uno giallo, che viene regalato per Natale a Viola, una bambina di dodici anni.

Il rapporto tra Viola e Artemis è fortissimo, si amano e si fidano a vicenda.

I mesi passano, otto per la precisione, e arriva agosto.

Per la prima volta la famiglia può andare in ferie, ma c’è un problema: Artemis, quel gatto che il padre di Viola non ha mai accettato.

È proprio il padre che, all’insaputa di Viola, la mattina della partenza, quando le figlie ancora dormono e aiutato dalla moglie, prende il gatto e lo abbandona in mezzo alla strada.

Per Artemis inizia così un’avventura che è un calvario e un incubo, ma che lo porterà a rinascere come Apollo.

Romanzo molto corto, su 74 pagine totali la storia ne occuperà una cinquantina, che si legge in un’ora circa, le altre pagine sono informazioni davvero molto utili relative ai gattili, alle leggi italiane per la salvaguardia degli animali e numeri utili in caso di bisogno.

Un’ora però che ci cambierà la vita, perché vivremo in prima persona tutto quello che Artemis ha vissuto e provato. Dal dolore dell’abbandono, la sofferenza delle cattiverie fisiche subite da ragazzini per strada, la sensazione di morire, ma anche la speranza e la rinascita grazie a Mattia.

Il narratore infatti è proprio Artemis, che racconta tutto in prima persona, trasformandoci a nostra volta in mici, piccoli, disperati e bisognosi.

Un romanzo crudo, forte, disturbante, atroce, che ti distrugge e ti annienta a ogni parola, ma anche un romanzo straordinariamente bello, profondo e dolce che ti colma il cuore di un calore unico.

Una storia che fa piangere dall’inizio alla fine, prima di dolore e poi di gioia.

Una lettura che ci cambierà davvero dal profondo.

Micol Borzatta

L’altra verità, Alda Merini (Bur Rizzoli 2007) a cura di Micol Borzatta

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Milano, ospedale psichiatrico Paolo Pini, 1965

Alda Merini, dopo un esaurimento nervoso, causato da depressione post parto, viene rinchiusa al Paolo Pini dal marito.

Qui ci rimarrà per dieci anni, con alcune sporadiche uscite per tornare a casa, nelle quali metterà al mondo altri tre figli, di cui uno dato in adozione perché non riconosciuto dal marito.

Al Paolo Pini, Alda, troverà tanta cattiveria, negligenza, mancanza di rispetto e riconoscimento, ma anche l’amore; quello platonico di Pierre e quello quasi figliare di Aldo.

Diario biografico molto breve ma davvero forte, che sa colpirti davvero come un pugno allo stomaco.

Leggendo le parole della Merini possiamo vivere personalmente la triste realtà che vigeva negli ospedali psichiatrici negli anni ’60 e ’70.

Una narrazione incredibile che mette a nudo una donna forte del cui passato non ci si aspetterebbe la presenza di situazioni del genere.

Una storia di dolore e sofferenza, ma anche di speranza che ci cambierà la vita.

Un romanzo scritto da una delle migliori penne italiane.

Micol Borzatta

Il bassotto e la Regina, Melania G. Mazzucco (Einaudi 2012) a cura di Micol Borzatta

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Platone è un bassotto a pelo duro che vive felicemente con il suo padrone, Yuri.

Platone non è come gli altri bassotti, è più un tipo da salotto, mezzo poeta e mezzo cantante.

Un giorno Yuri si innamora e inizia a dedicare meno tempo a Platone, e quando parte con la fidanzata per una crociera in cui i cani non sono ammessi, è costretto a lasciarlo al portiere.

È proprio in questa occasione che Platone conosce l’amore.

Lei è Regina, una levriera elegante e altezzosa, sinuosa e aggraziata, col musino appuntito e il pelo folto.

Il destino però è inverso e solo il ritorno di Yuri può far sì che Plutone viva il suo amore.

Un romanzo davvero breve di sole 100 pagine destinato ai più giovani, ma trovo molto adatto a qualsiasi età.

La storia è raccontata da un pappagallo, amico dei protagonisti, a cui è stata riferita dai diretti interessati.

La narrazione e lo stile sono scorrevoli e rispecchiano il ritmo della narrazione, aiutando così anche i più piccoli a sentirsi più coinvolti e a seguire meglio la storia.

una storia dolcissima fuori dal comune.

Micol Borzatta