RECENSIONE – Insopportabilmente donna – Tess Masazza – Sperling & Kupfer 2022

TRAMA

Brillante, ironica e intelligente, Tess Masazza è la voce di un’intera generazione di donne: donne forti e fragili al tempo stesso, protagoniste di un romanzo indimenticabile.
Avete mai avuto la sensazione di non riuscire a gestire la vostra vita? Di non essere adulti responsabili? 
È quello che capita ogni giorno a Tess, trent’anni, un lavoro da fotografa e un loft in stile newyorkese. Tutto sembra perfetto, eppure non c’è niente che fili per il verso giusto. A cominciare dalla raccomandata che giace dimenticata sul tavolo della cucina da mesi. Quella orribile, ingiusta raccomandata che rivela a Tess di essere a corto di soldi. La situazione è drammatica, o almeno lo è per una come lei che soffre di A.A.C. (Attacchi d’Ansia Contagiosa). L’unica cosa che può fare è chiamare in aiuto i suoi due, inseparabili amici, Lara e Luca. Che le consigliano di cercare un coinquilino per dividere le spese di casa. L’idea è buona, che cosa potrebbe mai andare storto? Nulla. Finché alla porta non si presenta Stefano: bello, affascinante, gentile. All’improvviso Tess si ritrova a vivere in una di quelle commedie romantiche con Ryan Gosling che tanto le piacciono. Ma, si sa, la vita non è semplice come un film e, tra imprevisti, fraintendimenti e paranoie, Tess dovrà imparare a inseguire la felicità. Quella vera, quella che di solito non bussa alla porta.

RECENSIONE

Tess Masazza è attrice, comica, fotografa e modella, conosciutissima specialmente per la sua video rubrica Insopportabilmente donna che va in onda su YouTube e Facebook.

Questo è il suo primo romanzo, scritto tutto in prima persona, che racconta di come affronta l’inizio di una nuovo convivenza con un inquilino. Un estraneo ma terribilmente carino che sconvolge subito i suoi ormoni assopiti.

I toni del testo sono quelli che la caratterizziano, ironici, comici, ansiogeni e soprattutto sconclusionati, come sconclusionati sono i suoi pensieri, che la portano a fare spesso figuracce parlando a sproposito.

Romanzo brevissimo che si legge in una serata o mezzo pomeriggio, che riesce a far svagare la testa facendoci ridere, adattissimo anche da leggere in viaggio o sotto all’ombrellone.

Una lettura spensierata che può anche far uscire dal blocco del lettore.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

RECENSIONE – L’accademia per creature magiche di Ophelia Bloom – Elisa Binda e Mattia Perego – Mondadori 2022

TRAMA

«Ophelia Bloom mi ha insegnato a essere orgogliosa della mia diversità. Non ci dobbiamo mai vergognare di quello che siamo, perché è ciò che ci rende unici.»
Tea è una strega ed è dislessica. Una bella sfortuna, visto che per lanciare gli incantesimi deve leggere complicate formule magiche! 
Dopo l'ennesimo disastro causato in classe, Tea viene espulsa e, con suo grande disappunto, i genitori la mandano nell'unica scuola disposta ad accoglierla: l'Accademia per Creature Magiche di Ophelia Bloom, conosciuta anche come "l'accademia per creature difettose", perché qui arrivano tutti gli studenti che, per motivi diversi, non si sono sentiti accettati in altre scuole. Ma la preside, con i suoi occhiali stravaganti, è in grado di vedere il potenziale di ognuno di loro ed è pronta ad aiutarli a svilupparlo. È proprio qui che Tea troverà i migliori amici che avrebbe mai potuto desiderare: Noah, affetto da paralisi cerebrale, che quando si trasforma in gargoyle è agile e potente; Viola, la vivacissima sirena dai capelli arcobaleno incapace di sentire il dolore; Victor, il ragazzo licantropo che ha perso gli arti inferiori ma ha imparato a rialzarsi di fronte a ogni difficoltà; Tessa, la dolce fata affetta da autismo; il mago Morgan, che troverà il modo di lanciare incantesimi nonostante la balbuzie e Jonathan, il timido fantasma con la tendenza a rifugiarsi nell'aldilà. Insieme a loro, Tea imparerà ad affrontare e superare i propri limiti, soprattutto quando il Domatore, un potentissimo mago, minaccerà le sorti dell'intera comunità di creature magiche...

RECENSIONE

Dorotea Parker, chiamata da tutti Tea, è una streghetta un po’ particolare. Viene definita da tutti una pasticciona che non si applica e che non vuole studiare, ma il suo vero problema è un altro. Tea è infatti dislessica, e a causa di questo suo disturbo non riesce a leggere correttamente le formule magiche e gli ingredienti per le pozioni.

Dopo l’ennesimo incidente, in cui fa perdere un dito al figlio del ministro della congrega magica, viene mandata alla scuola di Ophelia Bloom, che sarà l’unica a riconoscere in Tea un potere e un potenziale incredibile, e soprattutto la dislessia.

Sarà proprio alla scuola della Bloom che Tea imparerà a superare i suoi limiti con l’aiuto del suo famiglio, e troverà un gruppo di amici che l’accoglieranno come nessun altro ha mai fatto, instaurando così un legame talmente potente che sarà loro d’aiuto quando verranno attaccati dal temutissimo Domatore.

Romanzo per ragazzi, molto carino che va a toccare i temi dell’integrazione, dell’accettazione, dell’amicizia e della fiducia in se stessi.

I capitoli sono alternati tra capitoli di trama e capitoli in cui i singoli personaggi si presentano in prima persona, descrivendosi e raccontando cosa li ha portati da Ophelia Bloom.

Il ritmo narrativo è molto scorrevole, giusto per il target a cui si riferisce, in modo che con i suoi capitoli brevi e avventure piene di azione, non annoi mai il lettore, che divora un capitolo dopo l’altro, un po’ come se fossero delle ciliegie.

Personaggi e ambientazioni sono descritti minuziosamente sotto mille aspetti, rendendoli i più reali possibili, così da creare dei legami empatici tra loro e il lettore.

Una lettura molto veloce e carina, piena di insegnamenti, che merita di essere letta anche da un pubblico adulto.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

RECENSIONE – La verità sul caso Harry Quebert – film del 2018 di Jean-Jacques Annaud

La verità sul caso Harry Quebert è una serie TV ispirata all’omonimo romanzo di Joël Dicker, e realizzata da Jean-Jacques Annaud nel 2018.

La serie è composta da 10 Puntate di 45-50 minuti, andata in onda nel Regno Unito dal 4 al 6 novembre 2018, mentre in Italia è arrivata il 20 marzo 2019.

La prima puntata si apre su una Sommerdale, piccolo paesino nel Maine, del 1975. Su una spiaggia lo scrittore Harry Quebert viene sorpreso da un temporale. Mentre cerca riparo vede una ragazza ballare sotto la pioggia.

È così che Harry fa la conoscenza di Nola Kellergan, una ragazza di Quindici anni che sogna di vivere in una grande città, come quella da cui viene Harry.

Subito abbiamo un cambio di atmosfera, è notte e vediamo la signora Cooper che telefona alla polizia, affermando di aver visto una ragazza vestita di rosso scappare nei boschi.

A questo punto vediamo la ragazza entrare e chiedere aiuto, è Nola, ma non è sola, qualcun altro è entrato in casa, uccide la signora Cooper e sparisce con Nola, da quel momento della ragazza non se ne saprà più nulla.

Salto temporale, New York 2008

Marcus Goldman, acclamato scrittore, si trova in difficoltà, si sta avvicinando la data in cui deve consegnare al suo editore un nuovo romanzo, ma lui non ha ancora scritto nemmeno una riga, e non ha idee in testa.

Decide così di chiamare il suo ex insegnante e mentore, Harry Quebert, per chiedergli aiuto, ottenendo così un invito a Sommerdale, nella sua casa a Goose Cove.

Marcus accetta, sperando così di seguire le ombre di Quebert, diventato famoso per aver scritto, proprio in quella casa, il capolavoro della sua vita.

Passano altri due mesi e Marcus non ha scritto ancora nulla, decide così, un giorno che è da solo in casa, di frugare un po’ in giro, sperando di carpire i segreti che hanno portato Harry al successo, ma l’unica scoperta che fa è relativa alla relazione tra Harry e Nola avvenuta 33 anni prima.

Marcus rimane allibito e decide di tornare a New York, mentre ripensa a come, nel 1998, ha conosciuto Harry, portandoci così in un flashback, per poi tornare al presente con una telefonata di Harry: lo hanno arrestato per l’omicidio di Nola.

Marcus e l’avvocato Roth si recano subito da Harry che gli racconta come ha conosciuto Nola e che non è colpevole.

Marcus gli crede e decide di indagare per dimostrare l’innocente di Harry.

E da qui inizia la seconda puntata.

Le puntate sono molto scorrevoli e si divorano una dopo l’altra, permettendo di godersi tutta la serie in una volta sola.

La storia riprende il romanzo in modo fedele fin nei minimi particolari.

Anche i personaggi sono ben realizzati, sia per la scelta degli attori che per come sono interpretati, dando così corpo a quelli di Dicker.

Finalmente una serie TV sullo stesso livello qualitativo del romanzo.

Micol Borzatta

Visto su Amazon Prime

RECENSIONE – Il sanatorio – Sarah Pearse – Newton Compton 2021

TRAMA

Non vorrai andartene fino al momento in cui non potrai più farlo...
«Un esordio sensazionale. Farà impazzire i fan dei thriller» – Publishers Weekly
«Quando gli ospiti di un resort a cinque stelle nelle Alpi scompaiono in mezzo alla bufera di neve, la vacanza è finita per la detective Elin Warner. È "Shining" ma con il tutto esaurito» – People
«Una storia sconvolgente che mi ha tenuto completamente avvinta» – Reese Witherspoon
«Vi entrerà nelle ossa. Questo thriller ha tutti gli ingredienti perfetti: un'ambientazione glaciale, una prosa ritmata e dei colpi di scena impossibili da prevedere. Una lettura imperdibile» – Richard Osman, autore del bestseller Il club dei delitti del giovedì
Un lussuosissimo hotel ad alta quota sulle alpi svizzere è l'ultimo posto in cui Elin Warner vorrebbe trovarsi. Ma si è presa una pausa dal lavoro di detective, e così, quando riceve di punto in bianco l'invito a festeggiare il fidanzamento del fratello, non ha altra scelta che accettare. Arrivata nel bel mezzo di una tempesta violentissima, Elin si sente subito nervosa: l'atteggiamento di suo fratello Isaac le sembra strano e c'è qualcosa in quell'hotel, completamente isolato, che le dà i brividi. Forse ha a che vedere con il fatto che prima della ristrutturazione fosse stato un sanatorio abbandonato... Quando, la mattina dopo, gli invitati scoprono che Laure, la promessa sposa, è scomparsa senza lasciare traccia, il disagio di Elin cresce, mettendola davanti a domande che non avrebbe mai voluto porsi. Suo fratello ha qualcosa a che fare con la sparizione della fidanzata? La neve caduta blocca l'accesso all'hotel e il panico comincia a dif­fondersi tra gli ospiti. Nessuno si è ancora reso conto che un'altra donna è scomparsa. Ed è l'unica che avrebbe potuto avvertirli del pericolo...

RECENSIONE

Ferma lì in piedi, davanti all’hotel, avverte una sensazione stranissima: un turbamento nell’aria, una curiosa inquietudine che non ha nulla a che fare con la neve che cade dal cielo.
Si guarda intorno. Il vialetto e il parcheggio retrostante sono deserti.
Non c’è nessuno.
Tutti quelli che erano a bordo della funicolare sono già entrati.
È l’edificio, pensa, studiando l’imponente struttura bianca. Più lo guarda, più percepisce una sorta tensione.
Un’anomalia.

Svizzera gennaio 2015

Daniel Lemaitre sta facendo un sopralluogo al vecchio sanatorio che sta per essere trasformato nel nuovo Hotel Le Sommet, quando trova un braccialetto di rame in terra, appena lo raccoglie qualcuno lo aggredisce da dietro e scompare.

Svizzera gennaio 2020

Elin Warner e il fidanzato Will Riley vengono invitati all’Hotel Le Sommet per festeggiare il fidanzamento del fratello di lei, Isaac, con la dipendente dell’hotel Laure.

Elin e suo fratello sono anni che non si parlano e non si vedono, nemmeno per il funerale della madre, dove lui non ha presenziato, tutto a causa di un incidente, avvenuto quando avevano lui 10 anni e lei 12 anni, in cui ha perso la vita il fratellino di 8 anni.

Da quel momento Elin ha strani ricordi in cui è convinta che il colpevole sia fratello, e un trauma che la porta a bloccarsi quando si ritrova in acqua, trauma che le ha provocato alcuni problemi durante l’ultimo caso su cui stava indagando, e che l’ha portata a prendersi un periodo di aspettativa.

Elin e Will vorrebbero prendere il loro viaggio all’hotel come periodo di rilassamento e vacanza, ma tutti i loro progetti saltano quando trovano due cadaveri e scompare Laure.

Elin inizia subito a indagare, e insieme alla risoluzione del caso scoprirà anche alcune realtà relative al suo passato.

Non c’è modo di dubitare del suo passato, dell’uso a cui era destinata. C’è qualcosa di brutalmente clinico nell’architettura, un sentore di formalità nelle linee rigide, nei piani e nelle facciate inesorabilmente squadrati, nei tetti piatti dall’aria modernista. Il vetro è ovunque, vertiginoso: intere pareti che permettono di guardare l’interno.

Romanzo thriller abbastanza scorrevole e coinvolgente.

Il ritmo narrativo infatti è abbastanza veloce per buona parte del romanzo, unico punto in cui rallenta , diventando quasi ripetitivo e noioso, è la parte delle indagini, per poi riprendersi sul finale, in cui avremo delle scoperte impreviste.

Personaggi e ambientazioni sono ben descritti, hanno mille sfumature che rendono il tutto quasi realistico e immersivo.

Una buona lettura da ombrellone, ed essendo ambientato in periodo invernale in mezzo alla neve altissima, durante la lettura abbiamo la sensazione di sentire un po’ di fresco, che in questi giorni di calura fa sempre bene.

Non uno dei migliori thriller che abbia letto, ma fa il suo lavoro di evasione.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

RECENSIONE – La tigre – Joël Dicker – La nave di Teseo 2019

TRAMA

Uno straordinario racconto di avventura dell’autore di La verità sul caso Harry Quebert, Il libro dei Baltimore e La scomparsa di Stephanie Mailer, illustrato da David de las Heras.
«La rivelazione di un talento narrativo» – La Lettura
All’inizio del XX secolo, una notizia drammatica sconvolge l’opinione pubblica di San Pietroburgo, la capitale dell’Impero russo. 
Nella lontana Siberia una tigre semina il terrore, aggredisce il bestiame e massacra gli abitanti dei villaggi. Pochi testimoni sono riusciti a sfuggire ai suoi assalti. Lo Zar decide di offrire una ricompensa straordinaria a chi riuscirà a uccidere l’animale, l’equivalente del peso della Tigre in monete d’oro. I migliori cacciatori di tutta la Russia si dirigono verso la Siberia per catturarla, ma l’animale schiva le loro trappole e scompare nella steppa: da preda diventa lei stessa cacciatrice spietata. Nessuno sembra in grado di fermarla finché Ivan, un giovane di San Pietroburgo, decide di farsi avanti. Per avere la meglio sulla Tigre, ricorre a uno stratagemma implacabile e terrificante: l’ultima tappa di un duello avvincente che rischia di ritorcersi contro di lui.

RECENSIONE

Tibié 1903

Due monaci a dorso di mulo rimangono sconvolti quando, arrivati al villaggio, trovano tutta la popolazione e gli animali morti fatti a pezzi. Ancora più terrorizzati quando si trovano davanti la colpevole: una tigre gigantesca con il marito ancora sporco di sangue.

Non si sa il motivo, ma la tigre non attacca i monaci, che si precipitano a San Pietroburgo a fare rapporto allo Zar.

Nonostante vennero inviati vari cacciatori, nessuno tornò mai indietro vivo o vittorioso.

Il panico inizia a dilagare dalla Siberia a Mosca, fino a quando arriva Ivan, forse l’unico che può davvero farcela.

Brevissimo racconto di Joël Dicker composto da 60 pagine illustrazioni comprese.

La storia ha un ritmo molto veloce, infatti in circa un’ora si legge, rendendolo ottimale anche per i pendolari o chi si trova in viaggio per altri motivi.

Nonostante non sia il solito mattone a cui Dicker ci ha abituati, la storia viene comunque descritta minuziosamente e sviluppata dettagliatamente, senza lasciare nulla in sospeso.

Ambientazioni e personaggi sono molto realistici e visivi, anche la tigre è molto caratterizzata, al punto che ci troviamo a patteggiare per lei.

Letto per senso di completezza, era l’unico libro dell’autore che mi mancava, ho trovato un’opera davvero meritevole che mi ha colpito e commosso.

Una lettura davvero meritevole.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

RECENSIONE – I fidanzati dell’inverno – Christelle Dabos – E/O 2018

TRAMA

Una saga in quattro volumi che mescola fantasy, steampunk e Belle Époque, paragonata dalla stampa francese alle saghe di J.K. Rowling e Philip Pullman.
«Ci si diverte e si pensa anche, leggendone le avventure, e si pensa, in particolare, a come il potere magico sia faccenda che ci appartiene e da cui però si prendono le distanze, come se la concezione della realtà a cui siamo abituati non potesse che espellerlo.» – Loredana Lipperini, Robinson - la Repubblica
«Ofelia è il mio riflesso inverso. Certo, in alcune cose ci somigliamo: Ofelia ha preso da me la sua goffaggine, la sua miopia e le domande che si pone. Ma siamo anche diverse. Ofelia è fragile fuori e molto resistente dentro. Io sono il contrario: ben corazzata all'esterno, ma molto emotiva. Stando così le cose, siamo cresciute insieme, abbiamo imparato insieme a incassare i brutti colpi, l'una e l'altra. O l'una dall'altra.» – Christelle Dabos, intervista a La Lettura - Il Corriere della Sera
In un universo composto da ventuno arche, tante quanti sono i pianeti che orbitano intorno a quella che fu la Terra vive Ofelia. Originaria dell'arca "Anima", è una ragazza timida, goffa e un po' miope ma con due doni particolari: può attraversare gli specchi e leggere il passato degli oggetti. Lavora come curatrice di un museo finché le Decane della città decidono di darla in sposa al nobile Thorn, della potente famiglia dei Draghi. Questo significa trasferirsi su un'altra arca, "Polo", molto più fredda e inospitale di Anima, abitata da bestie giganti e famiglie sempre in lotta tra loro. Ma per quale scopo è stata scelta proprio lei? Tra oggetti capricciosi, illusioni ottiche, mondi galleggianti e lotte di potere, Ofelia scoprirà di essere la chiave fondamentale di un enigma da cui potrebbe dipendere il destino del suo mondo. Fidanzati dell'inverno è il primo capitolo di una saga ricca e appassionante che sta conquistando migliaia di lettori giovani e adulti.

RECENSIONE

Il mondo come lo conosciamo non esiste più, una lacerazione lo ha diviso in vari territori sospesi nel firmamento e separati tra loro, che vengono chiamate arche, ognuna abitata da uno spirito di famiglia e dalla sua prole, e ognuna con poteri legati al proprio spirito.

Ofelia abita su anima, un’Arca molto accogliente i cui abitanti hanno la capacità di leggere il passato degli oggetti e le emozioni di chi li ha usati, o aggiu­stare vari materiali, e in alcuni casi molto rari, come Ofelia, attraversare anche gli specchi.

Ofelia è una ragazza molto goffa, solitaria e timida, ma la migliore lettrice di tutta l’Arca, ed è proprio
per questa sua qualità che viene scelta dalle Decane quando l’Intende dell’Arca Polo chiede loro di trovargli una moglie.

l’Intendente dell’Arca Polo, Thorn, è un uomo rude, enigmatico e freddo, proprio come la sua Arca, Polo, un ambiente sempre coperto dalla neve e dai ghiacci, un po’ come i nostri Poli.

I poteri sull’Arca Polo sono gli artigli mentali, i miraggi e la manipolazione della mente.

Appena Ofelia arriva su Polo, scopre subito di essere in pericolo, non solo per il suo futuro legame con Thorn, ma scoprirà che sotto la superficie c’è molto di più.

Primo volume di quattro della saga attraversaspecchi.

In questo primo volume ci vengono presentati i personaggi e il world building, ma, a differenza dei soliti primi volumi, abbiamo anche tanta azione e molti eventi che si rincorrono.

Le scoperte che facciamo sono tantissime, ci poniamo mille domande, rispondiamo praticamente a tutte, per poi farcene altre alla fine, che ci guideranno la mano ad afferrare il secondo volume per divorarlo.

La narrazione è molto veloce, infatti nonostante sia fisicamente un mattone, scorre molto bene, e ci troveremo alla fine senza accorgercene.

Una lettura che mi è piaciuta tantissimo.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

RECENSIONE – Percoco – Marcello Introna – Mondadori 2016

TRAMA

In una Bari che si sta riprendendo lentamente dopo la Seconda guerra mondiale, la famiglia Percoco vive la sua esistenza borghese e illusoriamente irreprensibile. È solo tra le mura di casa, in via Celentano 12, che le apparenze crollano mostrando una realtà molto diversa. Vittorio, il maggiore dei tre figli, è in galera per cleptomania, Giulio, il piccolo di casa, è affetto dalla sindrome di Down e Franco, il protagonista della storia, sembra l'unico a non dare problemi. 
Il padre Vincenzo, ispettore delle ferrovie, è un debole rassegnato, la madre Eresvida una casalinga con l'ossessione dell'affermazione sociale che vuole vedere a tutti i costi il figlio professionista laureato. Nel castello fasullo che i Percoco hanno costruito Franco ha infatti il ruolo dello studente universitario modello, l'unico in grado di dare lustro al blasone familiare. La vicenda, ispirata a un fatto realmente accaduto, parte dall'adolescenza del protagonista, fino al terrificante epilogo in cui, agli albori del boom economico degli anni Cinquanta, tutte le inettitudini, compulsioni e paure di Franco Percoco esploderanno devastando la quiete di una comunità intera.

RECENSIONE

Franco Percoco nasce a Bari nel 1930 e muore a Torino nel 2001.

Conosciuto come il primo stagista familiare italiano del Novecento, nella notte tra il 26 e il 27 maggio 1956 ha sterminato la sua famiglia (madre, padre e il fratellino minore) con un coltello da cucina, per poi convivere con i cadaveri per 12 giorni, mentre il fratello maggiore era ancora rinchiuso in carcere.

Il romanzo ripercorre la vita di Percoco, a partire dalla sua infanzia, fino al tragico epilogo, cercando di dare una spiegazione ai suoi terribili gesti, approfondendo il suo stato mentale e caratteriale, e la situazione familiare.

Franco nasce in una famiglia abbastanza agiata, padre ispettore delle ferrovie e madre casalinga, impegnata nella cura del fratello minore Giulio, portatore della Sindrome di Down. Il fratello maggiore, Vittorio, è invece un cleptomane con una lunga fedina penale, che all’età di 18 anni inizia a vivere perennemente in carcere, dopo essere stato arrestato mentre faceva un furto coinvolgendo anche Franco, all’epoca solo tredicenne.

Da quel momento per la famiglia Percoco esiste un solo unico figlio, infatti Giulio è stato nascosto in casa dal giorno della sua nascita a causa della sua condizione, Vittorio viene disconosciuto e lasciato da solo in carcere, per loro esiste solamente Franco, unico che potrà rendere la famiglia orgogliosa.

Le pressioni che Franco inizia a subire dai genitori lo schiacciano, deve sempre essere il più bravo, perfetto, lo studente migliore, mentre a lui non interessa nulla, e infatti verrà rimandato a settembre più volte, fino a quando non scappa per un mese intero, dopo aver rubato una spilla della madre che gli permise, dopo averla venduta a un banco dei pegni, di mantenersi e fare la parte del riccone con le ragazze che frequenta in quel periodo.

Franco però viene denunciato da un commesso viaggiatore a cui ruba dei dollari, e a Milano viene arrestato nuovamente, chiamato suo padre, viene rilasciato su cauzione dopo che il padre ebbe ripagato 23.000 lire (il corrispettivo dei dollari rubati) al commesso viaggiatore e ben 6.666 lire alla polizia per far rilasciare il figlio.

Tornato a casa scopre di aere la sifilide e un fortissimo esaurimento nervoso, che portano all’allontanamento del fratello Giulio in un manicomio statale per due anni e per lui una vita di ozio assoluto per non peggiorare il suo esaurimento, fino a quando non arriva il momento di dare l’esame di maturità, che non supera a causa di una ricaduta dei suoi attacchi di mal di testa, e la chiamata al servizio militare, dove viene congedato con disonore per aver falsificato un permesso di uscita.

Franco inizia a cambiare continuamente indirizzo di studi, fino a quando nel 1956, respinto per l’ennesima volta a un esame, ubriaco fradicio, nella notte tra il 26 e il 27 maggio prende un coltello dalla cucina e si recò in camera dei genitori dove accoltellò la madre ben 7 vuole e il padre 13 volte, fino a staccare il manico del coltello, a quel punto si reca in cucina, dove viene raggiunto dal fratello Giulio che si sveglia a causa dei rumori.

Franco inizialmente rassicura il fratello, per poi accoltellarlo ben 38 volte.

Una volta uccisi, chiuse i cadaveri nella camera dei genitori con dei deodoranti in modo che non fuoriuscissero gli odori e continuò a vivere normalmente per ben 12 giorni, facendo anche una grande festa con tutti i suoi amici nel salotto di casa.

… Essi sanno la verità. Il muro del silenzio che crearono in vita più loro non serve. Più nulla essi hanno da nascondere. Essi sanno che è pazzo…

Dall’arringa difensiva dell’avvocato Achille Lombardo Pijola, Corte d’Assise di Bari, 17 novembre 1956

Romanzo biografico che, come dicevo vuole approfondire la psicologia di Franco Percoco, facendoci conoscere tutti i retroscena della vicenda e dell’infanzia di Franco.

La narrazione è molto lenta, troppo lenta, per buon tre quarti del libro, ovvero per tutta la parte relativa all’adolescenza di Franco, dove viene dato fin troppo spazio a eventi o situazioni di minor importanza, che avrebbero potuto prendere molto meno spazio, distogliendo l’attenzione del lettore dagli approfondimenti psicologici più interessanti.

Le descrizioni sono fatte molto bene e vivide, ma mai troppo shockanti, possono essere lette da chiunque, se appassionato per il true crime.

Una lettura da cui mi aspettavo di più, ma che non è del tutto male.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

RECENSIONE – Le ragazze immortali – Kiran Millwood Hargrave – Mondadori 2022

TRAMA

Le gemelle Lil e Kizzy stanno per compiere diciassette anni, ed entro poche ore arriverà per loro il giorno della divinazione: l'Anziana Charani svelerà alle ragazze quale destino le aspetta. Ma non faranno in tempo a partecipare alla cerimonia perché il crudele Boier Valcar le fa rapire per farne le sue schiave. Costretta a lavorare nelle cucine del castello, un luogo tutt'altro che accogliente, Lil trova conforto nell'incontro con Mira, una compagna di sventura verso cui si sente attratta in un modo mai provato prima. 
E lì sente parlare del Drago, che ricorda la terribile figura mitologica di cui raccontano le antiche leggende, un mostro a cui si portano in offerta giovani ragazze... Forse Lil e Kizzy non avranno la loro cerimonia di divinazione, ma le gemelle stanno per scoprire comunque il loro destino...

RECENSIONE

Si raccontava di un voievod della Valacchia settentrionale con una particolare predilezione per le giovani Viaggiatrici di talento. Lo chiamavano il Drago e si diceva che le costringesse a esibirsi finché non si riducevano a gusci vuoti; dalle più belle pretendeva che facessero ben altro che cantare: le rovinava, poi beveva il loro sangue e, così facendo, diventava immortale. Una storia inventata, certo, ma l’Anziana Charani dice che ogni storia ha le sue radici nella verità, per quanto sepolte a fondo.

Romania

Lil e Kizzy sono due gemelle Viaggiatrici, coloro che vengono anche chiamati zingari, mentre le popolazioni del luogo sono chiamati stanziati.

Il giorno prima del loro diciassettesimo compleanno, giorno in cui avrebbero affrontato il rito della divinazione per scoprire il loro destino, vengono rapite dal Boier del luogo per diventare sue schiave, e il loro villaggio e il resto del clan bruciati.

Al castello del Boier le due ragazze lavorano per un mese in cucina, per poi diventare cameriere, ruolo che le porterà a conoscere l’uomo del Voievod che cambierà per sempre le loro vite.

Silvie fece un verso di disapprovazione. «La corteccia secca troppo. Guarisce più in fretta, ma fa molto più male. Bisogna fare un cataplasma, per alleviare il dolore.»
«E meno male che le streghe siamo noi» disse Kizzy.
«Conoscere le erbe non ha niente a che fare con la stregoneria» sbottò Silvie, incrociando le dita davanti a quell’accusa. «Chiederò alla Cuoca un po’ di avena.»

Romanzo molto particolare, biografico fantasy, ma anche young adult nonostante non ci sia del romance eccessivo classico.

La storia è narrata tutta dal punto di vista di Lil, della quale vengono approfonditi gli stati d’animo e i pensieri.

I personaggi sono molto ben caratterizzati, anche le due gemelle, nonostante siano un po’ stereotipate, ovvero una timida e remissiva, l’altra molto impulsiva ed esuberante.

Anche le ambientazioni sono molto realistiche e molto visive, permettendo un’immersione totale.

La narrazione è molto lineare, non ci sono salti temporali o flashback, e il ritmo è scorrevole, perlomeno nella prima parte del romanzo, poi va a rallentare dando un senso di ripetitività quando Lil scappa per seguire la sorella, per riprendersi sul finale.

La storia è un ottimo tentativo di creare un passato alle tre Vampire che vivono con Dracula e di cui non si è mai parlato, lasciandole in secondo piano.

Tentativo davvero ben riuscito che riprende molte particolarità della storia originale, come il fatto che Dracula sia seguito e servito dagli Zingari.

Un buon romanzo che consiglio, specialmente agli amanti di Dracula e dei vampiri in generale.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

RECENSIONE – La verità sul caso Harry Quebert – Joël Dicker – Bompiani 2013

TRAMA

Estate 1975. Nola Kellergan, una ragazzina di 15 anni, scompare misteriosamente nella tranquilla cittadina di Aurora, New Hampshire. Le ricerche della polizia non danno alcun esito. Primavera 2008, New York. Marcus Goldman, giovane scrittore di successo, sta vivendo uno dei rischi del suo mestiere: è bloccato, non riesce a scrivere una sola riga del romanzo che da lì a poco dovrebbe consegnare al suo editore. 
Ma qualcosa di imprevisto accade nella sua vita: il suo amico e professore universitario Harry Quebert, uno degli scrittori più stimati d'America, viene accusato di avere ucciso la giovane Nola Kellergan. Il cadavere della ragazza viene infatti ritrovato nel giardino della villa dello scrittore, a Goose Cove, poco fuori Aurora, sulle rive dell'oceano. Convinto dell'innocenza di Harry Quebert, Marcus Goldman abbandona tutto e va nel New Hampshire per condurre la sua personale inchiesta. Marcus, dopo oltre trent'anni deve dare risposta a una domanda: chi ha ucciso Nola Kellergan? E, naturalmente, deve scrivere un romanzo di grande successo.

RECENSIONE

“Il primo capitolo è fondamentale, Marcus. Se ai lettori non
piace, non leggono il resto del libro. Tu come intendi cominciare il tuo?”
“Non lo so, Harry. Pensi che un giorno ci riuscirò?”
“A fare cosa?”
“A scrivere un libro.”
“Ne sono certo.”

New York 2008

Marcus Goldman, dopo essere diventato uno scrittore famosissimo con il suo primo romanzo, entra nel blocco dello scrittore, blocco che non riesce a superare, al punto che dopo diciotto mesi il suo editore gli ha dato un ultimatum: se entro sei mesi non avrebbe consegnato il romanzo, sarebbero andati per via legali.

Sentendosi messo alle strette, Marcus decide di rivolgersi al suo ex docente e mentore, e a sua volta grande scrittore, Harry Quebert, che lo invita a casa sua ad Aurora, piccola cittadina in riva all’oceano, vicino al confine con il Massachusetts.

Mentre è a casa di Harry, scopre alcuni manoscritti, e in uno di questi scopre che nel 1975, Harry Quebert, a 34 anni ha avuto una relazione con una ragazza di 15 anni: Nola Kellergan.

La stessa Nola Kellergan scomparsa una sera di agosto del 1975.

La stessa Nola Kellergan il cui cadavere viene ritrovato nel 2008, poco dopo che Marcus ha lasciato Aurora.

La stessa Nola Kellergan per il cui omicidio viene accusato Harry Quebert, portando Marcus a indagare per scagionarlo e a scrivere il suo capolavoro letterario.

Cos’è successo realmente quella notte del 1975?

Il giorno della scomparsa (Sabato 30 agosto 1975)
“Centrale di polizia, qual è il suo problema?”
“Mi chiamo Deborah Cooper, abito in Side Creek Lane. Credo di avere appena visto una ragazza inseguita da un uomo nella foresta.”
“Cos’è successo esattamente?”
“Non lo so! Ero affacciata alla finestra, stavo guardando verso la foresta, e a un certo punto ho visto questa ragazza correre in mezzo agli alberi. Dietro di lei c’era un uomo… Credo che stesse cercando di sfuggirgli.”
“Dove si trovano in questo momento?”
“Non… Non riesco più a vederli. Sono dentro la foresta.”
“Mando subito una pattuglia; signora.”
Fu quella telefonata a dare inizio alla vicenda che turbò la cittadina di Aurora, nel New Hampshire. Quel giorno, Nola Kellergan, una ragazza del posto di quindici anni, scomparve. Non venne più ritrovata.

Romanzo thriller molto particolare con cui l’autore è diventato molto famoso, e da cui hanno tratto
una serie TV su Primo video.

La storia incomincia presentandoci Marcus Goldman, ed è proprio lui a descriversi, facendoci un breve e veloce riassunto del suo passato per poterci introdurre colui che sarà il vero protagonista della storia, il suo mentore ed ex professore Harry Quebert.

A questo punto ci viene sbattuta in faccia la notizia della relazione di 33 anni prima tra Quebert e una quindicenne, per poi mettere sul tavolo il carico da mille: il ritrovamento del corpo della ragazza nel giardino di Quebert e il suo arresto.

Inizia così l’indagine di Goldman per aiutare il suo amico e dimostrarne l’innocente, e per farlo farà continui flashback in cui andrà ad approfondire sia la sua vita che quella di Quebert, fino a svelare tutta la verità.

Avevo appena trent’anni e con quel libro, che era soltanto il secondo della mia carriera, ero diventato lo scrittore più in vista del paese.
Il caso che turbava l’America, e intorno al quale avevo costruito il mio racconto, era scoppiato qualche mese prima, all’inizio dell’estate, quando erano stati rinvenuti i resti di una ragazza scomparsa trentatré anni addietro. Fu così che vennero alla luce i fatti accaduti tanti anni prima nel New Hampshire, senza i quali Aurora sarebbe sicuramente rimasta una cittadina sconosciuta al resto degli USA.

Per me si tratta di una seconda lettura e, come la prima volta, ha saputo conquistarmi e coinvolgermi, tenendomi sempre sull’attenti, con l’attenzione a mille, domandandomi se Quebert fosse davvero innocente o colpevole.

Il ritmo narrativo è molto veloce, facendoti divo­rare pagina dopo pagina, al punto che non ti rendi conto della sua lunghezza fisica.

Un romanzo che avevo amato e che ho riamato, in cui viene approfondito il legame dell’amicizia, dell’amore, come anche il pregiudizio e l’ottu­sità umana.

Una lettura che consiglio vivamente.

“Harry, se dovessi salvare solo una delle tue lezioni, quale sceglieresti?”
“Rigiro a te la domanda.”
“Io salverei L’importanza di saper cadere.”
“Mi trovi pienamente d’accordo. La vita è una lunga caduta, Marcus. La cosa più importante è saper cadere.”

Micol Borzatta

Copia di proprietà

RECENSIONE – Gli eredi della notte stagione 2 – Serie TV di Diederik van Rooijen del 2020

Seconda stagione della serie TV ispirata alla saga di romanzi di Ulrike Schweikert, di cui in Italia sono arrivati solamente i primi tre volumi.

Gli eredi hanno vinto il primo scontro con Dracula, catturando Calvina, capa dei Red Mask e trasformata in vampira da Dracula stesso per soggiogarla ai suoi ordini, e si stanno spostando dall’Italia all’Inghilterra per continuare le lezioni presso il clan di Vyrad.

La storia tra Lars e Alisa continua, rafforzandosi sempre più, ma il suo cuore batte ancora anche per Niku, il figlio di Calvina, e nel frattempo sta cercando di decifrare il diario della sua defunta madre per trovare il nodo della profezia, quello che può salvare il mondo o distruggerlo per sempre.

Ad appesantire la situazione, per Alisa, c’è anche il fatto che gli anziani hanno scoperto, a causa sua, che Ivy è un’ombra e non una puro sangue, quindi il suo posto non è più tra gli Eredi e nessuno può fare nulla per cambiare le regole.

Questo comportamento degli anziani porta Alisa a voler cambiare tutto, cambiare le tradizioni, cambiare il pensiero e le regole, e per questo si attirerà addosso l’ira degli anziani e di tutti i clan.

Come per la prima stagione anche questo è composta da 13 puntate da 20-25 minuti, tutte dal punto di vista di Alisa.

Il ritmo è molto scorrevole, infatti le due stagioni si possono vedere ognuna in una sola giornata, permettendoci in questo modo di sapere la storia per intero.

Come per l’altra stagione anche questa va vista senza collegarla ai libri, ma come se fosse una storia a se stante, per via delle mille differenze, di cui ho già parlato settimana scorsa, a cui va aggiunta la figura di Abraham Van Helsing, che viene denaturalizzato completamente.

Nel complesso la serie è carina, coinvolge e sa far passare momenti piacevoli con dei vampiri che non sono stati troppo trasfigurati, anche se sarebbe stata migliore se avessero tradotto tutte le parti in norvegese, in modo da far capire anche allo spettatore cosa stia succedendo.

Micol Borzatta

Guardato su Amazon Prime