I segreti di Coldtown, Holly Black (Mondadori 2013) a cura di Micol Borzatta

cop_black_i_segreti_di_coldtown

Tana si sveglia dentro a una vasca da bagno con un forte mal di testa.

Piano piano riesce a ricordarsi che la sera prima ha partecipato a una grande festa in cui ha bevuto davvero troppo.

Uscita dal bagno si stupisce del silenzio che trova quando, recatasi in salotto, trova i cadaveri di tutti i partecipanti alla festa. Gli unici sopravvissuti sono il suo ex ragazzo e un vampiro, entrambi legati in mezzo alla stanza su due sedie.

Tana si precipita a slegarli e insieme scappano verso la Cold Town più vicina e in quel momento inizia la loro corsa contro il tempo per salvarsi la vita.

L’inizio del romanzo rimane un po’ fiacco. nonostante la storia parta con il ritrovo di cadaveri la narrazione è lenta e non spiega come mai la gente sia abituata a vedere protezioni contro i vampiri e non si sorprenda di essere testimoni di un attacco. Solo molto più avanti viene accennato qualcosa, creando tantissima confusione e irrealtà al lettore.

Le descrizioni sono molto ben fatte e molto evocative, come la caratterizzazione dei personaggi, anche se devo ammettere che Tana l’ho trovata antipatica e immatura.

È bello riscoprire dei vampiri meno romantici e idilliaci come ci hanno abituato negli ultimi anni.

un romanzo che nel complesso è leggibile ma ha molti difetti che impediscono un totale coinvolgimento che porta a una lettura molto lenta e faticosa.

Micol Borzatta

Annunci

La ragazza nella nebbia, Donato Carrisi (Longanesi 2015) a cura di Micol Borzatta

download.jpg

Due mesi dopo la sparizione di una ragazza di sedici anni, Anna Lou, l’agente speciale Vogel si ritrova ad Avechot ed è vittima di un incidente stradale a causa della fortissima nebbia presente.

Vogel ne esce illeso nonostante l’auto sia mezza distrutta, ma ha del sangue su tutti i vestiti.

Risultando confuso e poco propenso a parlare, la polizia decide di chiamare lo psichiatra Flores per vedere di capire a chi appartiene il sangue.

Vogel inizia così a raccontare quello che è successo in quei due mesi, da quando ha iniziato le indagini sulla scomparsa di Anna Lou, la scoperta dell’appartenenza della famiglia a una strana setta religiosa, il ritrovamento di un indiziato e delle prove che Vogel ha manovrato per riuscire a ottenere le luci della ribalta.

Il romanzo si apre subito con un mistero oscuro che colpisce il lettore, ma poi il ritmo narrativo rallenta, nonostante le vicende narrate siano misteriose e frenetiche.

Le descrizioni sono sempre minuziose, ma il ritmo della narrazione e la velocità della storia sono davvero fuori sincrono.

Anche il coinvolgimento nella storia non risulta essere lo stesso a cui si è abituati, come ad esempio nei romanzi del ciclo di Mila Vasquez.

Rimane comunque una bella lettura come solo Carrisi sa fare.

Micol Borzatta

Il suggeritore, Donato Carrisi (Longanesi 2009) a cura di Micol Borzatta

9788830430020_0_0_300_75

La squadra speciale di Roche, con l’aiuto del dottor Goran Gavila, ritrovano sei braccia sinistre sepolti in un bosco. Le braccia appartengono a delle bambine scomparse su cui stanno indagando, ma qualcosa non quadra: le bambine scomparse sono cinque ma le braccia sono sei.

Per questo motivo viene chiamata in aiuto l’investigatrice Mila Vasquez, esperta in scomparsa di persone, per cercare di trovare la sesta bambina, che  differenza delle altre cinque dagli esami sul braccio risulta ancora viva.

Nel frattempo il serial killer fa ritrovare i cadaveri delle cinque bambine una alla volta, con particolari indizi, in modo che vengano arrestati, al ritrovamento di ogni cadavere, di pedofili, assassini o comunque criminali come lui.

Le indagini continuano a ritmo ferrato in una corsa contro il tempo.

Come sempre un romanzo spettacolare, come tutti quelli firmati Carrisi.

Con descrizioni molto evocative riesce a farci immergere completamente nella lettura, dimenticando lo trascorrere del tempo reale e iniziando a vivere quello della storia.

Minuziosi e ben caratterizzati sono tutti i personaggi, che diventano reali e li sentiamo quasi fisicamente al nostro fianco.

La narrazione è lineare, senza flash back, ma piena di suspance e colpi di scena che lasciano senza fiato.

Le informazioni vengono date piano piano e in contemporanea ai personaggi, così da procedere insieme nelle indagini.

Molto ben strutturate le parti tecniche, inserite a regola d’arte permettendo al lettore di imparare e conoscere meglio la realtà descritta, senza però annoiarsi o avere la sensazione di avere tra le mani un manuale didattico.

Mi ero proprio dimenticata il coinvolgimento che sa creare Carrisi, ma sono bastate poche righe per ricordarmelo e sentirmi rapita, perché è inevitabile, se inizi a leggere un suo romanzo non te ne stacchi più.

Micol Borzatta

La dama di Barcellona, Daniel Sánchez Pardos (Corbaccio 2018) a cura di Micol Borzatta

9788867004171_0_0_300_75

Recensione pubblicata sul blog Milano Nera con cui collaboro

Barcellona 1854.

Siamo in un’epoca in cui la città sta vivendo un momento molto importante per la sua storia.

Chiusa fino quasi a soffocare dalle mura medievali, attaccata dalle infestazioni e dalle epidemie. Un luogo in cui la superstizione vive il suo massimo splendore e dove in ogni vicolo si hanno le stesse possibilità di incontrare o la morte o qualche miracolo.

Un giorno, in un convento,  viene trovato il cadavere di una giovane donna vicino a un pozzo che è sempre stato al centro di leggende e misteri molto oscuri, tant’è che iniziano subito a girare delle strane voci relative all’accaduto. Voci che vanno inevitabilmente ad aumentare la paura per l’ignoto e di conseguenza la superstizione.

A indagare viene chiamato Octavio Reigosa, l’ispettore del Corpo di Vigilanza, che oltre alle difficoltà delle indagini, si troverà ad affrontare, anche il vescovo Reira e quelli che lui chiama miracoli. ossia  strani fatti interpretati come segno di una volontà divina.

A peggiorare tutto, poi, si aggiungeranno il dottor Carrera con la sua clinica psichiatrica Neothermas e i misteri che si nascondono dietro a quelle mura e di cui nessuno vuole parlare.

Per sua fortuna Reigosa troverà aiuto nel chirurgo Andreu Palafox e nella scrittrice Teresa Urbach.

Sorgente: La dama di Barcellona – MilanoNera

Gli occhi gialli dei coccodrilli, Katherine Pancol (Dalai Editore 2012) a cura di Micol Borzatta

katherine-pancol-ampegrave-il-L-kHRr9U.jpg

 

La famiglia Cortès è una famiglia davvero particolare.

Joséphine, da sempre considerata la fallita di casa, quella che si è rinchiusa nello studio della Storia del XII secolo solo per scappare dal mondo, è una donna un po’ sciatta che si è lasciata andare, preoccupandosi solo di seguire la casa, il lavoro, le figlie Hortense e Zoé, e il marito Antoine Cortès. Fino a quando un giorno Toni l’ha lascia per andare a stare con la sua amante Mylène, una donna giovane, carina, sempre ben tenuta e che lavorava come estetista. Ritrovatasi da sola deve lavorare sodo per riprendersi in mano la sua vita.

Iris Dupin, sorella di Joséphine, è sposata con Philippe Dupin, uomo di successo, e madre di Alexandre, un bambino che cerca sempre di eccellere in tutto per far felici i genitori, ma che in realtà soffre molto. Iris è sempre stata considerata la figlia perfetta che ha sempre avuto successo e preso la vita al massimo, ma anche lei ha i suoi segreti, e inizieranno a uscire quando dovrà rivolgersi alla sorella e assumerla come ghost writer per non perdere la faccia in società.

Henriette Plissonnier in Grobz, madre delle due ragazze e soprannominata Madama la madre, è una donna rigida che vive solo in base alle apparenze. Non ha mai dato importanza agli affetti e ha sempre fatto strada solo preoccupandosi del lato materiale delle cose, come per il secondo matrimonio, con il direttore d’azienda Marcel Grobz, un uomo che non ama per niente ma che ha messo alle strette solo per il matrimonio.

Intorno a queste tre donne gira tutto un mondo complicato fatto di intrecci, relazioni extra coniugali, apparenze che si snodano su tre generazioni, ma che in fondo non cambia mai.

La narrazione del romanzo è un po’ lenta ma molto intensa, che porta a immedesimarsi nella vita di ogni personaggio per capire meglio le loro azioni e loro motivazioni.

I personaggi sono talmente ben descritti e strutturati che è impossibile non provare un odio intenso per Hortense, la classica figlia di papà che crede che tutto le sia dovuto e non le importa nulla se per ottenerlo deve manipolare, umiliarsi e utilizzare il suo corpo.

Antipatica anche Zoé, frignona, immatura, una bambina che non vuole crescere, che non vuole capire nulla della realtà se non è come lo vuole lei, sempre attaccata alla mamma con il dito in bocca.

Mi è piaciuto tantissimo Joséphine. Un personaggio che all’inizio del romanzo sembra inutile, debole, di poco spessore, ma che pagina dopo pagina cresce, si rafforza, e si trasforma in una guerriera forte, in una donna che sa benissimo cosa vuole dalla sua vita e come ottenerlo.

Primo romanzo di una trilogia riesce con molta semplicità a catturare l’attenzione e farci vivere la quotidianità di ogni singolo personaggio.

Micol Borzatta

L’estate delle coincidenze, Ali McNamara (Newton Compton 2018) a cura di Micol Borzatta

lestate-delle-coincidenze

Recensione pubblicata sul blog Pieces of paper hearts con cui collaboro.

È una magnifica estate e Ren Parker è a caccia: il suo lavoro, infatti, è quello di scovare in giro per l’Irlanda la casa perfetta per un cliente molto esigente.

La sua ricerca la porta fino alla costa occidentale dell’isola, nella piccola città di Ballykiltara.

Qui sorge Welcome House, un piccolo gioiello. C’è solo un problema: nessuno ha idea di chi sia il proprietario. Quella casa è una sorta di leggenda per gli abitanti della cittadina.

La sua porta è sempre aperta per chi ha bisogno di un tetto e non mancano mai scorte di cibo per i poveri o chiunque passi per una sosta.

Mentre Ren indaga sulla proprietà, per capire come avviare una trattativa, comincia a immergersi nella storia e nei racconti che circondano la vecchia casa, aiutata da Finn, l’affascinante gestore dell’albergo in cui alloggia.

Riuscirà a scoprire il segreto della misteriosa Welcome House?

Sorgente: L’estate delle coincidenze – Pieces of paper hearts

Il cane che aveva perso il padrone, Damian Dibben (Newton Compton 2018) a cura di Micol Borzatta

il-cane-che-aveva-perso-il-suo-padrone-x1000

Campione è il cane di un alchimista.

il legame con il suo padrone è talmente forte che, quando lui scopre il metodo per sconfiggere la morte, decide di condividere il siero con lui.

Un giorno però, mentre sono a Venezia, Campione ha uno strano presentimento e gli sembra di vedere Vilder, la nemesi del suo padrone, e poco dopo il suo padrone scompare.

Passano 117 anni in cui Campione attende a Venezia il ritorno del suo padrone, perché lui gli aveva detto che se si fossero persi di vista si sarebbero rivisti sulle scale della Cattedrale, ma invece sarà Vilder a comparire e Campione deciderà allora di lasciare la città e seguirlo, sperando che lo porti dal suo padrone.

Romanzo spettacolare raccontato tutto dal punto di vista di un cane, cosa che rende tutto davvero innovativo.

Per tutta la durata della lettura potremo vivere come un cane, infatti ci sentiremo trasformati nel protagonista e vedremo il mondo da tutto un altro punto di vista.

Grazie alle descrizioni minuziose impareremo a conoscere molto di più i nostri amici a quattro zampe, al legame profondo che si instaura tra loro e noi e quello che provano.

Ovviamente non è un manuale sui cani, ma una storia fantasy, il lavoro di ricerca però è molto approfondito e le parti relative a Campione e Sporco, o a La Perla sono davvero realistiche.

Bellissime anche le descrizioni delle varie città e delle varie epoche che sono molto evocative.

La storia è molto ben sviluppata e accattivante e sa come conquistare.

Un romanzo che merita davvero, specialmente per chi ama i cani e convive con loro.

Micol Borzatta