ARTICOLO – Quattro chiacchiere su… Alex North

Alex North è nato a Leeds, in Inghilterra, dove vive tuttora con la moglie e il figlio. Ha studiato Filosofia all’Università di Leeds e prima di diventare scrittore ha lavorato presso il Dipartimento di Sociologia. Dopo L’Uomo dei Sussurri, pubblicato in Italia da Mondadori e venduto in 26 paesi, Le Ombre è il suo secondo romanzo.

L’uomo dei sussurri

Un thriller con un tocco di horror che strizza l’occhio a Stephen King e alle migliori serie crime.

«”L’Uomo dei sussurri” è il thriller più inquietante che habbia letto dai tempi de “L’uomo di neve” di Jo Nesbo» – Alex Michaelides

Se una porta semiaperta lascerai, presto i sussurri sentirai. Se fuori da solo giocherai, presto a casa non tornerai. Se la finestra aperta lascerai, sul vetro bussar lo sentirai. Se solo e triste ti sembra di stare, l’Uomo dei Sussurri vedrai arrivare.

Ancora distrutto dalla drammatica perdita di sua moglie, Tom Kennedy decide di trasferirsi con il figlio Jake nella tranquilla cittadina di Featherbank e ricominciare da capo. Non sa ancora che un fatto terribile ha appena sconvolto la comunità. Un ragazzino di sei anni è svanito nel nulla e nonostante il vecchio detective Pete Willis non abbia perso tempo con le ricerche, il piccolo non si trova. Come venti anni prima, si riaffaccia l’incubo dell’Uomo dei Sussurri, il serial killer responsabile della scomparsa di cinque bambini. Frank Carter, questo il suo vero nome, era solito attirare le vittime sussurrando alle loro finestre, di notte. E mentre le ricerche del bambino continuano senza tregua, il piccolo Jake inizia a comportarsi in modo strano: si isola dai compagni di classe per passare sempre più tempo con la sua misteriosa amica immaginaria e soprattutto dice di sentire una voce che sussurra il suo nome nel buio.

Le ombre

Le Ombre, il nuovo sconvolgente thriller di Alex North, autore del bestseller L’Uomo dei Sussurri, conferma le doti di grande scrittore dell’autore, degno erede di un mostro sacro del genere come Stephen King. 

Sono passati venticinque anni dai terribili fatti che hanno cambiato la vita di Paul Adams per sempre quando era un ragazzino, e lo hanno allontanato da Gritten, la sua città. Tutto per colpa di Charlie Crabtree. C’è sempre stato qualcosa di strano e inquietante in lui, qualcosa di non chiaro.

Paul e il suo migliore amico James erano inseparabili, fino a quando Charlie non si è intromesso nelle loro vite e li ha divisi, coinvolgendoli in una rete di fantasie sempre più sinistre e di sogni sempre più terribili, che affascinavano gli altri ragazzi, plagiati dal suo minaccioso carisma. Paul sapeva di dover fare qualcosa al riguardo, ma non l’ha fatto, e a un certo punto è stato troppo tardi. Adesso ha lentamente rimesso insieme la sua vita, ma quando le condizioni fisiche di sua madre, anziana e malata, cominciano a peggiorare, Paul deve tornare a casa, malgrado ogni parte di lui opponga resistenza. Non passa molto tempo prima che le cose inizino ad andare male. Viene commesso un altro delitto, sua madre è spaventata e dice cose incomprensibili e lui stesso ha la sensazione che qualcuno lo stia seguendo. Tutto ciò gli ricorda la cosa più inquietante di quel tremendo giorno di venticinque anni fa: non è stato solo l’omicidio, ma il fatto che, da quel momento, di Charlie Crabtree si sono perse le tracce. 

Micol Borzatta

RECENSIONE – La casa senza ricordi – Longanesi 2021

TRAMA

Dopo il successo internazionale della Casa delle voci, il nuovo romanzo di Donato Carrisi: imprevedibile, ipnotico, potente.
«Magistrale. Mette i brividi.» – The Times
Ascolterai ciò che ho da dire... fino in fondo.
Un bambino senza memoria viene ritrovato in un bosco della Valle dell'Inferno, quando tutti ormai avevano perso le speranze. Nico ha dodici anni e sembra stare bene: qualcuno l'ha nutrito, l'ha vestito, si è preso cura di lui. Ma è impossibile capire chi sia stato, perché Nico non parla. La sua coscienza è una casa buia e in apparenza inviolabile. L'unico in grado di risvegliarlo è l'addormentatore di bambini. Pietro Gerber, il miglior ipnotista di Firenze, viene chiamato a esplorare la mente di Nico, per scoprire quale sia la sua storia. E per quanto sembri impossibile, Gerber ce la fa. Riesce a individuare un innesco – un gesto, una combinazione di parole – che fa scattare qualcosa dentro Nico. Ma quando la voce del bambino inizia a raccontare una storia, Pietro Gerber comprende di aver spalancato le porte di una stanza dimenticata. L'ipnotista capisce di non aver molto tempo per salvare Nico, e presto si trova intrappolato in una selva di illusioni e inganni. Perché la voce sotto ipnosi è quella del bambino. Ma la storia che racconta non appartiene a lui.

RECENSIONE

«Questa storia è piena di buchi neri, Pietro. E, alla fine, la verità potrebbe rivelarsi più semplice e insieme più agghiacciante di quanto possiamo immaginare. E soltanto quel bambino la conosce.»

La storia inizia a febbraio del 2021, quando Pietro Gerber viene chiamato dal magistrato Anita Baldi per il ritrovamento di un bambino nella Valle dell’Inferno, nelle zone del Mugello.

Il bambino in questione è Nikolin, ha 12 anni, e otto mesi prima era sparito nel nulla insieme alla madre, con la quale viveva nella loro auto.

Nico è fisicamente a posto, indossa vestiti invernali, è ben nutrito e non presenta nessun segno di maltrattamento, ma psicologicamente è distante, ha lo sguardo vacuo, non sbatte le palpebre e i suoi movimenti sono automatici, ed è proprio per questo che la Baldi si è rivolta a Gerber.

Pietro Gerber infatti è un ipnotista, specializzato nei bambini, soprannominato l’addormentatore di bambini, come il padre prima di lui.

Appena Pietro ipnotizza Nico, il piccolo inizia a parlare raccontando una storia avvenuta vent’anni prima. Il rapitore del bambino infatti lo sta usando come portavoce della sua storia, e sta a Pietro scoprire come mai, e chi è questa persona.

La storia richiama alcuni avvenimenti del precedente romanzo, La casa senza voce, ma lo si può leggere anche senza aver letto l’altro.

I personaggi sono ben caratterizzati, riusciamo a percepire le emozioni di Pietro come se fossero nostre, e ci viene da ribattere agli altri personaggi quando lo attaccano e lui tace, perché sappiamo perfettamente cosa lo spinge e perché fa determinate scelte, anche se sembrano le più sbagliate possibili.

La trama è ben sviluppata, piena di colpi di scena e con un ritmo molto veloce che intriga e porta a voler continuare senza mai smettere.

Non il più bello tra i libri di Carrisi, ha scritto romanzi molto più intriganti, ma rimane comunque un bel libro che sa stupire e coinvolgere.

Una lettura consigliata.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

REVIEW PARTY – Il regno dei Malvagi – Kerri Maniscalco – Mondadori 2021

TRAMA

Quando si ha a che fare con i Malvagi, niente è come sembra.
Emilia e Vittoria sono gemelle; appartengono a una delle tredici famiglie di streghe nascoste a Palermo ma, come tutte, stanno bene attente a celare la loro vera natura. Per questo lavorano da Mare e Vino, il rinomato ristorante di famiglia, come due normalissime ragazze.  
Una sera, però, Vittoria non si presenta al lavoro. Sarà proprio Emilia a trovare il cadavere profanato della sorella. Distrutta dal dolore, decide che farà di tutto per scoprire chi sia il brutale assassino e vendicarla. Anche a costo di usare la magia nera, da tempo messa al bando. Anche a costo di allearsi con Ira, uno dei sette Principi dell'inferno, i Malvagi. Fin da quando era piccola, le hanno sempre detto di guardarsi da loro, ma Ira giura di essere dalla sua parte, e di aver ricevuto l'incarico di risolvere il mistero degli omicidi che stanno insanguinando la Sicilia. Ciò che Emilia dovrebbe ricordarsi è che, quando si ha a che fare con i Malvagi, niente è come sembra.

RECENSIONE

Siamo in Sicilia, per la precisione a Palermo.

Vittoria ed Emilia sono due gemelle che discendono da una famiglia di streghe, il cui potere e la cui storia è matriarcale.

Pochi giorni il compimento de loro diciottesimo compleanno in tragedie colpisce le ragazze: Emilia, mentre è al convento dei frati ad aiutare a preparare la cena come sempre, trova la gemella Vittoria morta nella cappella.

Distrutta dal dolore Emilia vuole a tutti i costi trovare l’assassino è vendicare la sorella, trovandosi così a evocare un demone per poter fare un patto che sazi la sua sete di vendetta.

All’evocazione risponde il Principe Ira, che è anche il demone che Emilia aveva visto vicino al cadavere di Vittoria, ma non è lui l’assassino, lui doveva solo recarsi da Vittoria per reclamare la parte di patto che la ragazza aveva fatto con uno dei suoi fratelli.

Da quel momento la vita di Emilia cambia radicalmente, gli insegnamenti della nonna si rivelano incompleti e spesso errati, i Principi Malvagi infatti girano sulla Terra tranquillamente, e ognuno di loro vuole Emilia nella propria casata, reputandola una strega delle ombre.

Cos’è però una strega delle ombre e perché è così importante per i Principi creare un’alleanza con lei?

«Che aspetto hanno i Principi demoniaci?» chiese Vittoria, benché ormai conoscesse a memoria quella parte.
«Sembrano umani, ma i loro occhi d’ebano presentano una sfumatura sanguigna, e la loro pelle è dura come la pietra. Qualunque cosa accada, non dovete mai rivolgere la parola ai Malvagi. Se li incontrate, correte a nascondervi. Una volta catturata la sua attenzione, un Principe dell’inferno non si fermerà davanti a niente e nessuno pur di reclamarvi. Sono creature demoniache, figlie dell’oscurità e del chiaro di luna, e non bramano altro che distruzione. Abbiate cura del vostro cuore; se ne avranno la possibilità, ve lo strapperanno dal petto e ne succhieranno tutto il sangue prima che l’ultima goccia evapori nel cielo notturno.»

Primo volume di una trilogia ci troviamo davanti un classico paranormal romance contemporary.

Strutturalmente è davvero un ottimo romanzo, che ripercorre tutti gli step necessari per il suo genere: presentazione della protagonista, evento doloroso che la porta a commettere atti stupidi, conseguenze paranormali dei suoi atti, incontro con super adoni tutti interessati a lei, contorno di missione da svolgere e finale romantico.

La scrittura della Maniscalco è come sempre semplice, veloce ma poco introspettiva e descrittiva, portando così ad avere in mano una buona lettura di svago.

Passiamo ora a quello che non è piaciuto a me personalmente.

Ricorda moltissimo le storie della saga Lords of Underworld di Gena Showalter, con demoni statuari e adoni che si litigano la ragazza di turno.

L’ambientazione italiana non si percepisce minimamente. Se non fosse che ogni tanto viene nominata Palermo, o qualcosa di siciliano, potrebbe essere ambientato in qualsiasi luogo che il lettore vuole immaginare.

Parecchio ripetitiva la storia che a ogni demone che incontra viene proposto alla protagonista di unirsi alla sua casata. Già dal terzo si perde il senso di ansia che quella poca empatia che il romanzo riesce a creare faceva provare al lettore trovandosi davanti un Principe infernale.

Per niente d’aiuto, per accentuare il legame empatico, avere dei personaggi fin troppo stereotipati, bidimensionali e per nulla caratterizzati. L’unica che aveva un po’ più di spessore è stata fatta morire nel primo capitolo.

Nel complesso, se preso appunto come un paranormal romance contemporary è un buon romanzo, se ci si aspetta uno young adult con del mistery si rimane davvero parecchio delusi.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

RECENSIONE – Ragazze interrotte – film di James Mangold

Ragazze interrotte è un film del 1999 diretto da James Mangold e basato sul romanzo diario-biografico di Susanna Kaysen La ragazza interrotta.

Siamo nel 1967. Susanna Kaysen è all’apparenza una normalissima ragazza, e come tutte le ragazze ha un pessimo rapporto con i genitori, è piena di insicurezze e debolezze, e come tutte si rifugia nel suo mondo personale mentale, nella sua isola felice in cui può scappare lasciando nel mondo reale tutti i problemi.

La sua passione è la scrittura, e proprio per questo tiene un diario in cui scrive tutti gli eventi che le capitano durante la giornata, i fatti della sua vita.

Una sera ingoia un flacone di aspirine con della vodka. Il mix ovviamente la fa stare male, e quando i genitori la soccorrono, decidono di portarla direttamente in un ospedale psichiatrico, il Clamore Hospital, dove Susanna firma il ricovero.

La diagnosi che le verrà fatta dallo psichiatra è di disturbo borderline di personalità, spesso ereditario. Quando viene riferito ai genitori la loro reazione è di disgusto e non tollerano che il medico li associ a una malata mentale accusandoli di esserlo anche loro.

IN ospedale Susanna incontra le sue compagne di permanenza, ragazze che ci vengono presentate una a una, ognuna di loro con i suoi problemi, la sua personalità e la sua caratteristica. Ognuna ha qualcosa da insegnarle.

L’unica amica, sua e delle ragazze, è Valerie, un’infermiera che non fa quel lavoro solo per dovere, ma per passione, lei alle ragazze tiene davvero, e vuole seriamente aiutarle.

Un film veramente pesante per i temi trattati, che sa far aprire gli occhi, dando tantissimi spunti di riflessione, sia sul valore della vita, che su come essa viene percepita e trattata da coloro che sarebbero tenuti ad aiutarci a proteggerla.

Il cast è un cast eccezionale. Ogni personaggio è molto ben interpretato, infatti abbiamo Angelina Jolie a interpretare l’irruente, pazza, spavalda ed estroversa Lisa Rowe, Winona Rider interpreta la protagonista, Susanna Kaysen, timida, introversa, chiusa in se stessa, ma curiosa del mondo, Whoopi Goldberg interpreta l’infermiera Valerie Owens, e con il suo aspetto materno, la sua personalità buona e dolcissima e il suo carattere espansivo riesce a trasmettere perfettamente l’intento dell’infermiera e il suo voler davvero bene alle ragazze.

Un film che ha saputo invecchiare benissimo e che ogni volta che si vede sa trasmettere sempre emozioni molto forti.

Micol Borzatta

Visto su Netflix

RECENSIONE – Le ombre – Alex North – Mondadori 2020

TRAMA

Le Ombre, il nuovo sconvolgente thriller di Alex North, autore del bestseller L'Uomo dei Sussurri, conferma le doti di grande scrittore dell'autore, degno erede di un mostro sacro del genere come Stephen King. 
Sono passati venticinque anni dai terribili fatti che hanno cambiato la vita di Paul Adams per sempre quando era un ragazzino, e lo hanno allontanato da Gritten, la sua città. 
Tutto per colpa di Charlie Crabtree. C'è sempre stato qualcosa di strano e inquietante in lui, qualcosa di non chiaro. Paul e il suo migliore amico James erano inseparabili, fino a quando Charlie non si è intromesso nelle loro vite e li ha divisi, coinvolgendoli in una rete di fantasie sempre più sinistre e di sogni sempre più terribili, che affascinavano gli altri ragazzi, plagiati dal suo minaccioso carisma. Paul sapeva di dover fare qualcosa al riguardo, ma non l'ha fatto, e a un certo punto è stato troppo tardi. Adesso ha lentamente rimesso insieme la sua vita, ma quando le condizioni fisiche di sua madre, anziana e malata, cominciano a peggiorare, Paul deve tornare a casa, malgrado ogni parte di lui opponga resistenza. Non passa molto tempo prima che le cose inizino ad andare male. Viene commesso un altro delitto, sua madre è spaventata e dice cose incomprensibili e lui stesso ha la sensazione che qualcuno lo stia seguendo. Tutto ciò gli ricorda la cosa più inquietante di quel tremendo giorno di venticinque anni fa: non è stato solo l'omicidio, ma il fatto che, da quel momento, di Charlie Crabtree si sono perse le tracce.

RECENSIONE

«Cos’è quella roba a terra?» chiese.
«Cazzo, è il corpo di un ragazzino, Amanda.»
Lei lo ignorò e fece qualche passo in avanti nella radura, attenta a non inquinare la scena, ma spinta dal bisogno di fare un senso a ciò che vedeva. C’era altro sangue sul pavimento di pietra, che si estendeva in un cerchio attorno al corpo. Lo schema sembrava troppo uniforme per essere accidentale, ma fu solo quando raggiunse le macchie di sangue che si rese conto di cosa fossero.
Abbassò lo sguardo, spostandolo di qua e di là.
«Che cos’è?» chiese Dyson.
Non gli rispose, perché non sapeva cosa dirgli. Dyson si avvicinò. Si sarebbe aspettata un’altra esclamazione, ancora più feroce, ma lui rimase in silenzio, e Amanda capì che era turbato quanto lei.
Contò le macchie come meglio poteva, ma non fu semplice. Erano un’infinità.
Centinaia di impronte di mani insanguinate, premute con cura contro la pietra.

Sono passati due anni dagli eventi dello scorso romanzo, L’uomo dei sussurri, e la detective Amanda Beck, a Featherbank, si trova alle prese con il ritrovamento di un cadavere: si tratta del corpo di un ragazzino situato in mezzo al bosco con attorno centinaia di impronte di mani insanguinate.

Da subito vengono arrestati due ragazzini, ognuno stringe un quaderno e un coltello.

Nel frattempo a Gritten Paul Adams torna a casa dopo quasi quarant’anni, per via della madre che è ricoverata in ospedale a causa di una terribile caduta dalle scale. Il ritorno non è dei più piacevoli, perché appena mette piede in paese gli ritornano alle mente tutti i terribili ricordi che lo avevano spinto ad andarsene.

Le cose diventano ancora più cupe quando la detective Beck si rivolge a Paul in merito all’indagine in corso, collegando così quel caso con quello che era capitato quarant’anni prima a Paul e ai suoi amici.

Il romanzo è tutto a capitoli alternati tra passato e presente e tra Paul Adams e Amanda Beck, portandoci così a conoscere i due protagonisti sotto mille sfaccettature, grazie anche alle incredibili descrizioni di North relative sia ai personaggi, ma anche ai luoghi, che permettono al lettore di avere una conoscenza approfondita legandolo ancora più profondamente alla storia.

Il ritmo della storia è veloce, ben cadenzato, aiutando la lettura che, insieme a uno svolgimento della storia molto ben realizzato, portano a divorare pagina dopo pagina, senza mai voler smettere e a continuare a pensare a essa anche una volta chiuso il libro.

Un ottimo thriller, con atmosfere cupe e oscure che fa venire la pelle d’oca il una sensazione di gelo nel cuore.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

RECENSIONE – C’era due volte – Franck Thilliez – Fazi Darkside 2021

TRAMA

Un nuovo, geniale rompicapo dal re del thriller francese Franck Thilliez: un vero e proprio puzzle disseminato di trappole, in cui ogni tassello vive di vita propria
«Il maestro degli enigmi colpisce ancora. Con Franck Thilliez, sappiamo perfettamente che saremo manipolati e la trappola è sistemata in modo così preciso che ci cadiamo ogni volta. Senza dubbio, il suo miglior libro». - Le Parisien
«Se tessere una trama significa dipanare molti fili per poi congiungerli al momento giusto e con il nodo giusto, Thilliez pare davvero un fenomeno». - Alessandro Robecchi
«Thilliez oggi ha tutto quel che serve per spaventare perfino King». - Roberto Iasoni, la Lettura
«Una lettura che fa tremare: il savoir-faire di Franck Thilliez è diabolico». - Le Figaro Littéraire 
«Il maestro incontestato del thriller francese». - Ian Manook
Nel 2008, in un piccolo paese di montagna, il tenente Gabriel Moscato è alla disperata ricerca della figlia, diciassettenne piena di vita scomparsa da un mese. Uniche tracce la sua bicicletta, i segni di una frenata e poi più nulla. Deciso a indagare sull’hotel due stelle dove la ragazza aveva lavorato l’estate precedente, Moscato si stabilisce nella stanza 29, al secondo piano, per esaminare il registro degli ospiti. Legge attentamente ogni pagina, prima di addormentarsi, esausto dopo settimane di ricerche infruttuose. All’improvviso, viene svegliato da alcuni suoni attutiti. Quando si avvicina alla finestra, si rende conto che piovono uccelli morti. E ora è nella stanza 7, al pianoterra dell’hotel. Si guarda allo specchio e non si riconosce; si reca alla reception, dove apprende che è il 2020 e che sono dodici anni che sua figlia è scomparsa: la memoria gli ha giocato uno scherzo crudele. Quello stesso giorno il corpo di una giovane donna viene trovato sulla riva del fiume Arve...

RECENSIONE

Sera del 9 aprile 2008

Siamo a Sagas, il classico paesino dove ci si conosce tutti, quando il luogotenente Gabriel Moscato si chiude nella stanza numero 29 dell’unico albergo presente e inizia a studiare il registro degli ospiti, per scoprire chi a soggiornato un mese prima, quando sua figlia Julie è scomparsa nel nulla. Di lei rimane solo la bicicletta appoggiata a un albero al bordo di una strada.

La fatica e la stanchezza, però iniziano a farsi sentire, e la pesantezza delle palpebre è sempre più difficile da contrastare, così che Gabriel cade in un sonno profondo.

Il risveglio di Gabriel è abbastanza brusco, a causa di una stranissima pioggia. Tra le 2:10 e le 2:20 del mattino, infatti, una miriade di storni piovono dal cielo morti.

Tutti accorrono alle finestre a guardare, anche Gabriel, ma poi tornano nelle loro camere a dormire, fino a un’orario quasi decente.

Anche Gabriel, che era uscito dalla stanza per vedere cosa fosse successo rientra, ma proprio in quel momento scopre di non essere più nella camera 29, dove si era addormentato, ma è nella camera numero 7, ovvero dal secondo piano è finito al piano terra.

Stupito e scioccato si reca alla reception per chiedere spiegazioni, ma l’unica cosa che gli viene detta è che si è registrato la sera prima con il nome di Walter Guffin insieme a una donna, chiedendo espressamente la camera numero 7 e che quella è la mattina del 6 novembre 2020.

Sono passati dodici anni e sette mesi, ma per lui sono trascorse solo poche ore, in cui è crollato addormentato, com’è possibile? E cosa ne è stato di sua figlia in tutto quel tempo?

Questo è l’incipit del nuovo romanzo di Franck Thilliez, uno scrittore che già con la sua opera conosciutissima, Il manoscritto, ci ha stupiti con un nuovo modo di scrivere thriller.

Ho preso a paragone proprio Il manoscritto tra tutti i suoi libri non a caso, infatti in questo volume troveremo un sacco di rimandi a quel testo, compariranno alcuni dei personaggi e alla fine ci verrà regalata una grossa sorpresa, che sapremo gustare solamente se avremo già letto l’altro romanzo.

Una mossa davvero ben fatta che riesce a conquistare chi è al suo primo romanzo dell’autore, e fa sentire speciali, coccolati e amati i lettori che lo seguono da tempo e che hanno già letto i suoi romanzi precedenti.

Passiamo al testo in questione.

La storia è sviluppata su due linee temporali diverse, la prima è quella del 2008, a cui vengono dedicate pagine dirette solamente a inizio libro, poi rimane di sottofondo, come una linea guida a cui si aggrappa il protagonista; e l’altra è quella del 2020, in cui si svolge tutta la storia del romanzo.

Lo sviluppo della trama è molto lineare, i fatti si susseguono uno dopo l’altro in modo abbastanza semplice, nonostante noi seguiamo du personaggi diversi, con due punti di vista molto diversi.

Infatti i capitoli sono alternati tra quelli vissuti da Gabriel Moscato e quelli del suo ex amico e collega Paul Lacroix, ma entrambi i punti di vista si completano a vicenda, uno riempie le falle dell’altro, specialmente quando si trovano a indagare su due piste differenti, ma unite tra loro.

Personaggi e ambientazioni non sono nemmeno da commentare più di tanto, come sempre sono caratterizzati e descritti con una minuzia impressionante, rendendo tutto così vivido e reale che sembra uscire dalle pagine, o tirare dentro il lettore, diventando totalmente concreto.

Anche questa volta il finale è shockante e impossibile da prevedere, qualsiasi tentativo possiamo o vogliamo fare, per anticiparlo, è destinato a fallire, perché le storie di Thilliez sono veramente speciali e piene di colpi di scena, che solo una mente geniale come la sua può concepire.

Una lettura che non delude nessuna aspettativa, nemmeno la più alta.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

RECENSIONE – L’uomo dei sussurri – Alex North – Mondadori 2019

TRAMA

Un thriller con un tocco di horror che strizza l'occhio a Stephen King e alle migliori serie crime.
«"L'Uomo dei sussurri" è il thriller più inquietante che habbia letto dai tempi de "L'uomo di neve" di Jo Nesbo» - Alex Michaelides
Ancora distrutto dalla drammatica perdita di sua moglie, Tom Kennedy decide di trasferirsi con il figlio Jake nella tranquilla cittadina di Featherbank e ricominciare da capo. 
Non sa ancora che un fatto terribile ha appena sconvolto la comunità. Un ragazzino di sei anni è svanito nel nulla e nonostante il vecchio detective Pete Willis non abbia perso tempo con le ricerche, il piccolo non si trova. Come venti anni prima, si riaffaccia l'incubo dell'Uomo dei Sussurri, il serial killer responsabile della scomparsa di cinque bambini. Frank Carter, questo il suo vero nome, era solito attirare le vittime sussurrando alle loro finestre, di notte. E mentre le ricerche del bambino continuano senza tregua, il piccolo Jake inizia a comportarsi in modo strano: si isola dai compagni di classe per passare sempre più tempo con la sua misteriosa amica immaginaria e soprattutto dice di sentire una voce che sussurra il suo nome nel buio.

RECENSIONE

Giorno nostri, in un piccolo paesino.

La storia incomincia presentandoci Tom Kennedy e suo figlio Jake. Lui scrittore, distrutto dalla perdita della moglie, l’altro un bambino di sei anni che vede amici immaginari e che non riesce a instaurare un rapporto idilliaco con il padre.

Entrambi decidono di trasferirsi a Featherbank, un piccolo paesino dove sperano di poter ricominciare senza essere perseguitati da tutti i ricordi della moglie e della madre.

A questo punto la narrazione si sposta per seguire la vita si Peter Willis, un poliziotto che ha passato gli ultimi vent’anni a cercare di trovare il corpo di un bambino rapito dal famoso Uomo dei sussurri, e Amanda Beck, una poliziotta che sta indagando sulla sparizione di un bambino di cinque anni avvenuta ora.

Fin da subito i due casi sembrano collegati tra di loro, ma le vere scoperte usciranno quando Tom scoprirà che anche suo figlio è in pericolo.

Se una porta semiaperta lascerai
presto i sussurri sentirai.
Se fuori da solo giocherai,
presto a casa più non tornerai.
Se la finestra aperta lascerai,
sul vetro bussar lo sentirai.
Se solo e triste ti sembra di stare,
l’Uomo dei Sussurri vedrai arrivare.

Romanzo thriller raccontato da tre punti di vista principali, Tom Kennedy, Peter Willis e Amanda Beck, e due secondari, Jake Kennedy e il nuovo Uomo dei sussurri.

Ogni punto di vista a un capitolo a sé dedicato, e completa quello degli altri, non troveremo mai eventi ripetuti per viverli con altri occhi, ma solo eventi nuovi e informazioni nuove, che permettono così il lettore di sentirsi ancora più coinvolto da cercare di mettere insieme tutte le informazioni e gli indizi per svelare il mistero, ma fino alla fine, ovvero quando Tom darà gli ultimi e importanti indizi, non si riuscirà a capire nulla.

L’investigazione è molto ben sviluppata e la storia è piena di colpi di scena e momenti adrenalinici che tengono il lettore incollato alle pagine a divorarle una dietro l’altra, e anche se costretto a interrompere la lettura, il pensiero continua a rimanere alla storia.

Una lettura davvero coinvolgente, con tutti gli ingredienti necessari per un ottimo thriller.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

ARTICOLO – Quattro chiacchiere su… Carlos Ruiz Zafón

Carlos Ruiz Zafón è uno scrittore spagnolo, nato a Barcellona nel 1964 e morto a Los Angeles nel 2020.

Autore di successo mondiale, dal 1993 a sempre vissuto a Los Angeles, dove oltre allo scrittore, iniziata proprio quell’anno, intraprese anche la carriera di sceneggiatore.

Ha collaborato con pagine culturali come El País e La Vanguardia.

Nel 2020 muore all’età di 55 anni, in seguito a un cancro al colon iniziato nel 2018.

Marina

Barcellona, fine anni Settanta. Óscar Drai è un giovane studente che trascorre gli anni della sua adolescenza in un cupo collegio della città catalana. Colmo di quella dolorosa energia così tipica dell’età, fatta in parti uguali di sogno e insofferenza, Óscar ama allontanarsi non visto dalle soffocanti mura del convitto, per perdersi nel dedalo di vie, ville e palazzi di quartieri che trasudano a ogni angolo storia e mistero. In occasione di una di queste fughe il giovane si lascia rapire da una musica che lo porta fino alle finestre di una casa.

All’interno, un antico grammofono suona un’ammaliante canzone per voce e pianoforte. Nel momento in cui sottrae l’oggetto e scappa, è sopraffatto da un gesto che risulta inspiegabile a lui per primo. Qualche giorno dopo tutto gli apparirà tanto chiaro quanto splendidamente misterioso. Tornando sui suoi passi per restituire il maltolto, infatti, Óscar incontra la giovane Marina e il suo enigmatico padre, il pittore Germàn. E niente per lui sarà più come prima. Il suo innato amore per il mistero si intreccerà da quel momento ai segreti inconfessabili del passato di una famiglia e di una Barcellona sempre più amata: segreti che lo spingeranno non solo alla più lunga fuga mai tentata dal detestato collegio, ma anche verso l’irrevocabile fine della sua adolescenza. Scritto prima de “L’ombra del vento” e “Il gioco dell’angelo” questo romanzo ne anticipa i grandi temi: gli enigmi del passato, l’amore per la conoscenza, la bellezza gotica e senza tempo di Barcellona. 

Trilogia della nebbia
Il principe della nebbia – Il palazzo della mezzanotte – Le luci di settembre

Una misteriosa casa sulla costa atlantica spagnola e tre ragazzi alla scoperta degli antichi segreti che custodisce, legati a innominabili patti siglati con un personaggio luciferino, il misterioso Principe della Nebbia che emerge dalle ombre della notte per sparire alle prime luci dell’alba. Nella Calcutta del 1916 un treno in fiamme squarcia la notte mentre i gemelli neonati Ben e Sheere vengono miracolosamente salvati. Sedici anni dopo, le braci di quell’incendio ricominciano ad ardere per i due adolescenti, segnando il loro destino.

In un faro sulla costa normanna i giovani Irene e Ismael si addentrano nel mistero di un fabbricante di giocattoli, un enigma che li unirà per sempre trascinandoli in un mondo labirintico di luci e ombre. I primi tre romanzi dell’autore de “L’ombra del vento” riuniti in un unico volume.

L’ombra del vento

Una mattina del 1945 il proprietario di un modesto negozio di libri usati conduce il figlio undicenne, Daniel, nel cuore della città vecchia di Barcellona al Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo in cui migliaia di libri di cui il tempo ha cancellato il ricordo, vengono sottratti all’oblio. Qui Daniel entra in possesso del libro “maledetto” che cambierà il corso della sua vita, introducendolo in un labirinto di intrighi legati alla figura del suo autore e da tempo sepolti nell’anima oscura della città.

Un romanzo in cui i bagliori di un passato inquietante si riverberano sul presente del giovane protagonista, in una Barcellona dalla duplice identità: quella ricca ed elegante degli ultimi splendori del Modernismo e quella cupa del dopoguerra.

Il gioco dell’angelo

Nella tumultuosa Barcellona degli anni Venti, il giovane David Martín cova un sogno, inconfessabile quanto universale: diventare uno scrittore. Quando la sorte inaspettatamente gli offre l’occasione di pubblicare un suo racconto, il successo comincia infine ad arridergli.

È proprio da quel momento tuttavia che la sua vita inizierà a porgli interrogativi ai quali non ha immediata risposta, esponendolo come mai prima di allora a imprevedibili azzardi e travolgenti passioni, crimini efferati e sentimenti assoluti, lungo le strade di una Barcellona ora familiare, più spesso sconosciuta e inquietante, dai cui angoli fanno capolino luoghi e personaggi che i lettori de L’ombra del vento hanno già imparato ad amare.

Quando David si deciderà infine ad accettare la proposta di un misterioso editore – scrivere un’opera immane e rivoluzionaria, destinata a cambiare le sorti dell’umanità –, non si renderà conto che, al compimento di una simile impresa, ad attenderlo non ci saranno soltanto onore e gloria.

Il prigioniero del cielo

Nel dicembre del 1957 un lungo inverno di cenere e ombra avvolge Barcellona e i suoi vicoli oscuri. La città sta ancora cercando di uscire dalla miseria del dopoguerra, e solo per i bambini, e per coloro che hanno imparato a dimenticare, il Natale conserva intatta la sua atmosfera magica, carica di speranza. Daniel Sempere – il memorabile protagonista di L’ombra del vento – è ormai un uomo sposato e dirige la libreria di famiglia assieme al padre e al fedele Fermín con cui ha stretto una solida amicizia.

Una mattina, entra in libreria uno sconosciuto, un uomo torvo, zoppo e privo di una mano, che compra un’edizione di pregio di Il conte di Montecristo pagandola il triplo del suo valore, ma restituendola immediatamente a Daniel perché la consegni, con una dedica inquietante, a Fermín. Si aprono così le porte del passato e antichi fantasmi tornano a sconvolgere il presente attraverso i ricordi di Fermín. Per conoscere una dolorosa verità che finora gli è stata tenuta nascosta, Daniel deve addentrarsi in un’epoca maledetta, nelle viscere delle prigioni del Montjuic, e scoprire quale patto subdolo legava David Martín – il narratore di Il gioco dell’angelo – al suo carceriere, Mauricio Valls, un uomo infido che incarna il peggio del regime franchista…

Il labirinto degli spiriti

La città a poco a poco sparì in lontananza e dopo un po’ il treno si addentrò in una pianura senza orizzonte che si stendeva all’infinito. Alicia sentì che, dietro quel muro di oscurità, Barcellona aveva già fiutato le sue tracce nel vento. La immaginò aprirsi come una rosa nera e per un istante la invase quella serenità dell’inevitabile che consola i maledetti, o forse, si disse, era solo la stanchezza. Ormai importava poco. Chiuse gli occhi e si arrese al sonno mentre il treno, facendosi largo tra le ombre, scivolava verso il labirinto degli spiriti.

Barcellona, fine anni ’50. Daniel Sempere non è più il ragazzino che abbiamo conosciuto tra i cunicoli del Cimitero dei Libri Dimenticati, alla scoperta del volume che gli avrebbe cambiato la vita. Il mistero della morte di sua madre Isabella ha aperto una voragine nella sua anima, un abisso dal quale la moglie Bea e il fedele amico Fermín stanno cercando di salvarlo. Proprio quando Daniel crede di essere arrivato a un passo dalla soluzione dell’enigma, un complotto ancora più oscuro e misterioso di quello che avrebbe potuto immaginare si estende fino a lui dalle viscere del Regime. E in quel momento che fa la sua comparsa Alicia Gris, un’anima emersa dalle ombre della guerra, per condurre Daniel al cuore delle tenebre e aiutarlo a svelare la storia segreta della sua famiglia, anche se il prezzo da pagare sarà altissimo. Dodici anni dopo L’ombra del vento, Carlos Ruiz Zafón torna con un’opera monumentale per portare a compimento la serie del Cimitero dei Libri Dimenticati. Il labirinto degli Spiriti è un romanzo fatto di passioni, intrighi e avventure. Attraverso queste pagine ci troveremo di nuovo a camminare per stradine lugubri avvolte nel mistero, tra la Barcellona reale e il suo rovescio, un riflesso maledetto della città. E arriveremo finalmente a scoprire il gran finale della saga, che qui raggiunge l’apice della sua intensità e al tempo stesso celebra, maestosamente, il mondo dei libri, l’arte di, raccontare storie e il legame magico che si stabilisce tra la letteratura e la vita.

La città di vapore

«Posso evocare i volti dei bambini del quartiere della Ribera con cui a volte giocavo o facevo a botte per strada, ma non ce n’è nessuno che desideri riscattare dal paese dell’indifferenza. Nessuno tranne quello di Blanca.» Si apre così la raccolta di racconti che lo scrittore dell’indimenticabile saga del Cimitero dei libri dimenticati ha voluto la-sciare ai suoi lettori. Un ragazzino decide di diventare scrittore quando scopre che i suoi racconti richiamano l’attenzione della ricca bambina che gli ha rubato il cuore.

Un architetto fugge da Costantinopoli con gli schizzi di un progetto per una biblioteca inespugnabile. Un uomo misterioso vuole convincere Cervantes a scrivere il libro che non è mai esistito. E Gaudí, navigando verso un misterioso appuntamento a New York, si diletta con luce e vapore, la materia di cui dovrebbero essere fatte le città. La città di vapore è una vera e propria estensione dell’universo narrativo della saga di Zafón amata in tutto il mondo: pagine che raccontano la costruzione della mitica biblioteca, che svelano aspetti sconosciuti di alcuni dei suoi celebri personaggi e che rievocano da vicino i paesaggi e le atmosfere così care ai lettori. Scrittori maledetti, architetti visionari, edifici fantasmagorici e una Barcellona avvolta nel mistero popolano queste pagine con una plasticità descrittiva irresistibile e la consueta maestria nei dialoghi. Per la prima volta pubblicati in Italia, i racconti della Città di vapore ci conducono in un luogo in cui, come per magia, riascoltiamo per l’ultima volta la voce inconfondibile dello scrittore che ci ha fatto sognare come nessun altro.

Micol Borzatta

RECENSIONE – Scholomance – Naomi Novik – Mondadori 2021

TRAMA

Con un'impeccabile maestria, Naomi Novik ha creato una scuola che pullula di una magia che non avete mai visto prima e un'eroina così atipica e ricca di sfumature che vivrà a lungo nei vostri cuori e nelle vostre menti.
La Scholomance è una scuola di magia diversa da tutte le altre. Qui non esistono insegnanti né vacanze, e non è possibile riuscire a stringere amicizie disinteressate perché gli unici legami che si possono costruire sono strategici. 

Soprattutto, è una scuola dove il fallimento è sinonimo di morte certa (sul serio!) Le regole, alla Scholomance, sono drammaticamente semplici: non devi mai aggirarti da solo per i corridoi della scuola. E devi prestare continua attenzione ai mangia-anime, pericolose creature mostruose che si annidano ovunque. Sopravvivere è più importante di qualsiasi voto. Una volta entrato nella scuola, infatti, hai solo due modi per uscirne: diplomarti… o morire! Ma l'ingresso alla Scholomance di una nuova studentessa, El, è destinato a cambiare le carte in tavola e a portare alla luce alcuni segreti dell'istituto. Galadriel "El" Higgins, infatti, è straordinariamente dotata. Forse, tra tutti gli studenti, è l'unica preparata a una scuola tanto pericolosa. Pur non avendo dalla sua un gran numero di alleati – la maggior parte degli studenti la tiene a distanza perché di lei ha molta paura… e perché non è quel che si dice una ragazza amabile – e non incarnando esattamente l'idea di eroina senza macchia, potrebbe senza troppi sforzi evocare un potere oscuro così forte da radere al suolo intere montagne e annientare milioni di persone ignare e innocenti. Per lei, infatti, sarebbe un gioco da ragazzi usare la sua magia per sbarazzarsi una volta per tutte dei mostri che infestano la scuola e che attendono la notte per aggredire e uccidere i suoi compagni. Il problema non proprio trascurabile è che farvi ricorso potrebbe portare alla morte di tutti gli altri studenti…

RECENSIONE

Scholomance è un dark academy con una struttura della scuola molto particolare, per lo meno da quanto si evince dalla mappa posta a inizio copertina.

L’inizio è molto noioso e monotono. Mancano assolutamente i riferimenti per capire come sia strutturata l’ambientazione e come siano gestiti i rapporti dentro alla scuola. Viene accennato che la scuola non è una scuola normale, ma non viene spiegato altro, impedendo al lettore di sentirsi coinvolto.

Anche il discorso riguardante la magia non viene spiegata quasi per nulla, si fa accenno al bisogno di mana, ma cosa sia e come lo si acquisisca non viene detto.

La voce narrante è quella di Galdriel Higgins, detta El, una ragazza piena di sé, che sembra sentirsi superiore a chiunque, ma anche qui non viene né sviluppato il personaggio né spiegato il perché di questa convinzione.

Insomma un inizio che non incentiva per nulla la voglia di proseguire la lettura, ma anzi sembra gridare “abbandonami, non ti voglio nelle mie pagine”, e purtroppo andando avanti a leggere non si viene premiati per nulla, lo stile rimane uguale, la mancanza di spiegazioni diventa ancora più evidente e pesante, specialmente con l’introduzioni dei mille mila mostri che infestano l’accademia e che vengono indicati solo con il nome, come se noi lettori conoscessimo già il loro aspetto e le loro caratteristiche.

Insomma un ottimo romanzo se fosse stato un secondo volume, ma come primo volume dà troppe cose per scontate o sottintese diventando così pessimo; ed è un peccato perché la storia di base aveva davvero un grandissimo potenziale, ma è stata sviluppata veramente male.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

REVIEW PARTY – Le guerriere dal sangue d’oro – Namina Forna – Mondadori 2021

TRAMA

«È tardo pomeriggio quando arriviamo al tempio. La piazza del villaggio è già gremita: le ragazze, nei loro abiti da cerimonia, si mettono in fila davanti ai gradini del tempio, con i genitori ai lati. Mio padre prende posto accanto a me quando i tamburi iniziano a suonare. Gli jatu marciano solennemente verso i gradini, le loro crudeli maschere da guerra brillano nella luce spenta del pomeriggio. 
Osservo le mura bianche e spoglie del tempio, il suo tetto rosso. Il rosso è il colore della santità. È il colore del sangue delle ragazze pure che saranno messe alla prova oggi.»
Deka conosce bene l'importanza del rituale della purezza. Sa che da esso dipenderà se potrà o meno diventare membro a tutti gli effetti del suo villaggio ed essere finalmente parte di qualcosa, proprio lei che si è sempre sentita diversa e fuori posto. Ma il giorno della cerimonia, il suo sangue si rivela d'oro, il colore della non purezza. Le conseguenze, Deka lo sa bene, potrebbero essere peggiori della morte. Per questo, quando una misteriosa donna va a trovarla nel luogo in cui è imprigionata e le propone di andarsene dal villaggio per entrare a far parte di un esercito composto da ragazze esattamente come lei, le alaki, non ha dubbi. Pur comprendendo i pericoli che la aspettano, Deka decide di abbandonare la vita che ha sempre conosciuto. Ma già nel viaggio che la conduce alla capitale del regno, e alla più grande battaglia della sua vita, scoprirà presto che la grande città serba molte sorprese. E che niente è davvero come sembra, nemmeno lei.

RECENSIONE

Romanzo fantasy, ma con molti spunti reali, come la visione della donna, che viene vista come essere inferiore, sottomesso all’uomo e che se mostra il suo viso in pubblico è sporca.

La protagonista è Deka, una ragazza figlia di un nordico e di una meridionale, con i tratti molto più similari alla madre che al padre, e per questo considerata feccia. La sua unica opportunità per risollevare la sua considerazione e far capire a tutti che anche lei merita rispetto è superare la prova della purezza, una prova che tutte le ragazze devono fare a sedici anni, in cui dimostrano che il loro sangue è rosso, quindi puro.

Il sangue di Deka però è oro, e le sue ferite si richiudono appena vengono fatte. Deka viene imprigionata, reputata un demone dal suo stesso padre, fino a quando viene presa in consegna da una donna misteriosa che la porta nella capitale per far sì che si arruoli nell’esercito dell’Imperatore per combattere contro i veri demoni.

L’uomo sputa a terra, irritato. «Non c’è bisogno di prendersela tanto, ragazzo. Mi stavo solo divertendo un po’. Quella non è nemmeno del Nord, per l’amor di Oyomo.»
Ogni muscolo del mio corpo si irrigidisce a questo sgradito promemoria. Non importa quanto io sia silenziosa e inoffensiva, la mia pelle scura mi segnerà sempre come una meridionale, un membro delle odiate tribù che molto tempo fa conquistarono il Nord e lo costrinsero a unirsi all’Unico Regno, ora conosciuto come siterà. Solo il rituale della purezza può garantirmi un posto qui.
Ti prego, fa’ che sia pura, ti prego, fa’ che sia pura, prego Oyomo tra me e me.

Il romanzo che sulla teoria e nelle basi ha davvero un grandissimo potenziale, e i temi affrontati sono molto forti, come il maschilismo, il razzismo, la mancanza di rispetto e i pregiudizi, peccato però che, a mio avviso, ha molti punti deboli.

L’inizio del romanzo è molto avvincente e crea un buon legame empatico con li lettore, ma poi tutto si smonta purtroppo.

Deka non viene sviluppata minimamente, rimane senza carattere, una persona che subisce gli eventi, e non solo perché cresciuta con una imposizione mentale e un’ educazione rigida, ma proprio perché sembra non avere un cervello da usare per pensare, nemmeno quando viene messa davanti alla scelta tra vita e morte.

La storia viene sviluppata molto, ma gli intrecci creati sono prevedibili, i villain e i mostri che spuntano senza motivo e di punto in bianco scoprono di avere poteri o altro, e una totale mancanza di descrizioni, e non solo per caratterizzare i personaggi, che come detto sono abbastanza piatti, ma anche riguardo alle ambientazioni, che non vengono per niente presentate al lettore, che si trova a leggere senza sapere esattamente dove si svolga la storia.

Il ritmo narrativo invece è molto veloce, permettendo una lettura spedita e in breve tempo, permettendo così momenti di svago e di stacco dalla realtà.

Un romanzo su cui avevo alte aspettative e che purtroppo sono state deluse, ma che potrebbe aiutare un neofito ad avvicinarsi alla lettura proprio per la sua velocità del ritmo e la semplicità dello stile.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice