Destined, P. C. Cast & Kristin Cast (TEA 2014) a cura di Micol Borzatta

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Zoey è distrutta dalla morte della madre, mentre Stark continua ad avere incubi provocati da Kalona.

Neferet introduce a scuola anche i vampiri malvagi e gli umani, dando a quest’ultimi dei lavori di ordinaria amministrazione, in modo da poter provocare il caos.

Kalona decide di fare guerra a Neferet e si riunisce con i Raven Mocker.

Thanatos, su richiesta del consiglio, decide di convincere Zoey a trasformare il rito di purificazione per la madre in un rito di svelamento, capendo cosa sta nascondendo realmente Neferet.

Nono volume della saga, anche questa volta troviamo la storia narrata da diversi punti di vista, la differenza però è che la parte di Zoey è tutta in prima persona, mentre gli altri punti di vista sono tutti in terza persona.

Il mondo si è creato romanzo dopo romanzo diventando sempre più completo e originale, e la storia sempre più avvincente, preparandoci passo dopo passo alla battaglia finale, invogliandoci a prendere in mano il prossimo romanzo e immergerci immediatamente.

Micol Borzatta

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Awakened, P. C. Cast & Kristin Cast (TEA 2014) a cura di Micol Borzatta

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Mentre Zoey e Stark decidono di rimanere sull’isola di Skye, Dario e Afrodite tornano a Tulsa.

Neferet finge di bandire Kalona essendo l’assassino di Heath, ma in realtà torna a Tulsa con lui.

Jack viene ucciso dalla Tenebre di Neferet, ma essendo lei, nel momento della morte, al consiglio, non è possibile accusarla.

Durante il funerale di Jack, Neferet cerca di abbindolare tutti dicendo che vuole lasciare le Tenebre e tornare alla Luce, ma Stevie Rae non ci casca e chiama Zoey dicendole di tornare immediatamente a Tulsa.

Kalona scopre che non è più sotto l’impulso di Neferet, avendo donato una parte della sua anima a Stark per farlo resuscitare.

Zoey torna a Tulsa mentre Neferet, alleata con il Toro Bianco, va a casa di Sylvia Redbird, dove però vi trova Linda, la madre di Zoey.

Ottavo romanzo della saga, lo stile rimane fluido e ritmato, la storia procede senza risultare pesante o ripetitiva e alla fine si rimane con la voglia di continuare a stare nel mondo di Zoey.

Nonostante sia un romanzo di transizione, rispetto agli altri volumi, rimane molto coinvolgente perché viene spiegato con maggior chiarezza il filo conduttore della storia, dando molte delucidazioni che fino a ora erano rimaste senza risposta.

Come sempre i temi principali sono l’amicizia, il libero arbitrio e l’eterna lotta tra bene e male.

Micol Borzatta

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Il popolo dell’autunno, Ray Bradbury (Mondadori 2002) a cura di Micol Borzatta

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William Halloway e James Nighshade sono due bambini di tredici anni, quasi quattordici, che vivono uno difronte all’altro.

Cresciuti sempre insieme sono quasi un’entità sola da quanto.riescono a essere in sintonia.

Una sera di ottobre sentono uno strano rumore nell’aria, una specie di melodia, che scoprono appartenere a un circo e che ne comunica l’arrivo.

Al centro di questo circo c’è una strana giostra che in base al verso in cui gira può togliere o aggiungere anni alle persone.

All’inizio la cosa sembra meravigliosa, ma piano piano, con lo scomparire do alcune persone, Jim e Will si rendono conto che il circo non è altro che una copertura per il male puro e toccherà loro sconfiggerlo e salvare l’intera umanità.

Romanzo molto particolare che ti tiene fin da subito in un perpetuo stato angoscioso e ti sconvolge la mente con il suo stile a volte psicotico, stile inconfondibile di Bradbury.

Le descrizioni sono molto visive, al punto tale che possiamo sentire a nostra volta gli odori del circo, i rumori della città, e possiamo provare in prima persona quel terrore che tiene i peli dei due ragazzi ieri come avulso.

Il linguaggio è abbastanza semplice, permettendo una lettura sia da parte di un pubblico adulto, ma anche un po’ più adolescente.

Il tema trattato sembra la classica battaglia tra bene e male, ma se ci si concentra meglio si può notare che si parla anche di relazione padre-figlio, di dualità dell’animo e di forza di volontà per scegliere sempre la strada migliore, anche se più complessa.

Una grande storia che fa davvero riflettere e insegna moltissimo.

Micol Borzatta

Copia presa in biblioteca

Il mistero della casa del tempo, John Bellairs (DeA 2018) a cura di Micol Borzatta

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New Zebedee 1948

Lewis Barnavelt ha dieci anni e dopo la morte dei suoi genitori, a causa di un incidente stradale, si trova su un pullman direzione New Zebedee, capoluogo della contea di Capharnaum nello stato del Michigan, per andare a vivere con lo zio Jonathan, zio che non aveva mai conosciuto prima, e della signora Zimmermann.

Fin dal primo momento del suo arrivo Lewis ha l’impressione che quella dimora nasconda molti segreti e infatti, una sera, mentre lo zio sta facendo il solito giro di ronda per spegnere tutti gli orologi, gli racconta che precedentemente quella casa era appartenuta a un oculista che aveva lanciato un incantesimo su un orologio che continua a etichettare dentro a ogni muro della casa, ed è per quello che lo zio Jonathan aveva riempito la casa di orologi, per nascondere il ticchettio di quello maledetto.

Purtroppo i giorni spensierati di Lewis finiscono quando inizia la scuola.

Abbastanza rotondetto e con nessuna bravura negli sport, anche nella nuova scuola viene preso subito di mira dai compagni.

Un pomeriggio viene avvicinato da Tarby, il ragazzo numero uno della scuola, e tra i due inizia un’amicizia che Lewis crede vera, fino a quando Tarby non sembra perdere interesse.

Lewis allora cerca di riconquistarlo raccontandogli che lo zio è uno stregone e portandolo a vedere una dimostrazione dei suoi poteri, ma ottiene l’effetto opposto.

Tarby inizia a prenderlo in giro e a offendere lo zio di Lewis, che si troverà a fare una scelta peggio dell’altra per cercare di cambiare le cose.

Romanzo molto veloce che si legge in un pomeriggio, ma anche meno.

I personaggi e le ambientazioni sono descritte molto minuziosamente e si riesce a visualizzarle senza nessuna fatica.

Molto rilievo lo hanno i sentimenti e i pensieri dei personaggi, specialmente quelli di Lewis, che permettono al lettore di capire più a fondo quello che il bambino sta passando.

Il tema di fondo è legato alla famiglia, e alla perdita di una parte di essa, e al senso dell’amicizia.

Temi molto ben sviluppato che, grazie al linguaggio semplice usato dall’autore arrivano anche ai più piccini.

Una storia davvero molto ben costruita che a fine mese verrà trasmessa anche nei cinema italiani essendo stata acquistata per una trasposizione cinematografica.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice

La buia discesa di Elizabeth Frankenstein, Kiersten White (Harper Collins 2018) a cura di Micol Borzatta

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All’età di 5 anni Elizabeth viene salvata, dalla torture sua terribile tutrice, da Madame Frankenstein che sta cercando qualcuno che faccia compagnia al figlio Victor e che in futuro, perché no, magari possa diventarne la consorte.

Per paura di dover tornare di nuovo all’inferno, Elizabeth, fa di tutto per conquistare Victor e la sua famiglia, trasformandosi nella.persona che loro si aspettano.

Gli anni passano e i due ragazzi crescono.

Elizabeth cerca sempre di più di proteggere Victor dal mondo, credendo sempre che sia solo un genio incompreso, ma in realtà Victor è invaso da un animo nero che scoprirà a sue spese.

Romanzo nato come un retelling della storia del mostro più famoso nella letteratura, scopriamo la vita è il punto do vista tramite lo sguardo di un altro personaggio.

Infatti l’autrice è stata davvero magistrale nel saper unire la vera storia scritta da Mary Shelley a una storia parallela d’invenzione che si amalgamano alla perfezione.

Le descrizioni sono talmente vivide che possiamo quasi toccare con mano le ambientazioni e veder concretizzarsi i personaggi intorno a noi, coinvolgendoci ancora di più nella lettura, impedendoci di smettere fino a che non siamo arrivati, con il grandissimo colpo di scena.

Molto interessante anche come il personaggio del mostro ottiene finalmente una sorta di giustizia, facendocelo conoscere sotto un’altra luce così che possiamo rivalutarlo.

Un romanzo davvero interessante che riesce a dare anche molti spunti di riflessione, come l’originale da cui è tratto.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice

Legend, V. E. Schwab (Newton Compton 2018) a cura di Micol Borzatta

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Dopo l’avventura con Kell, Lila ha intrapreso la sua strada, diventando il ladro di bordo della Pinnacolo Notturno, una nave di corsari capitanata da Alucard.

Nel frattempo Kell si trova bloccato dentro al castello reale di Londra Rossa, mal visto dal popolo che ha paura di lui e ricevendo un atteggiamento molto freddo anche da coloro che lo hanno sempre considerato come un figlio.

Solo Rhy ha con lui lo stesso rapporto di un tempo, ma questo non lo aiuta, uno perché Rhy tende a mettersi sempre nei guai, dei quali accusano Kell, e secondo perché non smette mai di ricordare a Kell che gli ha rubato il corpo con quella magia di legamento, nonostante sia servita per resuscitarlo.

Nella Londra Grigia invece il vecchio re è morto e il nuovo sovrano vuole a tutti i costi riportare la magia nel suo regno.

La Londra Bianca, considerata da tutti un regno scoperto dopo l’uccisione da parte di Kell dei precedenti sovrani, è invece governata da Holland.

Lo stesso Holland che avevamo lasciato praticamente morto nella Londra Nera nel volume precedente, che non si sa come, ma lo scopriremo in questo romanzo, è riuscito a salvarsi e tornato nella sua Londra a prendere il trono.

Arriva il periodo dei festeggiamenti nella Londra Rossa e tutti sono intenti a preparare il torneo Essen Tasch, al quale parteciperanno Kell, sotto falso nome, Alucard e Holland tramite la maga Ojka.

Dopo svariato tempo Kell e Lila si riuniranno.

Volume di mezzo della trilogia, è propriamente un volume di transizione.

A parte alcuni colpi di scena, come la storia di Holland, che potevano essere narrati in maniera più spettacolare con molta più suspance, il resto della narrazione è abbastanza piatta.

Mi dispiace dirlo, perché il primo volume l’ho veramente adorato, ma questo è stato proprio pesante da leggere, per la mancanza di avvenimenti.

La narrazione è come sempre con un linguaggio molto semplice, con descrizioni visive molto realistiche da diventare quasi concrete che coinvolgono comunque il lettore nonostante la lettura più tranquilla.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice

Burned, P. C. Cast & Kristin Cast (TEA 2014) a cura di Micol Borzatta

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Lo spirito di Zoey è andato a pezzi e ora lei si ritrova a vagare nell’Aldilà con Heath.

Potrebbe tornare in vita assorbendo le varie parti di sé che incontra e diventando nuovamente completa, ma decide di non farlo per non abbandonare il ragazzo, rischiando di diventare un essere senza pace, né viva né morta.

Nel frattempo Neferet convince il consorte Kalona a inseguire Zoey nell’Aldilà e distruggerla definitivamente.

I professori della Casa della notte sono convinti che no ci sia più speranza per lei, ma i suoi amici invece sperano ancora, specialmente Stevie Rae, la sua migliore amica, che vuole ricambiare tutte le volte che Zoey ha messo a rischio la sua vita per salvare quella di lei.

La ragazza allora chiede aiuto a Rephaim e insieme cercano di mettere in atto il rituale per recarsi nell’Aldilà ancora vivi e salvare Zoey.

Nel frattempo Stark e la Somma Sacerdotessa vengono attaccati da Kalona e solo Zoey può aiutarli, ma per farlo deve lasciare Heath e tornare completa.

Settimo romanzo della saga, questa volta troviamo una Zoey in fin di vita ma molto più matura, una narrazione molto più vivace, frizzante e scorrevole, e un nuovo punto di vista.

Infatti in questo volume Stevie Rae prende molto più spessore e rilevanza, trovandosi al centro dell’azione per riuscire a salvare la sua amica.

Con un ritmo di lettura velocissimo ci troviamo un romanzo che vola veramente portandoci direttamente al prossimo con un senso di ansia e voglia di continuare a sapere come procederanno gli avvenimenti.

Nonostante la velocità è un romanzo pieno di risposte, in cui molte cose vengono risolte e spiegate, ma molte altre rimangono in sospeso, invogliando così ulteriormente il lettore a iniziare subito il prossimo volume.

Una buona lettura veloce che aiuta anche a distrarsi.

Micol Borzatta

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