AVVISO – Chiusura del blog fino a data da destinarsi per problemi di famiglia

Buongiorno cari lettori,

tempo fa ero qui a spiegarvi la mia decisione di rallentare con il blog, oggi invece mi ritrovo a darvi una notizia molto più definitiva e pesante.

Purtroppo ieri sera ho dovuto far ricoverare il mio cagnolino per grossi problemi di salute, che non starò qui a raccontare tropo dettagliatamente. Al momento non sappiamo ancora quando potrà tornare a casa, se dovrà essere operato o se basterà solo una lunga terapia di medicinali, fatto sta che in ogni caso avrà bisogno di attenzione, cure e tanto tempo.

Quindi come potrete immaginare le mie priorità sono radicalmente cambiate, e tutto il tempo libero che avrò e che non dovrò dedicare al mio lavoro lo dovrò dedicare a lui, per questo motivo mi trovo a dover chiudere il blog fino a data da destinarsi.

Mi dispiace, ma spero che possiate capirmi.

Un abbraccio a tutti

Micol Borzatta

RECENSIONE – Cuori in trappola – Jennifer Hillier – Fazi 2022

TRAMA

Candore e perversione, ossessione e gelosia: il fascino torbido delle doppie vite degli adolescenti di provincia è protagonista in questo avvincente thriller psicologico, premiato agli ITW Thriller Awards.

«"Cuori in trappola" ti prende per la gola! La perfetta miscela di personaggi affascinanti, dettagli agghiaccianti e colpi di scena mozzafiato di questo thriller straordinario vi terrà incollati alle pagine fino al finale esplosivo» – Lisa Gardner
«Sono stata catturata dalla prima pagina. Il talento magistrale di Jennifer Hillier mi ha portata sempre più a fondo. Questo è un thriller intelligente, corrosivo e pieno di sorprese. Allacciate le cinture» – Lisa Unger

«Intenso e avvincente, "Cuori in trappola" abbina personaggi affascinanti a una storia stratificata raccontata con un’intensità straziante. Questo page-turner catturerà la vostra immaginazione fino all’ultimo sorprendente colpo di scena» – Caroline Kepnes

«Cupo come una notte di tempesta e altrettanto pauroso, "Cuori in trappola" farà sussultare i lettori. Pieno di suspense, grintoso, indimenticabile» – Riley Sager

La sedicenne Angela Wong, una delle ragazze più popolari della scuola, scompare senza lasciare traccia. Quattordici anni dopo, il mistero è ancora insoluto: nessuno ha mai sospettato il coinvolgimento di quella che al tempo era la sua migliore amica, Georgina Shaw, oggi donna in carriera. Di certo non Kaiser Brody, all’epoca amico di entrambe. Ma quando i resti di Angela vengono ritrovati nei boschi vicino alla vecchia casa di Georgina, Kaiser, che nel frattempo è diventato ispettore, scopre la verità: la ragazza è stata assassinata da Calvin James, lo stesso che ha ucciso almeno altre tre donne. Per le autorità, Calvin è un serial killer. Ma per Georgina è tutt’altra cosa: al liceo, lui è stato il suo primo amore.

Da quattordici anni Georgina sa cosa è successo e non l’ha mai detto a nessuno. Per quattordici anni ha mantenuto il segreto. E ora che spuntano altre vittime uccise con lo stesso modus operandi di Angela Wong, il passato torna prepotentemente a galla. Fino a che punto ci si può spingere per seppellire i propri segreti e nascondere il proprio dolore? Per quanto tempo si può convivere con la menzogna?

RECENSIONE

Angela Wong, Georgina Shaw e Kaiser Brody sono tre amici per la pelle che frequentano la stessa scuola.

Le loro vite scorrono come quelle di qualsiasi adolescente, fino a quando incrociano la strada con Calvin James.

Un incontro che porterà alla morte di Angela e allo stravolgimento della vita di Georgina.

Passano quattordici anni, Georgina è diventata una donna di successo, sta per sposarsi con il figlio del proprietario dell’azienda che dirige e sembra aver superato i traumi del passato, ma il passato torna sembra e non vuole essere dimenticato.

Con Georgina lo fa con la scoperta del cadavere di Angela, la notizia che Calvin è un serial killer, e l’arrivo di Brody, ora poliziotto, che l’arresta per l’omicidio di Angela, o meglio per non aver denunciato Calvin quattordici anni prima, ma nessuno sa cosa ci sia stato dietro al suo silenzio e perché abbia agito in quel modo.

Thriller psicologico in cui sappiamo fin dall’inizio buona parte della storia, puntando molto sulle conseguenze psicologiche dei fatti più che dei fatti stessi.

Il ritmo narrativo è molto lento e per buona parte della lettura sembra quasi arrancare, trasmetten­doci il senso di smarrimento dei personaggi.

Tutte le descrizioni sono dettagliatissime, rendendo luoghi e personaggi molto realistici.

La storia mi ha lasciata un po’ perplessa, perché per buona parte del testo non capivo dove volesse arrivare l’autrice, avendo già detto tutto nei primi capitoli.

Una classica lettura di evasione poco impegnativa adatta a queste giornate calde e afose che tolgono le energie.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

RECENSIONE – Animali fantastici e dove trovarli – film del 2016 di David Rates

Animali fantastici e dove trovarli è un film del 2016 di David Rates tratto dall’omonimo romanzo di J. K. Rowling.

Primo episodio della trilogia Animali fantastici, è ambientato 70 anni prima degli eventi di Harry Potter.

Il protagonista principale della storia è il Magizoologo Newt Scamander.

Il film vince il Premio Oscar nel 2017 per i migliori costumi, diventando il primo film del mondo Potteriano a vincere un Oscar.

È il 1926, e il mago britannico Newt Scamander, magizoologo, arriva a New York per quella che dovrebbe essere una permanenza molto veloce.

Mentre sta ascoltando un comizio, dalla sua valigia scappa un piccolo esserino che nessuno dovrebbe vedere.

Per riprenderlo Newt si scontra con Jacob Kowalski, un no-mago aspirante pasticcere.

La valigia di Newt, infatti, contiene un piccolo micromondo in cui il magizoologo tiene tutti i suoi animali fantastici, per studiarli, curarli e salvarli dal mondo intero.

Mentre Newt cerca di rimettere il suo Snaso nella valigia, per sbaglio la scambia con quella del pasticcere, obbligando così una ex Auror del Consiglio Magico a intervenire, ma i problemi a New York sono di gran lunga peggiori di un semplice no-mago che ha visto cose a lui vietate.

Primo film della saga è stato accolto molto bene dalla critica e dal pubblico, conquistati sia dal mondo Potteriano, ma soprattutto dai bellissimi animali che sono stati inseriti, e di cui ci si è subito innamorati.

Infatti nonostante la storia sia molto coinvolgente, ben strutturata e sviluppata, il vero punto forte di questo primo film sono proprio gli animali che conquistano il cuore di ogni spettatore.

Gli effetti speciali infatti, e le scene in computer grafica sono davvero ben fatti e si amalgamo benissimo con il resto del film, permettendo una visione di gusto e immersiva.

La caratterizzazione dei personaggi è perfetta, come del resto l’abbinamento attore-personaggio, rendendo tutto molto credibile e realistico, per lo meno per la durata del film.

Un film davvero spettacolare di cui ci si innamora. Io in particolar modo di Snaso e di Bowtruckle, un piccolo rametto di un albero guardiano.

E voi, di quale animale fantastico vi siete innamorati?

Micol Borzatta

Visto su Amazon Prime Video

RECENSIONE – Violet – Scott Thomas – Rizzoli 2022

TRAMA

Rimasta sola dopo la morte del marito, Kris torna con la figlia Sadie, sette anni, nella vecchia casa sul lago dove trascorreva le sue estati da bambina e che dopo la morte della madre è rimasta in uno stato di totale abbandono. Il suo obiettivo è elaborare il lutto, far uscire la figlia dal torpore doloroso in cui è sprofondata, e in qualche modo ricominciare: ridare vita a quella vecchia casa che tanto ha significato per lei sembra essere la migliore delle cure. 
Ma un'ombra ricopre la tranquilla cittadina di Pacington, Kansas. Sotto la sua placida superficie negli anni sono state scritte storie orribili, di bambine scomparse e ritrovate senza vita, o mai più ritrovate. E in quella casa dove Kris ha vissuto i suoi giorni più felici, e poi i più dolorosi, una vecchia amica aspetta da tempo il suo ritorno. Un orrore parzialmente dimenticato e, soprattutto, mai finito, vecchi fantasmi che non hanno trovato pace e che continuano a esigere il loro sanguinoso tributo.

RECENSIONE

La morte di Johan ha distrutto la sua famiglia, la figlia Sadie, di sette anni, ha smesso di parlare, mentre Kris, la moglie, è talmente distrutta che ha dovuto prendere un periodo di pausa anche dal suo lavoro, lasciando la sua clinica veterinaria in mano della sua assistente e del suo dipendente.

Vista la situazione Kris si convince che stare nella loro casa risveglierebbe troppi ricordi dolorosi, così decide di andare con la figlia nella loro vecchia casa al lago, la stessa casa in cui Kris passava tutte le estati quando era piccola.

Arrivate alla casa scoprono che l’agenzia immobiliare a cui era stata affidata, l’ha lasciata andare in malora dietro esplicita richiesta del padre di Kris, che poco prima di morire ha deciso che la casa non doveva più essere mantenuta.

Kris non ne capisce il motivo, ma appena sistemano le loro cose si accorge che ci sono strane ombre che appaiono alle loro spalle e scompaiono appena si voltano.

Le ombre in casa però non sono l’unico mistero della cittadina, altri segreti sono nascosti dietro alla sparizione di bambine nella cittadina.

Romanzo horror molto particolare, che gioca con la psiche del lettore.

Il ritmo narrativo è molto lento, specialmente nella prima metà del testo, in cui si ha l’impressione di non riuscire a capire dove voglia parare l’autore, portando il lettore ad arrancare pagina dopo pagina, fino a quando, arrivati a circa metà, veniamo colpiti da un’accelerazione che ci coinvolge portandoci a divorare il resto della storia.

La caratterizzazione dei personaggi è molto ben fatta, piena di sfaccettature, che li rende realistici, come anche le loro azioni e i loro pensieri, non inserendo nessuna forzatura a scopo di trama.

Forse non all’altezza di Kill Creek, ma una lettura interessante e in fondo piacevole.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

REVIEW PARTY – Catturiamo la fiamma – Hafsah Faizal – Mondadori 2022

TRAMA

Zafira è il Cacciatore: vestita da uomo, si procaccia il cibo perché la sua gente non muoia di fame nella foresta maledetta dell'Arz. Nasir è il Principe della Morte, incaricato di uccidere chiunque sia tanto folle da sfidare suo padre, il dispotico sultano. Se qualcuno scoprisse che Zafira è una ragazza, tutto ciò che ha guadagnato andrebbe perduto; se Nasir dovesse dimostrare compassione, suo padre lo punirebbe nel modo più feroce. Entrambi sono leggende nel regno di Arawiya. Loro malgrado.

RECENSIONE

Regno di Arawiya.

Zafira è solo una ragazza, ma nello stesso tempo non lo è.

Zafira infatti è un cacciatore, la sua famiglia dipende da lei, è lei che tutti i giorni, vestita da uomo, si addentra nella foresta di Azr per procacciarsi della selvaggina, riuscendo in quello che molti uomini non riescono.

La foresta di Azr, infatti, è un luogo oscuro dove è sempre notte, piena di pericoli e di magia nera.

Ogni giorno, però, Zafira affronta un pericolo ancora più grosso, quello di essere scoperta. Infatti da quando le Sei Sorelle e la magia sono scomparse, il Sultano e i Califfi hanno perseguito una tradizione in cui le donne possono solo fare le mogli e le madri e non hanno diritto a nulla.

Nasir sembra solo un ragazzo, ma in realtà è il figlio del Sultano e un Hashashin, ovvero un assassino incaricato di far fuori chiunque possa mettere in pericolo il sultanato, e non può permettersi di provare pietà, se non vuole incorrere nella punizione di suo padre, che tagliava arti e vite come niente.

Entrambi i ragazzi sono visti come delle leggende, nonostante loro non vogliano, ma cosa succede quando due leggende si incontrano e le loro vite si intrecciano?

Primo romanzo di una duologia con un’ambientazione molto arabeggiante.

La storia è raccontata a capitoli alternati dove viviamo entrambi i punti di vista, narrati in prima persona quelli di Zafira, e in terra quelli di Nasir.

La narrazione parte molto lenta, presentandoci i personaggi e le ambientazioni, con descrizioni molto visive e dettagliate, che ci fanno sentire coinvolti e attirati dal suo interno.

Una lettura perfetta se si cerca un po’ di svago spensierato, ottima da leggere in spiaggia, ma anche se si vuole evadere dalla routine quotidiana.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice

RECENSIONE – Andrea e Andrea – Elsa Zambonini Durul – Self Publishing 2021

TRAMA

Leggendo per errore una lettera indirizzata alla nuova coinquilina Andrea, Lisa, la protagonista, apprende che la donna è in fuga da un grave pericolo e che la sua presenza minaccia la sicurezza di tutto il condominio nel centro di Istanbul, vista Bosforo. Andrea è incinta e, durante un ricovero in una clinica, avvengono due gravi fatti. Nei sotterranei della struttura si consumano un omicidio e il ritrovamento di un neonato nascosto e abbandonato in uno stanzino segreto, che fa supporre un traffico di bambini. 
Purtroppo, al momento dell’omicidio Lisa, incinta a sua volta, era presente nella clinica e quindi finisce fra gli indagati. A questo punto investigare, pur nel suo stato, diventa pura autodifesa. Arriva così nell’inferno del campo per immigrati siriani dell’isola di Lesbo, dove lei e il compagno Emre corrono un grave pericolo.
Alle avventure legate all’intricata vicenda, si aggiungono squarci narrativi, la storia d’amore fra i siciliani Andrea e Andrea turpemente ostacolati dal mafioso locale, ed è proposto qualche dilemma. Per esempio: è lecito per un agnello, che ne ha per un attimo l’opportunità, eliminare un lupo per salvare i numerosi agnelli che quel lupo sicuramente ucciderà in futuro? Oppure: come può porsi una madre violentata nel gestire il rapporto avvelenato dall’odio che si instaura fra lei e il suo bambino, figlio del mostro? Quando ci si allontana dalle note gravi delle parti drammatiche, il tono del linguaggio sa assumere note spumeggianti e ironiche.

RECENSIONE

Istanbul

Rientrata a casa dalla spesa, Lisa, raccoglie la posta e inizia a leggerla, leggendo così, per errore, anche una lettera della sua nuova inquilina, Andrea.

Nella lettera viene raccontato un terribile segreto relativo ad Andrea, un segreto che rischia di mettere in serio pericolo sia li sa che l’intero condominio in cui vivono.

Purtroppo però i guai non si limitano a quello, Lisa e Andrea sono entrambe incinte e ricoverate nella stessa clinica, dove avviene un omicidio e il ritrovamento di un neonato, che fa pensare a un traffico di bambini.

Le indagini si concentrano anche su Lisa, solo perché presente in clinica, e le toccherà indagare in prima persona, nonostante il suo stato interessante, per potersi scagionare.

Romanzo thriller molto particolare scritto da un’autrice che vive a Istanbul e si sente molto chiaramente la sua conoscenza della cultura e dei luoghi.

Il romanzo fa parte di una tetralogia, ma è possibile leggerlo anche come stand alone.

Nonostante non sia lunghissimo, si legge tranquillamente in una giornata, è pieno di spunti di riflessione e di temi importanti ben trattati e approfonditi.

Le descrizioni che troviamo sono molto visive e, aiutate dalla narrazione in prima persona, consentono al lettore un’immersione e un coinvolgimento totali.

Il ritmo narrativo è molto vivace, passando da toni seri e drammatici a toni più leggeri, quasi comici.

Una lettura immersiva e interessante per una giornata di svago.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dall’autrice

RECENSIONE – Diabolik – film del 2021 dei Manetti Bros

Film del 2021 diretto dai Manetti Bros è l’adattamento cinematografico del famosissimo fumetto creato da Angela e Luciana Giussani ed è concentrato sul primo incontro tra Diabolik ed Eva Kant, che è stato raccontato nel terzo albo della serie originale, intitolato L’arresto di Diabolik.

Nel 1968 avevano già fatto una trasposizione cinematografica diretta da Mario Bava.

Non conosco benissimo la storia di Diabolik, ho avuto modo di leggere qualche albo qua e là da piccolina, quando giravano per casa, ma mia madre è una grande appassionata e li ha letti dal numero 1, per cui ha saputo aiutarmi molto a trovare alcune differenze importanti tra la storia originale e il film.

Di cosa parla però esattamente il film? Vediamo la trama prima di avventurarci nella storia originale e nelle differenze.

Clerville anni Sessanta.

La città è terrorizzata da un ladro, e assassino, inafferrabile e di cui non si conosce nemmeno il volto.

Si tratta di Diabolik, un ladro trasformista, che con l’ausilio di maschere e trucchi meccanici riesce a portare a termine i colpi più incredibili.

Un giorno arriva in città Lady Eva Kant, una vedova ereditiera che porta con sé il Diamante Rosa, una gemma di grandissimo valore, che attira subito l’attenzione del ladro.

Anche l’ispettore Ginko segue i movimenti della donna, convinto che in questo modo potrà finalmente arrestare la sua nemesi.

Allora, prima di avventurarmi nella discussione sulle differenze, vorrei dire che tutto sommato a me il film è piaciuto molto. Non ho visto quello del 1968, è la mia prima trasposizione cinematografica, me ho avuto la sensazione che sia un buon lavoro, e poi la colonna sonora mi ha colpito nel profondo dell’animo. Molto anni ’60 ma perfetta per mantenere anche nei titoli di testa e di coda l’atmosfera di tutto il film.

In primis ci sono c’è una grande differenza tra il film e la storia originale, e riguarda proprio Diabolik, nel fumetto non si conosce mai il suo nome, mentre nel film è sposato con Elisabeth Gay nelle vesti di Walter Dorian.

La storia di Eva invece è ben raccontata e rispecchia bene la storia dei fumetti.

Per quanto riguarda la storia raccontata, come dicevo all’inizio viene presa dal terzo albo, in cui Ginko riesce ad arrestare, solo per poco tempo, Diabolik, e dove il ladro conosce e si innamora di Eva, momento in cui diventa la sua compagna e complice.

Il film ha una durata di poco più di due ore, ma con un ritmo molto veloce che fa volare il tempo, facendoci passare due ore in tensione e trepidazione, assolutamente attenti a come Diabolik ed Eva riusciranno a portare a termine la loro missione.

Una visione che consiglio sia agli appassionati del fumetto che a chi si avvicina per la prima volta.

Micol Borzatta

Noleggiato su Amazon Prime Video

RECENSIONE – Thornhill – Pam Smy – Uovonero 2017

TRAMA

Mary vive negli anni Ottanta a Thornhill, un orfanotrofio femminile vicino alla chiusura. Ella è una ragazza che nel 2017 si trasferisce col padre accanto al tetro edificio, ormai abbandonato da tempo. In un dichiarato omaggio a Brian Selznick e alle atmosfere di Il giardino segreto, le storie delle due ragazze, narrate l'una col testo del suo diario, l'altra con evocative illustrazioni in bianco e nero, si avvicinano fino a toccarsi nel coinvolgente finale. Età di lettura: da 10 anni.

RECENSIONE

Midchester 1982

A Thornhill House, un orfanotrofio, vive Mary, una bambina taciturna, introversa, solitaria, che fa fatica a fare amicizia, e viene bullizzata dalle altre bambine, quando lei voleva solo degli amici.

Non riuscendo a farsi amici nel mondo reale, inizia a costruire bambolotti di creta, che costituiranno il suo intero mondo.

Midchester 2017

Ella è una bambina orfana di madre, che si è appena trasferita nella casa affianco a Thornhill House, ormai abbandonato e fatiscente, quando dalla finestra vede una bambina girare tra le rovine.

Ella è sempre da sola, perché il padre troppo preso dal lavoro, decide così di andare a conoscere la bambina.

8 febbraio 1982
Sapevo che era troppo bello per durare. Lei è tornata.
L’ho capito senza nemmeno vederla. Ho sentito la sua risata risuonare per le scale, il solito bussare a tutte le porte del corridoio mentre tornava alla sua vecchia stanza. Sentire questi suoni mi ha paralizzato. La paura mi ha dato un brivido nel collo e nella schiena, come se quell’antica sensazione mi fosse penetrata nelle ossa.
Non ci credo.
E adesso cosa faccio?

Romanzo horror destinato a un pubblico molto giovane i cui temi trattati sono il bullismo, la solitudine, l’incomprensione e i rapporti tra genitori e figli.

La storia è narrata seguendo due archi temporali diversi, il 1982 e il 2017. Senza saperlo ho letto due libri con gli stessi archi temporali di seguito, infatti anche I segreti del Sun Down Motel era ambien­tato nel 1982 e nel 2017, ed entrambi hanno dei fantasmi tra i protagonisti.

Gli eventi del 1982 sono narrati attraverso le pagi­ne di diario di Mary, mentre quelli del 2017 solo attraverso disegni, che riescono tranquillamente a trasmettere la storia al lettore, un po’ come accadeva con La straordinaria invenzione di Hugo Cabret.

Nonostante il target sia per un pubblico giovane, la storia riesce a catturare l’attenzione e far emozionare anche un lettore più maturo.

Una lettura veramente consigliata.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

RECENSIONE – I segreti del Sun Down Motel – Simone St. James – Time Crime 2021

TRAMA

È da molto tempo che qualcosa non va al Sun Down Motel e Carly Kirk sta per scoprirlo... a suo rischio e pericolo. Upstate New York, 1982. Viv Delaney vuole trasferirsi a New York City, e per contribuire a pagare le spese accetta un lavoro come receptionist notturna al Sun Down Motel di Fell nello Stato di New York. Ma qualcosa non va al motel, qualcosa di inquietante e spaventoso sta accadendo... Upstate New York, 2017. 
Carly Kirk non è mai riuscita a dimenticare la storia di sua zia Viv, misteriosamente scomparsa dal Sun Down Motel prima che lei nascesse. Decide di trasferirsi a Fell e visitare il motel, dove apprende rapidamente che nulla è cambiato dal 1982: tutto è identico, dalla reception ai quadri alle pareti. È come se il tempo si fosse fermato e c'è qualcosa di anomalo, difficile da comprendere. Succede che Carly si ritrova presto intrappolata negli stessi misteri che reclamavano sua zia...

RECENSIONE

La notte in cui tutto fini, Vivian era sola.
Le stava bene così. Lo preferiva. Era una cosa che aveva scoperto lavorando al turno di notte in quel posto sperduto nel nulla: stare con la gente è facile, ma stare da sola è difficile. Soprattutto stare da sola al buio. Chi è capace di stare davvero da solo, in compagnia di nessuno oltre a se stesso e i propri pensieri: quella persona è più forte di chiunque. Più pronta. Più preparata.

Fell, New York, 1982

Vivian Delaney, dopo l’ennesima litigata con la madre decide di scappare di casa e andare in autostop a New York, ma si ritrova a Fell, senza più soldi e senta un posto dove stare, è così che si ferma al

Sun Down Motel, dove ottiene una stanza in cambio di lavorare come receptionist nel turno di notte.

Vivian accetta, ma fin da subito si accorge che qualcosa di strano accadeva in quel motel, notte dopo notte, fino a quando una notte di novem­bre scomparve.

FelI, New York, 2017

Carly Kirk, nipote di Vivian, dopo la morte della madre decide di andare a Fell a indagare sulla scomparsa della zia, nonostante fossero passati 35 anni.

Carly si trova così a ripercorrere gli stessi passi della zia scoprendo vicende shockanti.

Il suo sguardo si spostò sul motel, sul riflesso dell’insegna gialla e blu sgargiante che lampeggiava all’infinito nell’oscurità. CAMERE LIBERE. TV VIA CAVO! CAMERE LIBERE. TV VIA CAVO!
Nonostante fosse in quel posto da tre mesi, continuava ad avere paura. Terribilmente, perfettamente spaventata, con i pensieri che si affrettavano a salirle dietro il collo, avvolgendole il cervello nel panico. Sarò sola per le prossime otto ore, sola al buio. Sola con lei e gli altri.

Romanzo horror che unisce fantasmi, mystery e thriller in modo perfetto.

La narrazione è a capitoli alternati in cui vivremo le vicende di Vivian, narrate in terza persona, e quelle di Carly, narrate in prima persona.

Questa tipologia di narrazione porta il lettore ad avere informazioni maggiori rispetto alle due protagoniste, portandolo così a voler entrare nel testo per comunicarle alle due ragazze, in modo da aiutarle.

Tutto ciò grazie all’enorme coinvolgimento che l’autrice riesce a  creare con un linguag­gio semplice, arrivabile da tutti, e un ritmo molto dinamico che ti fa divorare pagina dopo pagina.

Un romanzo come pochi che riesce davvero a farti tremare, a creare atmosfere che terranno con il fiato sospeso, stupendoci fino all’ultima pagina.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

RECENSIONE – The town of light – videogioco del 2016 dello studio LKA di Luca Dalcò

The town of light è un videogioco thriller psicologico sviluppato e pubblicato nel 2016 dallo studio LKA di Luca Dalcò, lo stesso che quest’anno ha sviluppato e pubblicato Martha is dead.

Nel 2017 è stata rilasciata una nuova versione con migliorie e aggiunte.

Come per Martha is dead, anche questa volta il videogioco racconta una storia vera, con ambientazioni reali ricostruite alla perfezione dopo che lo studio ha eseguito vari sopralluoghi per studiarne ogni dettaglio.

La storia si svolge nel 2016 nell’ex manicomio di Volterra, luogo in cui la protagonista, Renée T., torna per scoprire la verità celata in quel luogo. Luogo in cui da ragazza ha passato molto tempo e di cui ha ricordi confusi.

Esplorando i corridoi ormai diroccati, decadente e dismessi dell’edificio, ripercorriamo la vita di Renée, e di altre pazienti, attraverso documenti, lettere, cartelle cliniche e flash back.

Attraverso i ricordi della protagonista, vengono riportate alla luce le terribili e atroci condizioni in cui i pazienti di queste strutture erano costretti a subire e sopportare, e se provavano a ribellarsi o a farsi sentire, venivano lobotomizzati e resi vegetali.

Il titolo del gioco, The town of light, ovvero il paese della luce, è il nome che era stato dato all’istituto di Volterra da una paziente schizofrenica che ci ha soggiornato.

Gli esterni ruotano intorno i padiglioni Ferri, Charcot e Maragliano, ricostruiti, come dicevo all’inizio, con cura maniacale rendendoli fedeli alla realtà. Gli interni invece sono ricostruzioni fedeli con alcune aggiunte dovute alle esigenze narrative.

Un gioco che mi ha colpito nel profondo, anche di più di Martha is dead, e in cui troviamo anche molti riferimenti relativi a Irene, la madre di Marta e Giulia, e alle due bambine, facendoci capire come i due giochi sono indirettamente collegati fra di loro.

Consigliatissimo da vedere e giocare, ma solo se non siete troppo sensibili.

Micol Borzatta