Il merlo e il corvo – Federico Foria – Elison Publishing 2020

Recensione

Italia, settembre 2019

Giancarlo e Alfredo Panico, rispettivamente padre e figlio, sono i titolari dell’agenzia investigativa No panic.

Un giorno arriva in ufficio un certo Mister X che vuole che si indaghi su Matilda e Magda Speroni.

Quando Matilda aveva solo 18 anni ha avuto una storia con Mister X, da cui è stata concepita Magda, ma prima della sua nascita Mister X se n’è andato abbandonandole.

Ora, dopo più di vent’anni, Mister X vuole sapere cosa sia successo alle due donne in quegli anni, come sono entrate a far parte della famiglia Speroni e se sono felici.

Giancarlo e Alfredo si recano sotto copertura a Foce di Quinsia, il paesino in cui risiedono le due donne e iniziano a indagare.

Le loro indagini si incrociano con un vecchio incendio che ha distrutto l’unica azienda del paese, portandoli a dover affrontare situazioni che metteranno a repentaglio la loro stessa vita.

Il romanzo è narrato tutto in prima persona dalla voce di Alfredo, un ragazzo di 23 anni molto maturo e responsabile, ma alla fine di ogni capitolo c’è una frase narrata da una voce esterna che ci svela piccole informazioni che nonostante svelino dei colpi di scena, riescono ad attirare l’attenzione del lettore.

La storia è davvero coinvolgente e fa venire voglia al lettore di indagare a sua volta per cercare di risolvere il mistero.

I personaggi diventano da subito i nostri amici, e alla fine del romanzo veniamo colpiti da una fortissima malinconia.

Una lettura piacevole e conturbante tutta italiana.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dall’autore

Sulle tracce di Jack lo Squartatore – Kerri Maniscalco – Mondadori 2020

Review Party

Londra, 1888

Audrey Rose Wadsworth è una ragazza un po’ insolita per la sua epoca, infatti invece di pizzi e merletti, la sua passione è l’anatomopatologia così, di nascosto dal padre, si reca nel laboratorio di anatomia dello zio per fare pratica di autopsie e studiare la materia, ottenendo così il permesso dello zio di partecipare alle sue lezioni in università, ma solo travestita da ragazzo e in silenzio.

Un giorno arriva sul tavolo dello zio il corpo di una prostituta martoriata.

La donna è Mary Ann Nichols, che qualche tempo prima aveva lavorato come domestica per il padre di Audrey Rose, prima di essere licenziata per la fissazione dell’uomo di cambiare tutto il personale ogni due settimane.

Audrey Rose decide, sentendosi in colpa per quella donna che, se non fosse per la fissazione del padre, sarebbe potuta essere ancora viva a servizio da loro, invece che su una strada, di indagare e trovare il responsabile della sua morte.

È così che si avventura di notte per le strade di Whitechapel, quando viene trovata dal fratello, Nathaniel, e dall’apprendista dello zio, Thomas, che la riportano a casa preoccupati che possa attirare l’attenzione del serial killer.

Primo romanzo di una quadrilogia, iniziamo a conoscere i personaggi e lo stile dell’autrice.

La storia è molto ben narrata, con uno stilo scorrevole e molto ritmato, che porta a non voler terminare la lettura fino alla fine del romanzo, tenendoci sempre sulla corda in tensione con bellissimi colpi di scena.

La love story alla base è davvero ben gestita, fa da giusto sottofondo, nasce e si sviluppa con le giuste tempistiche e non trasforma un romanzo dai colori gotici e oscuri in un romanzetto rosa.

I personaggi sono complessi e con mille sfaccettature, questo li rende tridimensionali e realistici, portandoci a legare con loro e ad affezionarci come se fossero nostri amici da sempre, o addirittura dei parenti alla lontana.

La protagonista, Audrey Rose, non è la classica ragazzina che ha bisogno di un uomo al suo fianco per essere forte e riuscire a fare realmente qualcosa, ma anzi, nonostante l’epoca di ambientazione obblighi una donna a sottostare all’uomo, lei vuole emanciparsi, realizzarsi e combatte anche contro alla famiglia stessa per riuscire a studiare e realizzare il sogno della sua vita, dimostrando gran carattere, caparbietà e davvero molto coraggio. Nonostante non perda comunque i tratti gentili, leggiadri e deboli dell’animo femminile.

I fatti storici non sono proprio precisi, molte date sono sbagliate, alcuni personaggi mancano e altri sono stati inseriti, ma non sono errori della narrazione, ci viene infatti spiegato alla fine che sono libertà che si è presa l’autrice per amalgamare meglio tutti gli eventi con la trama che vuole raccontare, e l’effetto finale è meraviglioso, l’amalgama è riuscita benissimo, nessuna parte di fantasia stona con quella reale ed è riuscita a trasformare sia le vittime di Jack che Jack stesso in persone con un’anima e non solo nomi su una lista.

Le descrizioni sono fortissime, le parti legate alle autopsie, ai rilevamenti sui e dei cadaveri, alle sevizie perpetrate sono per stomaci forti, o per chi ha già studiato talmente bene e tanto l’argomento che sa cosa deve aspettarsi, perché la sensazione che si ha è proprio di averle davanti agli occhi, di sentirne l’odore.

Molto carino il finale che riesce a dare il la per il secondo romanzo, anticipando il giusto, facendoci incuriosire e invogliandoci a continuare la lettura.

Una lettura veramente piacevole e intrigante, che ha saputo ammaliarmi e conquistarmi e che consiglio a tutti.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice

Regina delle ombre – Sarah J. Maas – Mondadori 2018

Review Party

È arrivato il momento per Celaena di tornare a casa a Rithfold, questa volta però né come schiava né come assassina al soldo di qualcuno, Celaena è diventata Aelin Ashryver Galathynius, Regina di Terrasen, e deve riprendersi il trono che le aspetta.

Però le cose non sono mai semplici come le vorremmo, non può tornare a casa e sedersi semplicemente sul trono, ovviamente deve affrontare svariate battaglie, ma quella più pesante è quella con il suo ex padrone, il Re degli assassini.

Quarto volume della saga Il trono di ghiaccio.

Ho letto questo volume ansiosa di sapere come andassero avanti le vicende della nostra amica Celaena, ma mi ha deluso tantissimo.

Per ben due terzi del volume non troviamo per niente i personaggi che abbiamo amato nei volumi precedenti, ognuno di loro è completamente stravolto, sono stati cambiati radicalmente, irriconoscibili, e chi vuole aggiungere altri sinonimi faccia pure, non saranno mai troppi per spiegare come siano stati trasformati.

Nel corso dei vari volumi abbiano notato sempre dei cambiamenti, ma cambiamenti legati alla crescita e alla maturazione dei personaggi, non stravolgimenti gratuiti inspiegabili.

Bisogna arrivare nelle ultime pagine per riuscire a ritrovare delle caratteristiche sostenibili, azioni plausibili e per riuscire a riprovare quell’affetto che avevamo per i personaggi.

La storia non è molto diversa, anche quella all’inizio è illeggibile, monotona, senza nessun tipo di verve, si concentra esclusivamente sulla storia tra Aelin e Chaol cancellando tutto quello che era successo nel terzo volume.

Poi però si arriva all’ultimo terzo del libro e abbiamo cento pagine che ci riconquisteranno, pieni di ritmo, di azione, di avvenimenti, a partire dal suo confronto con Arobynn, colui che l’ha sempre ingannata e raggirata, e non vi nego che proprio questi erano i capitoli che più aspettavo per vedere come sarebbe riuscita a fargliela pagare.

Un volume che sembra molto di transizione, e che sarebbe potuto essere molto più breve, ma che promette grandi cose per il quinto e il sesto volume, unico motivo che mi spinge a continuare la lettura della serie, sperando di non incappare nuovamente in un volume sottotono.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

La fondazione. Il ciclo completo – Isaac Asimov – Mondadori 2020

Recensione

Quest’anno la Mondadori ha ripubblicato in un bellissimo Oscar Draghi tutta la saga completa del ciclo La fondazione di Isaac Asimov, unendo tutti e sette i volumi, comprensivi anche di presule e sequel che originariamente sono stati pubblicati Trent’ anni dopo il testo della saga.

La storia narra le vicende di Hari Seldon, un matematico che viene inviato su Trantor per esporre a una conferenza i suoi studi riguardanti la psicostoria, materia che se ben utilizzata potrebbe permettere di calcolare il futuro.

L’argomento attira subito l’interesse dell’Imperatore Cleon I e del suo primo ministro che cercano di far sì di tenere Seldon sotto il loro controllo in modo che nessuno possa approfittarsi dei suoi studi e dichiarare guerra all’imperatore.

Seldon si trova così a dover fuggire e si rintana dentro all’Università di Streeling, dove continua a studiare la sua teoria approfittandosi della biblioteca che ha a disposizione.

Le cose però non sono mai semplici come sembrano e le avventure di Hari diventano sempre più intrigate e pericolose, ma le scoperte che farà saranno eclatanti e lo aiuteranno a sviluppare sempre più la psicostoria.

Il volume si presenta molto ben realizzato, come tutti gli Oscar Draghi, e avere tutti e sette i libri della saga permette di immergersi in una lettura completa e avvolgente.

Inizialmente ho affrontato la lettura molto titubante, temevo di trovare un linguaggio molto datato, pesante e faticoso, invece ho dovuto ricredermi subito. Il linguaggio utilizzato è scorrevole, semplice e affrontabile da qualsiasi tipologia di lettore.

Lo stile è molto ritmato, sa coinvolgerci e rapirci, portandoci a non voler mai più uscire da quelle ambientazioni futuristiche ma non eccessive. Ovviamente ci troviamo in un mondo futuristico e fantascientifico, ma Asimov riesce a costruire un’ambientazione molto plausibile e la sa spiegare talmente bene da portarci a credere che sia esattamente quello che ci aspetterà.

I personaggi sono molto ben caratterizzati, pieni di sfumature e con reazioni plausibili e realistiche. Non è stato per niente difficile creare un rapporto ematico con loro, non al punto di immedesimarsi in uno di loro, perché non ho trovato nessuno con cui potermi immedesimare, troppo diversi, ma mi sono sentita comunque al loro fianco per tutto il tempo, ogni volta che parlavano di un noi non ho fatto fatica a sentirmi parte del discorso.

Lo sviluppo della storia è molto lineare, ci sono vari salti temporali tra un volume e un altro, ma sempre seguendo lo scorrere del tempo e non si ha mai la sensazione di perdere qualche passaggio.

Una lettura davvero piacevole che sono felice di aver fatto perché mi ha fatto conoscere un autore che conoscevo solo di nome e che avevo paura di affrontare, e che invece mi ha fatto innamorare del suo stile e delle sue storie.

Veramente adatto sia a chi piace la fantascienza che a chi ci si avvicina per la prima volta.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice

HorrorCam – Silvia Benedetta Piccioli – Dunwich 2020

Recensione

Camilla ha 12 anni e adora le storie horror, al punto che decide di aprire un blog in cui pubblicare i suoi racconti, rigorosamente horror, infatti il titolo del blog è HorrorCam.

Un giorno riceve una mail con un indirizzo, senza altro testo o firma.

Cam decide di cercare in rete e scopre che a quell’indirizzo sorge una casa disabitata dal 1998, ovvero da quando è morta la figlia dei proprietari.

Cam decide di andare a vedere la casa, sperando di poterne trarre una storia vera da pubblicare sul suo blog, sperando che il fantasma della bambina infesti davvero la casa.

Insieme a lei ci vanno il fratello Filippo, l’amico Daniele e l’amica Ella.

Qualcun altro però li sta seguendo.

Romanzo horror adatto a un pubblico molto giovane.

Lo stile narrativo è molto semplice, con un linguaggio adatto a dei dodicenni, molto ben ritmato e cadenzato.

Le descrizioni sono minuziose e fanno sì che si possa ricostruire ambientazioni e personaggi in modo molto concreto.

I personaggi infatti diventano reali, come se li conoscessimo da tempo.

I capitoli sono alternati tra quelli raccontati da Cam che narra le vicende e gli articoli scritti sul blog.

Una lettura piacevole anche per gli adulti.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice

BNA: Brand New Animal – serie TV di Yō Yoshimari

Recensione

Siamo nel XXI secolo in un mondo zoomorfo, in cui gli animali vivono tutti insieme con una forma molto umanoide, che hanno la possibilità di scegliere in quale sembianza apparire.

Alcuni di loro nascono così, mentre altri si trasformano, ma in entrambi i casi non possono vivere nel mondo degli umani perché vengono cacciati come dei mostri.

Con la serie seguiamo le vicende di Michiru Kagemori, una normalissima ragazza umana che di colpo, a seguito di un incidente, si trasforma in una Tanuki.

Michiru è costretta a scappare dalla sua casa e recarsi ad Animal City, una città creata appositamente per gli zoomorfi.

Appena arrivata incontra Shirou Ogami, un lupo zoomorfo, che l’aiuta a scoprire cosa le sia successo.

La serie d’animazione è composta da un’unica stagione contenete 12 episodi.

A una prima visione la serie potrebbe sembrare un semplice anime per bambini, pieno di animali carini che si muovono su due zampe e in posizione verticale, ma guardandola con più attenzione si può notare che tratta argomenti molto importanti, raccontandoli con un tono semplice, in modo da arrivare a qualsiasi spettatore.

Uno dei temi è quello del razzismo, infatti gli uomini vedono gli zoomorfi come esseri inferiori con i quali non si possa interagire in nessun modo se non per usarli come semplice manovalanza, situazione che ricorda moltissimo le condizioni delle persone di colore nel passato, ma anche come vengono ritenuti ora chiunque venga considerato diverso dalla massa.

Vengono trattati anche il discorso delle sette religiose e dell’amicizia, facendo vedere tutti gli aspetti, sia positivi che negativi, che sono legati a entrambe le situazioni.

Una serie che merita davvero e che dà molti spunti di riflessione.

Micol Borzatta

Vista su Netflix

Evento George Orwell – La fattoria degli animali e 1984 – Mondadori 2020

Review Party

La fattoria degli animali

La nostra fattoria potrebbe da sola dar sostentamento a una dozzina di cavalli, venti mucche, centinaia di pecore, e farli vivere tutti in condizioni di agiatezza e dignità superiori a ogni nostra fantasia. Per quale motivo continuiamo dunque a vivere in tanta miseria? Perché il frutto del nostro lavoro ci viene quasi interamente sottratto dagli esseri umani. Questa, compagni, è la causa di tutti i nostri problemi. Si può riassumerla in una sola parola: l’Uomo. L’Uomo è l’unico vero nemico che abbiamo. Eliminiamolo dalla scena, e la causa prima della fame e del superlavoro sarà abolita per sempre. L’Uomo è l’unica creatura che consumi senza produrre. Non dà latte, non depone uova, è troppo debole per tirare l’aratro, non corre abbastanza veloce da catturare un coniglio. Però è padrone di tutti gli animali. Li fa lavorare e in cambio concede loro il minimo necessario alla sussistenza, tenendo il resto per sè.

In una fattoria un vecchio verro chiamato Vecchio Maggiore raduna tutti gli animali della fattoria per raccontare il suo sogno in cui avrebbero preso il sopravvento sugli umani e costruito un mondo utopico.

Qualche giorno dopo il verro muore e il contadino si dimentica di dare da mangiare agli animali, poi quando vede che si servono da soli, inizia a frustarli. Il dolore e la fame però spingono gli animali a mettere in atto la rivolta narrata dal vecchio Maggiore.

Cacciati gli umani gli animali prendono il controllo della fattoria ed eleggono i maiali come coordinatori, essendo ritenuti i più intelligenti, così che iniziano a indottrinare tutti gli altri animali, trasmettendo quello che avevano chiamato il pensiero animalismo.

I maiali, che di nascosto avevano imparato a leggere e a scrivere, preso due barattoli di vernice, cambiano il nome della fattoria sul cartello nell’ingresso in Fattoria degli animali, e scrivono le sette leggi che regolamenteranno il loro mondo.

Passano i giorni e l’unica legge divenne ciò che Napoleone dice è corretto, fino a quando piano piano i maiali iniziano a trovare cavilli alle loro stesse leggi, trasforman­dosi nella copia degli umani.

Se vi diranno che l’Uomo e gli animali hanno gli stessi interessi, che la prosperità dell’uno è la prosperità degli altri, non ascoltate: sono tutte menzogne. L’Uomo non bada agli interessi di nessun’altra creatura, ma solo ai propri.

Romanzo breve di Orwell in cui viene descritto molto approfonditamente l’animo umano, tramite la metafora dei maiali.

Infatti, partendo da una condizione molto bassa, gli animali cercano giustizia, ma appena ottengono un po’ di potere, si fanno prendere dalla cupidigia, pretendendo sempre di più, modificando le leggi a loro comodo, fino a trasformarsi nella loro nemesi: l’uomo.

Tramite questa storia viene denunciato come l’animo umano può essere facilmente corrotto appena assapora il potere e la supremazia, iniziando a voler piegare il prossimo alla propria volontà con la scusa di farlo per un fine superiore, trasformando anche un regno utopico e giusto in un regno totalitarista.

E ricordate inoltre che nel combattere l’Uomo non dovremo mai assomigliargli. Anche quando lo avrete sconfitto, non prendete i suoi vizi. Nessun animale vivrà mai in una casa, né dormirà in un letto, né indosserà vestiti, né berrà alcolici, né fumerà tabacco, né toccherà denaro, né s’impegnerà in commerci. Tutte le abitudini dell’uomo sono malvagie. E, soprattutto, nessun animale dovrà mai esser tiranno dei propri simili. Deboli o forti, astuti o ingenui, siamo tutti fratelli. Nessun animale ucciderà mai un altro animale. Tutti gli animali sono uguali.

1984

Londra 1984.

Poco dopo la Seconda Guerra Mondiale, una grande guerra atomica divide la Terra in tre potenze: Oceania, Eurasia ed Estasia.

Ognuna di loro è in lotta con le altre e vuole la supremazia.

Noi ci troviamo in Oceania, il più potente dei tre stati, in cui un Partito che basa il suo potere sul socialismo estremo, e il comandante supremo è il Grande Fratello.

Winston Smith ha 39 anni ed è un impiegato del Partito Esterno, il suo lavoro, presso gli uffici del Ministero della verità, consiste nel correggere ogni parola scritta in modo che sia compatibile con le previsioni del Partito, in modo che venga sempre dimostrata la loro assoluta ragione.

Winston però non sopporta i condizionamenti del regime e non riesce ad adeguarsi al bispensiero, e per sfogarsi inizia a tenere un diario.

Un giorno incontra Julia.

In un primo momento pensa che sia un’agente della Psicopolizia, la teme, ma piano piano tra i due inizia un sentimento che cresce sempre più, nonostante sia illegale, perché il regime permetta solo relazioni a scopo riproduttivo.

Iniziano a incontrarsi di nascosto, ma un giorno vengono catturati da uno squadrone della Psicopolizia, e il terrore ha inizio.

Romanzo distopico che vuole denunciare il potere assoluto dello stato, anticipando di decenni quello che sta succedendo nei nostri giorni, ovvero come la nostra privacy, il nostro pensiero e il nostro modo di vivere viene controllato e manipolato attraverso la tecnologia.

In entrambi i romanzi possiamo quindi trovare come il potere tende a dare sempre alla testa e chi riesce a ottenerlo alla fine si fa prendere la mano e cerca sempre di controllare il prossimo, di sottometterlo, di manipolarlo, senza nessuno scrupolo, usando anche la forza se necessario.

I due romanzi sono stati scritti da Orwell ispirandosi al romanzo Il mondo nuovo di Huxley, che è stato anche il suo maestro.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice

The Resurrectionists – Michael Patrick Hicks – Dunwich 2020

Recensione

New York City.

La scienza medica sta facendo grandi passi avanti, ma per poter migliorare sempre di più ha bisogno di fare pratica su corpi umani, ma utilizzare cadaveri per lo studio è ancora illegale.

È così che i medici si rivolgono ai resurrezionisti, gruppi di persone dalla dubbia fama che rubano i cadaveri dai cimiteri e le prostitute dai loro angoli la notte.

Salem Haley, un uomo di colore che ha passato la sua giovinezza nelle colonie a combattere per l’emancipazione durante la rivoluzione americana, ora come uomo libero si trova a dover combattere contro una nuova battaglia: una sera si presenta a casa sua un suo amico che gli comunica che i resurrezionisti hanno profanato la tomba di sua moglie e della sua bambina neonata.

Quello che Haley non sa però, è che i resurrezionisti sono il minore dei pericoli, perché l’associazione dei medici sta per evocare qualcosa di davvero molto più terrificante e pericoloso.

Primo romanzo della serie dedicata a Salem Haley, abbiamo un libro che è un misto tra un romanzo gangster, tra le leggende stile Sleepy Hollow e con accenni alle creature lovecraftiani.

La narrazione è molto scorrevole e veloce, si legge tutto in un colpo, e se dovesse capitare di notte preparatevi a fare la notte in bianco.

Le descrizioni sono minuziose e piene di particolari, cosa che rende i personaggi molto realistici e le ambientazioni visive, ma questo vale anche per gli avvenimenti e molte scene sono solo per stomaci davvero forti da quanto sono crude.

Una lettura veramente sconvolgente per chi ama l’horror crudo.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice

I romanzi più famosi di George Orwell

Presentazione

George Orwell, pseudonimo di Eric Arthur Blair nacque nel 1903 a Motihari in India, per poi trasferirsi un anno dopo in Inghilterra nell’Oxfordshire dove si iscrisse all’Eton College. Esso fece proprio lì un incontro curioso, infatti ebbe per insegnante Aldous Huxley, un grande autore della letteratura distopica. Infatti, se amate questo genere non potete farvi scappare Il Mondo Nuovo/Ritorno al Mondo Nuovo, dato che l’opera di Huxley ha influenzato con le sue utopie alla rovescia il nostro Orwell.

Abbiamo deciso, in accordo con la Mondadori, di organizzare l’evento per la nuova edizione di 1984 e La fattoria degli animali. Queste sono due delle opere più famose dell’autore e per celebrare al meglio questo evento recensiremo entrambi i volumi in un unico articolo.

Qui di seguito vi illustreremo le nostre tappe

Presentazione

10 settembre

Eynys Paolini Books
Codex Ludus
Appunti di Zelda
Infermieranerd
La Biblioteca di Zosma
Babbling Babook
Il gran teatro del mondo
Libri Riflessi
Phoenix in libros
la stanza dei libri
Quattro chiacchiere in compagnia
Paper Purrr
La libreria di Yely

Review party

11 settembre

La Biblioteca di Zosma
Eynys Paolini Books
Appunti di Zelda
Babbling Babook
Il gran teatro del mondo
Phoenix in libros

12 settembre

Infermieranerd
la stanza dei libri
Libri Riflessi
Quattro chiacchiere in compagnia
Paper Purrr
Codex Ludus
La libreria di Yely

Cuori arcani – Melissa Panarello – Mondadori 2020

Review Party

Greta è una ragazzina che vive con la nonna e la zia da quando le sono morti i genitori, anche se continua vederli sempre dentro l’acqua, e sono visioni terribili.

Una notte, mentre sta sognando la nonna, la nonna muore e Greta deve dire addio a tutti perché viene portata dagli assistenti sociali in un altro paese, in un’altra famiglia, in un’altra scuola.

Appena arriva nella nuova casa Greta incontra uno strano ragazzo, ma quando ne parla con gli altri in casa, nessuno sembra conoscerlo, anzi pensano che stia mentendo solo per attirare l’attenzione.

Altra cosa strana che nota Greta è la presenza di un mazzo di tarocchi sia nascosto nel cassetto della nonna che in casa della nuova famiglia.

Chi è questo ragazzo? Cosa lo lega a quella casa e cosa c’entrano i tarocchi?

Romanzo paranormal dell’autrice che è molto conosciuta con lo pseudonimo Melissa P. e per il romanzo 100 Colpi di spazzola prima di andare a dormire.

Astrologa oltre che scrittrice, ha pubblicato altri romanzi e partecipato a programmi televisivi e serie tv.

La prima particolarità che si nota leggendo il romanzo sono i titoli dei capitoli che sono il nome degli arcani maggiori dei tarocchi.

La storia è narrata tutta in prima persona dalla voce di Greta e ambientata nella bellissima Sicilia.

Il linguaggio utilizzato è molto semplice, adatto anche a un pubblico adolescente, come lo è la protagonista.

Ambientazioni e personaggi sono descritti nei minimi particolari, permettendo al lettore di immaginare perfettamente tutti i luoghi nonostante non si conoscano. Per quanto riguarda i personaggi si riesce a empatizzare con loro nonostante siano un po’ stereotipati fino ad avere la sensazione che siano come dei nuovi amici che, pagina dopo pagina, impariamo a conoscere.

Una lettura intrigante che parte piano piano per poi vivacizzarmi un po’, anche se non prende propriamente il via, ma che comunque dimostra un piccolo miglioramento dell’autrice rispetto ai suoi precedenti romanzi.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice