The perfectionists, Sara Shepard (DeA 2019) a cura di Micol Borzatta

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Beacon Heights, Washington

Venerdì sera

A casa di Nolan Hotchkiss, un’enorme villa in stile italiana, sta iniziando una mega festa.

Alla festa arrivano anche Caitlin Martell-Lewis, Julie Redding, Ava Jalali, Mackenzie Wright e PArker Duvall.

Sono le cinque ragazze più popolari della scuola e ora cinque amiche con un nemico in comune: Nolan Hotchkiss.

Quella sera sono tutte riunite alla sua festa per fargliela pagare e liberarsi di lui. Un piano molto ben congeniato che deve umiliarlo e farlo smettere con i suoi atteggiamenti da bullo.

Nolan Hotchkiss però, quella sera, viene portato morto in ospedale.

Le cinque ragazze sono convinte che nessuno le abbia viste salire al piano di sopra con lui, ma purtroppo si sbagliano, qualcuno le ha viste, e ha intenzione di usarle come capro espiatorio.

Il loro odio nei confronti di Nolan è profondo e comporta a essere un ottimo movente. Parker ad esempio è rimasta sfigurata al volto dopo essere tornata a casa da una festa in cui Nolan l’ha drogata a sua insaputa. Caitlin ha perso il fratello minore, morto suicida dopo svariati attacchi di bullismo da parte di Nolan.

Quando la polizia inizia le indagini per omicidio, le cinque ragazze sono le prime indagate.

Romanzo veramente ammaliante, fin dalle primissime righe veniamo trasportati nel mondo studentesco della Beacon Hieghts high.

In primis vorrei parlare della serie TV che hanno tratto dal romanzo e che uscirà a ottobre in Italia: non c’entra nulla.

I protagonisti sono solo tre ragazzi in modo da poter inserire nuovamente Mona e Alison DeLauretis, Jeremy è diventato il fidanzato di Caitlin invece che essere il fratello minore di Josh, il ragazzo di Caitlin nel romanzo, Taylor, il fratellino morto suicida e personaggio molto importante nel romanzo, è diventato la sorella maggiore di Nolan, insegnante il cui posto viene preso da Alison e finta morta suicida, quando invece è nascosta per indagare su qualcuno che spia tramite le telecamere gli studenti del college. Senza contare lo stravolgimento della trama.

Detto questo passiamo alle osservazioni sul romanzo.

Nonostante la trama di base possa sembrare molto similare alla precedente saga, vengono trattati svariati argomenti di rilevante importanza, come il bullismo e le sue conseguenze.

Protagonista della storia infatti è un bullo che viene trovato morto, e chi rimane delle vittime.

Le azioni di Nolan, che ha effettuato spensieratamente, senza riflettere, hanno portato a cambiare e rovinare la vita di molti ragazzi, tra cui Taylor che si è suicidato, Parker che si è ritrovata con il viso sfigurato.

Lo stile dell’autrice è come sempre semplice ma molto descrittivo, capace di portare a galla tutta la complessità del carattere umano, le sue paure e le sue ossessioni.

La storia è molto ben intrecciata, fino alla fine non riusciamo a capire chi sia il vero colpevole, e ogni volta che proviamo a fare un’ipotesi scopriamo di aver sbagliato.

Una lettura davvero intrigante che ci ritrasporta nelle atmosfere degli intrighi studenteschi che avevamo amato nella precedente saga.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice
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Darkness, Leonardo Patrignani (DeA 2019) a cura di Micol Borzatta

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Haly Foster è rimasta orfana, ma la causa della morte dei genitori non la conosce, e ora che il caso è stato archiviato non la saprà mai.

Vive in una casa-famiglia in cui si trova malissimo e il primo giorno delle vacanze estive decide di scappare via.

La sua fuga però è bloccata da un’immensa nuvola di fumo nero impenetrabile. Una nube densa che respinge chiunque si avvicini.

Una nube nera che sembra essere stata chiamata e predetta dalla signora dal cappello giallo, colei che viene considerata la matta del paese.

Haly e il suo amico Owen decidono di provare a vedere fin dove arrivasse quella nube nera compatta e scoprono che delimita tutto il confine del paese, senza lasciare nessun punto scoperto o via di fuga.

Romanzo thriller destinato a un pubblico giovane in cui troviamo una trama ben sviluppata e un linguaggio semplice.

La storia di base è carina e coinvolgente, ma per nulla originale, infatti richiama tantissimo i romanzi The DomeThe mist di Stephen King, dove una città rimane tagliata fuori totalmente da tutto il resto del mondo a causa di una cupola, nel primo caso, e da una fitta nebbia, nel secondo caso.

I personaggi sono molto ben caratterizzati, nonostante in alcuni casi non rispecchino completamente la loro età, errore che si riscontra anche in molti romanzi di King e figli.

Molto forte la suspance che tiene impegnati nella lettura con il fiato sospeso.

Un buon romanzo adatto anche ai più grandi.

Micol Borzatta

Copia inviata dalla casa editrice

 

Fangirl, Rainbow Rowell (Pickwick 2017) a cura di Micol Borzatta

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Cath sta inziando l’università insieme alla sorella gemella Wren, che però non ha voluto dividere la stanza con lei.

Le due sorelle sono infatti molto diverse tra loro a livello caratteriale.

Wren molto sociale, allegra, adora la vita mondana, mentre Cath è più schiva, amante della saga Simon Snow di cui sta scrivendo una fanfiction.

Spinta dalla sua compagna di stanza, Reagan, e dall’incontro del suo compagno di studi Nick, Cath inizia a uscire dal suo guscio e a vivere in mezzo alla gente.

Romanzo molto leggero, scritto con uno stile molto scorrevole, che porta il lettore a evadere un po’ dalla routine quotidiana.

I capitoli finiscono tutti con un pezzo della fanfiction scritta da Cath, che crea un romanzo dentro al romanzo.

La storia di base non è male, è molto intrigante e coinvolgente, ma ricorda troppo la serie TV The Gilmore Girl trasmessa in Italia con il titolo Una mamma per amica, mentre la fanfiction è identica a Harry Potter dove Simon è Harry e Penelope Bunce è Hermione.

Il romanzo merita davvero, e lo dico da non patita di young adult romance, ma questo non è stato né mieloso né troppo stereotipato, i personaggi sono davvero ben realizzati, pieni di sfumature, e ci si può vedere molto in loro.

Io ad esempio mi sono identificata moltissimo in Cath, nei suoi modi schivi e nella sua voglia di stare sempre dietro le quinte e mai in prima linea.

Molto ben descritto anche il cambiamento dei personaggi e la loro crescita, specialmente quella di Cath, quando è obbligata a uscire dal suo guscio.

Una lettura davvero da ombrellone o comunque da passatempo, ma che rallegra l’umore.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

La corte di rose e spine, Sarah J. Maas (Mondadori 2019) a cura di Micol Borzatta

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Feyre è nella foresta a cercare qualcosa da cacciare per far mangiare le sue sorelle maggiori e suo padre.

Essendo pieno inverno ed essendoci la neve alta è molto complicato, ma a un certo punto avvista una cerva.

Purtroppo non è l’unica ad adocchiare la preda, anche un grosso lupo dagli occhi gialli.

Feyre non perde tempo, incoccata la freccia sull’arco colpisce in pieno il lupo mentre sta squarciando la gola della cerva.

Abbattuti entrambi gli animali, e non potendoli portare entrambi a casa da sola, decide di portare la cerva intera e la pelle del lupo,

Arrivata a casa ovviamente le sorelle non avevano fatto niente, troppo abituate alla vita ricca che facevano fino a qualche anno prima, ma appena vedono le pelli che Feyre vuole vendere al mercato, decidono di andare con lei per essere sicure di mettere le mani su qualche moneta e comprarsi quello che vogliono.

Al ritorno dal mercato, quella sera, Feyre fa una terribile scoperta.

Il lupo ucciso era un Fae, e stando alle leggi che vigevano da alcuni secoli nel loro regno, chi uccide un Fae deve pagare con la vita.

A Feyre però viene proposta una seconda possibilità: lasciare la sua famiglia e vivere per sempre a Prythian, nel castello di Tamlin, l’amico del lupo.

Quando è andato a casa di Feyre, Tamlin, si è presentato come una terribile bestia, ma nel suo castello Feyre scopre che in realtà quella è una maschera che non può togliersi da 49 anni a causa di una maledizione.

Questa scoperta avvicinerà molto i due, che inizieranno a provare un sentimento profondo, sentimento che entrerà in gioco quando Feyre si troverà davanti a un bivio: salvare Tamlin o vedere distrutto tutto il regno dei Feyre.

Retelling della storia La Bella e la Bestia ci troviamo davanti a un romanzo di apertura di una trilogia che si prospetta davvero molto bella.

Avevo già fatto la recensione dopo la lettura in inglese, ma la rilettura in italiano mi ha dato molto di più.

La narrazione è davvero molto scorrevole e l’immersione nel mondo dei Fae è totale, come sembra di sentire sulla propria pelle il freddo che prova Feyre quando è nel centro della foresta e i suoi crampi causati dalla fame diventano i nostri.

Tutto questo è possibile grazie alle meravigliose descrizioni fatte dall’autrice e molto ben riportate dalla traduttrice, che ha fatto un ottimo lavoro.

La storia si sviluppa molto velocemente fin da subito, presentandoci il mondo e i personaggi senza però essere solo un romanzo introduttivo come sempre capita nelle saghe.

Unica critica che mi viene da muovere è che la stessa velocità di narrazione che fa divorare il romanzo, la si trova anche nella trasformazione dei sentimenti di Feyre per Tamlin, trasformazione troppo rapida e innaturale, con reazioni e atteggiamenti troppo stereotipati che banalizzano un po’ il tutto.

Lettura comunque piacevole e avvincente che ci lascia con la voglia di sapere come continua la storia…

Continuo che scoprirete nella recensione per il review party che verrà pubblicata esattamente fra una settimana, il 21 giugno 2019.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

Bacio feroce, Roberto Saviano (Feltrinelli 2017) a cura di Micol Borzatta

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Secondo e ultimo romanzo della storia della paranza dei bambini, ritroviamo i nostri protagonisti cresciuti, che sono entrati nella camorra, e che hanno imparato che un bacio può essere molto di più di un gesto per scambiarsi affetto, ma un sigillo, impresso a stampo, che può indicare un bersaglio o un tradimento.

Anche questa volta alla base della trama ci sono fati di cronaca che hanno colpito Napoli, una Napoli nascosta, un Napoli che viene tenuta segreta e che tutti decidono di non parlarne.

La narrazione è sempre molto complicata, troppo  dialetto che spesso impedisce al lettore di comprendere perfettamente la storia e di sentirsi coinvolto nella lettura.

Una lettura davvero impegnativa che fa pensare.

Micol Borzatta

Copia presa in biblioteca

La paranza dei bambini, Roberto Saviano (Feltrinelli 2016) a cura di Micol Borzatta

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Napoli.

Dieci ragazzini che arrivano da Forcella e Ponticelli, creano una banda comandata da Nicolas Fiorillo, detto maraja, cercando di scalare la scala del successo nella camorra.

Il termine paranza, usato dall’autore, è un termine camorrista che significa gruppo armato,  ma sono anche dei piccoli pesci, non ancora adulti, che vengono attratti dalla luce e per questo lasciano il fondale venendo intrappolati dai pescatori.

Con un linguaggio davvero molto crudo e molto spesso tutto in dialetto napoletano, l’autore svela una parte di storia e di vita di una Napoli generalmente nascosta e troppo reale, nonostante i personaggi siano di sua invenzione.

Una lettura molto complicata da cui hanno tratto un film, nel quale hanno cambiato davvero troppe cose.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

La storia di Lisey, Stephen King (Sperling & Kupfer 2006) a cura di Micol Borzatta

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Lisey è la moglie di un famosissimo scrittore da poco defunto.

Durante il riordino delle carte e delle proprietà del marito si ritrova a ripercorrere le tappe essenziali della sua vita matrimoniale, scoprendo che i ricordi riaffiorano in modo poco casuale.

Nel frattempo strani avvenimenti iniziano ad avverarsi: l’improvviso stato catatonico della sorella Amanda, la persecuzione ossessiva e violenta di un ammiratore del marito, e per finire moltissimi fenomeni straordinari e inquietanti.

Lisey inizia a sospettare che l’universo immaginario del marito non fosse solo immaginario.

Il romanzo è completamente diverso dai soliti romanzi di King, nonostante anche in questo ci sia la presenza di universi paralleli, una grande passione e fissa dell’autore.

Il romanzo nasce come un esperimento, e si può tranquillamente dire che in parte è riuscito, infatti ha saputo miscelare diversi argomenti e temi senza creare solo un pastrocchio.

La narrazione è un continuo salto tra presente e passato, spesso talmente confusionato che si fa fatica a coglierlo a una prima lettura, e salti da un personaggio a un altro.

L’inizio del romanzo è molto noioso e lento, parla della quotidianità di Lisey e di Scott nei vari piani temporali.

Un romanzo consigliato solo agli appassionati di Stephen King che vogliono avere la bibliografia completa, ma davvero poco adatto a chi non è un fan accanito o che si approccia per la prima volta all’autore.

Micol Borzatta

Copia presa in biblioteca