Tiger King – serie TV su Netflix

Recensione

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Docu-drama di Eric Goode, composto da sette puntate e che narra la storia di Joseph Allen Shreibvogel Maldonado-Passage, conosciuto come Joe Exotic, che aveva costruito un enorme Zoo, il G. W. Zoo, ovvero Greater Wynnewood Exotic Animal Park, in Oklahoma.

La mini seria è stata distribuita su Netflix dal 20 marzo 2020.

Joe Exotic ha sempre amato gli animali, e in particolar modo i grandi felini, al punto da creare un parco contenente 1200 animali tra leoni, linci, tigri, orsi, primati.

Cantante country con un’apparenza molto eccentrica, il comportamento e il modo di fare attirano l’attenzione di un’attivista miliardaria, Carole Baskin, proprietaria del Big Cat Rescue, uno zoo spacciato per riserva a protezione dei grandi felini.

Carole Baskin è diventata un’attivista-miliardaria dopo la misteriosa scomparsa del marito, avvenuta dopo aver dichiarato di voler divorziare da lei e aver confessato alla madre, all’ex moglie e alle figlie, che si sentiva minacciato di morte da Carole Baskin.

Nonostante Carole fosse la prima a fare compra-vendita di felini esotici e togliere i cuccioli alle madri per addomesticarli e venderli come animali domestici, si accanisce contro gli altri proprietari di zoo e parchi per eliminare la concorrenza, ma nel caso di Joe Exotic esagera, lo prende come capo espiatorio per la sua crociata portandolo sul lastrico.

Joe infatti per difendersi dalle calunnie della Baskin spende quasi tutto quello che ha, portandolo a dover diventare socio con persone che si approfittano di lui e gli portano via lo zoo, arrivando a usare i suoi sfoghi, in cui urlava in pubblico che voleva la Baskin morta, come prova per accusarlo di aver assoldato un killer per ucciderla, o usare gli scheletri delle tigri vecchie e malate che ha dovuto sopprimere per accusarlo di violenza contro gli animali.

Le battaglie e le ripicche che si facevano a vicenda Joe e la Baskin sono andate avanti per anni, fino a quando è loro sfuggita di mano portando Joe in carcere, dove oggi sta combattendo contro il coronavirus, e sacrificando dei poveri animali che non c’entravano nulla.

Infatti quello che era iniziato a protezione degli animali alla fine è diventato una diatriba personale portando i partecipanti a dimenticarsi degli animali. Nel caso di Joe per esaurimento e mancanza di soldi, nel caso della Baskin perché i suoi animali sono sempre stati in gabbie piccolissime dove per bere dovevano infilare la testa in un buco piccolissimo.

Guardando attentamente la docu-serie e facendo attenzione a tutte le prove e gli avvenimenti, possiamo farci perfettamente una nostra idea di come sono realmente andare le cose e da che parte stia la ragione.

Micol Borzatta

Vista su Netflix

Blood ride – serie TV ideata da Kjetil lndregard

Recensione

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Si incomincia su uno strano autobus su cui viaggiano dei passeggeri inquietanti e a ogni puntata vivremo la loro vita e cosa li abbia portati lì.

Ognuno di loro è collegato con il successivo da un omicidio, reale o mentale, che gli cambierà la vita.

La serie televisiva è originaria norvegese e per il momento composta da una stagione di sei episodi.

Ogni storia è autoconclusiva e, a mio avviso, molto ben riuscite a parte una, quella dello scrittore.

In ogni puntata possiamo trovare una morale e un insegnamento.

Una serie TV che si può divorare in un pomeriggio.

Micol Borzatta

Vista su Netflix

Bed time – film ideato da Jaume Balagueró

Recensione

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Cesar lavora come portiere in un condominio di Barcellona.

Cesar è un sociopatico che non sa provare nessuna forma di felicità se non rendere infelice chi gli sta attorno. Per questo motivo passa il tempo a studiare gli inquilini del suo palazzo, in modo da saper come infliggere l’angheria migliore.

La sua vittima preferita è Clara, una ragazza solare, dolce e sempre ottimista.

Caratteristiche che la trasformano nella sua ossessione.

Questa ossessione lo porta a nascondersi sotto al suo letto, narcotizzarla nel sonno e godersi appartamento e letto per tutta la notte, frugando sempre più a fondo nella vita di Clara e in Clara.

Cesar però si spinge troppo oltre, insospettendo Marcos, il fidanzato di Clara.

Film tratto dal romanzo omonimo scritto da Alberto Marini, che trovate recensito qui, e di cui ha curato la sceneggiatura, e con la regia di Jaume Balagueró, autore della saga Rec.

A differenza del romanzo, il film è molto meno introspettivo, viviamo tutto dall’esterno in modo molto distaccato, senza capire a fondo cosa spinga Cesar a comportarsi in quel modo.

Altre differenze tolgono anche l’umanità di Cesar, infatti nel libro si prende cura di un ragazzo paraplegico, aiutandolo nella fisioterapia, mentre nel film tortura psicologicamente la madre che è bloccata in un letto d’ospedale.

Nel complesso la visione non mi è dispiaciuta ma ho preferito di gran lunga il libro.

Micol Borzatta

Visto in streaming

Circle – film di Aaron Horn e Mario Miscione

Recensione

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Cinquanta persone sconosciute tra di loro si svegliano in piedi, posizionate su dei cerchi rossi in due cerchi concentrici attorno a una cupola nera. Se lasciano la postazione un raggio parte dalla cupola centrale e lo uccide. In più ogni due minuti devono fare una votazione a eliminazione.

Quasi tutti si fanno prendere dal panico, ma di volta in volta inizia a parlare quello che crede di aver capito tutto cercando di far fare agli altri la votazione che vorrebbe lui.

Morto dopo morto, nelle teste delle persone inizia a svilupparsi l’idea che solo uno sopravviverà.

Film thriller psicologico del 2015 scritto e diretto da Aaron Hann e Mario Miscione.

Tutto il film si svolge in un’unica stanza rendendo il tutto ancora più claustrofobico e ansiogeno.

Il ritmo è incalzante e con l’aiuto di luoghi comuni e frasi fatte, che sono alla base dei dialoghi, gli ideatori riescono a rappresentare il modo di pensare e di agire della maggior parte dell’umanità.

Pregiudizi, ipocrisia, egoismo, invidia e cattiveria, vengono descritti alla perfezione, specialmente con la scelta finale dell’ultimo personaggio che rimane in piedi.

Le lingue che si possono scegliere sono inglese e mandarino, con sottotitoli in italiano, ma l’inglese è molto capibile.

Una visione che fa volare i novanta minuti della durata e porta tantissimi spunti di riflessione e dialogo.

Micol Borzatta

Visto su Netflix

Suspiria – film di Dario Argento e remake di Luca Guadagnino

Recensione

Susy Bennet è una studentessa di danza classica che si iscrive alla prestigiosa Accademia Friburgo.

Quando arriva all’Accademia è notte, piove e incrocia una ragazza che sta scappando dalla scuola.

Sul momento a Susy viene negato il permesso di entrare a scuola, e deve trovare una sistemazione in città.

Quella stessa notte la ragazza che era scappata dalla scuola viene massacrata a casa di una sua amica, insieme all’amica.

Il giorno dopo Susy viene accettata in Accademia e portata al cospetto della vicedirettrice
Madame Blanche e l’insegnante Miss Tanner.

Siccome la sua stanza non è pronta, Susy viene mandata a stare a casa di Sarah e Olga, due sue compagne, dove deciderà di rimanere anche dopo la comunicazione dello stato della sua stanza.

A causa di uno svenimento Susy è costretta a trasferirsi nel dormitorio dell’Accademia, dove inizieranno a manifestarsi strani episodi.

Film horror degli anni settanta è tratto da un racconto di De Quincy, che trovate recensito qui, ed è il primo di una trilogia dedicato alle Tre Madri, seguito da Inferno e La terza madre.

Nel 2018 viene fatto un remake da Luca Guadagnino, il cui soggetto è stato curato da Dario argento, in cui la storia di Mater Sospiriorum e della congrega delle streghe ha un ruolo molto più incisivo e d’impatto.

Entrambe le versioni del film hanno un impatto sullo spettatore molto forte, portandolo a legarsi ai protagonisti e a seguire le vicende con apprensione.

Consigliate entrambe le pellicole.

Micol Borzatta

Visti quella di Dario argento in televisione e quella di Luca Guadagnino in streaming

Psyco – film ideato da Alfred Hitchcock

Recensione

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Phoenix, 11 dicembre 1969

Marion Crane, segretaria di un’agenzia immobiliare, viene incaricata di andare a versare in banca 40.000 dollari, il pagamento della vendita di una casa.

Marion però, invece di dirigersi in banca, scappa con i soldi. Per paura di essere seguita cambia auto, ma quando viene sorpresa da un temporale decide di lasciare l’autostrada e trovare un riparo, trovando così il Bates Motel, sormontato da un’enorme casa gotica.

Quando si presenta al padrone del motel, Norman Bates, scopre di essere finita su un ramo secondario dell’autostrada, capendo di aver sbagliato strada.

Norman registra Marion e dopo averle dato la chiave della stanza la invita a cena con lui e la madre.

Appena sistemata Marion si reca alla casa, ma prima ancora di bussare sente Norman e la madre litigare in modo molto acceso. Litigio che la porta a girarsi su stessa e tornare indietro, facendo finta di stare arrivando in quel momento.

Norman intercetta Marion e la invita a mangiare nel suo studio al motel, dove intavolano una conversazione apparentemente banale ma molto significativa, che fa capire a Marion che forse la sua vita non è poi così male, al punto che decide di tornare indietro e restituire i soldi prima che scoprano la sparizione.

Decide così di farsi una doccia e ripartire, ma proprio mentre è sotto alla doccia i suoi piani vengono stravolti totalmente.

Eventi che porteranno Norman Bates al centro di un’indagine.

Il film è tratto dal romanzo di Roman Bloch che trovate recensito qui.

Una curiosità è che il personaggio di Norman Bates è stato ispirato dalla figura di Ed Gein.

Romanzo e film hanno varie differenze, a partire dall’aspetto fisico di Norman, nel libro è basso, grasso e ubriacone, nel film è alto, magro, giovane e fragile. La personalità di Norman nel film è scissa in due, lui e la madre, nel libro c’è anche quella di Norman bambino. Anche la violenza perpetrata è diversa, nel libro è molto più cruenta e sanguinolenta.

Il film sa comunque creare un’atmosfera molto ansiogena, portando lo spettatore a rimanere con il fiato bloccato fino alla fine.

Nonostante sia un film molto vecchio è sempre un piacere vederlo.

Micol Borzatta

Visto in televisione

Beastars – serie TV ideata da Shinichi Matsumi

Recensione

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Ci troviamo in un mondo abitato da animali antropomorfi civilizzati. La società è divisa in due fazioni, nonostante convivano e interagiscono tra di loro, i carnivori e gli erbivori.

La storia si sviluppa in una scuola dove, tra le altre cose, si insegna la convivenza tra le specie.

Una notte l’alpaca Tem viene brutalmente ucciso e divorato, il fatto crea subito un’atmosfera di disagio e di nervosismo e, sopratutto, di sfiducia degli studenti erbivori verso i carnivori.

In questa atmosfera il lupo grigio Legoshi incontra la coniglietta nana Haru. Il primo incontro è molto violento, perché cerca di divorarla, spinto dai propri istinti.

Da quel momento le strade di Legoshi e Haru continuano a intrecciarsi e un forte sentimento nasce tra i due, un sentimento incompreso sia da loro due che dagli altri.

Anime tratto dal manga shonen scritto e disegnato da Para Itagaki e pubblicato in Giappone nel 2016.

I temi affrontati sono quelli del pregiudizio, del bullismo e dell’ipocrisia.

Temi molto forti trattati davvero bene, con toni leggeri, adatti anche un pubblico più giovane, ma non ridicolizzati, diventando così molto istruttivo.

Le puntate sono molto scorrevoli e avvincenti e sanno davvero conquistare lo spettatore.

Micol Borzatta

Visto su Netflix