Soul – film della Pixar

Recensione

Joe Gardner è un insegnante di musica delle scuole medie, insoddisfatto della sua vita quando riceve la telefonata di un suo ex allievo che gli comunica che c’è un posto libero nella band della famosissima jazzista Dorothea Williams.

Joe supera il provino e il suo sogno è in procinto di realizzarsi, quando accidentalmente cade in un tombino e muore.

Nell’aldilà Joe, mentre cerca di tornare sulla terra e ricongiungersi con il suo corpo, diventa il mentore di 22, un anima che è bloccata nell’arte mondo da millenni perchè non vuole nascere.

Film d’animazione della pixar adatto sia ai grandi che ai piccoli.

La storia tratta il senso della vita in modo molto approfondito ma non complicato, portando lo spettatore a immedesimarsi nei personaggi.

Io personalmente ho amato moltissimo 22, mi sono immedesimata molto in lei, forse anche perchè abbiamo un passato simile, e mi sono trovata molte volte a piangere.

Un film toccante con una colonna sonora meravigliosa.

Micol Borzatta

Visto in streaming

Lo squartatore – serie TV di Jesse Vile e Ellena Wood

Recensione

IL 16 dicembre 2020 Netflix ha pubblicato per intero la documentazione-serie composta da 4 puntate, in cui vengono riportate testimonianze, interrogatori e ricostruzione dei fatti, dedicata a Lo squartatore, il serial killer dello Yorkshire che nell’arco di cinque anni, dal 1975 al 1980, ha ucciso 13 donne.

Il killer venne soprannominato Lo squartatore perché inizialmente si credette che prendeva di mira solo le prostitute, essendo la sua prima vittima morta una prostituta. Questa credenza però è stata portata avanti dalla polizia, conducendo le indagini in modo errato, e portandoli a scartare ogni vittima, viva o morta, che non fosse una prostituta, conducendoli così all’arresto del colpevole solo cinque anni dopo l’inizio delle indagini, nonostante la persona sia stata interrogata nove volte e fosse stata invitata in centrale ben 50 volte.

Il caso fece molto scalpore anche per come venne gestito a livello di media, infatti fu la prima volta che la polizia fece una pubblicità enorme al killer cercando di coinvolgere tutta la popolazione alla sua catturata arrivando a promettere una ricompensa di 30.000 sterline.

Altro motivo per cui il caso fece clamore era per via dell’enorme passo indietro che fece l’emancipazione femminile, infatti fino a quel momento le donne erano riuscite a fare grandi progressi dimostrandosi autonome e indipendenti, ma con questo criminale in giro venne messo un coprifuoco per sole donne e molti divieti per il genere femminile dal semplice camminare da sole per strada a uscire proprio di casa in certi orari.

Il colpevole è Peter Sutcliffe, nato nel 1946 a Bingley, nel West Riding of Yorkshire, da una famiglia cattolica. Fin dalla nascita è sempre stato fisicamente il più minuto della famiglia e per questo anche quello più legato alla madre, si dice che camminasse tenendosi alla sua gonna e per questo veniva soprannominato mammoletta. Il padre in casa era molto severo e spesso picchiava la moglie, anche davanti a Peter che cercava in tutti i modi di difenderla.

Si presume che Peter fosse diventato violento perché solo così poteva dimostrare di essere un uomo come il padre.

Peter faceva il camionista ed era sposato con una donna che soffriva di schizofrenia, cosa che gli permise, all’inizio del processo, di recitare la parte di quello non in grado di intendere e di volere, ma fortunatamente non gli credettero.

Peter Sutcliffe venne incarcerato nel 1981 e accusato di 13 omicidi e nel luglio 2020 venne condannato all’ergastolo.

Il 13 novembre 2020 è deceduto dopo che a ottobre è stato portato d’urgenza in ospedale per un possibile arresto cardiaco, dopo essere stato dimesso è anche risultato positivo al Covid-19.

Il documentario è stato realizzato dallo stesso team di Giù le mani dai gatti: caccia a un Killer online che potete trovare recensita qui.

Micol Borzatta

Vista su Netflix

The wilds – serie TV ideata da Sarah Streicher

Recensione

Otto ragazze di diversa estrazione sociale, di diversa origine e con diversi problemi alle spalle, partono per un campeggio per solo donne su un’isola delle Hawaii con il progetto Dawn of Eve, ma mentre sono sul volo privato messo a disposizione per il progetto, l’aereo precipita e si ritrovano da sole su un’isola deserta e devono lottare per la loro sopravvivenza.

Inizialmente le ragazze litigano fra di loro, poi piano piano iniziano a stringere legami, fino a quando a una di loro inizia a nascere il sospetto che non sia tutto un caso essere lì, ma che molto probabilmente una di loro sa cosa stia accadendo e c’è qualcuno dietro che sta creando tutta la situazione.

Infatti il progetto è in realtà uno strano esperimento sociale che però sembra sfuggire di mano agli organizzatori.

Nuova serie televisiva originale Amazon Prime Video, che vuole trattare un argomento molto utilizzato e usarlo per parlare realmente di altri temi molto forti.

La storia infatti è praticamente identica a The I-Land e Lost.

Fin dalle prime puntate si capisce subito cosa ci sia davvero dietro al viaggio delle ragazze, infatti non è questa la parte interessante e importante di tutta la serie (proprio perché è un tema già sfruttato), ma il come delle adolescenti affrontino determinate situazioni e cosa hanno dovuto passare nella loro vita normale.

La narrazione alterna tre piani temporali, il passato in cui vediamo cosa ha portato le ragazze a essere iscritte dai genitori a quel progetto, il presente che è ambientato quando l’organizzazione ha recuperato le ragazze e le sta tenendo nella sua struttura per continuare a studiarle, e il periodo sull’isola piena di eventi, traumi, pericoli da affrontare e situazioni da risolvere. Il tutto con un gioco di flash back che spesso anticipa allo spettatore quello che sta per accadere.

La storia approfondisce molto di più il lato emotivo e relazionale delle ragazze piuttosto che la parte survival, in cui si può notare che le varie difficoltà vengono superate abbastanza facilmente, ma questo potrebbe anche essere una scelta voluta, per trasmettere allo spettatore che in fondo si tratta di ragazzine di 16-17 anni e che sono dentro a un progetto controllato, quindi è anche normale che molte situazioni veramente pericolose vengano risolte con rimedi che arrivano dall’esterno (anche se le ragazze non lo sanno) in modo che non possano correre pericoli veramente troppo mortali.

I temi che vengono approfonditi e su cui si vuole puntare il riflettore sono invece la scoperta della propria sessualità, con tutte le difficoltà che ne conseguono specialmente quando non si segue la massa, la gestione della rabbia, le molestie da parte di figure professionali che dovrebbero aiutare, la pressione dei genitori sui figli perché emergano nella società o nello sport, la religione, le delusioni sentimentali e le incomprensioni con la famiglia.

Temi molto attuali e che hanno messo molta pressione alle ragazze che vedono il loro mondo come un inferno, di gran lunga peggiore all’isola deserta.

Una serie TV che si sviluppa in una stagione con dieci puntate, ma di cui già si mormora una seconda, visto anche il finale aperto della stagione.

Fin dalle prime puntate sa coinvolgere lo spettatore e catturarne l’attenzione, al punto tale che mi sono guardata tutta la stagione il giorno dell’uscita, ovvero l’11 dicembre, quando Amazon Prime Video ha pubblicato tutta la stagione.

Davvero accattivante, vorrei che ci fosse già il seguito.

Micol Borzatta

Vista su Amazon Prime Video

Utopia – serie TV di Gillian Flynn

Recensione

Dramma fantascientifico americano adattato da Gillian Flynn prendendo spunto da quello del 2013.

La serie è stata rilasciata il 25 settembre 2020, ma a novembre viene cancellata dopo solo una stagione.

La storia narra di un gruppo di ragazzi che si ritrovano Uniti dalla passione per Utopia, un fumetto che rivelerebbe la cura di un male che sta colpendo la terra e che era stato il tema di distopia, il prequel di Utopia.

A Utopia sono interessati anche Jessica Hyde, che ha un ruolo nel fumetto, essendo la figlia del disegnatore, e un’organizzazione oscura capeggiata dal coniglio bianco, nemesi di Jessica.

La serie è molto odierna, trattando di una strana pandemia che colpisce il mondo.

Il remake è stato seguito da Gillian Flynn, conosciuta per il suo più celebre romanzo Gore Girl, ma stavolta utilizza uno stile molto più oscuro e macabro.

Una serie che rappresenta perfettamente come si sta muovendo la nostra società.

Micol Borzatta

Vista su Amazon Prime

Marrowbone – film di Sergio G. Sánchez

Recensione

Siamo nel 1969 quando una madre e i suoi quattro figli lasciano l’Inghilterra per recarsi nell’America rurale a Marrowbone, una tenuta che hanno ereditato per sfuggire dal padre violento e da un passato troppo difficile.

La madre dei ragazzi muore pochissimo dopo il loro arrivo nella nuova casa e i ragazzi per non rischiare di essere divisi dagli assistenti sociali, seppelliscono il cadavere e tengono la notizia nascosta.

I fratelli vengono aiutati da Allie, una ragazza che vive vicino a loro e con la quale nasce un bellissimo rapporto.

Mentre stanno affrontando tutto questo, una strana figura inizia a tormentarli.

Il film è stato girato nel comune di Terrassa, nelle Asturie della Spagna settentrionale nel 2017.

La storia è molto coinvolgente e arriva al cuore dello spettatore, partendo come un thriller o un mistery, ma diventando piano piano un sentimentale molto profondo e per niente mieloso.

Le atmosfere sono molto gotiche e trasmettono una sensazione di angoscia, timore e dolore, ma anche amore, quello più puro come l’amore fraterno.

Lo stile ricorda molto The others e The Orphanage, ma è un pensiero che sorge solo alla fine del film.

Una visione che merita e sa stupire, anche se alcuni punti per qualcuno potrebbero risultare troppo psicologici o lenti.

Micol Borzatta

Visto su Amazon Prime

Fuoriclasse – serie TV ideata da Domenico Starnone e Federico Starnone

Recensione

Serie televisiva italiana prodotta da ITC Movie e Rai Fiction e diretta da Riccardo Donna, per le prime due stagioni, e da Tiziana Aristarco, per la terza stagione.

La serie venne trasmessa su Rai1 dal 23 gennaio con al 10 maggio 2015, ma si può trovare tutt’ora su Rai play.

Tratta da tre romanzi di Domenico stamane (Ex cattedra, Fuori registro e Sottobanco) è ideata da lui e Federico stamane.

La protagonista principale è Luciana Littizzetto che interpreta Isa Passamaglia, una professoressa di latino e lettere al liceo scientifico Caravaggio di Torino che alla soglia dei 50 anni, oltre ad affrontare le problematiche quotidiane che esistono in un liceo e nella vita di adolescenti, deve affrontare un divorzio e un figlio, anche lui adolescente.

Molteplici i temi trattati come il bullismo, l’aborto, il razzismo, l’integrazione, il lutto e i rapporti genitori-figli.

Per ogni tema vengono dedicate varie puntate in modo da trattarli molto approfonditamente e a 360 gradi.

Due personaggi mi sono piaciuti particolar mene: Manuel Rocca interpretato da Gianandrea Muià e Isa Passamaglia interpretata da Luciana Littizzetto.

L’interpretazione di Gianandrea Muià l’ho trovata veramente bellissima perché ha saputo interpretare alla perfezione il personaggio, trasmettendo allo spettatore tutte le sfumature caratteriali, infatti partiremo con l’odiarlo, all’inizio della seconda stagione, per poi piano piano affezionarci, capirlo e volergli bene.

Troviamo anche una Littizzetto totalmente fuori dal suo solito ruolo comico, in una veste molto seria, umana e altruista che le dona parecchio e le permette di trasmettere agli spettatori tutta la sua bravura come attrice e le sue qualità come persona, che non è molto diversa nella realtà dal personaggio interpretato.

Una serie che dopo averla finita lascia tanta malinconia, si vorrebbe fosse infinita e presto troverete le recensioni dei tre romanzi.

Micol Borzatta

Vista su RaiPlay

Martyrs – film di Pascal Laugier

Recensione

Il film parte con Lucie, una bambina scomparsa da un anno, che viene trovata a correre in mezzo alla strada sconvolta e ferita.

Portata in ospedale, i medici e la polizia scoprono che è stata tenuta segregata e sottoposta a torture fisiche e psicologiche.

Lucie viene mandata in un istituto specializzato dove fa amicizia con Anna, una bambina ricoverata anche lei, e con la quale i medici continuano a parlare sperando che riesca ad avere qualche informazione in più da Lucie.

Anna riferisce che Lucie non parla mai del periodo della prigionia e che è tormenta­ta dalle visioni di una donna che l’aggredisce provocando le gravi ferite.

Passano quindici anni e Lucie entra in una casa e uccide una famiglia, dopo di che chiama Anna e le dice di aver trovato i suoi torturatori.

Anna si reca subito da Lucie per aiutarla a sistemare la situazione, ma la ragazza, durante quello che sembra essere l’attacco della donna dei suoi incubi, si taglia le vene e poi la gola.

Anna, per puro caso, trova un passaggio segreto nella casa che porta nei sotterra­nei della casa, dove trova una ragazza ferita e…

Film molto complesso e forte, non adatto alle persone più sensibili.

Il tema di base, come dice il titolo, sono le figure dei martiri, la ricerca dello stato spirituale che permette ai martiri di ascendere all’aldilà.

Le scene della tortura sono molto esplicite, cruente e shockanti, che portano lo spettatore a provare a sua volta il dolore inferto.

Il film originale è del 2008, ed è quello che ho visto io, ma ne hanno fatto un remake nel 2015.

Micol Borzatta

Visto su Amazon Prime

NOS4A2 – serie TV di Jami O’Brien

Recensione

Serie televisiva horror statunitense basata sull’omino romanzo del 2013 di Joe Hill, e composta da 2 stagioni per un totale di 20 episodi.

La storia inizia con Vic McQueen che è una giovane artista, figlia di due genitori molto disagiati, che scopre di avere un’abilità soprannaturale che le permette di tagliare il velo dello spazio e del tempo.

Ci vengono presentati altri due personaggi che hanno abilità sovrannaturali.

Il primo è Charlie Manx, uno strano individuo che si nutre delle anime dei bambini, e portandoli poi in un luogo creato da lui stesso e chiamato Christmasland, in cui ogni giorno è il giorno di Natale e in cui possono stare solo i bambini, che Charlie chiama i suoi bambini.

Il secondo è Maggie Leigh, una ragazza che ha la capacità di predire il futuro.

Ognuno di loro ha un oggetto che consente loro di utilizzare il loro potere, Maggie ha delle tessere dello scarabeo, Vic una moto Triumph e Manx una vecchia spettro.

Sarà proprio Maggie ad avvicinare Vic e a comunicarle che le tessere hanno detto che lei è l’unica che può fermare Marx e liberare i bambini.

Ce la farà senza diventare lei stessa vittima di Marx?

La serie parte molto calma, quasi deludendo le aspettative sembrando più drammatica che horror, ma piano piano si riprende accelerando il ritmo e coinvolgendo lo spettatore sempre di più.

Il personaggio di Manx è molto complesso, infatti è la nemesi della protagonista, ma le sue azioni sono spinte dalla volontà di salvare i bambini da situazioni familiari critiche, ovvero bambini tristi, trascurati, con famiglie disfunzionali. Si riuscirà a capire molto a fondo la sua complessità, il suo modo di pensare e cosa lo spinge ad agire così durante la seconda stagione, dove veniamo a conoscenza del suo passato.

I temi trattati sono appunto la famiglia, la violenza domestica, i rapporti genitori-figli, e vengono approfonditi molto bene inserendoli nelle vite dei vari personaggi, creando zone grigie e non tagli netti bene-male.

Una serie veramente bella ed è un peccato che sia stata cancellata, nonostante la fine della seconda stagione possa tranquillamente ritenersi una conclusione, pur avendo una piccola fessura aperta se un domani dovessero decidere di proseguire.

Micol Borzatta

Vista su Amazon Prime

American Murder. La famiglia della porta accanto – serie TV di Jenny Popplewell

Recensione

Frederick, Colorado 2018.

Documentario firmato Netflix che racconta tutti gli eventi riguardanti un caso che sconvolto l’America per parecchio tempo.

La notte del 13 agosto 2018, Shan’ann Watts, incinta di 15 settimane, torna a casa dopo aver passato un weekend a Phoenix, in Arizona, per lavoro.

Shan’ann viene accompagnata a casa dalla sua amica e vicina di casa, Nickole, che dopo averla vista salire le scale del portico si reca a casa sua. La mattina dopo, Nickole si reca a casa Watts per informarsi degli esiti di una visita medica di Shan’ann, ma non trova nessuno.

Nickole chiama immediatamente la polizia, che arrivano subito a controllare, ma trovano tutto tranquillo, così chiamano Chris, il marito, per poter entrare in casa e verificare che tutto sia veramente a posto. Il marito li fa entrare e trovano sia il cellulare di Shan’ann che le copertine e i giochini delle due bambine, Bella e Celeste. L’unico essere vivente che trovarono in casa era il bassotto della famiglia.

Il mio nome è Nickole e chiamo perché sono preoccupata per una mia amica. L’ho lasciata a casa sua alle 2:00, la scorsa notte e non sono riuscita a mettermi in contatto con lei stamattina. Sono andata a casa sua e la macchina è lì. Non risponde alle telefonate, non risponde ai messaggi.

La polizia inizia a indagare, partendo proprio dal marito, che inizialmente dichiarerà che madre e figlie sono scomparse, poi che ha dovuto uccidere Shan’ann perché quella notte aveva ucciso le due bambine, poi piano piano la verità inizia a venire a galla ed è la cosa più shockante che la polizia abbia mai sentito.

Docu-serie firmata Netflix in cui tramite vere immagini di video sorveglianza, filmati pubblicati da Shan’ann su Facebook in cui racconta la sua felicità da quando ha incontrato Chris, e i vari messaggi e le varie telefonate di Shan’ann con la sua amica in cui si lamenta del cambiamento del marito nei confronti suoi e delle bimbe.

Voglio che conosciate un po’ della mia storia. Ho trascorso uno dei periodi più bui della mia vita e, poi, ho incontrato Chris… lui è la cosa migliore che mi sia mai capitata.

Shan’ann inizia a sospettare che il marito abbia un’amante, ma non si sarebbe mai immaginata cosa avrebbe potuto fare pur di stare con l’amante.

Una docu-serie veramente pesante che lascia lo spettatore incredulo, schifato e totalmente stordito.

Micol Borzatta

Visto su Netflix

Buffy l’ammazzavampiri – serie TV di Joss Whedon

Recensione

Sunnydale

Buffy Summers è una giovane ragazza che si è appena trasferita dopo aver avuti alcuni guai nella scuola precedente a Los Angels.

Arrivata nella nuova scuola scopre però che i casini della scuola precedente l’hanno seguita.

Lei infatti è perseguitata dai vampiri, perché lei è la cacciatrice, ovvero colei che ha il potere di combattere i demoni e le forze del male.

Si narra infatti che a ogni generazione ci sarà una cacciatrice, una ragazza con una forza sovrumana che ha il compito di uccidere le forze del male.

Sunnydale è anche un paese particolare, perché ha al suo centro la bocca dell’inferno, un portale che se aperto permetterà a tutto l’inferno di riversarsi nel nostro mondo.

Buffy incontra il Signor Giles, il suo osservatore, e fa amicizia con alcuni suoi compagni di classe che l’aiuteranno nella battaglia.

La serie TV si sviluppa su sette stagioni che partono molto piano, con effetti speciali inizialmente molto scarni, infatti manca anche il sangue quando i vampiri mordono o si picchiano, per poi migliorare stagione dopo stagione.

Interessanti i temi trattati, che si scoprono solo rivedendo la serie in età più adulta, infatti vengono approfonditi argomenti come l’amicizia, le relazioni, i rapporti interpersonali, i pregiudizi e i preconcetti. Temi che diventano più seri andando avanti con le stagioni.

Una critica molto grossa va fatta alla prima puntata della quinta stagione, quando Buffy affronta Dracula, perché lo hanno trasformato in pagliaccio comico, che viene sconfitto con una barzelletta. Puntata secondo me che ha rovinato un classico della letteratura e io la toglierei del tutto.

Andando avanti con le puntate si nota una crescita nei personaggi e negli effetti speciali.

Un’altra critica, questa volta però a Netflix, è che alcuni episodi della sesta e della settima stagione sono fuori sincrono e diventano difficoltose da guardare.

Una serie che è invecchiata molto bene e che è sempre un piacere guardare.

Micol Borzatta

Vista su Netflix