RECENSIONE – La scuola cattolica – film di Stefano Mordini del 2021

Il 7 ottobre 2021 esce il film La scuola cattolica del regista Stefano Mordini e tratto dal romanzo omonimo di Edoardo Albinati.

Il film dura 106 minuti e, a differenza del romanzo, la parte relativa al delitto del Circeo è alla base di tutta la storia, e ha un ruolo fondamentale.


La storia inizia sei mesi prima degli eventi, dando allo spettatore un contesto storico e culturale del periodo.

Siamo infatti nel 1975, le scuole sono divise tra maschili e femminili, e nella Roma per bene i figli di papà vanno alla scuola cattolica, la scuola privata, dove il pagamento di una retta elevata e di sostanziose donazioni fanno sì che si sentano superiori a tutto e a tutti, perfino alle regole e alle leggi.

È così che Edoardo Albinati si trova a scuola con Angelo Izzo e Gianni Guido, due veri e propri bulli che il 30 settembre 1975 vengono accusati, insieme ad Andrea Ghira, che però non verrà mai catturato, dell’omicidio di Rosaria Lopez e del tentato omicidio di Donatella Colasanti, ritrovate nel bagagliaio della Fiat 127 del padre di Gianni Guido.

Le ragazze erano state avvicinate cinque giorni prima da un ragazzo che disse di chiamarsi Carlo, il quale le invitò a uscire e presentò loro Gianni e Angelo, che le invitarono il 29 settembre ad andare al cinema.

Al momento dell’incontro però le ragazze accettarono di andare a una festa, ma arrivati a destinazione scoprirono che erano solo loro due e i due ragazzi.

La sera stessa i due ragazzi iniziarono a stuprare e picchiare le due ragazze, ma solo con l’arrivo, la mattina dopo, di Andrea Ghira le cose si trasformarono in un vero e proprio inferno, portando alla morte di Rosaria Lopez e a quella di Donatella Colasanti, o almeno lo credevano i ragazzi.

A quel punto le due ragazze vennero messe nel bagagliaio della Fiat 127 bianca di Guido che, tornato a casa, parcheggiò tranquillamente sotto casa in attesa che calasse la notte per disfarsi dei cadaveri.

A questo punto Donatella si risveglia e inizia a battere sul bagagliaio della macchina, quando viene sentita da un poliziotto di ronda.

È così che la polizia viene a sapere della tragedia e arresta immediatamente Gianni Guido a casa, Angelo Izzo in giro in attesa dell’amico, e inizia a cercare Andrea Ghira che rimarrà latitante fino alla sua morte.

I tre ragazzi ottengono l’ergastolo per l’omicidio di Rosaria e il tentato omicidio di Donatella.

Nel 1995 Andrea Ghira muore in Marocco ancora latitante.

Nel 2005 Angelo Izzo ottiene la semilibertà per buona condotta, ma uccide subito altre sue donne.

Nel 2009 Gianni Guido è libero grazie a una riduzione della pena.

Donatella Colasanti muore nel 2005 a 45 anni con ancora i traumi della vicenda.

Il film, a differenza del romanzo, riesce a unire la riflessione e la denuncia sulla società dell’epoca e sulla educazione cattolica a un approfondimento delle vicende del delitto, amalgamando omogeneamente le due narrazioni, senza dare false aspettative allo spettatore.

Una visione che fa riflettere e, se vista nelle scuole, che può dare moltissimi spunti di discussione e insegnamenti costruttivi.

Micol Borzatta

Visto su Amazon Prime

RECENSIONE – Avvocato di difesa – Serie TV del 2022 di David E. Kelley e Ted Humphrey

Avvocato di difesa – The Lincoln lawyer è una serie TV creata da David E. Kelley e Ted Humphrey, basata sul romanzo La lista di Michael Connelly, il secondo romano della serie dedicata all’avvocato Michael Haller.

Terza serie televisiva, dopo Bosh e Bosh: Legacy a essere tratta dai romanzi di Connelly, è la seconda opera televisiva dedicata ad Haller dopo il film del 2011 The Lincoln lawyer.

La serie al momento è composta da una stagione di 10 episodi, ma è già stata confermata per una seconda stagione che dovrebbe arrivare a inizio 2023.

La storia racconta di Michael Haller, un avvocato difensore di Los Angeles conosciuto per preparare i suoi casi sul sedile posteriore della sua Lincoln.

Dopo essersi dovuto ritirare dalle scene per 18 mesi a causa di un incidente in surf che lo ha portato a essere dipendente dall’ossicodone, ritorna in auge quando eredita tutti i casi del suo collega Jerry Vincent, oltre allo studio intero, dopo che quest’ultimo è stato ucciso in circostanze misteriose.

Tra questi c’è il caso del secolo, quello di Trevor Elliott, proprietario di un’azienda informatica che ha programmato L videogioco Nocturna, ai primi posti delle classifiche dei videogames, accusato di aver ucciso la moglie e il suo amante, ma che si dichiara innocente.

Nel corso delle puntate troviamo Haller impegnato con vari casi secondari che chiude con risultati di non colpevolezza, e con il caso primario, quello di Elliott, di cui deve reperire prove, informazioni e teste in una sola settimana.

Le puntate sono di media di 50 minuti, ma scivolano via una dietro l’altra senza problemi, io infatti l’ho guardata tutta in un’unica giornata, coinvolgendo molto bene lo spettatore.

I colpi di scena sono ben strutturati e ben calibrati, e fanno sì che l’attenzione non si smorzi mai.

I personaggi secondari sono un po’ diversi da quelli che avevamo imparato ad amare nel primo romanzo della serie e nel film, ma riescono comunque a colpirci e si fanno amare fin da subito.

Una buona serie TV, che dal titolo mi aspettavo fosse tratta dal primo romanzo della serie Haller, e che invece mi ha fatto venire voglia di prendere subito in mano il secondo volume per catapultarmi nella storia incredibile di Haller contro Elliott.

Micol Borzatta

Visto su Netflix

RECENSIONE – The Lincoln lawyer – film del 2011 di Brad Furman

The Lincoln lawyer è un film del 2011 di Brad Furman Tartt dall’omonimo romanzo di Michael Connelly, che in italiano è stato tradotto con avvocato di difesa.

Il film parla dell’avvocato Mickey Haller di Los Angeles che è incaricato ella difesa dei criminali.

Con una ex moglie, vice procuratore distrettuale, una figlia, e una seconda moglie che lavora come sua segretaria, gestisce la sua attività dalla sua Lincoln in giro tra tribunali e carceri, usando, spesso, anche metodi poco ortodossi.

Un giorno viene assunto per difendere Louis Roulet, un ricco immobiliarista che è accusato di violenza fisica e o fronti di una prostituta.

Haller si fa aiutare dal suo investigatore privato Frank Levin per trovare tutte le informazioni che gli servono per scagionare il suo cliente, ma scopre ben presto di essere stato ingannato, manipolato e incastrato, dovendo così fare buon viso a cattivo gioco.

La trasposizione è stata realizzata davvero molto bene, ed è fedelissima al romanzo, unico cambiamento è il nome dell’investigatore da Raul a Frank, ma per il resto è tutto uguale.

Molto ben caratterizzati i personaggi, gli attori hanno saputo interpretarli davvero al meglio, infatti lo spettatore può percepire molt forte e bene i vari stati d’animo, ritrovando le immagini e le sensazioni che area trovato nel libro.

La buona riuscita del film la si può notare anche nel fatto che può essere visto, come ho fatto io, subito dopo aver chiuso il romanzo e non abbiamo nessun senso di noia o di pesantezza, pur sapendo già tutta la storia, perché vivendo in modo così vivido le emozioni dei personaggi risulta come se fosse sempre un’avventura nuova.

Una visione veramente stupefacente per chi vuole vivere la storia in una versione diversa da quella scritta.

Micol Borzatta

Visto su Netflix

RECENSIONE – Mercoledì – serie TV del 2022 di Tim Burton, Alfred Gough, Miles Millar

Mercoledì è una serie TV statunitense del 2022, creata da Tim Burton, Alfred Gough e Miles Millar.

Composta per il momento da una stagione di otto episodi, hanno già confermato l’arrivo di una seconda stagione.

La serie è liberamente ispirata dalla famosissima Famiglia Addams, e in particolare la figura di Wednesday, ovvero Mercoledì in italiano.

Quando Mercoledì trova suo fratello Pugsley legato in un armadietto a scuola, e scoperto che è stato bullizzato dalla squadra di nuoto, si vendica liberando due sacchetti di piranha in piscina, ferendo gravemente il capitano della squadra, e ottenendo l’espulsione dal liceo.

Morticia e Gomez decidono così di iscriverla alla Nevermore High School, ovvero una scuola per reietti dove hanno studiato pure loro.

Alla Nevermore si può trovare ogni tipo di studente, dalle sirene, ai lupi mannari, vampiri, gorgoni, e sono convinti che la figlia si possa trovare molto bene.

Fin dal primo giorno Mercoledì si trova a essere testimone di avvenimenti molto strani, tra cui alcuni omicidi avvenuti nel bosco intorno alla scuola e alla cittadina di Jericho, tra questi anche la caduta di un gargoyle dal tetto della scuola, chiaro segno che qualcuno la voleva uccidere, portandola a indagare per scoprire il colpevole.

La serie TV è davvero molto carina, ma a mio avviso va guardata come storia a se stante e non correlata a Mercoledì Addams, o si rimane davvero molto delusi.

Le due critiche più grosse che mi sento di fare sono riguardanti i personaggi di Mercoledì e di Morticia, sono troppo sentimentali. I personaggi originali sono molto più macabri e gotici, freddi e cinici. Ci ricordiamo tutti una Morticia che taglia i fiori alle rose perché troppo poco cupe. In questa serie invece Morticia è piena di sentimenti amorevoli e dolci, specialmente verso la figlia.

Lo stesso la stessa Mercoledì, smossa da un sentimentalismo nei confronti dei ragazzi, che le piace il ballo di metà anno, si innamora di un vestito in una vetrina, che sì è un vestito nero e gotico, ma stiamo parlando di Mercoledì, non di un’adolescente qualsiasi.

Anche il personaggio di Gomez non rientra per nulla nella versione che abbiamo del capofamiglia Addams, ma insieme a Lurch compare talmente poco che possiamo anche passarci sopra.

Bellissima interpretazione invece di Mano, che è esattamente come dovrebbe essere.

Alcuni colpi di scena sono un po’ telefonati, ma alla fine rimane comunque una serie avvincente che si guarda tutta in una volta senza annoiarsi.

I temi trattati sono ovviamente quello della diversità e dell’accettazione personale. Temi che vengono trattati bene e approfonditamente.

Come dicevo un’ottima serie, ma poco burtoniana, speriamo nella seconda stagione.

Micol Borzatta

Vista su Netflix

RECENSIONE – La regina degli scacchi – serie TV del 2020 di Scott Frank e Allan Scott

La regina degli scacchi è una miniserie del 2020 di Scott Frank e Allan Scott, che è uscita su Netflix il 23 ottobre 2020, ed è tratta dall’omonimo romanzo di Walter Tevis.

La serie tv è composta da 7 puntate della durata di 46-68 minuti a puntata.

Il ritmo è molto veloce, permettendo una visione continuativa, in modo da godersi la serie in una giornata sola.

Io l’ho vista subito dopo aver terminato il libro e l’ho trovata ugualmente emo­zionante, coinvolgente e l’ho vista in un giorno solo.

Ci sono piccolissime differenze tra li­bro e serie, ma rimane molto fedele.

Elizabeth Harmon, a nove anni fa la conoscenza degli scacchi, e la se­guiamo fino ai suoi ventidue anni,
una vita passata a lottare contro la dipendenza da alcool e psicofarmaci, mentre affronta la scalata per diven­tare Grande Maestro.

Una serie acclamata sia dal pubblico che dalla comunità degli scacchisti, e in soli 5 giorni dall’uscita è diventa­ta la serie più vista.

Una storia intensa che entra nell’ani­mo.

Micol Borzatta

Vista su Netflix

RECENSIONE – Dopo la vita – film del 1973 di John Hough

Dopo la vita è un film horror del 1973 diretto da John Hough, e tratto dal romanzo la casa d’inferno di Richard Matheson.

La trama del film è molto similare al romanzo, nonostante siano state tolte molte descrizioni riguardanti il passato, che avrebbero aiutato lo spettatore a capire meglio l’entità del male.

La storia è ambientata nel 1970 sia nel film che nel libro.

Il film inizia con il dottor Barrett che viene convocato da un potente e ricco uomo tedesco, molto vicino alla morte, che vuole sapere cosa ci sia dopo, se è vero che si può legare l’anima a questo mondo.

Per far sì che Barrett possa indagare su un terreno fruttuoso, gli viene messa a disposizione, per una settimana, Villa Belasco.

La dimora di Emmery Belasco è cono­sciuta per essere la casa più infestata mai esistita, tant’è che è chiamata casa Inferno.

Nel passato ci furono state due spedizio­ni, nella prima morirono tutti, nella seconda, avvenuta nel 1940, si salvò solo un ragazzino di 16 anni.

Sarà proprio quel ragazzino, ora il 46 enne Benjamin Franklin Fisher, il medium fisico più in gamba del mondo, che accom­pagnerà Barrett, la moglie Ann e la me­dium psichica Florence Tanner, nella nuova spedizione, e sarà l’unico che sa con chiarezza cosa devono aspettarsi realmente.

Nonostante il film abbia cinquant’anni si può dire che è invecchiato davvero molto bene, riuscendo ancora oggi a instaurare ansia nello spettatore.

Avendolo rivisto dopo aver letto il libro, mi sono accorta che se avessero man­tenuto i pezzi in cui si raccontava del passato della casa e la vita di Belasco, lo spettatore che si approccia alla storia per la prima volta, capirebbe molte più minuzie, ma in ogni caso il suo scopo lo raggiunge lo stesso.

Il ritmo del film è molto veloce e non ci si annoia, lasciandoci un senso di ansia anche dopo la visione.

Una visione che merita.

Micol Borzatta

Visto in streaming

RECENSIONE – American Horror Stories – serie TV dal 2021 di Ralph Murphy e Brad Falchuk

American horror stories è una serie televisiva spin-off della famosissima American horror story.

La serie è di genere horror antologico, ideata da Ralph Murphy e Brad Falchuk, per ora composta da due stagioni con sette episodi la prima e otto la seconda della durata di 37-49 minuti ognuna, e trasmessi su Disney+ la prima nel 2021 e la seconda nel 2022.

La trama cambia da episodio a episodio, infatti sono 15 storie auto conclusive collegate tra loro dal genere horror e dalle ambientazioni prese da American horror story.

Ambientazioni che conosciamo molto bene, infatti nella prima stagione incontriamo subito Murder House, che apre e chiude la stagione.

Il ritmo è molto veloce e scorrevole per entrambe le stagioni, infatti tutte e 15 le puntate scorrono molto bene, non ci si accorge nemmeno di essere arrivati alla fine, riescono a tenere ben alta l’attenzione dello spettatore, che le divora una dopo l’altra come le ciliegie.

Devo ammettere che la seconda stagione l’ho iniziata con pochissime aspettative e molti pregiudizi, perché la prima stagione inizia davvero molto bene con i primi due episodi, gli unici collegati essendo un episodio unico diviso in due parti, per poi peggiorare sempre di più, con episodi abbastanza beh, ovvero con trame piene di buchi e mele realizzate, e invece sono rimasta colpita, perché la seconda stagione è davvero molto bella, con storie interessanti e con molti spunti di riflessione, che ti portano a fine episodio a ripensarci e gustartelo ancora a lungo.

L’unico che mi ha lasciato un pochino delusa è l’ultimo episodio della seconda stagione, che secondo me è stato fatto finire troppo in fretta e lascia proprio un senso di incompiutezza allo spettatore.

Una serie TV davvero carina che si può guardare anche come diversivo per passare delle ore spensieratamente.

Micol Borzatta

Visto su Disney+

RECENSIONE – Animali fantastici e dove trovarli – film del 2016 di David Rates

Animali fantastici e dove trovarli è un film del 2016 di David Rates tratto dall’omonimo romanzo di J. K. Rowling.

Primo episodio della trilogia Animali fantastici, è ambientato 70 anni prima degli eventi di Harry Potter.

Il protagonista principale della storia è il Magizoologo Newt Scamander.

Il film vince il Premio Oscar nel 2017 per i migliori costumi, diventando il primo film del mondo Potteriano a vincere un Oscar.

È il 1926, e il mago britannico Newt Scamander, magizoologo, arriva a New York per quella che dovrebbe essere una permanenza molto veloce.

Mentre sta ascoltando un comizio, dalla sua valigia scappa un piccolo esserino che nessuno dovrebbe vedere.

Per riprenderlo Newt si scontra con Jacob Kowalski, un no-mago aspirante pasticcere.

La valigia di Newt, infatti, contiene un piccolo micromondo in cui il magizoologo tiene tutti i suoi animali fantastici, per studiarli, curarli e salvarli dal mondo intero.

Mentre Newt cerca di rimettere il suo Snaso nella valigia, per sbaglio la scambia con quella del pasticcere, obbligando così una ex Auror del Consiglio Magico a intervenire, ma i problemi a New York sono di gran lunga peggiori di un semplice no-mago che ha visto cose a lui vietate.

Primo film della saga è stato accolto molto bene dalla critica e dal pubblico, conquistati sia dal mondo Potteriano, ma soprattutto dai bellissimi animali che sono stati inseriti, e di cui ci si è subito innamorati.

Infatti nonostante la storia sia molto coinvolgente, ben strutturata e sviluppata, il vero punto forte di questo primo film sono proprio gli animali che conquistano il cuore di ogni spettatore.

Gli effetti speciali infatti, e le scene in computer grafica sono davvero ben fatti e si amalgamo benissimo con il resto del film, permettendo una visione di gusto e immersiva.

La caratterizzazione dei personaggi è perfetta, come del resto l’abbinamento attore-personaggio, rendendo tutto molto credibile e realistico, per lo meno per la durata del film.

Un film davvero spettacolare di cui ci si innamora. Io in particolar modo di Snaso e di Bowtruckle, un piccolo rametto di un albero guardiano.

E voi, di quale animale fantastico vi siete innamorati?

Micol Borzatta

Visto su Amazon Prime Video

RECENSIONE – Diabolik – film del 2021 dei Manetti Bros

Film del 2021 diretto dai Manetti Bros è l’adattamento cinematografico del famosissimo fumetto creato da Angela e Luciana Giussani ed è concentrato sul primo incontro tra Diabolik ed Eva Kant, che è stato raccontato nel terzo albo della serie originale, intitolato L’arresto di Diabolik.

Nel 1968 avevano già fatto una trasposizione cinematografica diretta da Mario Bava.

Non conosco benissimo la storia di Diabolik, ho avuto modo di leggere qualche albo qua e là da piccolina, quando giravano per casa, ma mia madre è una grande appassionata e li ha letti dal numero 1, per cui ha saputo aiutarmi molto a trovare alcune differenze importanti tra la storia originale e il film.

Di cosa parla però esattamente il film? Vediamo la trama prima di avventurarci nella storia originale e nelle differenze.

Clerville anni Sessanta.

La città è terrorizzata da un ladro, e assassino, inafferrabile e di cui non si conosce nemmeno il volto.

Si tratta di Diabolik, un ladro trasformista, che con l’ausilio di maschere e trucchi meccanici riesce a portare a termine i colpi più incredibili.

Un giorno arriva in città Lady Eva Kant, una vedova ereditiera che porta con sé il Diamante Rosa, una gemma di grandissimo valore, che attira subito l’attenzione del ladro.

Anche l’ispettore Ginko segue i movimenti della donna, convinto che in questo modo potrà finalmente arrestare la sua nemesi.

Allora, prima di avventurarmi nella discussione sulle differenze, vorrei dire che tutto sommato a me il film è piaciuto molto. Non ho visto quello del 1968, è la mia prima trasposizione cinematografica, me ho avuto la sensazione che sia un buon lavoro, e poi la colonna sonora mi ha colpito nel profondo dell’animo. Molto anni ’60 ma perfetta per mantenere anche nei titoli di testa e di coda l’atmosfera di tutto il film.

In primis ci sono c’è una grande differenza tra il film e la storia originale, e riguarda proprio Diabolik, nel fumetto non si conosce mai il suo nome, mentre nel film è sposato con Elisabeth Gay nelle vesti di Walter Dorian.

La storia di Eva invece è ben raccontata e rispecchia bene la storia dei fumetti.

Per quanto riguarda la storia raccontata, come dicevo all’inizio viene presa dal terzo albo, in cui Ginko riesce ad arrestare, solo per poco tempo, Diabolik, e dove il ladro conosce e si innamora di Eva, momento in cui diventa la sua compagna e complice.

Il film ha una durata di poco più di due ore, ma con un ritmo molto veloce che fa volare il tempo, facendoci passare due ore in tensione e trepidazione, assolutamente attenti a come Diabolik ed Eva riusciranno a portare a termine la loro missione.

Una visione che consiglio sia agli appassionati del fumetto che a chi si avvicina per la prima volta.

Micol Borzatta

Noleggiato su Amazon Prime Video

RECENSIONE – La verità sul caso Harry Quebert – film del 2018 di Jean-Jacques Annaud

La verità sul caso Harry Quebert è una serie TV ispirata all’omonimo romanzo di Joël Dicker, e realizzata da Jean-Jacques Annaud nel 2018.

La serie è composta da 10 Puntate di 45-50 minuti, andata in onda nel Regno Unito dal 4 al 6 novembre 2018, mentre in Italia è arrivata il 20 marzo 2019.

La prima puntata si apre su una Sommerdale, piccolo paesino nel Maine, del 1975. Su una spiaggia lo scrittore Harry Quebert viene sorpreso da un temporale. Mentre cerca riparo vede una ragazza ballare sotto la pioggia.

È così che Harry fa la conoscenza di Nola Kellergan, una ragazza di Quindici anni che sogna di vivere in una grande città, come quella da cui viene Harry.

Subito abbiamo un cambio di atmosfera, è notte e vediamo la signora Cooper che telefona alla polizia, affermando di aver visto una ragazza vestita di rosso scappare nei boschi.

A questo punto vediamo la ragazza entrare e chiedere aiuto, è Nola, ma non è sola, qualcun altro è entrato in casa, uccide la signora Cooper e sparisce con Nola, da quel momento della ragazza non se ne saprà più nulla.

Salto temporale, New York 2008

Marcus Goldman, acclamato scrittore, si trova in difficoltà, si sta avvicinando la data in cui deve consegnare al suo editore un nuovo romanzo, ma lui non ha ancora scritto nemmeno una riga, e non ha idee in testa.

Decide così di chiamare il suo ex insegnante e mentore, Harry Quebert, per chiedergli aiuto, ottenendo così un invito a Sommerdale, nella sua casa a Goose Cove.

Marcus accetta, sperando così di seguire le ombre di Quebert, diventato famoso per aver scritto, proprio in quella casa, il capolavoro della sua vita.

Passano altri due mesi e Marcus non ha scritto ancora nulla, decide così, un giorno che è da solo in casa, di frugare un po’ in giro, sperando di carpire i segreti che hanno portato Harry al successo, ma l’unica scoperta che fa è relativa alla relazione tra Harry e Nola avvenuta 33 anni prima.

Marcus rimane allibito e decide di tornare a New York, mentre ripensa a come, nel 1998, ha conosciuto Harry, portandoci così in un flashback, per poi tornare al presente con una telefonata di Harry: lo hanno arrestato per l’omicidio di Nola.

Marcus e l’avvocato Roth si recano subito da Harry che gli racconta come ha conosciuto Nola e che non è colpevole.

Marcus gli crede e decide di indagare per dimostrare l’innocente di Harry.

E da qui inizia la seconda puntata.

Le puntate sono molto scorrevoli e si divorano una dopo l’altra, permettendo di godersi tutta la serie in una volta sola.

La storia riprende il romanzo in modo fedele fin nei minimi particolari.

Anche i personaggi sono ben realizzati, sia per la scelta degli attori che per come sono interpretati, dando così corpo a quelli di Dicker.

Finalmente una serie TV sullo stesso livello qualitativo del romanzo.

Micol Borzatta

Visto su Amazon Prime