Trilogia di New York – La stanza chiusa, Paul Auster (Einaudi 2014) a cura di Micol Borzatta

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Fanshawe è un grande pensatore, ma purtroppo un giorno sparisce.

Il suo migliore amico deciderà di pubblicare un romanzo contenente la biografia, e per farlo si immedesimerà a tal punto nella vita dell’amico da trasformarsi completamente in lui.

Terzo e ultimo racconto della Trilogia di New York, lo si può leggere in un paio d’ore circa.

Anche stavolta troviamo una narrazione molto poco lineare e abbastanza confusionaria che cattura il lettore in un vortice di incognite che verranno chiarite solo alla fine.

Complesso e sconvolgente entrerà nel profondo del cervello del lettore.

Micol Borzatta

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Trilogia di New York – Fantasmi, Paul Auster (Einaudi 2014) a cura di Micol Borzatta

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Blue è un investigatore privato addestrato da Brown, che era considerato il numero uno.

Un giorno viene incaricato da White di sorvegliare 24 ore su 24 Black.

Settimanalmente Blue deve fare rapporto e sempre settimanalmente verrà pagato.

Nel suo pedinamento, però, Blue nota che Black passa il suo tempo solo a scrivere, così decide un giorno di affrontarlo.

Racconto brevissimo che si legge in poco più di un’ora, sono solo 60 pagine, che riesce a portare scompiglio nella testa del lettore.

Infatti fin dall’inizio la narrazione è molto confusa, con un elenco di personaggi poco definiti se non dal nome, corrispondente a un colore.

La storia si attorciglia su se stessa più e più volte in modo molto disturbante.

Micol Borzatta

Trilogia di New York – Città di vetro, Paul Auster (Einaudi 2014) a cura di Micol Borzatta

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Daniel Quinn è uno scrittore che pubblica sotto pseudonimo e che ha la sensazione di vivere una doppia vita.

Una sera riceve la telefonata di un tizio che cerca un certo Paul Auster, investigatore privato.

Quinn risponde che hanno sbagliato numero, ma le telefonate proseguono nelle sere successive, fino a quando Quinn decide di spacciarsi per Auster.

Da quel momento per Quinn inizia davvero una doppia vita.

Basta già il primo capitolo per capire che siamo spacciati. Infatti veniamo subito catturati dallo stile, a volte molto crudo, di Paul Auster e della sua capacità di saper avvolgere e circondare il lettore, facendo dimenticare tutto, chi siamo, dove siamo, sappiamo solo che l’azione procede e noi dobbiamo assolutamente seguirla, senza stacchi, senza distrazioni, solo continuare fino all’ultima pagina.

Un esempio dello stile evocativo di Auster è ad esempio il monologo di Peter Stillman, che per trasmettere perfettamente lo stato mentale del personaggio anche la narrazione cambia e diventa spezzata, piena di onomatopee e ripetizioni.

Anche le digressioni, nonostante stacchino un po’ l’attenzione dalla storia, alla fine danno quelle informazioni in più che istruiscono il lettore che impara sempre qualcosa .

Approfondite le parti relative ai pensieri e ai dilemmi del protagonista, al punto tale che al lettore sembrano i propri.

Un racconto corto e quasi claustrofobico che sa catturare e conquistare il lettore.

Micol Borzatta

Le novelle dei morti, Jennifer Radulović (AB Editore 2017) a cura di Micol Borzatta

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Tre racconti gotici, che si leggono in un paio d’ore, in cui troviamo un orologiaio con uno strano specchio e una scatola misteriosa, una fioraia che distribuisce bigliettini e uno scrittore assillato.

Tre persone comuni ma che di comune non hanno nulla.

Lo stile narrativo dell’autrice risulta essere molto poetico e musicale, quasi si trattasse di musica invece che di parole, anche nelle lunghe e dettagliate descrizioni, che conquistano e attirano ancora di più l’attenzione del lettore.

Infatti le descrizioni hanno un ruolo molto importante nei tre racconti, occupano la parte più sostanziale evocando e rendendo concreto ogni luogo, ogni gesto, ogni oggetto.

Tre racconti nati per caso ma che del caso non hanno nulla.

Micol Borzatta

Re Nero, Massimo Mayde (AB Editore 2017) a cura di Micol Borzatta

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Cracovia 1887.

Una notte un uomo polacco viene trovato in fin di vita e pesantemente sfigurato.

Mentre è in cura in un sanatorio di monaci avviene una strage e il corpo sparisce.

Da quel momento inizia una tremenda epidemia di Peste Nera e la Lanterna dei morti, che è rimasta spenta per 400 anni, torna a splendere nella notte.

Solo tre dottori sanno esattamente cosa sta accadendo: Van der Meer, Laska e Van Helsing.

Inizia così una lunga battaglia contro Dracula.

Finalmente non i soliti vampiri, ma un romanzo innovativo, particolare e stupefacente.

Fin dall’inizio veniamo rapiti con l’introduzione di un mistero legato a un personaggio che definirlo inquietante è sminuirlo, ma bastano già queste poche pagine per creare un legame indissolubile tra romanzo e lettore basato su stati d’animo angoscianti e ansiosi.

L’atmosfera che viene descritta è quella che terrorizza maggiormente, perché l’autore la fa vivere concretamente. Senti la pelle d’oca, i brividi che corrono per la schiena, l’aria intorno farsi crepitante… e un semplice uomo appoggiato a un albero diventa terrificante ancor più di una descrizione nei minimi dettagli della morte di un bambino.

Durante la lettura si incontrano spesso parole in polacco o in olandese-tedesco oltre a molti riferimenti storici che dimostrano il grande lavoro di studio e di ricerca fatto dall’autore, creando un’opera unica e completa.

Nonostante si sappia che Dracule rimarrà vivo, essendo un prequel del romanzo di Stoker, nulla è scontato e la lettura è piacevole fino alla fine.

Un romanzo che vuole la tua anima.

Micol Borzatta

Sahara, Clive Cussler (Longanesi 1993) a cura di Micol Borzatta

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1865.

La corazzata Texas sparisce nel nulla.

1931.

Kitty Mannock, intrepida aviatrice, scompare mentre sta sorvolando il Sahara.

Giorni nostri.

Dirk Pitt viene incaricato di indagare su una devastante invasione di alghe modificate chimicamente che sta consumando tutto l’ossigeno del pianeta.

Insieme ad Al Giordino Pitt inizia a indagare e scopre che l’origine del composto chimico, quando verrà catturato da Yves Massarde, responsabile del disastro.

Pitt e Giordino riescono a scappare e continuare le loro indagini fino a scoprire vari sotterfugi.

Come sempre troviamo un romanzo molto coinvolgente, come Cussler ci ha abituato con le sue opere.

La trama è davvero molto ben sviluppata, gli intrecci sono realistici, come sempre, e supportata da descrizioni molto minuziose che permettono di visualizzare tutte le ambientazioni come se ci stessero circondando effettivamente in quel momento.

I personaggi sono sempre caratterizzati a 360 gradi, e il pubblico femminile non può che innamorarsi sempre di più di Pitt.

La narrazione è molto scorrevole, ritmata e veloce e, cosa ancora più importante, rispecchia perfettamente l’andamento della storia.

Un romanzo perfetto da leggere in estate e perché no, sotto all’ombrellone, ma anche durante un viaggio sui mezzi mentre ci si reca al lavoro.

Micol Borzatta

Recensioni pagate: non compri la valutazione, compri il tempo impiegato

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Buongiorno a tutti.

Oggi volevo parlare di un argomento che in questi giorni sta facendo impazzire il web, riguardante sempre il settore editoriale.

È giusto pagare un recensore?E soprattutto come si affronta il giudizio di un recensore?

Bene, premettendo che io non vengo pagata come recensionista, nonostante mi dedichi a questo lavoro a tempo pieno, iniziamo a vedere in primis che tipo di lavoro c’è e quanto tempo serva per scrivere una recensione di un romanzo che ci viene proposto.

Innanzitutto dal momento della ricezione del romanzo occupiamo ore su ore per leggerlo, a volte magari anche volendo altro ma avendo comunque la volontà di non far passare troppo tempo dal momento della ricezione a quello della pubblicazione della recensione per rispetto nei confronti di chi ci ha fornito il romanzo.

Dopodiché c’è la stesura della recensione. Procedimento che può portare via anche più di una giornata se il romanzo è particolarmente complesso, o nel caso in cui non ci sia piaciuto molto ma molto ben fatto a livello stilistico.

Quindi dobbiamo dividere il giudizio oggettivo da quello soggettivo, e a questo punto passare alla stesura della recensione in cui verrà affrontata la parte oggettiva per prima e in conclusione la parte soggettiva.

Ora la pubblicazione e la lettura da parte degli autori e delle case editrici, oltre che al resto del pubblico, e dopo aver speso tantissime ore, a volte ci ritroviamo attacchi, umiliati e offesi perché il nostro giudizio soggettivo non corrisponde a quello di altri.

Sì perché succede sempre più spesso, purtroppo, che il nostro lavoro non venga rispettato e la gente si senta in dovere e in diritto di usare dei modi di fare per niente rispettosi.

Chi chiede una recensione, che poi viene usata per farsi pubblicità sempre e soltanto a livello gratuito, pretende sempre più spesso un giudizio di comodo e non la realtà, non mettendo in conto che un romanzo trasmette a ogni persona sensazioni diverse, immagini diverse e temi diversi, come qualsiasi opera d’arte, quindi ogni persona la valuta e la giudica in modo diverso e vanno rispettati tutti i punti di vista.

Quindi si arriva alla domanda principale: è giusto che i recensori mettano a disposizione il loro tempo per far guadagnare gli altri facendo pubblicità, visualizzazioni e recensioni, spesso venendo attaccati, senza nessun tipo di corrispettivo?

In fondo chi recensisce cosmetici viene pagato, chi recensisce videogiochi viene pagato, chi recensisce film, opere d’arte, ristoranti, ecc… vengono tutti pagati, ma chi recensisce libri no. Perché?

Il nostro tempo e il nostro impegno non valgono come quello di tutti gli altri?

C’è chi fa notare che purtroppo nella società odierna ricevere un pagamento per una recensione da parte di chi fornisce il romanzo potrebbe portare a una forma di ricatto, e vedendo come veniamo attaccate quando ci pemettiamo di dare giudizi negativi lo conferma. Però è anche vero che anche solo facendo vedere la copertina del romanzo comunicandone l’uscita imminente, o facendo veder il romanzo ricevuto o comprato, si permette di farlo girare nel web e viene pubblicizzato per moltissimo tempo, perché spammato da tutti.

Tutta questa pubblicità che comporta poi vendite e visualizzazioni, e che comunque comporta un impegno, un lavoro e un uso del proprio tempo da parte dei recensori, non andrebbe economicamente riconosciuto?

Utilizzando sempre educazione e rispetto lascio a voi lettori comunicare il vostro pensiero utilizzando pure i commenti qui sotto e ringraziandovi per avermi letto fino a qui prometto che ritorneranno presto le recensioni… già da domani.

Micol Borzatta