Poirot – serie TV ideata da Agatha Christie

Recensione

Serie televisiva britannica ideata da Agatha Christie e prodotta da ITV Production with A & E Television Networks and Agatha Christie Ltd, trasmessa all’epoca dal 1989 al 2013 e ora parzialmente trasmessa su Amazon Prime Video.

Tutta la serie è composta in totale da 70 episodi (36 ispirati a racconti brevi e 34 ispirati ai romanzi, tutti fedeli tranne in La domatrice in cui colpevole e movente sono stati cambiati) divisi in 13 stagioni composte da un numero variante di episodi che va dai 2 ai 12 episodi:

Prima stagione
Seconda stagione
Terza stagione
Quarta stagione
Quinta stagione
Sesta stagione
Settima stagione
Ottava stagione
Nona stagione
Dieci stagione
Undicesima stagione
Dodicesima stagione
Tredicesima stagione

10 episodi
12 episodi
10 episodi
03 episodi
08 episodi
04 episodi
02 episodi
02 episodi
04 episodi
04 episodi
04 episodi
04 episodi
05 episodi

In questo primo articolo sulla serie andremo a parlare della quinta stagione, composta da 8 episodi e la prima che è possibile trovare su Amazon Prime Video. La stagione è composta dalle seguenti storie:

Episodio 01
Episodio 02
Episodio 03
Episodio 04
Episodio 05
Episodio 06
Episodio 07
Episodio 08

The Adventure of the Egyptian Tomb
The Underdog
Yellow Iris
The case of the Missing Will
The Adventure of the Italian Nobleman
The Chocolate Box
Dead Man’s Mirror
The jewel Robbery at the Grand Metropolitan

L’avventura della tomba egizia
Una donna sa…
Iris gialli
Il caso del testamento mancante
La disavventura di un nobile italiano
La scatola di cioccolatini
Lo specchio del morto
Il furto di gioielli al Grand Metropolitan

Tutti gli episodi hanno più o meno la stessa struttura, che rispecchia quella dei racconti e dei romanzi della Christie:

  • delitto
  • indagine
  • risoluzione

Da episodio a episodio cambiano soltanto i personaggi, il colpevole e il movente, che può essere tutto ma anche niente, portando lo spettatore a perdere interesse dopo la visione di pochi episodi, specialmente se cerca di fare un bingo watching, ma molto fruibile e godibile se si guarda un episodio ogni tanto, magari intervallato dalla lettura del romanzo o racconto originale.

I personaggi sono molto ben rappresentati, specialmente la figura di Hercule Poirot, interpretato da David Suchet, che tutti noi conosciamo in questi panni.

Una serie interessante che consiglio a chi ama il genere, a chi ama l’autrice, e anche a chi non ha voglia o tempo di leggere i romanzi o i racconti ma vuole conoscere le varie storie.

Micol Borzatta

Vista su Amazon Prime Video

Il bambino 44 – Tom Robert Smith – Sperling & Kupfer 2015

Segnalazione

Titolo: Il bambino 44
Autore: Tom Rob Smith
Editore: Sperling & Kupfer
Collana: Pandora
Anno edizione: 2015
In commercio dal: 20 aprile 2015
Pagine: 456 p.

TRAMA:

Ispirato alla realtà storica, un romanzo che unisce alla potenza narrativa l’inquietante ritratto di un regime di terrore. 

Due fratellini giocano a palle di neve. Poche ore dopo, uno giace cadavere straziato sui binari della ferrovia moscovita. La polizia segreta, che vigila sul funzionamento di uno Stato che si pretende perfetto, in cui il crimine non deve esistere, incarica l’ex eroe di guerra Leo Demidov di liquidare il caso come un incidente. Quando un altro bambino viene trovato morto, però, il funzionario modello Demidov mette in dubbio l’efficienza del Sistema e inizia a scavarsi la fossa con le proprie mani. Spiato, umiliato, esiliato, Leo verrà privato di tutto, indotto a diffidare perfino della moglie, la sua meravigliosa Raisa, ma riuscirà a recuperare la propria libertà interiore. Trasformato da predatore in preda, infatti, continuerà ugualmente la sua spasmodica caccia all’assassino, fino al momento che sconvolgerà per sempre la sua esistenza. Ispirato alla realtà storica, un romanzo che unisce alla potenza narrativa l’inquietante ritratto di un regime di terrore. Child 44 è un bestseller internazionale che ha venduto più di due milioni di copie nel mondo.

AUTORE:

Nato a Londra, dove tuttora vive, da madre svedese e padre inglese. Bambino 44 è stato il suo primo romanzo da cui è stato tratto un film diretto da Ridley Scott. Il sito del libro è http://www.bambino44.it. Il Rapporto segreto è il suo secondo romanzo.

Sotto il ponte del diavolo – A. S. Twinblack – Self Publishing 2020

Review Party

“Ancora nessuna notizia della quindicenne scomparsa a Poggio castano nella serata dell’8 luglio. La giovane aveva detto a sua madre che sarebbe andata a casa di un’amica, dove però non è mai giunta.”
Bea scosse la testa. Aveva atteso con ansia il notiziario regionale delle diciannove, con la speranza che i giornalisti fornissero maggiori dettagli su come fossero andati veramente i fatti, invece l’uomo fece da parte i fogli che aveva davanti a sé, e passò a parlare della notizia successiva. 
C’era stato un incidente in un cantiere dove una gru si era ribaltata, e l’operaio era stato travolto perdendo la vita. A quella di notizia il giornalista dedicò più tempo, forse proprio perché il povero operaio era deceduto dopo tre giorni di agonia. 
Melissa, invece, era solo scomparsa anche se, i più pessimisti in paese, iniziavano a insinuare che fosse morta.

Melissa è una normalissima ragazza di quindici anni, molto introversa, chiusa in se stessa, carattere metà per natura metà causato dalla situazione familiare.

Melissa infatti vive con la madre e il patrigno, da quando il padre se n’è andato lasciandole da sole quando lei aveva solo sette anni.

La madre non è proprio l’esemplare di genitore che ognuno si aspetterebbe, tende a sfogare la sua frustrazione proprio su Melissa, incolpandola della sua catastrofica vita, essendo nata quando lei aveva solo sedici anni, e continuando a dirle che il padre, che Melissa ama alla follia, è solo un bastardo. Il patrigno invece è un poco di buono che odia Melissa, la picchia spesso e, ora che è un’adolescente, vorrebbe soddisfare le sue voglie libidinose con lei. Fatti che quando sono stati riferiti alla madre da Melissa, si è sentita rispondere che stava mentendo.

Melissa ha stretto amicizia con Bea, una sua compagna di scuola e la sua migliore amica, a lei dice tutto, ed è per questo che quando Melissa scompare Bea sa che non se n’è andata via spontaneamente, che qualcosa le è accaduto, anche se per il resto del mondo la notizia è poco importante, è solo l’ennesima ragazzina che scappa di casa.

L’unico a credere a Bea è Gino, un vecchietto di 84 anni, che è convinto che il colpevole sia il fantasma di un boscaiolo che vive sotto al Ponte del Diavolo.

Romanzo thriller molto ben costruito con una struttura molto particolare.

Inizia subito con la notizia della sparizione di Melissa, ma poi, invece di continuare con le indagini o con gli avvenimenti legati alla ricerca della ragazza, si torna indietro nel tempo e si vive, per più di metà romanzo alla vita di Melissa prima della sparizione.

Pagine che ci permettono di conoscere molto a fondo Melissa, la sua vita, il suo carattere e le sue emozioni, ma che a lungo andare distruggono quell’atmosfera di tensione che aveva creato all’inizio, ma poi, superata la metà, ritorna un ritmo ansiogeno, la tensione riprende il sopravvento e i colpi di scena non mancano.

Una lettura interessante e coinvolgente.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dall’autore

Assedio e Tempesta – Leigh Bardugo – Mondadori 2021

Review Party

Mal e Alina sono riusciti a scappare, hanno attraversato il Mare Vero, poi in carro fino a Cofton, nell’entroterra di Novyi Zem, dove risiedevano da due settimane lavorando, in modo da racimolare abbastanza soldi per potersi pagare il viaggio che li avrebbe portati ancora ancora più nell’entroterra.

Iniziavano a sentirsi quasi al sicuro quando, una sera, al ritorno nella loro stanza trovano l’Oscuro ad aspettarli. Ogni via di fuga è bloccata e l’effetto sorpresa riesce a far sì che vengano catturati.

Vengono portati su una baleniera del corsaro Sturmhond che sta navigando sulla Via dell’Osso a caccia della Frusta Marina, un potentissimo amplificatore per Grisha che si dice vada abbinato a quello del cervo che già ha Alina, anche se in teoria gli amplificatori non vanno mai sommati.

Tutto sembra andare secondo i piani dell’Oscuro quando Sturmhond e i suoi uomini si ribellano, prendono Mal e Alina e si dirigono verso Ravka, dove qualcuno vuole incontrare Alina.

Chi e cosa la stanno aspettando a Ravka, che sono riusciti a convincere il corsaro a farsi un nemico come l’Oscuro?

Secondo volume della Grishaverse ci troviamo a vivere le vicende dopo due settimane dalla fine del primo romanzo.

Il ritmo narrativo è fin da subito molto veloce e ritmato, diventando da cardiopalma nei momenti di massima azione, portando il lettore a provare la stessa adrenalina dei protagonisti.

Molto carina la storia tra Mal e Alina che, nonostante abbia un ruolo fondamentale non è troppo miele risa.

Come sempre le descrizioni sono dettagliatissime, ma mai noiose e catturano ancora più il lettore.

Un secondo volume che non è per niente di transizione, ma tiene alta la qualità della storia.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

Appartamento 401 – Yoshida Shūichi – Feltrinelli 2019

Segnalazione

Titolo: Appartamento 401
Autore: Yoshida Shūichi
Traduttore: Gala Maria Follaco
Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 7 febbraio 2019
Pagine: 229 p., Brossura

TRAMA:

Come L’uomo che voleva uccidermi, Appartamento 401 è un thriller atipico, letterario, giocato costantemente sul mistero dell’altro, colui che crediamo di conoscere.

«Magnifico… una profonda comprensione della condizione umana» – The Japan Times

«Un apologo filosofico in veste di giallo» – Marco Del Corona, La Lettura

Cinque giovani vite alla deriva nell’immensa Tōkyō, il costante mistero dell’altro, colui che crediamo di conoscere

Ryoˉ suke, Kotomi, Mirai, Naoki e Satoru condividono un appartamento nel quartiere di Setagaya. La vita scorre tranquilla, senza incidenti né particolari conflitti, come le auto che si inseguono sulla tangenziale e non si scontrano mai. Ma fuori dall’appartamento 401 i cinque giovani si confrontano con le difficoltà del vivere in mezzo agli altri, del comprendere se stessi e individuare il proprio posto nel mondo. Intanto il quartiere è scosso da misteriosi casi di aggressione, che però non sembrano preoccupare più del dovuto i cinque coinquilini. Chi è il colpevole? Le autorità riusciranno a porre fine al reiterarsi di questi reati violenti? Ma la domanda più pressante è un’altra: la vita vera è dentro o fuori dalle mura della casa?

AUTORE:

Yoshida Shu¯ ichi (Nagasaki, 1968) ha studiato Economia alla Hosei University di To¯ kyo¯ . Ha vinto il premio Bungakakai per il primo romanzo nel 1997 e il premio Akutagawa nel 2002 con Park life. Con L’uomo che voleva uccidermi (Feltrinelli, 2018) si è aggiudicato i premi Osaragi Jiro e Mainichi Publishing Culture Award, inoltre il romanzo è stato adattato al grande schermo nel 2010 da Lee Sang-il. Appartamento 401 (Feltrinelli 2019) gli è valso il premio Yamamoto  hu¯goro¯ nel 2002 – vinto in passato, tra gli altri, da Banana Yoshimoto nel 1989 con Tsugumi – ed è stato portato al cinema dal regista Isao Yukisada nel 2009, aggiudicandosi il premio Fipresci alla sessantesima edizione del Festival di Berlino.

Asylum: Ophelia Hargreaves Chronicles – Vera Winters – Self Publishing 2004

Segnalazione

Titolo: Asylum. Ophelia Hargreaves Chronicles
Autore: Vera Winters
Editore : Independently published
Data di pubblicazione: 4 settembre 2020
Serie: volume uno di una duologia, il secondo è Coven.
Lingua : Italiano
Copertina flessibile : 290 pagine

TRAMA:

Nel cottolengo di Torino esiste un reparto speciale, segreto, che ospita i cosiddetti “freaks”: esseri umani deformi, mostri, orrori. Tra di loro c’è anche la giovane Demetra Hargreaves, discendente di una famiglia maledetta da generazioni, costretta a nascondersi al mondo per via del suo viso dalle sembianze animali. Sua sorella Ophelia però, vuole regalarle una vita vera, vuole spezzare la maledizione per poter vedere finalmente Demetra felice e libera. E sarà disposta a fare di tutto pur di raggiungere il suo scopo, persino stringere un patto con il diavolo.

AUTORE:

Classe 1989, nata tra le verdi colline della Brianza, sono diplomata come corrispondente in lingue estere, ma il mio sogno è vivere di quello che scrivo.

Musica rock dipendente, fangirl fino al midollo, amo Stephen King, Tim Burton, Jensen Ackles e la mia gatta Loki.

Oltre ai due ebook presenti su Amazon, alcuni miei racconti sono stati pubblicati in antologie di concorsi a cui ho partecipato.

Abisso – Jonathan Fiorentino – Elpis 2021

Review Party

Alice e Iris Brown sono due gemelle di sedici anni, identiche dal lato fisico ma totalmente opposte dal lato caratteriale. Rimaste orfane vivono con Jack, che considerano come un padre.

Durante una gita scolastica Alice, Iris e i compagni approfittano di una sosta per scendere dal pullman a sgranchirsi le gambe, quando di colpo Alice riceve una telefonata, è Iris che le comunica che il pullman è
ripartito e si sono accorti solo ora che lei mancava, ma sono distanti e non possono tornare a prenderla fino alla mattina dopo.

È così che Alice si trova bloccata a Folklore dove viene aiutata da un signore, Mister Costa, che le indica il Butterfly House, come unico luogo per passare la notte.

Una volta entrata nell’edificio però, per Alice cambierà tutta la sua vita.

Chi è Evan Sandman? E perché ha ricordi relativi a persone che non ha mai visto?

Romanzo your adult con parecchio romance che sembra da subito un retelling di Alice nel paese delle meraviglie, cosa che me lo ha fatto subito amare, specialmente Mister costa, che è la versione umana dello stregatto.

La descrizione caratteriale delle gemelle mi ha ricordato fin troppo Pervinca e vaniglia di Fairy Oak, come anche la classica rappresenta­zione delle gemelle nella cinematografia, completamente opposte e l’una all’ombra dell’altra.

La storia si svolge seguendo due linee temporali, distinte dai titoli dei capitoli Prima e Dopo.

Lo sviluppo è piacevole, sa incuriosire e coinvolgere, tenendo il lettore attaccato alla lettura, nonostante la storia non sia per nulla originale e, per i miei gusti, punti troppo sulla parte romance.

Una lettura che sa donare un paio di giorni di svago mentale.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice

Castle Rock – serie TV di J. J. Abrams per Hulu

Recensione

Serie TV prodotta da J. J. Adams per Hulu e tratta dai romanzi di Stephen King che ne ha seguito la produzione e composto da solo due stagioni perché successivamente cancellata da Hulu.

La prima stagione racconta di come a Castle Rock è avvenuto un passaggio di persone da un universo all’altro, il tutto ambientato nel carcere di Shawshank, mentre la seconda stagione tratta di Annie Wilkes, la stessa Annie Wilkes che troveremo in Misery non deve morire e i riferimenti non finiscono qui.

Nella serie infatti vengono citati vari lavori di King, a partire dalla prigione di Shawshank che abbiamo conosciuto anche nel famosissimo film Le ali della libertà, Il miglio verde, Shining, Cujo, Dolores Claiborne, It, Misery appunto, La zona morta, Doctor Sleep, Revival, e molti altri.

Non solo durante le puntate possiamo vedere le citazioni, ma già dalle sigle, in cui troviamo riferimenti alle varie città di King, tutte in una cartina, tra cui Derry, Haven, e il Crash Site.

Tutti i personaggi e le storie sono molto ben mischiate, rendendo il tutto reale e normale, in cui la vita è plausibile e non troviamo nessuna forma di forzatura.

La realizzazione dei personaggi li rende perfettamente similari ai loro originali libreschi e riescono a riempire quelle piccole lacune e curiosità che qualunque lettore ha sempre avuto nel suo cuore, come nel caso della famosa infermiera folle di Misery.

Le puntate scorrono velocemente e non annoiano, al punto che una stagione si può anche vedere in una giornata sola, come ho fatto io∂ ed è un peccato che l’abbiano cancellata, perché di argomenti, trame e storie se ne potevano tirare fuori altre mille dai libri di King.

Una visione spettacolare.

Micol Borzatta

Vista in streaming

Girl in Snow – Danya Kukafka – Bompiani 2017

Recensione

Broomsville, febbraio 2005

In un parco giochi viene trovato il cadavere di Lucinda Hayes.

Lucinda era una giovane ragazza di quindici anni, studentessa modello e amata da tutti. O almeno questo è quello che si credeva.

Le indagini partono subito, e non solo condotte dalla polizia, e le rivelazioni sono shockanti: ognuno a un segreto nascosto.

Pensaci: non preferiresti essere una persona buona che fa un’unica cosa orribile piuttosto che una brutta persona che fa un’unica cosa buona?

Romanzo thriller anomalo che racconta le vicende attraverso vari punti di vista, senza colpi di scena o suspance, approfondendo la psicologia dei vari personaggi, usando la morte di Lucinda come un pretesto per obbligare i protagonisti ad aprirsi a fare un viaggio interiore.

I tre punti di vista sono Cameron, un ragazzo introverso e problematico che aveva un’ossessione morbosa per Lucinda; Jade, vicina di casa che doveva lottare per ottenere qualsiasi cosa e invidiava Lucinda per avere tutto; e Russ, ispettore di polizia che si occupa del caso e che ha dei legami con Cameron.

Per essere la prima opera dell’autrice non è da buttare, ha molto potenziale, deve solo mettere un po’ di ritmo nella narrazione, visto che essendo una direttrice editoriale sa cosa funziona.

Una lettura tiepida che per buona parte del romanzo non capiamo dove voglia arrivare per poi risolvere il caso molto prima di Russ e della fine del romanzo, ma che ha saputo incuriosirmi per gli approfondimenti psicologici.

Lucinda era morta, e il suo ricordo ossessivo lo sferzava in continuazione, come gelide onde d’oceano contro le cosce. Lui non poteva fare altro che andare avanti nell’acqua più profonda. Sempre più profonda, finché la verità gli gorgogliava in bocca, salata, orrenda.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

Il magnifico Spilsbury – Jane Robins – Einaudi 2011

Recensione

L’impresario di pompe funebri locale, Alfred Hogbin, dichiarò che Henry aveva voluto un funerale economico visto che «una volta che una persona è trapassata, non conta come viene sepolta, l’importante è avere fatto il possibile quand’era viva».

Inghilterra 1910

Sir Bernard Henry Spilsbury è un patologo britannico nato nel 1877 e morto nel nel 1947.

Diventato molto famoso con i casi di Hawley Crippen, il caso Seddon e gli avvelenamenti del maggiore Armstrong, ma il suo massimo successo lo ha avuto con il caso degli omicidi Brides in the Bath di George Joseph Smith, in cui per la prima volta ha ricostruito la scena del crimine con delle vasche da bagno e delle nuotatrici per dimostrare realmente come siano andati i fatti e poter così accusare Smith, che fino a quel momento nessuno credeva potesse davvero annegare qualcuno in una vasca da bagno, a causa della conformazione ridotta delle vasche di quell’epoca.

Il caso George Joseph Smith è infatti uno dei casi più complessi avvenuto all’epoca, di cui inizialmente sembravano casi similari non correlati tra loro, fino a quando ci fu la svolta.

La prima vittima è Bessy Mundy, ha 33 anni, vive da sola, fa la dama di compagnia ed è convinta che ormai il suo futuro sia quello di zitella, quando incontra Smith, che ovviamente si presenta con un altro nome, che la convince a sposarlo. Dopo pochi mesi Bessy viene trovata morta annegata in una vasca da bagno e il medico legale dichiara che si è trattato di un incidente.

Un anno dopo è la volta di Alice Burnham, donna non più giovane, non particolarmente bella, si sposa improvvisamente dopo aver conosciuto un uomo e pochi mesi dopo viene ritrovata morta in una vasca. Anche questa volta viene dichiarato un incidente.

Passa ancora un anno ed è la volta di Margaret Lofty di essere ritrovata morta in una vasca da bagno, morta annegata.

Ovviamente i mariti hanno tutti nomi diversi e le morti avvengono tutte in zone diverse dell’Inghilterra.

Cinque anni dopo Arthur Neil sospetta una connessione tra gli ultimi due casi, decide di chiedere aiuto a Spilsbury e arrivano a collegare tutti gli omicidi, ora bisogna però riuscire a dimostrare che Smith ha annegato le sue mogli, nonostante l’istinto di sopravvivenza che generalmente scatta in quei momenti.

Quando i patologo forense lasciava l’ospedale e saliva sulla pubblica scena nel ruolo di «perito giudiziario» si trasformava in una figura potente e capace, attraverso le prove che esibiva, di restituire la libertà a un uomo oppure spedirlo sul patibolo. Come Bernard Spilsbury sapeva benne, però, questo ruolo comportava un’insidia, ovvero la novità, e quindi la vulnerabilità, della figura del perito medico in quanto persona autorevole.

Romanzo saggistico che racconta tutte le indagini avvenute per risolvere un crimine che per molto tempo è stato ritenuto impossibile, scritto con un linguaggio molto semplice e uno stile da romanzo, ma senza mai aggrapparsi alla licenza narrativa o all’invenzione per riempire i buchi vuoti, ma i fatti vengono raccontati esattamente come sono avvenuti.

Le descrizioni sono minuziose, a volte cupe e crude, ma trasmettono perfettamente l’atrocità degli avvenimenti, e dimostrando come con lo sviluppo della scienza patologa si sia potuto arrivare a scoprire indizi che prima erano impossibili da vedere, portando così a risolvere molti più casi.

Una lettura interessante che porta la figura di Sherlock Holmes nel mondo reale.

Micol Borzatta

Copia di proprietà