Litania Lugubre, Gabriella Bertolino, Elpis Edizioni 2019 – Cover reveal

Review tour (1)

TITOLO: Litania Lugubre
AUTRICE: Gabriella Bertolino
COVER ARTIST: Gabriella Bertolino
GENERE: Fantasy
FORMATO: Cartaceo
DATA DI USCITA: 31 Ottobre 2019

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TRAMA:

Dolore. Questo è ciò che è rimasto di Rainbow. Un dolore da cui non può sfuggire, insieme ai ricordi. Da quando è tornata a casa, ogni cosa, ogni stanza, ogni gesto… le ricorda lei.

«Di’ il suo nome.»

Lei, che non le è più accanto, quando si guarda allo specchio. Quando ripensa a ciò che ha fatto.

«Dillo!»

Nel riflesso degli occhi dei suoi genitori, la stessa, muta,
sofferenza.

«Sapevo cosa dovevo fare. La risposta era lì e, ancora una volta, malauguratamente, portava le iniziali del ragazzo più ricco, nobile e potente di tutta Asteria.»

Un grande ballo avrà luogo a breve tra le ricche mura del maniero della famiglia Aidenair, nel periodo in cui tradizioni pericolosamente antiche premono per risvegliarsi e la natura si prepara ad esaltare il suo ultimo respiro. Prima di esalarlo.

«Samhain. Halloween. Giorno in cui vita e morte si intrecciano, si confondono.»

Morte, come quella che macchia le dita di Rainbow, di nuovo incapace di controllare il suo elemento. E più il ballo di Samhain si fa vicino, più il tormento si fa atroce. Perché la paura di quella notte d’inverno è ancora dentro di lei.

«Quanto può essere crudele il Sabba, se costringe una ragazza a venire attaccata da colui di cui si è innamorata? Mette davanti a una verità terribile.»
«Quale verità terribile?»

Perché, in un ballo come quello, la vita le era stata tolta.

«Che l’amore non può niente contro il potere. Che è sacrificabile.»

E ora i mostri stanno per tornare sulle tenebre della terra.

Cover Reveal (2)

RIGUARDO L’AUTRICE:

Gabriella Bertolino è nata il 7 Novembre 1998, insieme alla sua diversa e amatissima
gemella, Luciana. È una persona piccola che ama saltellare su antiche impronte di giganti.

Diplomata al Liceo classico statale Umberto I, attualmente frequenta l’Accademia di Belle
Arti all’indirizzo Fumetto e Illustrazione, e un corso di giapponese nel tentativo di imparare la lingua e aprirsi un varco verso un mondo nuovo che ha tanto da raccontare. Il suo, di mondo, è fatto di parole e immagini, costruito con carta, inchiostro, grafite e colori. Adora leggere, scrivere e disegnare, conoscere e plasmare la realtà che la circonda, creare qualcosa di completamente nuovo solo con la mente o le dita. È un’appassionata di storie e racconti, e sogna di crearne di suoi, vederli spiccare il volo su grandi ali di drago o a cavallo di una scopa, e rimanere impressi nei cuori degli altri, regalare attimi di gioia, aiutarli a crescere, come i libri che ama di più hanno fatto e continuano a fare con lei ogni giorno. Il genere che ama di più è il fantasy, in ogni suo sottogenere, per motivi così numerosi e profondi da non poter essere elencati in breve. Di lei e su di lei forse non c’è molto da dire… Tuttavia, lei ha molto da dire, e molto da dire hanno i personaggi e le storie che porta nel cuore e nella mente. Sogna di diventarne la portavoce, perché crede nella magia, e scrivere libri è la magia più complicata e meravigliosa che possa esistere. Ed è con la pubblicazione del suo primo romanzo dark fantasy, “Danza Macabra”, pubblicato dalla casa editrice Elpìs, che ha compiuto il primo passo per realizzare il suo sogno.

Dal 2018 la casa editrice le ha anche affidato la docenza di corsi di Scrittura Creativa,
anche ad un livello avanzato.

Contatti dell’autrice:

Facebook: Gabriella Bertolino Writer

Instagram: @macabre_seaweed_brain

Cover Reveal (3)

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La casa di carta, serie TV spagnola in 4 stagioni su Netflix

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La storia si apre con una rapina organizzata magistralmente alla Fábrica Nacional de Moneda y Timbre, ovvero la Zecca Nazionale a Madrid, e stampare e portare via due miliardi e quattrocento milioni di euro.

A compiere l’impresa sono il Professore, Tokyo, Mosca, Berlino, Nairobi, Rio, Denver, Helsinki e Oslo.

La scelta dei nomi è per evitare di usare nomi reali così da potersi poi nascondere meglio.

La voce narrante è quella di Tokyo.

Successivamente, dopo vari eventi che non svelerò, il gruppo, insieme a componenti nuovi, deciderà di rapinare la Banca di Spagna per poter liberare Rio, che è stato catturato.

Il colpo non è un colpo nuovo, ma organizzato anni prima, come del resto il primo colpo.

All’inizio sembra andare tutto bene, ma poi le cose degenereranno.

Una serie TV a cui siamo arrivati alla terza stagione, ma è già stata confermata la quarta, e in cui possiamo vivere in prima persona il dietro le quinte di alcuni eventi a cui normalmente non avremmo mai avuto modo di vivere.

Ovviamente moltissime cose sono state esasperate e accentuate per far notare allo spettatore come molto spesso pregiudizi e preconcetti ci fanno vedere solo quello che vogliamo e non la realtà.

Infatti tutti inzialmente pensano che i ladri siano i malvagi, ma se si fa attenzione e si apre bene la mente, possiamo notare come lo squallore, l’ipocrisia, la malignità siano parte di alcuni ostaggi, vedi Arturito, mentre la benevolenza e la bontà d’animo siano invece dei cosiddetti sequestratori e ladri.

Come sarà il comportamento ipocrita, meschino e da vigliacchi della polizia che porterà a un cambiamento radicale del comportamento dei Dalì, dalla terza stagione in poi, portandoli a combattere una guerra vera e propria.

Una serie TV spettacolare che apre davvero gli occhi.

Micol Borzatta

Serie TV vista su Netflix

L’istituto, Stephen King (Sperling & Kupfer 2019) a cura di Micol Borzatta

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Tim Jamieson, dopo una perfetta carriera nelle forze dell’ordine si dimette a causa di un errore con due ragazzini che si picchiavano e una pistola di plastica, così decide di lasciare tutto e trasferirsi a Dupray, dove trova un posto come guardia notturna, ma quando una notte salva uno dei fratelli della pompa di benzina che era rimasto ferito durante una rapina, viene assunto come agente nella polizia di Dupray.

Minneapolis

I coniugi Ellis vengono chiamati dal direttore della scuola del figlio, una scuola per geni, per essere messi al corrente che il figlio dodicenne Luke, il mese successivo, avrebbe sostenuto i test d’ingresso per essere ammesso a due college contemporaneamente, uno dei due è il MIT.

Luke però non è solo un genio, quando è frustrato, a casa, riesce a spostare gli oggetti con la forza del pensiero.

La notte del giorno degli esami, la vita di Luke cambia totalmente.

Con il buio un SUV si avvicina a casa sua, Robin, Denny e Michelle entrano in casa, ammazzano i genitori di Luke e lo rapiscono mentre dorme.

Da questo momento abbiamo un cambio della narrazione, da un ritmo tranquillo e calmo, a un ritmo più ansiogeno e pieno di terrore.

Infatti ci svegliamo insieme a Luke in una stanza totalmente uguale alla sua ma senza finestre, una stanza all’interno di un edificio militare pieno di serrature elettroniche e con altri quattro ragazzi che gli parlano di esperimenti, punture e studi per valutare la loro capacità paranormale.

Lo stile diventa disorientante, come disorientato è Luke, ed è proprio questa una della bravure dell’autore,saperti coinvolgere al punto tale da trasformarti nel protagonista e iniziare a vivere i fatti in prima persona.

I personaggi sono come sempre molto ben caratterizzati al punto che si possono riconoscere senza che venga scritto il nome, basta solamente il loro modo di agire e parlare.

Anche il modo di reagire e di pensare è completamente realistico e congruo sia alle situazioni che all’età.

Il rapporto tra Tim e Luke lo si scoprirà solo molto avanti nella lettura, ma questo è un ulteriore stimolo che porta a divorare il romanzo.

Micol Borzatta

Copia di prorpietà

The chain, Adrian McKinty (Longanesi 2019) a cura di Micol Borzatta

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Kylie ha solo tredici anni quando, ferma alla fermata dell’autobus che deve portarla a scuola, viene rapita.

Quel giorno Rachel non può portare la figlia a scuola, ha un appuntamento dall’oncologa, un appuntamento di controllo, ma potrebbe essere la conferma della loro nuova vita, del loro nuovo inizio, ma le cose non vanno come dovrebbero.

Rachel riceve una telefonata, hanno rapito sua figlia. La donna al telefono le dà una serie di regole da rispettare, ma la più importante è non interrompere la catena.

La Catena è l’unica cosa importante e coloro che l’hanno creata faranno di tutto per proteggerla.

Chi chiama Rachel è una donna a cui a sua volta hanno rapito il figlio e lo potrà riavere escusivamente se Rachel rispetta le regole.

È così che inizia questo romanzo, catapultandoci subito in uno stato di ansia mentre partecipiamo alla telefonata e al panico che aumenta di Rachel, mentre deve decidere se chiamare la polizia e mettere a repentaglio la vita di due ragazzi o seguire le regole della Catena e rapire a sua volta un bambino.

Da questo momento il libro cambia totalmente. Il ritmo ansiogeno sparisce, azioni, reazioni, comportamenti, pensieri sono completamente irreali e per niente verosimili, i personaggi sono piatti, per nulla caratterizzati.

Il romanzo prende una piega quasi comica, persone normalissime diventano dei perfetti criminali, non attirano mai l’attenzione, nessuno riesce a prenderli o a capire cosa stiano facendo.

Mi ha lasciata davvero interdetta la facilità con cui Rachel riesce a mettere in pratica tutto, io ad esempio non saprei da dove incominciare. E non mi riferisco all’acquisto armi o dei prepagati, che ovviamente in America sono gestiti in modo diverso ed è semplice acquistarli, ma mi riferisco alla ricerca della famiglia successiva, tutto troppo semplice.

Kylie invece ha delle reazioni un po’ troppo mature per una bambina di tredici anni, nemmeno un adulto starebbe così calmo in una situazione simile, ma si farebbe prendere dal panico, per lo meno all’inizio, mentre lei è sempre calma, lucida e ragiona con una razionalità incredibile.

A suo favore ha la brevità dei capitoli che permette una lettura veloce, perché di altro non ha nulla.

Un romanzo con alla base un’idea davvero originale e innovativa, ma purtroppo a mio giudizio sviluppata male, resa troppo semplicistica e surreale, e con un lavoro di editing pessimo, in cui oltre a refusi e a errori grammaticali, abbiamo anche i personaggi che vengono chiamati con i nomi sbagliati.

Non commento mai il lavoro di editing, ma questa volta è davvero troppo incisivo sulla lettura di un testo che è già di per sé fallace.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

Caccia fredda, Toni Anderson (Hope Edizioni 2019) a cura di Micol Borzatta

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Recensione pubblicata sul blog Pieces of paper hearts con cui collaboro.

Vivi Vincent viene catapultata nel peggiore degli incubi quando, insieme al figlio di otto anni, si trova intrappolata in un centro commerciale durante un attacco terroristico.

Con l’aiuto di Jed Brennan, un agente dell’FBI in ferie forzate, Vivi e suo figlio sopravvivranno all’assalto, ma il pericolo è tutt’altro che scampato; Michael, il figlio di Vivi, potrebbe essere a conoscenza di dettagli importanti sui terroristi e i loro attacchi futuri, e pur essendo muto e traumatizzato, questo fa di lui un bersaglio vivente.

Nascosti in una baita nel cuore delle foreste di Northwoods, nel Winsconsin, Jed e Vivi lotteranno contro un complotto che scuote le fondamenta della società americana.

Ciò che non hanno messo in conto è la divorante e crescente attrazione che divamperà tra loro…

Sorgente: Caccia fredda – Pieces of paper hearts

Tadgame, Adam Thomas (Self Publishing 2019) a cura di Micol Borzatta

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Il Tadgame è un realiy show misterioso che ogni anno convoca 12 ragazzi da tutto il mondo e li getta in un ambiente ostile dove solo grazie alle loro abilità fisiche e mentali riusciranno ad affrontare e vincere le sfide proposte dal Master e raggiungere così la fama mondiale.

Quell’anno è il turno di Matthew, un ragazzino viziato che vive con la madre e il patrigno e che riesce a spendere in cellulari in una settimana l’equivalente dello stipendio di sei mesi del suo maggiordomo.

Il carattere di Matthew è molto forte, purtroppo però in negativo. Sprezzante, sarcastico, irrispettoso, maleducato, è il classico bullo della situazione di cui hanno tutti il terrore, madre compresa, specialmente da quando aveva smesso di prendere i suoi farmaci diventando un pericolo per la società.

Macquarie, Australia.

L’arrivo sull’isola è molto turbolenta, l’elicottero militare che trasporta i dodici ragazzi sembra quasi precipitare e l’ex stazione militare che doveva contenere i computer più avanzati e le istruzioni del Master è invece un complesso di edifici abbandonati.

Dopo aver cercato in tutto il complesso, i ragazzi scoprono che gli unici oggetti lasciati per loro dalla Tad Legue sono una serie di armi.

Mentre passano la prima notte a cercare di capire, due giocatrici vengono sventrate e l’arma è una di quelle che avevano trovato.

Romanzo abbastanza corto, autopubblicato, molto ben scritto, peccato che sembra un miscuglio tra Hunger GamesDieci piccoli indiani.

Fin dall’inizio si capisce che il Tadgame non è quello che i ragazzi credono, dalle frasi dei genitori di Matthew che sanno già che il ragazzo non tornerà e che saranno liberi da questo nuovo futuro possibile serial killer, perché è così che viene descritto, proprio come Samantah.

Infatti vedendo come sono questi due personaggi si può capire la funzione dei Tadgames, ma ;poi conosciamo gli altri dieci personaggi, classici ragazzi tra i sedici e i diciotto anni e non si comprende più nulla.

È proprio questo senso di confusione che attira il lettore a continuare la lettura per riuscire a capire qualcosa.

Il ritmo è molto cadenzato portando a finire il romanzo in due o tre ore senza mai interromperlo.

Bellissimi anche i colpi di scena che dimostrano come spesso le apparenza ingannano.

Una lettura disturbante e sconvolgente.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

Il gatto ti ha mangiato la lingua, Wendy Corsi Straub (Mondadori 2019) a cura di Micol Borzatta

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Dopo la malattia e la morte della madre, Tacey e il padre si trasferiscono a casa degli zii, ed è proprio il cugino Jax a parlarle di Felicia, una ragazzina dai capelli rossi pressoché normale se non per il fatto che all’improvviso ha smesso di parlare.

Una notte, buia e lunga, il silenzio viene rotto da un urlo che all’inizio viene scambiato per il verso di una lince, esemplare molto comune nel Maine.

Da quel momento Felicia ha smesso di parlare, e nonostante la visita da molti dottori, nessuno ha mai saputo dare una spiegazione a questo mutismo, perché fisicamente non hanno trovato nessun problema, tant’è che sono tutti convinti che prima o poi avrebbe ripreso a parlare, ma la bambina non faceva altro che guardare nel vuoto senza mai comunicare in nessuna maniera.

Molti accusano la bambina di mentire e di voler emulare un altro bambino, Leo Katz, finito in ospedale psichiatrico dopo che anche lui una notte ha urlato e poi smesso di parlare.

Felicia invece non sta mentendo, qualcosa le è successo quella notte, e non sta guardando nel nulla, ma una strana casa sulla collina, una casa che dicono appartenga a una strega.

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Ottavo racconto della raccolta Storie da brividi, veniamo gettati in un’atmosfera da incubo.

L’inizio della storia è tranquillo, malinconico ma tranquillo, ma man mano che si va avanti veniamo catturati dalla narrazione e trascinati in un incubo che ci porteremo dietro per tutta la notte.

Le atmosfere sono descritte minuziosamente, e anche se il linguaggio è infantile, in riga con i protagonisti e il target di destinazione, può essere letto anche da un pubblico più maturo.

Wendy Corsi Straub è una scrittrice americana di romanzi di suspance e romanzi per ragazzi.

Fin da ragazza ha sempre amato leggere e ai tempi della scuola già scriveva per il giornale studentesco, fino a entrare nel mondo dell’editoria subito dopo la laurea.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice