I lupi del Calla, Stephen King (Sperling & Kupfer 2003) a cura di Micol Borzatta

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Riusciti a sfuggire dal mago Randall Flagg, il gruppo prosegue il suo viaggio fino a un villaggio di contadini, Calla Bryn Sturgis, dove incontrano Pere Callahan che chiede loro aiuto contro i Lupi di Rombo di Tuono, che ogni 23 anni si presentano e rubano un bambino di ogni coppia di gemelli.

Dopo pochi mesi i bambini vengono rimandati indietro, ma sono mentalmente menomati, destinati a crescere fisicamente spropositatamente e morire giovani.

I cittadini li definiscono Guasti.

Pere Callahan racconta la sua storia a Roland (con uno spettacolare cross over con Le notti di Salem).

Roland viene così a sapere che la loro missione è sconfiggere i lupi del Calla, ma anche proteggere una rosa nella Manhattan del 1977 per impedire la caduta della Torre Nera.

per portare a termine la loro missione devono trovare e usare la Tredici Nera, una sfera magica che permetterà loro di viaggiare tra i mondi, mentre nel frattempo Susannah ha degli stranissimi cambiamenti legati alla battaglia con il demone.

Quinto romanzo della saga della Torre Nera.

Romanzo pieno di sorprese, a partire da Pere Callahan, che crea un legame fantastico con Le notti di Salem che emoziona chi l’ha letto e invoglia a recuperarlo e a leggerlo chi invece non lo ha ancora letto, nonostante qualche piccolo spoiler.

Un’altra sorpresa è l’evoluzione che affrontano tutti i personaggi, cambiamenti, crescita che coinvolge davvero ognuno di loro.

L’inizo del romanzo è davvero molto lento e noioso, e sembra quasi non collegarsi con la storia, sensazione mai più sbagliata.

Superato il prologo, la storia vola. I motori vengono accesi e non si può più scendere, veniamo catturati e tenuti prigionieri fino alla fine.

Molto conturbante la storia del villaggio e dei lupi, davvero originale.

E ora si vola al sesto romanzo.

Micol Borzatta

Copia presa in biblioteca

Le ragazze perdute di Otter Creek, Phil Kansal (Self Publishing 2018) a cura di Micol Borzatta

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Due campanule giacciono all’ombra del salice

Qualcuno se ne cura?

Non guardare nel bosco o nella radura

La primula rossa non è lì

Un cardamene dei prati che va incontro al suo destino

Perde il suo cuore d’oro

Un nontiscordardime che mai sboccia

Potrebbe nascondersi e poi invecchiare

Per chi suona la campana a fine anno

Solo le margherite sanno

La domanda che dovresti fare, amico mio

Dove i fiori crescono?

Sean e Kelsie Grayson sono due fratellini di nove e sei anni e mezzo.

Un giorno mentre sono fuori a giocare nel bosco vicino a casa, Kelsie scompare e Sean lo ritrovano a terra tramortito.

Sono passati trent’anni, quando il destino decide che sia l’ora che Sean torni a casa, vicino a dove è scomparsa Kelsie, e venga in possesso di prove che collegano il caso della sorella a quello di un serial killer denominato l’assassino di Otter Creek.

Sul caso di questo serial killer indaga anche Stephanie Callahan, incaricata dal suo agente per scriverci sopra un romanzo.

Quando Sean e Stephanie si incontrano e mettono a confronto le informazioni, scoprono che forse certe verità non andrebbero svelate.

Romanzo thriller autopubblicato davvero molto ben scritto.

L’autore riesce infatti a creare personaggi davvero realistici ed è facilissimo legarci a loro e imparare a conoscerli.

Molto realistiche anche le reazioni e i pensieri, che neutralizzano del tutto il confine romanzo-realtà.

Ottima la scelta di una narrazione in prima persona, anche quando parla il colpevole, che comunica tantissimi indizi senza mai però svelarsi, portandoci così a voler indagare ancora di più per risolvere il mistero.

L’intreccio della storia ha la capacità di rendere interessante una trama di per sé per niente originale, ma piena di suspance e colpi di scena mai banali.

Una lettura che è stata una sorpresa.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

Tokyo Blues Norwegian Wood, Haruki Murakami (Feltrinelli 2002) a cura di Micol Borzatta

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Si parte su un volo per Amburgo dove la canzone Norwegian Wood dei Beatles sta riempiendo lo spazio con le sue note.

A bordo c’è Watanabe Toru e quella canzone gli riporta alla memoria un evento avvenuto diciotto anni prima: l’incontro con Naoko, la fidanzata del suo amico, Kizuki, morto suicida.

Questo ricordo dà il via a una serie di ricordi della sua gioventù, facendoci ripercorrere i suoi anni dell’università, del collegio, la nascita della sua amicizia con Nagasawa, un ragazzo considerato un bad boy e il suo amore impossibile con Naoko e quello per Midori.

Grazie ai suoi ricordi possiamo vivere il periodo che va dal 1968 al 1970, in cui avvennero le prime occupazioni in università, le prime rivoluzioni, un Giappone sconosciuto ai molti.

Romanzo molto popolare, ritornato molto in auge con l’uscita del film tratto proprio dal romanzo.

I personaggi sono davvero ben caratterizzati, pieni di sfaccettature e sfumature che li rende molto reali.

Molto intenso, specialmente il personaggio di Toru, di cui conosciamo molto approfonditamente l’animo, rendendo il romanzo quasi di formazione.

Una storia profonda e anche malinconica che spacca il cuore.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

La ragazza senza passato, Simon Wood (Newton Compton 2018) a cura di Micol Borzatta

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Zoe Sutton e l’amica Holli decidono di prendersi una pausa dalla vita frenetica e stressante degli studi e decidono di fare un weekend di bagordi a Las Vegas, ma durante una sosta la loro vita cambia.

Zoe si sveglia nuda e legata polsi e caviglie con delle fascette di plastica.

Grazie a una cassetta degli attrezzi presente nella stanza riesce a scappare, appena libera si dirige verso il punto dove ha sentito Holli gridare e la trova appesa a un gancio nuda con il killer che la sta frustando.

Capendo che non la può liberare, scappa, sperando di poter trovare aiuto.

Quando i poliziotti la interrogano non riesce né a descrivere il killer né dargli le indicazioni per trovare il luogo da cui è scappata a causa della droga che aveva in corpo. Droga somministrata dal Killer.

Considerandola un testimone inattendibile il caso viene chiuso e molti la reputano responsabile della sparizione di Holli.

Sono passati quindici mesi e Zoe ha provato ad andare avanti senza riuscirci bene.

Il colpo di grazia avviene quando al telegiornale passa la notizia del corpo di una donna trovato appeso nudo e frustato a morte.

Zoe sa che è il killer che sta cercando.

Marshall Beck conosce bene quella signora che continua ad andare nel rifugio per animali, dove lavora, a stuzzicare con cattiveria i gatti che attendono di essere adottati.

Beck l’ha seguita parecchie volte e ora deve darle una lezione ed è così che verrà ritrovata appesa nuda e frustata a morte.

Delle indagini se ne occupano due poliziotti molto diversi da loro, uno che crede Zoe colpevole, e l’altro che la ritiene innocente.

Romanzo thriller che mi ha veramente deluso.

La trama è piatta, non ha momenti di suspance e nessun colpo di scena, senza contare che conosciamo il colpevole subito nei primi capitoli. Sappiamo chi è lui, cosa lo spinge e come organizza gli omicidi.

Insomma non abbiamo nessuna voglia di procedere con la lettura perché non abbiamo nulla da scoprire.

I personaggi sono piatti e per nulla caratterizzati, tranne Zoe e Beck.

Gli eventi sono molto ripetitivi e senza ritmo, a parte il finale, unica vera parte thriller del romanzo, che lo fa rivalutare un pochino, ma non lo salva del tutto.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

Vita segreta della bambola solitaria, Jean Nathan (E/O 2019) a cura di Micol Borzatta

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Un giorno Jean Nathan si trova a ripensare a un libro di favole della sua infanzia: La bambola solitaria.

Il libro in questione racconta di una bambola che soffriva di solitudine perché non riusciva a farsi né amici né una famiglia, fino a quando si presentano alla porta due orsi.

Presa dal ricordo Jean Nathan decide di cercare l’autrice del romanzo, ma scopre essere troppo ammalata. Riesce però a trovare lettere, diari, testimonianze con cui ricostruire la storia di Dare Wright.

Dare Wright era una donna bellissima, dal fisico perfetto, bionda, fotografa, artista e fotomodella, ma completamente sola.

La storia della bambola solitaria infatti è la sua storia.

Il romanzo è il risultato delle ricerche dell’autrice che sa raccontare, nel modo più reale e concreto possibile la vita di una donna che per il mondo aveva tutto, ma che in realtà credeva di avere niente.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

Anniversario della liberazione d’Italia

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Buongiorno a tutti.

Oggi è l’anniversario della liberazione d’Italia, un giorno di festa, ma esattamente cosa si festeggia?

Si festeggia una giornata fondamentale per la storia italiana, ovvero simboleggia la vittoriosa lotta di resistenza militare e politica attuata dalle forze partigiane durante la Seconda Guerra Mondiale.

Il 25 aprile 1945 il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI), presieduto da Luigi Longo, Emilio Sereni, Sandro Pertini e Leo Valiani, con sede a Milano, proclama l’insurrezione generale in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti, indicando a tutte le forze partigiane di attaccare i presidi fascisti e tedeschi imponendo la resa, nonostante mancassero moltissimi giorni all’arrivo delle truppe alleate.

Sempre quel giorno il CLNAI emanò dei decreti legislativi, in nome del popolo italiano, stabilendo anche la condanna a morte per tutti i gerarchi fascisti, tra cui Benito Mussolini che sarà fucilato tre giorni dopo.

La parola d’ordine di quel giorno era l’urlo: «Arrendersi o perire!»

La festa nazionale venne istituita subito l’anno dopo con un decreto emanato dall’allora luogotenente del Regno d’Italia, il principe Umberto II, il 22 aprile 1946 che dichiarava il 25 aprile festa nazionale.

Solamente il 27 maggio 1949 viene istituzionalizzata stabilmente con la legge 260.

Da allora si festeggia organizzando manifestazioni militari come quella davanti al Milite Ignoto a Roma.

Micol Borzatta

L’annusatrice di libri, Desy Icardi (Fazi 2019) a cura di Micol Borzatta

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Torino anni ’30

Amalia viene mandata a lavorare a Torino per una modista.

Appena arrivata la titolare del negozio le rifà tutto il look in modo che potesse farle pubblicità anche solo camminando per strada.

Torino 1957

Adelina viene mandata a Torino a vivere a casa della zia Amalia, divenuta molto ricca e che per questo fa una vita molto castigata per evitare di sperperare la ricchezza accumulata.

Adelina fatica molto ad ambientarsi, sia a casa come a scuola, dove è continuamente vittima di scherni a causa della sua difficoltà a memorizzare le lezioni.

Il suo docente, il reverendo Kelley, decide di affiancare ad Adelina l’allieva migliore della classe, Luisella.

Adelina incomincia così a frequentare la casa di Luisella e a conoscere la famiglia, specialmente l’affascinante padre, il notaio.

Con il passare del tempo Adelina scopre di avere un dono, le basta annusare un libro per conoscerne il contenuto. Dono che le permette di migliorare notevolmente a scuola.

Purtroppo anche il notaio si accorge di questo dono e cerca allora di sfruttarlo per i suoi traffici illeciti, pretendendo che Adelina decifri il manoscritto di Voynich, un manoscritto misterioso incomprensibile a tutto il mondo.

Adelina si troverà così a dover fare di tutto per salvarsi la vita.

Romanzo davvero particolare, specialmente per il tema trattato e per il dono di Adelina, che è davvero originale.

La storia si svolge su due archi temporali che si intrecciano e scambiano continuamente, portando spesso il lettore a confondersi sulla protagonista del momento.

Le descrizioni sono molto ben fatte, specialmente quelle della città, infatti perfino io che Torino non la conosco, ho potuto immaginarla dettagliatamente e trovarmi a girare per le sue strade.

La storia di Adelina è molto interessante, ma la parte di Amelia l’ho trovata molto lenta e noiosa.

Una lettura molto particolare ma di grande impatto.

Micol Borzatta

Copia di proprietà