In fuga da Houdini – Kerri Maniscalco – Mondadori 2020

Review Party

Gennaio 1889, RMS Etruria

Subito dopo aver finito il periodo necessario per il concorso d’ingresso alla scuola di Medicina legale in Romania, e non averlo passato perché troppo impegnati a fermare un assassino che sfruttava la superstizione del posto, Audrey Rose e Thomas sono andati a Liverpool, dove si sono riuniti allo zio di lei e sono partiti verso l’America con la RMS Etruria.

La prima sera viene loro spiegato dal capitano che verranno intrattenuti da spettacoli di magia, uno per ogni sera, e subito dopo ecco salire sul palco Mefistofele che introduce le serate in modo molto tetro e diabolico, chiedendo infine al pubblico se sarebbero stati capaci di mantenere intatti anima, cuore, testa e vita.

«E dunque, ve lo chiedo un’altra volta: cosa vi abbandonerà prima che la setti­mana Volga al termine? Il cuore? La testa? O forse…» bisbigliò il volto nella penombra mentre le luci dei lampadari si abbassavano lentamente fino a spegner­si del tutto. «sarà la vita, la vostra stessa anima, a lasciarvi durante il nostro spettacolo di magia itinerante?»

Gli spettatori rimangono ipnotizzati, al punto tale che, quando alla fine della scena una ragazza al tavolo di Audrey Rose cade morta con dieci coltelli nella schiena, tutti i passeggeri pensano faccia parte dello spettacolo.

Preparato tutto per l’autopsia, Audrey Rose, Thomas e lo zio iniziano a indagare.

Nel frattempo Audrey Rose riceve la notizia che sua cugina Liza è sparita.

Audrey Rose vorrebbe subito tornare a Londra per indagare e trovare Liza, ma per farlo deve prima arrivare in America per poi ripartire, però in quei sette giorni può fare un’altra cosa molto importante: trovare l’assassino che c’è sull’Etruria e impedirgli di uccidere ancora.

Terzo volume della saga, anche questa volta la storia gira intorno a un perso­naggio famoso e ci porta a esplorare il suo mondo fin negli anfratti più reconditi e oscuri.

Questa volta ci troviamo a conoscere Harry Houdini, quando ancora era agli inizi della sua carriera e nessuno lo conosceva.

A differenza del primo volume, dove il personaggio di Jack lo Squartatore era un co-protagonista primario, e del secondo volume in cui Dracula era solo una leggenda, questa volta Houdini è solo di sottofondo, il vero protagonista è il circo in generale, la sua vita e il suo stile di pensiero.

Anche questa volta abbiamo descrizioni minuziose e molto visive che ci permettono di crearci il mondo intorno a noi mentre leggiamo.

Thomas, in questo volume non è molto diverso dal precedente, quella che cambia è Audrey Rose. Infatti diventa molto più donna e inizia a subire il fascino di altri uomini, mettendo per un attimo in dubbio il suo sentimento con Thomas.

Come sempre uno stile di scrittura molto ben ritmato che fa scorrere le pagine velo­cemente.

Troppo velocemente.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice

Nona Grey. La trilogia vol. 1 Red sister – Mark Lawrence- Mondadori 2020

Review Party

Dopo essere stata ceduta gratuitamente a un mercante di bambini, poi venduta come guerriera, e alla fine condannata a morte per aver assassinato il guerriero più forte del suo padrone, Nora Grey viene salvata dalla Badessa Glass e portata al suo convento.

Al suo ingresso sente tutte le suore e le novizie sussurrare di una prescelta domandandosi se fosse lei o Arabella, l’altra new entry e figlia di un nobile del luogo.

Nel convento le giornate di Nona sono scandite dalle lezioni, dai pasti e dalle chiacchiere con alcune novizie con cui riesce a fare amicizia.

La famiglia Tacsis però non vuole lasciarla stare, vogliono a tutti i costi vendicare Raymel, anche se sono riusciti a non farlo morire, grazie a dei maghi, nonostante il colpo di Nona fosse stato mortale.

La lunga mano della legge cade anche sulla Badessa Glass, che continua a prendere le parti di Nora.

Sarà la loro fine? Verranno giustiziate?

Primo volume di una trilogia.

Un romanzo che parte con un ritmo molto strano, un misto tra adrenalinico e calmo, che ci spiega chi sia Nora Grey, però non in maniera diretta, ma attraverso l’impressione che gli altri hanno di lei.

Continuando con la lettura il ritmo rallenta, ma entriamo sempre di più nella mente di Nona, la vediamo crescere, cambiare, creare legami sconfiggendo le sue paure.

Infatti il punto chiave di questo primo volume è proprio la crescita dei personaggi, che viene descritta e sviluppata in modo magistrale.

Le descrizioni dei luoghi sono molto approfondite, quasi quanto quelle dei personaggi, e permettono al lettore di visualizzare perfettamente tutto, portandoci così a entrare fisicamente nel romanzo, godendoci ogni pagina e vivendola in prima persona.

Bellissima anche l’idea di inserire un paio di pagine relative al futuro, che spingono il lettore a essere curioso di come si arriverà a quella situazione, che sembra impossibile e incomprensibile. Quasi shockante.

Una lettura sorprendente che vola in un attimo portandoci a divorare i seguiti.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice

Le diecimila porte di January – Alix E. Harrow – Mondadori 2020

Review Party

January Scaller una bimba nata nel 1894 e vive con il padre e il suo capo, il signor Locke, un collezionista di manufatti antichi.

Essendo il padre sempre lontano per lavoro, la bambina cresceva con bambinaie e governanti e seguendo Locke nelle sue riunioni e serate di beneficienza.

All’età di sette anni, proprio durante una di quelle feste che January, scappando trova una strana porta blu che la porta in un altro mondo.

Il signor Locke, appena lei gli racconta tutto, la sgrida dandole della bugiarda e fa sì che non possa più scappare.

A diciassette anni, il giorno in cui le viene comunicata la morte del padre, trova un libro intitolato le diecimila porte.

Da quel momento la sua vita cambierà per sempre.

Romanzo fantasy stand alone ed esordio dell’autrice.

Fin dalle prime pagine, sarà per il nome del tutore di January, Locke, o per l’argomento trattato, il collegamento di più mondi attraverso a porte, mi ha ricordato in modo impressionante il fumetto Locke and Key.

La storia parte con un ritmo e una narrazione molto lenta in cui percorriamo l’infanzia di January, imparando a conoscerla e ad amarla, in cui veniamo incuriositi da un episodio con una Porta quando ha sette anni e a come riesce ad avere Sinbad.

Dopo di che abbiamo un ulteriore rallentamento quando ci viene riportato l’inizio del libro le diecimila porte ritrovato da January, per poi, ormai al capitolo tre, iniziare a prendere velocità incalzando il lettore a procedere con la stessa velocità.

I personaggi vengono molto bene caratterizzati, facendo fare loro una crescita meravigliosa per tutta la durata della storia. Crescita che non si limita solo al lato fisico, ma specialmente sul piano psicologico.

Mi è piaciuta la figura del padre, molto distante, assente e sfuggente, che però poi prende il suo spazio come autore di un libro molto importante.

Il tema di fondo è la famiglia, la voglia di trovare le proprie origini, il proprio passato, ma anche la morte e il lutto.

Una lettura davvero piacevole e intrigante.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice

Torre dell’alba – Sarah J. Maas – Mondadori 2020

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Chaol Westfall, Mano del novello re di Adarlan, e Nesryn Falia, sono arrivati ad antica, dimora del khagan del continente Meridionale.

Il loro viaggio ha due motivi: il primo è quello di stringere un’alleanza con il khagan in modo che metta a disposizione le sue armate per salvare l’Erilea; il secondo motivo è quello di trovare una guaritrice che possa far guarire Chaol e farlo tornare a camminare.

È così che fanno la conoscenza di Yrene Towers, una guaritrice figlia di una coppia di guaritori che sono stati perseguitati da Adarlan, e per questo inizialmente riluttante a guarire colui che reputa un nemico. Il suo giuramento di assistere i bisognosi però le impone di aiutarlo.

La loro conoscenza li porterà a trovare le risposte a molte domande, ma queste informazioni sono troppo potenti, possono salvare il mondo o distruggerlo.

Sesto volume della saga, abbiamo finalmente una risalita del ritmo narrativo e della storia.

Infatti dopo un tremendo calo con gli ultimi volumi, che mi aveva diminuito un po’ la voglia di continuare, è arrivato un volume che ha saputo riconquistarmi.

Molto del merito va al personaggio di Yrene, molto complesso, pieno di sentimenti contrastanti legati alla sua morale e al suo cuore, e descritti veramente in modo molto accurato.

La storia torna a essere coinvolgente, piena di informazioni, che porta il lettore a voler trovare risposte alle varie domande che ci portiamo dietro da molto.

Un volume stupefacente che sa far riguadagnare valore a tutta la saga.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice

The Devil and the Lady – Sabrina Pennacchio – Self Publishing 2020

Review Party

La famiglia Parker si trova a Benevento da tanti anni, anche se ormai erano rimasti solo i fratelli Adrell e Aleyn, a causa di un incidente d’auto.

Da quando Aleyn ha perso Luca, è cambiato tutto.

Adrell si è chiuso in un mutismo totale e il mondo intero crede che loro due siano maledetti, motivo per cui non hanno nessun familiare vivo e chi si avvicina a loro muore.

La notte del primo anniversario della morte di Luca, Aleyn decide di provare a fare un incantesimo, anche se non ci crede, infondo a Benevento le leggende sulla stregoneria esistono fin dalla notte dei tempi.

Aleyn inizia il rituale, fino a quando le appare Samael.

In un primo momento crede che sia un vicino in cosplay che le tira uno scherzo di cattivo gusto, ma piano piano capisce che invece è reale e la notizia che le porta è terribile: lei è davvero maledetta.

Chi l’ha maledetta? Perchè? E come può annullare la maledizione?

Brevissimo romanzo, sono solo poco più di 200 pagine, urban fantasy auto pubblicato.

La storia di per sé è carina, non molto originale ma piacevole, che permette di passare un paio d’ore d’evasione.

I personaggi sono ben costruiti, con reazioni plausibili e realistiche, e nessun stereotipo, a parte la coppia umana-diavolo.

Anche le ambientazioni sono ben fatte, e anche chi non conosce la città di Benevento riesce ad ambientarsi.

Una lettura piacevole e interessante benché non originale.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dall’autrice

Thunder Head – Neal Shusterman – Mondadori 2020

Review Party

In un mondo perfetto, non abbiamo tutti il diritto di amare ciò che facciamo?

È un anno ormai che Rowan ha completato il suo apprendistato come Falce ed è diventato Maestro Lucifero, il giustiziere che da tre mesi sta uccidendo tutte le Felci ritenute immeritevoli, come ad esempio Maestro Brahms che ha spigolato una ragazza solo per fare un favore a un amico che voleva rompere il fidanzamento con lei.

Anche Citra ha terminato il suo apprendistato diventando Madama Anastasia, una Falce a tutti gli effetti, ma diversa dalle altre, lei spigola solamente con compassione, ma la compagnia delle Falci non accetta la sua decisione di cambiare le tradizioni e l’ordine delle cose, arrivando addirittura a minacciarla e a mettere in pericolo la sua vita.

Thunderhead, la potentissima intelligenza artificiale, che tutto vede e tutto osserva, che controlla tutta la società, sembra che si stia disinteressandoci tutto quando, partendo dalla mancanza presa di provvedimenti nei confronti di Maestro Lucifero, come farebbe dovrebbe fare con i cittadini che non rispettano le regole.

Secondo volume della saga veniamo catapultati nuovamente nel mondo in cui, dopo aver sconfitto la morte, hanno creato un’organizzazione che uccide chi viene sorteggiato per evitare il sovra popolamento.

Continuiamo a seguire le vite di Rowan e Citra, che ora sono più grandi e più maturi, una crescita che viene descritta molto bene dall’autore, rendendo i personaggi reali.

La storia è molto coinvolgente ed è interessante vedere come affrontano lo stesso cammino in due modi totalmente opposti, ma causando quasi le stesse reazioni nella compagnia delle Falci.

Il linguaggio e lo stile sono molto semplici e scorrevoli, con un buon ritmo incalzante che tiene il lettore legato alle pagine, che scorrono una dopo l’altra troppo velocemente, portandoci alla fine e lasciandoci con la voglia di voler iniziare il terzo volume e l’amarezza di dover aspettare la pubblicazione.

Una lettura veramente strepitosa.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice

Alla ricerca del Principe Dracula – Kerri Maniscalco – Mondadori 2020

Review Party

Romania, dicembre 1888

Thomas Cresswell e Audrey Rose Wadsworth sono arrivati in Romania per frequentare la migliore scuola di medicina dell’epoca.

Mentre sono ancora sull’Orient Express qualcuno uccide una persona impalandola, fuori dalla loro cabina, e mentre studiano il cadavere si ricordano che a Brasov c’era stato un altro morto impalato e la gente continua a parlare di Vlad l’importatore, del figlio del dragone, del vampiro.

Audrey Rose e Thomas ovviamente non credono alla possibilità dell’esistenza di morti che tornano in vita per nutrirsi di sangue umano.

«Dev’esserci una spiegazione plausibile» commentai. «Ho forti dubbi che Vlad Dracula sia tornato dall’oltretomba. I morti viventi sono stati inventati dai romanzieri gotici per impaurire e intrattenere.»
Thomas mi fissò negli occhi con intensità. Sapevamo entrambi che talvolta realtà e fantasia entravano in collisione, producendo effetti devastanti.

Arrivati a Brasov vengono condotti al castello di Bran, conosciuto come la dimora di Dracula, che ospita la scuola.

Ad accoglierli il direttore in persona, che dimostra la sua antipatia nei loro confronti, specialmente verso Audrey Rose che, essendo donna, non viene considerata adatta a quel tipo di scuola.

Già la notte del suo arrivo Audrey Rose fa amicizia con la domestica Ileana, e la mattina dopo Anastasia, la nipote del direttore.

Le lezioni per Audrey Rose non sono semplici a causa dell’ostilità dei compagni, specialmente dopo la morte di uno di loro in condizioni molto strane: senza sangue e con due buchi sul collo.

Tutti iniziano a dare credito alle leggende relative gli strigi, ovvero i vampiri, ma Audrey Rose e Thomas non ci credono e vogliono vedere in fondo a quelle morti.

Secondo volume della saga, partiamo esattamente da dove ci eravamo fermati con il volume precedente, e anche i personaggi recano i segni dell’avventura appena conclusasi, specialmente sul fronte emotivo, che anche in questo volume ha un ruolo fondamentale.

Lo stile è, anche questa volta, molto ritmato e coinvolgente, con descrizioni davvero minuziose che permettono di visionare i luoghi in cui è ambientata la storia.

I personaggi sono caratterizzati sotto ogni aspetto, specialmente quello psicologico, e anche i coprotagonisti vengono davvero approfonditi a livello psicologico, facendo grossi cambiamenti durante tutta la storia, proprio come è avvenuto per i protagonisti.

La storia di Dracula, a differenza di quello fatto con il volume precedente, viene solo usata di sottofondo, viene studiata e presa ad esempio, ma si capisce fin dalle prime pagine che non esiste nessun vampiro ma c’è sotto qualcosa di ben peggiore. Nonostante questo, le informazioni che vengono date a riguardo dimostrano uno studio molto approfondito da parte dell’autrice che, pur permettendosi licenze narrative, riesce a unire leggenda reale con il fantastico in modo incredibile.

I colpi di scena sono impressionanti, fino alla fine non si riesce a capire cosa ci sia realmente sotto, nonostante venga automatico fare mille congetture e teorie.

Una lettura che mi ha appassionata tanto quanto il primo volume e che non vedo l’ora di continuare con il terzo volume.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice

Il villaggio dei sussurri – Arianna Colomba – Self Publishing 2020

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L’odore di bruciato le attanagliò le narici. Eppure, non fu quello a metterla in allarme.
C’era qualcosa di pungente nell’aria. Qualcosa che le fece contorcere le budella e per poco non la costrinse a rigettare la colazione sul pavimento. Feci? Sì, c’era una forte puzza di escrementi, ma era mescolata a qualcos’altro.
Quando comprese cosa fosse, il suo mondo crollò.
Sangue. C’era sangue ovunque.

Sara si trasferisce a Doolway, nella vecchia casa della nonna, insieme alla madre, dopo che il padre e il fratello sono morti violentemente.

Da quel momento il rapporto con la madre è andato a rotoli e lei si è chiusa in se stessa, allontanandosi dal mondo intero, nonostante la madre cerchi di spingerla a fare nuove amicizie.

Un giorno, dopo aver fatto la conoscenza di Nathan Blake, un ragazzo della zona che era andato a sistemare le grondaie, si lascia convincere ad andare nel locale del villaggio.

Qui viene presa di mira dalla fidanzata di Blake, ma in suo aiuto arriva Chris Williams, un ragazzo con uno strano passato alle spalle che gli ha causato una terribile reputazione, oltre a essere visto come un Dongiovanni.

Tra i due nasce una profonda amicizia e lui sarà di grande aiuto quando nella vita di sara inizieranno ad accadere stranissimi avvenimenti legati al suo passato.

Romanzo auto pubblicato che sembra essere un thriller e invece è un fantasy.

L’inizio, e una buona parte del romanzo sono incomprensibili, non si capisce cosa l’autrice voglia raccontare, sono solo pagine introduttive che si concentrano sui personaggi e sulle ambientazioni per attirare il lettore nel contesto del romanzo, ma rischia di ottenere l’effetto opposto.

Verso la metà il ritmo si riprende, iniziano colpi di scena e suspance e il lettore viene davvero coinvolto e non vorrebbe più interrompere la lettura.

Una lettura molto particolare che sa premiare chi crede in lei e che sarà perseverante superando l’inizio.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice

Poirot a Stylus Court – Agatha Christie – Mondadori 2020

Review Party

Inghilterra. Prima Guerra Mondiale.

Arthur Hastings viene invitato dal suo amico John Cavendish alla residenza della matrigna, Emily Inglethorp, un vecchio maniero nella campagna dell’Essex, Styles Court.

Una notte Emily viene trovata moribonda a causa di un avvelenamento da stricnina.

Hasting pensa subito di chiamare il suo amico Hercule Poirot, che si è ritirato nel villaggio vicino, Style St. Mary, per sfuggire dalla guerra.

Poirot, un investigatore privato, inizia subito a indagare, ricostruendo gli avvenimenti e raccogliendo tutti gli indizi.

Primissimo romanzo scritto da Agatha Christie e nato da una sfida lanciatele dalla sorella Madge a scrivere un romanzo poliziesco.

Agatha, che lavorava nel dispensario dell’ospedale locale, aveva una ferrea conoscenza dei veleni che, unita all’arrivo di molti belgi in fuga nella sua città, le hanno dato molti spunti per scrivere il romanzo che vide la luce nel 1916 in sole due settimane di scrittura intensiva.

All’inizio il romanzo viene rifiutato da molti editori finché venne pubblicato nel 1919 firmato A. M. Christie, facendo così credere che l’autore fosse un uomo, ma solo nel 1991 venne pubblicato in tutta l’Inghilterra ricevendo recensioni superlative.

La storia è strutturata molto bene, creando indizi elaborati e degli intrecci molto elaborati.

Le descrizioni sono minuziose senza però essere logorroiche, dimostrando fin da subito lo stile e la bravura della Christie.

I personaggi sono ben definiti, sia a livello caratteriale che fisico, permettendo così di figurarseli perfettamente.

Il lettore riesce perfettamente a sentirsi parte della storia e cercare di risolvere il caso prima di Poirot.

Una lettura spettacolare, ancora di più per essere la prima opera dell’autrice.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice

L’ascesa di Senlin – Josiah Bancroft – Mondadori 2020

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Thomas e Marya Senlin sono novelli sposi e per il loro viaggio di nozze hanno deciso di andare a visitare la torre di Babele, un’enorme costruzione di cui nessuno conosce il numero esatto di piani e diviso in vari livelli.

Appena arrivano alla sua base, quello che notano come prima cosa è il quantitativo di persone che ci sono, persone che li spingono da ogni lato, li fanno cadere e li separano.

Fino a quando Thomas perde di vista la moglie: Marya è scomparsa.

Thomas passa tutto il primo giorno e la prima notte vicino alla bancarella dove l’ha persa di vista, per poi decidere il secondo giorno di cercarla girando tutte le bancarelle in cui poteva essere Marya, ma di lei nessuna traccia.

Qui incontra Adam Boreas, che ha perso la sorella due anni e mezzo prima e che accetta l’offerta di Thomas di fargli da guida per i primi quattro piani della Torre, sperando così di ritrovare la moglie.

Romanzo molto particolare che, nonostante sia basato tutto su una storia d’amore travagliata, non rientra nei canonici romance.

La forza del sentimento tra Thomas e Marya è potentissima e viene descritta molto intensamente, permettendo al lettore di capirla appieno, ma senza far diventare il romanzo sdolcinato.

I personaggi sono molto ben caratterizzati, specialmente a livello sentimentale, a cui viene data più importanza che all’aspetto fisico.

Bellissima l’idea della torre di Babele, che è stata creata e descritta in modo molto originale, con molte sfaccettature, mille caratteristiche a rappresentare proprio una Babele.

Le descrizioni della Torre sono molto realistiche e si possono visualizzare molto bene durante la lettura.

La storia è coinvolgente, spinge il lettore a volersi unire a Thomas nella ricerca della moglie, sperando che nella pagina successiva si possa trovare, ma nello stesso tempo sperando di no per poter continuare a ispezionare la torre.

Mozzafiato fino alla fine.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice