La mano scarlatta, Cassandra Clare e Wesley Chu (Mondadori 2019) a cura di Micol Borzatta

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Magnus e Alec sono arrivati a Parigi.

Dopo tantissimi secoli finalmente Magnus è felice e può godersi la sua felicità e il suo amore.

Non avrebbe mai detto che uno stregone e uno Shadowhunter avrebbero potuto condividere la vita senza problemi.

La felicità però non dura mai per sempre, il destino è sempre dietro l’angolo per rovinare i piani.

Questa volta il destino compirà il suo volere tramite La mano scarlatta, un culto che secoli prima aveva creato lo stesso Magnus, e che ora è guidato da un leader spietato.

Magnus e Alec iniziano a girare tutta Europa alla ricerca di questo leader e ogni volta dovranno svelarsi segreti sempre più reconditi.

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Nuovo romanzo che darà inizio a una nuova saga dedicata al mondo degli Shadowhunters.

A differenza degli altri romanzi in questo si vede sia una crescita della Clare ma anche l’influsso di Wesley Chu.

Le ambientazioni sono sempre descritte magnificamente, al punto che ci troviamo noi stessi a girare per l’Europa insieme ai nostro protagonisti.

Anche i personaggi sono molto ben caratterizzati, e ritroviamo un Magnus e un Alec cresciuti ma esattamente come li abbiamo conosciuti.

La storia è accattivante, originale e piena di azione e colpi di scena.

Un romanzo che ci trasporta ancora una volta nel mondo Shadowhunters senza però annoiarci o darci la sensazione di roba già vissuta.

Micol Borzatta

Copia inviata dalla casa editrice
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La corte di nebbia e furia, Sarah J. Maas (Mondadori 2019) a cura di Micol Borzatta

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Dopo essere stata portata da Tamlin nel regno dei Fae, dopo essersi innamorata di Tamlin, dopo essere diventata un’assassina, una macellaia, un mostro, una bugiarda e un’ingannatrice solo per salvare Tamlin e tutto il suo regno, dopo essersi trasformata pure lei in un Fae, può finalmente tornare alla Corte di Primavera.

Qualcosa dentro di lei però si è rotto, una strana oscurità si sta facendo strada in lei, divorandola pezzo dopo pezzo.

Un’oscurità che fa sì che andare una settimana alla Corte della Notte, per mantenere il suo patto, è quasi un sollievo, perché non sa più di chi sia veramente innamorata, Tamlin o Rhysand, e non sa nemmeno più chi sia esattamente lei stessa.

La scoperta di se stessa però deve aspettare, perché un pericolo ancora più terribile della regina Amarantha sta giungendo e lei deve concentrarsi per combatterlo.

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Secondo romanzo della trilogia, nonostante sia un volume di passaggio abbiamo molti cambiamenti e novità che lo rendono accattivante quasi quanto il primo.

Intanto abbiamo un’evoluzione dei personaggi, specialmente di Feyre, che prende molto spessore, acquista carattere e soprattutto diventa meno stereotipata.

Tamlin e Rhysand praticamente si sono invertiti, se il primo era antipatico ma si imparava a volergli bene ora lo si odia totalmente, mentre il secondo che si detestava all’inverosimile ora diventa quasi il preferito.

Un difetto che ho riscontrato io, è l’eccessivo spessore che prende la parte erotica e sentimentale, diventando troppo in primo piano, relegando la storia solo alle ultime pagine.

Una buona lettura che ci fa attendere con ansia il terzo volume.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice

Un luogo freddo e oscuro, Toni Anderson (Hope Edizioni 2019) a cura di Micol Borzatta

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Recensione pubblicata sul blog Pieces of paper hearts con cui collaboro.

Alex Parker, ex assassino professionista della cia, lavora per il Progetto Portale, un’organizzazione governativa clandestina fortemente determinata a eliminare serial killer e pedofili, prima che questi entrino nel sistema giudiziario. Ad Alex non piace uccidere, ma è qualcosa in cui è estremamente bravo. È bravo anche ad aggirare la legge, finché l’incontro con una bellissima recluta non lo porta a chiedersi come sarebbe essere acciuffati.

Mallory Rooney, Agente Speciale dell’fbi, ha passato anni a dare la caccia al farabutto che, diciotto anni, prima ha rapito la sua gemella. Ora, durante un’indagine su un serial killer, Mallory comincia a sospettare che ci sia un vigilante che agisce al di fuori della legge. Non ha altra scelta che prenderlo, perché uccidere non è fare giustizia. Non è così?

Quando Mallory si mette a fare domande, i capi del Progetto Portale iniziano a innervosirsi e ordinano ad Alex di sorvegliarla. Appena si incontrano, tra i due nasce qualcosa di speciale. Ma le bugie e i tradimenti che costituiscono la vita di Alex minacciano di distruggere entrambi; soprattutto quando l’uomo che ha portato via la sorella di Mallory, anni prima, fa di lei la sua prossima preda e Alex è costretto a rivelare la sua vera identità per salvare la donna che ama.

Sorgente: Un luogo freddo e oscuro – Pieces of paper hearts

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Silence, Tim Lebbon (Newton Compton 2018) a cura di Micol Borzatta

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Gran Bretagna, 17 novembre 2016

Una grandissima scoperta speleologa in Ucraina viene trasmessa in televisione facendo un grandissimo scalpore per la sua rilevanza scientifica.

In diretta vengono trasmessi tutti i preparativi e la successiva calata di tre speleologi all’interno di quelle che si ritengono le grotte verticali più profonde di tutta Europa.

Spettatori di questo spettacolo sono Huw, che sta passando un momento di relax nella sua camera di albergo mentre aspetta di iniziare una nuova giornata lavorativa per poi tornare a casa dalla sua famiglia per il weekend, e Ally, figlia di Huw, che sta guardando la tv in camere mentre il fratello Jude cerca di coglierla di sorpresa per farle i dispetti e la madre, Kelly,  sta cucinando la cena.

A un tratto le immagini cambiano e un fortissimo urlo esce dagli autoparlanti.

In un primo momento Huw pensa essere un film, non aveva il programma dall’inizio e non si era accorto essere in diretta, mentre Ally rimane terrorizzata, ma quando corre in cucina per far vedere le scene alla madre il canale televisivo ha già bloccato il segnale.

Il motivo delle urla è la fuoriuscita dalle grotte appena scoperte di stranissimi esseri ciechi, similari a pipistrelli grandi come gatti, che si sono nutriti della squadra di speleologi.

Il mondo va nel panico, nel giro di 48 ore i mostri sono arrivati a miglia di distanza dal punto di origine e le immagini televisive trasmettono video in cui viene spiegato che l’unico modo per riuscire a sfuggire è stare nel più assoluto silenzio.

Per Ally stare nel silenzio non è un problema, da quando a causa di un incidente in auto è rimasta sorda, e sarà proprio lei che ha la possibilità di guidare e salvare la sua famiglia facendola sopravvivere fino alla fine del pericolo.

Romanzo horror con temi molto gotici che ricordano le atmosfere lovecraftiane e kinghiane.

L’inizio del romanzo coinvolge subito il lettore rendendolo partecipe della diretta televisiva e incuriosendolo subito con l’urlo proveniente dal televisore del padre.

Le atmosfere sono molto ben descritte, cupe e aiutano la narrazione a tenere il lettore con il fiato sospeso e in perenne ansia.

Ansia che ci obbliga a evitare ogni minimo rumore fino alla fine del romanzo, per paura di veder spuntare da ogni angolo uno di quei mostri.

Interessante la scelta dell’autore di narrare la storia in due modi diversi.

Infatti quando parla Ally, la narrazione è tutta in prima persona, mentre quando si parla di Huw è in terza persona.

Molto ben descritto il significato di famiglia e di come hanno superato l’incidente che ha causato la sordità della figlia. L’autore non si dilunga troppo, non essendo fondamentale alla storia, ma riesce a descrivere ugualmente approfonditamente il loro legame, i sacrifici per imparare il linguaggio dei segni, la malinconia di Ally per i suoni familiari e la creazione di un linguaggio gestuale segreto tra i due fratelli.

Molto interessante anche la scelta dei mostri. Ricordano un misto tra i vermoni ciechi che si muovevano con il suono di TremorsDune e le storie di Lovecraft in cui Chtulhu esce dal sottosuolo terrestre, rimanendo nello stesso tempo molto originali, non danno nessun senso di reale déjà vu e riescono a penetrare nella mente del lettore instaurandogli un terrore strisciante che lo accompagna per tutta la lettura.

Il ritmo della narrazione segue perfettamente quello della storia, rallentando nei punti di riflessione o di approfondimento e diventando molto frenetico e adrenalinico nei punti di terrore o di azione. Questo aiuta il lettore a immedesimarsi maggiormente partecipando in prima persona agli eventi, dimenticandosi così tutto il mondo circostante.

Un altro trucco usato dall’autore che funziona, dando molto realismo alla storia, è quello di utilizzare eventi reali avvenuti nella storia e inserendoli nella vita dei personaggi, come il crollo delle Torri Gemelle, il terremoto e lo Tsunami in Giappone.

In conclusione un romanzo spettacolare che colpisce sotto ogni aspetto facendosi divorare.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice

The Outsider, Stephen King (Sperling & Kupfer 2018) a cura di Micol Borzatta

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Flint City, 10 luglio.

Jonathan Ritz, mentre è fuori con il cane, trova il cadavere di Frank Peterson.

Il ragazzo è stato sodomizzato con un ramo e poi gli è stata strappata la gola.

A indagare viene incaricato il detective Ralph Anderson.

Fin da subito tutti gli indizi portano a Terance Maitland, coach della squadra di baseball di cui aveva fatto parte anche il figlio del detective Anderson.

Terry, o come lo chiamano tutti il Coach T, viene arrestato allo stadio mentre la sua squadra di ragazzi sta giocando una partita molto importante.

Anderson ascolta tantissimi testimoni oculari e tutti dichiarano che Terry quella sera è andato via con Frank, per poi tornare da solo e tutto sporco di sangue, oltretutto usando due veicoli diversi e nessuno appartenente a lui.

Il caso sembra risolto, uno di quei casi aperti e chiusi, ma sorge un problema: Terry, il giorno dell’omicidio, era a Cap City con tre colleghi a una conferenza e oltre alle testimonianze dei colleghi ci sono anche delle riprese televisive che lo dimostrano.

Ultimo capolavoro del Maestro in uscita oggi in tutte le librerie e gli internet store.

Il romanzo è davvero molto coinvolgente e, nonostante non sia il classico horror alla King, incute davvero molta paura.

Infatti per tutta la prima metà del romanzo sembra di leggere un normale thriller poliziesco, ma piano piano possiamo riscontrare lo stato d’ansia che aumenta, fino a quando, a metà romanzo, esplode e ci divora pagina dopo pagina fino al colpo di scena finale.

Se nella seconda metà del romanzo la paura è legata agli argomenti classici di King, nella prima metà riesce a terrorizzarci giocando con la nostra psiche e con la nostra coscienza: come ci sentiremmo se la polizia ci incriminasse ingiustamente? E come ci sentiremmo a condannare a una sentenza di morte un innocente?

Come sempre troviamo descrizioni molto approfondite, specialmente quelle relative ai pensieri e alle emozioni, portandoci a rispondere alle domande precedenti più concretamente di quanto ci si aspetterebbe da un libro, perché viviamo in prima persona la paura, il dolore e la tensione dei protagonisti.

La narrazione è molto lineare, non ci sono troppi flash back e quelli presenti vengono differenziati dalla narrazione inserendoli come documenti ufficiali.

Mi aspettavo di trovare le solite digressioni logorroiche alla King, ma il Maestro mi ha davvero stupita, infatti non solo mancano loro, ma anche il solito finale frettoloso, rendendo così il romanzo perfetto sotto ogni aspetto.

Una lettura davvero spettacolare che consiglio anche a chi voglia avvicinarsi per la prima volta all’autore.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice

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Legend, V. E. Schwab (Newton Compton 2018) a cura di Micol Borzatta

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Dopo l’avventura con Kell, Lila ha intrapreso la sua strada, diventando il ladro di bordo della Pinnacolo Notturno, una nave di corsari capitanata da Alucard.

Nel frattempo Kell si trova bloccato dentro al castello reale di Londra Rossa, mal visto dal popolo che ha paura di lui e ricevendo un atteggiamento molto freddo anche da coloro che lo hanno sempre considerato come un figlio.

Solo Rhy ha con lui lo stesso rapporto di un tempo, ma questo non lo aiuta, uno perché Rhy tende a mettersi sempre nei guai, dei quali accusano Kell, e secondo perché non smette mai di ricordare a Kell che gli ha rubato il corpo con quella magia di legamento, nonostante sia servita per resuscitarlo.

Nella Londra Grigia invece il vecchio re è morto e il nuovo sovrano vuole a tutti i costi riportare la magia nel suo regno.

La Londra Bianca, considerata da tutti un regno scoperto dopo l’uccisione da parte di Kell dei precedenti sovrani, è invece governata da Holland.

Lo stesso Holland che avevamo lasciato praticamente morto nella Londra Nera nel volume precedente, che non si sa come, ma lo scopriremo in questo romanzo, è riuscito a salvarsi e tornato nella sua Londra a prendere il trono.

Arriva il periodo dei festeggiamenti nella Londra Rossa e tutti sono intenti a preparare il torneo Essen Tasch, al quale parteciperanno Kell, sotto falso nome, Alucard e Holland tramite la maga Ojka.

Dopo svariato tempo Kell e Lila si riuniranno.

Volume di mezzo della trilogia, è propriamente un volume di transizione.

A parte alcuni colpi di scena, come la storia di Holland, che potevano essere narrati in maniera più spettacolare con molta più suspance, il resto della narrazione è abbastanza piatta.

Mi dispiace dirlo, perché il primo volume l’ho veramente adorato, ma questo è stato proprio pesante da leggere, per la mancanza di avvenimenti.

La narrazione è come sempre con un linguaggio molto semplice, con descrizioni visive molto realistiche da diventare quasi concrete che coinvolgono comunque il lettore nonostante la lettura più tranquilla.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice

Realtà Parallele: cronache dell’altro mondo, James Clines (Dark Twin 2018) a cura di Micol Borzatta

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Volume contenente sette racconti dell’orrore dell’autore James Clines.

Ogni racconto coglie una parte diversa dell’animo umano, partendo dalla paura della morte, passando per la paura della perdita, fino alla paura del divino.

I protagonisti infatti variano da racconto a racconto e ci troviamo a dover affrontare ogni volta una paura nuova: zombie, angeli, mostri e sfide con la morte…

Questo permette all’autore di toccare qualsiasi target e al lettore di sentirsi coinvolto, perché prima o poi un racconto racconterà la sua più temibile paura.

Il ritmo narrativo è intenso, ogni racconto sa arrivare nel profondo dell’animo e della psiche del lettore che li vivrà con un intensità tale da rimanere senza fiato anche in quelli non direttamente rivolti a lui.

Devo ammettere che un paio di racconti a me direttamente non sono piaciuti molto perché, nonostante scritti meravigliosamente, mi hanno ricordato troppo serie televisive che ho seguito e amato come SupernaturalThe walkind dead, mentre, sempre come giudizio totalmente personale, sono rimasta colpita, sconvolta, assorbita e shockata dal racconto Il biglietto vincente.

Tra tutti, infatti, è quello che ho sentito più mio. Ho adorato come sono stati descritti i personaggi, caratterizzati finemente, senza dare troppo peso all’aspetto fisico ma puntando molto sulla loro amicizia, sui loro sentimenti e le loro emozioni.

Una raccolta che coinvolge tutti e sa raccontare e descrivere a 360° diventando adatto davvero a qualsiasi lettore.

Micol Borzatta