L’ultimo Dorcha – Arianna Colomba – Self Publishing 2020

Review Party

«Io, Robert Karth, stipulo questo contratto con il Dorcha, affinché porti fuori dalla prigione, sana e salva, questa ragazza. Dovrà prendersi cura di lei fin quando gli sarà permesso e fin tanto che non la riterrà al sicuro. La tratterà con rispetto e farà in modo che né lui, né altri, possano farle del male. In cambio, in anticipo, offro il pagamento di tre notti di riposo nella mia dimora, abiti puliti e le cure necessarie per la giovane.» L’uomo alzò il volto. Era chiaro il fatto che temesse di aver osato troppo e adesso si stava chiedendo se il Dorcha avrebbe accettato i termini del contratto o gettato la pergamena.
Gareth fissò un’ultima volta la giovane distesa sul tavolo. Passarono lunghi attimi e infine, a un tratto, si chinò sulla pergamena macchiata di sangue e soffiò.

Inizio Estate, 579 N. E.

Estrella vive con la madre, Patricia, e il patrigno William, dopo aver perso il pa­dre due anni prima.

William era un soldato molto promettente, ma un incidente durante la caccia al cervo e il successivo attacco da parte di una bestia dell’Oltremondo lo hanno trasformato in un disoccupato ubriacone.

Una notte William entra nella camera di Estrella e la violenta. Quando la mattina dopo lo racconta alla madre, questa le dà della meretrice e l’accusa di essere il demo­nio e la causa della sfortuna della famiglia.

Estrella prova a scappare, ma quando William le dice che in caso di fuga avrebbe ucciso Patricia, capisce che non può fare altro che rimanere in quella casa, in silenzio e sopportare il patrigno notte dopo notte.

Quando William prova a farsi Estrella in pieno giorno e vengono scoperti dalla madre, Patricia trascina la figlia nella piazza centrale accusandola di essere una strega che ha preso il posto della figlia e che è colpevole anche dei cinque mesi di pioggia continua.

Lord Donovan, capo del villaggio, nonostante le suppliche della moglie, Lady Sybill, che conosce la verità, è costretto a uccidere la ragazza per impiccagione come capro espiatorio per evitare un’isteria di massa.

Tarda Estate, 579 N. E.

Gareth, il Dorcha, viene chiamato da Lord Donovan per uccidere la Bestia dell’Oltremondo che sta uccidendo animali da cortile e bambini.

La Bestia si rivela essere un enorme lupo che Gareth decapita e porta la testa al Lord.

Arrivato al momento del pagamento il Dorcha scambia le monete che doveva rice­vere con una delle ragazze rinchiuse nel sotterraneo del palazzo, ragazze accusate di stregoneria dopo che, con l’impiccagione di Estrella, fu dato il via alla caccia alla streghe.

La ragazza si chiama Sive, e se anche all’apparenza sembra essere umana, Gareth percepisce che non lo è, nonostante non fosse nemmeno dell’Oltremondo.

Cosa ancora più strana Sive sembra avere un segreto riguardante qualcosa legato a Gareth e che dovrebbe sapere, ma inspiegabilmente non sa.

«No, è per te che provo pena, Dorcha. Mia nonna mi parlava di voi. Quando ero bambina, se facevo troppi capricci, mi diceva che avrebbe chiamato un Dorcha per farmi stare buona. Vi ho sempre visti come degli esseri oscuri, privi di anima e compassione, incapaci di scegliere tra bene e male. Invece, siete solo dei prigionieri, vincolati ai contratti.»

In un periodo in cui il fantasy è solo composto da saghe, Arianna Colomba porta un dark fantasy autoconclusivo che riesce a essere allo stesso livello di titoli più famosi.

Già dall’apertura della storia rimaniamo folgorati dallo stile scorrevole con cui l’autrice ci presenta il periodo storico e la mentalità che sta alla base delle vicende, trascinandoci in un mondo cupo e crudo, dove la superstizione è alla base delle scelte, dove un mezzo demone riesce a essere più umano e corretto degli uomini stessi.

Proprio questo modo di caratterizzare i personaggi ha fatto sì che si creasse un legame empatico, almeno con alcuni di loro, tipo Gareth, Roberto Anna, mentre con altri no perché o troppo poco caratterizzati, quindi piatti, o troppo stereotipati.

Davvero molto ben trattati i temi legati al pregiudizio e alla mentalità ristretta, molto presenti nel nostro passato, ma anche molto attuali, che portano all’annulla­mento della razionalità umana.

Per chi la cerca, è presente anche la love story, che fa da contorno a tutta la narra­zione dando delle piccole sfumature rosa qua e là alle tinte cupe del romanzo.

Un romanzo veramente piacevole che sa stupire.

«Per l’Oscurità e la Luce. 
Per la polvere e il ricordo. 
Per l’Equilibrio che tutto quanto mantiene. 
Io, Gareth il Dorcha, combatterò fino al mio ultimo respiro, vegliando su questo mondo. 
Avanzerò tra le tenebre e non farò distinzione tra giusti e ingiusti, ma veglierò sulla Legge che regola entrambi.»

Micol Borzatta

Copia ricevuta dall’autrice

Il portale degli obelischi. La terra spezzata. Vol. 2 – N. K. Jemisin – Mondadori 2020

Review Tour

Alla fine del volume precedente, che trovate recensito qui, abbiamo scoperto come Damaya, Syenite ed Essun siano la stessa persona in tre età diverse, e gli avvenimenti raccontati si svolgono in tre realtà temporali diverse.

Veniamo anche a conoscenza della vera identità di Hoa, un mangiapietra che ha scoperto, non si bene come, come far sì di nascondersi tra gli umani, muovendosi e comportandosi come loro, cosa che nessuno della sua razza è mai riuscito a fare.

Scopriamo, attraverso gli interludi, che Hoa è nato da un obelisco e che in realtà è la voce narrante di tutta la storia, facendoci capire che quello che noi crediamo essere il presente in realtà è il passato, viviamo tutti eventi già accaduti.

Come ultima cosa, quando Hoa, Essun e Tonke arrivano a Castrima, una cittadina sotterranea nascosto dentro a geode i cui cristalli sono fonte di energia alla popolazione e governata da Ykka, scoprono che sono stati riuniti moltissimi orogeni e mangiapietre, tutti richiamati dal potere di Ykka stessa, insieme ad altri immoti che sono scappati dai loro villaggi e hanno chiesto asilo, e tra questi ci sono anche Lerna e Alabaster.

Alabaster, appena sente che è arrivata anche Essun la convoca subito e le chiede di rimettersi nuovamente in contatto con gli obelischi, dote che aveva quando era ancora un’orogena del Fulcro, per poter finire il suo lavoro: finire di distruggere il mondo facendo partire una Quinta Stagione infinita e mortale e recuperare la Luna, il satellite sparito da tempo immemore.

A inizio libro riviviamo anche l’evento che ha dato inizio al volume precedente, ovvero la morte di Uche, ucciso a suon di pugni dal padre, ma lo viviamo visto con gli occhi di Nassun, che è indirettamente responsabile dello scoppio d’ira del padre, ma nello stesso tempo anche la loro salvezza.

Nassun e il padre infatti avevano un rapporto molto stretto, lei era la figlia preferita di lui, ed entrambi avevano del rancore nei confronti di Essun, così, senza considerare il cadavere del fratellino, padre e figlia scappano dal villaggio in direzione sud, dove si vocifera dell’esistenza di una città che può far tornare gli orogeni degli immoti, curandoli come se fossero solamente malati, ma ovviamente l’orogenia non si può curare e la città nasconde un segreto pericoloso.

Secondo romanzo della saga, possiamo immergerci nuovamente nelle bellissime atmosfere di questo mondo molto particolare, dove la magia è tornata ad avere un suo posto, nonostante provochi anche molto terrore.

A differenza del primo romanzo questa volta non seguiamo solo le vicende dal punto di vista di Essun, ma anche della figlia Nassun, di cui viviamo le vicende a partire dal momento in cui trova il fratellino morto, ma che non capisce esattamente la gravità della situazione avendo solo dieci anni, e il suo cambiamento radicale e la sua maturazione, che avviene in pochissime pagine, quando si accorge che il padre vorrebbe uccidere anche lei ma è combattuto, così impara a manipolarlo, a piangere a comando cercando di risvegliare ogni volta quegli istinti paterni che sono l’unico motivo per cui riesce a essere ancora viva.

Il cambiamento è sì molto repentino, quasi istantaneo, che porta una bambina di soli dieci anni a comportarsi quasi come un adulto, ma viene spiegato davvero molto bene, permettendo al lettore di percepire la paura e il pericolo per la propria vita che prova Nassun, e capendo così il cambiamento obbligatorio.

Lo sviluppo della storia è come sempre molto ben riuscito, la trama si srotola seguendo le due protagoniste, accavallandosi senza mai incontrarsi per buona parte della storia, portando il lettore a mangiarsi le mani ogni volta che una o l’altra passa nello stesso luogo ma o poco prima o poco dopo.

Il linguaggio è lo stesso del primo volume, e questo aiuta a entrare più facilmente nella storia, perché oramai le terminologie particolari e strane le conosciamo già, non dobbiamo faticare per capirle, permettendo così un rapimento più totale e un’immersione più profonda.

Il mondo oramai è totalmente stravolto, la Quinta Stagione è arrivata e ogni personaggio sta combattendo per sopravvivere, ma le tematiche relative alla famiglia, al rapporto d’amore madre e figlia, ai sentimenti e ai principi fondamentali che muovono ogni azione, riescono a prendere un posto molto predominante, guidando i personaggi principali ed evitando che si trasformino in animali mossi solo dall’istinto di sopravvivenza, insegnando così al lettore che la propria morale e la propria coscienza sono sempre molto importanti.

Anche questa volta il tutto è condito da colpi di scena emozionanti, sempre raccontato da Hoa e farcito da interludi che spiegano alcuni sviluppi e le loro conseguenze.

Davvero un romanzo emozionante che ci fa bramare l’uscita del terzo il prima possibile.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice

Il trono di ghiaccio – Sarah J. Maas – Mondadori 2016

Recensione

Ormai è un anno che Celaena è rinchiusa nelle miniere di Endovier.

Celaena è la migliore assassina di tutto il regno di Adarlan ed è per questo che è ancora viva.

Quando però una sera, al ritorno del suo turno nelle miniere, viene avvicinata da Chaol Westfall e da sei guardie, e scortata all’interno del palazzo reale, la paura inizia a insinuarsi in lei.

È convinta che vogliono giustiziarla, ma quando si trova davanti al principe Dorian Havilliard, scopre che le cose sono totalmente diverse e potrebbero cambiarle la vita: servire per quattro anni come assassina del re e poi può tornare libera.

Tuttavia c’era un però, doveva superare un torneo in cui avrebbe dovuto sconfiggere altri 23 tra ladri, assassini e guerrieri che combattevano per la loro libertà.

Durante il viaggio verso Rifthold Celaena fa amicizia con Chaol e con il principe Dorian, un’amicizia nata anche dall’attrazione che entrambi gli uomini provano per lei.

Amicizia che torna utile, e diventa ancora più forte, quando arrivati a Rifthold gli altri concorrenti iniziano a morire uno dopo l’altro in strane situazioni.

Celaena, Chaol e Dorian si mettono subito a indagare scoprendo strani segreti sulla scomparsa della magia dalla Terra di Adarlan.

Primo vero romanzo della saga, dopo il prequel La lama dell’assassina che trovate recensito qui.

Ritroviamo Celaena esattamente dove l’avevamo lasciata alla fine dei racconti del prequel senza nessun tipo di salti temporali.

Lo stile narrativo è lo stesso che abbiamo imparato a conoscere nel precedente volume, con un linguaggio molto semplice e in alcuni dialoghi terra a terra, quasi volgare senza però esserlo, che trasmettono perfettamente il carattere di Celaena, degli altri personaggi e, soprattutto, le atmosfere delle ambientazioni.

Descrizioni sempre molto minuziose e particolareggiate fanno sì che si possa immaginare concretamente le ambientazioni, come se fossimo veramente al fianco della nostra amata assassina per aiutarla nelle sue imprese.

La storia è davvero scorrevole, entusiasmante e molto adrenalinica che tiene il lettore legato alla lettura fino alla fine, coinvolgendolo e rapendolo a livello empatico ed emotivo.

Una lettura che ti porta a evadere totalmente dal mondo, adatta sia al periodo estivo che a quello invernale dove passiamo la maggior parte del tempo su mezzi pubblici.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

La quinta stagione. La terra spezzata vol. 1 – N. K. Jemisin – Mondadori 2019

Review Tour

Futuro molto molto lontano, in un mondo ormai che si sta vendicando di tutto il male che l’uomo gli ha fatto. Padre Terra infatti ha preso il sopravvento dopo che gli abitanti sulla sua superficie hanno inquinato le sue acque, distrutto la sua vegetazione, trapanato la sua crosta arrivando fin nel suo midollo, e ucciso o distrutto qualcosa a lui veramente molto caro. Su questo ultimo punto le tradizioni sono confuse.

Nella città di Tirimo vive Essun, una donna che insegna nel nido del posto, ovvero la scuola di quell’epoca.

Un giorno però, quando torna casa, trova la porta spalancata, nessuna traccia del marito Jija e della figlia Nassun, e il figlio più piccolo, Uche, ucciso a suon di botte e lasciato a terra in una pozza di sangue.

Il bambino è stato ucciso dal padre perché ha scoperto essere un orogeno come la madre, e come la sorella, ma ancora non si sa se il padre abbia scoperto anche lei oppure no.

Gli orogeni sono persone che hanno un particolare legame con la natura e ne possono usare l’energia per fare quelle che vengono definite progenie, ovvero impedire terremoti o scosse telluriche, ma anche provocarle, provocare o fermare tsunami, smuovere montagne o placche tettoniche, e per questo motivo sono temuti dalla popolazione normale, gli immoti, e quindi odiati.

Essun decide allora di partire e andare a cercare il marito per scoprire che fine ha fatto fare alla figlia e poi ucciderlo.

Durante il suo viaggio farà la conoscenza di Tonke e di Hoa, due strani compagni di viaggio che nascondono a loro volta dei grossi segreti.

Villaggio di Palela.

Damaya è solo una ragazzina appena entrata nella pubertà quando viene rinchiusa nel fienile dai suoi genitori perché hanno scoperto essere un’orogena.

Per sua fortuna passa di lì Schaffa, un Custode, che la prende sotto la sua ala protettrice e la porta nel Fulcro a Yemenes, dove le insegneranno a usare i suoi poteri e a controllarli.

Damaya passerà svariati anni studiando molto diligentemente e con ottimi risultati, fino a quando arriverà il momento di andare per il mondo a svolgere missioni che il Fulcro le assegnerà e a farsi fecondare da partiti scelti appositamente per dare dei figli che il Fulcro penserà a crescere e istruire.

Yemenes

Seynite è una studente del Fulcro che è arrivata a conquistare quattro anelli, ovvero ha superato a pieni voti quattro esami salendo quattro gradini di graduatoria.

Un giorno viene incaricata di recarsi ad Allia per liberare il porto da degli ammassi di coralli che impediscono il passaggio delle navi, e verrà affiancata da Alabaster, uno dei rarissimi dieci anelli esistenti, e da cui dovrà anche farsi fecondare.

Arrivati ad Allia per svolgere quello che credevano un lavoro abbastanza semplice scopriranno una situazione che cambierà per sempre le loro vite.

Primo romanzo della trilogia La terra spezzata, ci troviamo tra le mani un romanzo che saprà conquistarci e stupirci fino all’ultima pagina.

La storia è raccontata con un misto di voci narranti, infatti i capitoli relativi a Damaya e Seynite sono tutti in terza persona, mentre quelli relativi a Essun sono narrati da una tera persona ma si rivolge direttamente al lettore dandogli del tu, come se il lettore stesso fosse Essun.

Le tre storie che seguiamo sono narrate a capitoli alternati, portandoci così a vivere tutte e tre le vite fino a quando si riuniscono e si incontrano in un’unica storia.

Il world building è spettacolare, viene descritto molto minuziosamente e rivela un grandissimo lavoro di fantasia da parte dell’autrice, che ha saputo creare qualcosa che sembra molto realistico e che a pensarci bene potrebbe davvero avverarsi in un futuro.

La storia è intrigante e scorrevole, raccontata con un ritmo incalzante che porta a voler proseguire la lettura senza mai interrompersi, e sa dosare le informazioni e gli eventi in modo che più si va avanti e più si vorrebbe sapere, rimanendo un chino fisso in testa anche quando dobbiamo staccarci dalla lettura.

Il linguaggio utilizzato potrebbe sembrare ostico all’inizio, perché molti termini non esistono e a prima vista sembrano degli errori grammaticali, ma ci vuole veramente poco per entrare nella storia e fare ogni vocabolo nostro, imparandolo e conoscendolo perfettamente, anche senza bisogno del glossario alla fine del romanzo.

Le vicende le ho trovate molto originali. Solo in un punto ho storto un pochino il naso perché all’inizio del romanzo viene raccontato l’atterraggio di geode da cui esce un bambino e mi ha ricordato troppo l’arrivo di Superman sulla Terra.

Alla fine del romanzo poi troviamo il primo capitolo del secondo volume, Il portale degli obelischi, che insieme al finale del romanzo portano a voler continuare subito la lettura per sapere come va avanti la storia.

Per fortuna il secondo volume è già stato pubblicato e non dobbiamo attendere per proseguire con le vicende dei nostri protagonisti.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice

La grazia dei Re – Ken Liu – Mondadori 2020

Review party

Grazie all’Imperatore Mapidéré, tutti i regni dell’arcipelago di Dara sono sotto il dominio di Xana, la sua isola d’origine.

Mapidéré ha sempre governato con dispotismo e angherie, fatto che, ora che sta morendo, gli si sta rivoltando contro.

Infatti ora che è con un piede nella tomba, al suo popolo non interessa se ci dovesse essere una rivolta, anzi, dal loro punto di vista una rivolta porterebbe solo positività.

I consiglieri dell’imperatore stanno cercando, ognuno, di portare l’acqua al proprio mulino, e da come si sta muovendo la natura, sembra che anche gli Dei si stiano arrabbiando su come si stando sviluppando gli eventi.

In questo clima bellicoso Kuni Gara e Mata Zyndu si conoscono, legando sempre di più, fino a quando diventano come fratelli, nonostante siano molto diversi, un perdigiorno il primo e il figlio di un Duca che vuole vendicarsi dell’Imperatore il secondo.

La vita però ha sempre uno strano senso dell’umorismo, infatti dopo aver combattuto fianco a fianco, si troveranno a capeggiare due fazioni rivali e si troveranno uno contro l’altro.

Primo romanzo di una trilogia dedicata alle antiche dinastie cinesi, dove i temi di fondo sono i giochi di potere, la sete di conquista e la vendetta.

I personaggi sono molto caratterizzati, pieni di sfaccettature, specialmente a livello emotivo. Non provano mai un solo sentimento o una sola emozione alla volta, ma hanno tante sfumature che cambiano, facendo cambiare e crescere i personaggi, per tutta la durata della lettura.

Le descrizioni e le azioni sono i veri protagonisti del romanzo, infatti non troveremo molti dialoghi, ma tutto viene trasmesso al lettore solo tramite descrizioni ed eventi.

Una lettura inizialmente molto lenta e difficoltosa a causa del quantitativo di nomi che sembrano quasi tutti uguali, ma appena si inizia a entrare nel romanzo e a conoscere ogni personaggio, la lettura diventa scorrevole e avvincente, conquistando appieno il lettore che amerà i protagonisti.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice

L’enigma della camera 622 – Joël Dicker – La nave di Teseo 2020

Review Party

Dicembre, Palace de Verbier, Alpi svizzere

Festa annuale di un’importante banca di Ginevra, nella quale vogliono nominare il nuovo presidente.

Quella notte, però, qualcosa di misterioso è capitato. La mattina dopo, infatti, un cameriere trova un cadavere nella camera 622.

Estate 2018

Sono passati quindici anni dal misterioso omicidio nella camera 622, e il colpevole non è ancora stato trovato.

Joël Dicker sta scrivendo un romanzo dedicato al suo editore, morto da poco, quando inizia una relazione con la sua vicina di casa, relazione che dopo nemmeno due mesi naufraga perché lui dà priorità al suo lavoro e non a lei.

Per superare il dolore della perdita dell’amore, decide di andare via per un po’ e decide di andare al Palace de Verbier, e il 23 giugno 2018, parte.

Arrivato, gli viene assegnata la camera 623.

Percorrendo il corridoio del sesto piano scopre una cosa molto strana: la numerazione delle camere non torna.

Un fattorino mi accompagnò con i bagagli al sesto piano. Attraversando il corridoio, guardai sfilare i numeri delle camere. Vi lascio immaginare il mio stupore quando constatai che l’ordine era il seguente: 620, 621,621 bis, 623!
“E’ strano,” feci notare al fattorino, “la stanza 622 non c’è.”
“Infatti,” rispose, senza darmi altre spiegazioni.

Quella stessa sera, uscito in balcone a fumare una sigaretta, Joël fa conoscenza con Scarlett, una donna che risiedeva nella stanza a fianco alla sua, la 621 bis.

I due iniziano a parlare, incuriositi entrambi dalla stranezza della numerazione, fino a quando Scarlett trova dei documenti che narrano di uno strano omicidio nella camera 622, avvenuto quindici anni prima e mai risolto. Un omicidio che è stato cancellato, come il numero della stanza.

Ultimo lavoro di Dicker ci aspetta un thriller come solo lui sa darci.

La storia viene sviluppata sa più archi temporali, il presente narrato in prima persona da Joël Dicker, e i vari passati narrati in terza persona, che permettono a noi lettori di conoscere gli antefatti prima che Dicker e Scarlett li vengano a sapere nella storia.

Descrizioni come sempre molto dettagliate che trasmettono al lettore mille particolarità sia legate alle ambientazioni che ai personaggi, che sono complessi, pieni di sfaccettature, totalmente tridimensionali.

Unica critica riguarda una caratteristica legata allo stile dell’autore: spesso si lancia in narrazioni di eventi che, danno sì maggiori informazioni, ma non sono particolarmente rivelarti alla storia, e potrebbero risultare un po’ pesanti e fuorvianti.

La storia è molto intrigante, e agli appassionati di Dicker non vengono deluse le aspettative.

Una lettura entusiasmante, che incuriosisce, attira e ci porta a voler sapere sempre di più.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice

I grandi viaggi di Giulio Verne – Jules Verne – Mondadori 2020

Review tour

In occasione della pubblicazione di questo Oscar Draghi si è organizzato un review party in cui ognuna di noi vi parlerà di uno dei sei viaggi scritti da Verne.

Io vi parlerò di Ventimila leghe sotto i mari.

La Guerra di Secessione è appena finita e un misterioso mostro marino sta affondando ogni nave che affronta il suo percorso.

Solo pochi sono sopravvissuti e hanno raccontato di una massa capace di muoversi a una velocità inverosimile e con bagliori fluorescenti.

A spiegare il mistero viene chiamato il naturalista del Museo di storia Naturale di Parigi, il professor Pierre Aronnax, che non potendo dare una risposta certa viene invitato a partecipare a una spedizione incaricata di liberare le rotte marine da quel mostro.

La nave incontra il mostro nelle acque del Giappone, ma viene speronata.

Dell’equipaggio si salvano solo Aronnax, il suo servitore Conseil e Ned Land, il fiociniere, che si salva solo perché cade sopra a un’isola metallica, che altri non è che il famigerato mostro, ovvero un sottomarino, il cui equipaggio salva i tre naufraghi.

È qui che si farà la conoscenza del capitano Nemo e del suo Nautilus, e inizierà un lungo viaggio sui fondali marini.

Scritto nel 1870, il titolo indica la distanza compiuta dal Nautilus dopo aver preso a bordo i tre naufragi.

Il romanzo è in realtà il secondo di una trilogia dedicata al Capitano Nemo, preceduto da I figli del capitano Grant e seguito da L’isola misteriosa.

Jules Verne ha saputo descrivere delle realtà all’epoca inesistenti come se le avesse viste con i propri occhi.

Il ritmo narrativo è molto scorrevole e permette di farsi coinvolgere noi al romanzo come se anche noi fossimo all’interno del Nautilus permettendoci di vedere cose memorabili.

Una lettura strepitosa che precorre tutti i tempi.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice

L’ultima storia – John Grisham – Mondadori 2020

Review party

Santa Rosa, Camino Island, Florida

Durante una festa tenuta dal padrone della libreria Bay Books, l’isola viene colpita da un terribile uragano, chiamato Leo, e viene dato subito l’ordine di evaquazione immediata.

Bruce Cable, dopo aver convinto quasi tutti i suoi invitati a seguire l’ordine, decide di rimanere nella sua casa, con lui rimarrà il suo dipendente alla libreria, Nick.

Altra gente ha deciso di rimanere nelle loro case, tra questi l’ex avvocato divenuto scrittore Nelson Kerr, che oltre a essere stato alla festa di Bruce, era anche un suo amico.

Kerr viene trovato morto la mattina dopo, nel suo giardino, a prima vista vittima dell’uragano che gli avrebbe fatto cadere un ramo sulla testa.

A identificare il cadavere vengono chiamati dalla polizia Bruce e Nick che, mentre a casa di Nelson aspettano l’arrivano del medico legale, scoprono nello studio tracce di sangue in terra e sui libri.

Si scoprirà che Nelson non è stato ucciso da un colpo in testa a causa del ramo, ma da una serie di colpi in testa, quindi trattasi di omicidio e non di morte accidentale.

Bruce, Nick e Bob, il vicino di casa di Nelson, iniziano a indagare.

Romanzo giallo con un inizio molto lento. Perfino l’avvicinarsi dell’uragano Leo rimane piatto e poco cattivante. Manca proprio di ritmo e di verve.

Tutto cambia dopo il ritrovamento del cadavere e l’inizio delle indagini, diventando più ritmato.

Le descrizioni dei personaggi sono molto complete, piene di sfumature.

La storia è molto interessante nonostante sia una tipologia, l’omicidio durante una catastrofe, già vista svariate volte.

Una lettura molto coinvolgente e interessante che ti porta a voler indagare con i protagonisti.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice

Falce – Neal Shusterman – Mondadori 2020

Review Party

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Tutti sono colpevoli di qualcosa, e tutti conservano un ricordo di innocenza che risale all’infanzia, per quanto sepolta da strati e strati di vita. L’umanità è innocente; l’umanità è colpevole. Queste due condizioni sono entrambe indiscutibilmente vere. Per legge, dobbiamo tenere un registro.

MidMerica, anno del Gattopardo

Dal 2042 il mondo è completamente cambiato, la potenza informatica è diventata infinita  e riesce a gestire la sopravvivenza della popolazione, compresa la gestione della mortalità.

La morte è stata sconfitta e lo scorrere del tempo ha perso importanza, al punto che smisero di contare gli anni numericamente ma solo con nomi di animali, giusto per poterli riconoscere.

Per evitare il sovra popolamento, l’intelligenza artificiale che gestisce tutto ha deciso che necessitano di qualcuno che si occupi della selezione, e che per rispetto dell’umanità dovrà essere qualcuno di umano e non un computer, così nacquero le Falci, persone incaricate a spigolare, ovvero uccidere le persone in base allo studio delle statistiche di mortalità quando gli esseri umani erano ancora mortali.

Anche l’importanza delle persone era sparita, tutti gli esseri umani hanno raggiunto lo stesso livello di eguaglianza, tutti sanno tutto, non hanno più nulla da imparare.

La famiglia Terranova, composta da padre, madre, figlio e figlia, Citra, hanno un incontro con una Falce quando, una sera, Maestro Faraday si presenta a casa loro e si ferma a cena, finita la quale rivelerà che la sua missione, quella sera, era spigolare la loro vicina, ma dovendola attendere, perché fuori casa, si era lasciato tentare dal profumo della
cena.

«Tu vedi oltre le apparenze del mondo, Citra Terranova. Saresti una buona falce.»
Citra si ritrasse. «Non vorrò mai diventarlo.»
«Già questa è la prima condizione.»

Rowan Damish è a scuola quando vede nel corridoio una Falce che avvicinandosi gli chiede dove sia l’ufficio del preside. Rowan, invece di dargli semplicemente delle indicazioni, decide di accompagnarlo, e successivamente pretende di rimanere presente durante la spigolatura di un suo compagno di scuola, decisione che lo porterà a essere preso di mira dai compagni di scuola che lo usano come capro espiatorio per sfogare
il loro dolore e la loro paura.

In questo modo anche Rowan fa la conoscenza di Maestro Faraday.

«In questo il paradosso della professione» rispose Faraday. «Coloro che vogliono ottenere l’incarico non devono averlo… e quelli che si rifiutano di uccidere sono gli unici adatti a esercitare il mestiere.»

Poco tempo dopo sia Citra che Rowan ricevono un invito a teatro dove Maestro Faraday comunica loro che sono stati scelti entrambi per diventare i suoi apprendisti, dovranno trasferisci da lui per un anno e studiare per diventare Falci. Alla fine dell’anno solo uno dei due diventerà falce, mentre l’altro o l’altra tornerà alla sua vita precente.

Durante l’apprendistato Citra e Rowan avranno modo di partecipare anche ai tre conclavi annuali, dove faranno la conoscenza di Maestro Goddar, specializzato in spigolature di massa e che con il suo gruppo, nonostante sia contrario all’etica delle Falci, provano piacere e divertimento nello spigolare e lo fanno provocando morti molto dolorose e truci.

Primo romanzo di una trilogia distopica.

La storia narrata è molto surreale, ma proposta talmente vividamente da convincere il lettore che possa essere davvero possibile.

Le descrizioni, sia del mondo che dei personaggi, sono molto minuziose, coprendo ogni lato possibile, senza però essere logorroiche o noiose, e sottolineano molto il lato psicologico e mentale.

Molto interessante vedere come l’animo umano cambia sapendo di non dover più temere la morte, avendo la possibilità di ringiovanire come e quando si volte di quanto si vuole. Infatti vediamo come gli adolescenti che stanno vivendo la loro prima vita tentino in tutti i modi modi nuovi di morte per scoprire cosa si provi, tanto poi bastano due giorni in rianimazione per tornare in vita, mentre gli adulti danno tutto per scontato, iniziano a capire veramente quello che hanno solo quando si trovano a dover affrontare le Falci.

Da parte loro possiamo vedere anche l’effetto che il potere ha sulle Falci, ci sono quelle che capiscono l’importanza del loro ruolo e lo fanno portando rispetto verso la vittima, ma troviamo anche quelle che se ne approfittano e provano gusto e divertimento nel portare la morte, legittimati dal loro ruolo.

Lo stile narrativo e il ritmo sono molto veloci, portando il lettore a divorare pagina dopo pagina senza mai volersi fermare.

Una lettura veramente avvincente con un finale spettacolare che ci lascia irrequieti sapendo che per il prossimo volume dobbiamo attendere ancora un po’.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice

Mastro Heidn l’orologiaio vol 2 – I fratelli Frllo – Kimerik 2020

Recensione

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Heidn e Paracelviös, insieme alla guerriera Enrica, sono arrivati e hanno iniziato a indagare in un villaggio deserto e hanno scoperto essere il nascondiglio di una base militare segreta in cui risiedono dei maghi-scienziati devoti di Alunda che vogliono creare la macchina da guerra definitiva per i loro sovrani.

Purtroppo il loro arrivo non passa inosservato e Heidn viene catturato dall’aeronautica olandese dove verrà torturato e interrogato.

Paracelviös ed Eunicla devono aiutarlo e si troveranno ad avere a che fare con stregoni e re.

Secondo e ultimo volume, conclude la storia di Heidn.

Come nel primo volume troviamo delle descrizioni del mondo molto approfondite che ci permettono di toccarlo con mano e visualizzarlo tutto intorno a noi.

I personaggi migliorano, diventando più profondi e possiamo conoscerli meglio.

Conoscenza che ci porterà a fine lettura a sentirci vuoti e malinconici per doverti salutare.

Una lettura piacevole e buon finale di saga.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice