Lo sguardo lento delle cose mute, Patrick Rothfuss (Mondadori 2019) a cura di Micol Borzatta

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Auri è nella parte più interna del Guscio e dal mo­mento del suo risveglio sa che finalmente vedrà lui, mancano solo sette giorni e arriverà.

Auri si occupa di preparare il Foxen, non con una goccia, deve prepararsi per lui può tranquillamente abbon­dare questa volta.

Piano piano Auri gira di stanza in stanza, si lava a fondo e con cura, si spazzola, si prepara, giorno dopo giorno, in un lento conto alla rovescia.

Come scritto da Patrick Rothfuss a inizio libro, questo non è un romanzo come tanti.
Innanzitutto è consigliabile leggerlo solo dopo aver letto i primi due volumi della saga le cronache dell’assassino del re, essendo la protagonista della storia un personag­gio della suddetta saga.

La storia, che si sviluppa in poco più di un centinaio di pagine, è veramente molto particolare, iniziando dal fatto che non esiste nemmeno un dialogo, ma semplicemente la narrazione della quotidianità della pro­tagonista senza mai entrare nei dettagli né riguardanti aceri, né il misterioso lui che attende tanto ansiosamente.

All’inizio la lettura può risultare lenta, complicata e senza senso, difficile da capire, ma piano piano che si procede tutto viene chiarito e prende un senso diverso.

Una lettura adatta a chi vuole approfondire un perso­naggio incontrato nella saga principale e che abbiamo amato.

Una novella che si legge in un soffio, ma complicata da raccontare per evitare eventuali spoiler, vista la sua brevità.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice.

Believe it, Christy C. (Self Publishing 2019) a cura di Micol Borzatta

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Senegal, gennaio 1999
Per Greta è il terzo viaggio in Africa, una terra che le metteva paura, ma che aveva amato subito, appena messo piede a terra, e da quel momento ogni volta che era lontana si sentiva vuota, distrutta, malinconi­ca, con il bisogno di tornare a quella terra per rimanerci, o almeno quello era il suo sogno.

Un sogno che potrebbe davvero realizzarsi quan­do conosce Karim, un ragazzo del posto che la ama sinceramente, sentimento corri posto, nono­stante le mille difficoltà causate dal pregiudizio.

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Romanzo romance contemporaneo auto pubblicato.

Il romanzo, nonostante sia un romance, non è la semplice e leggera love story a cui siamo abituati, ma un romanzo pieno di temi molto importanti come il razzismo, il pregiudizio, la differenza di etnia.

Lo stile dell’autrice è molto leggero, avvicinabile da qualsiasi lettore, ma sa approfondire molto bene i temi fondamentali, permettendo a tutti di po­tersi avvicinare ad argomenti importanti per la nostra società.

Argomenti che affliggono la nostra società creando odio e disagi.

I personaggi sono molto ben caratterizzati, approfonditi sotto molti aspetti, con cui è facile empatizzare.

Una lettura sorprendente.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice.

Il priorato dell’albero delle arance, Samantha Shannon (Mondadori 2019) a cura di Micol Borzatta

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Vostra Maestà, per celebrare il nuovo anno non reco con me oro o gioielli. Porto
invece una fanciulla per la vostra alta servitù
, così le aveva detto Chassar. La
lealtà è il dono più prezioso di tutti.

Oriente. Città di Orisima

Tanè è una guerriera e un cavaliere del Drago. La notte prima della cerimonia della chiamata, ha rischiato di mettere tutto a rischio soccorrendo un forestiero e facendolo nascondere presso l’abita­zione del dottor Niclays Roos.

Lo straniero è Triam Sulyar, scudiero di Sir Marke Birchen, alla corte di sua Maestà Sabran Berethnet, regina di Inys, del regno di Occidente.

Durante la cerimonia della chiamata, il sovrinten­dente e la sua guardia si dirigono alla dimora del dottor Roos per arrestare il forestiero, ma non trovano nessuno, allargando così le ricerche alle case vicine.

Il Dottor Niclays Roos è in realtà un alchimista di Inys cacciato via dalla regina dopo che ha dilapidato il tesoro della famiglia reale cercando un elisir di lunga vita per togliere l’obbligo del matrimonio alla regina fallendo miseramente. Lui però non aveva mai smesso di provarci. Fabbricare l’elisir era l’unico modo per torna­re a casa, e quando Sabran glielo avrebbe chiesto, lui si sarebbe vendicato negandogliela.

La sua unica possibilità per riuscirci, però, era quel­la di mettere le mani sui draghi per scoprire come po­tessero vivere migliaia di anni, ma fare del male a un drago era punibile con una morte lunga, lenta e dolorosa.

Nel frattempo Sulyard, tornato a casa del dottor Roos, dichiara che ha la necessità di parlare con il si­gnore della Guerra per salvare Virtudom, la regina Sabran e il mondo intero.

L’unico modo è che Oriente e Occidente si alleino fra loro in modo che i Draghi orientali potessero com­battere le creature Draconiche Occidentali prima che si svegliasse­ro del tutto e distruggessero il mondo intero, iniziando proprio dall’Occidente.

Un’alleanza che risulta impossibile, sia per l’orgoglio della regina Sabran, che non avrebbe mai chiesto il loro aiuto, sia per il Grande Editto stipulato cinque secoli primi e da allora sempre rispettato da en­trambe le parti.

Truyde la fulminò con lo sguardo. «Ti prendi gioco di me.»
«Niente affatto. Le storie contengono un grande potere.»
«Tutte le storie nascono da un seme di verità» disse Truyde. «Sono sapienza che si fon­da sulla rappresentazione simbolica.»

Occidente. Città di lnys.

Ead Duryan è un’ancella dell’Anticamera della regina Sabran Berethnet, e durante la notte le salva la vita uccidendo l’ennesimo tagliagole inviato a ucciderla, ma nessuno sa che lo ha ucciso lei, come nessuno sapeva che in realtà lei era stata man­data dal priorato.

Quel giorno per Sabran è  una giornata importante, deve decidere se accettare o meno la proposta di matrimonio ricevuta da sua altezza Reale Aubrecht Secondo, principe ereditario del Libero Stato di Mentendon, stato che aveva commerci con
l’Oriente, e Sabran odiava l’Oriente, lo reputava un continente eretico perché ritenevano i draghi e le viverne delle divinità, mentre l’Occidente le cacciava, considerandoli dei pericoli mortali.

Intanto Lord Artheloth Beck e Lord Kitston Glade sono impe­gnati in indagini segrete, sono stati mandati nel regno Draconico di Yscalin per controllare che gli Yscal non stiano organizzando un’invasione a Inys.

Il vero scopo del viaggio, in realtà, è quello di allontanare lotti dalla Regina in modo di spinger­la ad accettare la proposta di matrimonio di qualche alleato straniero.

Mentre tutta la corte è impegnata al banchetto regale con la delegazione di Mentendot, Ead approfit­ta per perlustrare tutto il castello per capire chi fosse il doppiogiochista che aveva permesso l’entrata dei tagliagole.

Frugando scopre un volume eretico firmato da Niclays Roos nelle stanze della marchesa Truyde.

Ead riconosce il nome come quello dell’alchimista esiliato dopo aver commesso un terribile incidente, incidente la cui natura non è mai stata divulgata.

Subito dopo il banchetto la regina Sabran si ritira con le sue ancelle, tra cui Ead per vagliare la possibilità di accettare la proposta di matrimonio.

La leggenda, o storia, narra che solo fino a quando ci sarà una discendente di sir Galian Berethnet, il Santo, il Senza Nome e le sue creature draconiane ri­marranno addormentate, ma il regno è stato già attaccato da due viverne in pochissimi giorni, e que­sto indicava solo una cosa: le creature draconiane si stanno risvegliando e il regno è in pericolo.

Sarebbe bastato un matrimonio e un’erede?

Seiiki aveva un odore tutto suo. Profumava di midollo d’albero dopo il tempora­le e di foglie verdi. Di solito quell’aroma esercitava un effetto calmante su Tanè, ma oggi nulla poteva davvero esserle di conforto.

Romanzo fantasy che è diventato il libro dell’anno riportando in auge il fantasy del vecchio genere che segue la scuola di Tolkien.

Il romanzo è suddiviso in cinque parti e i capitoli al loro interno sono alternati tra i due continenti della storia.

Il mondo è infatti diviso in due: Oriente e Occidente.

Il regno a Oriente è un regno in cui vivono ancora i Draghi, che vengono venerati come divinità, e nel­le loro accademie i giovani vengono addestrati per diventare Cavalieri dei draghi e combattere a cavallo di queste magnifiche creature.

Il regno a Occidente è governato da una regina che discende direttamente dal guerriero che ha battuto il Senza Nome e le sue creature Draconiane. Infatti
in questo regno le viverne sono viste come nemici da abbattere, e il loro bruciare villaggi non aiuta la popo­lazione a vederli diversamente.

Tra i due regni esiste un Grande Editto, che dura da cinque secoli e che impedisce di farsi la guerra, ma an­che di allearsi nel caso capitassero due sovrani propen­si a una riconciliazione.

Questo distacco è rappresentato meravigliosamente dai capitoli alternati, che ci permettono di vivere la storia di entrambi i regni in contemporanea ma senza una sensazione di continuità tra uno e l’altro.

Il mondo è descritto molto dettagliatamente, cat­turando il lettore e portandolo al suo interno, dan­dogli la sensazione di poterlo toccare con mano.

Stesso tipo di descrizione la troviamo per i personaggi, caratterizzati a 360 gradi, pieni di sfumature che sembrano proprio reali.

Anche i draghi sono caratterizzati nello stesso modo, al punto che abbiamo la sensazione di averli di fronte di poterli toccare, sentire la loro pelle squamosa a
contatto con la mano, il loro calore, e il pulsare del loro cuore a contatto col nostro corpo nel cavalcarti.

Molto ben approfonditi anche i sentimenti e i pen­sieri, andando così a sviluppare temi fondamentali come la fede, la lealtà, il rispetto e l’amore, senza però cadere nell’abitudine degli ultimi tempi di inse­rire a tutti i costi una parte romance molto predo­minante.

Ovviamente ci sono relazioni, storie d’amore o unio­ni politiche, ma sono di sottofondo, servono solo per descrivere la quotidianità dei vari protagonisti.

La storia è molto ben sviluppata, inizia piano piano presentandoci i personaggi e il mondo, per farci impa­rare a orientarci, e una volta che l’abbiamo fatto veniamo gettati nell’azione piena.

Una lettura avvincente, che nonostante la sua mole si legge velocemente e in pochissimo tempo.

Susa aveva rischiato ogni cosa che aveva per un sogno non suo. Quel genere di amici­zia si trovava una sola volta nella vita. A volte mai.

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Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice.

Tela di tenebre – Resurrezione, Antonietta Filaci (Book a Book 2019) a cura di Micol Borzatta

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La Setta dei Guaritori è una congrega nata un secolo prima degli eventi narrati e ri­schia lo sterminio.

I fondatori erano un gruppo di guaritori stufi di ve­dere la gente cadere vittima dei bevitori di sangue, così decidono di creare la setta e studiare un antidoto.

Antidoto che riuscì a trovare fratello Oleth cento anni dopo la nascita della setta.

L’antidoto, se usato prima del completamento della trasformazione dopo il morso, combatteva il germe del vampiro facendolo retrocedere fino ad annullarla immesso il vaccino sul mercato scoprirono che i vacci­nati erano molto più forti e diventavano immuni an­che a molte malattie, come ad esempio la peste, che straziava la popolazione da cinque anni.

Anche i Notturni però non sono stati con le mani in mano e si sono organizzati per distruggere per sempre la setta, in modo da eliminare il pericolo dell’estin­zione, e in soli dieci giorni sterminarono seicento­mila tra Guaritori, umani e immuni, ovvero uma­ni vaccinati.

Tutto ciò viene descritto in un frammento del diario del guaritore Aimond Niene.

Irnevia. Biblioteca Reale

Marcus è un cacciatore di vampiri che gira con al seguito due enormi lupi, Klaus e Hati, suoi amici oltre che animali di compagnia.

Marcus è legatissimo alle tradizioni basate su pregiudizi vecchi di secoli.

Tutto cambia quando incontra Eve e le salva la vita.

Eve è una vampira, la dovrebbe uccidere, eliminarla con un paletto nel cuore come ha fatto con molti altri della sua razza, ma con lei non ci riesce, qual­cosa lo blocca.

Marcus scopre di provare un sentimento molto for­te per Eve, un sentimento corrisposto, un sentimento pericoloso che sta distruggendo due vite.

Riusciranno a superare i loro pregiudizi, le loro tra­dizioni, il loro passato, per costruire un nuovo fu­turo?

Romanzo di un’autrice italiana in campagna sul sito Book a Book.

Il prologo in vita subito il lettore a entrare pienamente nella storia grazie alla voce narrante che sembra rivolgersi direttamente a noi posteri, dandoci poche informazioni, ma trasmettendoci un senso fortissimo di pericolo e ansia.

A primo acchito potrebbe sembrare l’ennesimo romanzo sui vampiri, ma già dalle prime pagine si può notare che i vampiri non sono come siamo abituati a vederli da dopo Twilight, ma esseri animaleschi mossi dalla fame e dall’istinto di sopravvivenza.

Molto ben approfonditi i temi principali trattati, e che rendono il romanzo una lettura molto pro­fonda e istruttiva.

Infatti se sorvoliamo sulla storia d’amore e non ci fossilizziamo su di essa, possiamo notare che vengono trattati temi come il pregiudizio, la tra­dizione e il lavaggio mentale fatto dalla società.

Argomenti veramente complicati, delicati e pur­troppo sempre odierni.

L’autrice riesce ad approfondirli e a sviscerarli in modo molto dettagliato ma in modo leggero, così che il lettore viene sensibilizzato ma la lettura non viene in alcun modo appesantita.

La stessa minuzia di dettagli e di approfondimento li ritroviamo quando descrive i personaggi, sia fisica­mente che psicologicamente, come per le ambienta­zioni.

Il ritmo narrativo è vivace, veloce, che porta il lettore a procedere in fretta, gustandolo appieno.

Una lettura interessante e riflessiva.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dall’autrice.

Il custode dell’etere, Davide di Lonardo (Edizioni Savarese 2019) a cura di Micol Borzatta

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Francia 1770

Ryan Gray viene richiamato a Parigi da Rufus Valtar, per ricongiungersi alla sorella Lucy e al cognato Shay, e riportare i propri nipoti ai propri genitori. 

Arrivato nella capitale francese, però, quello che trova è un’abitazione distrutta e la notizia che Shay e Lucy sono morti, rendendo Wilt e Danny orfani.

L’Oscuro, che si credeva impegnato in Inghilterra, era arrivato anche lì.

Lorcain, infatti, vuole appropriarsi delle pietre dell’Etere, le cinque gemme più potenti al mondo per distruggere il mondo intero e la sua corruzione e ipocrisia.

Gli anni passano, e Wilt e Danny crescono nascosti nei bassifondi di Parigi, fino a quando non sono abbastanza grandi per conoscere la verità sulle loro origini e sulla morte dei loro genitori.

Nasce così la vendetta nei loro cuori verso colui che ha ucciso i loro genitori.

Una vendetta che li porterà ad affrontare intrighi, misteri e cospirazioni fino alla scoperta del nuovo custode dell’Etere.

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Romanzo fantasy gothic di un autore italiano.

L’ambientazione è una Parigi gotica, decadente, mi­steriosa, descritta con minuzia di dettagli che ci permet­te di poterla vedere intorno a noi per tutta la lettura.

Infatti saremo accompagnati dal pazzo, dal freddo, dai rumori che riempiono le strade dei bassifondi francesi, facendoci sentire in prima linea nella storia.

I personaggi hanno una buona caratterizzazione, sia a livello fisico che mentale e caratteriale, e ci risulta davvero molto facile enfatizzare con loro.

Molto ben trattato il tema della corruzione e della vendetta che vengono descritti come atti negativi, che portano al male e ai problemi, e non come valide motivazioni per perseguire i cattivi e compiere grandi imprese.

Una lettura piacevole ed evasiva.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice.

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Beauty and the Wolf, Giusy Moscato (Self Publi­shing 2019) a cura di Micol Borzatta

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Kyle Thompson ha ventisette anni ed è un medi­co al pronto soccorso, dove esercita anche il suo migliore amico ed ex compagno di corso Jack Ferguson, colui che è riuscito a svelargli il suo più grande segreto, ovvero essere omosessuale, dopo
aver interpretato male un comportamento strano di Kyle.

Kyle infatti ha da sempre evitato ogni coinvolgimen­to con il genere femminile, ma non perché non fosse interessato a loro, ma perché la sua stirpe ha addosso una maledizione e ha paura di coinvolgere altre persone.

Kyle infatti è un licantropo.

Mentre suo padre è riu­scito a innamorarsi e sposarsi con un’umana, svelan­dole il segreto di famiglia, la sorella ha sposato un altro licantropo e il fratello minore è un Don Giovanni, lui ha deciso di fare come suo fratello maggiore ed evitare l’amore per non rischiare di fare del male a una persona a cui sarebbe legato.

Tutti i suoi propositi cadono quando in ospedale deve curare per una caviglia slogata Valerie Leblanc, una ragazza bellissima, con uno sguardo che ricorda un cer­biatto e che lo conquista al primo sguardo.

Kyle non riesce a capire più nulla e decide di invitarla fuori a cena quella sera stessa, senza pensare che cinque mesi dopo avrebbe compiuto vent’otto anni e si sarebbe
attivata la maledizione.

La serata si svolge divinamente, entrambi stanno benis­simo e si sentono a loro agio, al punto che a fine serata scatta il fatico bacio.

Nella famiglia di Kyle la madre e il fratello minore, gli unici a essere al corrente di tutto fin dall’inizio, sono contentissimi della cosa e lo incitano a buttarsi, ma Kyle ha troppa paura ed è combattuto.

Sospirai. Stava eludendo anche lei l’argomento, un po’ come tutti in quella casa. Potevo forse biasimarla? «Come fai ad amarlo anche se è… diverso?» Bravo, Kyle, evita quella parola come la peste. Non risolverai comunque la situazione.
Il suo viso si rabbuiò all’istante. «Ammetto che non è stato facile, soprattutto all’inizio», confessò. «Eppure, ti ho già risposto in parte: l’amore non è razionale. Io amo Fred e lo amo così com’è, con i suoi pregi e i suoi difetti.»
«È più di un difetto», sottolineai.
«È vero, però io mi fido di lui e so che non mi farebbe mai del male, così come lui si è fidato di me quando ha deciso di rivelarmi il suo segreto. La fiducia incondizionata e reciproca è la cosa più importante in un rapporto di coppia.

Primo romanzo di una serie auto pubblicato dall’au­trice.

Retailing di la Bella e la Bestia vengono riportati i temi fondamentali come la fiducia, la paura e l’insicu­rezza, il tutto ambientato ai giorni nostri come in Bitten, serie televisiva tratta dal romanzo omonimo.

Fin dalle primissime pagine, oltre che dal titolo e dalla copertina, conosciamo la vera identità di Kyle. Un ragaz­zo bello, sexy, con gli addominali scolpiti, lo sguardo magnetico, insomma il solito bel ragazzo stereotipato a cui cadono tutte ai piedi, ma che lui non considera nessu­na. Quantomeno non le considera non per eccessiva auto­stima o perché è un gradasso, ma per paura e timidezza, qualità che non si trovano mai in un romanzo del genere.

Anche Valerie è abbastanza stereotipata, la solita ragazza pura, angelica, bionda con gli occhi azzurri dolcissimi, timida, di cui non si può non rimanere innamorati a prima vista, e per di più vergine.

Ed è proprio nel giro di due secondi che i due si innamo­rano perdutamente, sanno che l’altro è quello giusto e che devono stare insieme tutta la vita.

Ecco questa è tutta la parte negativa che ho trovato nel romanzo, ma ora passiamo a quello che mi è piaciu­to.

Innanzitutto ho trovato la stesura e la scrittura davvero ben fatte, cosa che spesso non si trova nemme­no in un romanzo di casa editrice, figuriamoci in un autopubblicato.

L’autrice ha dimostrato di saper scrivere davvero bene e di avere uno stile completo e maturo.

Molto ben strutturate le descrizioni degli ambienti, ma anche il carattere e la psicologia dei personaggi.

Infatti se fisicamente sono molto stereotipati, carat­terialmente non lo sono, permettendo di affrontare in modo molto approfondito temi molto importanti
come la paura, l’insicurezza, ma soprattutto la fidu­cia, molto importante specialmente in una coppia.

I capitoli non sono lunghissimi e sono alternati tra Kyle e Valerie, permettendoci di conoscere entrambi i punti di vista.

Una lettura veloce, poco impegnativa, ma anche che sa farci riflettere, una volta finita, su noi stessi, sulle nostre paure e su quanto ci fidiamo delle persone che amiamo.

Una storia interessante anche se un po’ troppo mielo­sa.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dall’autrice.

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Delicato è l’equilibrio, Alice Chimera (La Ponga Edizioni 2019) a cura di Micol Borzatta

FB_IMG_1573403795321-250x443Pisa, giorni nostri.

Laura è alla disperata ricerca di una nuova sistemazione dopo che la sua padrona di casa le ha comunicato che deve disdire il contratto perché ha venduto la casa.

Per tre mesi ha girato in lungo e in largo senza trovare nulla, quando di colpo le cade l’occhio su un nuovo annuncio posto nella bacheca dell’università.

Un messaggio davvero molto strano molto stringato, telegrafico e senza riferimenti a quel punto Laura nota alcuni glifi sul bordo del foglio e capisce che quel messaggio non è per tutti, ma solo per lucubranti come lei, infatti concentrandosi riesce a vedere il resto del testo celato.

Laura è in fibrillazione perché da quando sua madre le ha detto che entrambe sono delle lucubranti, non ha mai incontrato nessuno come loro e non ha mai potuto approfondire l’argomento, forse quella è l’occasione giusta per trovare delle risposte sui suoi poteri.

Ed è così che telefona subito a Nina, la mittente del messaggio, e fissa un appuntamento.

La casa è davvero molto bella e rispecchia lo status molto benestante di Nina, al punto che Laura inizialmente è convintissima di non potersela permettere, ma fortunatamente a Nina non interessano i soldi, così l’affitto è davvero minimo.

Con Nina, Laura riesce finalmente ad avere una spiegazione su chi siano i lucubranti, viene a sapere dell’esistenza dei Guardiani, ma invece di colmare le domande, queste informazioni ne fanno sorgere altre mille e Nina ha davvero un ritmo molto lento nel spiegarle le cose.

Laura fa anche la conoscenza di Diego e Maurizio, due uomini molto diversi tra loro che dovranno diventare Guardiani e che Nina le impedisce da subito di frequentare.

Chi sono però i Guardiani e perché Laura non dovrebbe frequentarli? Sono davvero loro i colpevoli dell’incidente che le ha distrutto tutte le possibilità di realizzare il suo sogno?

E perché Nina vuole ritirarsi? Qual è il grande dolore che le ha distrutto la vita? Che fine ha fatto quella figlia che la sua memoria continua a evocare?

«Sei davvero ingenua. Non è una questione di verità taciute o di cospirazione cosmica. Noi nascondiamo quello che siamo alle persone normali perché è l’unico modo per mantenere l’Equilibrio.»
Dovevo avere un punto di domanda al posto della testa perché Nina, sempre più divertita dalla mia ignoranza, continuò a spiegare: «Facendola molto semplice, devi immaginare il mondo come una bilancia. Bene e male, vita e morte, sono i contrappesi che vanno a influire sul suo ago. I lucubranti furono creati per dare equilibrio: per la perfetta equivalenza si è generato qualcosa di complementare alla normalità, affinché si contrapponesse a essa: ogni cosa al mondo ha la sua controparte. Noi siamo il peso che controbilancia coloro che vivono nella completa quotidianità. Noi rendiamo equa l’esistenza delle persone normali se non ci fossimo si romperebbe la stabilità dell’universo.»
«Se è vero quello che dici, dovremmo essere tantissimi, ma non ho mai incontrato nessuno, a parte mia madre e te. Se siamo così tanti perché ci nascondiamo?»

L’apertura del romanzo è davvero molto particolare.

iniziamo infatti con un prologo totalmente misterioso, in cui veniamo catturati e gettati in una situazione stranissima di cui capiamo solo che si svolge a Pisa, ma non capiamo chi sia la protagonista o il tempo dell’ambientazione.

Con questa confusione ci inoltriamo nella storia, conosciamo il periodo storico e la seconda protagonista, con la quale empatizziamo subito perché scopriamo che lei, come noi, ha le stesse domande a cui sta cercando disperatamente delle risposte.

Magnifiche le descrizioni relative alla città di Pisa. Descrizioni poetiche, minuziose, che trasmettono la magia della città, i suoi contrasti, le sue particolarità, i suoi misteri e la sua multietnicità. Descrizioni che permettono anche a chi non conosce la città di immaginarsela talmente bene da sentirsi concretamente nei suoi vicoli.

Il rapporto fra Nina e Laura è descritto molto approfonditamente come viene approfondito il dolore provato da entrambe, un dolore forte e profondo, quasi uguale anche se derivante da due eventi totalmente differenti.

La narrazione ha un ritmo molto veloce, aiutato anche da capitoli brevi e continue alternanze tra Nina e Laura, che sono anche le due voci narranti di tutta la storia.

Infatti il romanzo è tutto in prima persona e a raccontare sono proprio le due lucubranti che ci narrano il loro presente e il loro passato, mentre noi lettori, intrecciando i due racconti, scopriamo il loro futuro.

I personaggi non sono per niente stereotipati, anche quelli che lo possono sembrare in un primo momento, scopriamo che invece sono molto più complessi.

Una lettura che sa davvero conquistare fin da subito, facendosi amare e divorare.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice