Il Natale di Poirot – Agatha Christie – Mondadori 2017

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Simeon Lee, un facoltoso anziano signore inglese, decide di riunire tutti i suoi figli, con le rispettive mogli, per le feste natalizie.

Una volta che sono arrivati tutti, Simeon indice una riunione dove, come da suo carattere, inizia a insultare, sminuire e criticare uno per uno tutti i figli, per poi concludere con l’affermazione che avrebbe cambiato il testamento.

Poco dopo Simeon riceve nel suo studio il capo della polizia che era andato a chiedere fondi per gli orfani dei poliziotti, ma viene accolto a male parole.

Dopo cena Simeon si rinchiude in camera, quando nella casa si sentono delle urla.

I figli corrono nella stanza del padre, buttano giù la porta a forza e trovano il cadavere di Simeon.

Chiamata la polizia viene convocato anche Poirot e le indagini cominciano.

Romanzo della Christie tutto natalizio.

Nonostante lo schema sia uno dei più usati dall’autrice, riesce a essere sempre accattivante e coinvolgente.

Lo stile di scrittura è come sempre molto ritmato con descrizioni che consentono al lettore di indagare cercando di battere sul tempo Poirot.

L’intreccio è molto ben congeniato e porta il lettore fuori strada molte volte diventando una sfida sempre più ardua.

Lettura piacevole, scorrevole e veloce come tutte le opere della regina del giallo.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

Nel cuore dell’inverno – Agatha Christie – Mondadori 2020 e le origini del Natale

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Per il periodo natalizio Mondadori ha pubblicato una raccolta di racconti firmati Agatha Christie che s’intitola Nel cuore dell’Inverno.

Di questa raccolta vi parlerò di tre racconti in particolare e vi narrerò un po’ delle origini del Natale.

Il mistero della cassapanca di Baghdad

La famiglia Clayton viene invitata a una festa a casa del maggiore Rich, poco ore prima il signor Clayton comunica a un suo amico che deve prendere un treno per andare in Scozia, dove è stato convocato, così quando la sera alla festa si presenta solo la signora Clayton, nessuno sospetta nulla, fino a quando si scopre il cadavere dentro a una cassapanca posta nella sala da ballo.

Poirot viene a conoscenza della notizia dal giornale che gli legge Hastings e spiega al suo assistente come sono avvenuti i fatti.

La casa rossa

Monica Deane, figlia dell’ex rettore della parrocchia di Little Hampsley, nel Suffolk, morto tre anni prima, racconta la sua storia a tappare, anche lei figlia di un pastore e per questo vorrebbe aiutarla, e a Tommy, che subito decide di voler risolvere il caso della morte del padre di Monica.

L’espresso per Plymouth

Dopo che la figlia, Fiossi e Carrington, viene trovata morta sull’espresso di Plymouth, un ricco magnate chiede a Poirot di occuparsi del caso.

Durante le indagini si scopre che la donna voleva divorziare dal marito, pieno di debiti a causa del gioco d’azzardo e poco prima del matrimonio aveva avuto una relazione con un conte.

I segreti però non si limitano a questi, molti altri altarini verranno svelati da Poirot.

Nonostante i racconti siano corti, circa una decina di pagine, possiamo trovare lo stile della Christie che conosciamo molto bene.

Le storie sono molto ben sviluppate con descrizioni minuziose che permettono di cercare indizi al lettore che ha la sensazione di essere all’interno delle pagine.

La brevità dei racconti è ottimale per essere letti uno a sera, oppure tra una lettura o un’altra o ancora in ordine sparso, seguendo la nostra voglia del momento.

L’atmosfera natalizia e invernale che lega tutti i racconti trasmette al lettore quella magia che si respira anche nell’aria, motivo per cui ho voglia di parlare con voi delle origini del Natale, per chi la credesse una festa esclusivamente cattolica.

La festa del Natale, che in base alle religioni viene festeggiato in date diverse: 25 dicembre per cattolici, protestanti e ortodossi che seguono il calendario gregoriano; 6 gennaio per gli ortodossi orientali; il 7 gennaio per chi segue il calendario giuliano; il 19 gennaio per la chiesa armena apostolica; e il 30 maggio per la chiesa ed etica di Sanaa.

Le origini però sono molto più antecedenti del periodo cattolico e cristiano, infatti ha origini pagane e laiche ed era legato al solstizio d’inverno, che veniva considerato il giorno più corto dell’anno e i Celti lo festeggiavano il 25 dicembre.

Era una festività importante per chi adorava il sole, che successivamente viene ripreso dai cristiani dicendo che il sole era l’emblema della figura del Cristo.

Anche lo scambio dei regali è di origine pagana che credevano fosse una forma d’augurio per l’inizio della stagione invernale.

Quella che a oggi è diventata una festa esclusivamente consumistica, ha dei valori e dei significati profondi e nati molto lontano nel tempo e poi rubati dalla chiesa.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice

Il peggiore dei mondi possibili – George Orwell – Mondadori 2020

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Raccolta di cinque opere di George Orwell che coprono gli anni dal 1936 al 1948, con i quali l’autore ha voluto delineare un panorama sociale e politico molto particolare.

Con queste opere Orwell è diventato uno dei grandissimi autori del Novecento.

Ora andiamo a vedere le cinque opere.

Fiorirà l’aspidistra

Romanzo scritto fra il 1938 e il 1936 ambientato nella Londra anni ’30, in cui troviamo molte note autobiografiche relative al periodo in cui Orwell lavorava come insegnante.

Orwell ha aperto il romanzo inserendo come incipit un pezzo tratto dal capitolo 13 della Prima lettera ai corinzi di San Paolo sostituendo carità con denaro.

Da questo romanzo è stato tratto nel 1997 il film Le stagioni dell’aspidistra.

Gordon Campstock è un ragazzo ribelle che vuole combattere il potere del denaro sul mondo, convinto che ormai il denaro comandi sopra ogni cosa.

Per mantenersi fa il commesso in una libreria, mentre scrive romanzi e racconti che spedisce a vari editori, ma che vengono sempre rifiutati.

Gordon persiste nella sua battaglia contro il denaro, quando si troverà davanti a un bivio: avere un buon posto nel campo della pubblicità che gli permetterebbe di portare a cena la ragazza dei suoi sogni e che ama alla follia o rinunciare per sempre a Rosemary.

Omaggio alla Catalogna

Resoconto personale di Orwell, scritto in prima persona, della Guerra civile spagnola.

Durante la stesura della seconda edizione, Orwell decide di spostare il capitolo 5 e il capitolo ll nelle appendici. La scelta fu fatta per via dell’argomento che trattano. Infatti due capitoli trattano i partiti spagnoli del fronte popolare e i loro contrasti, temi molto pesanti che facevano scappare tutti i lettori che non erano interessati alla scena politica spagnola. In questo modo, essendo due appendici, possono essere lette o non lette a scelta del lettore e far sì che il romanzo possa essere alla portata di tutti i tipi di lettore. Da quel momento ogni edizione successiva ha mantenuto il taglio della seconda edizione.

La prima edizione venne pubblicata nel 1938, nonostante la guerra non fosse finita, dopo che Orwell ebbe passato il 1936 e il 1937 in Spagna e arrivò in Italia solo nel 1948.

Una boccata d’aria

Europa 1938.

George Bowling ha 45 anni, la dentiera, un mutuo e moglie e figli da mantenere.

Un giorno decide di lasciare tutto e tornare nel suo paesino di origine nella campagna inglese per prendere una boccata d’aria.

Il romanzo viene accolto molto positivamente dal pubblico e apre la strada ai romanzi profetici che resero Orwell celebre.

La fattoria degli animali

Novella allegorica di Orwell del 1945 scritta per far riflettere sulla Rivoluzione Russa e sull’era staliniana dell’Unione Sovietica.

Originariamente il titolo aveva un sottotitolo, Animal Farm: a Fairy Story (la fattoria degli animali: una favola), ma venne tolto nel 1946 dagli editori statunitensi.

La storia venne scritta fine 1943 e inizio 1944 e inizialmente venne scartato da molti editori britannici e americani.

Trovate la recensione alla novella qui.

1984

Romanzo molto celebre di Orwell pubblicato nel 1949 e scritto l’anno prima.

Il titolo deriva dall’anno di pubblicazione, con le ultime due cifre invertite.

Il romanzo arrivò al ventiduesimo posto su cento sul giornale le Monde.

Molte citazioni di questo romanzo le possiamo trovare ovunque, a partire dal mondo ludico con i videogiochi Tom Clancy’s Rainbow Six Siege, Half-life 2, Fallout 3, Watch Dogs 2 e Remember Me; alla musica di David Bowie, dell’ex componente dei Genesis Anthony Phillips, degli Eurythmics, degli Radiohead, ecc…; alla letteratura con Murakami, nella saga della Torre Nera di Stephen King begli scritti di Tullio Avdedo; nei fumetti come V per vendetta; nel cinema e in televisione.

Potete trovare la recensione qui.

Il volume è molto ben realizzato, con grande attenzione ai dettagli e delle grafiche molto belle che richiamano le atmosfere, spesso allucinogene, di Orwell.

Delle letture importanti in un volume che è un’opera d’arte.

Micol Bozatta

Copia ricevuta dalla casa editrice

Il caso Galli – Francesco Accardo – Self Publishing 2020

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A Pietraporzio, un paesino in provincia di Cuneo, scompare Roberta Galli, una ragazza di soli vent’anni che si era recata al paesino dietro invito della figlia del sindaco per preparare in tranquillità la sua tesi.

A Mondovì i genitori, dopo essere stati aggiornati dalla polizia che ha intenzione di chiudere il caso come semplice fuga da casa, decidono di rivolgersi a cena agenzia investigativa.

È così che l’indagine viene affidata a Giuseppe Quirico che, insieme ad alcuni amici d’infanzia che lo aiuteranno nel compito, si dirigerà verso il paesino.

Una volta arrivati troveranno un ambiente pieno di omertà, dove tutti hanno qualcosa da nascondere.

Quirico e i suoi amici dovranno riuscire ad amalgamarsi se vogliono risolvere il caso e soprattutto rimanere vivi.

Romanzo giallo mistery con molti pregi, ma anche un bel po’ difetti.

Partiamo da questi ultimi così via il dente via il dolore.

Il testo presenta moltissimi refusi, errori nei tempi verbali e grammaticali (che nel parlato sono passabili, ma nello scritto assolutamente no) e qualche errore di punteggiatura, niente che un buon lavoro di editing non possa sistemare.

Stesso discorso vale per alcune parti che andrebbero smussate e limate, ma questo è un giudizio soggettivo sullo stile dell’autore.

Ora passiamo ai lati positivi del romanzo.

Nonostante la storia di base, persona scomparsa in un paese dove tutti hanno segreti e doppie vite, sia un argomento trito e ritrito in molti libri e film, l’autore ha saputo dare un tocco personale che riesce a catturare
l’attenzione del lettore.

La struttura del romanzo è molto ben delineata: presentazione del caso, presentazione dei personaggi, indagine, finale.

Ogni parte tra un suo ritmo narrativo ben preciso che serve a far sì che il lettore possa seguire nel mondo reale le tempistiche di svolgimento delle azioni nel romanzo.

I personaggi vengono caratterizzati prevalentemente dal punto di vista caratteriale ed emotivo, portandoci a enfatizzare moltissimo con loro, al punto che ci troviamo spesso a essere infastiditi dal continuo utilizzo di soprannomi denigratori verso alcuni personaggi o voler urlare contro la signora Galli quando continua a interrompere il marito col suo modo di fare troppo possessivo e assillante nei confronti della figlia, il classico atteggiamento che farebbe scappare chiunque di casa, motivo per cui la polizia non ha dato credito all’ipotesi che alla ragazza fosse accaduto qualcosa.

Nel complesso una buona lettura che sa coinvolgere e far evadere da questi giorni pesanti per tutti.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dall’autore

Assassinio sull’Orient Express – Agatha Christie – Mondadori 2020

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Istanbul.

Hercule Poirot si trova in vacanza quando riceve un telegramma che lo convoca immediatamente in Inghilterra.

Decide di prendere il primo treno disponibile e, grazie a un suo amico, trova posto sull’Orient Express, nonostante sia tutto pieno.

Durante la cena viene avvicinato dal signor Pratchett, che sentendosi in pericolo di vita gli chiede di proteggerlo.

Poirot rifiuta l’incarico e si ritira nel suo vagone letto.

Mentre tutti dormono il treno si ferma bloccato da una bufera di neve e alla mattina, quando si svegliano, trovano Ratchett ucciso da dodici pugnalate.

Monsieur Bouc, direttore della compagnia e amico di Poirot, gli chiede di prendere in mano il caso.

Poirot accetta e inizia subito a indagare mentre aspettano che il treno possa ripartire.

Romanzo di Agatha Christie da cui hanno tratto due film al cinema, uno nel 1974 con Sean Conners e Ingrid Bergman e uno nel 2017 con Johnny Deep, Michelle Pfeiffer e Penelope Cruz, due film tv, uno nel 2001 e uno nel 2010; e un video gioco nel 2006.

Il romanzo è stato scritto mentre l’autrice era a Istanbul, dove ora sorge un museo in suo onore, e pubblicato a puntate sul settimanale statunitense the
Saturday Evening Post
nel 1933. In Italia arrivò solo nel 1935 grazie alla Mondadori.

La storia è molto ben sviluppata nonostante si svolga tutta su un treno fermo, con intrecci inimmaginabili e colpi di scena che si svelano solo alla fine lasciando il lettore di stucco.

Descrizioni e personaggi sono minuziose, come da stile dell’autrice, rendendo il tutto molto realistico e facendo passare al lettore un paio d’ore di coinvolgimento totale nelle vicende e di evasione dal mondo reale.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

La vita invisibile di Addie LaRue – V. E. Schwab – Mondadori 2020

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Adeline LaRue nasce a Villon-sur-Sarthe, in Francia, nel 1691.

Addie cresce con un’istruzione diversa dalle altre ragazze, infatti il padre le insegna a scrivere e a disegnare, la porta in viaggio con sé e le permette di frequentare la vecchia del paese, anche se ritenuta pazza da tutti, che le insegna come pregare i vecchi Dei, ma con la raccomandazione di non farlo mai dopo il crepuscolo.

Passano gli anni e, nonostante addio voglia rimanere libera è obbligata a sposarsi, così decide di scappare, nascondersi nella foresta e pregare con tutta l’anima gli dei perchè impediscano il matrimonio.

Addie non si accorge del passare del tempo, ritrovandosi a pregare dopo il crepuscolo, e finalmente qualcuno le risponde, dall’oscurità qualcuno ha ascoltato le sue preghiere, ma i patti stipulati con gli Dei non vanno mai come vorremmo, dobbiamo fare attenzione a quello che chiediamo, specie all’oscurità.

Sono passati 300 anni, siamo a New York e addio continua a non poter dire né il suo nome né il suo cognome, lascerebbero una traccia di lei, mentre lei è destinata a essere dimenticata non appena lo sguardo del suo interlocutore si sposta e si posa su altro.

Romanzo molto particolare che prende un tema molto sfruttato, l’immortalità e lo sviluppa in modo da sembrare molto originale.

Fin dalle prime pagine veniamo catturati da una narrazione dinamica e molto ritmata, piena di salti tra i primi anni di addio e gli anni nostri, facendoci così conoscere la protagonista molto a fondo, presentando ella sia coi suoi punti di forza, ma anche con le sue debolezze, creando un legame lettore-protagonista indissolubile, portandoci ad amare anche l’Oscuro, solo perché lo ha amato lei, e la sua passione era talmente forte che ne siamo rimasti contagiati.

Come in ogni suo romanzo, anche in questo, emozioni e sentimenti non sono degli sfondi, delle sfumature in secondo piano o delle ombreggiature all’immagine, ma sono veri e propri protagonisti, sono i colori primari con cui l’immagine è creata, donando una forza incredibile a tutta la struttura, attirando il lettore per poi trattenerlo imprigionato al suo interno in un’esperienza vivida e meravigliosa fino alla fine del viaggio, pagina dopo pagina.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice

Il libro perduto – Cassandra Clare – Mondadori 2020

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La storia tra Magnus Bane e Alex Lightwood procede a meraviglia, quasi in tranquillità, se può essere tranquilla la vita con un bambino.

Infatti Magnus e Alex sono i felici genitori di un bambino stregone di quasi un anno.

Tutto sembra perfetto quando due individui entrano nel loro loft, feriscono Magnus con una strana arma e rubano il libro Bianco, un libro che racchiude gli incantesimi più potenti al mondo.

Magnus e Alex devono assolutamente recuperarlo e per farlo riuniscono la vecchia banda chiamando Jace, Isabelle, Clare e Simon e vanno a Shangai.

Quella che doveva essere una semplice missione di recupero diventa da subito un’avventura pericolosa con una terribile minaccia da sconfiggere.

Secondo volume della trilogia di Shadowhunter dedicata alla coppia più amata dal pubblico.

La storia conquista immediatamente, facendoci ritrovare vecchi amici che sono rimasti nel nostro cuore dai libri precedenti.

Ogni personaggio è esattamente come lo avevamo lasciato, anche se cresciuti e più maturi.

Le descrizioni e lo stile narrativo sono quelli tipici della Clare, con un buon ritmo narrativo che permette una lettura molto veloce.

La storia è intrigante, molto ben sviluppata, piena di colpi di scena che lasciano proprio senza fiato.

Una lettura evasiva come tutti quelli della saga.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice

Gideon La Nona – Tamsyn Muir – Mondadori 2020

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Gideon è un’orfana che viene cresciuta presso la Nona, la casa delle negromanti, dove se ne prenderanno cura le monache calcifate, fino a quando un giorno tenta la fuga per la trentaquattresima volta, ma anche questa volta la sua nemesi, Harrowhark Nonagesimus, Reverenda figlia della Nona casa, riesce a impedirle la fuga per due fondamentali motivi.

Il primo motivo per cui non vuole lasciar la libera è perchè Gideon sa che lei ha ucciso i suoi genitori e, grazie al suo potere, sta manovrando i loro cadaveri come se fossero dei burattini, fino a quando non avrà l’età per regnare.

Il secondo motivo è perché l’Imperatore ha invitato tutti gli eredi delle case per un torneo all’ultimo sangue il cui vincitore diventerà un onnipotente servitore immortale della Resurrezione e Harrowhark ha bisogno di una paladina che sappia usare bene la spada, meglio di chiunque, proprio come Gideon.

Due per la disciplina, del giudizio incurante;
Tre per una gemma o un sorriso smagliante;
Quattro per la lealtà, che guarda avanti;
Cinque per la tradizione e il dovuto ai defunti;
Sei per il vero, che la menzogna scalfisce;
Sette per la bellezza che sboccia e perisce;
Otto per la salvezza, che nessun prezzo rifiuta;
Nove per il sepolcro e per ogni cosa perduta.

Primo romanzo di una trilogia ha delle buonissime premesse che mettono un grande hype nel lettore.

Il romanzo ha un inizio molto lento, ripetitivo in cui l’unica formazione è il quantitativo di odio che esiste tra Gideon e Harrowhark, oltretutto scritto con un linguaggio troppo volgare che supera la necessità richiesta dalla storia.

La storia ha delle ottime basi che a livello teorico prometteva un romanzo coi controfiocchi, ma che purtroppo è stato sviluppato, a mio avviso, molto male.

Davvero un gran peccato, perché le descrizioni sono molto ben fatte, dettagliate e trasportano il lettore in un universo molto ben costruito e anche abbastanza originale, con personaggi caratterizzati nei minimi particolari, con scene d’azione adrenaliniche che catturano l’attenzione, il tutto però condito da una scelta linguistica davvero pessima.

I dialoghi sono surreali, nemmeno delle bambine delle scuole elementari batti bec­cherebbero in quel modo, e la volgarità è davvero troppo eccessiva, spesso fuori luogo e gratuita.

Alla fine una lettura passabile che poteva essere uno dei libri dell’anno.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice.

A caccia del Diavolo – Kerri Maniscalco – Mondadori 2020

Review Party

New York, gennaio 1889

Audrey Rose è intenta a organizzare il compleanno di Thomas, suo socio e futuro marito, quando proprio Thomas la va a prendere per portarla dallo zio che si trova sul luogo di un crimine.

È stata uccisa una donna tra i cinquantacinque e i sessant’anni, l’assassino l’ha prima strozzata e poi si è sfogato procurando una serie di altre ferite, fino ad asportare anche degli organi.

La polizia teme che possa essere stato Jack lo Squartatore, ma Audrey Rose, Thomas e lo zio sanno che non è possibile, perché è morto in Inghilterra, però l’omicidio è identico all’unico caso irrisolto avvenuto sull’Etruria mentre stavano navigando da Londra a New York. 

Come temevano l’assassino era riuscito a sbarcare inosservato e ora è libero di sfogare le sue voglie omicide in città.

I tre iniziano subito a pensare a come muoversi per trovare questo killer il prima possibile, e come prima cosa invitano l’ispettore Byrnes a controllare la lista passeggeri dell’Etruria.

Nel frattempo le vittime aumentano, Audrey Rose e Thomas iniziano a studiare i taccuini lasciati da Nathaniel, e quello che viene fuori è sconvolgente.

So che esiste la concreta possibilità che tu non abbia apprezzato il mio operato, ma ho un’ultima confessione da farti. Mi è sempre piaciuto immaginarmi un po’ come Jekyll. Il mio socio, chiamiamolo Mister Hyde, tornerà presto in America e ha promesso di proseguire la nostra impresa nel nuovo continente. 

Quarto volume, e ultimo, della saga dedicata ad Audrey Rose Wadsworth.

Come in tutti gli altri volumi la narrazione è sempre in prima persona dal punto di vista di Audrey Rose, ma senza renderla l’unica protagonista principale, ma solo un modo per far sì che il lettore si senta ancora più coinvolto e partecipe.

I personaggi vengono caratterizzati ancora più in profondità rispetto ai volumi precedenti, rendendo le descrizioni ancora più particolareggiate, al punto tale di sentirci tirati in causa.

Un esempio è quando Audrey Rose deve affrontare il padre appena arrivato a New York, dopo due mesi che non si vedevano, e lui scopre del bastone da passeggio, fatto che gli era stato taciuto nelle lettere, e lei deve raccontargli dell’incidente e delle conseguenze, ecco possiamo percepire perfettamente la tensione nell’aria, e ci sentiamo anche noi lettori in soggezione davanti a quest’uomo con cui abbiamo avuto mille screzi fin dal primo romanzo.

«Oltre la vita, oltre la morte; il cuor mio t’amerà in eterno.»

La storia d’amore ha preso un ruolo più centrale e importante, senza però far diventare il romanzo una love story o un romance, anzi è piacevole leggerla anche perché ci ha messo ben tre volumi per nascere e crescere ed era ora che uscisse in primo piano, oltretutto mantiene lo stesso carattere dei protagonisti: anticonformista, briosa, impulsiva e innovativa per l’epoca.

Nonostante in questo quarto volume si torni a parlare di Jack lo Squartatore, non si ha per niente la sensazione di ripetizione della storia, anzi si percepisce una chiusura del cerchio tutto quello che era rimasto incompiuto riportandoci quasi all’inizio, ma un nuovo inizio, in cui siamo più maturi, più forti e soprattutto sappiamo affrontare la vita e gli ostacoli con più competenza.

Una lettura veramente bella, ma nello stesso tempo triste, perché sappiamo che dovremo salutare due protagonisti che sono diventati dei veri e propri amici e con cui avremmo voluto affrontare mille altre avventure.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice

Tenebre e Ossa – Leigh Bardugo – Mondadori 2020

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Alina Starkov e Malyen Oretsev sono due bambini orfani che vengono scelti dal Corpo Reale. Dopo svariati anni al servizio del Conte entrano a far parte del Corpo stesso, ma mentre sono su una velasabbia, per una missione all’interno della Faglia D’Ombra, si trovano attaccati da uno stormo di Volcra

Mal viene attaccato e Alina, correndo subito in suo soccorso, inizia a illuminarsi e riesce a cacciare via il mostro salvando la velasabbia e l’equipaggio, ma svenendo subito dopo.

Al suo risveglio si trova al cospetto dell’Oscuro che vuole sapere se effettivamente lei sia una Grisha, per la precisione una Evocaluce, una tipologia di Grisha talmente rara da essere considerati solo delle leggende.

Alina nega tutto, anche perché effettivamente non sa niente, ma l’Oscuro riesce a risvegliare il suo potere utilizzando i proprio di amplificatore scoprendo così la sua reale natura, e facendola portare subito dopo nel suo castello.

Durante il viaggio ad Alina viene spiegato come l’Oscuro sia riuscito a farle svelare il su potere e che anche se lei non crede di essere una Evocaluce lo è, perché nessuno può far usare un potere a qualcuno se non è già dentro di lui, quindi il suo potere si è solo risvegliato reagendo all’amplificazione dell’Oscuro.

Poco dopo Alina viene attaccata dai Fjerdiane perché considerata una strega, ma durante l’attacco viene salvata dall’Oscuro, che le spiega che vuole solo tenerla al sicuro.

Alina, dopo essere stata presentata al re e alla regina, inizia la sua vita da Grisha, che comprende studi e addestramento per imparare a usare il suo potere da Evocaluce, e una delle sue istruttrice è Baghra, un’altra amplificatrice come l’Oscuro, che la mette davvero sotto torchio e la fa allenare tantissimo.

Il potere era da qualche parte dentro di me, ma io non riuscivo a raggiungerlo e non sapevo perché. Perché ero diversa? Per- ché il mio potere aveva impiegato così tanto tempo per manifestarsi? E perché non riuscivo ad accedervi da sola? 
Riflesse nello specchio vedevo le ampie tende dorate alle finestre, le pareti dipinte con colori brillanti, i bagliori del fuoco sulle piastrelle del camino. Zoya era orribile, ma aveva anche ragione. Io non appar- tenevo a quel mondo meraviglioso e, se non avessi trovato il modo di usare il mio potere, non vi sarei mai appartenuta. 

Primo volume di una trilogia, apre la strada per la conoscenza di un universo, il Grishaverse, che verrà utilizzato anche in un aduologia successiva, Sei di corvi e il Regno corrotto, in cui personaggi totalmente differenti e storie totalmente diverse si dirameranno e districheranno in questo nuovo universo fantastico.

I personaggi sono molto ben descritti con mille sfumature che riescono a conquistare e a far empatizzare diversi lettori.

L’Oscuro è una figura misteriosa, che sembra dura e impenetrabile, ma piano piano impariamo a conoscerlo per quello che è veramente, e scopriamo un risvolto molto più umano, sensibile che viene ferito ogni giorno dai suoi sensi di colpa causati dalle azioni di un suo avo.

Alina è una ragazza molto forte e del tutto diversa dalle classiche figure femminili che troviamo nei romanzi young adult, ha molto coraggio, anche se dentro di sé è molto insicura. Insicurezza che deriva dal suo passato di orfana.

Zoya, differentemente, è un personaggio subdolo, cattivo, vendicativo, che fa di tutto solo per un sentimento che crede esistere ma di cui non si hanno né prove né segnali. Un sentimento che la logora dentro, portandola a diventare la nemesi di Alina, andando anche contro le regole del Piccolo Palazzo.

I personaggi secondari sono ugualmente descritti minuziosamente, portandoci a provare dei sentimenti anche nei loro confronti.

La love story, anche se molto telefonata fin dall’inizio, è ben gestita perché non prende troppo spazio e non si sviluppa troppo in fretta, anzi per riuscire ad arrivarci dobbiamo arriva dopo la metà del romanzo, questo fa sì che anche chi non è troppo appassionato del genere romance riesca a godersi il romanzo.

Le ambientazionio sono molto visive e si riesce a ricrearle alla perfezione durante tutta la lettura, permettendoci di seguire la storia godendocela appieno, immergendoci totalmente ed escludente tutto il mondo circostante, senza mai voler smettere di leggere, cosa che mi ha portato a divorare il romanzo in una notte.

Una parte davvero fondamentale ce l’hanno i sentimenti, le emozioni e la psicologia dei personaggi, che viene scandagliata molto nel profondo, rendendo tutto ancora più intenso.

Molto belle e ben realizzate le rivelazioni che arrivano come colpi di scena spiazzandoci completamente e portandoci a non voler credere allo sviluppo della storia, ancora più di Alina, al punto che quando lei inizia a crederci vorremmo urlarle di non farlo, che tutto è impossibile, e non deve cambiare idea.

Il finale poi lascia con la bocca spalancata e la voglia di continuare la lettura con i volumi successivi, perché non si è pronti a lasciare Alina, Mal e l’Oscuro e si vuole sapere come proseguiranno le loro vite.

Lettura davvero coinvolgente e mozzafiato.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice