Le terrificanti avventure di Sabrina, serie TV ideata da Roberto Aguir­re-Sacasa

Recensione

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Serie televisiva statunitense di genere paranormale, remake di una vecchia serie televisiva e ispirata a una serie di fumetti e a dei romanzi che trovi recensiti qui.

Sabrina Spellman è una ragazza adolescente che vive con le zie da quando ha perso i genitori e studia arti magiche in visione della prova che dovrà affron­tare al compimento dei suoi sedici anni.

Infatti, come tutte le streghe, la notte del compimento dei sedici anni dovrà firmare il libro della Bestia e votarsi al Signore oscuro, abbandonando la sua vi­ta da mortale.

Essendo però Sabrina mezza umana e mezza strega si rifiuterà di firmare e si impe­gnerà a dimostrare che può tenere uniti mondo dei mortali e mondo degli inferi, ma iniziano i guai.

Serie televisiva destinata a un pubblico giovane, ma piace anche ai grandi che ripensano subito alla serie TV trasmessa dal 1996 al 2003.

Nel cast troviamo la stessa attrice della vecchia serie TV che interpreta sem­pre la zia Hilda, anche se stavolta è rappresentata molto più immatura e oca giuliva di com’era.

Altra enorme differenza, che non mi è piaciuta, è Salem. In questa edizione infatti non parla, e si sente la mancanza delle sue battute acide e a volte anche cattive.

Le puntate sono scorrevoli e coinvolgenti e portano a divorare stagione dopo stagione.

Una serie molto carina.

Micol Borzatta

Vista su Netflix

Tredici, serie TV ideata da Brian Yorkey

Recensione

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Serie televisiva statunitense creata da Brian Yorkey e basata sul ro­manzo di Jay Asher che trovate recensito qui, e che è composta da tre stagioni.

La storia parla del suicidio di Hannah Baker, tagliata si le vene dopo aver subito atti di bullismo.

Prima di morire Hannah registra sette cassette in cui racconta tredici eventi, e i rispettivi colpevoli, che l’hanno portata a compiere quel gesto.

Le cassette vengono recapitate a Clay Jensen, compagno di scuola di Hannah, innamorato di lei e a suo modo uno dei tredici motivi.

Clay deciderà di utilizzare le cassette per trovare vendetta per l’amica.

La serie TV ha un andamento discendente. La prima stagione è mol­to ben fatta e dà informazioni maggiori rispetto al romanzo, superan­dolo in qualità. Le puntate un po’ lunghe ma scorrono molto bene.

La seconda stagione risponde alla domanda che viene spontanea relati­va alle reazioni dei genitori di Hannah, ma è totalmente inventata da Yorkey perché il romanzo si ferma alla prima stagione.

La terza stagione non ha nessun senso di esserci ed è solo un’accozzaglia di eventi totalmente forzati.

Una serie partita molto bene, ma che poi è stata rovinata.

Micol Borzatta

Vista in streaming

Constantine, serie TV di Daniel Cerone e Neil Marshall della NBC

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Constantine è una serie televisiva statunitense composta da una sola stagione di 13 puntate perché interrotta. La causa sono state le critiche del popolo nerd che non ha sopportato che la serie TV si discostasse tantissimo dal protagonista dei fumetti, che invece erano stati rispettati nel film con Keanu Reeves.

In America è stata trasmessa nel 2014-2015 dalla NBC.

Come dicevo la serie si basa sulla serie di fumetti Hellblazer. Il protagonista è un detective del soprannaturale e cacciatore di mostri, demoni e fantasmi, appunto John Constantine.

Constantine, dopo aver passato molti anni a investigare, e dopo aver chiuso male un caso, decide di andare in pensione, ma un giorno è costretto a riprendere il lavoro, quando riceve la telefonata da Liv Aberdine, una chiaroveggente figlia di un amico, che è stata presa di mira adl demone Elementale, vecchia conoscenza di Constantine.

La serie TV è stata girata ad Atlanta e doveva essere di più stagioni, ma a causa della cancellazione, oltre a essere stata a una sola stagione, hanno cancellato anche la quattordicesima puntata della stagione.

Le differenze più grosse dal fumetto sono che Constantine fuma davvero molto meno, per non cadere nelle critiche di istigazione al fumo, ed è eterosessuale invece che bisessuale, perché all’epoca non si era così aperti a orientamenti sessuali diversi, come invece nell’ultimo anno dove bisessuali e omosessuali sono diventati la norma, almeno nella letteratura e nella cinematografia.

I temi trattati sono i soliti riguardanti la lotta tra bene e male con un approfondimento della psicologia umana, con lunghi viaggi interiori e monologhi psicologici e mentali di Constantine.

Dopo la cancellazione della serie TV, in America è uscita una serie animata molto apprezzata, diventata poi un lungo metraggio osannato dal pubblico e dalla critica che hanno dato una possibilità allo sviluppo di un revival con lo stesso attore protagonista per i prossimi anni.

A me personalmente la serie TV era piaciuta molto e mi sarebbe piaciuto continuasse e spero vivamente nel revival.

Se qualcuno è interessati a vederla la si può trovare ancora in streaming.

Micol Borzatta

Vista in streaming

The I-Land, serie TV su Netflix del 2019

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Dieci  persone si svegliano su un’isola deserta. Tutti vestiti uguali e tutti senza ricordi, tranne Chase, che fin dal primo momento ha un fotogramma del suo passato che continua a girarle in testa.

Il gruppo ha fin da subito degli screzi e ad alcuni di loro si risvegliano immediatamente i comportamenti peggiori, come se fossero degli animali, mentre in altri si instaura una sezione di pace, finché quando alcuni eventi li mettono a dura prova fisicamente ed emotivamente, oltre che psicologicamente, e faranno capire a loro che l’isola non è quello che sembra.

Serie televisiva statunitense creata da Neil LaBute.

La serie TV è basata sul concetto di seconda opportunità e di corruzione.

I personaggi sono molto ben caratterizzati e gli attori scelti riescono a interpretare magnificamente il ruolo assegnato in ogni situazione che il loro personaggio deve affrontare.

Infatti, già nel secondo episodio, scopriremo che i dieci sono galeotti che vengono mandati in questa realtà virtuale senza ricordi, per dimostrare che anche il peggior delinquente può redimersi e avere una seconda occasione per poter vivere una vita normale.

In uno stato in cui sempre più spesso vengono accusati innocenti, che si trovano a scontare ergastoli e pene di morte, l’idea che possano avere una seconda possibilità è un messaggio di speranza molto forte.

Come forte è il messaggio che denuncia la corruzione al potere.

Corruzione che viene raccontata in modo sottile, ma ben visibile, congiunta all’ottusità e alla chiusura mentale di pensiero in cui se un tribunale ti ha giudicato colpevole allora l’unico futuro è la pena di morte, fa niente se magari l’accusato è innocente, come è capitato in più di un caso.

Le puntate, solo sette, sono di media lunghezza, 45 minuti circa l’una, con un ritmo ben cadenzato e alla fine si ha una risposta a tutte le domande che ci eravamo poste.

La primissima puntata fa venire in mente Lost, ma da subito prende una strada diversa e interessante.

Una serie TV che, nonostante sia fantascientifica, e non un documentario, riesce a denunciare e a far riflettere sulla legge e il sistema giudiziario americano.

Micol Borzatta

Vista su Netflix