RECENSIONE – Catherine House – Elisabeth Thomas – Mondadori 2022

TRAMA

Nascosta tra le foreste della Pennsylvania, Catherine House è una scuola d'eccellenza che ha sfornato premi Nobel, giudici della Corte suprema e personalità di primo piano nel mondo dell'arte, della cultura e della politica. I suoi criteri di ammissione sono rigidissimi, e le poche persone che ogni anno superano la selezione avranno vitto, alloggio e istruzione gratuiti, ma per tre anni – estati comprese – saranno completamente tagliate fuori dal mondo esterno: niente visite, telefonate, televisione, musica... 
Alla fine, però, avranno davanti a sé carriere brillanti, potere e prestigio in qualunque campo desiderino. Per Ines Murillo, Catherine House è la cosa più vicina a una casa che abbia mai avuto. Ma i rigidi rituali della scuola presto trasformano l'edificio in una prigione tanto affascinante quanto ambigua. E quando scoppia la tragedia, Ines inizia a sospettare che l'istituto nasconda un pericoloso segreto.

RECENSIONE

Ines Murillo non è come tutte le adolescenti.

Ribelle fin da adolescente ha frequentato brutte compagnie, al punto che quando viene accettata alla Catherine House rimane molto sorpresa.

La Catherine House non è una scuola come le altre, chi esce da quella scuola ha un futuro di spicco, da lì infatti sono usciti premi Nobel, giudici di Corte suprema e persone famose nel mondo dell’arte, della cultura e anche della politica, l’unica cosa che la scuola chiede in cambio sono tre anni della vita degli allievi.

Chi frequenta il Catherine House deve passare tre anni tra le sue mura tagliando qualsiasi contatto con il mondo esterno.

Per Ines questo non è un problema, lei nel mondo esterno non ha più nessuno e Catherine House è quello che si avvicina di più a una casa.

Con il passare del tempo però, i vari rituali e le regole rigide trasformano la scuola in una specie di prigione, una copertura per nascondere segreti molto più profondi.

La narrazione è tutta in prima persona dalla voce di Ines, che ci farà vivere gli eventi dal suo punto di vista, non permettendo al lettore di conoscere qualcosa prima del previsto.

Il ritmo narrativo è veloce e accompagnato da descrizioni minuziose e ben dettagliate, che ci permettono di immaginare le atmosfere in modo molto reale. La storia è avvincente, molto ben sviluppata e, nonostante i protagonisti siano adolescenti, non si ha una sensazione di infantilità, e la lettura diventa piacevole anche a un target più adulto.

Per tutta la lettura possiamo percepire,in modo molto tangibile, una sensazione di inquietudine, come se non solo nel libro stia per accadere qualcosa di strano, ma anche nella realtà, a noi. Una sensazione oscura, di pericolo, che ci avvolge e ci accompagna anche oltre la fine del romanzo.

Una lettura che sa essere originale a modo suo, anche se tratta argomenti già usati e riusati, conquistando ogni lettore.

Micol Borzatta

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