RECENSIONE – Cranston & Crane – Alessio Filisdeo – Nativi Digitali 2021

TRAMA

«L'odio ci ha permesso di perseverare e prosperare, di fronteggiare minacce che, disgiunti, non avremmo mai potuto scongiurare.»
Alle soglie del XXI secolo, Cranston e Crane, spietati vampiri amalgamatisi al tessuto sociale moderno, regnano incontrastati sulla città di New Orleans, spalleggiati dall'insolente signorina Varens.
Violenza, denaro e corruzione li hanno elevati dal ruolo di vili mercenari a quello di oscuri Principi statunitensi. Tuttavia il prezzo del potere è stata la libertà, l’asservimento a un mostro millenario i cui complotti minacciano ora di distruggere l’utopistica tirannia dei due non-morti.
E mentre il futuro bussa alle porte dei dannati, un vecchio nemico risorge in cerca di vendetta, pronto a reclamare le teste dei Bastardi di Delilah…
Dopo “Fairfax & Coldwin”, celebrazione del romanzo gotico, Alessio Filisdeo ritorna con “Cranston & Crane”, un grottesco carosello degli orrori fatto di subdole maledizioni, tenebrose creature immortali e sordide macchinazioni.
Abbassate le luci. Mettetevi comodi. La resa dei conti ha inizio.

RECENSIONE

«Potreste essere re. Potreste essere Dei. Potreste essere ogni cosa.» Sussurrò Delilah avvicinandosi ai dannati, danzando quasi sotto la pioggia: «Se solo…»
«Se solo?»
«Se solo vi uniste a me.» Carezzò il pettorale d’acciaio di Mauthier, sfiorando con la punta delle dita la guancia scarna di Lacroix.
Quella donna era pericolosa. Questo capirono i due Fratelli. Emanava uno strano magnetismo animale, ed era feroce. Aveva appetito. Un appetito enorme, vorace. Per il potere.
«Vedo infinite potenzialità, in voi.» li prese per mano ella, senza incontrare la minima resistenza: «Vedo rivalità, antagonismo, opportunismo e mancanza di moralità. Voi siete puri. Siete oltre la religione, al di là di credi, stendardi e secoli.» tacque un istante, osservandoli mentre loro la osservavano: «Siete giunti a me in cerca di conio, ma io posso darvi di più, molto di più.»

Il romanzo si apre con un avvenimento del passato, ovvero il primo incontro tra Delilah e i due vampiri che saranno poi i nostri protagonisti, per poi fare un enorme salto temporale.

Londra, capodanno tra il 1999 e il 2000.

Georgiana De Winter, la vampira che nello scorso volume Fairfax e Coldwin avevano rinchiuso nel suo castello in un sonno eterno, si risveglia e viene liberata da una squadra di nuovi Templari, che volevano catturarla per farsi dare varie informazioni, ma il loro unico risultato è quello di fornirle il sangue sufficiente per riprendersi fisicamente dopo due secoli di torpore.

Due secoli che per lei non esistono, infatti fino a quando non arriva in piazza e legge uno striscione su un campanile in cui si festeggia l’arrivo dell’anno 2000, lei pensa di essere ancora nel 1809, e la scoperta la sconvolge completamente, specialmente quando capisce che la piccola Blanche debba essere morta da più di un secolo ormai.

Questo pensiero le accentua la sua sete di vendetta nei confronti dei due vampiri maledetti da Delilah, che nel frattempo sono diventati, da due secoli e per diritto di conquista, i Principi di New Orleans, insieme a Blanche che è ancora viva.

Come per il primo volume anche questa volta abbiamo una storia di base molto carina e coinvolgente, in cui il mistero che gira attorno a Blanche aumenta, infatti nonostante sia umana è ancora viva, e diventa molto più forte e interessante il mistero del vampiro millenario che la protegge.

Le ambientazioni sono sempre molto ben descritte, possiamo sentirci veramente tra le vie di New Orleans, anche se non l’abbiamo mai visitata, ma i personaggi troviamo le stesse figure stereotipate del primo volume, e anche questa volta forti richiami ad altri romanzi.

Se nel primo volume si puntava molto sulle figure di Stoker e di Anne Rice, in questo ritroviamo molte similitudini con The Vampire diaries di Lisa Jane Smith di cui hanno fatto anche una lunghissima serie televisiva.

Infatti in questo volume i due vampiri protagonisti ricordano, sia per come interagiscono fra di loro, sia per comportamenti con gli altri, ai due fratelli Salvatore, Stephan e Damon, mentre Georgiana De Winter ricorda la figura di Katherine Pierce, creando le stesse sensazioni del primo volume, ovvero di curiosità e interesse verso questa opera per chi non l’ha letta o vista, ma di troppo già visto per chi la conosce bene e non è un novizio del genere.

In ogni caso anche questa volta abbiamo un volume che sa come farci svagare e distrarre, sa trasportarci in una città che amo alla follia, New Orleans, regalandoci ore intense.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice

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