Cronache della folgoluce vol. 2. Parole di luce – Brandon Sanderson – Fanucci 2014

Kaladin, finalmente libero dalla schiavitù, è diventato capitano al servizio della famiglia Kholin, con il compito di trasformare ex schiavi in soldati, incaricati di proteggere da tirare i suoi parenti.

Dalinar tra una visione e al risveglio trova dei glifi su una parete che sono un conto al rovescio alla vera desolazione. Informazione che lo portano a diramare un editto che non viene accettato dall’aristocrazia.

Shallan è in viaggio con Jasnah verso le Pianure Infrante alla ricerca del segreto per raggiungere Urithiru, quando vengono attaccati dai Sanguispettri che uccidono Jasnah.

Secondo volume della saga Le cronache della folgoluce, la storia riparte dallo stesso punto esatto in cui l’abbiamo lasciata nello scorso volume.

Unica grossa critica è relativa alla velocità di svolgimento di un evento che per iniziare ha impiegato due romanzi e poi alla fine di questo ha continuato troppo velocemente, come se non fosse troppo importante.

Ora che si è detto il negativo passiamo al resto del giudizio.

Il ritmo narrativo generale è molto lento, perchè ogni evento è un tassello che ci vuole preparare a qualcosa di enorme che ci è stato fatto intuire nel primo volume.

A differenza del volume precedente i combattimenti ci sono ma sono veramente molto meno, cosa che mi è piaciuta moltissimo, e che mi ha reso la lettura più scorrevole.

I colpi di scena sono svariati, anche se molti si intuiscono molto prima che avvengano.

Anche questa volta i capitoli sono narrati uno per ogni protagonista, e vengono intervallati da interludi dedicati a personaggi secondari e appartenenti a popoli diversi, in modo da avere tutti i punti di vista.

Interessante notare come i titoli dei due volumi di Sanderson siano anche i titoli di due tomi dentro la storia che hanno un ruolo fondamentale.

Tutte le descrizioni sono davvero minuziose, non troppo logorroiche e si amalgamano benissimo alla narrazione.

I personaggi sembrano molto realistici e si comportano in modo coerente sia con gli eventi che con l’epoca, tranne in rarissime occasioni in cui sembrano dei pagliacci poco comici.

Una lettura epica che non smette di conquistarci.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

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