Il fantasma di Elmwood Manor, Pamela McCord (Dunwich 2019) a cura di Micol Borzatta

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Pekin Dewlap ha da sempre visto i fantasmi, per lei era normale, ma al compimento dei suoi dodici anni, di colpo tutti i fantasmi scomparvero dalla sua vita, lasciandole un enorme vuoto.

Vuoto che decide di colmare anni dopo aprendo un’attività come investigatrice del paranormale in modo da liberare case stregate, aiutando i fantasmi a passare oltre.

Nell’attività fa partecipare anche i suoi due migliori amici, Amber e Scout, che vengono messi al corrente della cosa so­lo quando Pekin riceve l’incarico di liberare una casa in Elmwood Manor.

Pekin e Scout si recano a colloquio con la signora Collins, la proprietaria di Elmwood Manor che racconta loro che la casa è impregnata da un’aura malvagia da quando nel 1918 Miranda Talbot, una ragazzina che viveva nella casa, è scom­parsa e nessuno ha mai saputo più nulla di cosa le fosse suc­cesso.

Pekin decide di andare nella casa in questione il sabato se­guente, in modo da avere tutto il giorno a disposizione e non rischiare di doversi fermare dopo il tramonto.

Nonostante la sua riluttanza al gruppo si aggiunge anche Amber, in modo che il trio di amici sia completa e quella nuo­va avventura dentro a Elmwood Manor potesse iniziare.

Romanzo horror dedicato a un pubblico giovane che dà il via a una nuova collana dedicata a Perkin Dewlap.

La storia colpisce fin da subito, permettendo al lettore di affezionarsi immediatamente a Pekin, che consideriamo su­bito come una sorellina minore da proteggere.

Gli altri due protagonisti, Amber e Scout, vengono descritti come due bambini immaturi che non sanno cosa voglia dire portare rispetto per quello che riguarda un lavoro.

Per tutta la narrazione, anche mentre sono dentro alla casa, Amber ha un atteggiamento piagnucoloso, insopportabile e irritante, mentre invece Scout cambia, diventa molto più pro­fessionale e maturo.

La storia ha un buon impatto, le ambientazioni sono molto ben descritte e, nonostante sia destinato a un pubblico giova­ne, sa conquistare anche un pubblico più maturo creando intorno al lettore un’atmosfera cupa e ansiogena davve­ro forte.

Lo stile narrativo è molto semplice, non si fa fatica a credere che a parlare siano dei ragazzini.

Una lettura davvero piacevole ed emozionante.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice

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