La casa d’Inferno, Richard Matheson (Fanucci 2008) a cura di Micol Borzatta

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Dicembre 1970, dal 18 al 24

Rolf Rudolph Deutsch chiama a colloquio il dottor Barrett per farlo indagare sulla vita ultraterrena, e per svolgere l’incarico lo manda a casa Belasco, nel Maine, conosciuta come la casa d’Inferno, ovvero la casa più infestata mai conosciuta, al punto che i Belasco la murarono trent’anni prima, ma ora di proprietà di Deutsch.

Insieme al dottor Barrett vengono inviati sul posto anche Florence Tanner e Benjamin Franklin Fisher.

La prima è una medium spiritualista e il secondo l’unico superstite del disastro del 1940.

Per lo studio della casa viene preparato, pulito e orga­nizzato tutto, anche per il servizio dei pasti, che sarà effettuato da due abitanti del paese vicino, Caribou
Falls, ma che si sono rifiutati di fermarsi anche la notte.

Tutto è pronto, ma William Reinhardt Deutsch, figlio di Rolf Rudolph Deutsch, si intromette per cercare di interrompere tutto.

Già per due volte la casa era stata meta di studio, la prima nel 1931 e la seconda nel 1940, ed entrambi era­no finiti in modo disastroso, per un totale di otto vit­time, tra chi rimase ucciso, chi si suicidò e chi ne uscì pazzo, unico superstite Fisher.

Il 21 dicembre mattina la squadra arrivò alla ca­sa di Emeric Belasco.

Vicino alla casa c’era uno stagno chiamato la palude dei Bastardi perchè ci venivano affogati i neonati nati dalle amanti di Belasco, e si sa che erano almeno tredici.

Nella casa c’era anche una cappella il cui Cristo in croce era stato munito di un fallo e alle pareti erano rappresen­tate orge di ogni tipo.

Belasco era figlio di un uomo sposato e di un’attrice inglese, motivo per cui prese il cognome della madre.

A soli cinque anni impiccò un gatto per vedere se resuscitava per usare un’altra delle nove vite, non acca­dendo si fece prendere dalla rabbia, fece a pezzi il cadavere e gettò i pezzi dalla finestra di casa.

Successivamente ebbe atti di violenza carnale nei confronti della sorellina, aveva solo undici anni, e fu mandato in collegio, dove insegnanti e compagni abusarono sessualmente di lui.

Anni dopo Belasco inviterà il docente a casa sua per una settimana, al termine della quale il docente si impiccò.

Crescendo si dedicò sempre di più al potere che la mente può esercitare sul prossimo, portando chiunque a fare quello che voleva, specialmente nelle cose più
turpi.

Da quel momento le cose andarono sempre peggio, le morti diventarono sempre più numerose e gli eventi sempre più lussuriosi.

Il dottor Barrett e la sua squadra, utilizzando tutte le tecniche più scientifiche dell’epoca, cercano di dimostrare la presenza empatica nella casa e di esorcizzarla.

Un ottimo romanzo horror che sa diventare originale utilizzando uno stile molto particolare.

Il romanzo è infatti un lunghissimo elenco di cliché legati alla casa stregata, ma sviluppati e studiati su base scientifica, dando così una luce tutta diversa ai soliti romanzi sulle case infestate, al punto tale che viene preso come ispirazione da Stephen King nel suo romanzo Le notti di Salem per descrivere sia casa Marsten che Hubert Marsten.

Le descrizioni vengono fatte in modo minuzioso ed evo­cativo che ci porta a sentirci dentro alla storia, dentro alla casa, coinvolti nelle manifestazioni spiritiche.

Una lettura veramente coinvolgente come poche ne esistono.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

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