Cose preziose, Stephen King (Sperling & Kupfer 2008) a cura di Micol Borzatta

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Castle Rock

Da qualche tempo un nuovo negozio sta preparando i locali per l’apertura, il cartello dice che si chiama Cose Preziose.

Tutti gli abitanti sono curiosi di capire di che tipo di nego­zio sarà e fanno mille ipotesi, fino al fatidico giorno dell’inaugurazione.

Anche Brian Rusk è curioso, in fondo ha solo undici anni, e a furia di sentirne parlare è diventato un argomento molto interessante e ora deve sapere cosa vende quel ne­gozio, e destino vuole che sia il primo cliente di Leland Gaunt, il proprietario di Cose Preziose.

La mercanzia che trova all’interno è la più disparata, ci sono pipe, geodi e schegge pietrificate che se tenute in mano ti permettono di fare meravigliosi viaggi astrali.

A un certo punto Gaunt chiede a Brian quale sia la cosa che vorrebbe di più al mondo e il bambino risponde la figurina del 1956 di un giocatore di baseball, e quando Gaunt gliela dà scopre sopra un autografo e una dedica con il suo nome.

La sorpresa è talmente forte che Brian rimane senza voce e nuovamente gli sembra di volare al momento dell’auto­grafo. Lo shock è maggiore quando Gaunt gli comunica il prezzo: pochi centesimi più un impegno.

Un impegno scelto da Gaunt verso un abitante del paese, nel caso di Brian deve fare qualcosa a Wilma Jerzyck, ma non ricorda assolutamente i termini dell’accordo preso e se prova a cercare di ricordare si sente solo disorientato.

Dal momento dell’apertura molte persone hanno visitato il negozio e ognuno di loro ha trovato l’oggetto che cercava da una vita e di vitale importanza, che non sapeva di cerca­re, e sempre a un prezzo abbordabile più un impegno, ma dal momento dell’arrivo di Leland Gaunt la cittadina ha perso la sua quiete e la sua armonia.

Chi è realmente Leland Gaunt?

Romanzo horror di Stephen King, l’ultimo ambientato a Castle Rock.

Il romanzo inizia con un abitante che ci invita a sederci con lui su un gradino del patio in mezzo al paese e ci presenta i vari abitanti e le storie del paese citando
così altri romanzi dell’autore come La zona morta, Cujo, la novella Il corpo, La metà oscura e il rac­conto Il foto cane contenuto nella raccolta Quattro dopo mezzanotte.

Un inizio che ci porta veramente all’interno del roman­zo perché parla direttamente a noi, e nello stesso ha la duplice capacità di farci ricordare altre piacevoli letture dell’autore e di invogliarci a recuperarle e leggerle se ancora non lo abbiamo fatto.

Bisogna dire che è un inizio davvero originale e particolare, sia nella letteratura in generale che, in particolar modo, nella bibliografia di King.

Finito il prologo così particolare entriamo subito nella storia vera e propria, ma la sensazione di essere ancora lì seduti a guardare permane e rimarrà fino alla fine
della lettura.

I capitoli sono divisi in sotto capitoli molto brevi che finiscono sempre a metà di una scena o di una rivela­zione, portandoti a iniziare subito il successivo e rendendo la lettura molto veloce.

Le descrizioni sono molto leggere per i canoni di King, ma vivide come ci ha abituati, al punto che possiamo toccare con mano ogni oggetto dentro a Cose Prezio­se e sentire i brividi correrci per la schiena quando Gaunt ci rivolge la parola per chiederci quale sia il nostro più grande desiderio.

La caratterizzazione dei personaggi è descritta mol­to bene, bastano poche parole per permetterci di vi­sualizzarli davanti a noi, e provare sensazioni diver­se, come ad esempio repulsione e terrore quando ci troviamo a guardare i denti gialli di Gaunt e la sua figura troppo alta e troppo magra, ma nello stesso momento attratti dalla sua voce melliflua.

Sensazioni che, insieme alla curiosità di vedere cosa accadrà, ci tengono inchiodati alla lettura, capitolo dopo capitolo, possibilmente senza mai fermarsi.

Una lettura davvero stupefacente.

Micol Borzatta

Copia presa in biblioteca.

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