Desperation, Stephen King (Sperling & Kupfer 2008) a cura di Micol Borzatta

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Desperation, sperduto paesino minerario del Nevada.

Collie Entragian, agente di polizia, sta fermando le persone in transito sulla strada statale, nei modi più disparati.

Il camper della famiglia Carver viene fermato con una banda chiodata posata sulla strada, i Jackson vengono fermati per un controllo e arrestati per possesso di marijuana, Marinville viene picchiato e trascinato in prigione.

Mentre sono bloccati si accorgono che Entragian sembra parlare con la fauna locale e il suo corpo è in disfacimento.

Anche tra di loro c’è una persona molto particolare, David Carver, che all’apparenza sembra solo un bambino, ma in realtà ha la capacità di parlare con Dio.

Grazie a David i prigionieri riescono a liberarsi, ma quello che scoprono è shockante: Entragian ha ammazzato tutti gli abitanti di Desperation e tutti i dipendenti della miniera, rifugiandosi all’interno.

Cosa c’è nella miniera e cosa ha posseduto Entragian?

Riuscirà David, che è solo un bambino, a salvare i prigionieri e sconfiggere l’oscurità che ha colpito Desperation?

Romanzo pubblicato per la prima volta nel 1996 in contemporanea con I vendicatori, quest’ultimo firmato con lo pseudonimo Richard Backman.

I due romanzi vengono considerati gemelli, e condividono gran parte dei personaggi, il nemico e la miniera di origine, e le copertine, se avvicinate, formano un’unica immagine.

Nel romanzo ci sono anche molte citazioni ad altri libri di King, come ad esempio Cynthia Smith fa parte dell’associazione per donne maltrattate Figlie e sorelle del romanzo Rose Madder; viene citata più volte Misery e i Tommyknockers.

La narrazione, come in I vendicatori passa da momenti di estrema lentezza a momenti in cui bisogna correre per stare dietro agli eventi.

I personaggi sono molto ben caratterizzati, l’unico difetto per me è che, avendo letto prima I vendicatori, ero abituata alla età e alle parentele descritte in quel volume e ho faticato a mischiarli e seguire quelle nuove, ma avrei avuto lo stesso problema se li avessi invertiti.

La storia è interessante e ti lascia sempre un’ansia addosso per tutta la lettura, ma finisce con la fine del romanzo.

Micol Borzatta

Copia presa in biblioteca

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