Eredità di carne, Luigi Musolino (Acheron 2019) a cura di Micol Borzatta

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Val Chisone, Piemonte.

Michele Ciot si trova in un momento critico della sua vita.

Quando era piccolo si è trovato a crescere solo con la madre, dopo che il padre si è suicidato in un periodo nero della sua vita in cui era perseguitato dagli incubi e una voce nella testa continuava a dirgli di farla finita.

Ora è Michele a passare un periodo nero, ha perso il lavoro, la donna che amava, ed è affetto da una bronchite cronica e trova sostegno nell’alcool e nella solitudine eremitica.

Una condizione che porta spesso Michele a fare paragoni tra se stesso e il padre, e a domandarsi se non avrebbe dovuto prendere le stesse vie d’uscita, in fondo lui non renderebbe orfano nessuno.

Un giorno riceve un SMS dal suo ex socio in affari, con cui aveva litigato quando scoprì che faceva la cresta sui guadagni.

Michele accetta di incontrarlo e il socio gli chiede di aiutarlo per un lavoretto sicuro che permetterà a entrambi di guadagnare molti soldi: svuotare il vecchio sanatorio Pracatinat che ha chiuso un mese prima e che si dice contenga al sup interno ancora molti articoli d’antiquariato di enorme valore che erano stati portati per una mostra.

A Michele però il sanatorio riporta alla mente molti incubi e ricordi terrificanti, risalenti a quando era un ragazzo, e strane visioni di ombre rachitiche e streghe cannibali che mangiavano bambini e ragazzi

Michele decide alla fine di aiutare l’amico a sgombrare il sanatorio, ma quello che sembrava essere un furto semplice si rivela tutt’altro, e Michele dovrà affrontare gli incubi del passato.

Nei boschi c’è una macchia,
Soffia, morde e tutto graffia,
Nera come il ner carbone
Ha più denti di un leone!

Tanta fame, fame nera
Mangia da mattina a sera
S’è spolpata i suoi bambini
Cosce, stinchi e ossicini!

Giù in cantina danza e salta
Lei è matta matta matta,
Se la incroci fai attenzione
O ti pappa in un boccone!

Famenera, Famenera,
strega, masca, fattucchiera,
Famenera, Famenera,
il tuo incubo
si avvera!

(Filastrocca della Val Chisone)

Un romanzo horror tutto italiano, ambientato nel Piemonte delle leggende.

Primo scritto di un autore che è conosciuto come il paleontologo dell’incubo, vista la sua scelta di basare le sue storie su vecchi miti e vecchie leggende che hanno terrorizzato generazioni.

Eredità di carnecarne è di fatto il suo primissimo romanzo, ma non è il primo a essere stato pubblicato, per cui si nota una lieve differenza nello stile dell’autore, che è un po’ più acerbo rispetto a quelli che abbiamo conosciuto fino a ora.

Come sempre nei suoi romanzi, anche in questo possiamo vedere affrontato l’animo umano in tutta la sua crudeltà che porterà il lettore ad affrontare se stesso, a conoscersi a fondo fino a scoprire quel lato oscuro nascosto in ognuno di noi e con cui dobbiamo sempre fare i conti quando ci troviamo davanti certe avversità, e i nostri incubi.

Interessanti gli approfondimenti a inizio testo che spiegano certi termini utilizzati, gli argomenti e da dove derivano le leggende.

Le descrizioni sono molto minuziose e dettagliate, spesso troppo forti, al punto che perfino gli stomaci più duri possono avere qualche problema, questo restringe molto il target dei lettori perché chi è debole di stomaco lo interrompe dopo sole poche pagine. Per chi invece riesce a superarle può godersi la stessa minuzia anche nelle descrizioni relative agli stati d’animo e ai pensieri, dando una notevole profondità allo scritto.

I capitoli sono alternati tra quelli relativi a Michele e quelli di Elisa in cui ci racconta stralci di passato attraverso le pagine del suo diario.

La storia è davvero interessante, ha una base reale su cui è stato costruito tutto il romanzo di fantasia.

Lo sviluppo è un po’ lento, interessante dal punto di vista introspettivo e psicologico, a monotono per quanto riguarda l’azione che si svolge solo nelle ultime pagine e con un ritmo molto lento.

Un romanzo interessante ma non avvincente.

Micol Borzatta

Copia ricevuta dalla casa editrice

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