Addio, e grazie per tutto il pesce, Douglas Adams (Mondadori 2014) a cura di Micol Borzatta

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Dent inizia a viaggiare facendo l’autostop, fino a ritrovarsi nuovamente sulla Terra.

Il pianeta è uguale a com’era prima della distruzione, a parte che non esistono i delfini.

Dent decide di recarsi a casa sua, ancora in piedi, e oltre a una montagna di posta, trova una vaschetta con dei pesci rossi e con un biglietto recante il messaggio:

“Addio, e grazie per tutto il pesce.”

Dent prova a parlare con altre persone che non sanno della distruzione della Terra, ma hanno ricevuto pure loro una vaschetta uguale.

Fa la conoscenza anche di Fenchurch, l’unica ragazza che si ricorda della distruzione della Terra e tra loro scatta l’amore.

Dent e Ferchurch scoprono che se avvicinano l’orecchio alla vaschetta, i pesci hanno delle rivelazioni sulla ricomparsa della Terra.

Intanto Ford scopre che anche la voce Terra che aveva scritto sulla Guida galattica è ricomparsa.

Quarto romanzo della saga di Guida galattica per autostoppisti non mi è piaciuto per nulla.

A partire che è fondamentalmente un romance, al fatto che si nota essere stato scritto di fretta e sotto pressione.

Un ulteriore cambiamento che si nota è il passaggio dall’odio all’amore verso i computer di Douglas, che proprio poco prima della stesura del romanzo ha comprato il suo primo Apple.

Una lettura deludente al massimo.

Micol Borzatta

Copia di proprietà
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