La quinta stagione, N. K. Jemisin (Mondadori 2019) a cura di Micol Borzatta

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La terra è praticamente distrutta, è sempre in movimento, continua a spaccarsi e risaldarsi e per questo viene chiamata Immoto, un unico nome per un unico continente.

Su questo continente sorgono varie città, piccoli agglomerati di persone che cercano di creare piccole società equilibrate per poter sopravvivere.

Una di queste è Yumenes, unica nel suo genere perché ancora composta da strade asfaltate, palazzi con balconi e muri troppo sottili, ponti ed energia elettrica.

In questo nuovo mondo esistono cinque stagioni, le canoniche quattro e una quinta con cicli molto diversi e ogni volta che capita gli eventi climatici sono di una violenza tale da far accadere una vera e propria apocalisse.

La sopravvivenza del pianeta è mantenuta dal potere degli Orogeni, persone temute e per questo rinchiuse all’interno del Fulcro a Yumenes. Il loro potere è quello di governare, plasmare e modellare le scosse sismiche.

Ed è proprio con la distruzione di Yumenes e del Fulcro e la liberazione degli Orogeni che ha inizio questa quinta stagione, che si prospetta essere più lunga e terrificante che mai.

In questa atmosfera catastrofica tre donne, una ragazzina, Damaya, una madre, Essun, e una giovane donna, Syenite, si troveranno a raccontarci il loro punto di vista mentre affronteranno la catastrofe, la società, la discriminazione e lo sfruttamento.

Primo romanzo di una trilogia, le prime pagine sono davvero molto lente e confusionate, non si capisce cosa voglia dire l’autrice e nemmeno chi siano i personaggi e come sia strutturato il mondo.

Le descrizioni sono minuziose, troppo logorroiche e inserite tutte insieme, fatto che porta a dimenticarle prima ancora di finire di leggerle.

Superata però la prima parte, arrivando finalmente a capire come tutte le informazioni sono collegate, ci troviamo tra le mani un romanzo molto ben scritto che unisce il fantasy, il fantascientifico e il distopico, facendoci capire come abbia vinto molti premi.

Lo stile di scrittura è molto complesso, portando il volume a un target di lettori abbastanza ristretto, amanti del genere, età non proprio adolescenziale ma più grande.

I temi trattati sono molti forti, uno di questi è il ragazzino, un tema molto odierno, trattato con l’atteggiamento dei normali nei confronti degli Orogeni.

Il finale è shockante e porta ad attendere con molta ansia il seguito in Italia.

Micol Borzatta

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La spia dei Borgia, Andrea Frediani (Newton Compton 2018) a cura di Micol Borzatta

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Ottobre 1496, Roma.

Papa Alessandro VI Borgia ha mandato via Giulia Farnese, detta la Bella, dopo l’invasione francese, Cesare è Cardinale insieme a Juan, mentre Giovanni è ormai gonfaloniere e duca di Gandia.

Alessandro Farnese è stato nominato tesoriere della Chiesa e sta finanziando, per conto del Papa, una futura guerra contro gli Orsini, iniziata con l’assegnazione al Duca di Gandia la carica di governatore della legazione del Patrimonio, ovvero una parte dei territori degli Orsini.

Per tutti questi motivi, oltre al fatto che le sue origini sono spagnole e non italiane, fa sì che sia il Papa più odiato al mondo.

Un odio che porta all’uccisione del figlio prediletto, Giovanni, con nove coltellate.

Rodrigo è distrutto, mette in dubbio tutte le sue scelte, anche quelle relative alla gestione della Chiesa. I sensi di colpa lo distruggono.

Scattano subito le indagini e a organizzarle è Pinturicchio e una rete composta dai migliori pittori, da Michelangelo Buonarrotti a Filippino Lippi, a Piermatteo d’Amelia, al Perugino, chi può essere una spia migliore di loro?

Romanzo storico davvero ambizioso dove la storia e la fantasia diventano una cosa sola.

Il linguaggio scelto è scorrevole, per niente aulico e noioso, che trasporta il lettore pagina dopo pagina all’interno di una Roma rinascimentale che per ora abbiamo visto quasi esclusivamente nei libri di storia.

La storia narrata è coinvolgente nonostante narri una storia già conosciuta, con descrizioni molto minuziose dei luoghi e dei dipinti, e tutto partendo dall’omicidio di Giovanni, da un uomo mascherato e dalla sifilide.

Gli intrighi e la politica sono davvero ben realizzati, molto intrecciati ma non noiosi, come capita in molti romanzi del genere.

Un’ottima lettura anche per i neofiti del genere storico.

Micol Borzatta

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La ragazza nell’ombra, Lucinda Riley (Giunti 2017) a cura di Micol Borzatta

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Star ha sempre vissuto in simbiosi con la sorella Cece, al punto che sembravano una persona sola, lei timida, tranquilla e accondiscendente, Cece esuberante, vulcanica, espansiva e sempre in azione come un tornado.

Star è arrivata a rinunciare alla sua carriera scolastica per seguire Cece e aiutare lei che, essendo dislessica, aveva grossi problemi.

Quando si trova in mano la lettera del padre, qualcosa si smuove in Star, inizia a essere curiosa di scoprire il suo passato e percorrere la sua vita in solitaria, prendendo un po’ le distanze da Cece.

È così che Star entra nella libreria di Orlando e inizia a indagare su Flora MacNichol, la sua antenata.

Le indagini la fanno avvicinare alla famiglia di Orlando, suoi parenti, e le fanno scoprire che il suo sogno più grande è quello di occuparsi di una casa, una famiglia e un bambino.

Terzo libro della saga delle Sette sorelle ci troviamo a conoscere la storia di Star.

Nei volumi precedenti Star non ha voce, è sempre stata l’ombra della sorella più forte, Cece, e questo ruolo lo ricopre anche all’inizio di questo romanzo, come se senza la sorella lei non esistesse.

Piano piano invece cambia, cresce e prende corpo, diventando un’entità a se stante.

Impariamo così a conoscerla meglio seguendo passo passo anche la sua conoscenza di se stessa, sentendoci molto più vicine a lei.

L’autrice è stata davvero brava a trasmettere questo grosso cambiamento del personaggio attraverso la narrazione, con dialoghi e descrizioni psicologiche veramente ben strutturati.

La storia della vita di Flora è davvero molto ben organizzata e sviluppata in modo molto coinvolgente, arrivando alla stessa qualità del primo romanzo, quando si leggeva la storia degli antenati di Ally, volendo arrivare in fondo al libro per sapere come il passato e il presente si collegano, e superando il secondo volume, che a metà romanzo si sapeva già tutto e passava la voglia di continuare la lettura.

Una storia davvero incredibile.

Micol Borzatta

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Dracul, Dacre Stoker & J. D. Barker (Nord 2019) a cura di Micol Borzatta

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Bram Stoker si è chiuso dentro alla stanza, riempiendo ogni muro e il pavimento di croci, mentre il mostro, fuori dalla porta, sta cercando di entrare.

La porta è solida, ma sotto quei colpi non sa quanto tempo potrà resistere.

Decide così di scrivere la sua storia.

A soli cinque anni Bram faceva già una strana vita a causa della sua salute cagionevole.

L’unica a occuparsi di lui è Ellen Crone, una ragazza amorevole ma con un terribile segreto.

Ellen è la tata sua e di sua sorella Matilda, si prende cura di loro, ma sotto sotto c’è qualcosa di strano.

I due ragazzi decidono di indagare e scoprono che spesso alla notte Ellen esce di nascosto e il giorno dopo gira la notizia di un brutale omicidio a Dublino dove le vittime vengono trovate senza più una goccia di sangue in corpo.

Tutto questo accade fino a quando Ellen lascia Dublino.

Gli anni passano, Bram si trasferisce al Trinity College, mentre Matilda si trasferisce a Parigi, dove incontra una Ellen ancora giovane e bella, la Ellen di quando erano bambini.

Matilda avvisa subito il fratello, non sapendo che quello sarà solo l’inizio di un terribile incubo che porterà la stesura di un romanzo che diventerà famoso.

Romanzo scritto dal pronipote di Bram Stoker, secondo in cui compaiono Bram e i personaggi da lui inventati.

In questo romanzo il protagonista è direttamente Bram Stoker che ci racconta la sua vita e l’incontro che gli ha permesso di scrivere il suo celebre romanzo Dracula.

A differenza di Undead, in cui Dacre portava avanti la storia di Bram raccontandoci un possibile seguito, in questo cerca di creare un possibile prequel che potrebbe rendere tutto realistico.

Purtroppo non ci è riuscito completamente.

Infatti questo secondo volume è molto più monotono, ha poca grinta e molte parti sono troppe forzate.

Nonostante questo le descrizioni sono veramente ben fatte e i personaggi caratterizzati abbastanza bene.

La storia sa distrarre, ma solo se non si hanno troppe aspettative.

Un romanzo adatto da leggere in spiaggia o in momenti in cui non ci si vuole estraniare troppo dal mondo esterno.

Micol Borzatta

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Undead. Gli immortali, Dacre Stoker e Ian Holt (Piemme 2009) a cura di Micol Borzatta

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Quincey Harker ha una grande passione per il teatro, ed è proprio al teatro che dedica tutto il suo tempo, nonostante il padre lo stia obbligando a frequentare l’università di Legge a Parigi.

Una sera, mentre sta recitando il ruolo di Mefistofele, l’attenzione del pubblico e la sua vengono catturate dall’arrivo del grande attore shakesperiano Basarab.

Nel frattempo Seward si è recato anche lui a Parigi per inseguire la Contessa Elizabeth Bàthory per poterla uccidere.

La Contessa infatti è una vampira con un passato da umana atroce.

Da giovanissima infatti era stata data in moglie solo per scopi politici, e suo marito la trattava nello stesso modo in cui addestrava i suoi cavalli e usava il suo corpo come un semplice giocattolo.

Elizabeth ha provato varie volte a scappare, ma ogni volta è stata portata indietro dal marito nel suo castello sui Carpazi, fino a quando poté finalmente scappare, grazie all’assenza del marito, all’eclisse lunare, l’aiuto dei contadini che odiavano il marito e all’ospitalità di sua zia Karla, vedova per la quarta volta a causa di una morte atroce e misteriosa.

Elizabeth e Karla iniziano una relazione dove la giovane imparò molti segreti e non solo legati all’amore fisico.

La sera delle prestazioni di Basarab a Parigi, sono riuniti nel teatro Basarab, Quincey, Seward, Elizabeth con le sue due seguaci.

Finito lo spettacolo Basarab e Quincey si trovano nel camerino del primo quando le due Donne in Bianco, le seguaci, entrano per uccidere Basarab, ma interviene Seward che mette in fuga le due ma rimane ucciso.

Poco dopo la morte di Seward, anche Jonathan Harker viene ucciso, la polizia sospetta di Mina, come complive di Jack lo Squartatore, che hanno impersonato nella figura di Van Helsing grazie, o a causa, del diario di Seward.

Quincey fa la conoscenza di Bram Stoker e scopre la verità sui suoi genitori, specialmente del legame tra sua madre e Dracula, legame che lo porterà a odiarla e a voler intraprendere una caccia al mostro, una caccia davvero pericolosa che lo porterà a rischiare la vita molte volte.

Romanzo scritto dal pronipote del grande Bram Stoker, riprende la storia scritta dal bisnonno.

Il romanzo inizia qualche anno dopo Dracula, il personaggio principale è Quincey Harker, figlio di Jonathan e Mina, che si trova ad aver a che fare con la contessa Elizabeth Bàthory.

La storia è narrata con salti temporali che raccontano intervallando il presente e la storia di una Elizabeth umana.

I personaggi sono ben caratterizzati e rispecchiano perfettamente quelli creati da Bram Stoker e molti fatti e personaggi storici, come la famosa serata a casa di Byron dove nacque Frankenstein  di Mary Shelley e Il vampiro di Polidori. Vengono chiamati in causa anche Arthur Conan Doyle e Oscar Wilde con le loro opere più famose.

Il romanzo scorre davvero veloce, coinvolgendo il lettore nella lettura che si trova all’ultima pagina senza accorgersene.

Una lettura che non fa sentire la mancanza di Bram Stoker.

Micol Borzatta

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Il canto della rivolta, Suzanne Collins (Mondadori 2016) a cura di Micol Borzatta

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Katniss ha vinto per due volte l’Arena degli Hunger Games, contro ogni previsione.

Ora vive in una casa ricca con la madre e la sorella e sta organizzando il suo matrimonio, ma deve difendere la sua vita e le persona a cui tiene perché Snow l’ha minacciata di morte.

Terzo e conclusivo volume della saga ci troviamo a vivere in un’atmosfera adrenalinica.

La storia non si ferma mai, parte esattamente da dove avevamo lasciato Katniss nel precedente, e i sotterfugi sono infimi.

IL personaggio è davvero ben realizzato, infatti non si può non odiarlo, grazie alla bravura della Collins.

Il finale è fantastico e risponde a tutte le domande che ci eravamo posti.

Micol Borzatta

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La ragazza di fuoco, Suzanne Collins (Mondadori 2016) a cura di Micol Borzatta

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Katniss Everdeen e Peeta Mellark hanno vinto la 74° edizione degli Hunger Games, e si sono trasferiti nel villaggio dei Vincitori sito nel distretto 12, quello più povero di Panem.

La mattina dell’inzio del Tour della Vittoria per i distretti, il presidente Snow va a far visita a Katniss.

Snow le comunica che la scenata di tentato suicidio che ha permesso loro la vittoria ha portato atteggiamenti di rivolta, così le ordina che deve convincere tutti, lui compreso, che non stesse sfidando lo stato ma solo difendendo il suo amore per Peeta.

La prima tappa del Tour è il distretto 11, quello di Rue.

Dopo il discorso di Katniss un vecchio inizia a intonare la melodia di Rue, mentre gli altri fanno il gesto di saluto che aveva fatto Katniss alla sua morte.

Peeta porta subito via Katniss mentre i Pacificatori uccidono il vecchio.

Il Tour continua, Peeta chiede la mano di Katniss sperando di placare la rivolta, ma ogni tentativo è inutile.

Toccherà a Katniss far sì che non scoppi una guerra mentre cerca il distretto 13.

Secondo volume della trilogia ci troviamo tra le mani tutto tranne che un romanzo di transizione.

Il romanzo infatti è pieno di eventi che accadono con un ritmo frenetico portando il lettore a divorare pagina dopo pagina.

Il tema della rivolta è molto ben trattato, specialmente a livello psicologico.

I personaggi sono maturati dal volume precedente, le esperienze fatte li hanno cambiati, proprio come succederebbe nella realtà.

Il finale ci porta a divorare subito il terzo volume.

Micol Borzatta

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