Cecità, José Saramago (Feltrinelli 2017) a cura di Micol Borzatta

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Ci troviamo in un tempo e luogo non precisato quando, tutto a un tratto, senza nessun segnale d’allarme, un signore diventa cieco. Una cecità molto strana, perché non inizia a vedere tutto nero, come normalmente accade, ma tutto bianco e luminoso.

L’uomo, dopo aver trovato un falso buon samaritano che lo accompagna a casa, e poi gli ruba la macchina, va con la moglie dall’oculista, dove constata che non ci sono segnali, di nessun genere, che indichino la cecità o la causa.

L’epidemia dilaga e il governo decide di rinchiudere tutti i malati in un ex manicomio con l’ordine di sparare a vista se qualcuno prova a uscire.

Dentro l’ex manicomio le condizioni di vita degenerano, le persone cercano di approfittarsi del prossimo e l’unica che riesce a far mantenere un po’ l’ordine è la moglie del primo cieco, l’unica a non esserlo diventata.

Romanzo potente anche se breve che riesce a descrivere il degrado dell’animo umano quando si trova a non sentirsi più costretto a seguire le regole.

Il tipo di storia mi ha ricordato molto Il signore delle mosche, con l’unica eccezione della tipologia dei personaggi. Se infatti ne Il signore delle mosche si parla di soli bambini, e quindi senza un regime di regole è quasi normale che diventino dei selvaggi, in questo romanzo si tratta di adulti, adulti che dovrebbero sapere come guidarsi, senza perdere la corretta via.

Invece possiamo vivere quasi sulla nostra pelle di cosa è capace l’animo umano quando è convinto di non doverne pagare le conseguenze.

Lo stile narrativo è davvero molto particolare e anche disorientante, infatti il testo è scritto tutto senza troppi invii a capo, perfino i dialoghi non sono segnati né dalla punteggiatura né dall’invio a capo. Questo tipo di scrittura è molto difficoltoso da seguire, ma quando si riesce a farci l’abitudine l’immersione del testo è totale, al punto tale che, nonostante sia narrato in terza persona, abbiamo la sensazione di conoscere ogni singolo personaggio.

Un romanzo davvero forte che racconta una realtà sempre odierna.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

Tantissimi auguri di buona Pasqua

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Buongiorno a tutti.

Anche la Pasqua è arrivata, sembra ieri che vi facevo gli auguri per il Natale.

E invece eccoci qui, a primavera inoltrata, con giornate bellissime da passare con le nostre famiglie e i nostri amici.

E anch’io non faccio eccezione, infatti quest’anno ho deciso di mettere in sospensione il blog per un paio di giorni e dedicarmi alla famiglia.

Quindi in questi giorni dedicatevi a grandi mangiate, grigliate, caccia alle uova colorate, scambio di quelle si cioccolato o, se preferite doni più raffinate, quelle di Fabergé come era tradizione degli Zar.

Un abbraccio a tutti e ancora tantissimi auguroni e ci rivediamo il 23 aprile.

Micol Borzatta

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Spark, Alice Broadway (Rizzoli 2019) a cura di Micol Borzatta

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Dopo lo spettacolo fatto da Leora durante la cerimonia dei nomi, molte figure importanti hanno deciso che può essere pericolosa, specialmente viste le sue origini.

Leora viene infatti a sapere che colei che ha sempre creduto sua madre, in realtà non lo è, sua madre, quella vera, quella biologica, era una Intonsa.

Questo fa di lei una mezzosangue. Condizione che il sindaco Longsight usa a suo vantaggio per ricattarla e obbligarla ad andare nel villaggio degli Intonsi come infiltrata e riferirgli i loro piani, in cambio i suoi amici e i suoi cari sarebbero rimasti al sicuro.

Leora non ha scelta, e si reca verso Fatherstone.

Il suo ingresso nel villaggio è molto turbolento, non tutti la vogliono, ma vengono obbligati dal consiglio ad accettarla.

I giorni passano e Leora è sempre più in preda a un dilemma interiore: una parte di lei continua a gridarle nella mente che tutto quello che le stanno dicendo sono bugie, mentre l’altra parte di lei si domanda se le storie originali, e quindi vere, siano quelle dei Marchiati, come ha sempre pensato, o quelle degli Intonsi. Oppure un insieme delle due.

Secondo volume della trilogia iniziata l’ano scorso con Ink, è sì un volume transitorio, ma ci fornisce anche molte risposte.

Il primo volume era finito abbastanza con calma, poteva sembrare quasi uno stand alone. Faceva insorgere molto domande, ma erano domande più che altro per curiosità. Curiosità che trovano risposte in questo volume in cui conosciamo a fondo l’altra faccia della medaglia e con un finale veramente forte che ci porta a volere il terzo volume il prima possibile.

I personaggi sono, anche questa volta molto ben caratterizzati, specialmente Leora, che cambia moltissimo. Da ragazza sicura di sé che è pronta a combattere contro il mondo intero per difendere quello in cui crede, diventa una persona insicura, diffidente e con una battaglia interiore per capire quale sia la verità e conoscere le sue origini.

Viene trattato molto bene il concetto di interpretazione di una stessa storia, infatti in base al punto di vista una storia può risultare buona o cattiva, i protagonisti possono essere buoni o cattivi, perché non sono concetti oggettivi, ma totalmente soggettivi.

la storia conquista, anche se in alcune parti la narrazione rallenta, ma sono le parti in cui impariamo di più.

Una buona lettura che è perfettamente all’altezza del primo volume.

E ora attendiamo il terzo.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

Ossessione, Stephen King (Sonzogno 1988) a cura di Micol Borzatta

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Charles Decker è un ragazzino un po’ disturbato che frequenta il liceo di Placerville.

Un giorno, stufo di essere umiliato davanti a tutti dal suo professore di chimica, decide di prenderlo a sprangate.

Il docente si salva, ma passa diverse ore in sala operatoria, e da quel momento Charlie passa il suo tempo dallo psicologo della scuola e dal preside.

Dopo l’ennesima chiamata dal preside, Charlie decide di sfidarlo, fino al punto di uscire dall’ufficio e denunciarlo a tutti per tentativo di violenza, per poi dirigersi verso il suo armadietto, prendere la pistola che aveva nascosto, dar fuoco all’armadietto e dirigersi verso la sua aula.

Entrato in classe spara alla docente e si siede alla cattedra.

Nel frattempo un altro docente, accortosi dell’incendio, si reca verso l’aula di Charlie, ma appena varca la porta, il ragazzo fa fuoco nuovamente.

Nessuno osa più intervenire, anche la polizia in cortile ha dei problemi, mentre Charlie, in aula, racconta episodi della sua vita, portando i suoi compagni a fare altrettanto.

Solo uno di loro, Ted Jones, cercherà di andare contro a Charlie, dando l’impressione di rendersi conto di cosa stia davvero accadendo.

Romanzo molto forte narrato tutto dalla voce di Charlie che ci trascina all’interno della sua psiche e dei traumi della sua crescita.

Infatti Charlie non ha avuto un’adolescenza semplice, figlio di una madre troppo esigente e di un padre militare molto rigido e stronzo che cerca, nel peggior modo, di trasformare il figlio da bambino a uomo.

Le descrizioni materiali non sono molto minuziose perché King ha voluto puntare molto più sulla psicologia creando vero terrore nella mente del lettore, ma anche moltissime riflessioni.

La narrazione non è totalmente lineare, ci sono tantissimi flash back, specialmente inerenti al passato di Charlie, che permettono di comprendere le sue azioni.

Una storia disturbante che colpisce come un pungo allo stomaco.

Il romanzo è stato ritirato dal mercato e tutte le copie invendute mandate al macero su ordine di Stephen King, dopo che il libro fu trovato in camera di un ragazzo che aveva realmente fatto una strage a scuola. King, sentendosi colpevole pensando a un’emulazione, ha deciso di cancellare per sempre, per quanto possibile, il romanzo.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

La notte delle falene, Riccardo Bruni (La Nave di Teseo 2017) a cura di Micol Borzatta

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Maremma toscana.

Dopo dieci anni dalla più terribile tragedia mai avvenuta in quei luoghi, Enrico torna nel paese natio per vendere la sua casa.

A occuparsene è Maurizio, vecchio amico dei tempi andati che, con la moglie Betti, faceva parte della compagnia di amici di Enrico.

Enrico ora abita a Roma con la fidanzata Giulia, ma quando Maurizio gli consegna alcuni oggetti che aveva dimenticato nella casa, tra cui il vecchio cellulare, per Enrico e i suoi vecchi amici si riaprono ricordi traumatizzanti.

Dieci anni prima Enrico frequentava Alice. Una sera, durante una festa, Alice chiede a Enrico di portarla via e in macchina gli confessa che ha avuto una relazione con Maurizio, nonostante stesse con Betti e avesse avuto due figlie.

Enrico reagisce malissimo e dice cose di cui si pente, Alice scende dalla macchina e si dirige a casa a piedi attraversando il bosco, ma a casa non arrivò mai.

Il suo corpo viene trovato vicino alla casa del Marcio, un ragazzo con grossi problemi mentali che già in passato aveva dato fastidio ad Alice.

In possesso del Marcio trovano la catenina di Alice e la maglia vicino alla porta.

Il padre di Alice lo uccide per vendetta, ma probabilmente i fatti non sono andati proprio così.

Romanzo thriller tutto italiano.

La voce narrante, per tutto il tempo è Alice, che nonostante sia morta ci racconterà i fatti, saltando continuamente tra passato e presente.

Le descrizioni sono molto particolareggiate, specialmente a livello psicologico e questo ci permette di legarci molto empaticamente ai personaggi e sentirci molto coinvolti.

La storia è piena di suspance e colpi di scena con un finale che ci lascerà davvero di stucco.

Una lettura strepitosa.

Micol Borzatta

Copia presa in biblioteca

Veleno. Una storia vera, Pablo Trincia (Einaudi 2019) a cura di Micol Borzatta

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Nel 2014 un giornalista decide di recarsi in due paesini della Bassa Modenese per indagare su un episodio avvenuto alla fine degli anni ’90.

Sedici bambini vengono tolti ai loro genitori dopo che insegnanti e assistenti sociali hanno notato dei traumi e strani comportamenti nei bambini.

Dopo svariati interrogatori gli assistenti sociali e gli psicologici riescono a farsi raccontare cosa turba i bambini, ma quello che sentono è shockante. I bambini raccontano episodi di violenza sessuale e pedofilia.

Il libro è un saggio realizzato leggendo i procedimenti penali, gli atti giudiziari e la documentazione delle indagini, nessuna parte viene romanzata e la narrazione è fedelissima ai fatti.

La storia narrata è adatta a qualsiasi lettore perché nonostante i temi trattati sono veramente forti e angoscianti, il linguaggio utilizzato è generico, ovvero non vengono descritte scene minuziosamente e non si entra nel dettaglio delle violenze. Questo permette al lettore di arrivare in fondo alla storia, nonostante la rabbia che queste pagine provochino.

Lo stile dell’autore è schietto e racconta i fatti esattamente come sono stati riportati negli atti, senza nessun orpello.

Una lettura shockante e molto disturbante su un evento storico italiano che ha traumatizzato la popolazione.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

Il ricatto, Anne Holt (Einaudi 2012) a cura di Micol Borzatta

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Siamo a Oslo nei giorni nostri.

Un giorno, un giovedì notte, la polizia viene chiamata per un omicidio.

Il crudele atto è stato compiuto a casa del procuratore legale Sigurd Halvorstud.

Al loro arrivo i poliziotti trovano il procuratore completamente ricoperto di sangue e la moglie decapitata da una katana di proprietà della famiglia.

Per le indagini viene incaricata Hanne Wilhelmsen e il suo collega Billy-T.

Fin da subito gli indizi portano ad accusare il procuratore e il movente viene spiegato dalla presenza dei documenti di richiesta di divorzio da parte della moglie e dalla presenza di una gran mole di banconote nascoste in un armadietto delle medicine nascosto in cantina.

Durante l’interrogatorio il procuratore continua a dichiararsi innocente e che il colpevole è Ståle Salvesen, solo che Salvesen si è suicidato il lunedì precedente.

La polizia è sempre più convinta della sua colpevolezza, nonostante lui sembri del tutto sincero quando riferisce la sua versione dei fatti.

Nel frattempo ad Hanne crolla il mondo addosso a casa, infatti Cecilie, la sua compagna, le comunica che ha il cancro e che due giorni dopo deve sottoporsi a un intervento.

Hanne inizia a mettere in dubbio la sua vita e a pentirsi dei sacrifici relativi alla sua vita con Cecilie che ha fatto per mettere sempre al primo posto la sua carriera di poliziotta.

Romanzo giallo che è in realtà un romanzo psicologico e introspettivo.

Del giallo infatti ha davvero ben poco, se si esclude l’omicidio e le indagini non c’è più nulla, manca l’adrenalina, manca la suspance, manca la tensione, manca anche la voglia di scoprire l’assassino da parte del lettore.

La scena più ritmata, con suspance e coinvolgimento, in tutto il romanzo è quando la moglie di Billy-T partorisce a casa Sand.

In compenso è davvero trattato bene il tema della famiglia, i problemi di una coppia quando uno dei due è sempre al lavoro, le difficoltà e i sacrifici per unire certe carriere a una vita domestica, all’affrontare una malattia grave e come l’affronta la famiglia.

Tutte tematiche forti che noi lettori viviamo concretamente perché, nonostante il romanzo sia narrato in terza persona, è tutto dal punto di vista di Hanne.

Ogni pensiero, sentimento o percezione ha il ruolo di vero protagonista portandoci a riflettere su come viviamo noi la nostra famiglia.

Micol Borzatta

Copia presa in biblioteca