Stalking Jack the Ripper, Kerri Maniscalco (James Patterson Book 2016) a cura di Micol Borzatta

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Londra 1888

Audrey Rose è la nipote del professore di anatomia Jonathan Wadsworth, e ha la passione per lo studio e per la medicina.

Così, nonostante sia una donna, riesce a convincere lo zio a partecipare alle sue lezioni a condizione che si travesta da uomo.

Ed è proprio durante le lezioni dello zio che Audrey Rose conosce Thomas, un ragazzo molto intelligente che si rivela un grande osservatore quando il dottor Wadsworth chiede ai ragazzi di studiare i cadaveri di tre donne barbaramente uccise e scrivere una relazione sulla loro morte.

Le tre donne sono Mary Ann Nichols, Annie Chapman ed Emma Elizabeth Smith, che nonostante sia stata la terza trovata, in realtà è stata uccisa per prima.

Audrey Rose decide di indagare su queste morti, insieme a Thomas, e scopre che Emma Elizabeth Smith ha dei legami con la sua famiglia.

La ragazza infatti, oltre a essere stata un’amica speciale della ormai defunta madre, ed era stata anche la promessa sposa di suo zio Jonathan.

Le cose però si complicano quando Scotland Yard arresta lo zio Jonathan come colpevole delle morti di Whitechapel, con la prova di una testimonianza diretta che lo avrebbe visto aggirarsi furtivamente ed essendo lui un anatomopatologo aveva anche le conoscenze per incidere le ferite inferte alle vittime e ad asportare gli organi mancanti.

Ovviamente la cosa è assurda e Audrey Rose è ancora più convinta a indagare sugli omicidi per liberare suo zio.

Ad aiutarla ci sono il fratello, Nathaniel, e Thomas, ma le cose si complicano quando durante il periodo di detenzione dello zio gli omicidi cessano, convincendo così maggiormente la polizia e l’opinione pubblica della colpevolezza di Jonathan, finché non arriva una lettera firmata Jack the ripper.

Romanzo molto originale che riesce a unire fatti storici con una storia assolutamente inventata.

Al momento è disponibile solamente in inglese, in Italia non è stato ancora tradotto, ma il livello della lingua non è complicatissimo, con impegno e pazienza anche chi ha un livello base riesce a leggerlo.\

La storia è molto scorrevole e avvincente, con descrizioni non eccessivamente lunghe e assolutamente per nulla pesanti.

Il linguaggio non è per niente complicato, non vengono usati termini troppo tecnici ed è affrontabile da chiunque.

Senza nessun stereotipo, l’autrice riesce a creare dei personaggi veramente reali e perfettamente coerenti sia con l’epoca che con il loro carattere.

Una lettura veramente molto piacevole che non vedo l’ora di poter rifare in italiano per riuscire a immergermi e immedesimarmi ancora di più.

Micol Borzatta

Copia di proprietà

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