Il teatro delle ossa, Stephen Gallagher (Piemme 2011) a cura di Micol Borzatta

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Inghilterra 1888.

Tom Sayer è un ex pugile assunto presso una scalcagnata compagnia teatrale itinerante e innamorato follemente di Louise, attrice della compagnia, vieni un giorno accusato ingiustamente della morte di un ragazzo, il cui cadavere viene trovato martoriato dentro al suo baule.

Sayer sa perfettamente che è innocente e che qualcuno lo vuole incastrare, ma sembra essere l’unico a crederci, così è costretto a prendere in mano le indagini e cercare il colpevole da solo, lottando contro il tempo, perché la prossima vittima potrebbe essere proprio Louise.

Durante le indagini scopre di non essere l’unico a credere alla sua innocenza, anche Bram Stocker, creatore di Darcula e segretario del celebre attore Henry Irving, lo crede e vuole assolutamente aiutare l’amico a dimostrarlo.

Romanzo thriller molto ben strutturato e intrigante, che acquisisce un punto in più con la scelta dell’autore di voler far rivivere Bram Stocker come uomo di teatro e non solo come scrittore, come generalmente lo si incontra.

Le descrizioni sono davvero spettacolari, si può vivere in prima persona l’Inghilterra di fine 1800, come molto reali sembrano i personaggi, caratterizzati davvero a tutto tondo.

Una narrazione che ci porta a vivere i giochi perversi della società bene e che viene sempre tenuta nascosta, con una struttura di base interessante anche se un po’ scheletrica.

Un romanzo dalle grandi potenzialità che forse è stato sviluppato poco, ma riesce comunque a conquistare anche se non folgora il lettore.

Micol Borzatta

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