Illuminae, Amie Kaufman & Jay Kristoff (Mondadori 2016) a cura di Micol Borzatta

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Kady Grant ed Ezra Mason sono fidanzati, vivono su Kerenza nel 2575, e come tutti gli adolescenti le loro uniche preoccupazioni sono la scuola e i divertimenti.

Un giorno Kady decide di lasciare Ezra, la cosa sembra essere la peggiore della loro vita, ma quando poche ore dopo Kerenza viene attaccata dalla BeiTech, le loro priorità cambiano radicalmente.

Kady, grazie alla decisione di lasciare Ezra, aveva deciso quella mattina di recarsi a scuola con il pickup della madre invece della metropolitana, e questo fatto ha contribuito a lei e a Ezra di salvarsi la vita.

Ezra però rimane ferito, così quando arrivano i soccorsi finiscono su due navicelle diverse, Kady sull’Hypatia ed Ezra sull’Alexander.

I giorni passano in una quotidiana routine, quando la terza navicella, la Copernicus dove stazionava la madre di Kady per fare delle ricerche biologiche, viene fatta saltare in aria.

Le voci che i superiori mettono in giro è che la colpevole sia la Lincoln, la navicella della BioTech che sta dando loro la caccia, ma voci dirette interne danno una seconda versione: Aidan, l’intelligenza artificiale che gestisce s guida l’Alexander, ha dato di matto dopo seri danni subiti su Kerenza, e abbia dato l’ordine di far saltare in aria la navicella a causa di un virus chiamato Phobos che era presente sulla Corpernicus.

Kady decide che vuole vederci chiaro e inizia così a indagare da remoto dalla Hypatia, facendosi aiutare da Ezra, che essendo sulla Alexander può entrare reperire informazioni di prima mano.

Inizia così una lunga ricerca di documenti e fatti, e a ogni scoperta la verità insabbiata risulta essere sempre più shockante.

Romanzo fantascientifico scritto tutto come un dossier di file, trascrizioni di chat, registrazioni e filmati, in cui la storia d’amore tra i due ragazzi è solo un espediente per spiegare come mai due persone su due navi diverse abbiano bisogno di scriversi, comunicare e lavorare insieme per risolvere il mistero della morte della madre di una dei due

Proprio la struttura particolare, che nella prefazione viene spiegata come il ritrovamento un anno dopo gli avvenimenti, portano il lettore a sentirsi ancora più coinvolto, come se avesse realmente in mano dei documenti che narrano di fatti reali e solo lui possa  raccontare gli avvenimenti e renderli noti.

Durante la lettura si incontrano anche pagine totalmente nere in cui viene scritto a grandi lettere in bianco il countdown agli avvenimenti cruciali, e questo crea uno stato d’ansia nel lettore continuo che inizia a leggere più velocemente come se stesse combattendo contro il tempo. Espediente usato anche nella serie TV 24 e che anche all’epoca funzionava davvero bene per far pesare lo scorrere del tempo.

Un romanzo incredibile capace di avvicinare al genere fantascientifico anche chi non è mai stato amante del genere.

Micol Borzatta

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