Silenzio di Luana Troncanetti (Independently Published 2017) a cura di Micol Borzatta

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Ernesto è un tassista di Roma a cui piace vivere nel suo taxi, teatro delle storie più disparate, a causa di un rapporto ormai finito con la moglie che soffre di depressione.

Un giorno viene a conoscenza dell’omicidio di uno scultore di fama internazionale.

Lo scultore viveva da solo e pochissime persone avevano accesso al suo appartamento e nessuno dei pochi prescelti aveva un movente per ucciderlo a suon di torture, concentrate in particolar modo sulle mani dello scultore.

L’incaricato delle indagini è l’ispettore Paolo Proietti, il quale si ritrova a dover indagare senza ausilio della scientifica, sia il cadavere che il luogo dell’omicidio, infatti, sono perfettamente puliti e non conservano nessuna traccia utile per il laboratorio.

Proietti dovrà in questo modo concentrarsi il doppio e darsi da fare per trovare il colpevole.

Primo noir dell’autrice, ci troviamo davanti a un’opera scritta davvero magistralmente, che non le fa invidiare il lavoro di nessun grande del genere.

Le descrizioni sono perfette, tant’è che per tutta la durata della lettura si possono assaporare gli  odori e i profumi della Roma per bene, provare come nostre le emozioni, trovandoci talmente coinvolti da voler aiutare in tutti i modi possibili Proietti a risolvere il caso.

Gli avvenimenti sono molto ben realizzati, al punto che i duri fatti di cronaca ci ritroviamo a vivere vengono raccontati con una poeticità incredibile, che permette alla Troncanetti di trattare temi davvero molto delicati con un rispetto e una diplomazia fantastici.

Unica pecca riscontrata, causata dal fatto che il romanzo è un’autopubblicazione, è la totale mancanza di editing, che avrebbe permesso al romanzo di raggiungere i gradini più elevati della qualità, e avrebbero permesso una lettura migliore, ma è un problema risolvibilissimo.

In conclusione un romanzo davvero meritevole che merita visibilità e successo.

Micol Borzatta

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