Alan Wake, Rick Burroughs (Multiplayer Edizioni 2010) a cura di Micol Borzatta

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Alan Wake è uno scrittore famosissimo che sta passando, ormai da due anni, il famoso blocco dello scrittore, e non riesce più a scrivere nulla.

Per cercare di farlo rilassare, la moglie gli propone di prendersi una vacanza a Bright Falls.

Mentre sono sul traghetto, Alan ha un incubo in cui il personaggio di un racconto che aveva iniziato a scrivere tanti anni prima, e non aveva mai finito, vuole ucciderlo per aver giocato con la sua vita.

Svegliatosi di colpo, Alan si ritrova nel paesino di Bright Falls e si reca a prendere le chiavi del cottage che hanno affittato.

Il cottage si trova su un’isolotto che sorge nel lago chiamato Cauldron Lake, e appena entrano Alan scopre che la moglie ha portato dietro la sua macchina da scrivere e gli ha preso un appuntamento con lo psicologo Emil Hartman, per vedere se riesce a uscire dal suo blocco dello scrittore.

Alan litiga furiosamente con la moglie e se ne va a farsi un giro, ma al suo ritorno trova il cottage totalmente al buio e la moglie che urla.

Mentre corre verso casa, vede la moglie cadere nel lago e si tuffa pure lui per salvarla.

Viene ritrovato svenuto dallo sceriffo, che appena si riprende gli spiega che è sparito per una settimana e che Bright Falls non ha isolotti da più di 35 anni, ovvero dall’ultima eruzione del vulcano.

Alan non ci crede, fino a quando non lo vede con i suoi occhi.

Decide allora di cercare autonomamente la moglie, ritrovandosi ad affrontare le tenebre ed esseri definiti Posseduti che cercheranno di ucciderlo.

Nel frattempo, durante la strada, troverà delle pagine di un manoscritto che sembrerebbe scritto da lui, dal titolo Departure, che narra quello che sta accadendo.

Romanzo basato sull’omonimo videogioco, è stato realizzato molto fedelmente.
Questo è insieme un bene e un male.

Infatti togliendo il prologo che effettivamente ha un’atmosfera molto spaventosa, lugubre, che trasmette terrore e orrore nel lettore, portandolo a vivere quasi in prima persona l’incubo di Alan, il resto della narrazione è molto più azione che horror.

La storia infatti si sviluppa molto come un gameplay, quindi tutta la parte relativa alla ricerca di Alice, ovvero tutto il romanzo, è descritta come se fosse un romanzo d’azione.

Pur avendo ambientazioni molto creepy, l’autore non ha sviluppato appieno quello che riguarda i pensieri e le emozioni di Alan creando così un’atmosfera oscura e di panico, ma ha descritto il tutto come se effettivamente ci trovassimo a dover muovere il personaggio per uccidere i nemici ed evitare gli ostacoli, esattamente come ci troviamo a fare nel videogioco.

Nonostante questa piccola pecca il romanzo è davvero ben fatto, molto bello grazie alla storia molto complessa e ben sviluppata, e alle descrizioni, che anche chi non ha mai visto il videogioco non ha nessun problema a figurarsi le ambientazioni, i nemici e le situazioni.

Creepy, ansiogeno, avventuroso e psicotico, è un romanzo che si legge molto velocemente e con grande piacere.

Micol Borzatta

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