L’ombra del vento, Carlos Ruiz Zafon (Mondadori 2014) a cura di Micol Borzatta

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Barcellona.

Daniel è il figlio di un libraio e ha dieci anni quando una notte, dopo una crisi perché non si ricorda più il volto e la voce della madre morta, viene portato dal padre al Cimitero dei libri dimenticati, una grande biblioteca segreta dove vengono tenuti tutti i libri che rischiano la distruzione.

Come rito d’iniziazione Daniel deve scegliere un libro, adottarlo, e prendersi cura di lui per tutta la vita. La sua scelta cade sul volume L’ombra del vento di Julian Carax.

La lettura del romanzo lo coinvolge talmente tanto che finisce il libro in una nottata e vuoel leggere altri scritti dell’autore, ma nessuno sembra conoscerlo.

Questa sua voglia di conoscenza lo porterà a concentrarsi sulla ricerca della storia di Carax, portandolo perfino a ricevere minacce di morte da parte di un oscuro individuo con il volto bruciato e dal capo della polizia Fumero.

Nonostante le minacce e le difficoltà Daniel continua imperterrito a ricostruire la vita del suo autore preferito investendo parecchi anni della sua vita.

Un romanzo dai toni forti, con uno stile narrativo molto scorrevole e avvincente grazie alla sua trama intricata.

Un miscuglio tra un mistery, una storia d’amore e una saga familiare, L’ombra del vento riesce a conquistare qualsiasi tipologia di lettore, dando vita a un legame a doppio filo.

Nonostante le sue 800 e più pagine, non ci si accorge per nulla della mole, perché ci si perde riga dopo riga, vivendo la storia sulla propria pelle, innamorandoci di Daniel e di Carax, arrivando perfino a voler tenere in mano pure noi quei libri narrati con così tanto amore e ardore.

Un romanzo pieno di vita e di sentimenti che scalda il cuore e l’animo e che non si vorrebbe mai finire di leggere.

Micol Borzatta

Le vergini suicide, Jeffrey Eugenides (Mondadori 2016) a cura di Micol Borzatta

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La famiglia Lisbon è quella che si può definire una famiglia felice, ma la cosa è solo apparentemente.

Nel giro di un anno, infatti, tutte e cinque le figlie si suicidano. Le cause non si conoscono, però l’atteggiamento troppo rigido della madre, più rigido ancora che se fossero Amish, l’impossibilità di poter vivere normalmente e l’atteggiamento remissivo del padre potrebbero sicuramente aver contribuito.

La prima a suicidarsi è Cecilia, la figlia più piccola di soli 13 anni. Il primo tentativo lo fa tagliandosi le vene, ma viene soccorsa in tempo e in ospedale riescono a salvarle la vita, così qualche giorno dopo si butta fuori dalla finestra finendo trafitta dalla cancellata intorno a casa.

Dopo dieci mesi dalla morte della sorella, anche le altre si suicidano. Bonnie, di 15 anni, si impicca, Therese, di 17 anni, prende dei sonniferi, Lux, di 14 anni, si chiude dentro alla macchina con il motore acceso e il garage chiuso, mentre Mary, di 16 anni, infila la testa nel forno. Tutto avviene nello stesso istante una notte.

L’unica a salvarsi è Mary, che non riesce a morire, viene ricoverata per due settimane e poi dimessa, ma la sua condizione dura poco, perché due settimane dopo si suicida con i sonniferi anche lei.

A raccontare la storia, vent’anni dopo l’accaduto, è un compagno di scuola che descrive giorno per giorno quel terribile anno sia dal suo punto di vista, che delle persone che hanno avuto modo di interagire con le cinque ragazze, a partire dai docenti, passando dai compagni di scuola che erano ossessionati da loro, fino ad arrivare agli abitanti della via.

Un romanzo interessante e molto forte che tratta l’argomento del suicidio, della depressione e del disagio interiore molto profondamente.

Le descrizioni sono davvero molto minuziose, in particolar modo quelle relative agli stati d’animo, sia quelli del narratore che degli altri personaggi, anche se sono raccontati indirettamente da un punto di vista esterno.

Si cerca in tutti i modi di sondare la vita di tutte e cinque le ragazze per capire quale sia stata la molla che le ha fatte scattare e reagire in quel modo, e se delle ultime quattro si può immaginare cosa le abbia spinte, anche se le conclusioni finali degli psicologi sono totalmente fuori strada, non si capisce quale sia la ragione di Cecilia, la prima a compiere quel passo.

Un romanzo che può insegnare molto ai giovani, ma anche agli adulti.

Un romanzo formativo che dovrebbe girare per tutte le scuole e far davvero ragionare le persone.

Micol Borzatta

Il re dei ladri, Cornelia Funke (Mondadori 2006) a cura di Micol Borzatta

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Prosper e Bo sono due fratelli rimasti orfani. Appena vengono a conoscenza che la zia vuole adottare solo Bo, il più piccolo, scappano e si recano a Venezia, la città di cui raccontava loro la madre, descrivendola come una città magica e paradisiaca.

Qui incontrano Vespa, una bambina che vive per strada e che li porta al suo rifugio dove il resto della banda, composta da Riccio, Mosca e Scipio, il Re dei ladri, li accolgono come parte integrante del gruppo.

Prosper e Bo pensano di essere al sicuro, quando un giorno si imbattono in Victor, un detective assunto dalla zia per ritrovarli.

Per i due fratelli, e il resto della banda, iniziano avventure e peripezie per sfuggire dalla zia dei fratelli e nel contempo portare a termine un incarico che era stato affidato a Scipio.

Romanzo di veloce lettura in cui ritroviamo tutta la magia a cui la Funke ci ha abituato, e anche molti valori profondi come l’amicizia, l’amore, la fiducia e il rispetto.

Con descrizioni molto forti possiamo relazionarci con i personaggi come se fossero reali, percependoli al nostro fianco durante tutta la lettura.

Magico, coinvolgente ed entusiasmante, una storia che fa sognare, commuovere e innamorare.

Micol Borzatta

Il traduttore, Biagio Goldstein Bolocan (Feltrinelli 2017) a cura di Micol Borzatta

Recensione pubblicata sul blog Leggere a Colori con cui collaboro

Milano 1956. Il vice commissario Guerini viene chiamato d’urgenza in ufficio mentre stava per ordinare il suo pranzo a causa di un’emergenza: in via Borsieri il traduttore della casa editrice Feltrinelli è stato trovato morto nel suo appartamento dalla portinaia del palazzo. Tutto fa credere che si sia tagliato la carotide da solo, ma la polizia è più propensa a pensare a un omicidio. Prima di morire Cesare stava lavorando sulla traduzione del romanzo Il dottor Zivago di Boris Pasternak.

Guerini capisce subito che la soluzione del caso non sarà semplice e infatti più si addentra nelle indagini e più affiorano piste inquietanti legate a interessi politici internazionali. Toccherà a Guerini districarsi fra le varie storie per trovare l’unica che lo condurrà alla verità.

Sorgente: Recensione di Il traduttore di Biagio Goldstein Bolocan – Leggere a Colori

Alice nel paese della vaporità, Francesco Dimitri (Salani 2010) a cura di Micol Borzatta

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Dopo essere stata salvata da Solomon e portata a Londra, ad Alice si è prospettata una vita molto fortunata. Abbandonato le gabbie delle lotte clandestine e le violenze del suo manager nella Zona Vecchia, la Steamland, è diventata un’antropologa rinomata.

Ad Alice però questa vita non piace, la trova noiosa e monotona, così decide di tornare nella Steamland per studiarne la popolazione, gli usi e i costumi.

La Steamland comprende tutto il territorio che non è Londra ed è pieno di una fitta nebbia, chiamata Vaporità, che provoca allucinazioni e mutazioni genetiche.

Nel primo paese in cui arriva viene accolta come una di famiglia a tal punto che la proteggono rimettendoci la vita.

L’attacco è stato portato dall’esercito del Coniglio Bianco, un seguace della Regina che sta cercando Alice a causa di una profezia inventata dalla Regina stessa per consolidare il suo potere.

Alice ora è responsabile di Zap, l’unico sopravvissuto del paese, e lo devo accompagnare da Clint, il capo della fazione ribelle.

Durante il tragitto incontrerà Chesy, un uomo-gatto che appare e scompare a piacimento, Miyamoto, un monaco scimmia che le insegnerà a vivere nella Vaporità e a combattere, e la banda di Clint, a cui si unirà per attaccare e spodestare la Regina.

Romanzo molto particolare già dalla sua struttura.

Infatti Alice nel paese della vaporità è un romanzo che riceve via mail Ben, un lettore di un’agenzia letteraria che soffre della Sindrome di Alice nel paese delle meraviglie, una malattia realmente esistente, e che lo porta ad avere allucinazioni, e noi leggiamo il romanzo insieme a lui. I capitoli della storia di Alice sono infatti inframmezzati da quelli che narrano di Ben.

Altra particolarità del romanzo è la struttura della narrazione che oltre a cambiare font del carattere o la grandezza, in modo da trasmettere in senso di allucinazione, a volte le frasi sono racchiuse in un diagramma matematico. Questo ci porta a provare una sensazione di smarrimento, confusione e distorsione che sono esattamente quelle provate da Alice, facendoci vivere ancora più intensamente il romanzo.

La storia, pur essendo un ritelling di Alice nel paese delle meraviglie, è originale, grazie anche alla sua ambientazione steampunk, che personalmente trovo davvero spettacolare e mi piacerebbe fosse usata molto più spesso.

Luoghi, personaggi ed emozioni e pensieri sono descritti molto minuziosamente, a volte anche in modo molto crudo, ma serve per dare maggiore concretezza e una totale profondità agli ambienti e ai personaggi.

Molto disturbante, ma anche coinvolgente è un viaggio che vale la pena affrontare e di cui non ci si pentirà.

Micol Borzatta

Il fante di fiori vol. 1, Angelica Cremascoli (Triskell Edizioni 2016) a cura di Micol Borzatta

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Fortunatamente le cose tra Engie e Derek sembrano essersi sistemate, nonostante continuino a esserci degli alti e dei bassi.

Purtroppo però Engie è costretta a tornare a Londra per discutere la tesi di laurea.

Durante la festa che si tiene subito dopo, Brownie si presenta per riportare Engie in America, sia per continuare il lavoro insieme che per gettarla tra le braccia di Derek, e nonostante tutti i suoi dubbi Engie si ritrova su un aereo diretto negli USA.

Una volta atterrata però, il lieto fine che le avevano prospettato sembra sfuggirle nuovamente.

Stavolta però la causa è un suo ex fidanzato che si ripresenta di colpo.

E siamo arrivati al penultimo romanzo della saga.

Il tira e molla tra Derek ed Engie imperva anche tra queste pagine, ma l’autrice riesce a evitare la noia che questo potrebbe causare nel lettore, inserendo un terzo incomodo.

Nonostante non sia una trovata originale, ma un classico cliché per romanzi di questo genere, è comunque una buona trovata per tenere sempre acceso l’interesse del lettore.

Anche stavolta al centro dell’attenzione sono i sentimenti dei vari personaggi che entrano come un tornado nel cuore del lettore.

Micol Borzatta

Now, Stephen R. Meier (Fanucci 2017) a cura di Micol Borzatta

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Il mondo è completamente cambiato. Dopo avendo pagato un prezzo altissimo, costato milioni di vite, ora è quasi perfetto.

Tutto è governato da Now, un computer avanzato che era stato costruito dal Pentagono e che con l’aiuto di Rupert è diventato un’intelligenza artificiale autosufficiente.

I fondatori del programma sono stati Bill e Mitchell, quest’ultimo sparito misteriosamente, ha lasciato il posto al figlio Spark.

Spark però è testardo come il padre e non riesce a eseguire gli ordini e basta, deve sempre sapere tutto e comprendere ogni cosa, caratteristica che lo porterà a scoprire la verità sulla morte del padre. Verità che lo trasformerà in un ricercato e fuggitivo.

Così, nonostante i droni mandati in giro a cercarlo, Spark scapperà fuori da Eden e si nasconderà nei boschi circostanti per cercare di rimanere vivo lui, i suoi cari e salvare anche il mondo.

Romanzo distopico che nonostante non abbia una trama originalissima, essendo un argomento già lungamente sfruttato, riesce a svilupparla in modo originale.

Il primo terzo del libro ha un ritmo molto lento, in cui la lettura arranca e c’è poco coinvolgimento, però spiega bene le ambientazione e il passaggio dal mondo che noi conosciamo al mondo di Now.

Superato questo piccolo scoglio il romanzo prende un ritmo adrenalinico e veloce, diventando un thriller a tutti gli effetti e che rapisce completamente.

Lo svolgimento dell’argomento è fatto talmente bene che dà al lettore moltissimi spunti di riflessione, sia sul possibile futuro descritto, sia su quello che si potrebbe fare per evitarlo.

Un ottimo romanzo per essere il volume d’esordio dell’autore.

Micol Borzatta