Carne mia, Roberto Alajmo (Sellerio 2016) a cura di Micol Borzatta

Recensione pubblicata sul blog Milano Nera con cui collaboro

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Due bambini camminano al bordo della strada, mano nella mano, sotto al caldo cocente. Il più grande ha un punteruolo che gli esce dalla cintola dei pantaloni. Una macchina si ferma, ma Calò, il maggiore, la fa scappare chiedendo al conducente se fosse pedofilo.

Palermo. La famiglia Montana vive grazie a un chioschetto di frutta e verdura. Un giorno Calogero, il padre, non fa ritorno a casa e sparisce per sempre. Mela, la madre, decide allora  di prendere in mano le redini del chiosco, ritira i figli da scuola e li mette a lavorare in bottega con lei. Franco, il figlio minore, si rivela subito un gran lavoratore e maturo per la sua età, Enzo, il maggiore, fin da subito fa capire che è uno scansafatiche che non ha voglia di fare nulla.

Sorgente: Carne mia – MilanoNera

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